domenica 15 gennaio 2012

CROHN, SINDROME DEL COLON IRRITABILE

LETTERA

MALATO DA 11 ANNI E SCETTICO SULL’IGIENE NATURALE

Buongiorno, sono approdato al suo blog per quanto riguarda il morbo di Crohn, dopo un acceso dibattito con cultori della teoria vegana su FaceBook. Ho la malattia di Crohn da circa 11 anni ed anticipo subito che sono molto scettico nei confronti delle vostre teorie se non proprio oppositore. Ho provato in passato anche io ad ingerire frutta e verdura ma gli esiti sono stati catastrofici sino ad arrivare ad un blocco intestinale smaltito in 2 giorni tra atroci sofferenze.

ESPERIENZE PASSATE POCO CONVINCENTI

Ho provato anche dopo pulizia intestinale (preparazione per colonscopia) ed il primo giorno è andato bene, ma i successivi molto male. A parere mio, ciò era quasi scontato perché, nei primi giorni, l'intestino aveva bisogno di tutto per cui si è fatto andare bene qualsiasi cosa ingerita, ma dopo no.

I VEGETALI MI PORTANO ALLA DIARREA, OPPURE ALLA COSTIPAZIONE

Queste prove le ho fatte anche perché, in ospedale (Luigi Sacco di Milano), mi era stato appunto detto di provare a mangiare un po' di tutto, anche una dieta "salutare", privilegiando frutta e verdura, e vedere cosa tolleravo e cosa no.
L'esito è sempre lo stesso e, attualmente, quando mi capita per forza di mangiare "vegetali", spero solo nelle forti diarree, perché il contraltare sarebbe un ben più pesante blocco intestinale.

MAL SOPPORTO PERSINO IL RISO E TEMO PER LE ARANCE

Ora purtroppo mi trovo a mal sopportare anche il riso se in quantità superiore a qualche cucchiaio e a sperare di continuare a tollerare le spremute di agrumi per aver un qualche apporto vitaminico. Pertanto, al fine di non lasciar nulla di intentato, le chiedo se per cortesia mi potrebbe dare maggiori delucidazioni in merito ad una dieta da seguire, capace di portarmi giovamento.
Grazie e cordiali saluti.
Dr Fabio G. Gazzada

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RISPOSTA

AL DI LA’ DELLE POLEMICHE ACCETTO LA SFIDA

Ciao Fabio, mi piacciono le sfide e pertanto accetto anche la tua, senza voler fare troppe polemiche.
Dici di non credere e di essere quasi un oppositore, ma in 11 anni non hai risolto il problema con le teorie e i criteri medici, e poi alla fine mi chiedi, con malcelata umiltà e inconfessata rassegnazione, alcune dritte o alcune delucidazioni sui metodi di farti uscire dalla evidente impasse, dalle sabbie mobili in cui sei caduto. A me interessa questo, più che le polemiche fini a se stesse.

INTERESSANTE TABELLA COMPARATIVA SULLA MORTALITA’ DA CROHN E SIMILIA

Sul testo “Tissue cleansing though bowel management” (Pulizia tessuti attraverso corretta gestione intestinale”, testo classico del celebre gastroenterologo-chiropratico dr Bernard Jensen, c’è una tabella sugli indici di mortalità comparativa da malattie gastrointestinali, suddivisa per categorie:

- Medici, pediatri, gastroenterologi, chirurghi 50 punti %
- Locandieri, imprenditori alberghieri, osti 45
- Avvocati e notai 44
- Marinai 43
- Preti, monsignori, ministri 34
- Macellai 30
- Riparatori, meccanici 28
- Agricoltori e allevatori 25
- Giardinieri 22
- Polizia ferroviaria e facchini 20
- Lavoratoriagricoli 19
- Media generale lavoratori vari settori 28

I MEDICI, COME CATEGORIA, SONO DI GRAN LUNGA I PIU’ MALMESSI

Le statistiche dicono che il rateo di mortalità per malattie dell’intestono dei medici è il più alto di tutte le altre categorie che già di per sé sono malmesse e a rischio, con 31 punti percentuali in più rispetto ai lavoratori dei campi e con 22 punti in più rispetto alla media nazionale dei lavoratori in genere. Sarà opportuno tenerne conto, quando andiamo dal medico. Se devo dimagrire, non mi faccio curare da un ciccione che pesa 150 chili. Se devo ingrassare, non mi faccio curare da un nutrizionista pelle-ossa. Se devo guarire dai miei problemi enterici, non vado da un medico che è il più tartassato da queste patologie.

NON LASCIAMOCI IRRETIRE DALLA TERMINOLOGIA

Burrill Bernard Crohn è il gastroenterologo americano che nel 1932 dimostrò l’esistenza diffusa di una malattia particolare, chiamata poi in suo onore “Sindrome di Crohn”, caratterizzata da uno stato infiammatorio cronico includente ulcerazioni, sanguinamenti, fistole, e incapacità di digerire normalmente, con tendenza alla diarrea o allo stato opposto di blocco evacuativo, di massima stitichezza e costipazione.

