giovedì 14 marzo 2013

IL VENTRILOQUO AMERICANO



di Gianni Lannes

«Il Gruppo Bilderberg è responsabile delle stragi in Italia e della strategia della tensione» dichiara pubblicamente il magistrato di chiara fama Ferdinando Imposimato (presidente onorario di Cassazione) - a cui la criminalità organizzata ha ammazzato un fratello. E tira in ballo pesanti condizionamenti ancora in atto, sullo Stato italiano. Ma non solo da parte della Nato. Uno, due. Uno, due. Italia al tappeto. Goldman Sachs innesca la crisi e fa piazzare al governo - dal presidente Giorgio Napolitano, socio Aspen (filiazione Bilderberg finanziata da Rockefeller) - il non eletto Mario Monti. Poi, mescola le carte per il caos pianificato post elettorale. Spunta dal nulla, ma solo per modo di dire, Beppe Grillo, che non si può definire presidente o segretario del Movimento 5 Stelle, solo perché è il proprietario. Non l'ha eletto nessuno, né in M5S né in Parlamento, però comanda un centinaio e passa di parlamentari e detta legge agli altri contendenti, dandosi arie televisive da premier. 
Secondo Carlo Freccero «il potere ha deciso lui stesso di gestire l’opposizione». Alla luce degli eventi ne sono personalmente convinto. Si saranno detti questi furboni d’oltre oceano: sfruttiamo uno che vanta popolarità sulle masse inebetite, ed il gioco è fatto. Così ci pappiamo definitivamente l’Italia. Certe operazioni partono da lontano, almeno dal 1992 (incontri sul Britannia della regina Elisabetta Windsor), se non prima.

Un riscontro? Uno strano, nebuloso e ingiustificato contatto nel 2008 tra il primo emissario ufficiale del Governo USA in Italia, ed il comico ligure (che non vi ha mai fatto cenno): un incontro diretto di cui è prova un rapporto dettagliato, declassificato solo un anno fa. E non dimentichiamo il report di Mediobanca uscito il 18 febbraio a firma di Antonio Guglielmi, sull’esito di queste elezioni predeterminate. 
Se non fosse una tragedia ci sarebbe da ridere, e contemporaneamente mettere questi boiardi alla berlina per sempre. Solo in un Paese tanto eterodiretto il mutamento politico può essere telecomandato così sfacciatamente dall’estero, come è già accaduto con l’annessione d’Italia - a scapito del Sud - finanziata notoriamente con capitali della massoneria inglese. 
Senza più dignità e identità culturale, priva di una classe dirigente, l’Italia scivola sempre più in basso. Le chiacchiere da bar fluiscono su Internet e sospingono l’avanspettacolo al Quirinale. Uno stuolo di dilettanti in buona fede (alcuni marpioni decisamente no), ma allo sbaraglio sbarca in Parlamento, alle dirette dipendenze di un padrone sulla base di un regolamento interno (da lui stesso definito “non statuto”), in palese violazione delle norme costituzionali. Ancora e sempre gioco d’azzardo? Nel giro di poco più di un anno: prima il governo “tecnico” di Monti richiesto dai potentati finanziari, poi l’annuncio di improvvise elezioni. Infine, il preannuncio da farsa: la legislatura durerà soltanto 6 mesi, tutt'al più un anno, poi nuovamente alle urne. Tanto viene dirottato il servo alla cabina elettorale che si crede cittadino.
Lui, il predicatore che ha usufruito di due condoni tombali per la sua società immobiliare Gestimar ed un condono cementizio per l’abuso edilizio del suo villone a Sant’Ilario a Genova, aveva sempre sbraitato “fuori i condannati dal Parlamento”. Ma adesso, con totale disinvoltura, si accinge ad approdare nei piani alti istituzionali, mercanteggiando un governo, anzi meglio, un'opposizione come vogliono i poteri forti, annacquando una legislatura. Un ras per conto terzi, senza titoli di alto profilo né cultura, ma che in compenso vanta una condanna penale per triplice omicidio colposo (con sentenza passato in giudicato) che bara spudoratamente, assurto al ruolo di sedicente “garante” senza alcun controllo democratico. In fin dei conti, senza possedere i minimi requisiti che reclamava urlando per gli altri avversari, diventa l'arbitro della situazione, o come Grillo medesimo ha sbottato: "l'ago della bilancia".
Altro che Stato di diritto, siamo alla repubblichetta delle banane. E nessuno osa fiatare. Perché? A quanto pare, ci ritroviamo l'ennesimo telecomandato USA, perché forse alle demoplutocrazie anglo-americane non bastavano tutti i camerieri ed i lacché in attività. A parte i soliti, Ciampi, Prodi, Tremonti, Monti, Draghi, gli infiltrati sono ovunque: prendete il caso del clan Letta, operativi in due schieramenti apparentemente opposti, Gianni con Berlusconi ed Enrico con Bersani e Bindi. Enrico Letta ai vertici del Partito Democratico, è un membro effettivo della Tritaleral Commission fondata da David Rockefeller nel 1973, e passata subito alla storia contemporanea per il golpe in Cile (previo assassinio di Salvador Allende), favorito dal ricercato internazionale Henry Kissinger, altro socio di questo sodalizio criminale ai massimi livelli istituzionali e finanziari, emanazione diretta di Rockefeller. Kissinger, per la cronaca è stato ricevuto con tutti gli onori e come se niente fosse, dal presidente Napolitano.  

