sabato 12 novembre 2011


The Sims Social

The Sims Social è in assoluto uno dei giochi di Facebook che sta andando per la maggiore. Questo gioco creato dalla Electronic Arts, infatti, sta avendo un enorme successo che, tradotto in numeri, vanta quasi 37 milioni di giocatori solo nell'ultimo mese.
Tutta la libertà d'zione, il divertimento e la creatività del gioco originale The Sims è stata fedelemente riprodotta in questo gioco per Facebook.

Il vostro scopo sarà quello di personalizzare il vostro alter ego con le vostre caratteristiche uniche, le vostre ambizioni e di farlo socializzare con gli altri amici del gruppo. Quelle che sono le persone avoi più simpatiche o più antipatiche nella vita reale potranno essere anche nel mondo di The Sims Social. Grazie a questo gioco, inoltre, potrete approfondire le vostre amicizie e conoscere meglio tantissime persone.
Anche se nella realtà realizzare i vostri sogni potrebbe richiedere molto tempo e talvolta risultare anche impossibile, in questo gioco tutto è possibile. Farete vivere i vostri personaggi in una vita quasi completamente reale: potrete farsi dei nuovi amici, litigare, amare, tradire, vivere tranquillamente oppure sempre sulla cresta dell'onda.
Se invitate anche i vostri amici veri a far parte del mondo di The Sims Social, il gioco risulterà ancora più divertente.

Potrete divertirvi in tutta tranquillità con The Sims Social, questo gioco, infatti, è gratuito. All'inizio del gioco dovrete personalizzare il vostro personaggio scegliendo tra le tantissime caratteristiche fisiche disponibili e capi di abbigliamento.
Avrete la possibilità anche di personalizzare l'abitazione del vostro personaggio e di decorarla a vostro gusto.
Il vostro personaggio proverà le stesse emozioni che provate voi nella vita reale: il primo bacio, la prima litigata, il tradimento, l'abbandono, l'euforia di una nuova vita e tanto altro.
Scoprite come in The Sims Social realizzare i vostri sogni anche quelli più strani può essere più facile che mai: se vi impegnate sodo, infatti, potrete diventare ben presto ricchi sfondi oppure amati da tutti perchè sempre disponibili a dare una mano.

Qui sopra vi abbiamo mostrato alcune immagini di The Sims Social, mentre qui sotto vi facciamo vedere il video con il trailer di questo gioco per Facebook:



Se vi sembra interessante questo gioco allora visitate subito la pagina ufficiale di questa applicazione cliccando qui.

Giochi su Facebook

Se vi piace giocare mentre siete su Facebook allora date un'occhiata anche a Super Mario Bros, I 10 giochi di Facebook più giocati ad Aprile, Auto Hustle, Mystery Manor, Bubble Saga, Gardens of Time e Zombie Lane.

Giochi della settimana

Queste sono le altre recensioni che abbiamo pubblicato questa settimana: Infinity Blade 2: Un breve assaggio, WRC 2: FIA World Rally Championship 2011, Aliens: Infestation, Kirby's Return to Dreamland, FIFA 12, Batman: Arkham City e Risen 2: Dark Waters.

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NCIS

NCIS PCNCIS è finalmente approdato nel mondo dei videogiochi. La fortunata serie televisiva è divenuta, infatti, un gioco di avventura per pc. Gli stessi autori dello show televisivo hanno realizzato in esclusiva per questo gioco quattro episodi originali.
Compirete un viaggio che parte dagli Stati Uniti e vi porterà in giro per il mondo nel tentativo di risolvere casi veramente complessi di omicidio, spionaggio e terrorismo. Tirando fuori tutte le abilità che possedete assumerete il comando delle operazioni. Ogni membro del gruppo che impersonerete avrà le sue abilità esclusive e dovrà metterle a servizio della squadra per essere determinante nel raggiungimento della soluzione dei vari casi.
Il gioco è molto accessibile e non richiede una particolare esperienza. Vivrete per la prima volta un'esperienza unica: sarete voi a decidere le sorte della NCIS.

