sabato 17 marzo 2012


Teddy Bimbus...un nuevo cachorro muy particular !!


Como adoro comenzar un post !!!...es signo de que algo nuevo os tengo que enseñar....y nada más emocionante que despues de una serie de decisiones y largo trabajo vengan a la luz un nuevo osito.
Material exquisito: lana de alpaca, mezcla de patrones y toda la dedicación posible.....así tenemos a Teddy Bimbus.

Cuerpo estrecho y cabeza grande...le dan ese aire de cachorro, la naríz bordada en algodon y perlé..en forma de botón ha sido un increíble acierto...y su manchita blanca todavía más...articulado en brazos y piernas.

Sus orejas afeitadas dan el contraste con el resto de la cara, redondas y paradas....atento a cualquier movimiento. Sus ojos dos bolas de vidrio color negro azabache..le dan brillo a sus ojos y vida....mucha vida!!

Que ternura...hocico corto y boca pequeña....me encanta.....percibiis lo mismo que yo???...me derrito por estos sentimientos....

Una pose con mucha clase hacen ver de este Teddy gran calidad y belleza. Está disponible para ser adoptado..!!!!
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Fonte: http://eltallerdevioleta.blogspot.com/2012/03/teddy-bimbusun-nuevo-cachorro-muy.html


Libia, la forza distruttiva delle rivalità tribali




Le rivalità e le animosità tribali continuano a essere una potente forza distruttiva che potrebbe dividere il paese, e vi sono poche speranze che le cose possano cambiare prima delle elezioni parlamentari di giugno.


Se mai una tempesta perfetta si è rovesciata sui leader arabi, è successo nel 2011. Ma il conflitto riguardo a come gestire i problemi politici della Libia si è fatto ancora più fosco martedì scorso, quando alcuni leader tribali e comandanti di milizie hanno dichiarato la loro intenzione di creare una regione semi-autonoma nella parte orientale del paese – vale a dire nella Cirenaica, meglio conosciuta in arabo come Barqa.
Divisa, la Libia è destinata a disintegrarsi in entità politiche economicamente irrilevanti, eventualmente con la notevole eccezione della Cirenaica. Barqa è la parte del paese che ha le maggiori riserve di petrolio e gas naturale. E’ anche una ricca regione agricola, soprattutto la zona montuosa costiera che riceve il più alto tasso di precipitazioni nel paese. E la Cirenaica è stata la culla della rivoluzione, il centro della rivolta che ha portato al rovesciamento del regime del defunto leader libico Muammar Gheddafi.

