<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807</id><updated>2010-09-09T16:11:00.073+02:00</updated><title type='text'>INFORMARMY.com</title><subtitle type='html'>notizie ed informazione di politica, ambiente, salute, giustizia, finanza, economia, inquinamento, lavoro, sicurezza, alimentazione, malattie, massoneria, esoterismo, mafia e tanto altro</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/-/scuola'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/search/label/scuola'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/-/scuola/-/scuola?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>150</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-6743398553469101825</id><published>2010-04-28T21:39:00.001+02:00</published><updated>2010-04-28T21:39:00.551+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi'/><title type='text'>Università alla paralisi e il Pd “scopre” la Gelmini</title><content type='html'>&lt;em&gt;di &lt;strong&gt;Alessandro Dal Lago&lt;/strong&gt;, il manifesto, 22 aprile  2010&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivano giorni oscuri per l'università. Se i  ricercatori si asterranno dalla didattica, verrà a mancare un buon terzo  dell'offerta formativa (il che non è solo un problema quantitativo).  Non ci sono i soldi per contratti sostitutivi, anche se sono pagati una  miseria, ed è assai dubbio che i professori si sobbarchino la didattica  fin qui assicurata dai ricercatori. Ma c'è un altro problema: verranno a  mancare i requisiti minimi di legge per l'esistenza dei corsi di I e II  livello. L'università potrebbe trovarsi, dal prossimo autunno, nella  paralisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è la situazione strutturale, di lungo periodo, a  essere veramente preoccupante. La Corte dei conti ha rilevato il  fallimento delle lauree brevi (moltiplicazione dei corsi, stabilità  degli abbandoni, inevitabile declino della qualità, spesa assorbita in  modo schiacciante dal personale). A ciò si aggiunga la scarsa  competitività (espressa dal bassissimo posto dei nostri atenei nelle  classifiche internazionali), l'antica questione dei fuori corso (una  specialità tutta italiana) e il sub-finanziamento della ricerca. Quello  0,8 del Pil speso in formazione superiore (e quasi tutto a carico del  settore pubblico) fotografa impietosamente la realtà italiana: noi  spendiamo percentualmente il 40% in meno della media europea, il che  vuol dire, anche tenendo conto della spesa per studente, la metà delle  risorse impegnate dai paesi più sviluppati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che la Corte non  può valutare è il senso di sfascio e frustrazione che circola tra i  docenti; ormai, i parametri imperanti in qualsiasi atto o iniziativa  sono astrattamente quantitativi: limiti di bilancio, requisiti minimi,  punti docente, restrizioni sull'uso del telefono e delle fotocopie...&lt;br /&gt;E  questa impotenza è sommersa da una coltre di decreti e regolamenti che  pretendono di fissare, in un linguaggio standard, ereditato dal  burocratese europeo tradotto in gergo italico-ministeriale, come  valutare qualsiasi obiettivo culturale, scientifico o formativo. La  verità è semplicemente questa: soldi per la ricerca non ce ne sono; e,  quanto alla didattica, basti sapere che dei mille studenti che esamino  ogni anno, ottocento non li vedrò mai, ombre che si materializzano in  una tesina o in un compito in classe, un rito didattico vacuo che, in  queste condizioni, umilia me e loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto a questa realtà, i  contenuti del Ddl Gelmini non sono nemmeno acqua fresca, ma un sigillo  finale messo a un'agonia iniziata all'epoca di Berlinguer, quando si  sono gettate le basi per trasformare l'università in una specie di Cepu,  con la mitologia vetero-aziendalistica dei debiti e dei crediti; quando  si sono create le premesse per moltiplicare i corsi e le cattedre,  senza intaccare in nulla, e anzi aumentando, il potere dei gruppi  accademici nazionali di controllare il reclutamento. I bizzarri criteri  di composizione delle commissioni di concorso inventati dall'attuale  ministro (estrazione + votazione et similia) non mutano in niente la  pratica secolare della cooptazione guidata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riforma della  cosiddetta governance aumenta il potere dei rettori e dei consigli di  amministrazione, facendo del senato accademico un comitato di  consulenza.&lt;br /&gt;Mescola le carte, ingrandendo i dipartimenti e unificando  le facoltà deboli in enti dai contorni vaghi (mentre le facoltà forti,  come ingegneria e medicina, aumentano il loro peso specifico): così, il  potere dei professori-manager si accresce, soprattutto in una fase in  cui le risorse diminuiscono. Quanto ai privati nei consigli di  amministrazione, si spalanca la strada all'ingresso incontrollato e, se i  rettori vorranno, maggioritario di interessi estranei al fine  dell'università, e in cambio di nulla. Marcegaglia docet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Pd  si è finalmente occupato di università. Ma a giudicare dal documento  reso pubblico ieri, non si va al di là di richieste puramente rituali, e  ovviamente inascoltate, come aumentare il finanziamento e portarlo alla  media europea. Per il resto, bisognerebbe che l'attuale opposizione si  interrogasse sul modo in cui ha gestito l'università quando governava. E  quindi sull'idea liberista di università e ricerca che ha contribuito a  imporre al paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte:  http://temi.repubblica.it/micromega-online/universita-alla-paralisi-e-il-pd-scopre-la-gelmini/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-6743398553469101825?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/6743398553469101825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/04/universita-alla-paralisi-e-il-pd-scopre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/6743398553469101825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/6743398553469101825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/04/universita-alla-paralisi-e-il-pd-scopre.html' title='Università alla paralisi e il Pd “scopre” la Gelmini'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-194252386258789973</id><published>2010-04-17T23:18:00.001+02:00</published><updated>2010-04-17T23:18:00.581+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Il fallimento delle Berlusconomics</title><content type='html'>Berlusconi ha sempre fatto del "nuovo miracolo economico italiano" un  cavallo di battaglia. Ma il bilancio degli esecutivi del Cavaliere è  decisamente magro. Non soltanto il promesso miracolo non c’è stato, ma  quello che ha sperimentato il paese è proprio il suo esatto contrario.  Nel primo decennio del nuovo secolo, infatti, abbiamo ininterrottamente  assistito a un declino relativo dell’Italia rispetto alle altre economie  europee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di &lt;strong&gt;Adriano Bonafede&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Massimiliano  Di Pace&lt;/strong&gt;, Repubblica Affari &amp;amp; Finanza&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Grazie  alle misure che il governo di centrodestra adotterà, nel caso di  vittoria elettorale, in materia fiscale e di incentivi, il Pil crescerà  oltre il 4 per cento». Come dimenticare la promessa che Berlusconi fece  all’assemblea della Confcommercio del 2001, pochi giorni prima di  vincere quelle elezioni che avrebbero inaugurato il suo "decennio" di  governo, inframezzzato solo dai due anni del governo Prodi? Certo, non  sempre le promesse si possono mantenere in toto, e spesso succedono cose  imprevedibili. Tuttavia Berlusconi ha sempre fatto del "nuovo miracolo  economico italiano" un cavallo di battaglia. A distanza di quasi dieci  anni, il bilancio degli esecutivi del Cavaliere è però decisamente  magro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non soltanto il promesso miracolo non c’è stato, ma quello  che ha sperimentato il paese è proprio il suo esatto contrario. Nel  primo decennio del nuovo secolo, infatti, abbiamo ininterrottamente  assistito a un declino relativo dell’Italia rispetto alle altre economie  europee, a cominciare dai paesi più simili a noi come Francia, Germania  e Gran Bretagna, e senza considerare la Spagna, che ha avuto un exploit  decisamente eccezionale. Non solo, ma l’economia italiana, dati alla  mano, è quella che ha resistito meno alla crisi economica mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A  queste conclusioni si arriva guardando i dati di crescita del prodotto  interno lordo. Ci si accorge, infatti, che per tutti gli anni 2000,  l’Italia ha perso posizione su posizione, registrando un tasso sempre  inferiore a quello degli altri paesi. Questa circostanza emerge, per  esempio, confrontando il tasso dell’Italia con la media (semplice) dei  tassi di Francia, Germania e Gran Bretagna. Ebbene, se nel 2001 (anno da  dividere con il governo di centro sinistra guidato da D’Alema) la  differenza a nostro sfavore era appena di 0,07 punti, negli anni  successivi il differenziale di crescita è stato costantemente più  pronunciato: 0,53 punti nel 2002, 1,23 nel 2003, 0,73 nel 2004, 0,93 nel  2005, 0,77 nel 2006 (anno da dividere con il governo Prodi), 0,87 nel  2007 (tutto del governo Prodi). Ma ciò che colpisce di più è che negli  ultimi due anni, il 2008 e il 2009, lo svantaggio dell’Italia si è  aggravato ulteriormente: rispettivamente 1,73 punti e 0,93.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma,  i dati contraddicono la propaganda del governo, trasmessa dai  telegiornali, secondo cui "le cose non vanno bene, ma negli altri paesi  vanno peggio". È evidente che ormai le opinioni politiche sono del tutto  svincolate dalla realtà dei fatti.&lt;br /&gt;Dunque, né il volto sorridente di  Berlusconi, che dovrebbe da solo infondere fiducia negli imprenditori  secondo le sue intenzioni, né l’azione di politica economica del suo  esecutivo, né gli sforzi del ministro Tremonti, sono riusciti ad avere  la meglio su un processo che sembra inarrestabile, quello del declino  economico dell’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente va riconosciuto a onor del  vero che il "declino" relativo dell’Italia rispetto agli altri paesi  europei viene da lontano, e c’era ancor prima che sulla scena politica  irrompesse Berlusconi. E infatti, una delle ragioni per cui molti  italiani avevano votato l’attuale presidente del Consiglio è stata la  speranza di un miglioramento del proprio benessere, come prometteva il  famoso "contratto con gli italiani", firmato davanti alle telecamere di  Porta a Porta nel 2001, con Vespa nei panni del notaio. D’altronde  quattro misure su cinque del "contratto" erano centrate sullo stimolo  alla crescita economica: l’abbattimento della pressione fiscale,  l’aumento delle pensioni minime, il dimezzamento della disoccupazione, e  l’apertura dei cantieri. Insomma un nuovo "miracolo economico" dopo  quello degli anni Cinquanta e Sessanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che le cose non siano  andate come promesso è fin troppo chiaro. Vi sono infatti anche altre  cifre a fotografare una situazione che non ammette controdeduzioni. Ad  esempio, mentre nel 2000 il Pil procapite italiano era più alto di  quello medio comunitario (Ue a 27) del 16,9% (numero indice 116,9,  essendo 100 la media comunitaria a 27 paesi), in questi anni di regno  berlusconiano il vantaggio dell’Italia si è ridotto nel 2008 ad un  livello minimo del 2% sopra la media Ue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dunque l’Italia, nel  2000, prima dell’avvento del Cavaliere, poteva vantare di avere un Pil  pro capite superiore a quello francese (116,9 contro 115,4), e molto  vicino a quello tedesco (118,5) ed inglese (119,0), e di gran lunga  superiore a quello spagnolo (97,3), nel 2008 il nostro paese si è  trovato ad essere il fanalino di coda dei 5 paesi principali dell’Ue, e  con significativi distacchi da Germania (13,6 punti percentuali) e Gran  Bretagna (14,3), e comunque sotto a Francia (6), e Spagna  (0,6).Un’ultima conferma del ruolo sempre più marginale dell’economia  italiana nell’ambito di quella europea viene dai dati del Pil nominale  (ossia a prezzi di mercato). Per esempio, mentre nel 2000 il Pil  italiano era quasi il doppio del Pil spagnolo, oggi è solo del 50% più  alto. Ugualmente, mentre nel 2001 la differenza del Pil italiano con  quello francese era di 250 miliardi di euro, oggi è di 450 miliardi.  Soltanto con la Germania le distanze non sono cambiate: nel 2000 vi era  una differenza di circa 850 miliardi di euro, ed altrettanto vi è nel  2009, mentre con la Gran Bretagna la differenza si è quasi annullata,  sebbene questo sia addebitabile principalmente alla perdita di valore  della sterlina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si trasformano questi dati assoluti in  percentuali riferite al Pil dell’Ue a 27 paesi, i risultati non cambiano  granché. Si ha la conferma che il ruolo del nostro paese nell’economia  europea non è cresciuto: era il 13% nei primi anni 2000, siamo oggi  sotto al 12,9%. È cresciuta invece la presenza francese e spagnola: il  Pil francese sfiora ormai il 16,5% del Pil comunitario (era del 15,7%  nel 2000), mentre quello spagnolo ha fatto passi da gigante: dal 6,8%  del 2000 all’8,9% del 2009. Si è ridimensionata invece l’economia  tedesca, passata dal 22,4% al 20,4% del 2009, così come quella inglese  (dal 17,4% al 13,3%), che sconta però soprattutto la svalutazione della  sterlina, particolarmente accentuata negli ultimi due anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In  conclusione, uno dei cavalli di battaglia del berlusconismo – quello di  un nuovo miracolo economico, o per lo meno di riportare l’Italia a  livelli di crescita almeno eguali a quelli del resto dell’area Ue – è  definitivamente azzoppato. Per l’intero decennio non soltanto il tenore  di vita degli italiani non è migliorato, ma è addirittura peggiorato, in  termini relativi, cioè in confronto a quanto hanno fatto gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo,  a sua parziale consolazione Berlusconi può dire che il declino c’era  anche prima che lui arrivasse, in particolare negli anni del centro  sinistra dal 1996 al 2001. È giusto dunque andare a esaminare quel  periodo. Ebbene, anche in quegli anni c’è stata una differenza negativa  tra la crescita del Pil italiano e quello degli altri paesi: meno 1  punto rispetto alla media di Germania, Francia e Gran Bretagna nel 1996,  1,13 nel 1997, 1,30 nel 1998, 0,83 nel 1999. Insomma, il gap c’era, ed  in alcuni anni era anche più rilevante di quello del 2009, ma mai si era  arrivati ad una differenza di 1,73 punti, senza contare poi che nel  2000 l’Italia era riuscita a crescere di più (seppur di poco) della  media dei tre paesi considerati: +0,03. Un risultato più o meno  confermato anche nel 2001 (da dividere con il secondo Governo  Berlusconi), visto che la crescita era quasi in linea con quella dei tre  paesi: 0,07 punti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, è vero da una parte che anche durante  i governi di centro sinistra c’era un gap di crescita del Pil italiano  rispetto ai tre paesi considerati. Ma bisogna tornare con la mente a  quel periodo in cui l’Italia affrontava una sfida epocale per l’ingresso  nell’euro e per riportare sotto controllo i conti pubblici, obiettivi  entrambi centrati. Inoltre, guardando proprio la serie storica dei gap  di crescita vediamo che la differenza è andata via via calando dopo il  1998 fino all’anno record del 2000. Si è cioè avuta l’impressione di un  trend virtuoso, di uno sforzo coronato dal successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi però è  arrivato Berlusconi: con quali deludenti risultati di crescita del Pil  nel decennio che lo ha caratterizzato si è visto. «Non attribuirei certo  la bassa crescita dell’Italia rispetto ai paesi europei, cominciata  molto tempo fa, ai governi Berlusconi commenta l’economista Alessandro  Penati . Tuttavia è fuori discussione che Berlusconi non ha fatto nulla  per invertire la deriva, gettando al vento un’occasione irripetibile  come quella dell’apertura dei capitali con l’euro e di un decennio di  crescita economica globale (fino al 2008) e bassa inflazione come non se  ve vedevano dalla prima parte degli anni Sessanta».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per  l’economista Mario Baldassarri, attualmente presidente della VI  Commissione del Senato, «la Francia cresce più dell’Italia perché ha una  pubblica amministrazione efficiente, mentre la Germania ha sempre  puntato su ricerca, innovazione e tecnologia. Il vero problema  dell’Italia è che nessun governo è mai riuscito a tagliare la spesa  pubblica improduttiva: ci sono almeno 60-70 miliardi di spesa, su un  totale di 812, che sono collegati agli sprechi. Ad esempio, la spesa per  l’acquisto di beni e servizi nella sanità è aumentata del 50% negli  ultimi 5 anni. Occorrerebbe un programma a 3-4 anni che tagli  progressivamente queste voci e trasformi i soldi recuperati in meno  tasse sulle famiglie, incentivi alla ricerca, maggiori investimenti  infrastrutturali. Ma la verità politica è che c’è una convergenza di  interessi trasversali che finora ha protetto questi sprechi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se  il paese non è andato avanti nel "decennio berlusconiano", ciò non  significa che tutti ci abbiano perso. «In un paese stagnante - dice  Giacomo Vaciago, docente di Economia politica all’Università Cattolica  di Milano - ci sono ceti che guadagnano a spese degli altri. In Italia  hanno sicuramente guadagnato in questi anni gli evasori fiscali, i  corrotti e tutti coloro che stanno nell’economia nera. Tutti gli altri,  gli operai, i dipendenti, i pensionati non hanno di certo fatto soldi.  Comunque, l’elettorato di Berlusconi è in fondo lo stesso elettorato  delle altre destre. L’unica differenza è che altrove i Reagan e le  Thatcher hanno tagliato la spesa pubblica, abbassando anche le tasse. In  Italia, invece ciò non è mai accaduto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte:  http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-fallimento-delle-berlusconomics/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-194252386258789973?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/194252386258789973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/04/il-fallimento-delle-berlusconomics.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/194252386258789973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/194252386258789973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/04/il-fallimento-delle-berlusconomics.html' title='Il fallimento delle Berlusconomics'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-7972881272997342952</id><published>2010-04-17T10:18:00.001+02:00</published><updated>2010-04-17T10:18:00.072+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>Il Pd riparta dalla scuola</title><content type='html'>&lt;em&gt;Il Pd? Una cattedrale che si elevi sulle fondamenta della cultura.  E' dalla scuola che bisogna ripartire". Pubblichiamo il testo  dell'intervento che Mila Spicola, insegnante e militante Pd, leggerà  mercoledì 14 aprile a Palermo nel corso della prima autoconvocazione  degli iscritti al partito.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di &lt;strong&gt;Mila Spicola&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siete  venuti perchè avete qualcosa da dire e finalmente avete un posto dove  dirla. Oggi ho la conferma di quello che pensiamo da un po’.  Ma lo  pensiamo adesso dopo i tre anni di vita che abbiamo alle spalle, quelli  di noi che ci sono stati fin dal primo momento: le primarie del 2007.  Voi siete il popolo del Pd. Ho la conferma che il percorso giusto è  questo. E’ questo quello che volevamo: confronto per costruire un  partito, non calcolo di parte per dividere o vincere. Io non devo  vincere nulla se non lo sviluppo della mia terra, la Sicilia. E invece  da tre anni non si parla di altro: abbiamo vinto, abbiamo perso. Ve lo  dico io: parlando solo di questo abbiamo perso. E perderemo.  Quello è  il nostro obiettivo: lo sviluppo della Sicilia. E’ il vostro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siete  qua perché pensate che la costruzione di un forte Partito democratico  sia fondamentale per favorire quello sviluppo. E allora non guardiamoci  indietro. Cerchiamo di capire come lo vogliamo quel partito. Cerchiamo  di andare alla radice dello statuto del partito e ripartiamo da quello.  Perché c’è scritto tutto: va solo applicato. Ma tra lo scrivere e  l’applicare ci passa il sangue e l’anima e il tempo di tutti voi. Di  tutti noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi dobbiamo costruire una cattedrale medievale. Non  un'opera del Rinascimento. Non ci serve un genio dell’arte, non ci serve  un capo. Non è il leader, allo stato attuale delle cose, il fattore  cruciale. Ma le maestranze. Siete voi, siamo noi, che dobbiamo costruire  la cattedrale. Che differenza c’è tra una cattedrale medievale e  un’opera rinascimentale? C’è la differenza che corre tra sinistra e  destra. Non conosciamo il nome dell’architetto in una cattedrale. Ma  quello delle maestranze. Dei mastri muratori. Che a squadre giravano per  l’Europa e l’hanno ricoperta di un bianco mantello di cattedrali.  Questo per me è un partito di sinistra e questa l’organizzazione sancita  nello statuto: tante squadre di scalpellini, di mastri muratori, di  ferraioli, che girano per l’Italia, per la Sicilia, nelle strade, nei  mercati, nelle piazze e si fermano a costruire. Una comunità, che  costruisce e preordina edifici che debbano servire a tutti, che ospitino  chi ha più bisogno. Perché di lui abbiamo bisogno: di quello che ha più  bisogno. Non dei privilegi, ma dei diritti costruiti e difesi. Per  tutti. Il Pd è una cattedrale che deve ospitare la collettività che  vuole chiamarsi tale: coesa e solidale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le maestranze  costruiscono una cattedrale, il partito, pronto ad accogliere il maggior  numero di persone intorno a una fede: quella del cambiamento, quella  della costruzione. Il genio rinascimentale dipinge un opera forse  immortale ma pensata per un uomo solo: quello che paga. Noi siamo  diversi, vogliamo pensare alle città di tutti e non al salotto di uno  solo. Alle piazze dove si sta insieme e non ai centri commerciali dove  si sfiora chi ci passa accanto senza guardarlo in faccia. Insieme, non  da soli, ci occuperemo della città che c’è intorno a quella cattedrale.  Una città che si basa su alcuni principi e su alcune regole condivise  nate dai cittadini e per i cittadini, per organizzare una vita sociale  giusta, sana, moderna. Che gli eletti lo sappiamo: è dentro quella  chiesa che si costruisce l’azione, non nelle vostre segreterie. Sempre  che si voglia costruire una cattedrale. Se volete delle piccionaie  continuate pure così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una città dunque si basa su alcuni principi  essenziali. Chiamateli perni dello sviluppo. Chiamateli argani da cui  iniziare a sollevare e distruggere gli enormi pesi che ci spingono verso  il fondo e là ci tengono avviluppati: malaffare, interesse, economico o  politico o personale, clientelismo e mafia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciascuno di voi ha  la sua idea su questi principi. Io vi dico i miei, voi direte i vostri,   troveremo un minimo comun denominatore di obiettivi e di mezzi per  raggiungerli. Li condivideremo insieme: eletti, elettori e iscritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I miei perni sono i miei ragazzi. Il mio argano è la scuola. E se  questo partito non rimette in cima alla sua agenda il problema  dell’istruzione, della formazione, della qualità, PUBBLICA,  è bell’e  morto. Perché chi conosce sa e se sa può pensare liberamente. E se può  pensare liberamente può scegliere, e se può scegliere, deve scegliere lo  sviluppo sano e solidale della Sicilia. E’ dunque quello l’obiettivo  vero della nostra azione: favorire lo sviluppo sano e solidale della  Sicilia. Solidale. Non c’è solidarietà nel clientelismo, non ce n’è  nella criminalità, non ce n’è nemmeno, attenzione, nell’interesse  singolo e individuale, sia esso di un individuo che di un gruppo, se non  sono inquadrati in una direzione collettiva di sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo  perché siamo di sinistra e crediamo fortemente che nessuno debba essere  lasciato indietro perché serve non a se stesso ma alla collettività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora voglio essere pratica. Cosa vuol dire fare una cattedrale?  Operativamente vuol dire che abbiamo bisogno di raccogliere nomi di  persone che vogliano farsi scalpellini e muratori, che diano la  disponibilità per girarsi con noi mercati e piazze, fosse anche una  volta ogni 15 giorni, per esserci.  Fermarsi a fare comizi di fronte a  sei persone. Distribuire volantini, questionari. Senza telecamere, senza  microfoni. Senza media al seguito. Scandire e ascoltare le parole  d'ordine semplici del bisogno e delle necessità.  Cerchiamo muratori che  ci credano innanzitutto e poi, se necessario, dubitino e discutano. Ma  certo non dubitino della necessità della presenza e dell’ascolto.   Questo ci serve. Che una volta al mese partecipino a un incontro fisso,  come questo, dentro il partito. A discutere. Sui principi e non sulle  persone. &lt;em&gt;Chiddu si, chiddu no&lt;/em&gt;. Ma a chi? E dove?