giovedì 5 gennaio 2012

Unione europea: riaperte le porte ai semi di lino canadesi, ma la contaminazione ogm continua

FONTE: Gm-Freeze, Manitoba Co-Operator, Greenpeace Italia

La produzione canadese di semi di lino è ancora contaminata dalla varietà gm illegale CDC Triffid, ma l'Unione europea ha riaperto il proprio mercato alla derrata proveniente dal Canada. E' quanto si ricava dalle dichiarazioni del presidente del "Flax Council of Canada", Will Hill, che esprime soddisfazione per i "progressi" compiuti nell'eliminazione dell'agente contaminante, presente nel 4% dei campioni analizzati a fronte del 7% del 2010 e del 10% del 2009. Egli specifica che le esportazioni verso l'Europa sono limitate al solo mercato industriale, mentre resta fermo il divieto per quello alimentare. Secondo Hill, il problema del persistere della contaminazione potrebbe essere facilmente risolto con la modifica dei protocolli sperimentali, e cioè elevando a 0,1 anziché a 0,001 la soglia di tolleranza europea nei confronti dell'Ogm non autorizzato. Di diverso avviso la Ong britannica Gm-Freeze che ricorda come secondo la legge dell'Unione europea nessun Ogm non autorizzato possa entrare entro il blocco, quale che ne sia l'utilizzo. Sviluppato dall'Università dello Saskatchewan (Canada) e inserito nel registro nazionale delle varietà autorizzate nel 1998, il vegetale resistente a erbicidi Triffid CDC è stato deregistrato già nel 2001 su richiesta dei produttori di semi di lino, e mai coltivato a livello commerciale. Mentre la successiva distruzione delle riserve doveva assicurarne la definitiva eliminazione, Triffid è inaspettatamente ricomparso in Germania nel 2009. La contaminazione, inizialmente denunciata dai traders, è stata riscontrata da un rivenditore privato tedesco mentre è passata del tutto inosservata alle autorità di controllo europee. "La lezione da trarre dalla vicenda del Triffid", dichiara Pete Riley di Gm-Freeze, "è che è facile contaminare le sementi con tratti gm ma pressoché impossibile eliminarli. Chi crede che una coesistenza tra colture convenzionali e gm sia possibile s'inganna. Poiché i meccanismi di segregazione sono fallibili e gli Ogm non portano alcun beneficio a lungo termine occorre promuovere un'agricoltura libera da Ogm senza ulteriori esitazioni".

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La contaminazione da Ogm devasta il settore del lino canadese
FONTE: http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2010/agricoltura/contaminazione-lino-ogm.pdf

Quella del lino, denominato flax in Nordamerica, è una coltura adatta alle latitudini settentrionali, finalizzata principalmente alla produzione dell'olio - di cui tali semi sono ricchi - e a molteplici impieghi in campo alimentare, nella produzione di mangimi e nel settore industriale. Nel 2009 è stata scoperta una contaminazione causata da una varietà di semi di lino Ogm nelle partite destinate all'esportazione dal Canada verso l'Europa e il Giappone, che ha determinato un collasso del mercato e ingenti perdite economiche per i produttori canadesi. Anche l'industria della trasformazione e gli operatori al dettaglio europei ne hanno subito i contraccolpi economici, a seguito del ritiro di prodotti in vari paesi.

Nel settembre 2009, la contaminazione da Ogm veniva confermata per la prima volta in una partita di semi di lino canadesi esportata in Germania. La reazione del mercato fu immediata. A distanza di pochi giorni il Presidente della Saskatchewan Flax Development Commission affermava cupamente che “il mercato del lino è sostanzialmente collassato”. (Kuhlmann, 2009).
Alla fine dell'anno la situazione non era migliorata e gran parte dei raccolti del 2009 rimanevano invenduti nei magazzini canadesi. Alla domanda postagli in dicembre, se le esportazioni verso l'Europa (la destinazione tradizionale di circa il 70% dei semi di lino prodotti in Canada) fosse migliorata, il Presidente del Canadian Flax Council (l'organizzazione nazionale di produttori di semi di lino), dichiarava alla Reuters:
«Non credo sia avvenuta alcuna spedizione di merce». (Nickel, 2009)

