martedì 10 luglio 2012

Controstoria di padre Pio: Santo impostore.

Recensione a cura dell'Uaar Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
tratto da "www.comedonchisciotte.org" del 24 settembre

Mario Guarino. Santo impostore. Controstoria di padre Pio, Ed. Kaos Edizioni, Roma 2004, pp. 175, € 14,00

Mario Guarino, già autore de I mercanti del Vaticano (dettagliatissimo reportage sulle scorrerie finanziarie della Chiesa cattolica), ci propone ora una biografia “non autorizzata” sul santo e agitatore politico più in voga del momento.

All’epoca della recensione questo volume era noto come Beato impostore (che vedete nella copertina qui sopra). Successivamente è subentrata la santificazione di Francesco Forgione e il libro ha cambiato nome in Santo impostore. Il lavoro di Mario Guarino si basa soprattutto su fonti cattoliche: libri agiografici, entusiasti oltre ogni limite, e documenti ecclesiastici: quasi sempre, invece, dai contenuti particolarmente negativi nei confronti di padre Pio.

Guarino accumula così un’impressionante mole di notizie che rendono il frate delle stimmate un personaggio terreno, assolutamente terreno nei suoi comportamenti, tale da rendere veramente discutibile la sua beatificazione anche da un punto di vista fideista: dalle finte malattie per evitare il trasferimento in un convento sgradito alle raccomandazioni per evitare il servizio militare.

Non manca, all´interno del testo, la dettagliata ricostruzione di una strage avvenuta nel 1920 a San Giovanni Rotondo, che causò addirittura 11 morti e un centinaio di feriti, e causata da un gruppo di “Arditi di Cristo” dell´entourage del frate per protestare contro la legittima vittoria nelle elezioni comunali del partito socialista.

Di particolare interesse, inoltre, le pagine dedicate alla c.d. “Operazione Candelabri”: per impedire il trasferimento del frate: il podestà fascista e un avventuriero suoi sodali fecero stampare all´estero un libello diffamatorio nei confronti delle gerarchie vaticane. Il ricatto andò a segno e padre Pio poté tornare alle sue normali attività.

Non manca neanche, nel 1957, una truffa miliardaria rifilata dal solito “buon finanziere cattolico” ai cappuccini di San Giovanni Rotondo. Frati legati al voto di povertà che, abbagliati dalla promessa di lucrosi tassi d´interesse nell´ordine del 70 per cento, vengono raggirati senza che i tanto millantati poteri soprannaturali fossero di alcun aiuto al futuro santo al fine di scongiurare l´imbroglio.

Nel racconto l´abilità dimostrata nello sfuggire a ogni verifica scientifica delle fantomatiche stimmate riconduce, inoppugnabilmente, la vita di padre Pio a quella di un comune mortale, con i suoi vizî (tanti) e le sue virtù (discutibili).

Gli ultimi due capitoli sono dedicati al business legato al cappuccino.

L´ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”, fondato dal frate, dopo le sue disavventure finanziarie nel corso degli anni Settanta che costrinsero il Vaticano a intervenire, è ora una struttura di potere politico che incassa, annualmente, diversi miliardi dallo Stato e dalla Regione Puglia, diversi dei quali girati (come provvigione?) al Vaticano stesso. La magistratura ha avviato delle indagini sulla vicenda.

Quanto al convento, si narra degli otto miliardi affidati dai fedeli per costruire una nuova chiesa e svaniti nelle mani dell´ennesimo “buon finanziere cattolico”, delle concessioni edilizie concessegli in deroga al Piano Regolatore, nonché del business legato a souvenir e gadget varî: un mercato, del resto, fiorito molti anni prima, vivo il padre, con il mercimonio - invero “pulp” - delle pezzuole di stoffa usate per tamponare le sue stimmate insanguinate.

Un libro molto documentato, quindi: una voce fuori dal coro che fa emergere, sullo sfondo, un´Italia culturalmente arretrata, con una parte della popolazione che non vuole o non riesce a uscire da una realtà intrisa di superstizione.

Link: http://www.uaar.it/ateismo/opere/44.html
Aprile 2001

LATINA. IL "SANTO IMPOSTORE" PURE AL GORETTI. MARIO GUARINO: «SI TRATTA DI UN TRUFFATORE. CHE, DOPO MORTO, QUALCUNO HA PRESO SUL SERIO...»