Qui sopra vi abbiamo mostrato la copertina di NCIS, mentre qui sotto vi facciamo vedere il video con il trailer di questo gioco per PC:



Giochi di avventura per PC

Se vi piacciono i giochi di avventura per PC allora date un'occhiata anche a Le avventure di Tintin: Il Segreto dell'Unicorno, Grand Theft Auto V, Secret Files 3, Tomb Raider, Jurassic Park, Giochi PC di Avventura: I più belli degli ultimi 10 anni e Lego: Pirati dei Caraibi.

Giochi della settimana

Queste sono le altre recensioni che abbiamo pubblicato questa settimana: Dance Central 2, Call of Duty: Modern Warfare 3: Defiance, The Black Eyed Peas Experience, Invizimals: Shadow Zone, Dragon Ball Z: Ultimate Tenkaichi, Sonic Generations e Jonah Lomu Rugby Challenge.

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Governo Monti: l'ombra del Bilderberg


Mario Monti, il prossimo presidente del Consiglio voluto da Giorgio Napolitano, è esponente di primo piano del Club Bilderberg, una associazione al limite del segreto che raggruppa le personalità più influenti del pianeta: politici, economisti, imprenditori, militari che annualmente si riuniscono per decidere le sorti del pianeta. La crisi italiana, eterodiretta da una potentissima centrale di potere, rischia di trasformarsi nella tomba della democrazia. La strada del voto, e quindi della legittimazione popolare del Governo, sembra eclissarsi definitivamente.

Monti e il Bilderberg, un colpo alla nuca della democrazia

Giorgio Napolitano, il comunista migliorista che approvò (pentendosene solo molti anni dopo) l’ingresso dei carri armati sovietici nell’Ungheria del ’56, ha nominato Mario Monti senatore a vita e, ad ore, si accinge a farlo anche Capo del governo. Ad applaudire la scelta, principalmente, è l’asse BCE-FMI, ovvero la banda Bassotti di tecnocrati, banchieri e speculatori internazionali che fanno capo alla Banca centrale europea e al Fondo monetario internazionale. Gli applausi più fragorosi, tuttavia, giungono dal club Bilderberg, cioè dalla cabina di regia dell’intera operazione. Il club Bilderberg (il nome è dell’albergo dove avvenne la prima riunione) , ovvero il club dei padroni del pianeta di cui Monti, da anni, è parte integrante. Mai, come in questo caso, per capire la scelta compiuta dalla banda Bassotti bisogna risalire “a monte”. Il club, o gruppo Bilderberg, è ignoto alla stragrande maggioranza del globo terracqueo, fattore che ne determina l’influenza occulta e la manipolazione segreta di tutte le principali decisioni che governano il pianeta. Stiamo parlando di circa un centinaio di persone potenti e influentissime, politici, economisti, imprenditori e militari collocati in posti chiave e strategici, che annualmente, dal 1954, si riuniscono in piccole cittadine, lontano dagli occhi della pubblica opinione, per assumere decisioni che riguardano il destino di milioni di inconsapevoli persone. Nel corso di questi meeting (nel 2004 lorsignori si sono riuniti in Italia, a Stresa) la stampa è tenuta rigorosamente alla larga e vige per i protagonisti il divieto assoluto di rilasciare qualsiasi tipo di dichiarazione. Per capirci, del Bilderberg ha fatto parte il banchiere David Rockfeller (uno dei fondatori) e ne fa tuttora parte Henry Kissinger, il potentissimo segretario di stato di Richard Nixon al centro delle più inquietanti trame internazionali degli anni ’70. Kissinger, per capirci, è l’uomo del golpe cileno e dello scandalo Watergate. Ma senza andare a ritroso nel tempo, e per restare a casa nostra, nel Bilderberg troviamo le tracce dell’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, del neopresidente della BCE, Mario Draghi, del pupillo di casa Agnelli, John Elkan, del numero uno di Telecom Italia, Franco Bernabè e, per finire, il presidente del consiglio in pectore – quello voluto da Napolitano – Mario Monti.