“Questo è un precedente molto pericoloso; è un palese invito alla frammentazione. Lo respingiamo nella sua interezza”, ha dichiarato Fathi Baja, responsabile degli affari politici del Consiglio Nazionale Transitorio (CNT) che governa la Libia, riferendosi all’annuncio di martedì scorso.
Il CNT è passato da una crisi all’altra, dopo il raccapricciante assassinio di Gheddafi avvenuto lo scorso ottobre. Coloro che criticano il CNT sostengono che l’annuncio di martedì sia probabilmente una ferita auto-inflitta. Il CNT ha cercato di ottenere popolarità, ma ha lasciato le redini del potere reale nelle mani delle milizie locali sparse in tutto il paese. I leader della Cirenaica, naturalmente, avevano il diritto di chiedere l’autonomia o l’autogoverno.
I leader tribali e i miliziani della Cirenaica hanno eletto Ahmed Al-Zubair, il prigioniero politico rimasto più a lungo in carcere sotto Gheddafi in quanto leader della Libia orientale. Al-Zubair è un discendente dell’ultimo sovrano libico, re Idris, ed il suo orientamento ideologico è decisamente islamista.
L’ultima svolta in questa epopea dell’incompetenza da parte del CNT sta nel fatto che esso non è riuscito a capitalizzare la sua iniziale supremazia nella parte orientale del paese. L’incontro fra i leader tribali e i signori della guerra della Cirenaica si è svolto proprio a Bengasi, seconda città della Libia e centro economico della Cirenaica.
I principali raggruppamenti tribali della Cirenaica erano rappresentati all’incontro; essi comprendono gli Ubaidat, i Mughariba e gli Awajir. Le tribù della parte sud-orientale del paese (tecnicamente sotto l’amministrazione della Cirenaica) come i Toubou, erano invece sottorappresentate. La ragione è che sono sospettate di appartenere ai gruppi più fedeli a Gheddafi. E la reazione della leadership del CNT alla notizia della proposta di autogoverno in Cirenaica è stata a dir poco furiosa.
I leader della Cirenaica, tuttavia, si sono affrettati a placare i timori delle autorità del CNT a Tripoli. “Siamo contro le divisioni, e contro ogni mossa che danneggi l’unità del paese. Il federalismo non significa divisione, ma unità”, ha spiegato Fadl Allah-Haroun, un leader miliziano della Cirenaica. “Non stiamo parlando di cambiare la bandiera e l’inno nazionale. Stiamo parlando di un’amministrazione separata che si occupi dei nostri problemi particolari e delle nostre preoccupazioni. Vogliamo un parlamento regionale che diventi il luogo per deliberare sulle questioni regionali. Vogliamo anche gestire i nostri affari finanziari “, ha chiarito Haroun.
Una simile richiesta, tuttavia, non potrebbe suonare peggio alle orecchie del CNT a Tripoli. La scelta di tempo dell’incontro di Bengasi è inquietante. Essa ha avuto luogo proprio nel momento in cui si stanno formando i partiti politici in vista delle elezioni parlamentari di giugno. I primi a crearne uno sono stati gli islamici, che sembrano intenzionati a monopolizzare la scena politica.
I Fratelli Musulmani libici hanno collaborato con altri islamici politicamente indipendenti ma ideologicamente affini, e con altri gruppi di tendenza religiosa, per formare il Partito “Giustizia e Costruzione”.
Vi è stato tuttavia ben poco del consueto clamore che spesso accompagna la formazione di un nuovo partito politico. “Il nostro obiettivo è la diversità, e uno stato di diritto in cui si rispettino le differenze di opinione”, ha dichiarato Mohamed Sawan, che è stato eletto leader del nuovo partito. “Questa è la conferenza di fondazione di un partito nazionale e civile con un quadro di riferimento islamico. Tale partito è stato creato dai Fratelli Musulmani e da molti indipendenti che non sono affiliati a nessuna organizzazione islamica”, ha dichiarato Lamine Belhadj, un alto funzionario del CNT che presiede il comitato che ha lavorato per impostare il nuovo partito islamico moderato.
Compiendo questo passo, la Fratellanza Musulmana libica promette di seguire le orme della sua casa madre egiziana. Il movimento dei Fratelli Musulmani in Libia fu fondato nel 1949 da una costola dell’omonima organizzazione egiziana. Tuttavia, Gheddafi lo mise al bando. L’organizzazione non ha pertanto potuto tenere incontri pubblici fino al novembre 2011, quando il leader libico era ormai stato assassinato. Tuttavia, non è ancora chiaro quali saranno le politiche regionali del movimento, soprattutto a livello arabo e africano. La Libia di Gheddafi ha rappresentato una potenza nella politica continentale africana.
Il Partito “Giustizia e Costruzione” non ha specificato quale sarà la sua politica africana, ma è chiaro che essa sarà orientata alle nazioni musulmane del continente, e che rafforzerà i legami con quei paesi arabi in cui i partiti affiliati alla Fratellanza Musulmana hanno ottenuto buoni risultati alle elezioni parlamentari, compreso l’Egitto. E’ anche probabile che tale politica sarà tesa a consolidare i rapporti con i paesi arabi del Golfo, ricchi produttori di petrolio.
In ogni caso, la Libia ha già indicato di essere pronta ad adottare una linea più indipendente sia dalle potenze occidentali e che dai paesi arabi conservatori del Golfo.
Malgrado i profondi dubbi presenti nella base del CNT, il fatto che molti membri del Consiglio siano devoti alla causa della Fratellanza Musulmana mette il nuovo partito nella posizione di poter di giocare un ruolo politico centrale nella Libia post-Gheddafi.
Tuttavia, la nuova leadership libica ha sottolineato che sostanzialmente non intende modificare l’orientamento regionale e continentale che la Libia aveva sotto Gheddafi.
“La Libia è parte integrante del suo vicinato africano, arabo e mediterraneo. Siamo pronti a collaborare con tutti,” ha dichiarato il primo ministro libico Abdel-Rahman Al-Keib ai giornalisti presenti a Tripoli.
In termini generali, questo è ciò che deve accadere – e che molto probabilmente alla fine accadrà. “I confini della Libia rappresentano una linea rossa che non può essere oltrepassata”, ha affermato dal canto suo Mohamed Sennoussi, un rappresentante del gruppo etnico Toubou, geograficamente concentrato nella città sudorientale di Kufra. I gruppi tribali come i Tuareg e i Toubou, che erano a favore di Gheddafi, devono essere incorporati e integrati pienamente nel nuovo ordinamento politico in Libia. Si tratta di una sfida che il CNT dovrà affrontare nei prossimi mesi. Le rivalità e le animosità tribali continuano ad essere una potente forza distruttiva che potrebbe dividere il paese. Il CNT deve sforzarsi di unire insieme tutti i diversi gruppi etnici, anche quelli più scontenti. Fino a questo momento non vi è alcun segnale positivo in proposito, e vi sono poche speranze che le cose possano cambiare prima delle elezioni parlamentari di giugno.


di Gamal Nkrumah
Gamal Nkrumah è un giornalista egiziano di origini ghanesi, esperto di questioni africane

Original Version: All in it together

Traduzione di Roberto Iannuzzi
Fonte: Medarabnews


Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/nuovediscussioni2/~3/vW9mxr3JMuk/libia-la-forza-distruttiva-delle.html


Viridian script molto piccolo e ricco di funzionalità per riprodurreflussi audio da un server Ampache.


