lunedì 30 gennaio 2012

Esiste una definizione del disturbo mentale?

Allen Frances, medico ed editore capo per il Manuale Diagnostico Statistico (DSM-IV, il manuale di riferimento per i disturbi mentali), ha dichiarato: «Non esiste una definizione di disturbo mentale. È una stron… Intendo semplicemente che non la puoi definire».

Il DSM, la Bibbia degli psichiatri per la diagnosi delle malattie mentali, è da anni il fulcro della diffusione di farmaci psicotropi su larga scala e dei relativi fiumi di denaro connessi anche all’assistenza sanitaria.

In un dettagliato articolo dello scrittore e psicoterapeuta Gary Greenberg, pubblicato suWired Magazine, Frances ammette: «Abbiamo fatto degli errori che hanno avuto terribili conseguenze». Greenberg spiega infatti come il DSM abbia facilitato la diffusione dell’epidemia di diagnosi di autismo, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e disturbo bipolare, nonché di aver favorito la dilagante tendenza nel far passare le difficoltà della vita come malattie mentali, trattate poi con costosi psicofarmaci.

Con il DSM-IV ha generato un aumento di 40 volte delle diagnosi di bipolarismo infantile ed il conseguente aumento vertiginoso delle prescrizioni psicotici, anche in bambini di appena tre anni...


Un altro medico, il Dott. Robert Spitzer, editore della versione precedente del manuale, il DSM-III, aveva già condannato pubblicamente l’Associazione Psichiatrica Americana (APA) per aver costretto gli editori del DSM-V, la prossima edizione in corso, a firmare un accordo che proibiva di rivelare ciò che stavano facendo.

Per questo Spitzer spinse il collega Frances ad aiutarlo in questa denuncia al sistema psichiatrico. I due avvertono infatti del pericolo che potrebbe derivare dalla proposta del disturbo “pre-psicotico” e della conseguente “medicalizzazione in massa della normalità” che produrrebbe “una miniera d’oro per l’industria farmaceutica”.

Il Dott. Greenberg, tiene a precisare che la certezza scientifica non appartiene alla psichiatria: «Le dispute sulla nomenclatura rischiano di minare la legittimità della professione, rivelando il suo sporco segreto: che con tutte le loro presuntuose affermazioni, gli psichiatri non sanno distinguere in maniera rigorosa una malattia dalla sofferenza quotidiana».

Uno studio della Tufts University del 2006 ha rivelato che più della metà degli autori del DSM-IV aveva legami finanziari con l’industria farmaceutica. Questo spiega l’aumento del 25% del numero di malattie mentali rispetto alla terza edizione e dell’incremento del giro d’affari nel settore farmaceutico.

Fra le creative proposte per la definizione di nuovi disturbi mentali nella prossima edizione del manuale compaiono il “Disturbo da Accaparramento”, il “Disturbo da Pizzichio di Pelle” (forse per nascondere gli affetti da Morgelleons e l’indagine sulle relative cause) e il “Disturbo da Cibazione” non soddisfatti, evidentemente, del suo recente predecessore, il “Disturbo del Mangiar Sano” o più semplicemente, “Ortoressia Nervosa”, del quale parleremo in un prossimo articolo.

Fonte: http://crepanelmuro.blogspot.com/2012/01/esiste-una-definizione-del-disturbo.html

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