L’ex comunista migliorista ha deciso quindi di puntare su un uomo che è, nella migliore ipotesi, espressione del Gotha finanziario mondiale, mentre nella peggiore è parte integrante di un club di framassoni che decidono i destini del mondo. Invitiamo, tra coloro che ne volessero sapere di più, alla lettura dell’illuminante volume “Il club Bilderberg – La storia segreta dei padroni del mondo” del giornalista spagnolo Daniel Estulin. Un’inchiesta rigorosa e inquietante dove i lettori italiani potranno conoscere un aspetto segreto del prossimo premier.

E’ chiara, almeno ai nostri occhi, la deriva verso la quale ci stiamo avviando, quella di un esproprio progressivo della democrazia. La parabola berlusconiana ha fatto credere agli italiani che, contrariamente all’adagio popolare, al peggio vi fosse un limite. Invece non è così: il peggio deve ancora venire. Stiamo finendo nelle mani della più grande macchina di macelleria sociale che il mondo conosca, quella di una camarilla di plutocrati manovrati dalla più grande centrale di potere al mondo: il Bilderberg, appunto. Sorprende, in tutto questo, il ruolo di Giorgio Napolitano, levatrice di quello che si annuncia il più grande infarto della democrazia italiana. Il Capo dello Stato, dinanzi al crollo del berlusconismo, finito nel nulla come dal nulla era nato, aveva un solo dovere, che non è quello imposto dalla prassi, cioè di esplorare la possibilità di governi alternativi, ma quello imposto dalla realtà dei fatti: restituire la parola agli elettori e consentire l’insediamento di un governo legittimato dal consenso popolare. Il governo Monti, eterodiretto dai marescialloni del Bilderberg, è il colpo di nuca alla democrazia italiana.

di Pasquale Di Bello

Fonte: http://www.infiltrato.it/notizie/italia/governo-monti-l-ombra-del-bilderberg
Tratto da: http://informazioneconsapevole.blogspot.com/2011/11/governo-montilombra-del-bilderberg.html




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Un calendario per aiutare i gatti....



Amici, acquistando questo calendario aiutate tanti gattini che non hanno una casa e hanno bisogno di tante cose.....Le Sfigatte si dedicano al benessere di questi esserini bisognosi.

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UN PESO SULLO STOMACO

Silvio va da nonno Giorgio a togliersi un peso sullo stomaco
( come ha sempre cercato di far credere )
... sarà la volta buona ???



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PRENDI UNO E PAGHI TRE

Chi può dire se col cambio ci guadagneremo ??



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Senza parole


Más collares para nuestro escaparate de Otoño !!!

Adoro las perlas...son hermosas esferas llenas de brillo y glamour ......no tienen edad y visten siempre para cualquier look. Un toque de ellas y quedamos hechizadas ante su aspecto tan brillante, elegante y positivo.
Este collar corto es mezcla de perlas color negro y color cultra, un fabuloso hilo de perlas unidas entre sí a modo de rosario...me encanta hacer el cierre a rosario las deja moverse a sus anchas ondeando.
Detalle del colgante en cuarzo craklé para dar más luz. ART. COLGL-13
Todas las medidas son encantadoras, gargantilla con detalle de ondas en color marrón chocolate. Está demás que lo diga que sienta ideal...doy fé.COLGL-14
Otra estupenda gargantilla esta vez como motivo central una hermosa flor en tono siempre marrón chocolate.
Perlas, perlas y má perlas...!!! COLGL-15

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PROTEINOMANIA, COTTOMANIA E CUROMANIA, IN UNA SOCIETA' ALLO SBANDOSALUTISTICO

VALDO VACCARO HK LTD www.valdovaccaro.blogspot.com
www.drvaldovaccaro.com.hk
valdovaccaro@libero.it

FREE AND INDEPENDENT SCHOOL OF BEHAVIOURAL AND NUTRITIONAL SCIENCES
___________________________________________________________________________________
22 Ottobre 2011

PROTEINOMANIA, COTTOMANIA E CUROMANIA,
IN UNA SOCIETA’ ALLO SBANDO SALUTISTICO

(Conferenza di Tolmezzo-Udine del 22 Ottobre 2011)


