domenica 30 giugno 2013

Hamas ufficialmente dalla parte dei sionisti. L’agenda bellicaoccidentale contro la Siria


Il dirigente di Hamas Abu Marzuq ha rilasciato una dichiarazione pubblica contro Hezbollah. Marzuq esige che Hezbollah si ritiri dalla Siria per “concentrarsi sulla resistenza contro il sionismo”. Nonostante il tentativo di Marzuq di “girare” la sua dichiarazione come opposizione al sionismo o a Israele, una rassegna dello sviluppo politico di Hamas verso la Siria e il Qatar rivela che, almeno una fazione importante e significativa di Hamas, si sia attivamente preparata ad aderire alla sovversione sionista – occidentale – GCC contro la Siria.


Il 14 giugno, il principale membro di Hamas, Abu Marzuq, ha rilasciato una dichiarazione sulla sua paginaFacebook, in cui ha chiesto che il partito libanese Hezbollah ritiri i suoi combattenti dalla Siria, in modo da concentrarsi sulla resistenza contro Israele. (1) La dichiarazione del funzionario di Hamas è stata fatta circa una settimana dopo che gli insorti sostenuti da israeliani, occidentali e GCC avevano subito la sconfitta decisiva a Qusayr. (2) Alcuni dei principali fattori che contribuirono alla vittoria delle forze armate siriane sulle forze terroristiche straniere a Qusayr, furono:
Le forze armate siriane hanno adottato una strategia anti-insurrezione, che in parte si basa sull’esperienza dei militari russi nella lotta contro gli insorti filo-occidentali in Cecenia.
Il Primo ministro iracheno Nuri al-Maliqi è intervenuto chiudendo la via del contrabbando saudita dalla provincia di Anbar. Questo ben nota via del contrabbando durante l’occupazione USA dell’Iraq fu usata dai terroristi filo-sauditi che diffusero violenze settarie in Iraq. La via è stata riattivata nel 2011, utilizzandola per il supporto logistico dei terroristi filo-sauditi in Siria. La decisione del Primo ministro iracheno di chiudere la via, così come sigillare il confine iracheno-siriano, si è avuta dopo che l’Arabia Saudita, alle fine del 2012, aveva ripreso a sostenere il terrorismo in Iraq, questa volta diretto contro l’amministrazione al-Maliqi. (3) L’iniziativa di al-Maliqi ha effettivamente chiuso il confine siriano-iracheno con l’eccezione delle regioni irachene amministrate dai curdi, indebolendo i ribelli in Siria.
Hezbollah ha preso l’iniziativa di contribuire a chiudere il confine con il Libano agli insorti. Il Libano è stato usato come retrovia del fronte contro la Siria. Due dei pilastri principali del sostegno ai terroristi infiltrati dal Libano alla Siria sono il cittadino saudita-libanese, l’ex primo ministro libanese e leader del “Movimento del futuro” Saad Hariri, e il leader della comunità drusa libanese e presidente del Partito socialista progressista libanese, Walid Jumblatt. L’implicazione di Hariri divenne nota dopo che diversi audio, registrati di nascosto, sono stati resi pubblici. Uno dei nastri audio e una traduzione in inglese furono pubblicati su Nsnbc International. (4) Walid Jumblatt fu smascherato dopo che una persona con stretti legami con servizi segreti giordani, affermò che Jumblatt era sospettato di essere coinvolto nell’invio di 50 tonnellate di equipaggiamenti militari dell’israeliana “Rafael Industry” (5), per un valore di circa 650 milioni di dollari, da una base aerea controllata dai curdi, presso la città irachena di Erbil. Nsnbc International ha scritto alla Rafael Industry, incoraggiandola a chiarire la situazione della società, ma non ha mai ricevuto risposta. Ciò che viene esplicitamente menzionato, è che l’invio ebbe luogo dopo che Jumblatt fece da spola tra Qatar, Erbil e Turchia. Le armi sarebbero state consegnate ai terroristi in Siria sostenuti dagli occidentali e dal Qatar.
La posizione della Turchia come prima linea e retrovia logistico dei ribelli in Siria è stata indebolita da due fattori. L’arresto in Turchia di 12 membri del filo-occidentale Jabhat al-Nusrah, associato all’organizzazione terroristica internazionalmente bandita al-Qaida, per possesso di due kg di gas nervino Sarin, la cui conseguente confisca ha portato a richieste di maggiore sicurezza e ad aspre critiche al sostegno dell’amministrazione Erdogan ai terroristi in Siria. (6) Le proteste di massa contro l’amministrazione Erdogan, scoppiate il 31 maggio 2013, hanno notevolmente indebolito la posizione del Primo ministro turco riguardo la guerra in Siria e al progetto regionale Gül/Erdogan/USA per la “balcanizzazione” della Turchia. (7)

