giovedì 14 marzo 2013

L'AQUILA: TERREMOTO MILITARE

di Gianni Lannes

«Non si possono prevedere i terremoti» e «Non è possibile fare previsioni»: sono parole profferite dal professor Franco Barberi e dal professor Enzo Boschi, il 31 marzo 2009, al termine della riunione a L’Aquila della Commissione Grandi Rischi. A quella riunione parteciparono anche tre vice prefetti in servizio presso la sede prefettizia aquilana: Graziella Patrizi, Gianluca Braga e Rinaldo Pezzoli.

In quella occasione le massime autorità scientifiche delegate dall’allora capo della Protezione Civile Guido Bertolaso che aveva espressamente raccomandato di fare “un’operazione mediatica” avevano detto e ripetuto alle televisioni locali e nazionali che non c’era pericolo. Invece hanno perso la vita ufficialmente 309 esseri umani.

Ma allora per quale ragione la Prefettura di L’Aquila, centro di coordinamento della Protezione Civile, fu sgomberata qualche giorno prima della tragica scossa del 6 aprile 2009? 

Se i più illustri scienziati italiani e la scienza mondiale attestano che i terremoti sono imprevedibili e la sede centrale della protezione Civile viene abbandonata, per una semplice deduzione logica qualcuno sapeva del funesto evento tellurico in arrivo.
Singolare coincidenza: in quei giorni era in atto in Abruzzo un’operazione segreta di “guerra ambientale” ad opera della Nato e delle forze militari USA - in virtù di un Accordo Italia-USA risalente all’anno 2002, di cui erano a conoscenza le massime cariche istituzionali italiane.

La mattina del 6 aprile 2009 il primo ministro Berlusconi Silvio (tessera P 2 numero 1816) invia a L'aquila, l'ex capo dei servizi segreti civili (Sisde, poi Aise dal 2007) Franco Gabrielli, che in seguito ha preso il posto di Bertolaso. Il territorio aquilano è stato prontamente militarizzato. Perché mai?
Nel corso dell’udienza dibattimentale del 15.2.12 è stata acquisita la consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero, dal titolo “Relazione generale sulle caratteristiche del terremoto del 6 aprile 2009 e sulla sismicità dell’area aquilana”, effettuata dai professori Luis D. Decanini, Domenico Liberatore e Laura Liberatore. A pagina 1 della consulenza, viene fornita la seguente descrizione della scossa:
«L’evento del 6 aprile 2009, iniziato all’1:32.39 UTC (Tempo Universale Coordinato), è stato un terremoto distensivo di magnitudo momento MW = 6.3 e momento sismico M0 = 3.7 x 1018 N m, le coordinate dell’epicentro sono 42.33 N, 13.33 E (INGV). Con profondità focale pari a circa 10 km (Celebi et al 2009)… Il terremoto è stato provocato dalla rottura di una faglia orientata secondo l’andamento dell’Appennino. Le repliche del sisma definiscono una superficie di rottura che passa direttamente sotto L’Aquila”…».
Dunque, ipocentro sempre e costantemente a dieci chilometri di profondità: una firma inconfondibile di un terremoto indotto artificialmente, come si evince dalla lettura dei sismogrammi a partire dal primo giugno 2008.
Quale Autorità del Governo Berlusconi ha deciso ed autorizzato l’abbandono della Prefettura, anche alla luce di un particolare fax inviato dal vice prefetto Braga il 3 aprile 2009?
 «… Si richiama altresì l’attenzione sulla necessità di tener sempre su supporto informatico copia del materiale caricato, nell’eventualità di contingenze legate a gravi eventi calamitosi, in particolare sismici non consentano il raggiungimento e/o l'utilizzo della Sala Operativa presso la Prefettura, con il conseguente trasferimento, preventivamente segnalato, in altra idonea struttura».
Nelle 944 pagine di motivazione  alla sentenza di condanna penale di Franco Barberi, Bernardo Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva, Mauro Dolce, il giudice Marco Billi scrive:
 «Nel capo di imputazione, infatti, il P.M. non contesta agli imputati la mancata previsione del terremoto, la mancata evacuazione della città di L’Aquila o la mancata promulgazione di uno stato di allarme, ma addebita agli imputati la violazione di specifici obblighi in tema di valutazione, previsione e prevenzione del rischio sismico disciplinati dalla vigente normativa».
I membri della Commissione Grandi Rischi furono convocati con apposita lettera di convocazione (indirizzata in particolare, oltre a Giuseppe Zamberletti che poi non partecipò alla riunione, a Franco BARBERI, ad Enzo BOSCHI, a Claudio EVA e a  Michele CALVI, come si desume dal suo tenore letterale) nella quale veniva specificamente indicato lo scopo e l’oggetto della riunione: “una attenta disamina degli aspetti scientifici e di protezione civile relativi alla sequenza sismica degli ultimi quattro mesi verificatesi nei territori della provincia di L’Aquila e culminata nella scossa di magnitudo 4.0 del 30 marzo alle ore 15,38 locali”.
 I partecipanti, la durata e gli argomenti discussi nel corso della riunione, si evincono dalla lettura del relativo verbale che si intitola, per l’appunto, “Riunione Commissione Grandi Rischi - L’Aquila, 31 marzo 2009, Verbale”.
Al processo i difensori del responsabile Civile, ovvero lo Stato italiano, gli avvocati Massimo Giannizzi e l’avvocato Carlo Sica per la Presidenza del Consiglio dei Ministri pro tempore nelle loro conclusioni scritte avevano chiesto per gli imputati “l’assoluzione perché il fatto non sussiste o perché il fatto non costituisce reato”. Tradotto: lo Stato tricolore invece di costituirsi parte civile accanto ai parenti delle vittime si è schierato apertamente contro.
Per la cronaca, Bertolaso, Boschi e Barberi in una pubblicazione dell'anno 2007,   intitolata Dieci anni dal sisma, avevano preventivato esattamente a L’Aquila, da “4 mila a 14.500 vittime umane”. Si tratta di veggenti? Molta gente si è salvata perché non ha dato retta alle bugie degli esperti di Stato e ha dormito all'aperto. Altrimenti sarebbe stato un genocidio di Stati "democratici". 
Il giudice Billi ha argomentato inoltre: «Gravi profili di colpa si ravvisano anche nell’adesione, consapevole e acritica, alla volontà del Capo del Dipartimento della Protezione Civile di fare un’operazione mediatica».


Tutto previsto, tutto calcolato. Quale luogo migliore di un'area urbana sismica per innescare un terremoto? Non desta sospetti: è stata la natura. Ma è solo una menzogna di Stati. Di chi è la regia? La verità, nient'altro che la verità sull'ennesima strage dei padroni d'Italia.

 
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