lunedì 12 marzo 2012

DENTI DEVITALIZZATI E FREQUENZA PASTI VEGANI

LETTERA

ESISTE UN TAM-TAM CHE SPINGE A TOGLIERE I DENTI DEVITALIZZATI

Buonasera Valdo, vorrei se possibile e compatibile con i tuoi impegni un parere riguardo i denti devitalizzati. Ne ho alcuni circa 3 o 4 devitalizzati da venti anni. Li ho fatti controllare e pulire l'anno scorso e mi hanno detto che per ora stanno bene. Ora su internet c'è un tam-tam a toglierli. In particolare una ricerca di un certo Lorenzo Acerra che svela una serie di ipotetici pericoli.

DOMANDE E OBIEZIONI

1) E' necessario togliere i denti devitalizzati e inserire un supporto in zirconio, come consigliato sempre da Lorenzo Acerra sul sito di Ehret?
2) Chi ci garantisce che tale supporto non sia negativo sul nostro corpo? In fondo il sistema immunitario lo potrebbe avvertire come elemento estraneo.
3) Non è meglio tenersi un dente devitalizzato che almeno il corpo lo riconosce come proprio, e tenerlo quanto più possibile pulito?
4) Tali denti devitalizzati possono influire negativamente sui risvolti positivi di una dieta vegana stile Valdo?
5) Anche se i denti devitalizzati comportassero qualche piccola scoria, non rientrerebbe tutto questo in quella nostra qualità positiva chiamata "margine di tolleranza ai veleni"?

TENDENZA DEI CLASSICI AI TRE PASTI AL GIORNO E A MANGIARE POCO

Un'altra questione che non c'entra con i denti. Ho letto molti libri di autori ormai classici tra cui Ehret, Shelton, Tilden. Tutti quanti concordano con te riguardo l'essere fruttariano dell'uomo, ma propongono comunque due o tre pasti al giorno tra frutta e verdura, e consigliano pure di mangiare poco. In contrasto con quanto il tuo schema nutrizionale che prevede, visti i cinque pasti di frutta e due pasti di verdura con cereali integrali.

INCLUDONO FORSE LE TUE POSIZIONI DEI DATI AGGIORNATI ED AVANZATI?

Comunque tu consigli di mangiare abbondante nei cibi giusti. Forse le tue posizioni del tuo Schema Vegano Tendenzialmente Crudista riflettono ricerche più avanzate, come quella di Cambridge del five-per-day (5 pasti al giorno) o addirittura quella del twelve-per-day (12 pasti al giorno), di paleolitica memoria?

RINGRAZIAMENTI

Ti ringrazio per avermi aperto gli occhi riguardo la vita e la salute. Sei una persona eccezionale per la preziosa cultura che stai irradiando giornalmente. Riceverai una immensità di bene da tante persone. Grazie di esistere e tanti carissimi saluti.
Alessandro Flamini, maratoneta di Latina

*****

RISPOSTA

MENO INTERVENTI SI FANNO MEGLIO E'

Ciao Alessandro, apprezzo molto le tue gentilezze in quanto sono un ammiratore tuo e di tuo padre, per la rigorosità e l'entusiasmo con cui affrontate la vostra disciplina sportiva. Per il discorso sui denti devitalizzati condivido pienamente i tuoi 5 punti, ovvero le tue 5 domande contenenti in sè altrettante risposte. Non intendo creare polemiche con Lorenzo Acerra o con altri che sostengano le sue stesse opinioni, ma ci penserei molte volte prima di togliere un dente devitalizzato e procedere con altri interventi..

LA TECNICA DEVITALIZZANTE E' IL MALE MINORE

Ho consultato anche il mio medico-dentista di fiducia. Ha definito l'estrazione dei denti devitalizzati come una cosa priva di qualsiasi senso logico. Alla luce di quanto si pratica e si sa, la devitalizzazione dei denti è una tecnica sperimentata e ampiamente provata, che consente di prolungare l'utilizzazione dei denti senza doverli togliere quando vanno in grave crisi dolorifica causa carie. La tecnica della devitalizzazione, alla luce dell'esperienza e delle conoscenze attuali, rappresenta il male minore. Come dire che la sola cosa migliore alla devitalizzazione è mantenere i denti perfetti e privi di carie.

ESTRARRE UN DENTE SIGNIFICA PROCEDERE AL PONTE DENTALE O ALL'IMPIANTO A VITE

Estrarre un dente devitalizzato significherebbe fare altri interventi, con ulteriori anestesie e ulteriori antibiotici, Le scelte a quel punto sarebbero due, quella del ponte realizzabile in collegamento coi denti vicini che fanno da supporto, e quella dell'impianto, ovvero della vite inseribile direttamente nell'osso sottostante. In queste due eventualità, il materiale più compatibile ed affidabile, cioè più resistente e privo di effetti contaminanti, risulterebbe essere il titanio, più che lo zirconio (materiale con cui si fanno le capsule).

UN CONTO E' ESSERE APERTI ALLE INNOVAZIONI, E UN ALTRO E' FARE DEI TAM-TAM TANTO INOPPORTUNI QUANTO ANSIOGENI

Precludersi l'accesso a tecniche futuristiche in nome della conservazione non sarebbe sicuramente soluzione ottimale. E' giusto dunque che ci siano nuove idee e continue ricerche su tecniche avanzate, alternative ed anche rivoluzionarie. Stiamo però attenti a non esagerare con questi tam-tam tesi a creare altri bisogni e altre situazioni di ansia. Tesi pure a dare peso ed importanza salutistica quasi preponderante al fattore dentistico rispetto a quello comportamentale ed alimentare. Questo sarebbe un grave errore, oltre che opera di mistificazione.

NON SONO AFFATTO PER GLI ECCESSI ALIMENTARI

Quanto alle differenze tra le mie idee alimentari e quelle di Tilden e Shelton, tenderei a non enfatizzarle troppo. In linea di principio condivido al 100% il concetto che non si debba esagerare coi quantitativi, e che anche il miglior cibo del mondo, se assunto in modo eccessivo, diventi surplus e dunque veleno da espellere. Quanto alla distribuzione dei pasti nel corso della giornata, trattasi sempre di personalizzare gli schemi, più che di adattarsi ad essi.

ARMONIZZARE IL FRUTTO DI CAMBRIDGE (COLAZIONI E MERENDE) CON LA VERDURA (PRANZO E CENA)

Lo scopo finale è quello di rendere la nostra alimentazione più vitale, più equilibrata e più salutare. L'ho detto diverse volte che lo Schema Nutrizionale Vegano Tendenzialmente Crudista è un tentativo di armonizzare il five-per-day fruttariano di Cambridge col mantenimento del pranzo e cena, trasformati in sedute essenzialmente verdiane, con ammesso secondo piatto a piacere.

EQUILIBRIO E PERSONALIZZAZIONE

Ogni singola situazione è diversa. C'è la persona tranquilla che mangia come un canarino, e c'è l'atleta che macina cibo. C'è chi si trova bene solo con la frutta e chi preferisce le verdure. C'è chi non sa vivere senza la pasta e la pizza, per cui qualche compromesso occorre prevederlo. Il five-per-day di frutta è una semplice indicazione e non certo un obbligo. Può diventare 3-4-6 per day a seconda dei casi. Se acceleriamo con la frutta, e se arricchiamo con la crema di avena e i semini, dovremo frenare con tutto il resto. Equilibrio e personalizzazione sono le parole chiave.

Valdo Vaccaro

Fonte: http://valdovaccaro.blogspot.com/2012/02/denti-devitalizzati-e-frequenza-pasti.html

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