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo  seguire non un leader sopra ogni cosa: le persone sbagliano, possono  sbagliare. Dobbiamo seguire idee, contenuti e progetti. Condivisi e  necessari. Con la forza del ragionamento e del confronto. E su quelli  non sbaglieremo mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio è la scuola. E chiedo subito a voi:  ve la volete assumere per intero questa battaglia insieme a me? Si o no?  Si o no? Possiamo fare della Sicilia la regione prima al mondo, non  solo in Italia, per Cultura e qualità della preparazione dei nostri  figli? Mio nonno, i nostri nonni, anche vostri, si sono tolti il pane di  bocca per far studiare i loro figli, perché è il sapere che fa la  differenza. Erano scemi? Erano sani e coesi. E hanno costruito l’Italia.  Li abbiamo traditi. Li abbiamo traditi per avere nulla! Per avere  questo schifo. E’ la cultura dei nostri figli adesso che deve farci  togliere il pane di bocca, non la disputa su chi e dove. Siamo in pieno  dopoguerra, ce ne siamo resi conto vero? E allora ridiamo un senso a  questa storia a partire dalle aule e dai banchi dei nostri figli.  Aiutiamo a togliere la muffa e compriamo libri. E matite. Riportiamo  l’attenzione sullo stato di all’erta enorme in cui vivono i nostri  ragazzi nelle scuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andatevi a guardare questo per favore:&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mapdjzjgoI4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/mapdjzjgoI4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="385" width="480"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Molte  scuole italiane e siciliane sono nelle stesse condizioni del liceo di  Messina. Un liceo. Vergogna. Vergogniamoci. Se siete di quelli che  alzano le spalle sconsolati senza indignarvi, senza alzarvi dalle sedie  con la voglia di scendere in piazza per protestare, per raccontarlo ai  siciliani, beh, sappiatelo: è in questo che ha vinto Berlusconi e il Pd  perde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo l'unico paese che si è rassegnato all'ingiustizia,  complice il fatalismo millantato dal Gattopardo e che ci fa campare di  rendita, che agita aria ma non combatte per battaglie reali e  vicinissime. Che considera l'ingiustizia non perseguibile, come sarebbe  norma nei paesi civili, ma dovuta all'ineluttibilità del fato, come  nelle tribù del 4° mondo.  Guardatevi questo video e ricordatevi cosa  dicevano i partigiani: tutto questo è nato perchè ve ne siete  disinteressati. Lo dico ai miei eletti. Sappiatelo: è possibile fare  qualcosa, è possibile lottare, ed è doveroso farlo per questa causa:  salvare la scuola dei nostri figli dalla barbarie, dall'illegalità e  dall'ingiustizia in cui l'hanno precipitata. Ed è questa la cattedrale  che deve costruire la nostra militanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono partigiana:  prendo parte e partito.&lt;br /&gt;Come? Dicendo a tutti che noi non ci stiamo.  Dal primo iscritto al primo eletto. Nelle aule delle classi, come nello  scranno dell’ARS: il Pd non approverà la finanziaria se non ci saranno  misure urgenti a favorire la messa a norma delle scuole dei nostri  figli. Dall’ultimo iscritto al segretario Bersani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bersani? Lo  vuoi dire si o no? Che il Pd ritirerà i tagli nella scuola se andrà al  Governo? E dillo dai. Lo vuoi dire che se non abbiamo altra via  promuoveremo un referendum per l’abolizione dei tagli? Per vincerlo quel  referendum? Non solo per vincerlo, perché lo perderemo. Leonida alle  Termopili scelse di perdere una battaglia per vincere una guerra più  grande. Quella della libertà. La nostra guerra è dire: è questa la cosa  più importante per noi, i nostri figli. Perderemo quel referendum,  vinceremo il nostro popolo. Dì una cosa veramente rivoluzionaria e di  sinistra, Bersani: Il Pd ritirerà i tagli nella scuola se andrà al  governo e intanto promuoviamo il referendum. Che sia chiaro: il mondo  della scuola è in quel 45%  di italiani che non ha votato alle ultime  regionali. Io lo so per certo. Perché sono una di loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedo  al gruppo consiliare palermitano e a quello provinciale di organizzare  un’ispezione programmata in tutte le scuole di Palermo per andare a  vedere cosa accade. Volete iniziare dalla mia? Prego. Vi sentirete male.  Come si è sentito male il consigliere Tananìa che è venuto. Volete  continuare dalla pasta tolta nelle materne da Cammarata? Dalle sedie che  mancano alla Vittorio Ugo di Pia Blandano? Vergogna. Alziamo la voce a  dirlo. Vergogna! Ecco come si costruisce la cattedrale del Pd. La scuola  è lo scavo di fondazione della cattedrale della nostra città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo  a voi, deputati all’ARS: vogliamo vincolare l’approvazione della  finanziaria di Lombardo ad alcune cose rivoluzionarie? La rivoluzione si  fa con le decisioni, non con le lance.&lt;br /&gt;C’è bisogno che ce lo dica  Migliavacca quali sono i motivi per cui potremmo vendere l’anima?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un  fondo equo e sostanzioso da dare ai comuni vincolato alla messa a norma  degli edifici scolastici siciliani e per la realizzazione delle mense  per favorire il tempo pieno e il tempo prolungato alle medie e alle  elementari? Pensate che qualcuno nei mercati dove gireremo si  opporrebbe?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cina e India fino a dieci anni fa erano tra le  ultime della terra, oggi hanno avuto un balzo in avanti nemmeno  misurabile. Sapete quante ore alla settimana fanno di scuola i bambini  indiani? 50 ore. Sapete quanti ne fanno alle medie i vostri figli? 29.  Prima della Gelmini ne facevano 33 in orario normale e 37 in orario a  tempo prolungato. Ecco. Il nostro tempo “prolungato” è di 37 ore. Quello  indiano 50. Con un piccolo particolare: in Sicilia non si fa il tempo  prolungato perché non ci sono le mense a norma. Non ci sono le sedie,  figuriamoci le mense. Ed è su questo che la Gelmini ammazza i nostri  organici. IL problema della scuola cari miei non è un problema di  precari “ecchepalle”. E’ il nodo su cui si giocherà la partita mondiale  del futuro dei nostri figli. Non lo dice nessuno nel Pd? Lo dico io e  adesso pretendo lo diciate voi. Dalla mattina alla sera. E non in un  appello scognito e invisibile sul sito del Pd: ma nei salotti televisi,  prima di dire buonasera. Stampatevelo nelle magliette. Cambiate rotta a  questa lentezza e a questa compostezza. Che pianto. Bersani: che pianto.  Io ti ho votata e ti adoro. Ma devo dirtelo: è un pianto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari  deputati regionali siciliani, siete capaci di operare un ricatto sul  voto alla finanziaria dentro l’ARS su questi temi? Su questo semplice  vincolo? Un vincolo di spesa per le scuole dei ragazzi siciliani.  Lasciamo perdere per un attimo il grosso affare della formazione  professionale e pensiamo alla scuola pubblica: siamo un partito di  sinistra. I nostri figli devono stare a scuola, nella scuola pubblica,  quella per tutti, libera, sana, di qualità, non nelle emergenze della  mancanza assoluta di soldi per mandarle avanti. Devono stare a scuola  dalla mattina alla sera, come gli indiani e come i cinesi, a recuperare i  ritardi di contesto. Non della scuola attenzione, o dei nostri docenti,  come ci offende la Lega, ma di contesto, per poi spiccare il volo.  Impariamo da chi ha vinto la partita per lo sviluppo e non da chi l’ha  persa. Impariamo ad essere logici e umili. Mi sta sulle palle che i miei  ragazzi già vivono quel che vivono e si devono sentire offesi da quegli  ignoranti che parlano a mugugni, che offendono le scuole del sud e i  nostri docenti. Scuole che portano il nome di Pirandello, Quasimodo,  Sciascia. Zittiamoli con le azioni. Facciamo in modo che la Sicilia  torni ad essere faro di cultura e di progresso. Dimentichiamo i Borboni e  torniamo normanni, arabi, greci. Ma mai più Borboni, mai più  Gattopardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se voi fate ciò, le persone che stanno qua dentro,  ne sono sicura, avranno un motivo per venire nei mercati e prendersi un  microfono e raccontarlo cos’è la scuola adesso e cosa potrebbe  diventare. Cosa potrebbe diventare. E si apre il cuore perché parlo di  futuro. Un ragazzo preparato non fa la differenza, ma 30.000 figli della  Sicilia con la marcia in più di una preparazione culturale imbattibile,  beh... fanno eccome la differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bersani: sei capace di  vincolare a un simile ricatto la collaborazione sulle riforme in cambio  del ritiro del tagli nella scuola? Quale genitore non ti voterebbe  subito? Ma va fatto perché è giusto, non solo perché è conveniente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso  basta. Anche voi avrete i vostri temi. Lavoro, casa, ambiente,  legalità. E li condivido tutti. Ma se non c’è scuola quelli nemmeno ci  sono. Lombardo si, o Lombardo no? Berlusconi si o no? Non li nomino. Per  me è ininfluente. Se non c’è quel microfono e quel gruppo di mastri  muratori nei mercati e nelle strade a costruire la nostra cattedrale  intorno a quei 5 temi, tolto Lombardo ce ne sarà un altro. Ma  sicuramente non ci sarà il Pd.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però che sia chiaro: i temi chi  li decide? Il nostro gruppo all’ARS? Da solo? Non siete più soli, amici  deputati. C’è un partito. Ed è qua. Come cantano i Negrita: non mi pento  proprio – di essere nel Pd – no, io ci credo in quel che voglio e forse  voglio farmi male standoci dentro. Mi piace scivolare fuori da ogni  “calcolo”, ma questo partito è fatto per noi che non ci guarderemo  indietro mai.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-pd-riparta-dalla-scuola/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-7972881272997342952?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/7972881272997342952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/04/il-pd-riparta-dalla-scuola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/7972881272997342952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/7972881272997342952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/04/il-pd-riparta-dalla-scuola.html' title='Il Pd riparta dalla scuola'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-2574380433378498817</id><published>2010-03-30T19:43:00.001+02:00</published><updated>2010-03-30T19:43:32.188+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='regime'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>La Gelmini cancella la Resistenza. L’Ass. Partigiani (Anpi): una vergogna.</title><content type='html'>&lt;div class="content"&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-autore"&gt;&lt;div class="field-label"&gt;autore:&lt;/div&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item"&gt;Alessandra Ricciardi &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="field field-type-link field-field-indirizzo-web"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item"&gt;&lt;a href="http://www.italiaoggi.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1651433&amp;amp;codiciTestate=1&amp;amp;sez=hgiornali&amp;amp;testo=&amp;amp;titolo=La%20Gelmini%20cancella%20la%20Resistenza" target="_blank" rel="nofollow"&gt;Articolo originale - Italia Oggi&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Semplicemente non c'è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Così come antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto anno, dedicato allo studio dell'epoca contemporanea, dall'analisi delle premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni. La nuova articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, è stata dettata dalla necessità di evitare che succedesse, come spesso è successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale. Troppo poco, ecco perché la commissione per la storia, presieduta da Sergio Belardinelli, ha deciso di assegnare un intero anno di studi al Novecento. Nella formulazione dei temi fondamentali, le indicazioni nazionali precisano che «non potranno essere tralasciati i seguenti nuclei tematici»: l'inizio della società di massa...«il nazismo, la shoah e gli altri genocidi del XX secolo, la seconda guerra mondiale, la guerra fredda (il confronto ideologico tra democrazia e comunismo), l'aspirazione alla costruzione di un sistema mondiale pacifico (l'Onu), la formazione e le tappe dell'Italia repubblicana».&lt;br /&gt;Si passa poi alla formazione dell'Unione europea e agli Usa, «potenza egemone, tra keynesismo e neoliberismo», senza tralasciare «il rapporto tra intellettuali e potere politico», da affrontare in modo interdisciplinare. A differenza dei vecchi programmi, parole come antifascismo, Resistenza, Liberazione sono sparite. «Nessuna operazione di rimozione», dice a ItaliaOggi Max Bruschi, consigliere del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, e presidente della cabina di regia sulle indicazioni nazionali dei licei. «I programmi hanno individuato alcuni nuclei fondamentali lasciando grande libertà alle scuole, ai docenti. Quando parliamo di seconda guerra mondiale e della costruzione dell'Italia repubblicana per noi è evidente che è inclusa la Resistenza». Eppure sulla Shoah, per esempio, si precisa che lo studio deve ricomprendere anche gli altri genocidi, una precisazione che manifesta una sensibilità storica e politica sui cui non si è disposti ad affidarsi all'autonomia e alla bravura dei docenti. «La Shoah è un unicum, poi ci sono altri genocidi su cui non si può far finta di niente. Ciò non toglie, sull'altro fronte, che la Resistenza è un valore imprescindibile, mai pensato di declassarla». Il punto è che un elenco di fatti significativi di un periodo può facilmente essere accusato di parzialità se non li cita tutti. «Il nostro non è un elenco esaustivo e prescrittivo, abbiamo solo indicato macrotemi», dice Bruschi. Che nega che possa esserci il rischio che la Liberazione finisca per essere liquidata in due righe e la lotta partigiana magari in una nota. «Che esagerazione, non c'è nessun rischio di questo tipo. Ma se il fatto che nei programmi non c'è la parola Resistenza è un problema, allora... possiamo sempre reinserirla», ribatte.&lt;br /&gt;I programmi infatti non sono ancora definitivi. Genitori, insegnanti e associazioni possono dire la loro alla Gelmini sul forum dell'Indire. C'è tempo fino al 22 di aprile.&lt;br /&gt;“Protesteremo, protesteremo con il ministro Gelmini, innanzitutto. E coinvolgeremo tutti a tutti i livelli, politici, sindacalisti, storici, perché si rimedi a un grave errore, una vergogna». Al telefono dalla sua casa romana, il 91enne Massimo Rendina, medaglia d'oro della Guerra contro il nazifascismo, presidente dell'Anpi di Roma, l'associazione nazionale partigiani d'Italia, ha l'indignazione appassionata di quando era partigiano a Torino. Eppure dal ministero assicurano che non c'è stata nessuna volontà politica di cancellare la Resistenza o la Liberazione non citandole espressamente nei programmi di storia... «È una dimenticanza pericolosa. C'è il tentativo, da un po' di tempo, di rimuovere il nostro passato, la cui conoscenza è già così flebile. Si vuole mettere tutto sullo stesso piano, tutti colpevoli e tutti innocenti, i ragazzi partigiani e i repubblichini di Salò, senza così far capire come è nata l'identità democratica dell'Italia». E ricorda come, ministro della pubblica istruzione Rosa Russo Iervolino, «ci fu il primo riferimento diretto nei programmi di storia al fascismo, l'antifascismo e alla Resistenza. Il ministro Berlinguer poi lo chiarì con una circolare. Tornare indietro è un errore dal punto di vista culturale e politico, una lesione alla memoria storica del paese». C'è chi rivendica la necessità di riscrivere la storia di quegli anni dolorosi, di mettere in luce gli errori e i delitti commessi da una parte e dall'altra. «Ma glissare sulla Resistenza, con la scusa che tanto è compresa tra le tappe dell'Italia repubblicana, farla finire magari in una nota a piè di pagina di un libro di testo, non è revisionismo, è confusionismo», ribatte Rendina, «io vado in giro nelle scuole, i ragazzi non sanno nulla... Non c'è bisogno di confondere le acque, non gli facciamo un buon servizio».&lt;/p&gt; &lt;strong&gt;Fonte:&lt;/strong&gt;  &lt;a href="http://www.italiaoggi.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1651433&amp;amp;codiciTestate=1&amp;amp;sez=hgiornali&amp;amp;testo=&amp;amp;titolo=La%20Gelmini%20cancella%20la%20Resistenza" target="_blank" rel="nofollow"&gt;Articolo originale - Italia Oggi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Fonte: http://roma.indymedia.org/node/18606&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-2574380433378498817?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/2574380433378498817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/03/la-gelmini-cancella-la-resistenza-lass.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/2574380433378498817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/2574380433378498817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/03/la-gelmini-cancella-la-resistenza-lass.html' title='La Gelmini cancella la Resistenza. L’Ass. Partigiani (Anpi): una vergogna.'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-4569581478978309706</id><published>2010-03-24T10:23:00.000+01:00</published><updated>2010-03-24T10:23:00.375+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>Gay a scuola? No dei genitori all'incontro</title><content type='html'>&lt;h3&gt;i ragazzi avevano proposto un incontro per spiegare il mondo dell'omosessualità&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;«I nostri figli potrebbero essere deviati». Proteste dopo no ad assemblea in una scuola a Romano di Lombardia&lt;/h2&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MILANO -&lt;/span&gt; Nessun incontro-assemblea con gli omosessuali a scuola: «I nostri figli potrebbero essere deviati». I genitori degli studenti del Liceo Don Milani di Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo, bocciano così l’incontro sull’omosessualità organizzato dai ragazzi nelle aule dell’istituto con alcuni esponenti del Circolo di cultura omosessuale &lt;a href="http://www.milkmilano.com/circolo_di_cultura_omosessuale_milk_milano/chi_siamo.php" rel="nofollow" target=""&gt;&lt;u&gt;Milk &lt;/u&gt;&lt;/a&gt;di Milano. L'appuntamento, fissato per il 30 e 31 marzo, era stato proposto dai ragazzi dell'istituto di via Belvedere, dopo un'incontro svoltosi per la Giornata della Memoria, in cui gli esponenti del «Milk» erano stati ospiti per raccontare lo sterminio dei gay nei lager. A loro i 600 alunni del Don Milani avevano chiesto di spiegare il mondo dell'omosessualità, nell'ambito di un'assemblea da loro stessi organizzata sul tema della sessualità. Il no è arrivato dal Consiglio d'Istituto. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IL «NO» DEI GENITORI - &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.giornaleditreviglio.it/login.php?artID=1408906" rel="nofollow" target=""&gt;&lt;u&gt;Secondo quanto riporta il «Giornale di Treviglio»&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; un genitore avrebbe detto che «i ragazzi stanno formando la loro personalità e quindi potrebbero essere deviati», un altro avrebbe sostenuto: «Accompagno mio figlio persino a fare le vaccinazioni figuriamoci se lo lascio andare ad un incontro del genere. È come il vaccino antinfluenzale: è più dannoso che utile». Un terzo avrebbe visto l'incontro come «propaganda: gli omosessuali non possono parlare di omosessualità». Risultato, iniziativa bocciata, tra le proteste degli studenti e della quasi totalità degli insegnanti, e con lo stesso preside che ha stigmatizzato «l'estrema gravità delle affermazioni omofobe di alcune persone».&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;VITTORIA PARZIALE -&lt;/span&gt; Ecco quindi che l'evento è stato improvvisamente ridimensionato: al posto delle due giornate previste, è stato deciso di dirottare su un incontro per le classi quarte e quinte con l'Agedo (Associazione genitori e amici omosessuali). All'inizio con il divieto di partecipazione ad ogni omosessuale, mentre i ragazzi sono riusciti a strappare la presenza di almeno un rappresentante del mondo gay. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PRESIDE: NESSUNA SCELTA OMOFOBA -&lt;/span&gt; Il caos che si è creato attorno all'iniziativa non è piaciuto alla preside dell'istituto, cha parla di «una grande strumentalizzazione architettata senza un apparente motivo, attraverso la divulgazione di notizie false». «Sono indignata - ha detto la preside - perchè sono state estrapolate frasi dal Consiglio d'Istituto, che poi qualcuno ha riportato in modo inesatto. Ciò che è stato pubblicato non corrisponde alla verità. L'organizzazione dell'assemblea è tuttora in corso e il programma non è ancora definito. Se l'associazione Milk non ci sarà, è perchè le finalità di quell'incontro sono altre e non perchè in questa scuola c'è gente omofoba». La preside ha ricordato anche che la stessa associazione è stata invitata e ha partecipato a un incontro per la Giornata della memoria, in cui si è parlato dello sterminio dei gay nei lager nazisti.&lt;/p&gt;&lt;!-- google_ad_section_end --&gt; Redazione online&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;22 marzo 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Fonte: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_marzo_22/no-genitori-a%20gay-a-scuola-1602697357161.shtml&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-4569581478978309706?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/4569581478978309706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/03/gay-scuola-no-dei-genitori-allincontro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/4569581478978309706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/4569581478978309706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/03/gay-scuola-no-dei-genitori-allincontro.html' title='Gay a scuola? No dei genitori all&apos;incontro'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-130925444026214182</id><published>2010-03-24T08:05:00.001+01:00</published><updated>2010-03-24T08:05:00.806+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='regime'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>Goito/Solo bambini cristiani a scuola, Alfano (IdV), Razzismo è sentimento cristiano?</title><content type='html'>Bruxelles, 24 feb. "La vicenda di questi giorni che vede protagonista il Comune di Goito, intento ad approvare un provvedimento che vieterebbe la frequenza della scuola materna comunale ai bambini delle famiglie non-cristiane mi lascia esterrefatta. Le difficoltà che le minoranze incontrano nella convivenza con la società italiana mi colpiscono sia moralmente che istituzionalmente, dato che mi occupo di libertà pubbliche ed immigrazione" afferma Sonia Alfano, eurodeputato dell'IdV, attraverso una nota. "A prescindere dal fatto che questo è un atto palesemente razzista, sentimento che non riconosco nel Cristianesimo, ci tengo a sottolineare che la struttura scolastica di Goito è finanziata con i soldi pubblici, quindi non capisco per quale motivo il sindaco giustifichi la decisione di escludere i bambini figli di non-cristiani dalla scuola dicendo che hanno seguito il regolamento Fism, e ignorando l'articolo 3 della Costituzione, che stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". "Ovviamente - prosegue l'eurodeputato - la giunta è a maggioranza UdC-PdL, e quindi è normale riscontrare provvedimenti discriminatori e mancato rispetto delle regole di convivenza civile, così come insegna il Governo centrale". "Le istituzioni intervengano per evitare - conclude Sonia Alfano - che questa situazione possa degenerare in un disagio sociale irreversibile".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte:  http://www.soniaalfano.it/content/goitosolo-bambini-cristiani-scuola-alfano-idv-razzismo-e-sentimento-cristiano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-130925444026214182?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/130925444026214182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/03/goitosolo-bambini-cristiani-scuola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/130925444026214182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/130925444026214182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/03/goitosolo-bambini-cristiani-scuola.html' title='Goito/Solo bambini cristiani a scuola, Alfano (IdV), Razzismo è sentimento cristiano?'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-7439947072634211610</id><published>2010-03-07T23:45:00.003+01:00</published><updated>2010-03-07T23:45:00.085+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giustizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>Germania, stupri sugli studenti L'orrore nelle scuole dei preti</title><content type='html'>&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le prime denunce dal prestigioso ginnasio cattolico di Berlino Ovest&lt;br /&gt;Poi  i casi denunciati - avvenuti tra 1975 e il 1983 - si sono moltiplicati&lt;/span&gt;&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;/h2&gt;                                                                   &lt;h1&gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt;                                                                      &lt;h3&gt;&lt;!-- inizio SOMMARIO --&gt;Sacerdoti,  insegnanti e organisti nelle vesti di aguzzini. I racconti delle vittime&lt;span class="txt12"&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;&lt;i&gt;dal nostro corrispondente ANDREA  TARQUINI&lt;/i&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;&lt;/h3&gt;                                         &lt;br /&gt;                                          &lt;div style="display: none;" id="adv160x600r"&gt;&lt;div id="searchDiv" style="display: none; margin: 0px; padding: 0px;"&gt; &lt;script type="text/javascript" language="JavaScript"&gt;OAS_RICH('Left');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;                                                                                                                                  &lt;div id="multimedia"&gt;                             &lt;div class="fotosxb"&gt;                                 &lt;!