Perché la buona base del "centro sinistra" non  fa piazza pulita di tanti cadaveri negli armadi e lascia spazio alle giovani e preparate intelligenze? Se non lo farà il suicidio è solo posticipato di poco. Non ha senso rincorrere le grullate. L'avversario (palesemente eterodiretto e di per sé culturalmente nonché politicamente inconsistente) si batte concretamente sul campo. Tuttavia l'esame critico va esteso a tutta la società, divisa in fazioni, tifoserie e brandelli di ideologie. La politica è la realizzazione del bene comune. Non altro. Altrimenti, si trasforma, come in Italia, in una associazione a delinquere, apparentemente legalizzata. I "cervelli" a stelle e strisce è dal 1954 che ci studiano in senso accademico. Il familismo amorale è un concetto sociologico veicolato da Edward C. Banfield nel suo saggio The Moral Basis of a Backward Society, pubblicato nel 1958 (uscito in Italia soltanto nel 1976). Banfield realizzò i suoi studi  in un borgo della Lucania, Chiaromonte, e descrisse in modo discutibile, le basi dell'arretratezza italiana nel Sud.
Ergo: Grillo non va demonizzato, piuttosto messo alle corde in senso dialettico, mostrando all'opinione pubblica chi è realmente e quali interessi tutela e rappresenta. E non ci sarà nessun Travaglio o Fatto Quotidiano (leggasi Chiare Lettere) capace di sorreggerlo ancora sulla cresta dell'onda; allora e soltanto allora, sarà evidente anche ai sassi che il pifferaio ammaestrato è davvero nudo.