I NOSTRI ARGOMENTI SUSCITANO PROFONDO INTERESSE

Amici di Tolmezzo e della Carnia, potrei anche salutarvi con un “Amììs de Furlanìe e de Cjàrgnie”, ma farei torto a chi è arrivato da fuori regione. Saluto dunque voi tutti con un cordialissimo “Buona Sera”.
Le cose da dirvi sono tante e il tempo a disposizione è limitato. Corro il rischio di fare come a Catania tre settimane fa, col meeting fissato tra le 20 e le 22 al Teatro dell’Istituto Salesiano. Saletta piena alle 19 e 30, e saletta piena brulicante a mezzanotte passata, 5 ore dopo, con nessuno che se ne voleva andare.
Ma anche qui a Tolmezzo, nel precedente incontro del 21 aprile, la saletta del Museo Carnico era stracolma, con gente seduta per terra lungo le pareti. Oggi come allora tutto è stato reso possibile dal grande lavoro organizzativo di Beatrice e della Mery, che hanno coinvolto le rispettive famiglie.
Ottimo il pamphlet realizzato dalla Giulia Veritti, sui valori specifici della frutta e della verdura, che potrà essere richiesto via email a promaria@tiscali.it.

SCETTICI E CURIOSI DI CONFRONTARE LA VOSTRA CULTURA CON LA SCIENZA DELLA VERITA’

Mi pare che pure oggi siate in molti davvero. Significa che qualcosa prude dentro di voi. Non penso affatto che siate tutti vegetariani, vegani, o addirittura igienisti naturali. Probabilmente siete semmai scettici e comunque curiosi. Portati magari a verificare e mettere a confronto quanto già sapete, pensate, fate e credete, cioè quanto vi ha dato la famiglia, la chiesa, la scuola e la televisione, con quanto vi offre e vi propone in alternativa questa scienza comportamentale che si chiama Igiene Naturale, e che merita di essere chiamata “Scienza della Verità”, “Scienza del Bene, del Giusto, del Sensato, del Logico e del Possibile”.

SUPER-RELIGIONE SENZA CHIESE E SENZA CELEBRANTI

Qualcuno si dirà che sto esagerando, che sto facendo opera di esaltazione.
Nossignori, vado anche oltre, e parlo di Hygiene come di “Scienza della Coscienza e del Benessere in Cielo e in Terra”. Non religione ma super-religione, e per giunta senza chiese, senza riti e senza preti. Senza oboli e senza elemosine.
Senza militari e senza servizi segreti, come succede per la New Age che il cosiddetto New World Order sta cercando di imporre al mondo intero a suon di fondazioni, di miliardi, e di invadenti e noiosissimi predicatori televisivi.

CERCHIAMO DI NON SBAGLIARE INDIRIZZO

Se pensate di assistere alle performance di un estremista vegano che vi fa mangiare pane e radicchio, bere acqua di sorgente e sparare tante pugnette in nome di un purismo assoluto e neo-proibizionista, avete sbagliato completamente indirizzo. Se pensate di assistere a un fanatico, a uno dei tanti nuovi profeti che vi viene a promettere la salvezza eterna, o a proporre soluzioni strampalate per vivere male e sacrificati, per fare insomma un salto dalla padella nella brace, avete sbagliato indirizzo. Se pensate di trovarvi di fronte a un mangiapreti, a un mangiamedici, a un mangiamacellai, a un mangiacacciatori, a un mangiapolitici, avete preso un abbaglio. Riesco a dialogare con tutti sulle basi della logica, della razionalità, del buonsenso, della sincerità, della trasparenza, dell’amore per noi stessi e per la natura.

TIFIAMO PER IL MASSIMO DIVERTIMENTO POSSIBILE, SIA IN QUESTA VITA CHE NELLE PROSSIME

“Vietare l’alcol, il fumo, il caffè, la carne, il pesce, il formaggio, l’uovo, il prosciutto, il cibo cotto, il sale e lo zucchero, cosa sarà mai se non proibizionismo?” La mia risposta è che noi siamo per il massimo svago possibile. Senza la salute non ci si diverte. Le sostanze citate, immesse nel corpo umano, causano effetti collaterali.
Abbiamo scoperto che ci si può divertire anche senza di esse.
Proibito è ammalarsi, cadere nelle maglie del diabete, della dialisi, della tiroidite, della sclerosi, del lupus, della cardiopatia e del cancro, questo è l’unico proibizionismo che accettiamo di rappresentare.

