lunedì 23 gennaio 2012

RITROVATA LA VIA GIUSTA, VOGLIO AIUTARE MIA MADRE

LETTERA

VEGETARIANA DA UN MESE GRAZIE AL SUO BLOG, E STO BENONE

Buonasera, mi chiamo Nicoletta, ho 36 anni e seguo da qualche tempo il suo blog. Da circa un mese sono diventata vegetariana, devo dire anche grazie alle sue tesine. Ho sempre mangiato malvolentieri la carne, ma, da piccola, mi ci costringevano e poi è diventata prassi continuare ad assumerla, come se si trattasse di una sorta di medicina., o magari di una panacea.

MADRE IN SOVRAPPESO, IN MENOPAUSA E IN DEPRESSIONE

Quanto ero ignorante! Così ho deciso di eliminarla dalla mia dieta ed ora sto benone, soprattutto con me stessa. Le scrivo dunque per ringraziarla, ma anche per chiederle dei consigli. Sono infatti preoccupata per mia madre. Lei ha 63 anni, è in sovrappeso da 13 anni, quando ha avuto un incidente casalingo che le ha provocato la frattura di tibia e perone ed è stata un anno senza poter camminare (nel frattempo è anche entrata in menopausa e le è pure venuta la depressione).

ANSIA, ANTIDOLORIFICI E PSICOFARMACI

Mia madre è una persona ansiosa e da circa 30 anni prende uno psicofarmaco per dormire e per calmarsi quando è agitata (prima il Tavor, poi il Lorazepam), a cui si sono aggiunti degli antidolorifici da quando ha avuto l’incidente, perché il tendine è rimasto danneggiato e le fa molto male. Insomma è una drogata! Da un anno circa non riesce a dormire nonostante i farmaci (di giorno però si ostina a bere due caffè!!). Soffre di osteoporosi e di artrosi.

TENTATIVI DI RIDURRE IL SOVRAPPESO

Dalla scorsa estate, soprattutto per perdere peso (ma poi ha perso 10 kg e si è fermata, rimanendo comunque in sovrappeso), ha eliminato pane, pasta, latticini, carne e derivati. Il problema è che non mangia verdure a volontà, bensì solo insalata, sedano, pomodori (anche ora che sono fuori stagione), finocchio e peperoncino (da qualche parte ha letto che aiuta a combattere il dolore e fa dimagrire).

GLAUCOMA E RAFFREDDORE CRONICO

Non mangia legumi perché le provocano meteorismo, né verdura cotta perché le provoca acidità di stomaco. Assume vitamina A in pastiglie perché soffre di glaucoma e glielo ha suggerito il medico. Soffre di raffreddore cronico, che è un po’ migliorato da quando prende quelle pastiglie (prima le venivano delle croste nel naso, ora meno).

PROBLEMI DI FEGATO E FORSE ANCHE DI TIROIDE

Dalle ultime analisi del sangue è venuto anche fuori che ha problemi al fegato, e forse alla tiroide, ma si rifiuta di fare analisi perché detesta i medici e teme di entrare nel ginepraio di diagnosi e cure che distruggono anima e corpo. Credo che l’igienismo la aiuterebbe a stare meglio, ma non so quale strada seguire. La ringrazio per l’attenzione e spero che mi potrà dare dei consigli. Cordiali saluti.
Nicoletta

*****

RISPOSTA

Ciao Nicoletta! Nel caso tuo le cose filano nel verso giusto, sia per il corpo che per la mente. Hai capito gli errori commessi e hai ritrovato la strada maestra nel momento opportuno, senza aspettare complicazioni, menopause e tutto il resto, come fanno troppe donne. Capita al volo la situazione, non hai esitato un attimo e ti sei data da fare senza aspettare cioè di ridurti male in arnese, prima di correre ai ripari.

LE DONNE PIU' A RISCHIO ANCORA DEI MASCHI

Il problema riguarda ovviamente entrambi i sessi, ma le donne più in particolare, visto che i maschi trovano più di loro scappatoie sportive e comportamenti salutistici che, in una certa misura, attutiscono l'impatto con l'età della "resa dei conti", quella in cui i nodi vengono inevitabilmente al pettine. Le donne credono che basti seguire i consigli e il protocollo medico-ginecologico dei controlli e delle prevenzioni, della mammografia annuale e delle prove del sangue.
Non si rendono conto purtroppo che quello arrischia di diventare il metodo per ammalarsi prima e ammalarsi di più.