Ai microfoni di ParvapoliS Mario Guarino, saggista, autore tra l'altro di "Santo impostore. Controstoria di Padre Pio" (Kaos edizioni). La testimonianza su di un noto quotidiano locale di Margherita Lamberti, 71 anni, figlia di una famiglia di pionieri dell’agro pontino, a cui il "frate Santo" è apparso nell’ospedale Goretti e che, a suo dire, la protegge da 37 anni è l'ultima di una lunga serie. Premesso che per noi laici le credenze religiose, quando fanno star bene, sono positive. Se la fede ti aiuta a tirare a campare per noi puoi anche pregare le tartarughe. Ma fino a che punto la "fede" può giustificare menzogne, truffe, irrazionalità? Dove finisce il rispetto, dove la tolleranza? Se le religioni storicamente date sono la filosofia dei poveri quanto si può abusare? «Guardate, anche per me chi crede è libero di farlo. Se questa signora crede di essere protetta da Padre Pio non sono certamente io a dirle il contrario. È una questione personale». Però... «Intanto va detto che il titolo che l'editore ha messo al mio libro, Santo Impostore, non è un titolo arbitrario. La parola "impostore" è contenuta in ben due decreti del Sant'Uffizio. Sono ambienti cattolici che hanno definito così Francesco Forgione. Se poi si vuole indagare il perché...». Facciamolo. «Io ho svolto un'inchiesta relativa alla figura di Forgione. Mi sono documentato. Vari saggi, sono stato in biblioteche, a San Giovanni Rotondo. Ed ho scoperto che per il Vaticano Padre Pio era una figura un po' anomala. Intanto per la questione delle stimmate che come è noto erano fasulle. E a dirlo non sono io. Ma i medici, cattolici, che lo hanno visto e visitato. Come Padre Agostino Gemelli. Per quanto si sia sempre sottratto a visite, controlli e approfondimenti. Ma ci sono tanti altri motivi che ci fanno dedurre che il personaggio è quantomeno dubbio. Va anche ricordato che, pur essendo un frate, Forgione riceveva di notte le sue "figlie spirituali". Nel mio libro dimostro che erano cortigiane, donne disponibili. Sempre all'interno del convento c'era un traffico di pezzuole intrise del suo sangue che venivano poi vendute dal suo amico e sodale Emanuele Brumatto, un avventuriero torinese che faceva e faceva fare affari d'oro. E poiché arrivavano tanti soldi, da tutte le parti del mondo, c'era un giro a cui erano collegati fatti strani e situazioni equivoche». Lasciamo perdere la fede, uno può credere anche ad un asino che vola, ma perché santificarlo? «Domanda molto opportuna. Il fatto che il Vaticano ha fatto questa scelta si spiega con la natura del Vaticano stesso. Il Vaticano è una multinazionale affaristica. Lo dimostra la storia. Non sto qui a ricordare per esempio i traffici illeciti della Banca Vaticana, lo Ior. A un certo punto Padre Pio è diventata un'entità finanziaria. Dagli anni 50 a San Giovanni Rotondo arrivavano centinaia di milioni. Le proprietà mobiliari e immobiliari sono passate al Vaticano. Padre Pio ha firmato ben due testamenti. Un vero e proprio contratto, dopo la morte, ha fatto sì che passassero di proprietà soldi, case, terreni. Ecco perché il Vaticano ha cambiato atteggiamenti». La chiesa ha sempre approfittato dell'ignoranza e della superstizione popolare. Ma perché oggi, nel cuore della modernità, la gente continua a non capire? «Colpa anche di una cattiva saggistica. Su Padre Pio sono usciti un centinaio di libri tutti celebrativi, scritti da giornalisti spesso del tutto impreparati. Inventando episodi. Inventando miracoli. La linea è quella di prendere in giro la gente. Si è raccontato di tutto. Di un ragazzo con le gambe fasciate che torna a casa zompettando. A Padre Pio che durante la guerra blocca un aereo che doveva sganciare bombe sul convento. Il resto lo hanno fatto le chiacchiere da paese. Così si è creata la favola. E molti colleghi hanno scritto delle panzane grandissime che la gente preferisce alle cose vere». Il confine tra razionale e irrazionale chi lo pone, chi lo stabilisce, la chiesa cattolica? «La chiesa cattolica può dire quello che vuole, come chiunque. Ma la persona, il singolo, l'individuo deve ragionare con la propria testa e verificare sempre, qualsiasi cosa venga detta, chiunque la dica, la chiesa, un ateo. La persona deve giudicare da sé, confrontare le tesi, e ci si augura che siano sempre tante. Non bisogna prendere per oro colato ciò che dice l'ateo, ciò che dice il parroco o ciò che dice il papa. Il raziocinio ci deve essere sempre».

Elisabetta Rizzo
Scarica il filmato allegato.
Link: http://parvapolis.panservice.it/index.php3?idnotizia=26007

Mario Guarino
SANTO IMPOSTORE
Controstoria di padre Pio.




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