-- inizio FOTO1 --&gt;                                 &lt;img src="http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/05/news/germania_abusi_preti_studenti-2201355/images/193512049-03544de0-d76f-401a-a4b0-a947ff7ca63f.jpg" alt="Germania, stupri sugli studenti L'orrore nelle scuole dei preti" title="Germania, stupri sugli studenti L'orrore nelle scuole dei preti" height="230" width="230" /&gt;                                 &lt;!-- fine FOTO1 --&gt;                                                                                                       &lt;p&gt;&lt;!-- inizio DIDA --&gt;Canisius  College, Berlino&lt;!-- fine DIDA --&gt;&lt;/p&gt;                                                              &lt;/div&gt;                                                        &lt;/div&gt;&lt;!--end multimedia--&gt;                                           &lt;div id="testo"&gt;&lt;!-- inizio TESTO --&gt;                                                                                                                                                                                                                                                                                  &lt;strong&gt;BERLINO&lt;/strong&gt;  -  Abusi sessuali  sugli studenti, pressioni per sedute di masturbazione, stupri segreti nei sotterranei degli istituti. Per anni, forse per decenni, alcune delle più prestigiose scuole superiori private cattoliche in Germania sono state il luogo dell'orrore, la stanza chiusa in cui forti della loro autorità sacerdoti, insegnanti, organisti hanno distrutto l'animo degli adolescenti che avevano il compito di istruire. Per anni le vittime hanno taciuto, chiuse nel pudore, nel dolore e nella vergogna, o piegate dalle pressioni dei loro carnefici. Adesso il muro d'omertà è caduto, e quella realtà celata per anni viene narrata ogni giorno dai media tedeschi. Per le scuole cattoliche e indirettamente per la stessa Chiesa, nel paese natale del Pontefice, è un colpo durissimo d'immagine, reputazione e credibilità. Il caso appare ogni giorno più grave, evoca quasi gli abusi sessuali compiuti dai religiosi negli Usa, in Irlanda o in altri paesi.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Lo scandalo è scoppiato dapprima al Canisius, il prestigioso ginnasio cattolico di Berlino Ovest, diretto dai gesuiti, un bellissimo palazzo nel quartiere delle ambasciate. Berliner Morgenpost (conservatore), Der Tagesspiegel (liberal), tra i quotidiani, poi i settimanali come Der Spiegel, hanno narrato tutto. Nel dicembre 2009, poi in gennaio, alcuni ex alunni, ormai adulti, non ce l'hanno fatta più a tenersi dentro dolore, incubi, ferite nell'anima. Hanno scritto lettere al rettore attuale, Klaus Mertes, chiedendogli di agire. Si è parlato dapprima di almeno sette casi, poi di decine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è stato che l'inizio. Dopo le vittime del Canisius, si sono decisi a rompere il muro del silenzio anche ex studenti di scuole superiori cattoliche ad Amburgo, Hannover, Goettingen, a Hildesheim o nella Selva Nera. Un altro istituto superiore di prestigio, lo Aloisiuskolleg di Bad Godesberg (il quartiere meridionale di lusso di Bonn) sarebbe stato luogo di casi di abuso sessuale particolarmente gravi. Un avvocato delle vittime di violenze sessuali al Canisius si sta preparando a una causa collettiva presso la giustizia americana, nel caso che alcuni ex studenti abbiano attualmente la cittadinanza degli Stati Uniti. &lt;div id="adv180x150m"&gt;&lt;!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --&gt; &lt;!--script language="javascript" type="text/javascript"&gt;OAS_RICH('Middle');&lt;/script--&gt;  &lt;script language="javascript1.1" src="http://www.repubblica.it/javascript/adtags/jx_speciale.js"&gt;&lt;/script&gt;&lt;script language="JavaScript" src="http://oas.repubblica.it/RealMedia/ads/adstream_jx.ads/repubblica.it/nz/esteri/interna/1127999028@Middle"&gt;&lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;I racconti delle vittime, che spesso chiedono l'anonimato, sono agghiaccianti. Allo Aloisiuskolleg, e in altri istituti, un giovane negli anni Sessanta fu violentato da un sacerdote. Altri furono costretti a masturbarsi davanti agli occhi dei presuli, o a carezzare i genitali dei sacerdoti mentre costoro si masturbavano guardando i giovani. Altri ancora furono brutalmente violentati. L'attuale rettore, padre Theo Schneider, ha garantito l'anonimato a chiunque aiuti nelle indagini. Indagini che ormai sono seguite dalla stessa Conferenza episcopale tedesca.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Al Canisius di Berlino, i casi di violenza sessuale contro studenti sarebbero avvenuti tra il 1975 e il 1983. Secondo Der Spiegel, il rettore Mertes ha spedito almeno 500 lettere a ex studenti del ginnasio per chiedere e offrire aiuto. Ma se è vero quanto scrive il settimanale di Amburgo, già nel 1981 l'allora rettore, Karl Heinz Fischer, seppe di casi di abuso sessuale e ne informò il suo superiore diretto, il gesuita padre Rolf Dietrich Pfahl. Ma lo scandalo allora non divenne pubblico.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Quanto sapevano allora i responsabili delle scuole e i loro superiori, cioè le autorirà ecclesiastiche, e perché scelsero il silenzio? L'interrogativo è tremendo, pesa come un macigno sulla coscienza della Chiesa, dei fedeli, del paese. Abusare degli studenti, come ha rivelato oggi il quotidiano conservatore Die Welt, era tra l'altro abitudine anche nelle scuole religiose all'Est. Die Welt ha pubblicato una lunga intervista con Norbert Denef, ex studente, allora vittima di abusi. "Lo schema è tipico", ha detto. "Dapprima si cerca di coprire i casi col silenzio, se ne parla solo quando si è con le spalle al mure e ci si comporta come se ci si sforzasse di fare luce sui fatti". Norbert Denef ha ricevuto un indennizzo di 25mila euro dalla diocesi di Magdeburgo, ma  -  scrive il giornale  -  solo perché la diocesi sperava di garantirsi così il suo silenzio. I carnefici dell'allora giovane Norbert Denef furono puniti solo con trasferimenti, ma mai denunciati alla giustizia. "Sono scioccato, voglio piena chiarezza", dice a Berlino l'attuale rettore del Canisius, Klaus Mertes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma con l'aria che tira, c'è da pensare che sempre più genitori ci pensino due volte adesso prima di chiedere l'iscrizione dei loro figli a quelle scuole superiori, considerate fino a ieri le più prestigiose e serie del paese, quelle che garantivano un'istruzione di qualità e speranze di accesso alle migliori università. In cambio di buoni voti e promesse per il futuro, decine o forse centinaia di ex studenti si dovettero piegare alle violenze più abiette e pervertite, e per decenni con intimidazioni furono convinti a tacere e a tenersi nel cuore la loro vita spezzata.                       &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/05/news/germania_abusi_preti_studenti-2201355/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-7439947072634211610?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/7439947072634211610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/03/germania-stupri-sugli-studenti-lorrore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/7439947072634211610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/7439947072634211610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/03/germania-stupri-sugli-studenti-lorrore.html' title='Germania, stupri sugli studenti L&apos;orrore nelle scuole dei preti'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-4789780020106939657</id><published>2010-02-22T23:19:00.000+01:00</published><updated>2010-02-22T23:20:00.562+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='umorismo'/><title type='text'>Record</title><content type='html'>&lt;div class="text"&gt;&lt;img alt="" src="http://img138.imageshack.us/img138/2853/spadeaustralia.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Fonte: http://satirix.splinder.com/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-4789780020106939657?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/4789780020106939657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/02/record.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/4789780020106939657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/4789780020106939657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/02/record.html' title='Record'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-6776693230329959888</id><published>2010-02-08T11:42:00.001+01:00</published><updated>2010-02-08T11:42:00.287+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='regime'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giustizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>IL RAZZISMO DI STATO (di Luigi Tosti)</title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt; &lt;/h3&gt;  &lt;div class="post-body entry-content"&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_yvhNZlxF9bg/S2hOscrTZPI/AAAAAAAAAIM/h_02S6Fbqew/s1600-h/ebrei1.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 300px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433679475941532914" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_yvhNZlxF9bg/S2hOscrTZPI/AAAAAAAAAIM/h_02S6Fbqew/s400/ebrei1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pubblico  nuovamente, qui di seguito, il testo integrale dell'ordinanza n.  12/2006 con la quale il "precedente" CSM dispose, quattro anni or sono,  cioè il 31.1.2006, la mia "sospensione cautelare" dalle funzioni e dallo  stipendio. Come si potrà facilmente costatare, con quella ordinanza il  CSM mi dette pienamente ragione affermando che: 1°) la circolare del  Ministro fascista Rocco del 1926 era incompatibile col principio di  LEGALITA' ; 2°) che la circolare violava il principio supremo di  laicità; 3°) che la circolava violava il diritto di libertà religiosa;  4°) che la circolare violava il diritto all'eguaglianza religiosa.&lt;br /&gt;Nonostante  ciò, il CSM dispose la mia sospensione cautelare perché: 1) ritenne che  il mio caso fosse analogo al caso del giudice tutelare cattolico che  pretese, per "obiezione di coscienza", di potersi legittimamente  rifiutare di autorizzare una minorenne ad abortire, ma che si vide  respingere la pretesa dalla Corte Costituzionale perché i convincimenti  interiori non possono prevalere sulla volontà espressa dal legislatore;  2) perché ritenne, poi, che io, anziché ricorrere ad un atto estremo  come il "rifiuto" di tenere le udienze, avessi l'alternativa di  dimettermi dalla magistratura, se proprio non mi aggradava subire la  lesione dei miei diritti inviolabili; 3) perché ritenne, infine, che io  avessi l'obbligo di attendere l'esito della causa che avevo intentato  contro il Ministro di Giustizia.&lt;br /&gt;Tutte queste motivazioni sono state  "copiate" dai giudici penali dell'Aquila nelle sentenze con le quali mi  hanno condannato ad un anno di reclusione: e questo nonostante io avessi  evidenziato i macroscopici ERRORI di DIRITTO commessi dal CSM.&lt;br /&gt;La  corte di Cassazione è stata poi investita da me su tutte queste  questioni e, in particolare, io ho eccepito: 1°) che il CSM e i giudici  penali avevano commesso un eclatante errore di diritto nel parificare il  mio rifiuto al rifiuto del giudice cattolico che pretendeva di  rifiutarsi di autorizzare una minorenne ad abortire: quest'ultimo caso,  infatti, integrava un'ipotesi di "obiezione di coscienza" -che non  giustificava alcun rifiuto- mentre il mio era ed è una caso di legittimo  esercizio di "diritto di libertà di coscienza" che, al contrario,  scrimina e giustifica il rifiuto; 2°) che la circostanza che il mio  rapporto di impiego fosse "volontario" non aveva alcun rilievo  giuridico, dal momento che il diritto di libertà di coscienza e di  legittima difesa compete a tutti gli uomini, e non soltanto .....ai  dipendenti legati da un rapporto di lavoro obbligatorio!!; 3) che io,  infine, non avevo alcun obbligo di attendere l'esito della causa  amministrativa (che peraltro ancora pende!), dal momento che  l'autotutela e la legittima difesa sono svincolate dal preventivo  ricorso all'autorità giudiziaria: attendere, infatti, per vent'anni  l'esito di questa vertenza non aveva senso, sia perché in tutto questo  lasso di tempo avrei subito la lesione dei miei diritti inviolabili, sia  perché un'ipotetico rigetto della mia domanda -tra venti anni- mi  indurrebbe comunque a rifiutarmi di tenere le udienze per non subire la  lesione dei miei diritti.&lt;br /&gt;Ebbene, la Corte di Cassazione non ha  potuto esaminare tutte queste motivazioni perché ha accolto il motivo  principale, cioè ha ritenuto che non era neppure configurabile il reato  di omissione di atti di ufficio: io avevo infatti preavvisato del mio  rifiuto e questo aveva consentito la mia sostituzione, così come  ordinariamente avviene in qualsiasi caso di impedimento.&lt;br /&gt;La corte di  Cassazione è comunque entrata nel merito delle questioni da me  sollevate, dandomi ragione: ha infatti affermato che la circolare  fascista lede il principio di legalità, quello di laicità, e lede  altresì i diritti inviolabili di libertà religiosa e di coscienza.&lt;br /&gt;L'assoluzione  piena da parte della Cassazione non ha però eliminato il procedimento  disciplinare: in questa sede, infatti, doveva essere valutato se  l'astensione dalla trattazione delle udienze fosse o meno legittimata  dalle ragioni che io avevo addotto (anche) in sede penale: e cioè dalla  necessità di non violare il principio supremo di laicità e di non subire  la lesione dei miei diritti inviolabili di libertà religiosa e di  eguaglianza religiosa. Dunque il CSM avrebbe dovuto vagliare la  fondatezza o meno di tutte le censure che io avevo prospettato nel  ricorso per cassazione e che la suprema Corte non aveva potuto  esaminare, perché "assorbite" dall'accoglimento del primo motivo.&lt;br /&gt;Ebbene,  il Procuratore Generale della Cassazione ha sostenuto, nella sua  arringa del 22 gennaio scorso, che a lui poco importava delle  motivazioni del mio rifiuto, ma interessava soltanto che io non avessi  materialmente tenuto quelle udienze. Il che, tradotto in altri termini,  significa affermare che, se una persona è costretta ad uccidere per  legittima difesa (ad esempio perché il rapinatore gli ha esploso addosso  trenta colpi di mitra, riducendolo quasi in fin di vita, ma è poi  riuscita ad esplodere, a sua volta, un mortale colpo di pistola contro  il rapinatore), il giudice la può "tranquillamente" condannare  all'ergastolo affermando, in sentenza, che a lui poco importano le  motivazioni dell'esplosione del colpo di pistola all'indirizzo del  rapinatore, ma gli interessa soltanto che quel colpo sia stato esploso  ed abbia attinto il rapinatore: e questo concretizza il delitto di  omicidio, da punire dunque con l'ergastolo.&lt;br /&gt;Nel mio caso il  "ragionamento" del Procuratore Generale è stato esattamente identico: a  lui non è interessato che la circolare del Ministro fascista sia  illegittima, che sia lesiva del principio supremo di laicità, che sia  lesiva del mio diritto di libertà religiosa e che io abbia subito una  patente discriminazione religiosa perché mi è stato imposto il  crocifisso ma mi è stato vietato di esporre la menorà. Si tratta di  "quisquiglie" del tutto irrilevanti, perché l'unica cosa che rileva è  che io non ho tenuto quelle udienze, sicché debbo essere rimosso per  ristabilire la serenità del "RAZZISTA" che mi ha discriminato e mi  discrimina sul posto di lavoro, cioè la serenità del povero Ministro di  Giustizia.&lt;br /&gt;L'avv. Nicola Mancino ha già esternato alla stampa quelle  che saranno le "motivazioni" (o, meglio, le "non motivazioni") della mia  condanna: e, a quanto pare, collimano perfettamente con quanto  affermato dal Procuratore Generale.&lt;br /&gt;Questo significa, in buona  sostanza, che la motivazione della mia condanna sarà completamente  DIVERSA dalla motivazione della mia sospensione cautelare: ALLORA (il  31.1.2006), infatti, il CSM aveva giustamente valutato le ragioni del  mio rifiuto, anche se le aveva però ritenenute irrilevanti.&lt;br /&gt;Orbene, a  questo punto i lettori si chiederanno, con una certa curiosità: quali  saranno mai i motivi di tale inversione di rotta, da parte della NUOVA  CONSILIATURA del CSM? Si sono forse accorti che i membri della  PRECECENTE CONSILIATURA avevano commesso delle "cappelle"?&lt;br /&gt;No, niente  di tutto questo. In realtà la Procura Generale della Cassazione e il  CSM si sono a mio avviso resi ben conto, leggendo il mio ricorso per  cassazione, che io avevo ragione e che, per così dire, avevo fatto  "scacco matto" ai Poteri Forti. Dunque, anziché assolvermi -come imposto  dalla LEGGE (quando un giudice si accorge che un incolpato è innocente  deve assolverlo)- si è preferito (&lt;em&gt;ma questo lo potremo appurare  soltanto leggendo la futura motivazione della mia condanna disciplinare&lt;/em&gt;)  far scomparire una parte dei fatti (cioè le motivazioni del mio rifiuto  e la loro rilevanza scriminante) per appiopparmi la condanna alla  rimozione.&lt;br /&gt;Il fatto che il 22 gennaio scorso io mi sia presentato  dinanzi al CSM nelle vesti della pulce, del pidocchio, del cane sciolto  che aveva sostanzialmente fatto "scacco matto" ai Poteri Forti dello  Stato, cioè al Ministro di Giustizia, al Governo, alla Procura Generale  della Cassazione, al CSM, alla Chiesa, al Papa e via dicendo, non deve  essere risultata una cosa gradita: assolvermi perché il mio rifiuto era  pienamente giustificato, infatti, avrebbe significato ammettere che  tutti codesti Poteri Forti avevano avuto torto e che, dunque, i  crocifissi dovevano essere rimossi.&lt;br /&gt;Meglio, dunque, condannare un  innocente per "soddisfare" le pretese della Chiesa, del Papa e di tutti  codesti Poteri Forti della Repubblica Pontifica, avendo anche cura di  "sputtanare" pubblicamente il Tosti facendolo passare come un  "assenteista" e un "fannullone" (il che è palesemente falso perché, al  contrario, mi sono sempre recato al lavoro, pronto a riprendere  l'immediata trattazione delle udienze, se soltanto fossero stati rimossi  i crocifissi o fossi stato autorizzato ad esporre la menorà degli  sporchi ebrei, cioè della peste dell'umanità, come giustamente appellati  da Santa Romana Chiesa Cattolica).&lt;br /&gt;Riepilogando, il 22 gennaio 2010  il Consiglio Superiore della Magistratura ha scritto un'epica pagina  nella Giustizia italiana: ha infatti espulso dalla magistratura la  vittima di criminali atti di discriminazione perpetrati da un Organo  Istituzionale RAZZISTA dello Stato italiano, cioè dal Ministro  Giustizia, al lodevole scopo di ripristinare la "tranquillità" di  codesto Organo RAZZISTA che, com'è ben noto, condivide circolari di un  Regime RAZZISTA e FASCISTA.&lt;br /&gt;I complimenti da parte mia sono  d'obbligo: e spero anche che la Cassazione -che ha ottimi motivi di  rancore nei mie confronti, cioè nei confronti del cane sciolto che "&lt;strong&gt;&lt;em&gt;ha  sfidato le Istituzioni"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (così ha scritto Mario Cicala ex  Presidente dell'ANM)- respinga il mio futuro ricorso.&lt;br /&gt;D'altra parte,  l'Italia non è forse il Paese nel quale i "negri" vengono giustamente  braccati, cacciati e linciati da intere popolazioni di razzisti (tutti  rigorosamente "cattolici"!) e lo Stato interviene, altrettanto  giustamente, per "rimuovere" in fretta e furia i "negri", caricandoli  sugli autobus e allontanadoli dalla popolazione inferocita allo scopo di  ristabilire la "pace" e la "tranquillità" dei "poveri "razzisti"? E  allora perché mai reprimere il RAZZISMO DI STATO, che viene abitualmente  perpetrato da parte dei Ministri di Giustizia ai danni dei non  cattolici, quando esiste l'alternativa, molto più bella e molto più  gradita ai RAZZISTI DI STATO, di rimuovere dalla magistratura la VITTIMA  del RAZZISMO, cioè lo sporco giudice ebreo?&lt;br /&gt;In fondo non ero stato  io a dire, sin dall'inizio, che lo Stato razzista avrebbe dovuto  rimuovere i crocifissi o lo sporco giudice ebreo? E allora, visto che  sono stato soddisfatto con l'opzione N. 2, perché i "Cattolici" fanno  tanto strepito sul mio caso? Forse i cattolici hanno qualche  problemuccio di coscienza? Stanno forse percependo qualcosina nei loro  cervelli? Ascoltanto la vica voce di Don Mario Pieracci non sembrerebbe  proprio: l'augusto sacerdote mi ha infatti ricordato, durante la diretta  televisiva, che io, come sporco ebreo, non potevo aspirare ad esporre  la menorà a fianco del suo "augusto " e superiore crocifisso ma, al  massimo, potevo esporlo sulla mia..... scrivania!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Suvvia, aderenti alla Superiore Razza Cattolica, non vi  crucciate per la mia rimozione: io non sono mica un servo della gleba,  tenuto a lavorare per forza sotto l'incombenza del vostro idolo  criminale. E se volete magari ribattere che, allora, mi sarei dovuto  dimettere "spontaneamente" dalla magistratura, senza costringere i  poveri RAZZISTI DI STATO a rimuovermi con questi "onerosi" procedimenti  disciplinari, vi rispondo: e no, non potete pensare che io sia a tal  punto imbecille da togliervi la castagna dal fuoco, cioè dall'imbarazzo  di imbastire il processo dell'Inquisizione che avete dovuto imbastire  per "eliminarmi"!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo processo,  infatti, rimarrà scritto nella "Storia" e costituirà il documento  principe sul quale imbastirò la causa dinanzi alla Corte europea, che  dovrà giudicare sul RAZZISMO DI STATO che viene abitualmente praticato  dalla Colonia del Vaticano ai danni degli esseri "inferiori".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A  chi ha pazienza di leggere riporto, qui di seguito, il testo  dell'ordinanza di mia sospensione. Sarà mia cura pubblicare in seguito  la futura motivazione della sentenza di condanna, acciocché chiunque  possa rendersi conto, confrontandole, della loro "coerenza" (o  incoerenza) e delle "risposte" (o non risposte) che saranno date alle  MOTIVAZIONI REALI del mio rifiuto. Buona lettura. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;LA SEZIONE DISCIPLINARE DEL CONSIGLIO SUPERIORE  DELLA MAGISTRATURA&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Composta dai Signori:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avv.  Emilio Nicola BUCCICO - Componente effettivo eletto dal&lt;br /&gt;Parlamento  destinato a presiedere&lt;br /&gt;la Sezione in sostituzione del Vice&lt;br /&gt;Presidente&lt;br /&gt;Presidente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avv.  Gianfranco SCHIETROMA - Componente eletto dal Parlamento&lt;br /&gt;Dott.  Giuseppe SALME‘ - Magistrato di legittimità&lt;br /&gt;Dott. Giovanni MAMMONE -  Magistrato di merito&lt;br /&gt;Dott. Carmine STABILE - Magistrato di merito&lt;br /&gt;Dott.  Giuseppe FICI - Magistrato di merito&lt;br /&gt;Componenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ha  pronunciato in Camera di Consiglio la seguente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ordinanza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nel  procedimento n. 14/2005 del registro ordinanze nei confronti del&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dott.  Luigi Tosti&lt;br /&gt;(nato a Cingoli il 3.8.1948)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;magistrato  sospeso,&lt;br /&gt;per la richiesta in data 22.11.2005 del Procuratore Generale  presso la Corte di Cassazione di sospensione dalle funzioni del dott.  Luigi Tosti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fatto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 3 agosto 2005 il procuratore  della Repubblica dell’Aquila ha richiesto il giudizio immediato nei  confronti del dott. Luigi Tosti, giudice del tribunale di Camerino,  imputato di omissione di atti d’ufficio continuata (art. 81 e 328 cod.  pen.) per non avere tenuto udienza nei giorni 9, 10, 11, 13, 16, 24, 25 e  27 maggio, e nei giorni 6, 8, 10, 13, 20 e 21 giugno e 4 luglio del  2005 motivando la sua astensione con il fatto che nelle aule di udienza  era esposto il crocifisso.&lt;br /&gt;Il 22 settembre 2005 il procuratore  generale presso la corte di cassazione ha promosso nei confronti dello  stesso magistrato azione disciplinare per avere violato il dovere di  correttezza, in quanto, “esasperando fino al limite della pretestuosità  la pretesa - la cui fondatezza o meno è ancora sub judice — di vedere  rimosso, ad opera dell’amministrazione dello Stato, da tutte le aule di  giustizia, il crocifisso (o, in alternativa, di esporre nelle medesime  anche il simbolo della menoràh della religione ebraica) omesso, sin dai  primi giorni del maggio del corrente anno, di svolgere la propria  attività di magistrato presso il tribunale di Camerino, così  sottraendosi alla doverosa prestazione del proprio servizio; e tanto  dopo che il presidente del tribunale gli aveva messo a disposizione  un’aula di udienza priva di ogni simbolo religioso”.