giovedì 6 marzo 2014

Verso la... PATRIMONIALE


Italia: Tradando la (sempre più probabile) PATRIMONIALE... 

 La Commissione Europea ci ha appena mazzulato per benino e ci marca stretto....

Italia bocciata dall’Ue, ora è rischio commissariamento
Linkiesta.it by Giovanni Del Re
Brutte, bruttissime notizie da Bruxelles per Matteo Renzi.
Altro che margini di bilancio, spazio per investimenti produttivi per ridare fiato all’economia: servono misure energiche e aggiuntive sul fronte del debito pubblico, delle riforme, della crescita, con la massima urgenza. ....
ROMA - La Ue boccia l’Italia: troppo debito, poca produttività, manovra insufficiente.
L’Italia ha “squilibri macroeconomici eccessivi” che richiedono uno “speciale monitoraggio” da parte dell’Ue che farà rapporto all’Eurogruppo sulle riforme italiane e a giugno “deciderà ulteriori passi”:
lo scrive la Commissione Ue.

Tra gli squilibri: debito alto, scarsa competitività, aggiustamento strutturale insufficiente. Sui conti del Paese, l’unico ..................
Fondamentalmente vogliono che facciamo la Patrimoniale....;-)
Ed intendo quella STRAORDINARIA...
perchè siamo già bersagliati da un sacco di patrimoniali qua e là...
come l'IMU-TASI, che adesso Renzi ha rinforzato di un altro 0,8x1000
oscillando dunque dal 2,5 al 3,3x1000...
ed aspettate a vedere cosa succederà.......................

con l'eventuale riforma del Catasto che manderà in leva la Tasi - non perdere il mio post di luglio 2013 Vendete tutte le case che avete in Italia, SUBITO! E' in arrivo una PATRIMONIALE almeno del 30% (mascherata da Riforma Catastale)
o come il 2x1000 di imposta di bollo sul deposito titoli (che secondo me porteranno a breve almeno al doppio) etc etc

Ribadisco per la 250esima volta che la Patrimoniale fatta a "contesto costante" non serve ad una cippa di nulla, anzi è controproducente...
sono soldi buttati nel cesso...anzi risparmi degli italiani buttati nel cesso...
che faranno da tampone per un po'...
impoverendoci tutti di più, avvitando la Crisi Italiana ancora più al ribasso, approfondendo il crollo dell'immobiliare, indebolendo l'unico Welfare che funzioni in Italia ovvero i risparmi di mamma&papà, inabissando ancora di più il mercato interno, estremizzando le tensioni sociali (che in Italia non esplodono ancora grazie ai risparmi della generazione precedente) etc etc
E tanto dopo un po' saremo di nuovo punto a capo....ma con le pezze molto più al culo di prima...
Come spiegava bene Paolo Cardenà:

Vabbè, quindi anche Passera avrebbe voluto una tassa patrimoniale, tale da portare nelle casse dello stato 85 miliardi di euro.
Vi faccio osservare che, negli ultimi 2 anni e mezzo, ad occhio, il debito pubblico è aumentato di oltre 200 miliardi di euro.
Quindi, quel 2% che avrebbero dovuto pagare i risparmiatori in termini di imposta patrimoniale, sarebbe stato come buttare i soldi nel cesso.
Che significa, che non metteranno la patrimoniale?
No, non esattamente.
Significa che la faranno più grande, più invasiva e distruttiva

(N.d.R si parla anche di 400mld di euro! Il che manderebbe il PIL a -5%...ed il Paese allo sfascio definitivo...)
vedi il mio post: Sì sì va bene...lo farò anche io un post sulla PATRIMONIALE...
E per chi pensa che la Patrimoniale non lo toccherà...perchè tanto non c'ha una lira....ecco qua: Il Masochismo (inconsapevole) degli Idioti (inconsapevoli)

Insomma....a parte qualche dato macro-economico che rimbalzocchia ed una possibile ripresina tecnica all'orizzonte,
la situazione dell'Italia continua a rimanere preoccupante ma soprattutto saldamente incastrata in un vicolo cieco.
Anche se continuano a vendervela per CICLICA....
in realtà STIAMO ATTRAVERSANDO UNA PROFONDA CRISI STRUTTURALE
ed a "contesto costante" non torneremo mai ai livelli di "prima"...non torneremo mai "come prima".
Ficcatevelo nella testa. Punto.