PUR BAZZICANDO NELL’ECCELLENZA, MERITATE TUTTI UN SALTO DI QUALITA’

Andiamo al dunque. Il vostro tempo è prezioso. Non ve lo voglio far perdere. Non ve lo voglio sciupare in chiacchiere. Non siete dei “mastìe-fumate” e dei “mene-bìghe”, come diceva mio nonno Markìn, quando vedeva dei giovani impigriti a grattarsi gli attributi.
Il mio obiettivo è far sì che, dopo aver acquisito questo documento e questi concetti, dopo aver dialogato alla fine con libere obiezioni e libere risposte, possiate rientrare alle vostre case e nella vostra realtà con un pizzico di valore in più, con qualcosa di extra-positivo ed extra-costruttivo nel vostro bagaglio culturale, nella vostra mente e nel vostro spirito.

NIENTE ETICHETTE E NIENTE APPARTENENZE

Una garanzia ve la do in anticipo, per dovuta chiarezza.
Non appartengo a nessuno e non sono strumento di nessuno. Non ci sono disegni strani e segreti dietro di me, non ci sono logge, massonerie o partiti segreti, o finanziamenti occulti. Non mi piacciono nemmeno le collocazioni, le etichette tipo vegano, igienista, crudista, ehretiano, sheltoniano.
Se facessi il barista o l’elettricista, o il tubista, o il bruciatorista, mi darebbero fastidio pure quelle etichette.
Sono un essere normale che si dedica magari a un determinato tipo di attività.
Sono pertanto come voi tutti, una persona cioè che vive, pensa e fa secondo criteri qualitativi, o comunque ritenuti tali.

LA LEZIONE DEL MAESTRO PITAGORA

Non siamo nati ieri. Nemmeno Pitagora era nato ieri, quando 2500 anni orsono fondava la sua celebre Università di Crotone, e creava le basi filosofiche e politiche per una nuova Civiltà Mediterranea e Mondiale, con tutte le città italiche della Magna Grecia (Crotone, Taranto, Messina, Eraclea, Locri, Gallipoli, Velia, ecc) rette alla perfezione da amministrazioni sagge, virtuose e pitagoriche, governate con principi sani, mai visti prima e mai visti dopo.
Non dimentichiamoci che si viveva in un mondo rozzo, schiavistico e orrendamente maschilista, con le donne prive di qualsiasi diritto civile (il diritto di voto femminile arriverà in Europa nel 1918, non senza che la londinese Anne Kenney e altre femministe conoscessero prima le sofferenze del carcere).

NESSUNA DISCRIMINAZIONE VERSO LE DONNE

Per Pitagora la parità tra uomo e donna era un dogma più che un diritto, e nelle sue scuole le classi erano scandalosamente classi miste.
Di sicuro Pitagora era troppo avanzato per quei tempi, e sarebbe troppo avanzato persino per i tempi odierni, caratterizzati come sono da superficialità, da imbrogli, da scandali, da frodi, da crudeltà mentale, da beffe, da epidemie inventate, da gioventù sbadata e sbandata, da gente che vive male, mangia male, defeca male, orina male, suda male, fa l’amore male o peggio ancora non lo fa addirittura, perché non lo sa fare o perché non gli interessa nemmeno.

UNA ISTERICA CACCIA ALLE OPERE DI PITAGORA DA PARTE DEL CLERO

Perché proprio Pitagora? Non era nato ieri, dicevamo. Pitagora non era un grande, non era un Platone o un Socrate. Pitagora era un super-grande. Tanto grande che se ne resero conto mille anni dopo i papi e la Chiesa, che trovavano evidenti ostacoli alla penetrazione del loro credo cristiano, nel senso che la fama di Pitagora oscurava in tutto e per tutto quella di Gesù. E fu per questa assurda e patologica gelosia postuma che l’Inquisizione scatenò una caccia spietata alle opere di Pitagora e dei Pitagorici. Un repulisti sistematico presso le biblioteche e i monasteri, che si risolveva sempre con un grande rogo di tomi, di pergamene, di papiri e di scritti dal valore incommensurabile.