&lt;br /&gt;Facendo  riferimento sia alla pendenza del procedimento penale che a quella del  procedimento disciplinare, il 22 novembre 2005 il procuratore generale  ha chiesto la sospensione dalle funzioni del dott. Tosti. La richiesta è  fondata sulla circostanza che a decorrere dal 9 maggio 2005 l’incolpato  si è sottratto ai doveri d’ufficio, scaturenti da un rapporto d’impiego  sorto e perdurante per sua libera determinazione, e sul rilievo che, a  prescindere dalla loro fondatezza, i motivi addotti (consistenti nella  reazione alla violazione da parte dello Stato dell’obbligo di rimuovere  il crocifisso, simbolo della religione cattolica a lui estranea), in  quanto estranei al rapporto di servizio, non possono giustificare il  persistente inadempimento dell’obbligo di prestazione. Il procuratore  generale ha inoltre rilevato che la vicenda aveva determinato e  continuava a determinare un grave disservizio in un ufficio giudiziario  di ridotte dimensioni, con sconcerto e disorientamento dell’opinione  pubblica e menomazione del prestigio dell’ordine giudiziario, tanto più  che il dott. Tosti si era rifiutato di riprendere il lavoro anche in  aula d’udienza priva di qualsiasi simbolo religioso. Ha concluso il p.g.  che l’atteggiamento di sfida nei confronti delle istituzioni imponeva  di fare cessare la situazione le cui conseguenze ricadevano anche sui  cittadini.&lt;br /&gt;La vicenda, che ha dato luogo al procedimento penale e al  procedimento disciplinare, ha origine da un episodio verificatosi il 28  ottobre 2003. Il dott. Tosti ha riferito che quel giorno, entrato in  un’aula per tenere udienza civile e su sollecitazione di alcuni avvocati  che, ironizzando, facevano riferimento alla vicenda giudiziaria  relativa alla richiesta di rimozione del crocifisso nelle aule  scolastiche avanzata davanti al tribunale dell’Aquila, si era accorto  che su una parete laterale era appeso un vistoso crocifisso che in  precedenza non aveva notato. Lo aveva staccato dalla parete e riposto,  ma, rientrato in aula dopo una breve assenza, aveva costatato che il  crocifisso era stato nuovamente appeso alla parete dal cancelliere che  aveva sostenuto che l’apposizione era imposta dalla legge. Aveva quindi  proseguito l’udienza nel suo studio privato, cosa che anche in  precedenza era già avvenuta. Dopo essersi documentato e ritenendo che la  presenza del simbolo religioso era illegittima, aveva chiesto al  presidente di rimuoverlo da tutte le aule del tribunale nelle quali  svolgeva le sue funzioni. L’illegittimità dell’affissione del crocifisso  sarebbe derivata dal fatto che la stessa era prevista solo dalla  circolare del ministro della giustizia del 29 maggio 1926, da ritenere  illegittima perché priva di una base legislativa e, comunque, abrogata a  seguito dell’entrata in vigore della Costituzione che (con gli articoli  8, 19 e 21) garantisce la pari dignità di tutte le confessioni  religiose, il superamento della qualificazione della religione cattolica  come religione dello Stato, la libertà in materia religiosa (che  comprende anche la libertà negativa di non professarne alcuna) e la  libertà di manifestare il proprio pensiero, il proprio credo e le  proprie ideologie politiche, con conseguente diritto a non subire  l’imposizione del simbolo religioso.&lt;br /&gt;Con nota del 16 dicembre 2003 il  dott. Tosti aggiungeva, in caso di mancato accoglimento della richiesta  di rimozione del crocifisso dalle aule in cui era esposto, quella di  rimuoverlo per tutto il tempo in cui si fosse trovato a svolgervi le sue  funzioni e quella di potere esporre il simbolo della sua religione, e  cioè la menorah ebraica, sostenendo, in una successiva nota, che il  mancato accoglimento di tale richiesta avrebbe costituito un’illegittima  discriminazione non solo religiosa ma anche razziale, invocando a  sostegno delle sue tesi, tra l’altro, la sentenza della quarta sezione  penale della corte di cassazione del 1° marzo 2000, avente ad oggetto  una fattispecie di rifiuto di assumere le funzioni di scrutatore  giustificato con la mancata rimozione del crocifisso dall’aula delle  votazioni.&lt;br /&gt;Con nota del 23 dicembre 2003 il presidente del tribunale  ha respinto le richieste affermando che l’esposizione del crocifisso era  imposta dalla circolare del 1926 da ritenere tuttora in vigore.&lt;br /&gt;Il  dott. Tosti ha impugnato il provvedimento del presidente del tribunale  davanti al t.a.r., che, con ordinanza del 22 settembre 2004, ha respinto  la richiesta cautelare di rimozione in via d’urgenza del crocifisso,  ritenendo non grave e comunque riparabile il danno dedotto dal  ricorrente.&lt;br /&gt;Il 27 ottobre 2004 il presidente del tribunale ha  ordinato la rimozione dalle aule d’udienza di un cartello dell’Unione  degli atei e agnostici razionalisti italiani (U.A.A.R.) esposto dal  dott. Tosti.&lt;br /&gt;Dopo avere preannunciato che, in caso di mancato  accoglimento delle sue richieste, si sarebbe astenuto dal tenere  udienze, a decorrere da quella del 9 maggio 2005, il dott. Tosti ha  attuato tale intento. Il presidente del tribunale ha provveduto a  sostituirlo con se stesso e con altri due giudici del tribunale e con  nota del 25 maggio 2005 ha invitato l’incolpato a tenere udienza nel suo  studio privato o in altra aula priva di simboli religiosi. In risposta a  una nota del giorno successivo, con la quale il dott. Tosti ha  rifiutato la proposta, sostenendo che la stessa costituiva una forma di  ghettizzazione, il presidente del tribunale ha precisato che nell’aula  senza simboli religiosi appositamente apprestata avrebbero tenuto  udienza anche gli altri giudici.&lt;br /&gt;Il dott. Tosti ha rifiutato anche  questa proposta osservando che la stessa era in contraddizione con la  tesi della vigenza della circolare ministeriale del 1926, non eliminava  la natura ghettizzante della soluzione e che l’unica alternativa che  avrebbe potuto accettare era quella di aggiungere nelle aule d’udienza  al crocifisso anche la menorah.&lt;br /&gt;Con sentenza del 18 novembre 2005 il  dott. Tosti è stato condannato dal tribunale dell’Aquila a mesi sette di  reclusione, con l’interdizione dai pubblici uffici per un anno per  l’imputazione sopra indicata.&lt;br /&gt;Con atto del 25 novembre 2005 il dott.  Tosti ha sollevato conflitto di attribuzione davanti alla corte  costituzionale, sostenendo che l’esposizione del crocifisso esula dalle  competenze costituzionali del Ministro della giustizia, limitate  all’organizzazione e al funzionamento dei servizi, materie alle quali  sarebbe estranea l’utilizzazione di un simbolo di valenza esclusivamente  religiosa. La discussione della richiesta di sospensione dalle funzioni  fissata per l’udienza del 16 dicembre 2005 è stata rinviata, per  impedimento dell’incolpato, all’udienza del 13 gennaio 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In  diritto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La richiesta di sospensione dalle funzioni del dott.  Tosti fa riferimento, innanzi tutto, alla contemporanea pendenza di un  procedimento penale e di un procedimento disciplinare.&lt;br /&gt;La sentenza  penale di condanna afferma che l’astensione dalle udienze, motivata con  l’esigenza di garantire la libertà di coscienza e di religione, la  libertà di manifestazione del pensiero e il principio di laicità dello  Stato, lesi dalla presenza del crocifisso in aula, deve ritenersi  “indebita”.&lt;br /&gt;L’azione disciplinare, come già rilevato, è stata  promossa dal procuratore generale per avere il dott. Tosti violato il  dovere di correttezza, omettendo di tenere udienza sulla base della  pretesa esasperata “fino al limite della pretestuosità” e la “la cui  fondatezza o meno è ancora sub iudice” di vedere rimosso il crocifisso  da tutte le aule di giustizia o, in alternativa, di esporre nelle aule  stesse il simbolo della menorah, non ostante che il presidente del  tribunale di Camerino gli avesse messo a disposizione un’aula d’udienza  priva di ogni simbolo religioso.&lt;br /&gt;Non ostante la diversità e  l’autonomia dei presupposti sui quali si fondano i due tipi di  sospensione cautelare disciplinati dal r.d.lgs. 31 maggio 1946 n. 511  (l’una correlata alla pendenza del procedimento disciplinare, prevista  dall’art. 30, l’altra avente ad oggetto la sospensione del magistrato  sottoposto a procedimento penale, di cui all’art. 31), i relativi  procedimenti possono pendere contemporaneamente (Cass. 21 luglio 2004,  n. 13602) e richiedono alla sezione disciplinare una valutazione di  identico oggetto, sulla sussistenza del fumus e del periculum. Infatti,  la più recente giurisprudenza delle sezioni unite della cassazione  (sentenza 3 giugno 1997 n. 4965, che ha modificato il precedente  orientamento, seguito tra l’altro da Cass. n. 3115 del 1987, secondo il  quale sarebbe stata preclusa al giudice disciplinare la valutazione del  contenuto dell’imputazione o della sentenza penale non passata in  giudicato), valorizzando l’accentuazione dell’autonomia del giudizio  penale rispetto a quello disciplinare operata dal nuovo codice e la  diversità di funzione del decreto di rinvio a giudizio (che non  presuppone più una delibazione di fondatezza dell’accusa, ma solo la  valutazione della necessità del dibattimento) ha affermato il principio  che, anche in caso di sottoposizione a procedimento penale, la sezione  disciplinare deve valutare, al di fuori di ogni automatismo, la gravità  dell’accusa penale e quindi, sia pure nei limiti di una delibazione allo  stato degli atti, la consistenza e la serietà dei fatti posti a  fondamento della medesima, al fine di stabilire, senza interferenze nel  merito del giudizio penale e nell’esclusiva ottica del richiesto  provvedimento cautelare (diretto alla tutela della credibilità  dell’ordine giudiziario), se, tenuto anche conto delle specifiche  esigenze del servizio, ricorrono le condizioni necessario per emettere  il suddetto provvedimento.&lt;br /&gt;2. I fatti sui quali si basa la richiesta  di provvedimento cautelare sono pacifici.&lt;br /&gt;Dal 9 maggio del 2005, e  anche oltre il 4 luglio dello stesso anno (data finale presa in  considerazione nel capo d’imputazione penale) il dott. Tosti non svolge  attività giudiziaria. Alla sua sostituzione ha provveduto il presidente  del tribunale di Camerino, designando se stesso e altri magistrati del  tribunale, per l’impossibilità di procedere ad applicazioni di  magistrati del distretto (si veda in proposito il decreto del presidente  della corte d’appello di Ancona del 27 maggio 2005).&lt;br /&gt;Quanto alle  motivazioni dell’astensione, il dott. Tosti ha sempre dedotto che la  presenza del crocifisso nelle aule d’udienza, non prevista da alcuna  norma vigente, dovendo ritenersi superata la circolare del ministro  della giustizia del 29 maggio 1926 (con la quale il ministro di grazia e  giustizia dispose: “Prescrivo che nelle aule di udienza sopra il banco  dei giudici e accanto all'effige di Sua Maestà il Re, sia restituito il  Crocifisso, secondo la nostra antica tradizione. Il simbolo venerato sia  solenne ammonimento di verità e di giustizia. I capi degli uffici  giudiziari vorranno prendere accordi con le amministrazioni comunali  affinché quanto ho disposto sia eseguito con sollecitudine e con decoro  di arte, quale si conviene all’altissima funzione della giustizia.”)  costituiva lesione del principio di laicità della Stato, della sua  libertà di coscienza e di religione, ma ha mutato nel tempo l’oggetto  delle sue richieste. Nella nota del 31 marzo 2003, infatti, ha chiesto  che il crocifisso fosse rimosso da tutte le aule del tribunale; nella  nota del 16 dicembre dello stesso anno ha aggiunto la richiesta di  autorizzazione ad esporre “il simbolo della propria religione” per tutto  il tempo dell’esercizio delle proprie funzioni; il 26 aprile 2004, come  risulta dal decreto del presidente del tribunale del giorno successivo,  ha affisso in alcune aule d’udienza un cartello dell’Unione degli atei e  agnostici razionalisti italiani; il 1° maggio 2005 ha chiesto che fosse  rimosso da tutte le aule d’udienza italiane il crocifisso, e, in via  subordinata, che fosse consentita l’esposizione della menorah; il 7  agosto 2005 (in risposta alla nota del presidente del tribunale del 19  luglio, con la quale era stato invitato a riprendere servizio anche in  considerazione del fatto che si stava apprestando una nuova aula  d’udienza a disposizione di tutti i magistrati dell’ufficio nella quale  non sarebbe stato apposto il crocifisso) ha chiesto che in tutte le aule  in cui era esposto il crocifisso, lo stesso venisse sostituito con la  menorah, ferma la non apposizione di alcun simbolo nella sola nuova aula  in allestimento.&lt;br /&gt;Tuttavia, al di là delle indicate modificazioni,  per così dire, del petitum il nucleo essenziale della posizione del  dott. Tosti può identificarsi nella richiesta di rimozione del  crocifisso da tutte le aule d’udienza italiane e nella richiesta di  autorizzazione ad esporre la menorah.&lt;br /&gt;In relazione a tali richieste  si pone il problema, se la sezione disciplinare debba valutarne o non la  fondatezza. La risposta deve essere affermativa, nei limiti che saranno  precisati.&lt;br /&gt;E’ vero, infatti, che la richiesta di provvedimento  cautelare è motivata con il rilievo che il protrarsi dell’inadempimento  ai doveri d’ufficio non potrebbe mai essere giustificato dalla pretesa  alla rimozione del crocifisso e all’autorizzazione all’esposizione della  menorah, anche se le stesse fossero fondate, ed è vero altresì che nel  capo d’incolpazione disciplinare espressamente si afferma che la  fondatezza di tale pretesa è all’esame del giudice amministrativo  davanti al quale è stato impugnato il provvedimento del presidente del  tribunale di rigetto dell’istanza di rimozione del crocifisso dalle aule  d’udienza. In entrambi i casi, cioè, il procuratore generale ha  ritenuto espressamente di dovere prescindere dalla valutazione della  fondatezza delle tesi dell’incolpato. Peraltro, come si è già osservato,  in questa sede forma oggetto di valutazione anche la sentenza penale di  condanna che si fonda sull’affermazione del carattere “indebito” del  rifiuto del dott. Tosti di adempiere ai propri doveri d’ufficio e che a  tal fine analizza il rapporto tra i predetti doveri e la tutela dei  diritti invocata dal magistrato. L’azione disciplinare, inoltre, se  direttamente non investe la fondatezza delle posizioni espresse  dall’incolpato, tuttavia si basa anche sull’affermazione che la pretesa  dell’incolpato è stata esasperata, fino al limite della “pretestuosità”,  e pertanto, in qualche modo, esige una valutazione quanto meno della  plausibilità, se non della fondatezza, della pretesa stessa.&lt;br /&gt;Infine,  mentre certamente un giudizio di fondatezza della pretesa non sarebbe  decisivo, dovendosi comunque valutare le modalità di esercizio di tale  pretesa e la compatibilità con i doveri nascenti dal rapporto di  impiego, una valutazione di infondatezza avrebbe comunque un rilievo  negativo non secondario ai fini dell’accertamento dei presupposti del  provvedimento richiesto dal p.g.&lt;br /&gt;Tuttavia la natura cautelare del  presente procedimento impone che ogni valutazione debba essere svolta  sul piano della summaria cognitio dei profili fattuali e giuridici,  essendo riservato al giudice del merito l’accertamento funditus della  sussistenza dei presupposti della responsabilità dell’incolpato.&lt;br /&gt;3.  La sezione disciplinare non ignora che le tesi sostenute dall’incolpato  si inseriscono in una problematica molto più ampia e di estrema  delicatezza, come quella dell’esposizione dei simboli religiosi nei  luoghi pubblici, vivacemente dibattuta non solo in Italia ma anche in  altri Paesi dell’Unione europea nei quali sono state adottate soluzioni  diverse a livello normativo (rifiuto di adottare una qualsiasi  disciplina, come in Gran Bretagna e in Belgio; art. 28 della legge  francese 9 dicembre 1905, ribadito con la legge 17 marzo 2004 n. 228,  che ha vietato agli studenti di portare all’interno delle scuole  pubbliche segni o vestiti che manifestano “ostensibilmente”  un’appartenenza religiosa; riconoscimento di poteri di decisione agli  utenti degli spazi pubblici - come in Austria e Baviera - ovvero alle  istituzioni amministrative centrali, come in Spagna). Sono anche note le  decisioni del tribunale federale svizzero (sentenza 26 settembre 1990),  che ha affermato che l’esposizione del crocifisso nelle aule della  scuola elementare pubblica viola l’obbligo della neutralità  confessionale dello Stato, e del tribunale costituzionale federale  tedesco che, con sentenza del 16 maggio 1995, ha dichiarato  l’incostituzionalità di una norma di una legge scolastica bavarese che  imponeva l’esposizione del crocifisso, per non avere il legislatore del  Lana ricercato l’equa composizione tra libertà positiva e libertà  negativa, sul piano della tolleranza e della garanzia del pluralismo  religioso.&lt;br /&gt;In Italia il problema si è posto con riferimento  all’esposizione nelle aule scolastiche e nei seggi elettorali e ha avuto  soluzioni contrastanti. Sul primo aspetto il consiglio di Stato  (sezione II), con parere del 27 aprile 1988, ha affermato che l’art. 118  del r.d. 30 aprile 1924, n. 965 e l’allegato C al r.d. 26 aprile 1928,  n. 1297, che impongono l’esposizione del crocifisso nella aule,  rispettivamente, delle scuole medie e delle scuole elementari, sono  tuttora in vigore, ma in senso contrario si è espresso il tribunale  dell’Aquila, con ordinanza ex art. 700 c.p.c. del 23 ottobre 2003, che  ha ritenuto tacitamente abrogate le predette disposizioni regolamentari  perché incompatibili con il quadro normativo risultante, da un lato,  dalla garanzia costituzionale del pluralismo religioso, della libertà di  coscienza e di religione, e dall’altro dall’abrogazione del principio  della religione cattolica come religione di Stato (art. 1 del protocollo  addizionale agli accordi di modifica del Concordato, reso esecutivo con  legge 25 marzo 1985, n. 121). Peraltro tale provvedimento è stato  revocato da trib. L’Aquila 29 novembre 2003, per il rilievo che la  giurisdizione sulla controversia spetterebbe al giudice amministrativo.  Sul punto è intervenuto il t.a.r. del Veneto, con ordinanza del 14  gennaio 2004 che ha sollevato questione di legittimità costituzionale  delle norme regolamentari indicate e, dopo che la corte costituzionale  ha dichiarato la questione manifestamente inammissibile per la non  riconducibilità delle norme secondarie impugnate ad alcuna norma  primaria (ord. 15 dicembre 2004, n. 389), lo stesso t.a.r., con sentenza  22 marzo 2005, n. 1110, ha ritenuto legittimo l’obbligo di esposizione  del crocifisso nelle aule scolastiche, trattandosi di “simbolo di una  particolare storia, cultura e identità nazionale...oltre che  .espressione di alcuni principi laici della comunità” e pertanto “non  solo non contrastante ma addirittura affermativo e confermativo del  principio della laicità dello Stato.”&lt;br /&gt;Quanto all’esposizione del  crocifisso nei seggi elettorali, Cass. 1° marzo 2000, Montagnana, più  volte richiamata dal dott. Tosti a conferma della fondatezza della sua  pretesa, ha affermato che “costituisce giustificato motivo di rifiuto  dell’ufficio di presidente, scrutatore o segretario, ove non sia stato  l’agente a domandare di essere ad esso designato, la manifestazione  della libertà di coscienza, il cui esercizio determini un conflitto tra  la personale adesione al principio supremo di laicità dello stato e  l’adempimento dell’incarico a causa dell’organizzazione elettorale, in  relazione alla presenza nella dotazione obbligatoria di arredi dei  locali destinati a seggi elettorali, pur se casualmente non di quello di  specifica destinazione, del crocifisso o di altre immagini religiose.”&lt;br /&gt;Deve  peraltro rilevarsi che sul tema dell’esposizione del crocifisso nei  seggi elettorali opposta soluzione è stata accolta in alcuni  provvedimenti cautelari con i quali sono state rigettate le richieste di  rimozione (trib. Bologna, 24 marzo 2005, trib. L’Aquila 31 marzo 2005,  trib. Napoli 26 marzo 2005).&lt;br /&gt;4. Pur nei limiti della sommarietà delle  valutazioni da compiere in sede cautelare, la sezione disciplinare  ritiene che la richiesta di rimozione del crocifisso dalle aule  d’udienza avanzata dal dott. Tosti non sia manifestamente infondata.&lt;br /&gt;Si  deve in primo luogo rilevare che, come è pacifico (si veda in proposito  la nota del ministero degli interni del 5 ottobre 1984, n. 5160/M/l,  citata da cass. 1° marzo 2000), la circolare del ministro della  giustizia del 29 maggio 1926 n. 2134/1867 è un atto amministrativo  generale, privo di fondamento normativo e quindi contrastante con il  principio di legalità dell’azione amministrativa, desumibile dagli  articoli 97 e 113 Cost., dal quale deriva che l’attività della pubblica  amministrazione deve sempre svolgersi nel rispetto della Costituzione,  delle norme comunitarie e delle leggi, con l’ulteriore conseguenza che  ogni atto amministrativo deve essere espressione di un potere  riconosciuto all’amministrazione da una norma (Cons. Stato, sez. II, 3  novembre 1999, n. 1401; sez. VI, 17 febbraio 1999, n. 173; sez. V, 8  giugno 1994, n. 614; sez. VI, 3 marzo 1993, n. 214). In conformità con  questo principio il legislatore ha disciplinato l’esposizione dei  simboli non religiosi nei luoghi pubblici (legge 5 febbraio 1998, n. 22  sull’uso della bandiera della Repubblica italiana e di quella  dell’Unione europea; l’art. 38 del d.lgs. n. 267 del 2000, che  disciplina la stessa materia con riferimento all’ordinamento degli enti  locali).&lt;br /&gt;In secondo luogo, anche a poter ritenere non decisivo questo  profilo, resta poi che la predetta circolare appare in contrasto con il  principio costituzionale di laicità dello Stato e con la garanzia della  libertà di coscienza e di religione, essendo pacifico (v. in tal senso  cass. sez. unite 18 novembre 1997, n. 11432 e sez. disciplinare 15  settembre 2004, Sansa) che nessun provvedimento amministrativo può  limitare diritti fondamentali di libertà, al di fuori degli spazi  eventualmente consentiti da una legge ordinaria conforme a costituzione.&lt;br /&gt;Come  è noto la corte costituzionale, con sentenza n. 203 del 1989 (nonché  con le sentenze n. 259 del 1990 e 195 del 1993), ha affermato che il  principio di laicità (o di aconfessionalità) dello Stato, pur non  essendo esplicitamente menzionato (come invece avviene nell’art. 1 della  Costituzione francese del 1958), è certamente desumibile dagli articoli  2,3,7,8,19 e 20 Cost. e ha trovato un importante conferma, a livello di  legge ordinaria, nell’art. 1 del Protocollo addizionale degli Accordi  con la Santa sede di cui alla legge n. 121 del 1985 (abrogazione della  regola secondo la quale la religione cattolica è la sola religione dello  Stato). Tale principio, inoltre, è uno delle caratteristiche della  nostra forma di Stato e appartiene al novero dei principi supremi  dell’ordinamento che, secondo un costante orientamento della  giurisprudenza costituzionale, hanno valenza superiore rispetto alle  altre norme o leggi di rango costituzionale.&lt;br /&gt;Quanto al contenuto del  principio di laicità la giurisprudenza costituzionale ha affermato che  lo stesso non implica irrilevanza o indifferenza rispetto all’esperienza  religiosa, secondo l’impostazione dello Stato liberale classico, ma  garanzia per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di  pluralismo confessionale e culturale e, in senso più ampio, possibilità  di convivenza in condizioni uguaglianza non solo di fedi, ma anche di  culture e tradizioni diverse (corte cost. n. 440 del 1995). Ne consegue,  da un lato, che in materia religiosa, lo Stato deve essere  equidistante, imparziale (sentenze nn. 329 del 1997, 508 del 2000, 327  del 2002) e neutrale (sentenza n. 235 del 1997) e, dall’altro, che  l’ordine delle questioni religiose e quello delle questioni civili  debbono rimanere separati, con la conseguenza che “in nessun caso il  compimento di atti appartenenti, nella loro essenza, alla sfera della  religione possa essere l’oggetto di prescrizioni obbligatorie derivanti  dall’ordinamento giuridico dello Stato e (il) divieto di ricorrere a  obbligazioni di ordine religioso per rafforzare l’efficacia dei precetti  statali;... la religione e gli obblighi morali che ne derivano non  possono essere imposti come mezzo alfine dello Stato” (sentenza n. 334  del 1996).&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la libertà di coscienza -  espressamente riconosciuta anche dall’art. 9 della convenzione europea  per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali  del 4 novembre 1950 (ratificata con legge n. 848 del 1955) e dall’art.  10 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea,  sottoscritta dai Presidenti del parlamento europeo, del consiglio e  della commissione in occasione del Consiglio europeo di Nizza il 7  dicembre 2000 - la corte costituzionale ha ripetutamente affermato  (sentenza n. 149/1995, n. 422/1993, n. 467 del 1991, 409 del 1989) che  la coscienza individuale ha rilievo costituzionale “quale principio  creativo che rende possibile la realtà delle libertà fondamentali  dell’uomo” e che “specie se correlata all’espressione dei propri  convincimenti morali o filosofici (art. 21 Cost.) ovvero... alla propria  fede o credenza religiosa (art. 19 Cost.), dev’essere protetta in  misura proporzionata alla priorità assoluta e al carattere fondante ad  essa riconosciuta nella scala dei valori espressa dalla Costituzione  italiana”. Libertà di coscienza e libertà religiosa che, alla luce del  principio di eguaglianza, debbono essere lette come affermazione non  solo positiva, di tutela delle convinzioni o della fede professata, ma  anche in senso negativo, come tutela di chi rifiuti di avere una fede, e  che, pertanto, deve essere garantita sia ai credenti che ai non  credenti, siano essi atei o agnostici (sentenza n. 117 del 1979 e n. 334  del 1996). Dal carattere “fondante” della libertà di coscienza deriva  anche che nelle vantazioni costituzionali relative ai profili  dell’eguaglianza in materia religiosa il dato quantitativo, l’adesione  più o meno diffusa a questa o a quella confessione religiosa, non può  essere rilevante (sentenza n. 925 del 1988 e n. 440 del 1995, n. 508 del  2000), “il richiamo alla coscienza sociale... è...vietato là dove la  Costituzione, nell’art. 3 primo comma stabilisce espressamente il  divieto di discipline differenziate in base a determinati elementi  distintivi, tra i quali sta per l’appunto la religione...Diversamente  ragionando, si finirebbe per rendere cedevole la garanzia costituzionale  dell’uguaglianza rispetto a mutevoli e imprevedibili atteggiamenti  della società” (sentenza n. 329 del 1997).