Ma la Finanza Internazionale sta facendo strong buy sull'Italia...BTP, FTSE MIB etc etc
Lo spiegavo nel mio canale Facebook
Il FTSE MIB che perde lunedì il 3,3% (su tensioni Ucraina) per poi recuperare immediatamente il 3,6% martedì (su allentamento tensioni) dimostra come il mercato italiano ed in generale gli assets finanziari italiani stiano destando un notevole interesse da parte della Finanza Internazionale a caccia di rendimento.
Stesso discorso vale per i mercati periferici dell'Eurozona (Spagna, Grecia, Portogallo).
Il tutto naturalmente è collegato alla grande onda QE+ZIRP che rende ormai difficile trovare rendimenti decenti,
al fatto che quasi tutte le borse del Mondo stanno ormai correndo da 5 anni e sono vicine ai massimi od a nuovi record...
Solo pochi mercati sono rimasti indietro, l'Italia è uno di questi.
Altra variabile: il recente deflusso dai mercati emergenti. 

E ci aggiungo anche l'asso nella manica: i mercati fanno tranquillamente strong buy Italia perchè tradano sulla possibile patrimoniale: mal che vada....sanno benissimo che ce la imporranno e/o ci continueranno a spremere con altre tasse...tanto accettiamo tutto...è la Greek Way applicata (con le debite differenze) all'Italia (ve l'ho già spiegato almeno 100 volte nel mio Blog).
Va anche detto che stiamo parlando di investimenti molto speculativi...infatti al primo segnale di pericolo il FTSE MIB è stato scaricato pesantemente andando a -3,3%...immaginate se la crisi Ucraina avesse subito un'escalation...

Insomma...su questo interesse della Finanza Internazionale per l'Italia i fondamentali c'entrano ben poco...
E per finire
LEGGIAMOCI UN PO' DI DATUCCI MUY INTERESSANTI...

Debito pubblico italiano, all’estero chi ci conta di più è in Francia e in Germania
Il Fatto Quotidiano »  by Mauro Del Corno

Nuovo governo e vecchio debito.
Come tutti i suoi predecessori anche Matteo Renzi si trova a dover fare i conti con un debito pubblico che viaggia ormai oltre i 2mila miliardi di euro e che nel 2013 ha raggiunto il 132,6% del Pil, il livello più alto dal 1990.
Di questi 1.700 miliardi sono rappresentati da titoli di Stato (prevalentemente Btp) in mano soprattutto a banche e istituzioni finanziarie italiane ed estere e, in misura minore, a piccoli risparmiatori (circa il 10% del totale).
Oggi i titoli di Stato italiani si trovano in larga parte dentro i confini nazionali.
Le istituzioni ne possiedono infatti complessivamente non più del 30 per cento.
Solo i due big Intesa Sanpaolo e Unicredit ne hanno in portafoglio rispettivamente 97 e 45 miliardi.

Titoli per altri 22 miliardi sono conservati nelle casseforti di Mps e 14 miliardi in quelle del Banco Popolare.
Le sole esposizioni di Intesa e Unicredit valgono più di quelle di Francia e Germania messe insieme.  Secondo gli ultimi dati della Banca dei regolamenti internazionali (la banca centrale delle banche centrali) riferiti a fine 2013 le banche estere dei Paesi membri detengono infatti nel complesso Btp, Bot e Ctz per 215 miliardi di dollari (156 miliardi di euro).

Le più esposte sono le francesi (in tutto 90 miliardi di dollari, 65 miliardi di euro).
Un valore più basso rispetto ai 100 miliardi di dollari del 2011 ma in ripresa nelle ultime rilevazioni.
Non sempre è possibile conoscere la situazione dei singoli istituti che a volte comunicano unicamente dati aggregati o la sola esposizione netta dopo le coperture sui titoli (se ho titoli per 10 miliardi ma mi assicuro con derivati per 5 miliardi la mia esposizione netta al rischio si riduce a 5 miliardi senza che vengano effettivamente venduti Btp e Bot).
Tuttavia alcune indicazioni si possono dare.
Il colosso Crédit Agricole ha ad esempio in cassaforte circa 5 miliardi di euro in titoli italiani.
Il colosso transalpino del credito che ha chiuso il 2013 con 612 milioni di utili, un po’ sotto le attese, ha dunque in cassaforte un gruzzolo di titoli italiani non molto diverso da quello degli anni passati.