Chiusa parentesi. Va ribadito il legame tra il presidente della BCE e Goldman Sachs risale all'epoca delle privatizzazioni italiane, all'inizio degli anni novanta, quando Mario Draghi dirigeva il Tesoro. Goldman Sachs ottiene miracolosamente nel 1993 (un anno dopo la riunione spartitoria del Britannia) il mandato per la cessione del gigante degli idrocarburi Eni. Nella compagnia del nuovo ordine mondiale figura anche Carlo De Benedetti, membro attivo del Bilberberg Group. Mentre tra i soci sostenitori dell'Aspen, ufficialmente c'è Mediaset. Insomma, non manca proprio nessuno del gotha italiota. E come suol dirsi "il più pulito ha la rogna". Li manda tutti chi più chi meno, il caro "Zio Sam".
Forse nella Penisola i costituzionalisti si sono estinti, da quando è entrato in vigore il Trattato di Lisbona (primo gennaio 2009) che ha difatti congelato la Costituzione stessa. 
Dopo qualche anno torno a sottolineare le ombre di Grillo passate inosservate. Allora chi controlla il controllore Casaleggio Gianroberto? Proprio il personaggio che Carlo Freccero evidenziando la contraddizione in  seno al Movimento 5 Stelle, ha pubblicamente definito in Tv «un grande esperto di marketing virale»? Da chi dipende, da chi è influenzato Giuseppe Piero Grillo? 
Quesiti al capo M5S - La democrazia è partecipazione diretta. Ma soprattutto - per un giornalista o un cittadino - è fare domande, mettere in discussione il potere.  

Allora ragionier Grillo cosa ha stabilito il governo degli Stati Uniti d’America nel suo incontro segreto di 5 anni fa, presso la sede diplomatica di via Veneto a Roma? In quell’occasione come si evince dalla lettura del rapporto inviato a Washington dall’ambasciatore Ronald Spogli (alle dipendenze di Bush junior), era in discussione la sua azione in campo politico. Per quale ragione non ha mai fatto menzione all’opinione pubblica di questo contatto particolare, e a distanza così ravvicinata con un esponente qualificato di una superpotenza che per sete di ingordigia fa guerra in mezzo mondo ed occupa militarmente la nostra Patria, esponendo l’intera nazione anche al pericolo nucleare? Chi ha stabilito questo contatto? Mister Grillo, sono stati gli esponenti governativi nordamericani a cercarla e con quali motivazioni? Oppure è stato lei, di sua iniziativa? E se così fosse, con quali fini? Conosce o ha mai intrattenuto rapporti oppure incontri con Enrico Sassoon?
Stefano Montanari usa l’ironia ma non scherza: «Un popolo che riconosce una valanga di consensi ad un comico ridotto a fare da fantoccio ad un ventriloquo può benissimo desiderare di essere rappresentato da due comici originali e in piena attività». Poi il chiasso delle tifoserie fa il resto di una guerricciola tra poveri italioti nel cortile dello zio Sam.  Insomma, al peggio  non c’è mai fine. Il dramma è che lo spirito critico sembra aver lasciato il posto alla credulità. Manca al popolo italiano una visione di insieme. La verità come sempre è sotto il naso e gli occhi di tutti. Basta ricomporla partendo dai frammenti in cui è stata spezzettata la realtà degli eventi. Tutto previsto, tutto programmato, tutto calcolato, anche la dabbenaggine dei servi elettori. 
Burattinai - Goldman Sachs “apre” a Beppe Grillo, con un commento dal titolo “Reform is not the Same Word as Austerity” (“Fare riforme non significa austerita”): è il titolo del report cui l'analista affida le sue osservazioni a pochi giorni dalle elezioni politiche. L’agenzia giornalistica italiana spara un lancio il primo marzo alle 19 e 2 minuti: «Sembrerà strano, ma trovo che il risultato sia piuttosto entusiasmante»: con queste parole Jim O'Neill, presidente di Goldman Sachs asset management, commenta in un report l'esito del voto in Italia. "Mi sembra - scrive - che a un Paese il cui prodotto interno lordo è rimasto sostanzialmente invariato dal 1999 occorra un grande cambiamento". "Forse il risultato elettorale, con i consensi raccolti dal Movimento cinque stelle, può segnare l'inizio di qualcosa di nuovo?", si chiede. Il presidente di Goldman Sachs asset management ritiene, in secondo luogo, che il responso delle urne sia "qualcosa di simile a un incubo" per "l'elite consolidata dell'Italia e per gli altri centri di potere europei, in particolare Berlino e Francoforte" perché "mette in dubbio molti aspetti dello 'status quo'" a cominciare dal fatto che "la riduzione del debito fine a se stessa" sia un obiettivo verso cui la politica debba rivolgersi. A differenza di quanto accade in altri Paesi difficili dell'Eurozona, si legge ancora nel report, "il vero problema dell'Italia è l'assenza di crescita economica. Credo - prosegue Jim O'Neill - che l'inasprimento della politica fiscale, con il vago obiettivo di ridurre il debito non sia una strategia intelligente. L'Italia ha bisogno di riformare il mercato del lavoro e di accrescere la produttività su scala nazionale". In Italia - è la conclusione - "il termine riforma non equivale ad austerità e gli elettori lo hanno dimostrato"».   