UN MARE DI DEFINIZIONI PER UN COLON TRASFORMATO IN PATTUMIERA

Da allora in poi gli enti sanitari hanno continuato a dare nuove definizioni e nuovi modi di classificare le malattie dell’intestino, usando termini come colite, colite ulcerosa, retto colite, retto colite ulceerosa, MICI o malattia infiammatoria cronica intestinale, IBS o “Irritable bowel syndrome” (sindrome dell’intestino irritabile), IBD o “Inflamatory bowel diseases” (malattie infiammatorie dell’intestino), ileite, ileite regionale, gastroenterite acuta e cronica, e chi più ne ha più ne metta. La malattia di Crohn si sente nominare sempre più spesso, in una società che ha trasformato il tempio del corpo umano, chiamato colon, in un’autentica pattumiera.
Il CDC ha continuato inutilmente a dettare nuovi criteri selettivi per non confondere una malattia con l’altra, per dare cioè dignità, precisa formula identificativa alla sindrome di Crohn, e agli altri tipi di affezioni gastroenteriche. Nulla da fare, la confusione e il caos regnano più che mai.

UNA MEDICINA DEMENZIALE ED INCONCLUDENTE

Sono stati inserite le solite componenti batteriologiche, con l’helicobacter pylori
e le klebsielle, con le immancabili e cervellotiche componenti genetiche, gli antigeni HLA-B27 e altri ancora, con le solite etichettature idiopatiche (quasi che esistessero al mondo cose prive di causa) e auto-immuni (quasi che la natura impazzita e il sistema immunitario incretinito dessero improvvisamente i numeri e si mettessero a remare contro per dispetto o per paranoia).
Una medicina davvero demenziale, incapace di essere semplice, ragionevole, trasparente e utile all’uomo, più che a se stessa. Incapace di risolvere un semplice raffreddore, ma presuntuosa al punto di volersi porre su un piano superiore a quello della “Natura Sovrana Medicatrice di tutti i mali”.

PARLIAMO SOLO E SEMPRE DI INTESTINO IRRITABILE O DI CROHN GENERICO E FINITA LI’

La realtà è molto più semplice e banale. Parliamo semplicemente di gastroenterite o meglio di intestino irritabile IBS in inglese o MICI in italiano (che fa pensare ingiustamente ai gatti), e chiusa la questione. Ma alla medicina la cosa non comoda. Più malattie specifiche e diverse si elencano e più diversi farmaci e diverse specializzazioni nascono.
Al limite, per noi salutisti naturali va bene anche Crohn, termine sintetico e facile da ricordare, a patto di intenderlo non come vuole la CDC, specifico e super-specializzato, ma generico, a indicare tutta la famiglia di guai intestinali che colpiscono il condotto interno che va dalla lingua all’ano.

FISTOLE E PROPAGAZIONI DIFFERENZIANO ILEITE DA RETTOCOLITE

A differenza delle coliti ulcerose e delle rettocoliti ulcerose, la malattia di Crohn è un processo
transmurale e meno localizzato, per cui può risultare in infiammazione ed ulcerazione della mucosa intestinale, con sviluppo di fistole e ascessi. Fistole del colon, del piccolo intestino, dello stomaco e della vescica, con ovvie sovra-crescite batteriche, richiamate il più delle volte a svolgere il loro giusto lavoro di pulizia. Le fistole sono canaletti attraverso i quali defluiscono liquidi sierosi o purulenti. Gli stessi medici ammettono che nella malattia di Crohn si osservano le stesse manifestazioni gastrointestinali della colite ulcerosa e della rettocolite ulcerosa, ed anche quelle della diverticolite con formazione di ascessi.

ULCEROSA NON STA PER “ALTRA E DIVERSA MALATTIA”

La colite ulcerosa, dopotutto, non è altro che uno stato infiammatorio prolungato e cronico del colon, degenerato in ulcerazione. Una colite trascurata e degenerata, punto e basta.
Niente coinvolgimenti virali, motivazioni tropicali, sproloqui infettivi, coinvolgimenti di paesi a basso tenore sanitario. Guardando i vari commenti medici su internet, si nota come ogni volta che si nomina tale patologia, il termine colite o rettocolite viene scritto in lettere normali, mentre il termine “ulcerosa” viene sottolineato in neretto, quasi che ulcerosa significasse un’altra malattia diversa dalla colite.

PUNTIAMO PIUTTOSTO A RINORMALIZZARE LE NOSTRE FUNZIONI

Non è così. E’ la stessa malattia di prima nel suo logico percorso evolutivo.
Concentriamoci sul termine colite, e se vogliamo su quello più particolare rettocolite, e decidiamoci di mettere finalmente le cose a poste al nostro interno (cosa mai fatta prima, perché col cortisone e tutti gli altri farmaci non si fa nulla di buono), normalizzando i processi digestivi, purificando il sangue, e dando pieni poteri al sistema immunitario autoguarente. Questo è il significato di igienismo naturale.

ULCERAZIONE SIGNIFICA INFIAMMAZIONE PROLUNGATA E CRONICIZZATA DAI FARMACI ANTINFIAMMATORI E DALLE DIETE MAI CORRETTE IN TEMPO

Ogni volta che una infiammazione, in qualsiasi parte del corpo, viene trascurata e cronicizzata, si evolve in logica ulcerazione o perforazione del tessuto nella parte più debole e offesa sottoposta a stress termico. La mucosa intestinale, scarnifica oggi e scarnifica domani, a un certo punto cede.
Succede la medesima cosa, tanto per intenderci, nella formazione dei tumori benigni riparativi, che si sviluppano spesso come fase evolutiva dell’ulcerazione (vedi mia tesina Zona tumore, zona cancro, del 28/1/09).