La guerra segreta d’Israele contro la Siria, una guerra alla Resistenza palestinese e antisionista

Il coinvolgimento d’Israele nella sovversione della Siria è stata ben documentata. Inoltre, la guerra segreta d’Israele contro la Siria è una guerra contro l’unica nazione araba che ha conseguentemente e coerentemente sostenuto la resistenza palestinese contro l’occupazione israeliana della Palestina e la resistenza libanese contro i piani sionisti per una grande Israele, comprendente parti del Libano. Oltre alla divulgazione che Israele fornisce armi ai ribelli in Siria, tramite suoi uomini di paglia, come Jumblatt, vi è l’ulteriore e più forte prova del sostegno d’Israele agli insorti nel coinvolgimento militare diretto delle forze israeliane e. non da ultimo, dal fatto che Israele è un fattore importante della pianificazione della guerra alla Siria, anni prima delle prime dimostrazioni pubbliche in Siria nel 2011. Nel maggio 2013 un veicolo militare israeliano è stato catturato nei pressi della città siriana di Qusayr. La confisca del veicolo militare israeliano, nella città liberata dalle forze armate siriane aiutate da Hezbollah, tagliando le linee di rifornimento degli insorti, indica chiaramente che Israele è presente sul terreno in Siria. (8) Nel giugno 2013, un ufficiale della brigata austriaca UNDOF, ritiratosi dalle alture siriane del Golan occupate dagli israeliani, aveva dichiarato che Israele fornisce un sostegno significativo ai terroristi in Siria, che Israele mantiene un centro comando congiunto con i terroristi nel Golan, e che le forze militari israeliane sono direttamente coinvolte nell’assalto alle postazioni siriane. (9)


Dumas indica che alti funzionari britannici e israeliani hanno pianificato la guerra alla Siria anni prima del 2011
Inoltre, nel giugno 2013, l’ex ministro degli Esteri francese Roland Dumas ha indicato direttamente alti funzionari britannici e israeliani nella pianificazione della guerra contro la Siria, anni prima delle prime manifestazioni pubbliche e della cosiddetta primavera araba del 2011. (10) Nel corso di un programma televisivo sulla rete LPC francese, Dumas ha detto: “Sto per dirvi una cosa. Ero in Inghilterra due anni prima delle violenze in Siria, per altri affari. Ho incontrato alti funzionari britannici che mi confessarono che stavano preparando qualcosa in Siria“. Dumas continuava affermando che la sovversione e l’invasione della Repubblica araba siriana, con l’aiuto dei “ribelli”, è innanzitutto un piano inglese, mentre evitava accuratamente d’implicare se stesso e la Francia, dicendo: “Questo accadde in Gran Bretagna non negli USA. La Gran Bretagna stava organizzando l’invasione dei ribelli in Siria. Mi hanno anche chiesto, anche se non ero più Ministro degli esteri, se mi sarebbe piaciuto partecipare. Naturalmente ho rifiutato, ho detto che sono francese e che non mi interessava.”
Ci sono schiere di altre prove che indicano Israele come una delle potenze principali dietro la guerra alla Siria. Una delle ragioni più importanti della guerra in Siria è strettamente legata alla scoperta di uno dei giacimenti di gas conosciuti più grandi del mondo, nel Golfo Persico nel 2007, e il risultato di nuove indagini sui giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale, che documenterebbero riserve di gas nella zona di oltre il 70% maggiori di quanto si pensasse in precedenza. Un progetto di gasdotto congiunto Iran, Iraq e Siria, se completato, trasporterebbe gas sulle coste del Mediterraneo orientale, nei pressi della base navale russa di Tartus, e il fatto che Israele non tollererebbe in nessun caso l’accrescimento dell’influenza politica dell’Iran e della Siria presso l’Unione europea, e in particolare riguardo la politica dell’UE verso la Palestina, se l’UE, insieme al gas fornito dai russi tramite il gasdotto South Stream, dovesse ricevere più del 45% del gas naturale, che dovrebbe consumare nei prossimi 100 -120 anni, da un cartello iraniano-siriano-russo. (11) Questa è una delle ragioni principali nella pianificazione della guerra alla Siria da parte di Israele e Qatar nel 2007, in cui Hamas, come apparirà chiaro, è profondamente coinvolta.