Contaminazione da una varietà di lino Ogm eliminata dal registro sementi
La coltivazione del lino si è trasformata da un'attività redditizia a un disastro economico a causa dell'inspiegabile presenza nelle esportazioni canadesi del “Triffid”, una varietà Ogm progettata per resistere a un erbicida.
Il Triffid è stato elaborato presso il Crop Development Centre (CDC) dell'università dello Saskatchewan. Dopo aver ricevuto l'approvazione definitiva dalle autorità di vigilanza canadesi nel 1998, il Triffid è stato inserito nel registro delle varietà autorizzate per la produzione commerciale.

I produttori di lino si opposero al Triffid, temendo il rifiuto dei semi di lino Ogm da parte del mercato e ne impedirono la vendita a livello commerciale.
I coltivatori convinsero il CDC a cancellare dal registro la varietà nel 2001, a soli tre anni dal rilascio della sua autorizzazione (CGC 2009).
Il CDC autorizzò la distribuzione piccole confezioni di sementi Ogm da parte degli scienziati che avevano creato la varietà, fino a quando il Canadian Flax Council non vi si oppose nel 2000. In quell'anno il Presidente del Flax Council ammoniva profeticamente che nel caso in cui fosse stato trovato il Triffid in Europa «ciò potrebbe letteralmente annientare il nostro mercato». (Warick, 2000&Pratt, 2009).

Anche se la fonte della diffusa contaminazione dei semi di lino canadesi non è stata comprovata in via definitiva, si è ipotizzato che i campioni distribuiti quasi un decennio fa possano costituirne in ultima analisi l'origine. Nel tentativo di comprendere in che modo la contaminazione aveva avuto luogo, il Flax Council canadese ha sollecitato i coltivatori a fornire campioni dei propri raccolti dell'annata 2009 per l'effettuazione di accertamenti.

La scoperta del Triffid nelle colture di lino canadesi la scorsa estate ha avuto effetti devastanti per l'economia canadese, oltre che per i rapporti con i nostri clienti consolidati nell'Ue. Affinché il settore dei semi di lino canadese possa sopravvivere e tornare a prosperare, sarà necessario compiere ogni sforzo immaginabile per localizzare e sradicare tutte le fonti di tale contaminazione.”
Messaggio del Flax Council of Canada ai produttori, 30 ottobre 2009.

La paralisi dei mercati dei semi di lino
La prima conferma di contaminazione da Triffid risale al 15 settembre 2009, quando un'azienda tedesca del settore alimentare riscontrò l’esistenza di materiale Ogm in una partita di semi di lino canadesi campionata in agosto.
Fecero rapidamente seguito nell'Unione europea accertamenti più intensivi sui semi di lino, e al 10 dicembre 2009 risultavano confermati ulteriori 86 casi di contaminazione da Triffid (EC RASFF, 2009). A novembre la contaminazione da Triffid veniva rilevata nei semi di lino esportati in Giappone, il terzo acquirente per importanza dei semi di lino canadesi (Yoshikawa & Maeda, 2009).
A fine 2009 le decine di episodi di contaminazione ebbero come effetto la paralisi delle esportazioni dei semi di lino canadesi. Dato che la maggior parte dei semi di lino canadesi viene esportata attraverso la St. Lawrence Seaway, che gela in inverno, la maggior parte del raccolto canadese del 2009 è destinata a rimanere stoccata nei magazzini fino al 2010 inoltrato, quando l'industria si rimetterà alla ricerca di acquirenti per i raccolti.

Effetti economici
Le notizie relative alla contaminazione causata dal Triffid hanno causato un immediato crollo dei prezzi dei semi di lino per i produttori canadesi. Rispetto ai picchi di inizio estate di $12,50 dollari canadesi per bushel, a fine settembre i prezzi erano scesi a $7,87 al porto di imbarco in Ontario e a $6,80 nel Saskatchewan. All'inizio di ottobre un'azienda di trasformazione di Manitoba ha sospeso le richieste di semi di lino (SFDC, 2009), indicazione questa di quanto la contaminazione da Triffid abbia gravemente indebolito la richiesta del mercato per i semi di lino.