IL MEGLIO DEL MEGLIO DELLA CONOSCENZA ANTICA

Pitagora era ai suoi tempi un contenitore vivente. Aveva girovagato in lungo e in largo per l’Egitto, la Caldèa e la Mesopotamia, studiando matematica, musica, medicina e scienze occulte coi grandi sacerdoti, incontrando studiosi e filosofi, rastrellando il meglio del meglio della conoscenza antica, e portando il tutto con sé a Crotone, sulle nostre coste ioniche.

PITAGORA ETERNO FARO DELL’UMANITA’

Tanto grande, giusto ed illuminante era Pitagora che venne brutalmente fatto fuori dall’ignoranza e dalla demagogia. Una fine orribile e vergognosa che pesa come un macigno su tutti noi, che disturba ed imbarazza non meno della crocifissione di Gesù. Pitagora non solo igienista, non solo filosofo della salute e dell’equilibrio psico-fisico, non solo vegano e matematico, ma anche politico e pure martire.
Con la differenza che, mentre Gesù ha ricevuto il conforto di 2000 anni di Cristianesimo, Pitagora, a parte 500 anni di divinazione da parte della Civiltà Greco-Romana, ha continuato a subire crocifissioni, insulti da parte della chiesa vaticana, animata da una dissennata furia incendiaria contro qualunque cosa e qualunque persona che facesse ombra alla fede cattolica.

I VERSI IMMORTALI

Igiene dunque che si rifà a Pitagora. Hygiene come regola di comportamento e regola di alimentazione.
Le scuole di Pitagora erano molto selettive ed educative. Pitagora insegna l’amore per il Dio Sole, l’amore per se stessi, per i propri genitori, per il prossimo, per gli animali col pelo, le pinne e le piume.
Bruciata ed incenerita la sua opera dai preti, siamo costretti a prendere brani e scritti di altri autori su di lui. A parte i famosi teoremi sui triangoli, studiati nelle scuole del mondo intero, una sola opera scritta di suo pugno ci rimane, e si tratta dei “Versi Immortali”, che ho inserito, non a caso, nel mio testo “Alimentazione Naturale”.

PITAGORA, COI SUOI 5 PUNTI CHIAVE, CE L’ABBIAMO TUTTI NELLE VENE

Basta però interpellare gli allievi diretti di Pitagora, per capire qual’era la musica, l’atmosfera e lo spirito che animava il nostro grande maestro (e quando dico nostro dico anche vostro, perché Pitagora ce l’abbiamo tutti nel sangue, nei meandri della coscienza, per cui dobbiamo solo recuperarlo).
Cosa scrive Larisa, moglie di Kostantinos, allievo di Pitagora?
Dice che i principi della vita “in amore con l’intero” (cioè con l’universo) sono molto semplici, e sono basati su 5 punti chiave:

1) L’amore cordiale
2) La calma della mente e il silenzio interno
3) La benevolenza verso tutti, uomini, animali e piante
4) L’operare per il bene di tutti i viventi, nei propri pensieri, nelle proprie
emozioni e nelle proprie azioni.
5) La gratitudine verso il Creatore per tutte le lezioni che ci dà ad ogni
istante della nostra vita.

OGNUNO RACCOGLIE QUELLO CHE SEMINA

Pitagora insegna aveva che la giustizia divina è grande, per cui ognuno raccoglie i frutti che ha seminato in questa vita e in quelle precedenti.
Niente diavoli e niente inferni. Se il nostro frutto è amaro, diamoci da fare per renderlo più dolce.
Hygiene che parte giustamente da Pitagora.
Hygiene come materia eclettica e multi-comprensiva.
Qualcosa che riguarda da vicino le necessità reali ed intime del singolo cittadino e dell’intera comunità umana, oltre che gli interessi della natura e dell’ambiente, incluse le creature viventi che abitano e che, al pari di noi, hanno diritto di vivere, e di non portare al collo, ignare e frodate, una inquietante targhetta con la data della loro prossima esecuzione.