LA SALUTE SI GARANTISCE SOLO MEDIANTE QUOTIDIANI COMPORTAMENTI SALUTISTICI

Mantenere a lungo situazioni di tossiemia interna, proseguire con il sangue addensato e il sistema linfatico impigrito, e completare il tutto con le ansie dei controlli, delle ecografie e delle mammografie, spesso causa concreta di insorgenza dei mali che si vorrebbero testare, è ormai uno schema classico e ripetitivo che non offre alcuna protezione ed alcuna garanzia, ma mette piuttosto le donne nelle grinfie dell'implacabile sanità pubblica.

L'OBIETTIVO E' QUELLO DI NON RITROVARSI IN BALIA

Se le donne non si danno una regolata di tipo culturale ed igienistico quando sono ancora giovani, reattive ed efficienti, come nel caso tuo, finisce che si ritrovano ben presto in balia dei farmaci e in balia del bisturi. Il caso di tua madre, complicato ovviamente dal citato incidente, può servire da esempio. Hai citato un fitto elenco di patologie reali e ipotetiche, e soprattutto diversi farmaci che sta prendendo.

I FARMACI NON SONO CARAMELLE MA DROGHE DOPANTI

Di buono c'è il suo rifiuto di sottoporsi alle cure mediche. Ma anche questo non basta. Evitare il medico e mantenere i medicinali non è affatto un metodo saggio. Dovete diventare tutte medicatrici di voi stesse. Il controllo si fa tutti i giorni verificando che la lingua al risveglio sia bella e non patinata, verificando che la digestione funzioni, che la regolarità intestinale sia cronometrica, che il ritmo respiratorio e cardiaco siano armonizzati, che il peso forma sia mantenuto, che lo spirito e la vitalità siano quelli giusti.

OCCORRE PROCEDERE PER GRADI

Il problema è che non si cala di peso quando si è imbottiti di farmaci, e non si cala di peso se si continua a mangiare in prevalenza cotto e a bere caffè. Servirebbe fare una settimana di digiuno, ma i farmaci vanno azzerati e farlo in modo immediato porterebbe a disagi insostenibili. Il mio libero consiglio, privo di responsabilità (non si tratta di prescrizione medica), è quello di adottare un piano di recupero progressivo su tutti i fronti, basato su 7 punti-chiave.

UN COERENTE E IMPEGNATIVO PIANO DI RECUPERO PER TUA MADRE

1) Immediata e radicale eliminazione del caffè (resistendo ai marcati disturbi della specifica detossificazione, tipo emicrania che potrebbero durare 4 o 5 giorni). Non esiste possibilità di smaltire veleni in presenza anche di un solo caffè.
2) Miglioramento ed approfondimento della respirazione.
3) Assunzione di centrifugati di carote-sedano-ananas al posto di caffè, orzo, the e bevande calde.
4) Progressivo distacco dai farmaci, scalandoli e riducendoli secondo un piano preciso e sostenibile da annotarsi sul calendario (la sostenibilità è fattore soggettivo ed imprevedibile, per cui è tua madre che deve avere il controllo di se stessa guidando attivamente le operazioni). Chiaro che la fase iniziale implicherà sofferenza. Ma se vuole davvero auto-guarire non c'è altra strada. Serve coerenza, determinazione e rigore. Serve preparazione, e allego tesine diverse su detossificazione, su diete dimagranti, su fegato, su tiroide.
5) Adozione di un sistema alimentare simile a quello indicato nello schema che ti allego (Schema nutrizionale vegano tendenziale crudista), con la possibilità di adattarlo e personalizzarlo in alcuni dettagli, secondo i suoi gusti.
6) Applicazione di cataplasmi di fango al basso ventre (per togliere surriscaldamento all'intestino) e all'altezza della zona fratturata (per disinfiammare l'arto sofferente).
7) Dopo tre mesi circa, liberata da caffè e farmaci, si potrà intraprendere un digiuno di una settimana per dare ulteriore accelerazione al processo di recupero.

Valdo Vaccaro

Fonte: http://valdovaccaro.blogspot.com/2012/01/ritrovata-la-via-giusta-voglio-aiutare.html

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