giovedì 8 marzo 2012

Convincere le infermiere a vaccinare le ragazzine senza il consenso dei genitori


In fondo al presente articolo trovate la traduzione delle parti più importanti dell'abstract dell'articolo A qualitative study to assess school nurses' views on vaccinating 12–13 year old school girls against human papillomavirus without parental consent pubblicato sul sito del ministero della salute britannico. In esso si discute del fatto che la vaccinazione contro il Papilloma virus (che di regola si effettua intorno ai 12/14 ani di età) in Gran Bretagna si può legalmente effettuare anche senza il consenso dei genitori (ma con il consenso del minorenne). La conclusione degli autori di questa inchiesta (condotta sulle infermiere che sono tenute a somministrare tali vaccini) è che bisogna darsi da fare affinché le infermiere vincano la loro ritrosìa a vaccinare senza il consenso dei genitori.

Tutto ciò andrebbe ricollegato a un recente scandalo, quello della "bustarella" di 45 sterline (circa 50 euro) offerta ad alcune minorenni inglesi in cambio del consenso a sottoporsi alla vaccinazione contro l'HPV. A quanto pare c'è qualcuno che si dà molto da fare per spezzare quello che potrebbe essere uno dei pochi baluardi rimasti per la salute degli adolescenti, ovvero la tutela che viene offerta da parte dei genitori.

D'altronde nella Carolina del Nord allettano gli adolescenti con il miraggio di un regalo pur di convincerlo a vaccinarsi.

Se i vaccini fossero realmente sicuri ed efficaci, ci sarebbe bisogno di scendere così in basso per convincere la gente a farsi vaccinare? Che bisogno ci sarebbe di vaccinare i bambini di nascosto dai genitori come succede giustappunto in Gran Bretagna col vaccino Morbillo-Rosolia-Parotite? O come succede (legalmente) anche in Canada?

E come mai una tale pressione verso la vaccinazione delle ragazze adolescenti, forse perché questi vaccini nascondono pericolose insidie nascoste (sterilizzazione vaccinale, come già successo in passato, anche per il vaccino anti-suina, e come preannunciato da Bill Gates?). Follia? Paranoia? E allora ditemi come mai proprio ieri due "bioeticisti" hanno proposto di legalizzare l'infanticidio? Sì avete capito bene, costoro hanno proposto di LEGALIZZARE L'ASSASSINIO DI UN NEONATO! E di fronte a questo vi sembra strano che si possano iniettare coi vaccini sostanze che mirano a sterilizzare le donne?

In ogni caso sappiamo per certo che la vaccinazione contro il Papilloma virus è una delle più pericolose a giudicare dai risultati e dalle notizie che abbiamo su di esso: morti, malattie autoimmuni ed altri effetti avversi, DNA ricombinante trovato in alcuni lotti di vaccini. Vedi anche il documentario Dalla parte delle bambine, che ti lascierà ben pochi dubbi sulla sicurezza e utilità di questo vaccino.

Ed ecco finalmente il riassunto (abstract) dell'articolo succitato.

Sommario

Scenario
In Gran Bretagna viene raccomandato il consenso dei genitori per le vaccinazione di routine delle ragazze di 12–13 anni contro il papillomavirus (HPV), sebbene dal punto di vista legale le ragazze possono acconsentire loro stesse. Come parte di uno studio sulle vaccinazioni condotto dal Programma di Vaccinazione Nazionale contro l'HPV (National HPV Vaccine Programme) abbiamo indagato sulle opinioni che hanno le infermiere scolastiche riguardo alla vaccinazione di ragazze che non hanno il consenso dei genitori.

Metodi
La vaccinazione contro l'HPV è stata offerta a tutte le ragazze di 12 anni che frequentano le scuole in due Primary Care Trusts [strutture del ministero della salute britannico - N.d.t.] nella contea del Grande Manchester. Alla fine dello studi semi-strutturati, interviste registrate su nastro sono state realizzate con le infermiere scolastiche che avevano somministrato il vaccino (Cervarix™).
(...)


Risultati
Le infermiere scolastiche sapevano come valutare la competenza delle minori di 16 anni ma erano ancora restie a vaccinarle se i genitori aveva rifiutato il consenso. Se i genitori non avevano restituito il modulo del consenso, le infermiere erano desiderose di contattare i genitori, ed anche di negoziare coi genitori che avevano rifiutato il consenso. Esse sembravano non rendersi conto che il coinvolgimento parentale richiedesse il consenso delle ragazze ad non rompere la confidenzialità. L'attitudine delle infermiere era influenzata dalla giovane apparenza ed età del gruppo scolastico piuttosto che dal livello di maturità dell'individuo. Esse erano pure confuse a riguardo delle norme governative sul consenso. Le infermiere scolastiche riconoscevano il diritto alla vaccinazione da parte delle ragazze e supportavano fortemente la prevenzione dell'infezione da HPV ma ultimamente credevano che fosse diritto dei genitori concedere il consenso. La maggior parte di loro erano genitrici a loro volta e condividevano le preoccupazioni degli altri genitori sulla novità e sugli effetti collaterali a lungo termine [della vaccinazione anti-HPV - N.d.T.]. Piuttosto che vaccinare senza il consenso dei genitori, le infermiere scolastiche preferirebbero rimandare la vaccinazione.

Conclusione
Gli operatori della sanità hanno il dovere di preoccuparsi delle ragazze per le quali non è stato dato il consenso alla vaccinazione contro l'HPV, ed in gran Bretagna questo significa condurre ed agire su una valutazione della maturità e competenza di un minore adolescente . Per facilitare questo dovrebbero essere implementate delle apposite politiche, organizzato l'addestramento, e realizzate strutture di supporto per gli operatori sanitari.

Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2012/02/convincere-le-infermiere-vaccinare-le.html

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