La Goldman Sachs è la più potente banca d’affari americana, che condiziona mercati e governi, specializzata in speculazioni criminali. I governi non  governano il mondo, Goldman Sachs controlla sempre più l’umanità.
Soltanto pochi mesi fa, durante l’estate, è andata in onda la sceneggiata chiamata “Eurocrisi”. E Goldman Sachs che ha fatto? Scontato: ha scaricato l’Italia: infatti ha venduto oltre 2,3 miliardi di titoli di Stato. La banca d'affari era stata appena scelta dal già dipendente Monti che si era autoconferito con tanto di decreto poteri assoluti nel silenzio generale di Grillo, e delle forze parlamnetari e dei partiti (alla voce conflitto di interessi) per curare la vendita di Fintecna alla Cassa Depositi e Prestiti ringrazia a modo suo. GS con una mano ha venduto quasi tutti i Btp che aveva, con l'altra è corsa ad assicurarsi contro un eventuale fallimento dell'Italia. Alla fine di giugno, cioè alla fine del secondo trimestre del 2012, la banca d’affari americana per la quale il presidente del Consiglio non eletto, Monti Mario, ha lavorato dal 2005 al 2011, aveva infatti in portafoglio Btp per 191 milioni di dollari, cioè 2,3 miliardi in meno rispetto ai 2,51 miliardi che possedeva alla fine di marzo. Contemporaneamente Goldman Sachs ha investito per aumentare la propria posizione sui derivati per assicurarsi contro un eventuale fallimento dell’Italia. Si tratta dei famosi Credit default swaps (Cds), quegli strumenti finanziari che funzionano come le polizze assicurative. Insomma, la banca guidata da Lloyd Blankfein, colui che dichiarò di “fare il lavoro di Dio”, ha scommesso sul default di Roma, non prima però di aver aiutato lo Stato a “vendersi” cioè a regalare non senza il sacrosanto aiutino giudiziario della CIA, il gioiello tricolore. La holding che controlla fra le altre Fincantieri e Tirrenia è infatti di proprietà del ministero dell’Economia, così come la Cassa Depositi e Prestiti.
Sassoon connection - Ne ha macinata di strada il nostro “ufficiale di collegamento”, uno dei pochi a dichiarare di ignorare chi sia Beppe Grillo. C'è da credere ad uno pescato con le grinfie nella marmellata?  Tanto è vero che nel tempo è diventato Board Member e Presidente del Comitato Affari Economici dell’American Chamber of Commerce in Italy, la camera di commercio americana in Italia, «un ponte qualificato tra Italia e Stati Uniti con un network di cinquecento soci che include il cuore del mondo produttivo italiano, un gruppo di aziende ad alto tasso di internazionalizzazione capace di rappresentare il 2% del PIL nazionale». In concreto: una super lobby di multinazionali, fondazioni, banche e grandi gruppi che assembla le forze per tutelare i propri interessi e che promuove lo sviluppo dei rapporti commerciali tra Italia e USA. Per rendere bene l’idea di quanto esteso sia questo cartello basta leggere i nomi di alcuni dei gruppi presenti in Amcham unitamente ad Aspen: Standard & Poor's, Philip Morris, IBM, Microsoft, ENI, Enel, Intesa San Paolo, Sisal, Rcs Editori, Esso, Bank of America, Coca Cola, Fiat, Fincantieri, Finmeccanica, Italcementi, Jp Morgan, Pfizer, Rai, Sky, Unicredit, Merrill Lynch, Basf, BNP Paribas, CIR, Credit Suisse, Deutsche Bank,  GDF Suez, Glaxo SmithKline, Google, Gruppo Marcegaglia, H3G, Impregilo, Italcementi, Mediaset, Pfizer, Farmindustria, Poste Italiane, Rcs, Sanofi-Aventis, Shell, Sisal, Sky, Siemens, Telecom, The Royal Bank of Scotland.
Enrico Sassoon si è accomodato fianco a fianco con gli stessi componenti dell’Aspen Institute Italia, think tank tecnocratico, diretta emanazione del famigerato Club Bilderberg. In un Comitato Esecutivo Aspen abbiamo scovato - oltre che Sassoon della Casaleggio - anche Mario Monti, John Elkann, Romano Prodi, Giulio Tremonti, tutti componenti italiani del Bilderberg Group. Nell’Aspen figura anche Lucia Annunziata, Fedele Confalonieri e Giuliano Amato (aspirante presidente della Repubblica). 