IL SOLITO TUNNEL DELLE CURE FARMACOLOGICHE

Le proposte terapeutiche mediche implicano il regolare ricorso a farmaci tipo Cortisone, Mesalazina, a immunosoppressori (Metotrexate, Azatriopina) e Ciclosporina.
La medicina, per convincere i soggetti alla via rapida ed aggressiva di certi farmaci, ricorre come sua regola ai soliti mezzi persuasivi.

I MEZZI DI PERSUASIONE

Lo fa con la febbre da sfebbrare (persuadendo che l’alta febbre può fare grossi danni, scordando che il sistema immunitario ha le leve per regolarla opportunamente e che il corpo non va mai contro se stesso per legge naturale), e lo fa con l’appendicite (persuadendo che può andare in peritonite), e lo fa con il tumore (persuadendo che può andare in metastasi). In questo caso, i farmaci vengono giustificati da spettri come il megacolon tossico (potenzialmente mortale se non diagnosticato in tempo) e con l’altra complicanza terribile che si chiama cancro al colon.
Quanto alle diete consigliate, esiste prudenza ma anche confusione, in quanto si sconsigliano le verdure a foglia larga, senza dire quali, senza dire se crude o se cotte, senza dire il percome e il perché. L’unica cosa sensata e condivisa riguarda il divieto assoluto di latticini, di caffè, di fumo, di fritti e soffritti, di legumi e di cacao, a cui aggiungiamo sali, zuccheri, salse e integratori.

L’ESEMPIO DEL DR BIRCHER, SOVRANO STORICO INDISCUSSO DELLE GUARIGIONI GASTROINTESTINALI

Uno dei maggiori terapisti mondiali di tutti i tempi nel settore della gastroenterologia è stato senza alcun dubbio il dr zurighese Max Bircher-Benner (1867-1939), ridicolizzato ai suoi tempi dai suoi colleghi per il suo andare controcorrente, ma diventato poi medico curante degli Zar di Russia e di tutte le maggiori famiglie reali europee. Mangiare esclusivamente cibi crudi e non lavorati! Questo è l’ordine perentorio per tutti, ed in particolare per chi si è rovinato l’intestino.

LA RIVOLUZIONE BIRCHERIANA DEL CIBO VIVO

Il primo concetto del dr Bircher, da cui ogni altro corollario segue, stava nella frase “Life comes from life”, ovvero La vita viene dalla vita. Come tutte le rivoluzioni hanno bisogno di uno slogan, la rivoluzione bircheriana ne prese uno preciso e inequivocabile: “Eat living food!” che sta per Mangia cibo vivo! Cioè cibo fresco, crudo, non lavorato, non pastorizzato, non maltrattato, non sintetizzato, non privato della sua acqua biologica. Oggi, 80 anni dopo, le maggiori ricerche scientifiche condotte nei vari paesi del mondo portano tutte alla rivalutazione del cibo crudo nei processi guaritivi del corpo umano.

LA MEDICINA DI OGGI E’ FALLIMENTARE ALPARI DI QUELLA DI ALLORA

I medici non hanno cambiato nulla negli ultimi 200 anni, in accordo con quanto viene loro insegnato nelle accademie e nelle loro vetuste, ammuffite e polverose università.
Continuano a insistere sul fatto che il cibo crudo è indigesto e che nelle malattie gastrointestinali tutto dovrebbe essere sottoposto a cottura, visto che il crudo causerebbe flatulenze e altri disturbi, offrendo in contropartita poco valore nutritivo concentrato. Nessuna di queste affermazioni è veritiera, ammonisce il grande Max Bircher-Benner, medico personale degli Zar di Russia.
I medici-cialtroni di allora lo ridicolizzavano, mentre Zar e capi di stato si rivolgevano a lui e non certo ai suoi denigratori

GLI IMBARAZZANTI STRAFALCIONI DELLA MEDICINA

Esistono infatti tuttora medici e nutrizionisti che ripetono pedissequamente gli errori marchiani di inizio 900, acculturati come sono in università famose sì, ma afflitte da conservatorismo cronico acuto, ed incapaci di ritoccare e rivedere i propri dogmi obsoleti e assurdi, vecchi di alcuni secoli.
Medici incompetenti che continuano a far girare il loro disco inceppato e gracchiante.
Medici che insistono sulla pericolosità e sulla indigeribilità del cibo crudo, e sulla necessità di cuocere frutta e verdure, o sul fatto che un eccesso di fibre vegetali causerebbe flatulenze, e che in ogni caso tali cibi non avrebbero comunque alcun valore nutritivo.
Nessuna di queste dichiarazioni mediche possiede un minimo di verità.
Si tratta di enormi strafalcioni che qualsiasi scienziato serio è in grado di disintegrare.

