sabato 2 giugno 2012

Il SISDE dà ragione ai “complottisti”. Smentito il CICAP

Un duro colpo per il CICAP e per tutti coloro che si affannano a ridicolizzare chi da anni cerca di far luce sugli aspetti poco noti di alcuni progetti di intelligence. Di siti dove si parla delle moderne possibilità raggiunte dalla Tecnologia del Controllo ne è pieno il web, ma se a dirlo è il SISDE sul proprio sito, il discorso cambia. E fa riflettere. Sul numero 2 del 2010 della rivista Gnosis, rivista italiana di intelligence, troviamo l’articolo Un software per la lettura dell’intelligenza; “non deve stupire più di tanto – leggiamo – anche l’annuncio di qualche mese fa, sulla realizzazione di un software messo a punto da Intel (azienda statunitense, leader nel settore della realizzazione di microprocessori), in grado di effettuare, almeno in parte, la lettura del pensiero della mente umana. Il funzionamento del dispositivo è piuttosto semplice (si fa per dire!) e si basa sull’utilizzo di un sistema impiegato per effettuare le risonanze magnetiche. In sostanza il congegno effettua una mappatura delle aree del cervello interessate alla generazione delle parole, in maniera similare a quanto fanno le applicazioni che traducono la voce in comandi e testi. È opportuno ricordare che l’attività cerebrale del cervello si basa su onde elettriche (onde cerebrali) che generano appunto l’attività elettrica cerebrale. Non a caso, mediante l’elettroencefalogramma (EEG) è possibile registrare l’attività elettrica dell’encefalo. Quindi il dispositivo della Intel è in grado di identificare le parole “pensate” dalla mente dell’uomo, di abbinare loro un significato elettrico cerebrale e di costruire, mediante una procedura di apprendimento, una sorta di mappa di collegamento tra le parole pensate e i relativi comandi da generare”.
L’articolo prosegue collegando gli studi sull’attività elettrica del cervello alle presunte facoltà in esso nascoste, come la telepatia e la visione a distanza. Si citano, quindi, vari studi condotti sull’argomento, quali il progetto PEAR sulla forza del pensiero, o il progetto STARGATE sulla visione a distanza, chiudendo con l’augurio che “per quanto concerne lo sviluppo di sistemi di lettura del pensiero, di certo ci vorranno ancora diversi anni affinché si possa parlare di sistemi elettronici di psycho-intelligence, ma la chiave della porta di accesso alla mente umana, è stata realizzata. Per l’intelligence, quindi, si configura una nuova era. Forse siamo nelle condizioni di poter inaugurare una nuova metodologia di raccolta delle informazioni”. E’ il caso di dire che ne vedremo delle belle. A distanza.

Un secondo articolo, sempre ospitato su Gnosis (n. 4/2010), è ancora più esplicito e molto, molto meno “romantico”: “Microchip nel cervello, privacy a rischio”. Qui non si parla di presunte facoltà del cervello umano, ma semplicemente del modo di estrarre informazioni, anche se, si sottolinea, garantendo la privacy! Come si spiega nell’introduzione, “la raccolta continua e incessante di dati per il futuro è affidata allo sviluppo delle tecnologie a radiofrequenze (RFId – Radio Frequency Identification), applicabili all’essere umano e fruibili per ottenere informazioni utili in tempo reale. Sviluppando questo metodo, si potrebbe arrivare molto più lontano, soprattutto utilizzando la tecnologia delle frequenze elettromagnetiche del corpo umano.
Un futuro che, non molto vicino ma neppure troppo lontano, consentirà un flusso infinito di informazioni in tempo reale: addirittura la lettura del pensiero”. L’articolo precisa che “negli Stati Uniti la NSA (National Security Agency), nell’ambito della ricerca delle metodologie per raccolta delle informazioni che si basa sui segnali (SIGINT – Signals Intelligence), ha attivato, da tempo, un programma di ricerca per la codifica delle onde EMF (ElectroMagnetic Frequencies). Va sottolineato che la bontà del sistema SIGINT risiede nella certezza che ogni ambiente è pervaso da correnti elettriche che generano un campo magnetico che origina, di conseguenza, onde EMF. Gli studi condotti dalla NSA, in collaborazione con il Dipartimento della Difesa, hanno dimostrato che queste onde vengono generate anche dal corpo umano, possono essere intercettate ed elaborate minuziosamente da software specifici, ospitati anche da piccoli personal computer”. C’è di che stare tranquilli, quindi: niente più rapimenti alla “Abu Omar” sui cieli di mezza Europa, niente più torture per estorcere informazioni, basterà puntarci un’antenna contro (o dentro?). Ancora non ci credete? Eppure L’EMF Brain Stimulation è un dispositivo progettato per le ricerche nel settore neurologico, soprattutto nello sviluppo delle “radiazioni bioelettriche” (EMF non ionizzate). Queste tecnologie (segrete) sono state catalogate dalla NSA come “Radiazioni intelligenti”, meglio identificate come “informazioni elettromagnetiche involontarie diffuse nell’ambiente non radioattive o nucleari”.
Il dispositivo EMF quindi sembra poter operare su una banda di frequenze in grado di “colloquiare” con il sistema nervoso centrale dell’uomo. Inoltre, sembra che questo sistema sia stato già utilizzato per applicazioni di tipo “bring-to-computer-links”, con velivoli dell’Aeronautica Militare statunitense. Attraverso elettrostimolazioni neuronali sarebbe possibile interagire direttamente con l’avionica del velivolo da combattimento e sembra che alcuni esperimenti di “controllo cerebrale a distanza” siano stati condotti dagli UAV utilizzati durante la campagna irachena per la ricognizione del campo di battaglia”. Di certo due articoli illuminanti (e traccianti!) che rendono superfluo il CICAP dal momento che complottismo, scienza e paranormale si fondono sempre più in una fosca realtà. Ma a noi piace vedere il lato positivo: non occorreranno più manifestazioni per ostentare il dissenso: i governi avranno la tecnologia per leggerlo nella nostra testa. A quando il televoto neuronale?

G. P.




Fonte

1 commento:

  1. Non c'è bisogno di un software o di un microchip per leggere i pensieri della mente umana... perché esiste già una "macchina" collaudata da anni che funziona molto bene: si chiama Internet.

    Saluti, giorgio

    RispondiElimina

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