Viridian Player è un front-end per il server Ampache per inviare e ricevere meta-dati e le informazioni del flusso dal server Ampache.


Viridian è scritto in Python ed è molto piccolo e ricco di funzionalità, che lo rende ideale per installazioni minimaliste.


Alcune delle caratteristiche evidenziate di Viridian:




  • Creare e salvare playlist personalizzate.


  • Esportare playlist create in Viridian per essere importate in Ampache.


  • Scaricare brani direttamente da Viridian.


  • Creare copertine degli album da Ampache in Viridian.


  • Notifica messaggi OSD quando si passa da canzoni o una canzone termina lo scaricamento


  • Silenzioso e ri-autenticazione Ampache (se la sessione scade per qualsiasi ragione)




  • Seek / scrub canzoni in streaming
Server XMLRPC per comunicare con Viridian


Questa versione presenta le seguenti nuove funzionalità:


* Possibilità di esportare le playlist locali in file M3U deve essere letta da un server Ampache (grazie: porthose)
* Le Correzioni per schiantarsi relativi a caratteri non validi in XML (grazie: Geoffrey Anderson)
* Supporto per le generazioni più recenti Ampache Nightly (3.6) correggendo il Viridian modo le richieste di informazioni da Ampache
* Problemi risolti con Viridian quando si tenta di visualizzare le playlist da un server che non hanno effettuato playlist
* Directory di download predefinita impostata in ~ / Downloads se la cartella esiste ... questo avrebbe dovuto essere lì fin dall'inizio
* Aggiunta la possibilità di controllare Viridian con i tasti multimediali sulla tastiera, anche quando Viridian non è attivo


Download:




Ampache, Banshee e Viridian.

Per installare Ampache semplicemente digitare da terminale:


sudo apt-get install mysql-server Ampache


Ora aprite il vostro browser preferito e puntare alla propria installazione di solito Ampache http://localhost/ampache. Seguire le istruzioni di installazione Web per completare l'installazione.


Come tutti sappiamo Banshee è il lettore multimediale predefinito in Ubuntu da Natty Narwhal in poi.


C'è un estensione che si può installare che vi permetterà di accedere al server Ampache con Banshee.


sudo apt-get install banshee-extension-Ampache


Ora, una volta finito lo troviamo in:


Modifica> Preferenze> Estensioni




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Questo vi porterà indietro nell'interfaccia utente principale di Banshee. Ora nella sezione "Online Media" clicca su "Ampache". Questa parte del processo potrebbe richiedere un po 'a seconda delle dimensioni della vostra collezione musicale.




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Come si può capire dalla schermata ora avete l'integrazione dei suoni.

Se invece avete instalato Kubuntu nel vostro PC la situazione si dovrebbe presentare così:


Vi è il supporto per Ampache costruito a destra in Amarok, non c'è bisogno di installare nulla.


Dopo il lancio Amarok, basta andare su:


Impostazioni> Configura Amarok> Servizi Internet


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Fare clic sulla casella di controllo. Si aprirà la finestra di dialogo "Add Server". Facciamo clic su "Add Server" nella parte superiore a sinistra della finestra di dialogo. Si aprirà un'altra finestra di dialogodove dobbiamo mettere le informazioni del server:


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Dopo aver cliccato su "OK" più volte torniamo all'interfaccia utente principale di Amarok. Ora è necessario fare clic sulla sezione "Internet" nel menu a sinistra di Amarok.


viridian2


Ora cliccate su "Ampache" nel menu di sinistra:


viridian1


Amarok si collegherà al server per indicizzare la tua musica, l'operazione potrebbe richiedere un po 'a seconda delle dimensioni della vostra collezione musicale.


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E per quelle persone che non amano utilizzare un lettore pesante come Banshee o Amarok, c'è Viridian.


Viridian è scritto in Python e usa GStreamer per la riproduzione.


Per installare Viridian è molto semplice digitando come al solito da terminale:

sudo apt-get install viridian

Una volta terminata l'installazione Viridian lancio lìapplicazione. Si aprirà una finestra di dialogo per inserire le informazioni sul server:


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Dopo aver inserite le informazioni sul server fare clic sul pulsante di salvataggio Viridian si collegherà al server Ampache e iniziarà a indicizzare la tua collezione musicale.


Questa operazione potrebbe richiedere un po' di tempo a seconda delle dimensioni della tua playlist.