I RISULTATI STRABILIANTI DEL DR BIRCHER PARLANO CHIARO

Anni di esperienza clinica e di risultati strabilianti, hanno permesso al dr Bircher di assistere alle più spettacolari guarigioni del secolo scorso. Il libro referenze del dr Bircher non ha infatti eguali in Europa, con dediche di regnanti e capi di stato, artisti e imprenditori, tutti beneficiati dalle sue cure, dai suoi metodi rivoluzionari di affrontare i problemi gastrointestinali. Persino le più persistenti enteriti e le più intrattabili costipazioni sono state risolte con una dieta rigorosamente e strettamente crudista-vegana.

I MAGNIFICI SEGRETI DEI CIBI CRUDI MA NON CRUDELI

Esperimento dopo esperimento, guarigione dopo guarigione, il dr Bircher non si limitò a buttare nelle immondizie ogni precedente insegnamento medico. Voleva lui stesso capire in dettaglio il perché preciso di queste guarigioni e di questa magia del crudo. Capì ben presto che i vegetali crudi contengono antibiotici naturali e ormoni vegetali efficaci e privi di effetti collaterali, accompagnati ovviamente dai minerali organicati, dalle vitamine naturali e dai loro rispettivi coenzimi.
Le cellule vive dei vegetali contengono molti food-enzyme che provocano un’auto-digestione, rendendo il crudo digeribile in metà tempo del cotto.

L’ESEMPIO ILLUMINANTE DEL CAVOLO, PANACEA DA CRUDO E NEMICO DA STRACOTTO

Il cavolo, ad esempio (che i gastroenterologi di oggi continuano villanamente a sconsigliare come vegetale a foglia larga) è un esempio eccellente. Da crudo è estremamente digeribile, con effetti benefici e miracolosi sia nei problemi gastrointestinali che nei reumatismi, nelle artriti e nelle mialgie, mentre da cotto comporta difficoltà digestive e causa pure flatulenze.

I VEGETALI CRUDI SONO L’ESSENZA DELLA RIVOLUZIONE BIRCHERIANA

Per non dire delle vitamine C ed E che devono essere assunte necessariamente crude e naturali, e la vitamina inositolo che rinforza enormemente i capillari, ed è presente a dosi massicce nei limoni, nelle arance e negli agrumi.

LA VITAMINA-U, OVVERO LA VITAMINA ANTI-ULCERA

Per non dire della vitamina U, che si trova sempre nelle foglie del cavolo, nel sedano e nelle verdure crude in generale, e che ha specifici effetti anti-ulcera, come dimostrato da importani studi condotti dalla Stanford University, dove le ulcere gastriche e duodenali sono state guarite sistematicamente grazie al cavolo e alla vitamina U (methylmeteoninsulfoniumchlorid). I vegetali crudi hanno pertanto un valore straordinario, e rappresentano l’essenza della rivoluzione terapeutica del dr Bircher.

LINGUA, STOMACO E INTESTINO SONO TUTTI INTERRELATI

E’ inutile affrontare la rettocolite ulcerosa concentrando ogni nostra attenzione sul termine colite e su quello ulcerosa, che rappresentano solo gli aspetti sintomatologici e finali del problema.
Non esiste gente che sta bene di stomaco o male di intestino, o viceversa. Non esiste gente che ha alito pesante e lingua patinata, e che ha un colon funzionante e privo di miasmi intestinali risalenti all’interno.

L’IGIENE PUNTA ALLA PATOLOGIA CAUSATIVA A MONTE, E NON AGLI EFFETTI FINALI A VALLE

Parliamo allora di apparato digerente, e ci avvicineremo meglio al vero problema. La via digerente, oltre che essere zona di assimilazione delle sostanze nutritive vitali, che si distribuiscono alle regioni più remote dell’organismo, è pure zona di scarico delle impurità che, attratte dal sangue circolante stesso, arrivano a questo condotto eliminativo per essere espulse dal corpo in zona colon-rettale.

DIGERIRE IN 1-2 ORE ANZICHE’ IN 3-8 ORE, O IN 40 ORE COME NEL CASO DEL PESCE E DELLA CARNE FA UNA ENORME DIFFERENZA

Questo spiega il perché un mal di testa o una febbre spariscano ogniqualvolta si scarica il ventre, o perché un’intossicazione e un’affezione renale causate da impurità del sangue, spariscano con l’aiuto di abbondanti diarree. Con un’alimentazione vegano-crudista a base di frutta e verdure crude, più mandorle e pinoli, la digestione si completa in 1 o 2 ore al massimo, purché si parta da un intestino non irritato. Con il cibo cotto servono invece 3-8 ore a seconda del cotto che immettiamo nel corpo. Con le carni e le proteine animali i tempi poi si prolungano a decine e decine di ore, per i residui putrefattivi che pervadono ogni area ed ogni anfratto del sistema digestivo, finendo per condizionare ed adulterare ogni pasto successivo.

LIBERARSI UNA VOLTA AL GIORNO E NON UNA PER SETTIMANA

In fisica, ogni tipo di lavoro genera calore. Il processo digestivo è determinato dal lavoro che l’organismo compie. Più lungo e complicato è questo lavoro e maggiore sarà il surriscaldamento generato. Il calore è la vera causa della febbre intensa generata dalle putrefazioni intestinali.
L’ideale, per chi prende 3 pasti al giorno, è liberarsi con regolarità e puntualità al mattino e la sera, cioè 2 volte al giorno, ma senza farmaci.