La svolta del 2007 di Hamas e la svendita di Siria, Palestina e Hezbollah

Mentre è sbagliato affermare che Hamas sia “una creazione d’Israele“, è vero che Israele ha segretamente sostenuto Hamas e che “alcuni membri di spicco di Hamas” hanno cooperato con Israele attraverso il Qatar. La logica del sostegno d’Israele ad Hamas, non solo come organizzazione sociale e religiosa, ma come forza militante, essendo un forte partito islamico e movimento di resistenza radicato nei Fratelli musulmani, era che fosse lo strumento perfetto per indebolire la resistenza delle fazioni progressiste nel movimento Fatah, il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (FDLP), il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), il Saiqa (Avanguardia) sostenuto dai siriani, e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – Comando Generale (PFLP-GC) sostenuto dai siriani.

Il sostegno siriano e iraniano di Hamas è stato un sostegno dell’asse per la Liberazione della Palestina e dell’asse antisionista che comprendeva anche Hezbollah e Jamaa al-Islamiya. Nel 2007, il Qatar e Israele riuscirono ad allontanare due membri di questo asse da Iran e Siria. Tramite significativi incentivi economici e contratti relativi alla ristrutturazione di un Medio Oriente post-guerra in Siria, Qatar (e Israele) riuscirono ad allontanare il libanese Jamaa al-Islamiya e il palestinese Hamas da Iran e Siria, riallineandoli al capitolo internazionale dei Fratelli musulmani del Qatar. Durante lo stesso periodo, il ministro degli Esteri della Turchia Davotoglu ricevette 10 miliardi di dollari dal Qatar, che dovevano essere spesi per la preparazione dei Fratelli musulmani turchi nella guerra contro la Siria. Il riallineamento di Jamaa al-Islamiya con la Fratellanza musulmana del Qatar, profondamente infiltrata dall’intelligence service inglese MI6, e il palestinese Hamas, doveva indebolire principalmente Hezbollah e la Siria, ma alla fine anche l’influenza regionale dell’Iran. Hamas però, con la sede principale a Damasco, non poteva ammettere apertamente di essersi allineato con il Qatar. Il riallineamento fu un segreto ben custodito fino al 2011.

Il battesimo del tradimento di Hamas
Una delle prime operazioni segrete in cui Hamas fu coinvolto, e che doveva porre i semi della guerra contro la Siria, fu il suo coinvolgimento nell’omicidio dei Fratelli musulmani turchi di spicco contrari al coinvolgimento dei Fratelli musulmani turchi al piano della guerra segreta contro la Siria. L’operazione avvenne a bordo della nave turca dellaGaza Freedom Flotilla, la Mavi Marmara, assaltata dalle truppe israeliane in acque internazionali, in un atto di pirateria. Furono coinvolti nella pianificazione dell’operazione membri chiave di Hamas, così come le intelligence turca/NATO e israeliana, e i noti doppi agenti della NATO e di al-Qaida, i membri del LIFG Harati e Belhadj. Abedlhakim Belhadj sarebbe poi diventato il governatore militare di Tripoli, in Libia, e comandante delle brigate libiche che combatterono le forze armate siriane nelle battaglie per Homs, nel giugno e luglio 2012. (12)