Un tutorial completo lo trovate in questa pagina







Google


Ricerca personalizzata


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Fonte: http://reubuntu.blogspot.com/2012/03/viridian-script-molto-piccolo-e-ricco.html


Giochi piante gratis - Mushroom madness

gioco Mushroom madness


Nel gioco Mushroom madness devi difendere i funghi nel tuo giardino da porcospini, orsi ecc. che provengono dal bosco. Raccogli le monete, proteggi il tuo giardino!



Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/Stranepiante/~3/RiF9eF62AGw/giochi-piante-gratis-mushroom-madness.html


The Genus Hoya - Species & Cultivation di Andrers Wennstrom & KatarinaStenman

the genus hoya - species & cultivation- il genere hoya


Il testo The Genus Hoya - Species & Cultivation è la prima edizione inglese del 2008 di un precedente testo svedese degli stessi autori Andrers Wennstrom & Katarina Stenman; Esclusivamente dedicato alle piante del genere Hoya.


Si tratta di un bel libricino, con copertina rigida, interamente a colori di 144 pagine dedicato alla coltivazione e identificazione delle Hoya.
Ricco di foto, ne ha mediamente 2 per pagina, è suddiviso in:
- Introduzione
- Tassonomia
- Hoya in natura
- Morfologia delle Hoya
- Impollinazione
- Coltivazione
- Propagazione
- La sezione delle Specie
- Indice

Leggi il seguito per altre foto ed informazioni...

Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/Stranepiante/~3/n2F5PGIp6Yw/genus-hoya-species-cultivation-di.html

venerdì 16 marzo 2012


Come Avaaz sponsorizza la propaganda di guerra

da moonofalabama.org.
Con Aggiornamento a cura di Megachip.




Dalla Siria stanno uscendo dei falsi servizi video e abbiamo buoni motivi per credere che siano perlomeno sponsorizzati dalla Fondazione statunitense Avaaz. Permettetemi di raccomandarvi di guardare questo video. “Danny”, un cittadino giornalista partecipativo, si prepara per una diretta con Anderson Cooper della CNN. La zona è tranquilla. In realtà, non accade nulla e non si sentono spari finché non è in diretta TV. A quel punto, improvvisamente, urla di colpi di mortaio e di “200 morti nelle ultime tre ore”, mentre il rumore di colpi si sente sul fondo. Assistiamo a“Wag the Dog” Parte Seconda.


“Danny” è un amico di Khaled Abu Saleh, del quale abbiamo parlato qui, a proposito dei vari video falsi che lo ritraevano ferito. Li potete vedere insieme, in questo video, con “Danny” nella parte del civile spaventato che chiede aiuto e Khalid Abu Saleh ancora nella parte del ferito.




Come ha scritto, ieri, As’ad Abu Khalil:

“Sembra che il regime siriano abbia degli agenti tra i ribelli oppure che abbia ottenuto da Baba Amr (Distretto di Homs n.d.t.) una collezione di spezzoni di video. Li hanno diffusi, senza sosta. Sono una completa condanna. Mostrano il corrispondente o il testimone (per la CNN o per AlJazeera), prima che sia in onda e il suo comportamento è drasticamente differente da quello che mostra, quando è in onda. Mostrano anche rumori inventati di esplosioni, programmati a tempo per la messa in onda. Devo dire che AlJazeera e la collegata Ikhwan vincono il premio per il maggior numero di bugie dette durante questa crisi. Le loro bugie sono alquanto utili al regime siriano che, ora, riempie lo spazio televisivo con la denuncia delle bugie e delle esagerazioni di Ikhwan e dei suoi legami con l’opposizione siriana.

p.s. E’ davvero scandaloso. Il video mostra quanto avviene prima che AlJazeera mandi in onda il servizio: si vede un finto bendaggio applicato a un bambino e, poi, a una persona viene ordinato di tenere la camera a mano, così da far sembrare che si tratti una ripresa mobile. Un bambino viene indottrinato su cosa dire a AlJazeera.”.

Il video con il bambino ferito (che non è ferito) è qui (la denuncia pubblica su sate3).





Qui, il video con i sottotitoli in Inglese. Il video mostra Kahled Abu Saleh mentre prepara il bambino per la sua testimonianza ad AlJazeera e quello che AlJazeera ha, poi, mandato in onda.

Tutta questa intera ribellione, almeno sui media occidentali, è in gran parte fondata su questi video di propaganda. E’ da notare che le apparecchiature per queste acrobazie televisive sono arrivate tramite Avaaz, una fondazione statunitense progressista di attivisti, che in origine ha fatto attività online ma che, ora, si è trasformata in un’operazione che con azioni di contrabbando muove giornalisti e apparecchiature in Siria.Innanzitutto, Avaaz ha spedito centinaia di migliaia di dollari di apparecchiature di comunicazione, telefoni satellitari e connessioni internet conosciute come BGAN che hanno permesso a chi protesta di avere un contatto con l’esterno.