STITICHEZZA E COSTIPAZIONE, MADRI DI TUTTE LE PATOLOGIE

La stitichezza è il male endemico, causata da carni, pasta, dolciumi, pane bianco, latte, formaggio, gelati, caffè, vita sedentaria, aria viziata, water eleganti in cui ci si adagia a leggere, a riposare e a riflettere sulle proprie disgrazie gastrointestinali, sulla propria stitichezza cronica, madre di tutte le patologie mondiali, di tutti gli innocenti batteri (chiamati a banchettare con gli abbondanti materiali di scarto) e di tutti gli innocentissimi virus (detriti cellulari inerti derivanti dalle nostre morie cellulari interne, ed accumulati per carenza temporanea di efficienza metabolica).

SE METTI GASOLIO AL POSTO DELLA BENZINA NON LA PASSI LISCIA

Tutte le affezioni dell’apparato digerente sono di natura costipativa e infiammatoria, cioè febbrile.
Ed è proprio questo stato febbrile la vera causa di raffreddamento della pelle e delle estremità, col sangue che si trasferisce in zona interna intestinale. Il classico sintomo degli stati infiammatori e catarrali dell’intestino, conosciuti coi nomi di enterite, gastroenterite ed enterocolite, consiste in una poderosa eliminazione delle sostanze corrotte dal corpo. La causa tipica è dovuta alla irritazione delle pareti interne dell’intestino per fermentazioni malsane, originate da una alimentazione offensiva e mal-tollerata. Se l’infiammazione e il catarro si manifestano nell’intestino crasso si ha colite, se si estendono al crasso e al tenue ci ha enterocolite.

PER LA RETTOCOLITE SI CONSIGLIA DIGIUNO DI 3 GIORNI SEGUITO DA DIETA CRUDISTA, CON PROGRESSIVA INTRODUZIONE DELLE CRUDITA’ MEGLIO TOLLERATE

Di per sé la diarrea è una difesa organica e quindi un fatto positivo. E’ consigliato in questi casi un digiuno ad acqua distillata (o acqua leggera di alta montagna) di 3 giorni, a seconda della gravità (Manuel Lezaeta consiglia anche l’aggiunta di assenzio, camomilla e salvia, Ehret consiglia il succo di limone nell’acqua, Shelton solo acqua, al pari di Batmanghelidj, il medico iraniano di “Il tuo corpo implora acqua”). La dieta successiva è composta da frutta di stagione, specie nespole e mele cotogne non troppo mature, perché rinfrescanti e antiputride. Utile anche ricorrere ai cataplasmi di fango applicati sul ventre, nonché ai bagni freddi di 15 minuti alla zona genitale.

MANGIARE SEMPLICE, SENZA SALE E ZUCCHERO, SENZA TROPPE MESCOLE

La rettocolite ulcerosa deriva da un assottigliamento della pelle e da un regime alimentare innaturale, con abuso di alcol, di carne, di alimenti a base di sostanze droganti, di farmaci, di confetti e polveri purgative. Anche chi è astemio, ma commette sistemici errori di combinazione alimenti, vivendo in costante stato di fermentazione alcolica intestinale, si ritrova con gli stessi problemi di chi beve alcol, pur non mettendo un goccio di vino in bocca.
Importante pertanto seguire le norme di una buona digestione, partendo sempre da un piatto di verdure crude, seguito da amidacei crudi (o cotti conservativamente), e quindi da proteine vegetali sottoforma di mandorle o simili, mantenendo i pasti di frutta lontano dai pasti principali.

CONGESTIONE E INFIAMMAZIONE SONO I PRECURSORI DELL’ULCERAZIONE

Perché l’apparato gastrico e quello intestinale siano colpiti da ulcera bisogna che le mucose interne siano state prima congestionate e surriscaldate cronicamente da nostre continue sviste alimentari e comportamentali. A parte il ricorso al digiuno, il rimedio proposto in questi casi da Lezaeta consiste nel congestionare e febbricitare esternamente l’epidermide con fasciature umide e fredde, e nel richiamare dunque sangue dalle zone congestionate delle mucose intestinali, decongestionandole e disinfiammandole. Ma la vera cura rimane sempre quella. Quella cioè di metterci agli ordini del nostro sistema immunitario, digiunando e poi alimentandoci a crudo, e di passargli il nostro telecomando corporale, ovvero la regia di ogni operazione ripristinante ed autoguarente.

LE RICERCHE DEL DR BURKITT SULLE TRIBU’ DEI BANTU AFRICANI

Il dr Bernard Jensen, amico del Dalai Lama, di Sai Baba e di Aurobindo, è anche conosciuto come fondatore del celebre Hidden Valley Health Ranch in USA , dove sono stati curati pazienti col colon disastrato, da tutto il mondo. Jensen ricorda una ricerca del suo amico dr Burkitt condotta presso le tribù Bantu africane della campagna, dove le coliti non esistono. Il tempo di permanenza delle feci nel colon determina il livello di putrefazione e la velocità moltiplicativa di batteri indesiderabili (anaerobi). Gli stessi Bantù, quando vanno a vivere nelle città, cambiando alimentazione, diventano come gli inglesi e come gli europei, carichi di letargia intestinale, di pigrizia cronica nella peristalsi e nei movimenti espulsivi.