Qualche riflessione. Come è possibile che la Casaleggio, spin doctor ed influencer di Grillo e del Movimento 5 Stelle, abbia il suo membro più importante all’interno di un Istituto popolato da quelli che dovrebbero in realtà essere i nemici dichiarati proprio di Grillo? Qual è la ragione? Quando è stato scoperto, ma soltanto dopo, Sassoon è stato costretto a dimettersi con una lettera aperta pubblicata dal Corriere della Sera, giocando alla vittima di un complotto. E non sorprende tutto lo spazio in pagina dedicato dal Corsera.
Non è tutto.  Il dominio beppegrillo.it risulta intestato ad un certo Emanuele Bottaro di Modena, e potrebbe trattarsi di un normale prestanome (ma la trasparenza?), a destare sospetti è la domiciliazione del gestore tecnico del dominio, in via Jervis 77 a Ivrea. Lo stesso indirizzo della sede legale Olivetti, gruppo Telecom Italia. Niente di strano? Gianroberto Casaleggio fa decollare la sua avventura professionale proprio nella Olivetti, guidata all’epoca da Roberto Colaninno, già presidente di Alitalia e padre di Matteo, ex deputato del Pd. Poi Gianroberto inizia la scalata sociale e diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel. A fine giugno 2002 Olivetti cede la propria quota del 50 per cento in Webegg S.p.A. a I.T. Telecom S.p.A., che nel frattempo partorisce Netikos Spa, dove il più famoso dei Casaleggio partecipa al Cda con Michele Colaninno (secondogenito di Roberto e presente nel Cda Piaggio). Nel 2004, il guru di Grillo fonda - con altri dirigenti Webegg e con Enrico Sassoon - la Casaleggio Associati, attuale editore di Beppe Grillo.
Mediobanca - «L’esito delle elezioni del 24 – 25 febbraio sta diventando sempre più incerto» e «lo scenario più probabile è quello di nuove elezioni nel medio termine». Questa l’analisi di Mediobanca Securities, in uno studio diffuso il 18 febbraio e curato dall’analista equity Antonio Guglielmi. L’analista di Piazzetta Cuccia rileva che, quella che a novembre sembrava una facile vittoria che avrebbe portato a un governo Bersani forte, non è più tale. «Appare inevitabile una coalizione Bersani-Monti, magari allargata ad altri partiti minori. In ogni caso questo non porterebbe a un governo Bersani forte, non è più nel pronostico. Come insegna la storia italiana, più ampia è la coalizione, più debole è la sua efficacia. Realisticamente - evidenzia il rapporto - noi riteniamo estremamente bassa la possibilità per l’Italia di assicurarsi un governo solido e coeso in grado di rimanere in carica per i prossimi cinque anni». Quindi, «presto potrebbero essere in vista nuove elezioni».
Tali deduzioni si basano verosimilmente sugli esiti dei sondaggi elettorali più recenti. Berlusconi – scrive la banca d’investimento – è in un trend di recupero e il Movimento 5 stelle sembra indirizzato a essere il vero vincitore di queste elezioni, con circa il 20% dei voti. Due elementi che renderebbero ancora più debole un governo Pd-Monti, soprattutto al Senato. Questo rischio di sostanziale “pareggio” tra i partiti potrebbe paradossalmente rivelarsi una potenziale buona notizia per l’Italia. Lo scenario più critico, ovvero un boom dei Grillini e una vittoria sul filo di lana di Berlusconi, secondo Mediobanca impaurirebbe i mercati al punto tale da mettere sotto pressione lo spread, dando così all’Italia la scusa perfetta per chiedere alla Bce l’accesso al programma Omt. A scommettere su questo scenario è anche l’istituto bancario francese Crédit Agricole, in un recente report del suo ufficio studi sulle prospettive economiche dell’Italia nel 2013.