Così come accaduto per i primi impegni nella primavera araba, in Tunisia e in Libia, hanno capito che il solo equipaggiamento non bastava: chi protestava aveva bisogno di sapere come utilizzarlo, se si voleva che fosse utile. Così, Avaaz ha inviato degli istruttori che potessero fornire le basi per l’uso dei telefoni satellitari, così come un addestramento di base sul giornalismo civico partecipativo.

I rapporti che arrivano dai cittadini-giornalisti, addestrati da Avaaz a Homs e in altre zone chiave del conflitto, trasmessi attraverso il Centro comunicazioni di Avaaz, fuori del Paese, sono stati le maggiori fonti di informazioni sulla ribellione e sulla repressione nel sangue del regime, usati dalle testate giornalistiche nel mondo.

Il che poi consiste nei reports propagandistici di “Danny” e Khaled Abu Saleh e loro simili. Da notare che Khaled Abu Saleh era anche nel video della giornalista ferita Edith Bouvier che Avaaz ha fatto entrare e, successivamente, uscire dalla Siria.




C’è, quindi, un legame tra Avaaz e questi finti reporters. Da dove pensate che arrivino le costose apparecchiature che “Danny” e Khalid usano e che consente loro di apparire, con i loro falsi video, sulla CNN e su AlJazeera?

Sulla sua pagina informativa, Avaaz dice di “essere completamente finanziata dai suoi membri”. Mentre la pagina web ha un pulsante per le donazioni, non è chiaro cosa significhi “finanziata dai suoi membri”. Secondo l’ultima dichiarazione dei redditi redatta con il Modulo 990, la “Fondazione Avaaz è composta da due membri: Res Publica (U.S.) Inc. e Moveon.org Civic Action”. Sono, dunque, questi i due membri che finanziano Avaaz? Dal Modulo 990, che sembra riveduto, non ci è chiaro da dove arrivino i soldi a Avaaz (oltre 6 milioni di dollari nel 2010), né dove vadano. Potrebbe trattarsi di una nuova organizzazione non –governativa finanziata dal Governo USA, come la «National Endowment for Democracy» o l’«International Republican Institute» che agiscono come organizzazioni di facciata per la CIA e altri servizi segreti?






Traduzione per Megachip a cura di Marisa Conte.









Aggiornamento.

a cura di Megachip.



Di fronte al montare dello scandalo in rete sul caso Danny, la CNN ha provato a correre ai ripari con una strana intervista allo stesso Danny. Un'intervista in cui, pur non scusandosi con il pubblico - le grandi catene televisive preferiscono quanto più possibile evitare simili cospargimenti di cenere - la CNN fa dire fino in fondo a Danny che lui non è un giornalista obiettivo, che fiancheggia l'armata clandestina, che il video era una manipolazione, che lui non ha preso un centesimo dalla CNN. Per un Danny "bruciato" e sacrificato, quanti sono i falsi reportage sulla Siria che si riversano impunemente sull'opinione pubblica mondiale?





“Danny” non è certo il primo caso in cui i grandi media vengono scoperti come gatti con il sorcio in bocca mentre alimentano un circuito di notizie che vogliono portare al climax dell'intervento in Siria. Come fu ad esempio nel caso della “Gay Girl in Damascus”, che anziché una lesbica vessata da Assad risultò essere un americano quarantenne che viveva in Gran Bretagna. Gran parte dei resoconti dalla Siria vengono fatti risalire a notizie “basate su attivisti” di questo tipo.
Sulle ali di questo sistema informativo, l'amministrazione Obama si muove intanto a piccoli passi verso la posizione del repubblicano McCain: Panetta Says U.S. Weighs Military Action on Syria.



Fonte: http://pino-cabras.blogspot.com/2012/03/come-avaaz-sponsorizza-la-propaganda-di.html


Come funziona il cervello empatico femminile












Tra le tante riviste che leggo ormai da molti anni, Millionaire e Mente & Cervello sono quelle che hanno aperto di più la mia mente.

Sono i due mensili che più spesso, e più di altri, mi hanno offerto un valido spunto per scrivere un articolo, preparare una conferenza o, come in questo caso, approfondire l'argomento di un ebook.

Può sembrare banale, ma queste due riviste, l'una per un verso e l'altra per un altro, hanno ampliato la mia cultura.

Senza di loro, probabilmente, molte delle cose che oggi so non le avrei mai apprese.

Dato che non butto via mai nulla, e ho centinaia di copie delle due riviste, partendo dal 1992 per Millionaire e dal 2004 per Mente & Cervello, quando ho deciso di scrivere questo nuovo ebook ho inteso ampliare le mie conoscenze sull'argomento e mi sono mezzo pazientemente a sfogliare un pò di copie di Millionaire.

Così facendo ho scoperto che, già nel numero di ottobre 2004, l'argomento del "cervello empatico femminile" era stato trattato con un articolo della giornalista Cristina Galullo.

