lunedì 6 agosto 2012

Il flop del business delle olimpiadi : Londra è vuota !

Forse un pò di esagerazione in quest'articolo c'è ma sicuramente è un campanello d'allarme per tutti coloro che sperano troppo da questi eventi sportivi .
Questa è l'Olimpiade della Crisi e purtroppo in Brasile di eventi di questo tipo ne sono previsti a breve almeno due : Copa 2014 e le Olimpiadi a Rio del 2016 , speriamo che il clima e la simpatia di cui gode il Brasile possano dare un aiuto . Certo è che l'industria del turismo dovrà dare un ritocco ai prezzi ... al ribasso .
Nel frattempo qui a Natal , miracolosamente il 30% dell'Arenas das Dunas è pronta e per fine anno lo sarà il 50% dell'opera . Nonostante il "cronogramma" perfetto a partire da oggi si opererà su quattro turni , 24 ore al giorno, allo scopo di garantire la consegna senza sorprese nel Dicembre 2013 .




C'è solo da capire quando, concretamente, si comincerà a tirare le somme dei calcoli sbagliati. Questa Olimpiade doveva trasformare Londra in un melting pot mai visto, nel vero villaggio planetario all'interno del quale scambi, lingue, acquisti, consumazioni, condite da un'immane curiosità, avrebbero composto un quadro paradisiaco dello sport e un'elegia del suo potere aggregante.


Di fatto, dopo nemmeno una settimana si può già dire che Londra, o almeno il suo cuore pulsante e più rappresentativo, il West End, è deserta. Non c'è nemmeno il previsto caos sulle strade. Le "games lanes" che avrebbero dovuto facilitare il passaggio dei mezzi diretti all'Olympic Park di Stratford e a tutte le altre "venue" disseminate per la città, sono sgombre. Ma lo sono anche le altre corsie: "Siamo disperati", dicono gli esercenti dei coffee shop.


Quelli di matrice italiana, di solito indaffarati a qualunque ora del giorno, con le file che si creano alla cassa perché le operzioni di servizio e pagamento qui sono per tradizione e abitudini sempre più lunghe, hanno i locali vuoti: "Ci avevano messo in guardia: farete affari d'oro. Ci avevano consigliato di non mandare in vacanza nessuno del personale e che forse avremmo dovuto anche tenere aperto la sera", ammette Sandra, fiorentina, da 12 anni a Londra, che lavora al "Caffè Nero" di Southampton Row, vicino al British Museum. Invece i danni sono evidenti: "Stiamo lavorando al 35%. I londinesi, spaventati, sono scappati dalla città. I turisti abituali, colpa anche un po' del tempo (è stata finora un'estate molto ingenerosa), si sono tenuti alla larga.


E soprattutto la messe di acquirenti di biglietti olimpici è rimasta un sogno. Un'ombra commerciale che rispecchia fedelmente i buchi sugli spalti nelle arene di ogni disciplina, circa 60 mila buchi al giorno, ha stimato il Daily Mail. "Pagheremo tutto questo fra tre o quattro mesi". Le spese per gestire le catene Costa, Prezzo, Caffé Nero, sono aumentate, gli introiti stanno però scendendo. Da Zizzi, ristorante italiano nella pittoresca e notturna Charlotte Street, ci si aspettava di dover dire no in continuazione per il boom di prenotazioni: "E invece abbiamo tavoli vuoti che neanche quando abbiamo aperto e nessuno ci conosceva". "Ci avevano detto che avremmo guadagnato miliardi", chiosano gli editorialisti, "ma l'unica cosa che finora si è vista è qualche caffè in più venduto dentro gli stadi. Saremo noi a pagare miliardi?". Forse i grandi eventi sono sempre sovrastimati. Serve alla promozione. Accade la stessa cosa in Sudafrica due anni fa con i Mondiali. I sudafricani stanno ancora pagando tasse supplementari per turare le falle aperte dai grandi sogni della Fifa.

Il sindaco di Londra Boris Johnson continua a far circolare comunicati in cui avverte la popolazione, scusandosi preventivamente, per i disagi arrecati dal grande evento alla circolazione dei mezzi pubblici. Ma adesso sembra una battuta di spirito. Così come l'avvertimento ai quasi cinque milioni di impiegati di restare, se possibile, a lavorare a casa. La maggior parte di coloro che hanno acquistato biglietti da fuori Londra, ammettono di non essersi potuti permettere più di uno o due giorni di vacanza nella capitale: "Siamo venuti per vedere nuotare la Adlington", dice alla Bbc Markus che ha portato a Londra da Birmingham moglie e due figli, "ma di più non possiamo". Una famiglia standard che rivela un'amara verit°: chi viene scappa subito. Sono i Giochi del mordi e fuggi. Perché i soldi stimati e spendibili sono sempre tanti. Quelli in tasca sempre di meno.

Londra deserta quando doveva essere stracolma. Londra che ricorda, proprio sotto Olimpiadi, la Londra misteriosa e desolata di Alfred Hitchcock dell'"Uomo che sapeva troppo" e di "Delitto Perfetto". Strade talmente sgombre, soprattutto a una certa ora, da far pensare che qualcuna di loro sia stata ricostruita negli studi. E i pub, persino i pub, lamentano un calo di entrate: "E' come se improvvisamente la birra piacesse meno", dichiarano con una battuta, per farsi coraggi, i commessi dello Spice Of Life, pub storico nel centralissimo Cambridge Circus. Adesso nel West End faranno retromarcia: molti dei negozi di abbilgiamento ridurranno il personale per le prossime due settimane. Le vendite sono scese del 75%. Dovevano arrivare, in centro, 25 milioni di visitatori e potenziali compratori di qualunque bene di consumo. Ma lo scorso weekend, potenza delle Olimpiadi che non ti aspetti, i vistatori sono stati il 10% in meno. Non rispetto alle attese per i Giochi, ma rispetto allo stesso weekend dello scorso anno. Quando mancava un anno al più clamoroso flop commerciale e sportivo degli ultimi anni.



Fonte : La Repubblica



Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/VivereInBrasile/~3/-0MKaN2HoPI/il-flop-del-business-delle-olimpiadi.html

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