ABBIAMO UN CORPO FORTE E SUPERPROTETTO

Il corpo umano è molto protetto, avendo la pelle come prima barriera difensiva contro tossine e microrganismi indesiderati. Persino le lacrime degli occhi e il sudore dell’epidermide hanno proprietà battericide. Il muco che riveste le membrane interne cattura veleni ed invasori, mentre ogni offesa batterica viene distrutta dal poco ma efficace acido cloridrico del nostro stomaco.
Il sistema immunitario è composto dal sistema linfatico, che include la milza, le tonsille, l’appendice, la ghiandola timo, le cellule epatiche stellate di Kupffer (Wilhelm Kupffer, anatomista tedesco, 1829-1902) e le placche intestinali di Peyer (Johann Konrad Peyer, medico svizzero, 1653-1712).

CHILOMETRI DI VASI LINFATICI E DI NODI PURIFICANTI

Il sistema linfatico è composto di migliaia di chilometri paralleli al sistema cardiocircolatorio, ed è costellato lungo il suo percorso di piccoli nodilinfatici che filtrano ogni sostanza indesiderata, producendo cellule come i polimorfoleucociti, i fagociti, le B-cells, le T-cells, le Kupffer-cells e le Peyer-cells del piccolo intestino. Tutti questi anticorpi lavorano con una sostanza chimica chiamata interferone, emessa in relazione alla richiesta di protezione immunitaria.

E’ FONDAMENTALE NON TASSARE IL SISTEMA IMMUNITARIO CON DIGESTIONI DIFFICILI E LEUCOCITOSI

Quando i canali eliminativi sono sotto-attivi, il materiale tossico entra nel sangue e nel sistema linfatico troppo rapidamente per essere depurato dal fegato e dalle funzioni immunitarie citate, e finisce per depositarsi negli organi e nei tessuti più deboli. Il sistema immunitario diventa progressivamente più debole in un vero e proprio circolo vizioso, per cui subentrano facilmente le malattie autoimmuni e le malattie degenerative. La difesa naturale del corpo e del colon passa attraverso una dieta virtuosa e un organismo funzionante.

LA PIU’ FORTE DIFESA NATURALE E’ RAPPRESENTATA DA UNA DIETA COMPATIBILE COL NOSTRO MOTORE UMANO

Tutto questo discorso per dire che la più forte difesa naturale contro le malattie in generale, e contro le malattie del colon in particolare, è rappresentata da un corpo pulito, riposato, chimicamente bilanciato, e dotato di canali eliminativi salubri, attivi e funzionanti.
Tutte cose ottenibili mediante una dieta coerente ed allineata con il disegno corporale umano, vale a dire con una dieta fruttariana e vegano-crudista, o almeno tendenzialmente crudista.

THOMAS PARR, MORTO A 152 ANNI, ASSASSINATO DALLE BISTECCHE

Ed è solo a questo che bisogna puntare, con visuale di lungo periodo. Merita raccontare qui la storia dell’uomo più longevo nella storia del mondo occidentale. Parliamo di Thomas Parr, della contea di Salopp, in Inghilterra. Nato nel 1483, sopravvisse ai regni di 10 monarchi britannici come Edoardo IV, Edoardo V, Riccardo III, Enrico VII, Enrico VIII, Edoardo VI, Mary, Elisabetta, Giacomo I, Carlo I. Venne sepolto il 15 novembre 1635, alla tenera età di 152 anni.
Si era sposato nel 1563 all’età di 80 anni, e rimaritato a 122 anni. A 130 venne accusato di aver prodotto dei figli illegittimi con altre donne. Contadino e giardiniere del re per tutta la vita.

IL SEGRETO DI PARR STAVA TUTTO NELLA PERFEZIONE DEL SUO COLON

Su ordine di re Carlo I, il famoso dr Harvey (scopritore della circolazione del sangue) condusse una accurata autopsia sulla salma, per capire le ragioni della straordinaria vitalità di quest’uomo.
Harvey dichiarò che la morte non fu naturale ma un quasi-omicidio causato dalla dieta lussuriosa che gli era stata propinata a corte, senza la quale avrebbe di sicuro vissuto molti più anni ancora.
Tutti gli organi di Parr erano in condizioni ancora perfette. In particolare, l’intestino era caratterizzato da una struttura inalterata, e da una congenita flora protettiva che non era andata perduta, nonostante gli anni.

LA SALUTE STA NEL DINAMISMO DEL COLON E NON NELLA SUA PIGRIZIA

Il colon è fatto di una struttura muscolare che muove il materiale tossico in coordinazione col movimento peristaltico. Se il colon è pigro o letargico l’operazione non avviene con il dovuto dinamismo. L’azione del colon è la risultante di tutto il processo metabolico che la precede.

