lunedì 2 gennaio 2012

La Farina di Grano e’ “radioattiva” ed “ogm”?


In pochi sono a conoscenza del fatto la maggior parte delle produzioni mondiali di grano, riguardano la tipologia di grano detta “creso”.
Il grano duro creso e’ una variante di frumento ottenuta modificando geneticamente, mediante irradiazione, il grano Cappelli [1] (vedi nota a piè di pagina) .
Si stima che il 90% del frumento duro, quello cioè usato prevalentemente per la pasta alimentare, sia di questa specie.

La selezione avvenne nei laboratori del Centro della Casaccia (il più grande complesso dell'ENEA) nel 1974, dove la variante radioindotta fu incrociata con una del Centro Internacional de Mejoraminto de Maize & Trigo (Messico) [2].
Dal frumento Creso ne sono derivate anche altre varianti in paesi come la Cina, l'Australia, l'Argentina, gli USA e il Canada, che oggi costituiscono gran parte della produzione mondiale.

Il successo della pianta è attribuito alle dimensioni "nane" che ne hanno ridotto i costi di filiera. Però molti medici illustri come il prof. Adolfo Panfili mettono in guardia riguardo ai rischi a lungo termine per la salute: adesso ci sono quattro nuove triplette di amminoacidi che il sistema immunitario intestinale non è in grado di riconoscere e questo provoca una maggiore produzione di proteine infiammatorie.

Questo grano e le varianti che ne sono derivate negli anni sono state sospettate di essere la causa dell'aumento nel numero di casi di celiachia osservati negli ultimi anni, in ragione del suo contenuto di glutine più elevato del normale; questo sarebbe fattore di rischio per l'insorgenza del morbo celiaco. Tuttavia, l'indice di glutine non è diverso da quello delle varianti non modificate geneticamente [3].

In considerazione di quanto sopra indicato la somministrazione di tale grano, nel lungo termine, lascia enormi dubbi del possibile effetto negativo sulla salute umana.




INFORMARMY.com


[1]
Il grano Cappelli
Il frumento "Senatore Cappelli" è una varietà di frumento creata nel 1915 da Nazareno Strampelli, a partire dall'incrocio tra la varietà Rieti e una varietà tunisina; ebbe la maggior diffusione in Italia (soppiantando diverse varietà locali) fino al 1975, quando, attraverso una sua modificazione genetica, venne introdotta la varietà "creso", che pose a rischio di estinzione la Cappelli.
Negli ultimi anni il grano duro Cappelli è stato reintrodotto in alcune zone di poche regioni italiane, come la Basilicata e la Puglia, che cercano di salvaguardare un prodotto di qualità.
Similmente a tutti i grani antichi, il grano Senatore Cappelli, con la sua altezza (160-180cm) e il suo apparato radicale sviluppato, soffoca le malerbe ed è quindi particolamente adatto per l'agricoltura biologica.
Allo stesso tempo le spighe di questa varietà sono anche maggiormente soggette al piegamento e coricamento dovuti all'azione del vento e della pioggia.
Il nome di questa varietà è stato dato in onore del marchese abruzzese Raffaele Cappelli, senatore del Regno d'Italia, che negli ultimi anni dell'Ottocento, assieme al fratello Antonio, diede l'avvio all'epoca della trasformazioni agrarie in Puglia e permise a Strampelli di condurre ricerche, mettendogli a disposizione campi sperimentali a coltura, laboratori e risorse.


[2] Note [modifica]^ I valori della conoscenza e della partecipazione, ENEA, 2005
[3]^ SIC: Sperimentazione Interregionale sui Cereali

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