Hamas lascia la Siria
Dopo che una fonte palestinese, con legami con l’intelligence palestinese e siriana, denunciò Hamas per tradimento contro la Palestina e la Siria, nel febbraio 2012, Hamas sgomberò frettolosamente la sede di Damasco. L’ultimo esponente di Hamas a lasciare l’ufficio di Damasco fu Imad al-Hamadi. Al suo ritorno a Gaza, Imad al-Hamadi venne celebrato come un eroe nazionale. Non una parola fu detta sul riallineamento di Hamas con il Qatar. Non una parola fu detta a proposito del tradimento dell’asse della resistenza. Non una parola fu detta a proposito del coinvolgimento negli omicidi sulla Mavi Marmara. La ragione ufficiale che Hamas diede dello sgombero della sede di Damasco era che “la decisione si basa sul giro di vite contro i manifestanti del governo siriano“. (13) Un altro fatto non venne menzionato dai palestinesi: un gruppo selezionato di membri di Hamas,appartenente alla fazione pro-Qatar di Hamas fu responsabile dell’omicidio di numerosi membri di Hamas che si opponevano al tradimento. In alcuni casi, di queste liquidazioni furono accusati, o di fatto effettuati, dal Mossadisraeliano. Uno di questi omicidi fu quello di un vice dell’ex alto comandante di Hamas Mahmud al-Mabhuh, Kamal Hussein Ghannaja, avvenuto in appartamento nei sobborghi di Damasco, nel giugno 2012. (14)
Ciò che non fu menzionato durante il “ritorno degli eroi di Hamas“, era che almeno una forte fazione di Hamas,guidata da Khaled Mishal, aveva concordato con il Qatar (e gli israeliani) la creazione di uno Stato palestinese a Gaza, nell’ambito della concessione della maggior parte della Cisgiordania e di Gerusalemme Est a Israele, con le piccole e murate rimanenti enclave palestinesi in Cisgiordania rientranti nella giurisdizione giordana, sotto una forma di autonomia palestinese.

Scambiare la Cisgiordania per un califfato a Gaza di Hamas/Fratelli musulmani
La frazione di Hamas fedele al Qatar (e a Israele), guidata da Mishal aveva accettato ciò che l’autore, in un altro articolo, aveva descritto come La soluzione finale d’Israele. (15) Il piano prevede:
L’annessione della maggior parte della Cisgiordania e di Gerusalemme Est da parte di Israele. Le rimanenti piccole e murate enclave palestinesi, dovrebbero finire sotto giurisdizione giordana, con un certo grado di autonomia concesso ai residenti delle enclavi. Un documento ufficiale israeliano conferma che Israele assegnerà non più del 0,7% della Cisgiordania ai palestinesi. (16)
L’annessione di parti del Libano meridionale e delle alture del Golan siriano. Il reinsediamento dei palestinesi dalla Cisgiordania nel sud del Libano, in Siria e Giordania. L’istituzione di uno Stato palestinese che infine sarà riconosciuto da Israele, nella Striscia di Gaza e solo nella Striscia di Gaza.
Questo Stato palestinese di Gaza diretto da Hamas/Fratelli musulmani sarebbe economicamente dipendente da Egitto e Israele, e dovrebbe integrarsi in una zona di libero scambio egiziana (con sostanziali investimenti del Qatar e israeliani) del Sinai. Una delle fasi di preparazione scattò nell’agosto 2012 quando Hamas, contro la protesta e gli avvertimenti della maggior parte delle altre frazioni palestinesi, dichiarò Gaza “Zona liberata”. (17)