COLON SPORCO SIGNIFICA SANGUE SPORCO E DENSO, NONCHE’ CORPO INTOSSICATO

Pulire, detossificare, eliminare sono parole che ascoltiamo sempre, ma che non colleghiamo mai al colon e alla sostanza fecale che sta in quella zona. Il processo ripulente deve riguardare ogni parte e ogni cellula del corpo umano. Possiamo dire che il sangue umano non può mai avere un tasso di pulizia superiore a quello del suo colon. Dal momento che il sangue circola in ogni cellula, le tossine dovute a un colon difettoso vanno a contaminare l’intero organismo. Non a caso il colon viene definito il tempio della salute umana, da tenere in ordine maniacale, mentre l’umanità, priva di saggezza e di discernimento, lo ha trasformato in una orribile e indegna cloaca.

MALATTIE GASTROENTERICHE E COLIBATTERI

Non si può avere un colon sano senza un sangue pulito e fluido. Non si può avere un colon sano se manca la tonalità, l’energia, quella vivacità intestinale capace di spingere verso l’uscita i nostri escrementi. I colon rovinati denotano preponderanza di batteri anaerobici e pericolosi come i bacillus Coli. Da notare che questi bacilli diventano patologici non per natura, ma per colpa nostra, essendo costretti a sopravvivere in totale assenza di ossigeno, e a diventare così anaerobici e produttori di sostanze micidiali.

MATERIALE FECALE E FLATULENZE

Le flatulenze sono causate dai colibatteri. Parliamo del bacillus Welchii, del bacillus Putreficus, del bacillus Enteridis, del bacillus Breslau, del bacillus Suipestifer, del bacillus Clostridium, del bacillus Streptococci Bovis, del bacillus Streptococci Fecalis, della Salmonella ed anche del morbo chiamato Mucca Pazza. Le putrefazioni e le fermentazioni sono all’ordine del giorno in questo tipo di intestini. I materiali tossici che si trovano in abbondanza includono veleni potenti e corrosivi tipo l’indolo, lo scatolo, l’ammoniaca, le ptomaine, il pirolo, la cadaverina, l’isoamilina, l’etilamina, eccetera, nonché gas e miasmi micidiali che salgono dal basso intestino e si espandono verso l’alto.

LE PREFERENZE GASTRONOMICHE DEI COLIBACILLI

I bacillus Coli preferiscono un ambiente alcalino in sede di colon, e quindi chiedono proteine a colazione, a pranzo e a cena. Amano decisamente le proteine animali. Il brodo di carne è il loro succo preferito. Le bistecche al sangue sono in cima alle loro preferenze. La cadaverina è il loro lecca-lecca.

VENIAMO ALLE SOLUZIONI CURATIVE ODIERNE

Come curare dunque l’ileite, la colite e tutto il resto? Le contraddittorie soluzioni degli ospedali italiani e non italiani, quelle dettate dai primari di gastroenterologia, vengono alla luce in modo preciso e inequivocabile, non appena una persona si trova coinvolta in questo tipo di problemi e in questo tipo di meccanismi sanitari. Chiaro che gli ospedali prendono ordini dall’OMS. Non si muove foglia che Dio non voglia. Cose che tutto sommato si conoscono già, ma che non finiscono mai di stupire.

UNA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO ANTICIPATO

Per tutte queste malattie, i manuali medici più avanzati dichiarano qualcosa di importante, ovvero che Le varie terapie mediche sono mirate alla riduzione temporanea dei sintomi e a niente altro che quello, non essendo conosciuta l’eziologia, cioè il fattore causale ed originario della malattia stessa.
Una vera e propria dichiarazione di fallimento e di incapacità terapeutica.
Non a caso la malattia di Crohn è caratterizzata da periodi, anche lunghi, di remissione, intervallati da periodi di riacutizzazione. I trattamenti medici e le diete mediche impediscono evidentemente ogni tipo di auto-guarigione. La presenza di anemia viene a sua volta interpretata come manifestazione di infiammazione cronica, di perdite sanguigne dalla mucosa, da carenze di ferro, da malassorbimento delle vitamine del gruppo B (B9 e B12), dalla chlamydia (colite ischemica), da situazioni simil-Aids, e via discorrendo.

CINQUE SBALORDITIVI COMANDAMENTI DELLA MEDICINA OSPEDALIERA

1) L’alimentazione non c’entra gran che, e rappresenta il 5% in fatto di causa, di importanza e di eventuali cure. (Come dire che ogni cosa verte sui farmaci, ma che però questo non esime i medici dal mettere lo zampino in materia nutrizionale).
2) Eliminare in modo rigoroso frutta e verdura, soprattutto se crude (ma non avevano appena detto che la dieta non c’entra più di tanto?).
3) Ricorrere ad alimentazione carnea in modo intenso e sistematico.
4) Fare largo uso dei brodini di spezzatino e dei brodini di pollo.
5) Fare ricorso ad alimenti cotti e devitalizzati.

CURE FANTOZZIANE E BANFIANE

Come dire una cura fantozziana, spiattellata senza esitazione e senza alcun pudore dalla classe medica. Servirebbero le battute e le scenette irresistibili e dissacranti di artisti stile Lino Banfi, per commentare al meglio queste situazioni che rasentano l’assurdo. Non ce l’abbiamo con gli ospedali nostrani o con quelli dei paesi vicini. Il problema è semplicemente generalizzato, standardizzato, approvato con beneplacito della Chiesa di Atlanta.