&lt;br /&gt;Alla luce dei rilievi ora  svolti appare convincente la tesi dell’incolpato secondo la quale  l’esposizione del crocifisso nella aule di giustizia, in funzione di  solenne “ammonimento di verità e giustizia”, costituisce  un’utilizzazione di un simbolo religioso come mezzo per il perseguimento  di finalità dello Stato e, pertanto appare in contrasto con il  principio supremo di laicità dello Stato. Del pari persuasiva sembra  l’affermazione che l’indicazione di un fondamento religioso dei doveri  di verità e giustizia ai quali i cittadini sono tenuti, può provocare  nei non credenti “turbamenti, casi di coscienza, conflitti di lealtà tra  doveri del cittadino e fedeltà alle proprie convinzioni” (corte cost.  n. 117 del 1979) e pertanto può ledere la libertà di coscienza e di  religione.&lt;br /&gt;Meno convincente sembra invece l’orientamento che, per  negare il rilevato contrasto, nega o quanto meno riduce fortemente il  valore del crocifisso come simbolo religioso. In tal senso si sono  espressi il citato parere del consiglio di Stato (sezione li, 27 aprile  1988, n. 63) - secondo cui il crocifisso “a parte il significato per i  credenti, rappresenta il simbolo della civiltà e della cultura  cristiana, nella sua radice storica, come valore universale,  indipendente da specifica confessione religiosa” -, l’ordinanza del  tribunale dell’Aquila del 31 marzo 2005 - incentrata sul carattere  culturale che il crocifisso ormai avrebbe assunto - e la sentenza del  t.a.r. del Veneto 22 marzo 2005, n. 1110, la quale, sulla base del  rilievo della secolarizzazione della società e della posizione di  minoranza assunta dai credenti e praticanti, alla quale si  contrapporrebbe la larga adesione ai valori secolarizzati del  cristianesimo, ha affermato che “nell’attuale realtà sociale il  crocifisso debba essere considerato non solo come simbolo di un  ‘evoluzione storica e culturale, e quindi dell’identità del nostro  popolo, ma come simbolo altresì di un sistema di valori di libertà,  eguaglianza, dignità umana e tolleranza religiosa e quindi anche della  laicità dello Stato, principi questi che innervano la nostra Carta  costituzionale.”&lt;br /&gt;A parte il rilievo, efficacemente espresso nella  sentenza del Bundesverfassungsgericht 16 maggio 1995, secondo cui  costituirebbe “una violazione dell’autonomia confessionale dei cristiani  ed una sorta di profanazione della croce non considerare questo simbolo  come segno di culto in collegamento con uno specifico credo” e  l’evidente contraddizione logica tra l’affermazione del valore  identitario e quella della portata universale del simbolo, resta il  fatto che, anche a poter condividere la tesi del significato meramente  culturale del crocifisso, il problema della tutela della libertà di  coscienza e del pluralismo si sposterebbe dal terreno esclusivamente  religioso a quello appunto culturale, ma non sarebbe risolto, in quanto  dai principi costituzionali in precedenza individuati deriva che  l’amministrazione pubblica non può scegliere di privilegiare un aspetto  della tradizione e della cultura nazionale, sia pure largamente  maggioritaria, a discapito di altri minoritari, in contrasto con il  progetto costituzionale di una società in cui “hanno da convivere fedi,  culture e tradizioni diverse” (Corte cost. n. 440 del 1995).&lt;br /&gt;Deve  infine osservarsi che, anche a ritenere, come questa sezione ritiene,  non manifestamente infondata la tesi secondo la quale, con l’entrata in  vigore della Costituzione (che afferma i principi di legalità  dell’azione amministrativa e di laicità dello Stato e garantisce libertà  di coscienza e di religione) si è verificata un’invalidità sopravvenuta  della circolare ministeriale, non ne deriverebbe che l’amministrazione  della giustizia sarebbe per ciò stesso legittimata a disapplicarla,  perché il potere di disapplicazione degli atti amministrativi  illegittimi spetta solo al giudice e non all’amministrazione che ha  emesso l’atto. Tuttavia l’amministrazione, ove ritenga un proprio atto  (originariamente o per circostanze sopravvenute) illegittimo ha il  potere di abrogarlo o revocarlo.&lt;br /&gt;5. A differenza di quanto osservato  in merito alla pretesa del dott. Tosti relativa alla rimozione del  crocifisso, quella diretta ad ottenere l’autorizzazione ad esporre nelle  aule giudiziarie la menorah, simbolo della religione ebraica, sulla  base del vigente quadro normativo, appare manifestamente infondata.&lt;br /&gt;Tale  pretesa, infatti, per potere essere accolta richiede che il legislatore  compia scelte discrezionali che allo stato non sono state compiute.&lt;br /&gt;Se,  infatti, è vero che sul piano teorico il principio di laicità è  compatibile sia con un modello di equiparazione verso l’alto (laicità  per addizione), che consenta a ogni soggetto di vedere rappresentati nei  luoghi pubblici i simboli della propria religione, sia con un modello  di equiparazione verso il basso (laicità per sottrazione) che prevede  l’assenza di qualsiasi simbolo, la scelta tra i due modelli esige che  siano valutati una pluralità di profili, primo fra tutti quello della  concreta praticabilità, ma anche quelli più delicati del bilanciamento  tra l’esercizio della libertà religiosa da parte di alcuni utenti del  luogo pubblico con l’analogo esercizio della libertà negativa da parte  dell’ateo o del non credente (conflitto che, come si è osservato, non  può essere risolto ricorrendo al dato quantitativo o statistico) e  l’ulteriore bilanciamento tra garanzia del pluralismo e possibili  conflitti tra una pluralità di identità religiose tra loro  incompatibili.&lt;br /&gt;6. Il riconoscimento della non manifesta infondatezza  della tesi del dott. Tosti, relativa all’illegittimità della circolare  29 maggio 1926, non esaurisce tuttavia l’ambito delle valutazioni alle  quali la sezione disciplinare è tenuta, dovendosi anche accertare se  l’inadempimento degli obblighi derivanti dal rapporto di impiego possa  ritenersi giustificato dal mancato accoglimento della pretesa alla  rimozione del crocifisso. Premessa indispensabile di tale accertamento è  il richiamo ai principi affermati con la sentenza della corte  costituzionale del 7 maggio 1981, n. 100, secondo la quale pur dovendo  “riconoscersi - e non sono possibili dubbi in proposito - che i  magistrati debbono godere degli stessi diritti di libertà garantiti ad  ogni cittadino...deve del pari ammettersi che le funzioni esercitate e  la qualifica da essi rivestita non sono indifferenti e prive di effetto  per l’ordinamento costituzionale.” Con specifico riferimento alla  libertà di manifestazione del pensiero, ma con argomentazioni che  possono estendersi anche agli altri diritti costituzionalmente  garantiti, la corte ha affermato che sono ammissibili limiti  all’esercizio dei diritti costituzionali “purché questi siano posti  dalla legge e trovino fondamento in precetti e in principi  costituzionali espressamente fissati o desumibili dalla Carta  costituzionale”.&lt;br /&gt;Tali valori costituzionalmente tutelati sono quelli  dell’indipendenza e dell’imparzialità e della credibilità della funzione  giudiziaria (nella quale si concreta la nozione legislativa di  “prestigio dell’ordine giudiziario”). La necessità di un equilibrato  bilanciamento con altri interessi costituzionalmente tutelati, ha  osservato la corte, non comprime il diritto del magistrato, ma ne vieta  solo l’esercizio anomalo e cioè l’abuso, che si configura quando  risultino lesi gli altri valori di rilievo costituzionale sopra  menzionati. La corte ha concluso affermando che: “Dovrà l’organo  chiamato a valutare i singoli comportamenti stabilire se essi possano o  meno essere riprovati dalla coscienza sociale e se siano o meno conformi  alla valutazione che comunque possano fare di essi gli stessi  consociati in relazione alla natura e rilevanza degli interessi tutelati  ed in funzione del buon andamento dell’attività giudiziaria.”.&lt;br /&gt;Anche  con riferimento alla libertà di coscienza, la corte costituzionale ha  espressamente ribadito l’ammissibilità, e anzi la doverosità, del  bilanciamento tra situazioni giuridiche soggettive di rilievo  costituzionale.&lt;br /&gt;Così, con sentenza n. 149 del 1995, si è affermato  che il legislatore, in tema di libertà di coscienza, può operare per  “bilanciarla con contrastanti doveri o beni di rilievo costituzionale” e  può “graduarne le possibilità di realizzazione in modo da non arrecare  pregiudizio al buon andamento delle strutture organizzative e dei  servizi di interesse generale”. Del pari alla necessità di comporre il  potenziale conflitto tra beni parimenti protetti si è richiamata la  sentenza n. 196 del 1987 sulla quale si tornerà.&lt;br /&gt;Analoghe  considerazioni si leggono, inoltre, nella sentenza della corte di  cassazione del 1° marzo 2000, Montagnana, la quale, richiamando anche la  sentenza della corte costituzionale n. 422 del 1993, ha osservato che  la libertà di coscienza in relazione all’esperienza religiosa “va  tutelata nella massima estensione compatibile con altri beni  costituzionalmente rilevanti e di analogo carattere fondante…”&lt;br /&gt;Nella  soluzione del caso di specie sono di estremo rilievo le argomentazioni  sulle quali si basa la citata sentenza della corte costituzionale n. 196  del 1987, con la quale è stata dichiarata non fondata la questione di  legittimità costituzionale degli articoli 9 e 12 della legge n. 194 del  1978 nella parte in cui non riconoscono il diritto all’obiezione di  coscienza al giudice tutelare al quale la minore chieda di essere  autorizzata a decidere l’interruzione della gravidanza senza l’assenso  dei genitori. Il conflitto tra l’adempimento dei propri doveri  funzionali e l’imperativo contrario, espressione della propria  coscienza, in una situazione in cui il legislatore non ha previsto un  criterio di soluzione è stata ritenuta superabile solo dando la  prevalenza “all’indeclinabile e primaria realizzazione della esigenza di  giustizia” che discende dagli articoli 54, 2° comma (sulla doverosità  dell’adempimento delle funzioni pubbliche) e 107 Cost., e il cui rilievo  costituzionale la corte ha ripetutamente riconosciuto (cfr. sentenza n.  1 del 1981).&lt;br /&gt;A conclusioni analoghe si deve pervenire con  riferimento all’attuale vicenda processuale, che si connota, rispetto al  caso oggetto della sentenza della Cassazione del 1° marzo 2000,  Montagnana, sia per il fatto che l’adempimento dei doveri funzionali  deriva da un rapporto d’impiego volontariamente instaurato e altrettanto  volontariamente mantenuto in vigore, sia per la circostanza che la  stessa legge, a differenza di quanto si verifica nella specie, prevedeva  anche la possibilità di non assumere l’ufficio di scrutatore in  presenza di un “giustificato motivo”, consentendo in tal modo il  bilanciamento degli interessi costituzionalmente rilevanti.&lt;br /&gt;Ora,  certamente l’ordinamento riconosce al dott. Tosti il diritto di seguire  la propria coscienza, ma l’esercizio di tale diritto non può avvenire  con modalità tali da pregiudicare le esigenze di giustizia il cui  soddisfacimento è oggetto di incontestati doveri funzionali. La pretesa  del dott. Tosti di far prevalere l’imperativo della propria coscienza,  rifiutando in modo deliberato e palese l’adempimento dei doveri  funzionali - attuando una evidente forma di disobbedienza civile, la  quale, peraltro, per sua stessa natura deve scontare l’accettazione  della relativa sanzione - non può trovare riconoscimento da parte  dell’ordinamento, all’interno del quale solo la legge potrebbe  consentirla. Significativo è il fatto che l’art. 10 della Carta di  Nizza, che costituisce la più recente affermazione dei diritti  fondamentali, dopo avere riconosciuto espressamente la libertà di  coscienza e di religione, aggiunge al secondo comma “Il diritto  all’obiezione di coscienza è riconosciuto secondo le leggi nazionali che  ne disciplinano l’esercizio.”&lt;br /&gt;A parte il rilievo penalistico,  infatti, dal punto di vista deontologico la pretesa alla rimozione del  crocifisso non può giustificare una ripetuta e prolungata assenza dal  servizio, che danneggia gravemente gli utenti e anche l’Erario su cui  continua a gravare l’onere di corrispondere la retribuzione.&lt;br /&gt;Ulteriore  profilo di disvalore deontologico si rinviene anche nella circostanza  che il dott. Tosti ha mostrato di essere ben consapevole che lo  strumento per far valere la sua pretesa, a suo avviso illegittimamente  negata, è il ricorso al giudice ritenuto competente, il che appare  contraddittorio con la peculiare forma di “autotutela” posta in essere.&lt;br /&gt;Infine,  non è di scarso rilievo il fatto che il presidente del tribunale,  recependo anche un suggerimento della corte costituzionale, che, nella  citata sentenza n. 196 del 1987, indicava un possibile rimedio delle  situazioni di conflitto tra imperativi della coscienza e adempimento dei  doveri funzionali del magistrato nell’adozione di adeguate misure  organizzative interne agli uffici giudiziari, ha offerto al dott. Tosti  una soluzione temporanea, cioè in attesa della decisione giudiziaria,  apprestando per lui e per gli altri giudici del tribunale un’aula nella  quale non era esposto il crocifisso.&lt;br /&gt;7. Quanto al periculum in mora, è  certo che la prolungata assenza del dott. Tosti ha messo in crisi il  piccolo tribunale di Camerino, anche per l’impossibilità di ricorrere ad  applicazioni da altri uffici del distretto. La sua assenza, oltre a  produrre ulteriore carico di lavoro sui magistrati in servizio, non può  non avere provocato disservizi per gli utenti.&lt;br /&gt;I fatti di cui è  processo hanno avuto ampia risonanza nazionale e certamente hanno  provocato sconcerto nell’opinione pubblica, non tanto per le motivazioni  addotte a giustificazione della decisione di astenersi dall’adempimento  di tutti i doveri funzionali, sulle quali si è verificato un legittimo  contrasto di opinioni, quanto per il carattere totale e prolungato  dell’inadempimento e il rifiuto di ogni soluzione di mediazione.  Certamente tali fatti hanno inciso in modo profondo e radicale sulla  credibilità del magistrato incolpato, il quale non potrebbe svolgere con  adeguato prestigio le sue funzioni in nessun altro ufficio. Si impone  pertanto la sospensione del dott. Tosti dalle funzioni.&lt;br /&gt;P.Q.M.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  Sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura,&lt;br /&gt;Visti  gli arti 30 e 31 del R.D.L. 31 maggio 1946, n. 511,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dispone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la  sospensione provvisoria dalle funzioni e dallo stipendio del dott.  Luigi Tosti attribuendo al medesimo un assegno alimentare pari ai due  terzi dello stipendio e delle altre competenze di carattere  continuativo.&lt;br /&gt;Roma, 31 gennaio 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ESTENSORE  (Giuseppe Salmè) firma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL PRESIDENTE (Emilio Nicola Buccico)  firma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL MAGISTRATO SEGRETARIO firma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Depositato in  Segreteria&lt;br /&gt;Roma , 23 nov 2006&lt;br /&gt;Il Direttore della Segreteria firma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Fonte:  http://tostiluigi.blogspot.com/2010/02/il-razzismo-di-stato-di-luigi-tosti.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-6776693230329959888?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/6776693230329959888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/02/il-razzismo-di-stato-di-luigi-tosti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/6776693230329959888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/6776693230329959888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/02/il-razzismo-di-stato-di-luigi-tosti.html' title='IL RAZZISMO DI STATO (di Luigi Tosti)'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yvhNZlxF9bg/S2hOscrTZPI/AAAAAAAAAIM/h_02S6Fbqew/s72-c/ebrei1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-2306705858266181826</id><published>2010-01-18T23:55:00.000+01:00</published><updated>2010-01-18T23:55:00.740+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>Leggono a scuola il Diario di Anna Frank deputato leghista li denuncia: "Pagine hard"</title><content type='html'>&lt;div class="sommario"&gt;Interrogazione di Grimoldi al ministro Gelmini: "Vi è un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare turbamento in bambini delle elementari"&lt;/div&gt;             &lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;              &lt;div class="didascalia"&gt;            &lt;img src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/rep-milano/2010/01/15/jpg_1830063.jpg" alt="Paolo Grimoldi (Lega Nord)" title="Leggono a scuola il Diario di Anna Frank deputato leghista li denuncia: Pagine hard" border="0" /&gt;                        Paolo Grimoldi (Lega Nord)&lt;/div&gt;               &lt;!-- inizio TESTO --&gt; Il deputato leghista Paolo Grimoldi ha presentato un'interpellanza al ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, chiedendo il suo intervento nei confronti di una scuola elementare brianzola in cui è stato letto il testo integrale del &lt;em&gt;Diario &lt;/em&gt;di Anna Frank. Secondo il leghista, nella versione integrale "vi è un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immediata la replica dalla scuola, la Lina Mandelli di Usmate Velate (Monza-Brianza). "Credo che il ministro dell'Istruzione abbia cose più importanti di cui occuparsi", ha detto Claudio Redaelli, dirigente vicario dell'istituto. Secondo il dirigente le pagine a cui si riferisce il deputato sono "descrizioni in termini talmente ingenui, come logico attendersi da una dodicenne degli anni Quaranta, da non destare, soprattutto se mediata dall'intervento dell'insegnante, particolare turbamento in bambini del ventunesimo secolo che in tivù vedono e sentono di peggio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Io sono stato interpellato dagli stessi genitori della scuola per ben tre volte - ha detto Grimoldi - La prima volta ho riposto che c'è l'autonomia scolastica, la seconda che forse c'e stato un abuso dell'autonomia, la terza mi sono sentito in dovere di fare questa interrogazione: credo che quelle pagine per bambini di nove anni si possano definire hard".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA DENUNCIA&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1830211"&gt;Civati (Pd): "Meridionali insultati su Radio Padania"&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: http://milano.repubblica.it/dettaglio/leggono-a-scuola-il-diario-di-anna-frank-deputato-leghista-li-denuncia:-pagine-hard/1830061&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-2306705858266181826?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/2306705858266181826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/01/leggono-scuola-il-diario-di-anna-frank.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/2306705858266181826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/2306705858266181826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/01/leggono-scuola-il-diario-di-anna-frank.html' title='Leggono a scuola il Diario di Anna Frank deputato leghista li denuncia: &quot;Pagine hard&quot;'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-7897221276610432753</id><published>2010-01-13T22:14:00.000+01:00</published><updated>2010-01-13T22:15:01.435+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giustizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>Padova. Nuovo scandalo all'università: "Vincerà il figlio dell'ex rettore"</title><content type='html'>&lt;span class="grigio14b"&gt;Una mail aveva previsto che Milanesi avrebbe avuto il posto&lt;br /&gt;di tecnico audio: "Il bando sembra confezionato su misura"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testoArticoloG"&gt;PADOVA (12 gennaio) - Una mail anonima, fra il sarcastico e l'infuriato, è arrivata il primo dicembre scorso al &lt;i&gt;Giornale&lt;/i&gt; di Feltri. Il testo riguardava un personaggio molto noto nell'ateneo patavino, il figlio dell'ex rettore Vincenzo Milanesi e recitava così: "Vi comunico che il vincitore della &lt;a target="_blank" href="http://www.unipd.it/concorsi/tempo_indeterminato/2009_N35.pdf"&gt;selezione 2009N35&lt;/a&gt; dell'università sarà Federico Milanesi". Dieci giorni dopo la predizione si è avverata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Capacità sensitive? Il caso o la fortuna?&lt;/b&gt; La mail dell'anonimo Nostradamus fuga ogni dubbio: si tratta di un giovane che avrebbe voluto partecipare alla selezione, ma che già in partenza ne prevedeva la conclusione, ossia l'assunzione a tempo indeterminato di Federico Milanesi, lo stesso che qualche mese fa aveva ottenuto un contratto a termine con lo stesso ateneo (nel master in Giornalismo) che scatenò ire e polemiche, l'apertura di un fascicolo, poi archiviato, da parte della Procura della Repubblica. Tant'è che il rampollo venne dislocato altrove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il nuovo concorso per un posto di tecnico audio si è svolto normalmente:&lt;/b&gt; la selezione pubblica 2009N35 per titoli di esami è stata bandita il 18 settembre dell'anno scorso, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dopo un mese. Quindici i partecipanti che hanno affrontato le prove il 10 e l'11 dicembre. Alla fine solo 3 sono risultati idonei e il vincitore è stato proprio lui: il figlio del''ex magnifico rettore, uno dei possibili candidati del centrosinistra alla candidatura per la presidenza della Regione. "Non sono un veggente - scrive l'anonimo - sono una persona molto più preparata di Federico sulle materie del colloquio, e il mio curriculum non è neppure confrontabile con il suo". Eppure la paura di vedersi sbarrare le vie di accesso all'università patavina, oltre al "no" secco della fidanzata, ricercatrice, che temeva per le eventuali "ritorsioni" ("non mi prenderà più nessuno"), a suo dire lo hanno fatto desistere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ad ogni modo, dieci giorni prima dell'esito del concorso&lt;/b&gt;, il mittente della lettera si interrogava sul bando che, a suo dire, ne faceva intravedere il risultato: si richiede infatti la laurea in Scienze della Comunicazione o del Dams (Discipline delle arti, musica e spettacolo), casualmente il titolo del figlio di Milanesi, e non "quella in ingegneria elettronica o informatica musicale, ideali per queste mansioni", puntualizza l'anonimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Poi le incertezze tecnico-scientifiche nel testo del bando&lt;/b&gt;, sottolineate con tenace precisione dall'autore della mail: errato parlare di "registrazione e e post-produzione" senza specificare "di documenti sonori e digitali", impropria la definizione "posizionamento microfoni" impiegata al posto di "tecniche di ripresa microfonica" e via dicendo con una serie di appunti che parrebbero dimostrare una competenza molto alta dell'argomento. E questo padroneggiare la materia, nella mail, viene nettamente contrapposto alle mancanze del testo, fino a insinuare che "il bando è così poco preciso che sembra scritto dallo stesso vincitore in pectore".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=87341"&gt;http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=87341&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-7897221276610432753?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/7897221276610432753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/01/padova-nuovo-scandalo-alluniversita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/7897221276610432753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/7897221276610432753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/01/padova-nuovo-scandalo-alluniversita.html' title='Padova. Nuovo scandalo all&apos;università: &quot;Vincerà il figlio dell&apos;ex rettore&quot;'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-1850540095012203209</id><published>2010-01-02T12:07:00.001+01:00</published><updated>2010-01-02T12:07:00.312+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salute'/><title type='text'>Api a Natale.</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;img src="http://petrolio.blogosfere.it/images/urban-beekeeping.jpg" alt="urban-beekeeping.jpg" align="none" border="0" height="281" hspace="5" vspace="5" width="420" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questa è una meravigliosa notizia per le feste. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La municipalità di New York sta &lt;a href="http://digitaljournal.com/article/284034"&gt;compiendo&lt;/a&gt;  i primi passi per arrivare alla &lt;strong&gt;legalizzazione dell'apicoltura nella metropoli&lt;/strong&gt;. Finora, le api erano incluse nell'elenco di animali di cui ogni città del mondo vieta l'allevamento, ma il Dipartimento della Sanità ha proposto di rimuovere il ban. Si tratta comunque più di una formale presa d'atto, visto che i cittadini newyorkesi già da qualche tempo &lt;strong&gt;si dedicano con entusiasmo all'allevamento delle api&lt;/strong&gt;, tra arnie, miele e riunioni scolastiche per coinvolgere i bambini.