La goccia che fa traboccare il vaso. Hamas “chiede” che Hezbollah abbandoni la Siria
La prova definitiva che almeno una forte fazione di primo piano di Hamas ha scelto di schierarsi con la guerra del Qatar alla Siria e al piano occidentale/sionista per un Grande Israele, con uno Stato palestinese solo a Gaza, è la dichiarazione pubblica del leader ufficiale di Hamas, Abu Marzuq, in cui “chiede” che Hezbollah lasci la Siria. E’ inconcepibile che Abu Marzuq non sia a conoscenza del significato strategico della solidarietà di Hezbollah e dell’alleanza strategica con la Siria contro il progetto di guerra neo-colonialista e sionista contro la Siria. Inoltre è inconcepibile che un politico esperto, un intellettuale come Abu Marzuq, non conosca l’importanza dell’integrità e della sicurezza nazionale della Siria per l’alleanza anti-colonialista e antisionista, e per la sopravvivenza dello Stato palestinese entro i confini del 1948 o del 1967. Inoltre è inconcepibile che Abu Marzuq faccia una dichiarazione del genere, anche su Facebook, senza avere l’approvazione e senza una dichiarazione in concomitanza della leadership di Hamas.

La dichiarazione sarà l’ultima goccia che spezzerà la schiena del cammello. La domanda è: quale cammello?
Dato che il popolo di Palestina, le frazioni politiche così come i membri patriottici di Hamas riconoscono il significato e le implicazioni della dichiarazione di Marzuq e la sua politica di fondo, e dato che questo riconoscimento si trasformi in una rinnovata resistenza, è molto probabile che la schiena del cammello dell’alleanza sionista – neocolonialista anti-palestinese e anti-siriana verrà spezzata. In definitiva, ciò include la frazione di Hamas che ha deciso di svendere la Palestina e la Siria per il potere a Gaza. Hamas, e solo Hamas, può eliminare quei membri che tradiscono la Palestina. Se tale risposta non riesce a manifestarsi, e Hamas riesca a dividere ulteriormente l’alleanza anti-colonialista, antisionista, anti-palestinese e anti-siriana, favorendo la caduta della Siria, sarà la schiena della Palestina che sarà spezzata in modo irreparabile. L’esistenza della Palestina, come Stato sovrano all’interno di confini tracciati secondo il diritto internazionale, non è mai stata così minacciata come lo è oggi. Le fonti prime di questa minaccia è il sionismo e un forte nemico interno. E’ Hamas che si è allineato con le forze del sionismo e del neo-colonialismo, contro la Siria, Hezbollah, e l’asse della resistenza e della solidarietà.


Note
1) Hamas Official Demands Hezbollah To Withdraw Fighters From Syria
2) Western-Backed Insurgents suffer “Stalingrad-like Defeat” in Qasair. Syrian Army wins Decisive Victories throughout Syria
3) Saudi Smuggling Route to Syria Disclosed
4) Hariri Implicated in Arming NATO Insurgency in Syria
5) Raphael Industry website
6) Syrian Military seizes Sarin Gas from ”rebels“
7) Turkish Opposition: NATO´s Turkey – Kurdistan Corridor Project is Failing
8) Covert Israeli Forces Inside Syria Within Rebel Ranks? Israeli Military Vehicle Seized: Report
9) Austrian UNDOF Officer withdrawn from Golan Confirms Large-Scale Israeli Support of Terrorists
10) Dumas, “Top British Officials Confessed to Syria War Plans Two Years before Arab Spring”
11) The Dynamics of the Crisis in Syria. Conflict Versus Conflict Resolution. (Part 1/6)
12) Was the Gaza Flotilla Massacre a Turkish-Israeli False Flag and Precursor to the War on Syria?
13) Hamas, the Architecture of Treason on Syria, Iran and Palestine
14) Hamas cleanup operation after 2010 U-Turn continues
15) Israel´s “Final Solution” for Palestine and Greater Israel
16) Israel admits: Just 0.7% of West Bank allocated to Palestinians
17) Hamas declares “Gaza, a liberated zone”


Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora


Fonte: http://fractionsofreality.blogspot.com/2013/06/hamas-ufficialmente-dalla-parte-dei.html

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