UN’ACCURATA CURA PER AMMALARSI MEGLIO E DI PIU’

Questa, più che una cura per guarire, è una cura per ammalarsi. Il brodo di carne e di pollo, onestamente parlando, pensavo fosse stato depennato del tutto, messo fuori legge in tutti gli ospedali del mondo, dopo essersi dimostrato letale persino per i cani. Peccato che non si possa ironizzare troppo, perché qui ci va di mezzo un bene prezioso quale la salute delle persone a cui è giusto dare la precedenza, ma anche la salute degli animali, la salute dello spirito e della natura nell’assieme.

ANDIAMO DUNQUE ALLE NOSTRE PROPOSTE IGIENISTICHE

Prima cosa un migliore approfondimento culturale di tipo alternativo al caos sanitario mondiale. Ricordo che ho scritto diverse tesine su questo argomento:

- Ileite e dissenteria, o malattia di Crohn, del 23/6/10
- Rettocolite ulcerosa e rivoluzione bircheriana, del 15/6/10
- Quindici anni di rettocolite ulcerosa e di inutile cortisone, del 1/7/10
- Parkinson e rettocolite ulcerosa, del 5/7/10
- Rettocolite guarita, papillomi nei e CDC, del 14/7/10
- Tutto parte dal colon, del 3/9/09
- La salute umana parte dal colon, del 24/6/10

FORMULA UNICA E FONDAMENTALE PER RIPRISTINARE LA NORMALITA’ DEL COLON

Per combattere poi la spirale malandrina e rimettere in forma il colon non esistono dubbi di sorta, e occorre fare quanto segue:

1) Rimuovere il materiale fecale accumulato e spesso indurito e gommoso al pari di vecchi pneumatici di camion.
2) Cambiare radicalmente la nutrizione, passando da una dieta intossicante (onnivora) a una dieta eliminativa (vegana-crudista).
3) Ricorrere al digiuno terapeutico (con tanta acqua).
4) Ricorrere alle irrigazioni intestinali (in sede di emergenza e non come cura stabile).
5) Ripulire accuratamente la mente e il cervello da tutta la cultura-spazzatura propinata da una certa medicina.
6) Stare lontani dallo stress, sia in famiglia che fuori di essa.
7) Fare respirazione ritmata e profonda, ricorrendo anche a tecniche yoga.
8) Stare alla larga del fumo attivo e passivo, alla larga dell’aria viziata, alla larga dai caffè, dai the e dalle cole.

LA MAGIA DEL SUCCO DI CAROTA

I sistemi depurativi ideati dal dr Jensen includevano succo di carote, di sedano e di mele.Arrivò a tenere un paziente, poi guarito, per un anno a succo di carote, dato che era in condizioni pessime e non riusciva ad assimilare altro che quello. Jensen non pensava affatto che il succo di carote avesse chissà quali virtù curative, ma che possedesse semplicemente le doti di permettere un invertimento della situazione, un rafforzamento minimo del sistema immunitario e una lenta ripresa corporale, cosa che in effetti avvenne

SUCCO DI MELA, SUCCO DI BIETOLA, SUCCO DI PATATA, SEMI DI LINO E DI PSILLIO PESTELLATI

Gli altri succhi preferiti erano quelli di mele e di beta vulgaris (o erbette), ottime regolatrici delle funzioni intestinali. L’uso di semi di lino pestellati, di psillio, e di altri semini simili, nonché di germogli tipo l’alfa alfa, e le cure a base di anguria, o di centrifugati di rape, carote, patate, ananas, e di altre verdure crude, erano pure raccomandati nella sua clinica. Chiaro che tutti i semini e tutta la frutta da guscio va inserita nella dieta, con l’attenzione di masticarla in modo accurato.
Il succo di patata, o anche la patata grattugiata con le carote, ha effetti straordinari contro la stitichezza.

LA VITA E’ UN CONTINUO INTOSSICARSI E DISINTOSSICARSI

Chi si sogna di fare un periodo di disintossicazione, e di garantirsi anni di vita tranquilla e beata, mangiando ogni possibile porcheria, non ha capito ancora niente. Ogni trasgressione alle leggi naturali e divine si paga. Ogni nodo viene al pettine.

RACCOMANDAZIONI FINALI PER RIPRISTINARE LA NORMALITA'

Mettere il paziente a riposo totale per un paio di giorni o anche di più se necessario, e farlo rinascere pian piano con una dieta crudista dove non manchino carote, patate, germogli, sedani, bietole, rape, patate dolci e tutta la frutta possibile man mano che l’intestino dà segni di ripresa, incluso l’anguria, i fichi d’India, i fichi, i mirtilli, e l’uva, masticandone con cura anche buccia e semi.

DARE MODO ALLE FISTOLETTE INTERNE DI DISINFIAMMARSI E RIMARGINARSI

Nei primi giorni dopo il digiuno, abbondi anche soltanto col succo di carote (o col succo di carote, sedano ed ananas, e niente altro), per dare modo alle ferite interne di rimarginarsi.
Sole e respirazione dovranno accompagnarlo man mano in questo percorso di ripresa. Tenerlo lontanissimo dalla carne, da tutti i tipi di brodo, dal fumo, dal caffè, dalle varie bevande rovinose.

Valdo Vaccaro

Fonte: http://valdovaccaro.blogspot.com/2012/01/crohn-sindrome-del-colon-irritabile.html

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