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Più natalizio di così...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;Fonte:  http://petrolio.blogosfere.it/2009/12/api-a-natale.html?utm_source=feedburner&amp;amp;utm_medium=feed&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+blogosfere-39+%28Petrolio%29&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-1850540095012203209?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/1850540095012203209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/01/api-natale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/1850540095012203209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/1850540095012203209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2010/01/api-natale.html' title='Api a Natale.'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-7914389994923299838</id><published>2009-12-15T10:48:00.001+01:00</published><updated>2009-12-15T10:48:00.275+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='regime'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>Manganelli non autorizzati</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;Studenti in piazza, la polizia carica&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;&lt;br /&gt;di &lt;em&gt;Caterina Perniconi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;Poliziotti con caschi, scudi e manganelli contro ragazzi inermi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;Sono queste le immagini che provengono dai cortei studenteschi di ieri in tutta Italia. In un periodo di attenzione mediatica nei confronti dell’operato delle forze dell’ordine, non sono comunque mancate le tensioni. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;La più forte è stata a Roma, dove due giorni prima della manifestazione era stata revocata dal prefetto l’autorizzazione, già accordata dal questore, per il percorso degli universitari. Il prefetto si è appellato al nuovo protocollo comunale che prevede un unico corteo al giorno per non bloccare il traffico della Capitale, per di più in periodo di shopping natalizio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;“Ma il problema non era di ordine pubblico – dice &lt;strong&gt;Claudio Riccio&lt;/strong&gt;, coordinatore di &lt;em&gt;Link&lt;/em&gt;, coinvolto negli scontri – perché in questo modo sono stati creati molti più blocchi. E’ stata una scelta strumentale ed evidentemente politica, innanzitutto perché la comunicazione è arrivata dal prefetto e non dal questore e poi perché per la prima volta gli studenti sfilavano assieme a un sindacato organizzato, la &lt;em&gt;Flc-Cgil&lt;/em&gt;, e si è voluto sciogliere il legame”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;&lt;br /&gt;I manifestanti sono partiti alle 9.50 da piazzale &lt;strong&gt;Aldo Moro&lt;/strong&gt;, di fronte all’Università &lt;strong&gt;La Sapienza&lt;/strong&gt;, e si sono diretti verso piazza della Repubblica per unirsi al presidio dell’&lt;strong&gt;Unione degli studenti&lt;/strong&gt; e proseguire in direzione di viale Trastevere, sede del ministero dell’Istruzione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;“In prossimità della piazza – racconta Riccio – siamo stati bloccati dalla polizia e cordonati su tutti e quattro i lati. A quel punto abbiamo parlato con i poliziotti e proseguito con le mani alzate e il volto scoperto affinché ci aprissero un varco per confluire nell’altro corteo. Ma loro non si sono   spostati, anzi, ci hanno caricato una prima volta, e poi una seconda in modo più violento. A quel punto siamo scappati in direzione del ministero dell’Economia e i poliziotti hanno cominciato a correre di fianco a noi, anche singolarmente. Mi hanno spinto contro un motorino e mi hanno preso a manganellate. Mi ha appena chiamato mio padre che ha visto le immagini al &lt;em&gt;Tg3&lt;/em&gt; e si è spaventato moltissimo”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;Gli studenti, che protestavano dietro lo striscione “Fanno il deserto e lo chiamano futuro”, hanno risposto col lancio di oggetti e poi si sono fermati in via XX settembre, di fronte al dicastero dell’Economia. “Il segnale importante – spiega Riccio – è che il corteo non si sia disperso. Non ci siamo fatti intimorire, noi eravamo disarmati e volevamo solo manifestare il nostro dissenso nei confronti di un governo che sta smantellando l’università pubblica e mettendo a rischio il nostro futuro. Alla fine, non volendo, siamo capitati sotto   al ministero che ha più responsabilità in questa situazione”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;Il bilancio degli scontri, secondo &lt;strong&gt;Francesco Brancaccio&lt;/strong&gt;, uno degli organizzatori, è di due feriti: un ragazzo che è stato ricoverato per una frattura alla mano e un altro colpito in faccia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;Dalla manifestazione della Cgil, è arrivata la solidarietà agli studenti del segretario della Flc &lt;strong&gt;Mimmo Pantaleo&lt;/strong&gt;: “Hanno dato manganellate agli studenti – ha dichiarato dal palco – ed è un fatto gravissimo come lo è la scelta   di aver evitato ai ragazzi di andare davanti al ministero”.   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;da &lt;em&gt;Il Fatto Quotidiano &lt;/em&gt;del 12 dicembre&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="InfoComponentTextPara"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;Fonte:  http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;amp;id_blogdoc=2398980&amp;amp;yy=2009&amp;amp;mm=12&amp;amp;dd=12&amp;amp;title=manganelli_non_autorizzati&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-7914389994923299838?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/7914389994923299838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/12/manganelli-non-autorizzati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/7914389994923299838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/7914389994923299838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/12/manganelli-non-autorizzati.html' title='Manganelli non autorizzati'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-4767346320329058784</id><published>2009-12-06T14:18:00.002+01:00</published><updated>2009-12-06T14:18:00.105+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giustizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>La polizia cerca di fermare la rivolta degli studenti universitari</title><content type='html'>&lt;p&gt;Ha scatenato forti polemiche in Germania la decisione del governo di sgomberare con la forza un edificio dell’università di Francoforte sul Meno, occupato in seguito alla protesta degli studenti che dura dalla metà di novembre. &lt;span id="more-11576"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Intervenendo in parlamento, &lt;a href="http://www.zeit.de/studium/hochschule/2009-11/bildungsstreik-demo"&gt;scrive Die Zeit&lt;/a&gt;, il ministro dell’istruzione Annette Schavan ha difeso la scelta, sostenendo che occupazioni come quella di Francoforte sono dei veri e propri atti di violenza, visti gli ingenti danni subiti dalle strutture. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli studenti hanno occupato gli atenei per protestare contro le conseguenze della riforma universitaria, che ha provocato una drastica riduzione delle risorse a disposizione delle università. Con la nuova legge, inoltre, ci sono tempi più ristretti per portare a termine il piano di studi e minori possibilità di trascorrere periodi di studio all’estero o fare praticantati nelle aziende.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;Fonte: http://www.internazionale.it/home/?p=11576&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-4767346320329058784?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/4767346320329058784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/12/la-polizia-cerca-di-fermare-la-rivolta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/4767346320329058784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/4767346320329058784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/12/la-polizia-cerca-di-fermare-la-rivolta.html' title='La polizia cerca di fermare la rivolta degli studenti universitari'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-3793024731277726296</id><published>2009-11-29T19:58:00.001+01:00</published><updated>2009-11-29T19:58:23.261+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mass media'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='umorismo'/><title type='text'>Impara l'italiano...</title><content type='html'>&lt;img src="http://glob.blog.rai.it/files/2009/11/cd.jpg" style="width: 340px; height: 340px;" id="stimuli_lightboxImage" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: http://glob.blog.rai.it/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-3793024731277726296?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/3793024731277726296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/11/impara-litaliano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/3793024731277726296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/3793024731277726296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/11/impara-litaliano.html' title='Impara l&apos;italiano...'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-6303924276342862123</id><published>2009-11-29T19:25:00.000+01:00</published><updated>2009-11-29T19:26:39.780+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi'/><title type='text'>Elementari, dal 2010 stop ai libri gratis</title><content type='html'>&lt;h1&gt;Elementari, dal 2010 stop ai libri gratis&lt;/h1&gt;     &lt;div class="bodyText"&gt;     &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.unita.it/img/upload/image/AREA%202%20304x254/SCUOLA/elementare.jpg" alt="" align="left" height="254" hspace="0" vspace="0" width="304" /&gt;Il Governo ha soppresso con la Finanziaria lo stanziamento di 103 milioni di euro per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell'obbligo, «l'ultimo scippo del Governo alle famiglie, alla scuola e agli enti locali». Lo rende noto Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, chiedendo l'immediato intervento del ministro Gelmini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il ministro Gelmini intervenga immediatamente per porre rimedio a questo ennesimo scippo. La gratuità dei libri nella scuola elementare - ricorda la parlamentare - è prevista per legge dal 1964. Dal 1998 e con le successive leggi finanziarie, fino a quella del 2007 del governo Prodi, la gratuità è stata estesa alle scuole secondarie in forme legate al reddito. Di segno opposto la politica del governo Berlusconi che ha completamente cancellato queste risorse".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono poi due aspetti gravi di questo ennesimo colpo di mano. Da un lato - osserva Ghizzoni -. "Il governo taglia ancora una volta risorse fondamentali per la scuola e il diritto allo studio e non ha nemmeno il coraggio di farlo alla luce del sole, semplicemente non rinnova lo stanziamento di risorse stabilito dal centrosinistra nel 2007. Dall'altro lato l'esecutivo non toglie il diritto, ma intende scaricarne l'onere sulle famiglie e sugli enti locali».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l'esponente del Pd, se la Finanziaria non verrà cambiata, «i Comuni verranno privati dello stanziamento e, in base alla leggi vigenti, saranno costretti a erogare i libri gratuiti alla scuola primaria a loro spese». «Non possono scaricare tutti i tagli di Tremonti sui cittadini e sugli enti locali già in difficoltà. Ancora una volta la maggioranza- conclude - si riempie la bocca col federalismo e poi vara misure centraliste che deprimono gli enti locali, ormai considerati dei bancomat dalla maggioranza».&lt;/p&gt;      &lt;div class="date t-space"&gt;24 novembre 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Fonte: http://www.unita.it/news/scuola/91714/elementari_dal_stop_ai_libri_gratis&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-6303924276342862123?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/6303924276342862123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/11/elementari-dal-2010-stop-ai-libri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/6303924276342862123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/6303924276342862123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/11/elementari-dal-2010-stop-ai-libri.html' title='Elementari, dal 2010 stop ai libri gratis'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-1483921763522272853</id><published>2009-11-27T20:59:00.001+01:00</published><updated>2009-11-27T20:59:00.309+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi'/><title type='text'>E DOPO L'ACQUA...L'EDUCAZIONE A SCUOLA</title><content type='html'>PROTEGGI IL DIRITTO ALLO STUDIO DI TUO FIGLIO...PROTEGGI IL DIRITTO A BERE!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Uu_0z9hES-o/Swt6YvFQjeI/AAAAAAAAJJk/pvyQEGR9VnQ/s1600/libri-bambini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 271px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Uu_0z9hES-o/Swt6YvFQjeI/AAAAAAAAJJk/pvyQEGR9VnQ/s320/libri-bambini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407550342962384354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I politici continuano su una strada ben precisa di schiavizzare il popolo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi non potrà permettersi i libri di scuola......&lt;br /&gt;E se pensate che il costo per l'acqua aumenterà...senza aumentare i salari....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MA VOI CONTINUATE A DORMIRE SUL VOSTRO DIVANO....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 2010 saltano i libri gratuiti alle elementari. Il governo non ha rifinanziato il relativo capitolo che è allocato sul bilancio del ministero dell'interno, guidato da Roberto Maroni, e che serviva a spesare i comuni per i libri che ogni anno passano gratis a tutti i bambini delle elementari ma anche, in seconda battuta, per coprire il comodato d'uso per le superiori:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORA IL FOLLETTO CI DIRA' CHE CHI NON HA I SOLDI E' MEGLIO CHE NON STUDI GIUSTO?&lt;br /&gt;(Folletto, prendila come una battuta, ma di questi politici io non ne posso piu', come non ne posso più di lettori addormentati sul divano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TUTTI GLI ARTICOLI SULLO STATO DELL'ECONOMIA PER ORA VANNO SU MLLONDRA. COSI' CAPITE COSA SIGNIFICA PRIVATIZARE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA PRIVATIZZAZIONE DELL'INFORMAZIONE E' L'ANTITESI DELLA DEMOCRAZIA FINANZIARIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA SIGNIFICA RENDERE L'UOMO SCHIAVO OBBLIGANDOLO A PAGARE DI PIU' PER UN BENE PUBBLICO A FAVORE DI UN PICCOLO NUMERO DI PRIVATI (MULTINAZIONALI) CHE GUADAGNERANNO MILIARDI DI EURO ALLE SUE SPALLE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL NUMERO DI ORE CHE L'UOMO DOVRA' LAVORARE PER PAGARE L'ACQUA CHE BEVE AUMENTERA', COSI' COME LA SUA SCHIAVITU'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOI SIAMO SCHIAVI DEL NOSTRO DEBITO...FRA UN PO' ANCHE DELLE NOSTRE BEVUTE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE NOTIZIE ECONOMICHE LE STIAMO PRIVATIZZANDO, LE TROVATE SU&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mercatoliberolondra.comlu.com/"&gt;MERCATO LIBERO LONDRA PER MOLTI MA NON PER TUTTI &lt;/a&gt;MA CON PASSWORD!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C...O   MA SVEGLIARVI DAL TORPORE NO EH?  IL SISTEMA VI HA PROPRIO RINCINTRULLITI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PECCATO, SPERAVO DI AVERE DEI LETTORI PIU' INTELLIGENTI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte:  http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-1483921763522272853?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/1483921763522272853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/11/e-dopo-lacqualeducazione-scuola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/1483921763522272853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/1483921763522272853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/11/e-dopo-lacqualeducazione-scuola.html' title='E DOPO L&apos;ACQUA...L&apos;EDUCAZIONE A SCUOLA'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Uu_0z9hES-o/Swt6YvFQjeI/AAAAAAAAJJk/pvyQEGR9VnQ/s72-c/libri-bambini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-6750715132241792724</id><published>2009-09-22T11:30:00.000+02:00</published><updated>2009-09-22T11:30:00.801+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='umorismo'/><title type='text'>La grande mente</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: arial; color: rgb(51, 102, 102);"&gt;Il pluriripetente figlio di Bossi lascia l'Italia per andare a "studiare" in Inghilterra ... chissà come si troverà in quel bel posto ??&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4aTiWyVq1IQ/Sq_zRtXhUhI/AAAAAAAABos/NISSkife3mw/s1600-h/14905+Terrun+S.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381787565292605970" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 303px; height: 400px; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4aTiWyVq1IQ/Sq_zRtXhUhI/AAAAAAAABos/NISSkife3mw/s400/14905+Terrun+S.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIGNETTA - Fonte: http://enteroclisma.blogspot.com/2009/09/la-grande-mente.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-6750715132241792724?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/6750715132241792724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/09/la-grande-mente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/6750715132241792724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/6750715132241792724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/09/la-grande-mente.html' title='La grande mente'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4aTiWyVq1IQ/Sq_zRtXhUhI/AAAAAAAABos/NISSkife3mw/s72-c/14905+Terrun+S.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-3373433136532034500</id><published>2009-08-31T14:32:00.001+02:00</published><updated>2009-08-31T14:32:00.252+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi'/><title type='text'>A CHI VANNO I SOLDI DEL FONDO PER L'UNIVERSITÀ</title><content type='html'>&lt;div class="sottotitolo p formatesto bottom2"&gt;&lt;p&gt;Proponiamo la trascrizione dei criteri utilizzati dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e delle Ricerca, per ripartire una quota (destinata a crescere nel tempo) del Fondo ordinario per le università 2009. Il documento è pubblico, ma sino ad ora non è stato divulgato su di un sito accessibile a tutti. Riteniamo che renderlo pubblico sia necessario per promuovere un confronto sull'argomento. Sarebbe utile che il ministero pubblicasse le tabelle riassuntive e di confronto per tutte le università.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;     &lt;div class="testojustify"&gt;   &lt;div class="div_testo"&gt;           &lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ART. 5, COMMI 3 E 8, LEGGE 24 DICEMBRE 1993, N. 537&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;3. Nel fondo per il finanziamento ordinario delle università sono comprese una quota base, da ripartirsi tra le università in misura proporzionale alla somma dei trasferimenti statali e delle spese sostenute direttamente dallo stato per ciascuna università nell'esercizio 1993, e una quota di riequilibrio, da ripartirsi sulla base di criteri determinati con decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, sentito il consiglio universitario nazionale e la conferenza permanente dei rettori, relativi a standard dei costi di produzione per studente e agli obiettivi di qualificazione della ricerca, tenuto conto delle dimensioni e condizioni ambientali e strutturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. A partire dal 1995, la quota base per il fondo di finanziamento ordinario delle università sarà progressivamente ridotta e la quota di riequilibrio dello stesso fondo sarà aumentata almeno di pari importo. La quota di riequilibrio concorre al finanziamento a regime delle iniziative realizzate in conformità ai piani di sviluppo. Il riparto della quota di riequilibrio è finalizzato anche alla riduzione dei differenziali nei costi standard di produzione nelle diverse aree disciplinari ed al riallineamento delle risorse erogate tra le aree disciplinari, tenendo conto delle diverse specificità e degli standard europei.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ART. 2, COMMI 428 E 429, LEGGE 24 DICEMBRE 2007, N. 244&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;428. Ai fini del concorso dello Stato agli oneri lordi per gli adeguamenti retributivi per il personale docente e per i rinnovi contrattuali del restante personale delle università, nonchè in vista degli interventi da adottare in materia di diritto allo studio, di edilizia universitaria e per altre iniziative necessarie inerenti il sistema delle università, nello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca è istituito un fondo con una dotazione finanziaria di 550 milioni di euro per l'anno 2008, di 550 milioni di euro per l'anno 2009 e di 550 milioni di euro per l'anno 2010, comprensiva degli importi indicati all'articolo 3, commi 140 e 146, della presente legge. Tale somma è destinata ad aumentare il Fondo di finanziamento ordinario per le università (FFO), per far fronte alle prevalenti spese per il personale e, per la parte residua, ad altre esigenze di spesa corrente e d'investimento individuate autonomamente dagli atenei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;429. L'assegnazione delle risorse di cui al comma 428 è subordinata all'adozione entro gennaio 2008 di un piano programmatico, approvato con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI). Tale piano è volto a:&lt;br /&gt;a) elevare la qualità globale del sistema universitario e il livello di efficienza degli atenei;&lt;br /&gt;b) rafforzare i meccanismi di incentivazione per un uso appropriato ed efficace delle risorse, con contenimento dei costi di personale a vantaggio della ricerca e della didattica;&lt;br /&gt;c) accelerare il riequilibrio finanziario tra gli atenei sulla base di parametri vincolanti, di valutazioni realistiche e uniformi dei costi futuri e, in caso di superamento del limite del 90 per cento della spesa di personale sul FFO, di disposizioni che rendano effettivo il vincolo delle assunzioni di ruolo limitate rispetto alle cessazioni;&lt;br /&gt;d) ridefinire il vincolo dell'indebitamento degli atenei considerando, a tal fine, anche quello delle società ed enti da essi controllati;&lt;br /&gt;e) consentire una rapida adozione di un sistema programmatorio degli interventi che preveda adeguati strumenti di verifica e monitoraggio da attivare a cura del Ministero dell'università e della ricerca, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la CRUI, e che condizioni l'effettiva erogazione delle maggiori risorse all'adesione formale da parte dei singoli atenei agli obiettivi del piano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ART. 2 LEGGE 9 GENNAIO 2009, N. 1&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;1. A decorrere dall'anno 2009, al fine di promuovere e sostenere l'incremento qualitativo delle attività delle università statali e di migliorare l'efficacia e l'efficienza nell'utilizzo delle risorse, una quota non inferiore al 7 per cento del fondo di finanziamento ordinario di cui all'articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, e del fondo straordinario di cui all'articolo 2, comma 428, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, con progressivi incrementi negli anni successivi, e' ripartita prendendo in considerazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) la qualità dell'offerta formativa e i risultati dei processi formativi;&lt;br /&gt;b) la qualità della ricerca scientifica;&lt;br /&gt;c) la qualità, l'efficacia e l'efficienza delle sedi didattiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Le modalità di ripartizione delle risorse di cui al comma l sono definite con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, avente natura non regolamentare, da adottarsi, in prima attuazione, entro il 31 marzo 2009, sentiti il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca e il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario. In sede di prima applicazione, la ripartizione delle risorse di cui al comma 1 e' effettuata senza tener conto del criterio di cui alla lettera c) del medesimo comma.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CALCOLO DEL FFO PER IL 2009&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si parte da una quota base (FFO 2008) che viene abbattuta al 87,29% per tener conto del 7% e "delle obbligazioni precedentemente assunte". A questa si aggiungono le voci che derivano dal c.d. Patto 2008/2010 – 511 milioni di euro - che prevede una quota per aumento costi del personale, una quota di incentivo derivante dalla distanza dal 90% del FFO, una quota derivante dal riequilibrio e altre piccole voci. Infine a questa si aggiunge la quota derivante dalla ripartizione del 7% - altri 523 milioni di euro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;A) Quota Base&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La "quota base" è stata calcolata considerando le assegnazioni disposte nell'anno 2008 in applicazione dei criteri definiti dai D.M. 30 aprile 2008, n. 99 e D.I. 30 aprile 2009. Tale quota è ridotta all' 87,29% per tenere conto dello stanziamento complessivo, al netto del 7% e delle obbligazioni precedentemente assunte o legate ad azioni di sistema previste per legge. Sono state escluse dalla riduzione le Istituzioni che non partecipano al 7% e le Istituzioni speciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La "quota base" (87,29%) è stata ulteriormente ridotta, per un importo totale pari a 39,5 Ml€, in misura proporzionale ai risparmi 2009 derivanti, per ciascun ateneo, dal turn over 2008 (art. 66, comma 13, D.L. 112/2008, L. 133/2008 e art. 1, comma 3, D.L. 180/2008, L. 1/2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai valori risultanti di cui sopra sarà aggiunta l'eventuale quota relativa al 2009 per mobilità docenti e chiamate dirette dell'anno 2008.