sabato 29 dicembre 2012

L'AUSTERITÀ' EUROPEA E LA PROSPERITÀ' SVEDESE



Mentre in Europa la ricetta economica più seguita è quella dell'austerità, ossia tagli della spesa pubblica (riducendo i beni e servizi offerti ai cittadini), riduzione dei salari, aumento delle imposte fiscali, in Svezia fanno il contrario: aumentano la spesa pubblica!
Il piano di spesa del primo ministro Fredrik Reinfeldt prevede infatti rispetto al 2012 un aumento di 24 miliardi di corone (2,83 miliardi di euro), “di cui 23,4 sono già stati impiegati”. Una cifra compresa tra lo 0,5 e l’1 per cento del pil.
Tra i principali beneficiari dell’aumento ci sono le imprese (che beneficiano di una riduzione delle imposte dal 26,2 al 22 per cento), l’occupazione giovanile, la ricerca, le infrastrutture, la polizia e il sistema giudiziario, tutti settori che in paesi come Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, hanno subito drastici tagli.
In Svezia gli standard di vita sono molto alti, paragonabili a quelli di Canada, Australia, Giappone e degli altri Paesi nordici europei. Il suo punto di forza è basato su un sistema socialista, fortemente statalista, in cui la presenza dello Stato nelle faccende socio-economiche è molto marcata.


Nel secondo semestre 2012 la Svezia ha messo a segno una crescita del Pil dell'1,4%, mentre molti altri Paesi europei registravano tassi di sviluppo negativi (ad esempio l'Italia registrava un PIL in calo su base annua a -2,6% e a -0,8% rispetto al I trimestre - fonte ISTAT).
Quanto alla disoccupazione invece?
In Svezia l'Ufficio di Statistica (Statistics Sweden) ha mostrato nel report Labour Force Survey che il tasso di disoccupazione nel secondo semetre 2012 si e' attestato al 7,8%.
Secondo i dati ufficiali dell'Istat, i disoccupati in Italia sono poco più di 2,7 milioni, corrispondenti al 10,7% della popolazione attiva: una cifra leggermente superiore alla media europea (10,4%). Ma la “vera disoccupazione” ( chiamamola "disoccupazione reale"), che sfugge ai freddi numeri delle statistiche, è in realtà molto più alta e raggiunge nel nostro paese almeno il 17-18%.
A dirlo sono i dati contenuti in uno studio dell'Ires, istituto di ricerca della Cgil, che tiene conto anche dei lavoratori in cassa integrazione e degli italiani “scoraggiati”, cioè quelli che ormai non cercano più un posto di lavoro, perché pensano di non riuscire a trovarlo. Per citare dei numeri si tratta di 1 milione e 664mila potenziali lavoratori che, aggiunti ai cassintegrati e ai 2,7 milioni di disoccupati ufficiali, raggiungono la cifra record di 4,4 milioni di persone! 
Con questi dati non cerco di indurre i cittadini italiani, spagnoli, greci, portoghesi ad espatriare in Svezia, ma vorrei sottolineare, invece, l'idiozia adottata dai ministri economici dei PIGS europei nel perseverare con misure di austerity che danneggiano l'economia del Paese, arrestano la crescita ed impongono durissime misure ai cittadini.
Solo finanziando l'economia, ossia erogando sussidi alle imprese, aumentando gli investimenti pubblici in ricerca ed infrastrutture, si permette alle aziende di avviare la produzione, essere competitivi sul mercato, assumere forza lavoro e quindi ridurre la disoccupazione ed accelerare i consumi. Allo stesso tempo aumenterebbero le entrate fiscali dello Stato, poichè le imprese, realizzando utili dalla vendita dei prodotti, pagheranno più tasse all'erario, facendo in modo che la macchina statale possa autofinanziarsi. Ovviamente ciò è possibile in un Paese in cui la politica economica, ed in particolare l'emissione monetaria, non sia soggiogata al diktat di istituzioni sovra-nazionali private quali B.C.E. o F.M.I. che non fanno e non faranno mai gli interessi del popolo, bensì continueranno ad incrementare i profitti delle grandi multinazionali attraverso feroci privatizzazioni
Salvatore Tamburro


Fonte

1 commento:

  1. L'articolo e' di una parzialita' impressionante.

    Le tasse sul reddito in Svezia sono alte ma quelle sull'impresa sono relativamente basse (c'e' una bella differenza tra una tassazione per le imprese sopportabile in confronto a un sistema di "incentivi" decisi dagli amici seduti nella capitale).

    La contrattazione sindacale e' diffusissima ma viene fatta quasi esclusivamente a livello di singole aziende (giustamente direi, ma provate a dirlo ai sindacati italiani) e sicuramente non a livello nazionale.

    I sostegni alla disoccupazione non sono mirati a tenere il "posto" (permettendo l'italica genialata di permettere alle solite grandi aziende di privatizzare i profitti e socializzare le perdite) ma e' tesa invece a garantire un supporto tra un lavoro e l'altro.

    La sepsa pubblica in rapporto al PIL in Svezia e' scesa di circa 15 punti percentuali dal 1990.

    E cosi' via. Cerchiamo di essere meno parziali negli articoli.
    Che un welfare intelligente e sostenibile sia auspicabile e' una cosa condivisibile.
    Sparare mezze verita' all'insegna del "socialismo" lascia davvero il tempo che trova. Specie nel 2013.

    RispondiElimina

Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, identificato tramite nickname e di cui si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere INFORMARMY.com manlevato ed indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.
INFORMARMY.com modera i commenti non entrando nel merito del contenuto ma solo per evitare la pubblicazione di messaggi volgari, blasfemi, violenti, razzisti, spam, etc.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...