I prezzi canadesi sono da allora risaliti entro un range di $9,00 per bushel, ma restano comunque bassi, e i raccolti restano invenduti nei magazzini. In Canada gli ottimisti fanno affidamento su una ripresa dei prezzi dei semi di lino nei mercati europei (SFDC, 2009); tale "ripresa" appare tuttavia illusoria, dato che il volume delle spedizioni è praticamente inesistente. Tale circostanza costituisce la prova evidente del fatto che, a seguito della contaminazione da Triffid, il Canada non è in grado di ottemperare ai parametri di biosicurezza dell'Ue per i nuovi contratti.

Agriculture Canada ipotizza per il 2009 un raccolto di semi di lino pari a 965.000 tonnellate, oltre 35 milioni di bushels (Agriculture Canada, 2009). Con i prezzi alla fonte ridotti a una media di $3,00 per bushel, i produttori canadesi hanno subito perdite pari o superiori a $106 milioni nei rendimenti dei propri raccolti.
Le cose potrebbero andare anche peggio: i produttori che hanno conservato i propri raccolti e gli operatori del settore della trasformazione che hanno stoccato semi di lino devono al momento fare i conti con una grande incertezza per quanto concerne l'andamento futuro dei prezzi.

Una strada tutta in salita
La somma delle perdite causate dal Triffid all'industria canadese dei semi di lino è destinata a essere ancora maggiore, anche se è troppo presto per azzardare un calcolo preciso. È prevista una riduzione delle semine del 24% per il 2010 (SFDC, 2009), e “livelli di scorte gravosi” stanno a indicare che la ripresa non potrà aver luogo fino alla seconda metà del 2010 (Agriculture Canada 2009). Prima di allora, i coltivatori di lino canadesi dovranno sottoporre ad accertamenti i propri raccolti per comprovare lo sforzo di eliminare ogni contaminazione da Triffid, un compito complesso e dispendioso che il Canadian Flax Council ha ritenuto ineludibile per la sopravvivenza del settore.

I semi di lino sono commercializzati sul mercato quale scelta salutista per i prodotti da forno e altri alimenti destinati al consumo umano, decantando spesso il loro elevato contenuto di grassi insaturi e proteine.
La contaminazione da Triffid è destinata a sollevare perplessità sulla sicurezza tra i consumatori e il danno causato alla reputazione dei semi di lino e dell'olio di lino potrebbe comportare ripercussioni ancor più gravi del danno diretto subito dal mercato dei semi.

Fonti
Agriculture Canada (2009). Canada: Grains and Oilseeds Outlook, 8 ottobre 2009.
CGC (Canadian Grains Commission) (2009). Background information on genetically modified material found in Canadian flaxseed: http://www.grainscanada.gc.ca/gmflax-lingm/pfsb-plcc-eng.htm
EC RASFF (European Commission Rapid Alert System for Food and Feed) (2009).
http://ec.europa.eu/food/food/rapidalert/rasff_portal_database_en.htm Flax Council of Canada (2009). Message to Producers: Flax Sampling.
30 October 2009.
Kuhlmann A (2009). Relazione del Presidente. In Saskatchewan Flax Grower (notiziario pubblicato dalla Saskatchewan Flax Development Commission), settembre 2009.
Nikel R (2009). Canada Flax Not Shipping to EU; Key Port to Close.
Reuters, 9 dicembre 2009.
Pratt S (2009). GM flax breeder deflects criticism.Western Producer, 22 ottobre 2009.
SFDC (Saskatchewan Flax Development Commission) (2009).
Market Support Program, novembre 2009.
Warick J (2000). Flax farmers fear EU wrath: GMO samples could scare away biggest consumer group. Saskatoon StarPhoenix, 19 July 2000.
Yoshikawa M e Maeda R (2009). Japan finds GMO in Canadian flaxseed shipments. Reuters, 16 novembre 2009.


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