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;B) Patto 2008/2010 - Ml€. 511,5 (disponibilità 2009 al netto quota 7%)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;- &lt;a href="http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/tabella1.1251289814.jpg" onclick="window.open(this.href);return false;" onkeypress="window.open(this.href);return false;"&gt;Quota incremento costi personale&lt;/a&gt; (309 Ml€)&lt;br /&gt;-  &lt;a href="http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/tabella2.1251289815.jpg" onclick="window.open(this.href);return false;" onkeypress="window.open(this.href);return false;"&gt;Incentivo distanza 90% AF/FFO&lt;/a&gt; (10 Ml€)&lt;br /&gt;-  Scuole Speciali - art.2, comma 431, Legge 24 dicembre 2007 n.244 (11 Ml€)&lt;br /&gt;-  Accordi di programma (74,5 Ml€)&lt;br /&gt;-  Interventi di Sistema (7 Ml €)&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/tabella3.1251289817.jpg" onclick="window.open(this.href);return false;" onkeypress="window.open(this.href);return false;"&gt;Riequilibrio e relativa Accelerazione - Modello CNVSU&lt;/a&gt; (100 Ml€)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;C) Criteri e indicatori per la ripartizione quota 7%&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'importo di 523,5 Ml€, di cui all'art.4, Legge 9 gennaio 2009, n.1, viene ripartito per il 34% sulla base degli indicatori A1-A5 (Qualità dell'Offerta Formativa e risultati dei processi formativi) e per il restante 66% sulla base degli indicatori B1-B4 (Qualità della Ricerca Scientifica), come di seguito specificato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;A) Qualità dell'Offerta Formativa e risultati dei processi formativi    (177,99 Ml €)&lt;/p&gt;&lt;table border="1" cellpadding="0" width="618"&gt;&lt;colgroup&gt;&lt;col&gt;&lt;col width="350"&gt;&lt;col width="41"&gt;&lt;col width="104"&gt;&lt;col width="96"&gt;&lt;/colgroup&gt;&lt;thead&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt;Descrizione Indicatore&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt;&lt;strong&gt;Peso&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt;&lt;strong&gt;Indicatore di Ateneo&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt;&lt;strong&gt;Peso x Indicatore&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/thead&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;A1&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Rapporto tra il numero di docenti di ruolo che appartengono a settori scientifico-disciplinari (SSD) di base e caratterizzanti e il numero teorico di corsi nell'a.a.2008/09 (corsi di laurea e corsi di laurea magistrale a ciclo unico). Per il calcolo dell'indicatore si rapporta il valore specifico con quello mediano.&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt;0,20&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;A2&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Rapporto tra il numero di studenti iscritti, nell'a.a. 2008/09, al secondo anno avendo acquisito almeno i 2/3 dei CFU previsti e il numero di immatricolati, del medesimo corso, nell'a.a. 2007/08. Per il calcolo dell'indicatore si rapporta il valore specifico con quello mediano.&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt;0,20&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;A3&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Rapporto tra CFU effettivamente acquisiti e CFU previsti per gli studenti iscritti nell'a.a. 2007/08. Per il calcolo dell'indicatore si rapporta il valore specifico con quello mediano.&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt;0,20&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;A4&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Rapporto tra il numero di insegnamenti per i quali è stato richiesto il parere degli studenti ed il numero totale di insegnamenti attivi nell'a.a. 2007/08. Per il calcolo dell'indicatore si rapporta il valore specifico con quello mediano.&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt;0,20&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;A5&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Percentuale di laureati 2004 occupati a tre anni dal conseguimento del titolo. Per il calcolo dell'indicatore si rapporta il valore specifico con quello medio per ripartizione territoriale (nord-ovest, nord-est, centro, sud, isole) - ISTAT.&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt;0,20&lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td align="center"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td colspan="3"&gt;&lt;strong&gt;INDICE COMPLESSIVO (I.C.A.)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;L'indice complessivo I.C.A. è moltiplicato per una grandezza rappresentativa della dimensione dell'ateneo, pari al numero degli iscritti "attivi", ossia gli studenti che hanno acquisito nel corso dell'a.s.2008 almeno 5 CFU.&lt;/p&gt;&lt;table border="1" cellpadding="0" width="549"&gt;&lt;thead&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt;Iscritti con&lt;br /&gt;almeno 5 CFU&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt;Totale(*) iscritti&lt;br /&gt;con almeno 5 CFU&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt;Fattore di Ponderazione&lt;br /&gt;di Ateneo (Fp)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/thead&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="small"&gt;&lt;strong&gt;(*)&lt;/strong&gt; Sono considerati tutti gli Atenei Statali con esclusione dell'Università degli Studi dell'Aquila, dell'Università degli Studi "Carlo BO" di Urbino, dell'Università di Roma "Foro Italico", delle Università per Stranieri di Perugia e di Siena&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Indice Complessivo (I.C.A.) = 0,20 x A1 + 0,20 x A2 + 0,20 x A3 + 0,20 x A4 + 0,20 x A5&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fattore di ponderazione (FP) = Iscritti con almeno 5 CFU (Ateneo)/Iscritti con almeno 5 CFU (Totale Atenei)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;QF = FP x I.C.A.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si precisa che, in considerazione dei confronti di ogni singolo indicatore con i valori mediani, il valore finale (QF) dovrà essere trasformato come percentuale sul totale del Sistema (Atenei che partecipano alla ripartizione 7%). Tale valore costituirà il moltiplicatore per il calcolo della quota spettante.&lt;br /&gt;(esempio: se QF=2%, all’ateneo spetta 0.02x177.99 ml)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;B) Qualità della Ricerca Scientifica    (345,51 Ml€)&lt;/p&gt;&lt;table border="1" cellpadding="0" width="580"&gt;&lt;colgroup&gt;&lt;col&gt;&lt;col width="333"&gt;&lt;col width="41"&gt;&lt;col&gt;&lt;col&gt;&lt;/colgroup&gt;&lt;thead&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt;Descrizione Indicatore&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt;Peso&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt;Indicatore di Ateneo&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt;Peso x Indicatore&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/thead&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;B1&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Coefficiente di ripartizione delle risorse destinate alle Aree-VTR 2001-03 - CIVR&lt;/td&gt;&lt;td&gt;0,49&lt;/td&gt;&lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;B2&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Coefficiente di ripartizione delle risorse destinate alle attività di valorizzazione applicativa VTR 2001-03 - CIVR&lt;/td&gt;&lt;td&gt;0,01&lt;/td&gt;&lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;B3&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Percentuale di docenti e ricercatori presenti in progetti PRIN 2005-2007 valutati positivamente, "pesati" per il fattore di successo dell'area scientifica&lt;/td&gt;&lt;td&gt;0,15&lt;/td&gt;&lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;B4&lt;/td&gt;&lt;td&gt;Percentuale di finanziamento e di successo acquisiti nell'ambito dei progetti del VI PQ - Unione Europea - CORDIS&lt;/td&gt;&lt;td&gt;0,35&lt;/td&gt;&lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td colspan="3"&gt;&lt;strong&gt;INDICE COMPLESSIVO (I.C.B.)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;strong&gt;5&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;QR = I.C.B. =0,49 x B1 + 0,01 x B2 + 0,15 x B3 + 0,35 x B4&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anche qui il valore finale (QR) dovrà essere trasformato come percentuale sul totale del Sistema (Atenei che partecipano alla ripartizione 7%). Tale valore costituirà il moltiplicatore per il calcolo della quota spettante.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(esempio: se QR=2%, all’ateneo spetta 0.02x345,51 ml)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;       &lt;div class="clear"&gt; &lt;/div&gt;   &lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;        &lt;div class="risorse elem_colorati"&gt;ALLEGATI&lt;/div&gt; &lt;ul class="elenco_no_punto"&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="link_allegati allegato_jpg"&gt;&lt;a href="http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/tabella1.1251289814.jpg"&gt;Costi personale &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt; (1895kb - JPEG)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="link_allegati allegato_jpg"&gt;&lt;a href="http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/tabella2.1251289815.jpg"&gt;Assegni Fissi/Fondo ordinario &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt; (397kb - JPEG)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="link_allegati allegato_jpg"&gt;&lt;a href="http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/tabella3.1251289817.jpg"&gt;Riequilibrio e relativa Accelerazione - Modello CNVSU &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt; (474kb - JPEG)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Fonte: http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001252.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-3373433136532034500?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/3373433136532034500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/08/chi-vanno-i-soldi-del-fondo-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/3373433136532034500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/3373433136532034500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/08/chi-vanno-i-soldi-del-fondo-per.html' title='A CHI VANNO I SOLDI DEL FONDO PER L&apos;UNIVERSITÀ'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-8360451451774865422</id><published>2009-08-11T22:02:00.001+02:00</published><updated>2009-08-11T22:02:00.379+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='malattie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='medicina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salute'/><title type='text'>Istituzioni, educatori e medici per comprendere cosa sta succedendo nella scuola</title><content type='html'>Fonte:             &lt;a href="http://www.ecplanet.com/blog/archive/2009/05/04/istituzioni-educatori-e-medici-per-comprendere-cosa-sta-succedendo-nella-scuola.html" target="_blank"&gt;http://www.ecplanet.com/blog/&lt;wbr&gt;archive/2009/05/04/&lt;wbr&gt;istituzioni-educatori-e-&lt;wbr&gt;medici-per-comprendere-cosa-&lt;wbr&gt;sta-succedendo-nella-scuola.&lt;wbr&gt;html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;          &lt;div class="post_content"&gt;             &lt;p&gt;               &lt;img title="Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ITALIA " src="http://www.ecplanet.com/files/images/blog/conferenza_ccdu_italia.jpg" style="margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-top: 5px; width: 200px;" alt="" align="left" /&gt;&lt;em&gt;A Porto San Giorgio un convegno sulla minaccia della medicalizzazione dei comportamenti dei               bambini.&lt;/em&gt; Organizzato dal “Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus”, patrocinato dal Comune di Porto San Giorgio, dal Comune di Fermo e dalla Direzione Didattica di Porto San Giorgio, sabato 18 aprile 2009, presso il teatro Comunale di Porto San Giorgio, alla presenza di importanti Autorità, si è tenuto il Convegno dal titolo: “DOVE STA ANDANDO LA SCUOLA? DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO E DIAGNOSI SUI BAMBINI.”Tra le varie autorità presenti, il Sindaco di Porto San Giorgio, l’Avvocato Andrea Agostini, che nel portare i suoi saluti, ha sottolineato l’importanza dell’attenzione verso i bambini di oggi, cambiati però rispetto a quelli di ieri, con genitori sempre più esigenti e condizionati nell’uso di internet e della play-station. Egli ha inoltre ricordato che raramente viene inserita l’attività sportiva nella vita del bambino, che si trova di fronte a sempre meno tempo, più pretese e alla fine a difficoltà. &lt;/p&gt;             &lt;p&gt; L’onorevole Mariella Bocciardo, intervenuta come relatrice, ha informato l’opinione pubblica della proposta di legge, di cui è prima firmataria, sul divieto dei test psicologici nelle scuole e sul consenso informato per l’impiego di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti. Durante il Convegno l’insegnante Antonella Marzaroli ha ribadito il ruolo che la scuola deve avere, quello cioè di luogo di istruzione ed educazione, nel quale i bambini che la frequentino, abbiano il diritto, attraverso i loro tempi, del tutto personali e soggettivi, di acquisire conoscenze ed abilità. Ha affermato che le difficoltà che i bambini incontrano non devono essere patologizzate come disturbi. Ha inoltre ricordato come progetti psichiatrici però sono entrati a macchia di leopardo nelle scuole ad etichettare i bambini per presunti disturbi. &lt;/p&gt;             &lt;p&gt; Lo psichiatra Dr. Mariano Loiacono ha sottolineato l’importanza di non medicalizzare e psico-farmacologizzare i comportamenti, ma la necessità di rinforzare il percorso pedagogico-educativo, in quanto la scuola oggigiorno si sta allontanando dalla sua vera identità. &lt;/p&gt;             &lt;p&gt; Lo psichiatra e Onorevole Dr. Ciccioli ha sottolineato la presenza di grosse aspettative da parte delle famiglie nei confronti dei propri figli, aspettative che portano o a un contenimento della realtà o a difficoltà vissute poi in modo negativo dai figli stessi. Ritiene fondamentale lavorare sull’entroterra dei bambini e sui genitori stessi.Il Dottor Cestari, Presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, ha messo l’accento sulla differenza tra difficoltà e disturbo, sulla non scientificità dei test psicopatologici somministrati nelle scuole e ha sottolineato il fatto che possono essere centinaia i motivi per cui un bambino può avere delle difficoltà: “…l’identificare una manifestazione come un concetto di malattia o disturbo non solo è una sciocchezza sotto il profilo scientifico, ma soprattutto è un rischio enorme per l’intera società”. Il CCDU raccomanda i genitori di informarsi scrupolosamente e di monitorare le attività didattiche per scoprire se tali iniziative vengano fatte sui propri figli. &lt;/p&gt;             &lt;p&gt; La psichiatria è la branca specialistica della medicina che si occupa (dovrebbe) della prevenzione dei disturbi mentali, dal punto di vista teorico e pratico. Essa è definibile come una "disciplina di sintesi" in quanto rispecchia il mantenimento e il perseguimento della salute mentale, che è lo scopo fondamentale della psichiatria.Non esistono prove scientifiche che dimostrino l'esistenza dei "disordini mentali" (tutti sintomi citati nel &lt;a href="http://www.ecplanet.com/filosofia/la_mente/dsm-manuale-disordini-mentali.html"&gt;DSM, Diagnostic and               Statistical Manual of Mental Disorders&lt;/a&gt;) o "malattie mentali". Non esiste alcuna prova biologica. Anche illustri psichiatri ammettono questo dato di fatto.             &lt;/p&gt;             &lt;p style="text-align: center;"&gt;               &lt;em&gt;Per ulteriori informazioni:&lt;/em&gt;             &lt;/p&gt;             &lt;p style="text-align: center;"&gt;               &lt;strong&gt;C C D U Onlus&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;              20127 Milano (MI) - Viale Monza, 1&lt;br /&gt;              Phone: +39 02 36510685&lt;br /&gt;              Fax: +39 02 99985564&lt;br /&gt;              E-mail: &lt;script type="text/javascript"&gt; //&lt;![CDATA[                             function obfscml(t) { var s = ""; var i = t.length; while (i&gt;0) { s += t.substring(i-1,i); i--; } document.write(s.replace(/_lt_/g,unescape("%3C")).replace(/schickzu:/g,"mailto:").replace(/___/g,unescape("%40"))); }obfscml('&gt;a/_tl_gro.udcc___ofni&gt;"gro.udcc___ofni:uzkcihcs"=ferh a_tl_')//               //]]&gt;               &lt;/script&gt;&lt;a href="mailto:info@ccdu.org"&gt;info@ccdu.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;              &lt;a href="http://www.ccdu.org/" target="_blank"&gt;Ccdu.org&lt;/a&gt;             &lt;/p&gt;             &lt;p style="text-align: center;"&gt;               &lt;strong&gt;CCDU Svizzera Sez. Ticino&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;              CP.613 - CH-6512 Giubiasco (TI)&lt;br /&gt;              Phone: +41/76/327 83 79&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-8360451451774865422?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/8360451451774865422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/08/istituzioni-educatori-e-medici-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/8360451451774865422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/8360451451774865422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/08/istituzioni-educatori-e-medici-per.html' title='Istituzioni, educatori e medici per comprendere cosa sta succedendo nella scuola'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-7369564052654938968</id><published>2009-07-28T11:18:00.000+02:00</published><updated>2009-07-28T11:18:00.498+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>PIÙ TASSE PER GLI STUDENTI</title><content type='html'>&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;span class="titolo_autori"&gt;di                        &lt;span class="autore"&gt;&lt;span class="azzurro"&gt;&lt;a href="http://www.lavoce.info/lavocepuntoinfo/autori/pagina5.html"&gt;Daniele Checchi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;                                      &lt;span class="autore"&gt; e &lt;span class="azzurro"&gt;&lt;a href="http://www.lavoce.info/lavocepuntoinfo/autori/pagina162.html"&gt;Aldo Rustichini&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;                &lt;/span&gt;                     &lt;span class="colore_data_art"&gt;22.07.2009&lt;/span&gt;    &lt;div class="sottotitolo p formatesto bottom2"&gt;&lt;p&gt;Aumenti anche consistenti delle tasse universitarie italiane sono possibili a due condizioni. Che vengano aumentate le possibilità di scelta delle famiglie, per esempio attraverso la costruzione di residenze universitarie. E vengano tutelate le fasce economicamente deboli, attraverso meccanismi di borse di studio erogate non solo sulla base del reddito familiare, ma anche del contesto socio-culturale. Gli atenei avrebbero così a disposizione risorse aggiuntive e più tempestive. E si avvierebbero quei cambiamenti che nessuna riforma dal centro riesce a imporre.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;      &lt;div class="testojustify"&gt;   &lt;div class="div_testo"&gt;                   &lt;div&gt;&lt;p&gt;L’università italiana si è trovata negli ultimi anni a fronteggiare difficoltà crescenti. Da un lato la normativa ha offerto maggiori margini di autonomia agli atenei, dall’altro la domanda di formazione superiore è cresciuta a livelli precedentemente sconosciuti. È chiaro che la pressione creata dall’espansione della domanda delle famiglie su risorse finanziarie (che continuano a dipendere da un finanziamento centrale) e su una dotazione di infrastrutture pressoché fissa, crea criticità che diventano velocemente insostenibili. La situazione richiede a nostro parere una trasformazione della organizzazione del &lt;strong&gt;finanziamento delle università&lt;/strong&gt; di pari portata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;DIVERSI MODELLI DI FINANZIAMENTO&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Affrontiamo un aspetto per noi strategico, ovverosia quello della trasformazione dei &lt;strong&gt;contributi degli studenti&lt;/strong&gt; al finanziamento dell’università. Questa proposta è giustificata da due considerazioni: da un lato, rendere meno erratico il finanziamento agli atenei. Basti pensare che ad oggi gli atenei non conoscono ancora quanto sarà il loro finanziamento relativo non al 2010, ma al 2009. Dall’altro garantire una diverso rapporto tra chi si serve dell’università e chi fornisce il servizio dell’istruzione superiore. Noi vogliamo invece immaginare una soluzione che vada nella direzione di una modifica strutturale del sistema di finanziamento.&lt;br /&gt;Si tratta innanzitutto di una scelta tra modelli di finanziamento. Diversi paesi adottano modalità diverse di finanziamento della formazione universitaria. Molto schematicamente: i paesi nordici offrono l’università gratuitamente, grazie a un sistema di borse di studio; i paesi dell’Europa continentale, tra cui l’Italia, mantengono contribuzione bassa da parte degli studenti, con sostegno pubblico limitato o nullo; infine i paesi anglosassoni hanno livelli più elevati di contribuzione privata, accompagnati da vari sistemi di aiuto (o in forma di debiti o in forma di borse di studio).&lt;br /&gt;Noi riteniamo che il sistema di finanziamento italiano sia attualmente inadatto a fronteggiare l’espansione che si è verificata contestualmente alla riforma del 3+2, e che una sua profonda trasformazione sia ormai inevitabile. Da un lato, il &lt;strong&gt;finanziamento centralizzato&lt;/strong&gt; è incapace di tempestività, controllo degli esisti e indirizzo, risultando quindi del tutto inutile ai fini della promozione della qualità della formazione, per non parlare della ricerca. Dall’altro, lascia nella sostanziale &lt;strong&gt;irresponsabilità&lt;/strong&gt; gli studenti e le loro famiglie, che sono indotte ad accettare uno scambio del tipo: basso prezzo - basse aspettative - bassa qualità. Magari accontentandosi dell’illusorio identico &lt;strong&gt;valore legale del titolo&lt;/strong&gt; di studio tra tutti gli atenei. Questo è particolarmente visibile quando si veda il livello ridicolo delle tasse universitarie pagate mediamente nelle università meridionali.&lt;br /&gt;Riteniamo perciò che &lt;strong&gt;aumentare le tasse&lt;/strong&gt; universitarie a carico delle famiglie sia auspicabile, per due ragioni. Da un alto, perché può fornire risorse aggiuntive e più tempestive agli atenei, permettendo loro di uscire dalla morsa delle negoziazioni ministeriali (cui stiamo assistendo in questo periodo). Dall’altro, perché ci aspettiamo che quando gli studenti, e le loro famiglie, facciano una scelta di formazione universitaria pagando un prezzo più alto, divengano più esigenti sulla qualità della formazione che ricevono, scelgano più attentamente le facoltà dove si iscrivono, controllino più attentamente la qualità dei servizi prestati e richiedano quei cambiamenti che dal centro nessuna riforma può riuscire a imporre. Se gli studenti impareranno a “votare con i piedi” si produrrà quella &lt;strong&gt;concorrenza&lt;/strong&gt; tra atenei che può aprire degli spazi per i più dinamici.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;LA TASSA DEL LAUREATO&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ovviamente, questo pone immediatamente il problema delle possibili ricadute degli aumenti sulla scelta di iscrizione universitaria, e prima di tutto il rischio di un effetto squilibrato a svantaggio dei settori della popolazione di più &lt;strong&gt;basso reddito&lt;/strong&gt;. Ci sono tre modi di affrontare (o meno) il problema.&lt;br /&gt;Il primo è quello di “non fare nulla”, aumentando le tasse di iscrizione e lasciando che gli studenti si occupino da soli del problema di far fronte all’aumentato costo. Questa via sarebbe ingiusta dal punto di vista sociale e inefficiente da quello economico. Il secondo modo è il puro &lt;strong&gt;modello “mutuo’’&lt;/strong&gt;. Lo studente ottiene un prestito, garantito da qualche risorsa esterna, spesso le proprietà della famiglia di origine. Così come quando si acquista una casa, gli studenti nel mercato dei capitali trovano un finanziamento privato da restituire nel tempo, indipendentemente dalle loro possibilità di restituzione effettiva. Questa soluzione ha molti degli aspetti negativi di ineguaglianza e inefficienza della prima soluzione.&lt;br /&gt;La terza soluzione, indicata in letteratura come &lt;strong&gt;“tassa del laureato”&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;graduate tax&lt;/em&gt;) adottata per esempio in Inghilterra e in Australia, è quella di legare il pagamento del prestito al reddito che il laureato guadagnerà dopo la conclusione degli studi. I principi fondamentali del sistema sono tre, e molto semplici.&lt;br /&gt;Primo, lo Stato paga direttamente all’università a cui lo studente è iscritto una parte del costo del servizio. Lo studente accende un debito con lo Stato che verrà restituito in parte immediatamente e in parte in seguito.