L'articolo si intitolava Uomini e Donne: istruzioni per l'uso.

Nel suo articolo la Galullo evidenziava come, per ragioni biologiche e culturali, uomini e donne siano diversi.

L'uomo privilegia l'azione e l'efficienza, la donna la collaborazione e l'empatia.

I punti più interessanti che la giornalista di Millionaire evidenziava sulle donne erano i seguenti:

1. le donne utilizzano entrambi gli emisferi cerebrali per tutte le azioni che svolgono;

2. sono più capaci di ascoltare. Prestano maggiore attenzione al tono della voce e al linguaggio del corpo;

3. hanno sviluppato nel tempo maggiore capacità di cercare, vagliare, selezionare;

4. la soddisfazione delle donne è direttamente proporzionale alla qualità delle loro relazioni;

5. tendono a condividere i problemi e durante una negoziazione cercano sempre un accordo amichevole, che possa soddisfare tutti.

Già da questo articolo si evinceva che la donna, a differenza dell'uomo, ha una maggiore capacità comunicativa per natura e costruisce i suoi rapporti relazionali su basi empatiche: tende, cioè, a cercare di capire e comprendere emotivamente chi ha davanti.

Non ho ancora avuto il piacere di parlare personalmente con Cristina Galullo e, in tutta franchezza, non so dirti come sia arrivata a queste conclusioni.

Tuttavia ho la sensazione che anche lei abbia letto, come me, i libri di Simon Baron-Cohen, dei coniugi Allan e Barbara Pease, di Marianne J. Legato, di Catherine Vidal, di Dorothèe Benoit-Browaeys, di Marie Borriel, di Louann Brizendine e di tanti altri esperti del cervello femminile...


Tratto da: Cosa Vogliono le Donne? di Giancarlo Fornei

Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/ConoscereECapireLeDonne/~3/tE_A8AJ7wqk/come-funziona-il-cervello-empatico.html


Piramidi.






