domenica 10 febbraio 2013

Monti deve andare oltre Davos per conquistare l’Italia


Reuters
Davos – Mario Monti stava predicando ai convertiti al meeting annuale di banchieri e leader politici a Davos. Ma per avere un successo simile alle elezioni del mese prossimo avrà bisogno di sedurre gli italiani colpiti dall’austerità e respingere un’offensiva populista.
Il primo ministro italiano, ex commissario europeo rispettato a livello internazionale e ora leader di una coalizione di centro, è stato accolto da eroe al suo arrivo al summit di due giorni del Forum Economico Mondiale, in un resort nelle Alpi svizzere .
I banchieri stranieri, che hanno avuto con Monti in un incontro a porte chiuse durato 45 minuti, hanno detto che è stato sorprendente, e l’hanno ringraziato  per aver “salvato l’Italia e l’Europa” quando 15 mesi fa prese il timone di un governo tecnico al culmine della crisi della zona euro.
Ma resta il timore che le promesse di abbassare le imposte e di una facile uscita dalla recessione fatte dal leader di centrodestra ed ex primo ministro Silvio Berlusconi possano fare presa sulla gente comune, e concludersi in un fallimento delle riforme in Italia.
“Monti ha fatto un ottimo lavoro per il tempo che ha avuto a disposizione. È della massima importanza che le sue riforme continuino ad essere realizzate dal prossimo governo” ha dichiarato Herbert Scheidt, presidente della banca svizzera Vontobel.
“La classe politica deve… smetterla di fare promesse che non può mantenere. Deve dare  ai propri cittadini un’immagine chiara della realtà”.
Il fondatore del Forum Klaus Schaub, amico di Monti, ha detto che mancava “una conoscenza più approfondita delle riforme” attuate in Italia, e ha concesso all’ex professore di economia di illustrargli i propri successi in un incontro privato.
“A nome di tutti quelli che sono qui, ti auguro di continuare sulla strada che hai tracciato,” ha detto Schwab, riferendosi alle elezioni che Monti dovrà affrontare il 24 e 25 febbraio.
Ad oggi i sondaggi danno la vittoria al Partito Democratico, di centrosinistra, guidato da Pier Luigi Bersani, che dopo le elezioni potrebbe finire con l’allearsi ai centristi di Monti.
Ma Berlusconi, che non è mai andato al Forum di Davos, sembra far progressi tra quegli italiani che ancora devono vedere i benefici delle riforme di Monti, mentre la recessione galoppa.
“Quando Monti assunse il governo, il desiderio di fare riforme era incredibilmente alto. Ora la resistenza è incredibile”, ha detto Siegfried Wolf, presidente del consiglio di sorveglianza del Sberbank Europe AG, unità dell’istituto di credito russo Sberbank.
“Per questo Berlusconi può, ancora una volta, approfittare del vento che gira, e l’Italia può finire  con un governo instabile”.
Nel frattempo, in Italia Giulio Tremonti, ex Ministro dell’economia sotto il governo Berlusconi e duro oppositore di Monti, ha criticato il primo ministro per aver perso tempo con “gli illuminati di Davos” mentre in patria imperversava la crisi dovuta ad un segreto scambio di derivati da parte del Monte dei Paschi di Siena.
L’aggravarsi della crisi nella terza banca Italiana, che ha grossi legami con il centrosinistra, rischia di erodere l’appoggio di cui gode il Partito Democratico.
Con il governo Monti, l’Italia, che era sul punto di dichiarare fallimento alla fine del 2011, è stata in grado di riconquistare la fiducia degli investitori. Gli oneri finanziari sul suo enorme debito pubblico si sono dimezzati da quando è arrivato al potere.
“Monti ha fatto molto in Italia e stiamo già vedendo i primi risultati, perché in Italia il mercato si sta stabilizzando, mentre mentre la Spagna è in costante rallentamento” ha detto Patrick De Maeseneire, amministratore delegato dell’agenzia di risorse umane Adecco, che si è intrattenuto privatamente con Monti.
(pubblicato il 27 gennaio 2013)



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