&lt;br /&gt;Secondo, i tempi del pagamento tengono conto del reddito che il laureato consegue quando entra nel mondo del lavoro. Per esempio, solo quando questo reddito supera una soglia minima scatta la restituzione del debito, con una frazione che aumenta con l’aumentare del reddito. In questo modo la collettività offre una assicurazione implicita contro i rischi di fallimento dell’investimento universitario.&lt;br /&gt;Terzo, il programma è gestito in comune dal ministero dell’Istruzione e della Agenzia delle Entrate, cosicché l’&lt;strong&gt;evasione sui pagamenti&lt;/strong&gt; è resa più difficile e l’onere del prestatore di ultima istanza resta a carico della fiscalità generale.&lt;br /&gt;Nella simulazione che si trova &lt;a href="http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/checchi_rustichini.1248261105.pdf" onclick="window.open(this.href);return false;" onkeypress="window.open(this.href);return false;"&gt;nel testo allegato mostriamo&lt;/a&gt; come il &lt;strong&gt;raddoppio delle tasse&lt;/strong&gt; universitarie mediamente pagate avrebbe effetti trascurabili e facilmente compensabili con adeguati interventi di sostegno allo studio.&lt;br /&gt;A nostro parere non è quindi impossibile immaginare aumenti, anche consistenti, delle tasse universitarie italiane, a &lt;strong&gt;due condizioni&lt;/strong&gt;: da un lato che vengano aumentate le possibilità di scelta delle famiglie, attraverso per esempio la costruzione di residenze universitarie finanziate con la destinazione vincolata di parte degli aumenti stessi. Dall’altra che vengano tutelate le fasce economicamente deboli, attraverso meccanismi di borse di studio erogate non solo sulla base del reddito familiare, ma anche sulla base del contesto socio-culturale, per esempio sostenendo i figli di genitori che non abbiano completato l’obbligo scolastico.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;       &lt;div class="clear"&gt; &lt;/div&gt;   &lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;         &lt;ul class="elenco_no_punto"&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="link_allegati allegato_pdf"&gt;&lt;a href="http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/checchi_rustichini.1248261105.pdf"&gt;Le nozze coi fichi secchi, di Daniele Checchi e Aldo Rustichini&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"&gt; (174kb - PDF)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001221.html"&gt;http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001221.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-7369564052654938968?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/7369564052654938968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/07/piu-tasse-per-gli-studenti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/7369564052654938968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/7369564052654938968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/07/piu-tasse-per-gli-studenti.html' title='PIÙ TASSE PER GLI STUDENTI'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-355123980995638456</id><published>2009-07-25T13:29:00.001+02:00</published><updated>2009-07-25T13:29:00.115+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi'/><title type='text'>Fus, con i tagli saremo ancora più ignoranti e incolti</title><content type='html'>&lt;div&gt;di &lt;strong&gt;Vittorio Emiliani&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span class="float_l_images"&gt;&lt;img src="http://temporeale.libero.it/libero/news/img/big/d66dab964ebba39de92fbe577b19c40e.jpg" alt="Fus, con i tagli saremo ancora più ignoranti e incolti" /&gt;&lt;/span&gt; &lt;p&gt;Siamo già un Paese di ignoranti e di incolti e, col taglio degli investimenti pubblici in cultura e ricerca, lo saremo sempre di più. Pensate che - secondo uno studio dell'economista e deputato democratico Marco Causi - la partecipazione degli italiani a concerti di musica classica si ferma al 10 per cento della popolazione, mentre la media europea di partecipazione è vicina al doppio, collocandosi al 18 per cento. Pensate a qualir quote staranno la Germania o il Nord Europa. Verso il 30 per cento almeno. Ed eravamo il Paese della musica e del bel canto.&lt;br /&gt;Col taglio di 200 milioni inferto da Berlusconi e Tremonti al Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) avremo meno concerti di musica classica e di jazz, meno opere in cartellone, meno produzioni teatrali di qualità. Rischia così di morire lo spettacolo dal vivo più colto e avanzato. Quello che non può vivere soltanto di mercato, di biglietti staccati al botteghino e che in tutta l'Europa più civile fruisce, come fatto culturale, di agevolazioni.&lt;br /&gt;Il teatro di prosa ha battuto l'anno scorso lo sport, principalmente il calcio, sia per numero di eventi, sia per biglietti d'ingresso. Con tutto ciò rischia il deperimento, se non l'estinzione. Con decine e decine di imprese che sono sull'orlo della chiusura e con un complesso di posti di lavoro sui 200-250.000 essi pure pericolanti. Riflettete su di un fatto: coi mille e più miliardi di vecchie lire che Moratti ha speso per l'Inter (senza vincere nulla a livello internazionale), avrebbe finanziato quasi due anni di spettacolo dal vivo in tutto il Paese. Pensate che enorme ritorno di immagine avrebbe avuto. A livello planetario. Invece di finanziare una squadra di mercenari della pedata.&lt;br /&gt;Numerosii giovani attori, registi, produttori si sono riuniti in una associazione  chiamata "0.3" che è la misera percentuale del PIL che il governo destina allo spettacolo dal vivo. In realtà dovranno cambiare sigla e chiamarsi 0.1 perché in questi mesi nei quali l'associazione ha diffuso in tutti i teatri italiani la propria voce di protesta, a quel livello ancor più miserabile è sprofondata, grazie al governo Berlusconi, la percentuale di PIL destinata a cultura e spettacolo. Il Partito Democratico, insieme ad altre forze di centrosinistra, sostenuto da Articolo 21, ha presentato un emendamento col quale nel decreto anti-crisi venivano ripristinati i 200 milioni tagliati al FUS. Emendamento cestinato dal centrodestra che pure, in commissione Cultura della Camera, si era detto favorevole con gli on. Carlucci e Barbareschi presentatori di un emendamento per 100 milioni di reintegro. Che faranno ora i due parlamentari? Insisteranno o chineranno, come in genere succede e come ha già fatto il ministro Bondi, ai voleri del Capo? A lui un'Italia più incolta e ignorante va benissimo: essa vedrà più tv commerciale, più Grande Fratello, più Paperissima, più telegiornali bugiardi e omissivi, e buonanotte Italia, buonanotte cultura generatrice di dissenso e di conflitto. Ricordate il Giulio Cesare di Shakespeare? "Troppo magro quel Cassio, pensa troppo..."&lt;br /&gt;La protesta tuttavia si è accesa nel mondo dello spettacolo. Si parla di azioni "creative" per destare l'attenzione di un'opinione pubblica distratta e sonnolenta. E' la strada giusta. Assai più, a mio avviso, dello sciopero totale, della serrata generale. Lo stesso Giuseppe Di Vittorio proponeva - nei servizi pubblici, e la cultura è un servizio pubblico - non di far mancare la produzione, bensì di aumentarla, magari di raddoppiarla, dimostrativamente, informandone la popolazione. Uno sciopero alla rovescia, insomma. Certo, costerebbe comunque ai suoi promotori. Costerebbe fatica e impegno e però -ne sono persuaso - richiamerebbe, se attuato nei luoghi e nei modi giusti, attenzione, consenso, sostegno di massa.  &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;Fonte: http://www.articolo21.info/8754/notizia/fus-con-i-tagli-saremo-ancora-piu.html&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-355123980995638456?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/355123980995638456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/07/fus-con-i-tagli-saremo-ancora-piu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/355123980995638456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/355123980995638456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/07/fus-con-i-tagli-saremo-ancora-piu.html' title='Fus, con i tagli saremo ancora più ignoranti e incolti'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-4989296607602376754</id><published>2009-07-25T11:15:00.000+02:00</published><updated>2009-07-25T11:15:00.450+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><title type='text'>MANCA IL CORAGGIO ALL'UNIVERSITA' DEL PD</title><content type='html'>di &lt;a href="http://www.lavoce.info/lavocepuntoinfo/autori/pagina33.html"&gt;Andrea Boitani&lt;/a&gt; 22.07.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta di legge del Pd per la riforma dell'università non affronta le questioni cruciali che davvero permetterebbero il suo rilancio. Poche righe sui dottorati di ricerca, senza alcun incentivo a reali sinergie tra atenei. E pochi soldi per le borse di studio di merito. Molto spazio invece è dedicato ai concorsi. I ricercatori cambiano il nome, ma non lo stipendio. Di nuovo c'è l'istituzionalizzazione del doppio binario per il passaggio alle fasce superiori della docenza. Si poteva osare qualcosa di più, magari guardando ai paesi all'avanguardia nella ricerca.&lt;br /&gt;Il 22 maggio è stata resa pubblica una bozza di proposta di legge del Pd sull’università. A una prima lettura, il testo, ambiziosamente intitolato “interventi per il rilancio e la riorganizzazione delle università”, sembra un po’ “di braccino corto”, più condizionato dalle solite prudenze di ispirazione sindacale che dalla reale volontà di innovare. Quattro esempi, tra i vari possibili.&lt;br /&gt;DOTTORATI, LAUREE E BORSE DI STUDIOSenza dottorati di ricerca di alto livello internazionale non ci può essere rilancio dell’università italiana. Alla cruciale questione dei dottorati, la proposta Pd dedica poche righe: sono volte a introdurre incentivi fiscali e contributivi all’assunzione dei dottori da parte del settore privato. Nessun incentivo, invece, per le iniziative dirette a creare reali sinergie tra atenei in questo campo. Inoltre, si continua ad affidare l’organizzazione dei dottorati al volontariato dei docenti, e si lascia che un dottorato possa essere avviato da qualsiasi facoltà di qualsiasi università, per quanto dequalificata o priva di strutture idonee alla ricerca dei dottorandi. Ma dire che le facoltà cui si danno soldi per i dottorati vengono selezionate sulla base della loro performance nel campo della ricerca scientifica deve essere stato considerato eversivo dell’ordine costituito!Le università italiane sono le uniche in Europa che consentono di laurearsi anche dopo venti anni, ripetere gli esami un numero infinito di volte, con appelli spesso mensili. La conseguenza è che gli studenti universitari italiani hanno il più basso tasso di completamento degli studi in Europa, anche se aumentato un po’ dopo l’introduzione della “laurea breve”, cioè triennale. E ancora troppi completano il corso di studi dopo tantissimi anni e solo per prendere il famoso “pezzo di carta”. Per cambiare tutto questo nella proposta Pd non c’è una sola parola. Ma se questo andazzo italiano non viene cambiato una volta per tutte, l’università non può essere rilanciata, anzi, l’università non può essere tale.Finalmente si prevede l’istituzione di borse nazionali di merito per il diritto allo studio. Naturalmente la procedura di accesso è farraginosa quanto basta; ma la cosa più sconcertante è lo stanziamento: 100 milioni di euro per 10mila borse di studio da 10mila euro l’una per tre anni. Se si voleva dare un segnale forte, bisognava prevedere uno stanziamento ben più consistente, data la popolazione universitaria italiana. Va bene la responsabilità finanziaria, ma, perbacco, quando si sta all’opposizione si può anche alzare un po' il tiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA QUESTIONE DEI CONCORSI&lt;br /&gt;La riforma dei concorsi occupa la maggior parte del testo. I ricercatori cambiano nome e diventano professori di terza fascia, ma non cambiano stipendio (nelle consuete more di una revisione generale dello “stato giuridico”), né cambia il fatto che la tenure è praticamente garantita anche per la terza fascia. La cosa nuova è l’istituzionalizzazione del doppio binario per il passaggio alle fasce superiori della docenza. Il primo binario è la “promozione”, riservata agli avanzamenti di carriera interni all’ateneo, anche se con la “foglia di fico” di una valutazione “che si avvarrà di giudizi forniti da esperti italiani e stranieri esterni all’ateneo”. Non si dice, ma sembra proprio che possano essere scelti da chi bandisce tra i propri amici fidati… Il secondo binario è il “reclutamento”, riservato a “coloro che non siano in servizio presso l’università che ha emanato il bando”.Unico vincolo: i bandi per promozioni possono arrivare a essere il doppio di quelli per reclutamento dell’anno precedente. Se non si recluta nessuno dall’esterno non si può promuovere neanche un interno. Siamo sicuri che questo vincolo basti a superare la deriva localistica e familistica dell’università italiana? Non si prevede alcuna differenza di status e di stipendio tra coloro che seguono il percorso interno e coloro che superano un ben più selettivo concorso internazionale. Non si prevede nessuna tenure track per professori di secondo livello.Aspiranti alla promozione e al reclutamento devono aver ottenuto l’“abilitazione” nazionale, cioè essere entrati in una lista aperta di docenti giudicati “abili” da una commissione che resta in carica tre anni. Senza vincoli numerici, chi se la sentirà di escludere Tizio o Caio dalla lista?Visto che si stava mettendo mano a una riforma, per di più dall’opposizione, non si poteva osare qualcosa di più, magari guardando alle best practices dei paesi all’avanguardia nel settore della ricerca e dell’istruzione superiore? Il disegno di legge del Pd sembra, nella sua forma attuale, il tentativo di contrapporre qualcosa, purchessia, ai tuttora non pienamente svelati disegni del governo più che un vero tentativo di riformare profondamente e coraggiosamente l’università italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001217.html"&gt;http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001217.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-4989296607602376754?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/4989296607602376754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/07/manca-il-coraggio-alluniversita-del-pd.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/4989296607602376754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/4989296607602376754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/07/manca-il-coraggio-alluniversita-del-pd.html' title='MANCA IL CORAGGIO ALL&apos;UNIVERSITA&apos; DEL PD'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-3136138775254941993</id><published>2009-07-19T18:06:00.003+02:00</published><updated>2009-11-01T14:48:32.262+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='malattie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alimentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inquinamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogm'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giustizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='medicina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salute'/><title type='text'>Quanto fa paura Grillo al PD?  Abbastanza</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DXzP19Dsv7A/SmNFkFxKKpI/AAAAAAAAAfg/J6Ace07kpE4/s1600-h/sondaggio-19.07.2009.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 232px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360204467826993810" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DXzP19Dsv7A/SmNFkFxKKpI/AAAAAAAAAfg/J6Ace07kpE4/s320/sondaggio-19.07.2009.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Riporto l'immagine (aggiornata alle 18.04 del 19.07.2009) un &lt;a href="http://espresso.repubblica.it/sondaggio-risultati?idpoll=2104257"&gt;sondaggio&lt;/a&gt; de &lt;a href="http://espresso.repubblica.it/"&gt;L'Espresso Online&lt;/a&gt; sui 5 ipotetici candidati alle primarie del PD di Ottobre 2009.&lt;br /&gt;I dati sono sicuramente semplici da interpretare.&lt;br /&gt;Non e' da dimenticare il fatto che gran parte del campione di votanti e' sicuramente composto da persone di eta' inferiore ai 45-48 anni (persone che accedono periodicamente ad Internet).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esaminando inoltre il &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/listeciviche/documenti/carta_di_firenze.pdf"&gt;programma della Carta di Firenze&lt;/a&gt;, che il Blog &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/"&gt;www.BeppeGrillo.it&lt;/a&gt; porta avanti, riguardante tematiche innovative per la politica italiana (ed in parte portate avanti anche dall'amministrazione Obama), non e' difficile capire il timore dei vertici del PD (e di quasi tutti i movimenti politici italiani) ad un possibile rinnovamento di questo genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;by INFORMARMY.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-3136138775254941993?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/3136138775254941993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/07/quanto-fa-paura-grillo-al-pd-abbastanza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/3136138775254941993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/3136138775254941993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/07/quanto-fa-paura-grillo-al-pd-abbastanza.html' title='Quanto fa paura Grillo al PD?  Abbastanza'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3737747698618018807.post-3608080061907197483</id><published>2009-07-03T20:30:00.001+02:00</published><updated>2009-07-03T20:30:06.910+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='societa&apos;'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi'/><title type='text'>La scuola di Gelmini-Tremonti: un vuoto a perdere</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosimo Pierre&lt;/span&gt; - da dazebao.org&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Riflessioni di fine anno scolastico. La diminuzione degli investimenti nell’istruzione non potrà che portare ad un impoverimento del settore. L’aumento delle bocciature è il certificato del fallimento dei processi di apprendimento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ROMA&lt;/span&gt; – Anno scolastico chiuso, scrutini effettuati, calcolato il voto di condotta, fatte le medie, ammessi e non ammessi gli alunni del quinto agli esami di stato che iniziano ufficialmente domani. La scuola ha vissuto un anno difficile, con la parvenza di una “riforma” – quella prospettata dal duo Gelmini-Tremonti già l’estate scorsa – destinata a togliere risorse finanziarie al sistema pubblico, invece che incrementarle come qualsiasi logica avrebbe postulato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto docenti, famiglie ed alunni attendono il prossimo anno scolastico, l’ultimo prima dell’introduzione di un rivolgimento complessivo dei corsi di studio improntato esclusivamente a contemperare la diminuzione dei finanziamenti con l’organizzazione di ore, lezioni e materie di insegnamento. Dal 2010, infatti, cambierà tutto, i licei, l’istruzione tecnica e quella professionale dovranno fare i conti con una politica degli investimenti nel capitale umano ispirata al risparmio perché – questo è quanto si vuole far comprendere alla società italiana – fino ad ora si è speso troppo e male, si sono assunti troppi insegnanti, troppo personale ausiliario, si sono fatte ore di materie considerate inutili. Ma è proprio così?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La qualità della scuola&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I rivolgimenti dell’era Gelmini-Tremonti mal si conciliano con la logica economica di un settore strategico qual è indubbiamente quello del capitale umano. Secondo la teoria economica, infatti, il ruolo del capitale umano (che qui possiamo far coincidere con l’istruzione) è essenziale per la crescita economica di un sistema. Quest’ultima dipende, in misura assai elevata, dagli investimenti che Stato e imprese effettuano sulla preparazione delle persone, soprattutto giovani. Ora, il Governo cerca di far passare il taglio delle risorse finanziarie alla scuola e all’università semplicemente sotto le sembianze di una diminuzione degli sprechi. Cioè, in altri termini, si spende di meno perché prima si spendeva troppo e inutilmente. Ma le cose non stanno affatto in questo modo. Scuola e università avrebbero bisogno di budget più rilevanti, come sa chiunque lavori in questi settori. Poi, è necessario comprendere che cosa si intende per “sprechi”. Se si concepisce come tale il fatto che un insegnante abbia una classe di venti alunni, invece di trenta (come accadrà nella scuola disegnata da Gelmini-Tremonti), in realtà non si è di fronte ad uno spreco ma al suo opposto, cioè ad un investimento, perché lavorare con venti alunni invece che con trenta aumenta l’efficacia dell’apprendimento e la possibilità, per l’insegnante, di operare i dovuti controlli della preparazione individuale dei suoi allievi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La reintroduzione di criteri restrittivi nelle promozioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il duo Gelmini-Tremonti vuole dimostrare che si è chiusa l’era della scuola post-sessantotto, un scuola lassista, secondo il duo. Comprensibile il loro tentativo. Non potendo mostrare un serio impegno nel settore delle politiche scolastiche, ma tutt’al contrario, un disimpegno finanziario, è evidente che dovevano volgere gli occhi al passato, servendo in tavola un piatto riscaldato e inzuppandolo di spezie per coprire l’afrore del rancido. Così si è pensato di rispolverare il voto in condotta (mai ufficialmente abolito), anche se non la dizione “sospensione da tutte le scuole del Regno”, perché nel frattempo è cambiata la forma di Stato, inducendo gli ingenui (molte famiglie e molti insegnanti vi hanno infatti prestato fede) a credere che la ribollita potesse servire a sfamare la scuola pubblica del terzo millennio. Naturalmente il voto in condotta non serve a  niente dal punto di vista degli investimenti in capitale umano, perché questi possono contribuire all’aumento delle capacità degli individui (conoscenze-saper fare, cioè teoria e applicazione concreta) soltanto se incrementano effettivamente il patrimonio di know-how dei giovani e non, astrattamente, il loro contegno o il loro comportamento, che, per quanto importante, dovrebbe essere associato al principale parametro di valutazione, che è, appunto, quello del patrimonio di conoscenze acquisite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La preparazione degli insegnanti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultima ricerca effettuata dall’Ufficio studi della Banca d’Italia mostra come la categoria degli insegnanti sia quella dove più emerge un rapporto diretto fra votazione di laurea e abbandoni della carriera, nel senso che più alta è stata la votazione all’esame di laurea e maggiori risultano le dimissioni dalla cattedra. Ciò è spiegabile con il fatto che questo lavoro è oramai considerato marginale nella società, soprattutto in termini di reddito. Un bravo fisico, matematico, giurista, economista, linguista o storico dell’arte, difficilmente oggi decide di tentare la carriera scolastica, soprattutto perché è poco remunerativa. Progressivamente, dunque, finiscono per scegliere questa professione in massima parte le donne (per i noti problemi dei carichi familiari loro assegnati, che le inducono a scegliere un’occupazione con orario dimezzato rispetto alle altre) e i laureati meno brillanti, con i risultato che possiamo immaginare in termini di efficacia dell’insegnamento. La scarsezza dei finanziamenti all’istruzione non consente di investire su laboratori, biblioteche, palestre, dove si possa fare ricerca (già, perché anche nella scuola si dovrebbe fare ricerca non solo nell’università), né tantomeno sui docenti che, ad esempio, non hanno nessun incentivo nell’accrescere e arricchire la loro preparazione e così finiscono per spiegare agli alunni sempre la stessa lezione, sempre lo stesso pensiero, come meri impiegati della conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una scuola che boccia è una scuola in perdita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così, ritenere semplicisticamente che l’aumento dei non ammessi agli esami di Stato è indice di un miglioramento dell’efficacia scolastica è un errore logico, perché è vero tutto il contrario: un alunno che deve ripetere l’anno è un individuo verso il quale l’istituzione scolastica ha fallito, perché non è riuscita a trasferire in lui il desiderio di crescere intellettualmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&amp;amp;op=viewarticle&amp;amp;artid=9290&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3737747698618018807-3608080061907197483?l=www.informarmy.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.informarmy.com/feeds/3608080061907197483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/07/la-scuola-di-gelmini-tremonti-un-vuoto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/3608080061907197483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3737747698618018807/posts/default/3608080061907197483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.informarmy.com/2009/07/la-scuola-di-gelmini-tremonti-un-vuoto.html' title='La scuola di Gelmini-Tremonti: un vuoto a perdere'/><author><name>INFORMARMY.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08287752769620029998</uri><email>informarmy@libero.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='01625143770883387772'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>