Più dubbia la situazione dell’altro big del credito transalpino Bnp paribas che nell’ultimo bilancio non rende noto il dato scorporato per singoli Paesi ma che a partire dal 2011 ha progressivamente ridotto la sua esposizione verso l’Italia.
Il portafoglio francese più gonfio di Bot e Btp è quello del gigante assicurativo Axa (4,4 miliardi di utile nel 2013, in aumento del 10%) che possiede titoli per circa 18 miliardi di euro, una quota che negli ultimi anni appare in costante crescita.

Spostandosi in Germania le banche tengono in cassaforte titoli italiani per 40 miliardi di dollari (29 miliardi di euro).
Deutsche Bank ha oggi “in pancia” 6 miliardi tra Bot e Btp, lo stesso livello evidenziato negli stress test relativi ai bilanci 2010.
A volte scambiata dai meno accorti per la Banca centrale tedesca (Bundesbank), e forse anche per questo finita nel 2012 al centro di “un caso” politico finanziario per una supposta azione orchestrata ai danni del nostro Paese, la banca tedesca non ha in realtà mai venduto sul mercato grandi quantità di titoli italiani.
Dopo le tensioni di fine 2011 si limitò ad aumentare il livello di copertura e dunque a ridurre l’esposizione netta al rischio.
Il colosso tedesco attraversa un periodo complicato alle prese con i continui accantonamenti di risorse per far fronte alle multe per irregolarità (vedi vicenda Libor) e vari contenziosi legali e così ha visto i profitti ridursi all’osso.

Un debole per i titoli italiani sembra averlo Commerzbank che negli ultimi 3 anni ha triplicato la sua esposizione sull’Italia portandola da 3 a 9 miliardi di euro.
La seconda banca tedesca sembra intravedere la fine del tunnel dopo un faticoso processo di ristrutturazione aiutato anche da un forte sostegno pubblico che ne ha scongiurato la bancarotta dopo le forti perdite accusate in conseguenza della crisi del 2008.
L’ultimo trimestre del 2013 ha segnato per la banca il ritorno all’utile, seppur modesto (64 milioni di euro).
Così come in Francia anche in Germania la maggiore concentrazione di “rischio Italia” fa però capo a un colosso assicurativo: Allianz possiede infatti titoli italiani per 27 miliardi di euro (26 miliardi a fine 2011).
Primo gruppo assicurativo europeo, Allianz gode di ottima salute dopo un 2013 che si è chiuso con utili in crescita del 14% a oltre 6 miliardi e ricavi record a quota 110 miliardi.

L’Italia piace meno alle banche inglesi che nel loro insieme non vanno oltre i 5,6 miliardi di dollari (4 miliardi di euro).
Da solo il gigante Barclays (5,2 miliardi di sterline di utile nel 2013 ma in calo del 26% e sotto le attese) possiede titoli italiani per circa 2 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto al 2011.

In Spagna si trovano Bot e Btp per 7 miliardi di euro ma senza significative concentrazioni in capo ad una sola banca, neppure nel caso dei due big Santander e BBVA.

Titoli per altri 4 miliardi di euro sono detenuti in Svizzera principalmente da Credit Suisse (3 miliardi di euro contro i 3,5 di fine 2011) ma con un’esposizione netta di appena mezzo miliardo di euro (la banca ha cioè sottoscritto molti derivati che la proteggono dai rischi legati agli investimenti in titoli italiani).
Multata dalla Sec americana per 196 milioni di dollari il gruppo svizzero sta accantonando molte risorse per far fronte alle sanzioni e ad altri contenziosi legali negli Usa.
Nonostante questo e la performance sotto le attese della divisione investment banking la banca ha chiuso il 2013 con utili sopra i 3 miliardi di franchi (2,4 miliardi di euro), il doppio rispetto all’anno prima.
L’altro colosso elvetico, Ubs ha progressivamente “alleggerito” la sua posizione dai 3 miliardi di euro di fine 2011 agli attuali 721 milioni.

Fuori dall’Europa i dati più significativi sono ovviamente quello degli Stati Uniti (19 miliardi di dollari ossia 14 miliardi di euro)
ma soprattutto quello del Giappone (nel complesso 23 miliardi di dollari, 17 miliardi di euro).

 



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