Fonte: http://vukicblog.blogspot.com/2012/03/piramidi.html


Senegal, un Paese in declino tra Sall e Wade



Il prossimo 25 marzo in Senegal avrà luogo il ballottaggio per la nomina del nuovo presidente della repubblica. Si contendono il posto il vecchio presidente Abdoulaye Wade, al suo terzo mandato se risulterà vincitore, e l’ex primo ministro Macky Sall. Wade ha ottenuto al primo turno il 34,8%, mentre Sall il 25,5%.
Le elezioni sono state precedute da violenti scontri, con almeno 6 morti, contro la ricandidatura del presidente in carica che aveva promesso di non ricandidarsi più dopo il suo secondo mandato (pure quello al centro di contrasti per brogli), mentre, successivamente, alla veneranda età di 86 anni ha deciso di continuare a rimanere sulla poltrona di presidente della repubblica.
Fra i contestatori di Wade e della sua legge truffa, anche il celebre cantante Youssou N’Dour, che è stato escluso dalle elezioni per mancanza delle firme necessarie alla presentazione della sua candidatura. In realtà, il cantante ne aveva presentate 12.963 contro le 10.000 richieste ma durante la fase di conteggio gliene hanno annullate oltre 4.000 e così non ha raggiunto la quota necessaria. Vi sono state durissime proteste e scontri ma alla fine N’Dour non ha corso per il primo turno delle elezioni presidenziali. Oggi ha già detto che sosterrà Sall perché il mammut Wade se ne deve andare ed è stato uno degli oppositori alla legge truffa di Wade, che prevedeva la vittoria diretta senza ballottaggi se si superava il 25% dei consensi da parte di un candidato. Da queste proteste è nato il Movimento 23 giugno (M23), nome che indica la data di inizio nel 2011 delle vittoriose rivolte contro quella legge.
Personaggio sicuramente controverso è, invece, il presidente uscente Wade: esponente del Partito democratico Senegalese (Pds), al potere dal 2000 e grande amico degli Stati Uniti e Francia, che lo hanno da sempre considerato paladino della democrazia in Africa, anche quando era già ben evidente che di democratico egli avesse ben poco. Addirittura, nel 2004, il National Democratic Institute dell’ex segretario di Stato Usa, al tempo di Clinton, Madaleine Albright lo premia come campione di democrazia anche se le voci di corruzione e di poca osservanza dei dettami della democrazia fossero già ben conosciute in Senegal e non solo. È una vecchia storia: gli Stati Uniti hanno parametri tutti loro per definire democratico o meno un paese. E la regola aurea per stabilirlo è se esso è funzionale o meno ai loro interessi! E anche su questo sia i Repubblicani che i Democratici , due facce della stessa medaglia, usano lo stesso metro di giudizio.
Solo per citare alcuni freddi dati, che però dicono molto di un paese, i 14 milioni di senegalesi, oggi, hanno una vita media di 59 anni e qualche mese, un tasso di analfabetismo del 41% e un accesso all’acqua potabile per un 77% della popolazione. In questo contesto il presidente Wade, nel 2010 in occasione del 50° anniversario dell’indipendenza, o meglio della Rinascita africana, avvenuta nell’agosto del 1960, ha pensato bene di far costruire una statua di oltre 50 metri, da lui progettata, e dal costo non indifferente di ben oltre i 20 milioni di euro, alcuni dicono 27. Una statua che ha provocato ulteriori e fortissime proteste della popolazione contro uno spreco inusitato del denaro pubblico. Ma non solo. Il Senegal ha una legislazione che prevede il reato di omosessualità. Non molto tempo fa sono stati incarcerate 9 persone gay e condannate a 5 anni per omosessualità e ad altri 3 per associazione a delinquere. Nel 2008 un editore è stato minacciato di morte per aver pubblicato foto di un matrimonio gay e poi perseguito dalla giustizia per quel servizio.
Ma l’avere amicizie importanti fa superare qualsiasi problema e l’amicizia con la Francia, che affonda le radici ovviamente nel processo di colonizzazione del paese, si rafforza ulteriormente negli anni ottanta quando, insieme agli Stati Uniti, i francesi impongono “suadentemente” al paese africano, al fine di concedere prestiti, rigide cure liberiste messe a punto dal FMI e dalla Banca Mondiale. In Italia, ad esempio, le stiamo sperimentando proprio in questi anni, con la stessa “suadente” capacità narrativa, ieri di Berlusconi ed oggi di Monti. La ricetta per il paese africano è la solita: privatizzazioni selvagge e fine delle sovvenzioni all’agricoltura senegalese, con il puntuale aumento dei costi al consumo e di produzione e un’ondata di povertà che si abbatté sugli agricoltori senegalesi che hanno avuto la sfortuna di non nascere negli Usa o in Europa, dove invece le sovvenzioni possono essere applicate.
Si parlava prima del 50° anniversario della liberazione dal potere coloniale e la folle spesa del presidente Wade per una statua. La liberazione dai francesi del 1960 avvenne attraverso alcune operazioni politiche. Nel 1955 vi fu la nascita della federazione del Senegal con il Gambia francese (che poi diverrà il Mali); nell’aprile del 1960 la federazione del Mali si rende indipendente dalla Francia e nell’agosto dello stesso anno anche il Senegal si rende indipendente dalla federazione e nasce l’odierno stato che conosciamo. A guidare la liberazione c’era un personaggio che ha rappresentato molto nella storia del paese e dell’intero continente africano: Leopold Sèdar Senghor. Fu lui, padre del Senegal, che insieme al poeta della Martinica Aim concepirono il concetto di negritudine, che ha poi improntato di sé una parte ampia della vita politica e culturale del continente. La negritudine in Senghor è il rifiuto netto dell’assimilazione culturale da parte della società francese. E’ lo strumento per liberarsi dall’immaginario collettivo pittoresco del suo paese e per gettarsi nel movimento solidale che si è creato nel mondo contemporaneo. Senghor aveva alle spalle un periodo intenso di lotta nella resistenza antinazista francese, e con quel bagaglio arriva ad affermare che la società agricola africana tradizionale è essenzialmente collettivistica e dunque non ha bisogno di costruirsi un nuovo socialismo, perché essa è già socialista. Senghor è fra i padri dell’idea di socialismo africano che permeò gran parte del movimento progressista africano in quei decenni con i suoi pregi e i suoi limiti, che non approfondiamo per motivi di spazio. Una delle riforme istituzionali di Senghor stabilì in tre partiti il numero sufficiente per la vita politica del suo paese. Essi erano: il Partito democratico (liberal democratico), il Partito africano per l’indipendenza (marxista) e il Partito socialista che fu il suo partito. Senghor si ritirò dalla presidenza del paese nel 1980 dopo due decenni di permanenza al potere lasciando il paese al suo successore Diouf, anch’egli del Pss, che vinse le prime elezioni senza Senghor. Diouf allargò le maglie politiche e nacquero altri 14 partiti senegalesi. Ma il cambio di guida del paese ebbe effetti negativi per la diversità e il minor spessore politico di Diouf rispetto a Senghor.
Negli anni novanta viene condonato al paese un debito estero per 42 milioni di dollari grazie ai servigi resi agli Usa nella guerra del Golfo; mentre il FMI concede un nuovo prestito di 51 milioni di dollari, tanto per non allentare il cappio al collo. La situazione complessiva del paese, in quel decennio, crolla anche a causa del calo dei prezzi dei prodotti di esportazione che sono la principale risorsa del Senegal. Le necessità portarono Diouf a chiedere nuovi prestiti internazionali, che aggraveranno la situazione creando nuove e più accentuate tensioni sociali e scontri con le forze di opposizione guidate da Wade. Egli venne incarcerato e poi fuggì in esilio. La politica del governo Diouf venne condannata puntualmente dal Parlamento europeo e dal Congresso degli Usa, anche perché Wade era ormai passato armi e bagagli dalla parte degli statunitensi. Ed, infatti, grazie a loro Wade entrerà nel governo di Diouf. E con il suo ingresso partono riforme legislative gradite al FMI e agli Usa in quanto tendono ad allargare velocemente le privatizzazioni e l’apertura del mercato senegalese alle compagnie di investimento straniere. Un copione ben collaudato. Siamo nel 1995, nella cosiddetta “Decade Perduta” che in America latina e ora anche in Africa, a causa delle politiche liberiste dell’occidente, è tristemente attiva.
Ma veniamo ai giorni nostri. Wade, dicevamo, è stato indicato come paladino della democrazia in Africa e anche “Nessuno Tocchi Caino” ha pensato bene di non sfuggire alla ghiotta occasione di dargli un riconoscimento nel 2005. Wade, sospettato fortemente di aver aderito a logge massoniche nei suoi anni di mandato, ha ritoccato per oltre 15 volte la costituzione del paese esautorando sempre più il parlamento a favore del governo e ampliando i poteri del presidente. Non più di un anno fa ha anche avanzato la proposta di abolire il senato, oltre alla legge truffa che abbiamo già visto. Nei suoi anni corruzione, nepotismo, violazione dei diritti civili e limitazione della libertà di stampa hanno caratterizzato bene il tratto peculiare del suo potere. Se non conoscessimo le logiche politiche degli Usa e dell’Unione Europea si dovrebbe rimanere basiti per come per tanti anni questo soggetto sia stato considerato un fervente democratico e un esempio per tutta l’Africa occidentale e non solo. Infine, neppure Wade ha ancora definitivamente chiuso il problema della Casamance, nato nel 1982 in quella provincia meridionale abitata dall’etnia Diole che professa culti animisti e da sempre rivendicano la loro indipendenza amministrativa dal centro politico e dalla società islamica. La loro rivendicazione fu sostenuta e organizzata dal Movimento delle Forze Democratiche di Casamance (MFDC) e nel corso degli anni ha portato a scontri sanguinosi fra il governo centrale e le forze ribelli.
Oggi, concludendo, il pericolo più grande al suo terzo mandato probabilmente viene da fuori: dai suoi paladini francesi e statunitensi che lo hanno sempre sostenuto e foraggiato e che adesso parlano della necessità di un “ricambio generazionale”. E così, forse, il vecchio mammut ottantacinquenne vede avvicinarsi l’ombra della sua fine. Per questo ha risposto duramente a chi li chiede di andarsene, anche se questi parla da Parigi o Washington. E Sall, in fondo, è uno che ha condiviso molto della politica di Wade, ha oltre 30 anni di meno e rassicura molto francesi e statunitensi. Per questo adesso il mammut ha davvero paura.
di Andrea Genovali
Fonte: Puntocritico


Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/nuovediscussioni2/~3/QmLR44qRIjk/senegal-un-paese-in-declino-tra-sall-e.html


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Il matrimonio non s'ha da fare.






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UFC Undisputed 3

UFC Undisputed 3 PS3UFC Undisputed 3 riesce ancora una volta a superare se stesso diventanto in assoluto il gioco id riferimento per quanto riguarta le arti marziali miste.
Pro: Il sistema di combattimento ulteriormente migliorato prevede forti ricompense nel caso in cui riusciate a sottomettere l'avversario e a costringerlo alla resa. Grazie a dei tutorial molto ben fatti chiunque può avvicinarsi a questo gioco pur non avendo nessuna esperienza di questa disciplina. La modalità carriera mette il fuoco sulla preparazione degli incontri e rende tutto ancora più entusiasmante e coinvolgente. E' possibile scambiare con i propri amici i momenti salienti degli incontri.
Contro: Le modalità di gioco più lunghe andrebbero correlate da più fasi di salvataggio. Le introduzioni alle gare dopo un po' risultano noiose .

Questa era la recensione di UFC Undisputed 3, mentre questo qui sotto è il video con il trailer di questo gioco per PS3:



Voto: 8

Giochi di arti marziali per PS3

Se vi piacciono i giochi di arti marziali per PS3 allora date un'occhiata anche a I giochi picchiaduro per PS3 più belli di sempre, UFC Undisputed 2010, EA Sports MMA e UFC 2009 Undisputed.

Giochi della settimana

Queste sono le altre recensioni che abbiamo pubblicato questa settimana: ModNation Racers: Road Trip, Samurai Warriors Chronicles, Kingdoms of Amalur: Reckoning, Grand Slam Tennis 2, Little Deviants, NeverDead, The Darkness II, Medal Of Honor: Warfighter e Wipeout 2048.

Fonte: http://giochi-ps3.blogspot.com/2012/03/ufc-undisputed-3.html

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