Non manca una professione di ottimismo da parte di Mediobanca. Grazie comunque al programma Omt elaborato da Mario Draghi e dal Consiglio direttivo della Bce, qualsiasi sia l’esito delle elezioni italiane, i mercati dovrebbero mostrare capacità di tenuta. La ricetta Mediobanca per ridurre il debito: cessioni del patrimonio pubblico. La mancata riduzione del debito pubblico è stata la principale delusione del Governo Monti, sottolinea lo studio. Nessuna riforma strutturale può dare benefici in un Paese che ogni anno deve pagare 80-100 miliardi di euro d’interessi sul suo debito. Lo studio, che tra l’altro stima a 150 miliardi il peso dell’evasione fiscale, sottolinea che non c’è spazio per tagliare le tasse e non sono fattibili neppure tagli alla spesa pubblica che colpiscano il welfare. Per ridurre il debito pubblico, Mediobanca Securities torna alla carica con la ricetta che aveva proposto lo scorso anno, ovvero l’uscita dal bilancio italiano di asset statali tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Lo spazio in questo caso è vasto.  L’Italia possiede un patrimonio pubblico di 1.789 miliardi di euro, per un debito pari a 1984 Md€ nel 2011 (attualmente ha sfondato quota 2 mila miliardi). Il Ministero del Tesoro ha avviato di recente un inventario del proprio patrimonio. Solo le concessioni (78 Md€), le partecipazioni (132 Md€) e gli immobili (425 Md€) potranno essere inclusi in un programma di vendita di attivi pubblici. 

Tranquilli , tutto a posto, è tutto calcolato. Vista la crescente impopolarità dell'ex presidente della Trilateral Commission in Europa (cioé Mario Monti), il sistema di potere aveva già pronta la "sorpresa" Beppe Grillo. Così da far credere al popolo italiano di aver spezzato le catene della casta sulla base di approssimative parole d'ordine (risparmio sugli sprechi e caccia alla corruzione). Invece, il dominio è sempre più solido.
                                            
 riferimenti:
 l'incontro segreto di Grillo e dell'ambasciatore USA:




Grillo:

http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/speciali/elezioni_politiche_regionali_2013/liste_leader_programmi.html

http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/06/il-camerata-beppe-grillo.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/02/le-menzogne-del-candidato-beppe-grillo.html#more

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2011/12/grillo-le-parole-che-non-ti-ho-detto.html

 http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2011/12/grillo-e-di-pietro-ma-chi-la-date-bere.html

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2013/02/12/news/io_grillina_responsabile_penso_a_un_governo_stabile-52486867/

Casaleggio:



http://blog.thebrickfactory.com/campaign/2006_campaign_study.pdf


Fonte

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