HYGIENE TROPPO BELLA E TROPPO SCOMODA

Hygiene come scienza del vivere e del filosofare, come religione vera stracarica di significati spirituali ed ultraterreni, anche se priva di icone, di riti e di genuflessioni.
Hygiene come scienza comportamentale e salutistica, attentissima alle condizioni della persona umana, allo stare bene, in forma ed equilibrio, ma anche al come ripristinare la salute, una volta che l’avessimo persa lungo il cammino.
Hygiene ignorata, insabbiata, ostacolata, perseguitata, perché va a scalfire ed intaccare i grossi interessi consolidati.

PIU’ SPIRITO E MODO DI ESSERE CHE TECNICA TERAPEUTICA

Un altro tipo di medicina forse? Una scuola in competizione frontale con la medicina allopatica, con l’omeopatia, con l’ortomolecolare, con l’ayurvedica, con la macrobiotica, con la teosofia steineriana, coi Fiori di Bach e tutto quanto esiste in campo terapeutico? Molto di più di tutto questo.
L’igienismo è spirito, modo di essere piuttosto che teoria e metodo di cura.

ESSERE IGIENISTI E’ DOVERE RESPONSABILE PER OGNUNO DI NOI

Hygiene è una serie di regole, di leggi naturali, di principi trasversali che riguardano e attraversano tutte le scuole e tutte le filosofie, per cui ognuno di noi, medico o non medico, naturopata o non naturopata, laureato o privo di questi sudati, ma anche odiosi ed abusati e discriminanti pezzi di carta chiamati titoli di studio, ha il diritto e il dovere di essere igienista, ovvero di pensare in modo civile, retto, virtuoso, sensato, sociale, educato, amorevole e rispettoso.

LA DISGRAZIA DI TRADIRE SE STESSI

Paradossalmente, ha dentro di sé doti igienistiche anche il medico che sta conducendo operazioni chirurgiche e farmacologiche border-line, anche il macellaio che sta affondando il coltello nella gola di un ennesimo maialino urlante, anche la studentessa scemetta che esce da scuola con aria sfrontata e sigaretta in bocca, impedendo al suo sistema cellulare di ossigenarsi e di vivere, arrecando cioè grave offesa a se stessa e al bambino che un giorno potrebbe voler concepire. In tutti questi casi la gente infrange le regole e fa finta di niente. Ha imparato a tacitare la voce interna della propria coscienza e a fare il callo sopra una pessima abitudine o su una deformazione professionale. Questo significa tradire se stessi e tradire il prossimo, oltre che diseducare gli altri e diffondere il cattivo esempio.

VOGLIAMO IL RINNOVO DELLA MAGNA CHARTA

Cosa chiediamo in concreto noi igienisti? Abbiamo delle pretese e delle ambizioni che vanno molto al di là del cavolfiore, delle castagne e dei ravanelli. Non possiamo chiuderci nel nostro orticello e disinteressarci di quanto sta avvenendo intorno a noi, come se si trattasse di cose ne non ci riguardano.
Ci riguardano eccome.
Vogliamo una civiltà in sintonia e in simbiosi con la natura, e non in conflitto insanabile con essa.
Una civiltà in logica continuazione con quelle del passato, Inca, Maya, Egizia, Indiana, Cinese e Greco-Romana. Chiediamo il rinnovo della Magna Charta a tutela dei diritti fondamentali. Una Magna Charta contro lo schiavismo, contro il razzismo, contro la sopraffazione del più debole, contro il consumismo esasperato, contro l’impoverimento progressivo dei popoli, contro la plutocrazia e l’oligarchia dei nostri giorni, contro tutte le armi di offesa e in particolare contro le armi psicotroniche di ultima generazione, più che mai disumane ed angoscianti, che caratterizzano gli arsenali segreti dei despoti al potere.

UNA PLEBISCITARIA RIBELLIONE MONDIALE CONTRO ROTHSCHILD E ROCKEFELLER

Vogliamo senza mezzi termini una pacifica e plebiscitaria ribellione mondiale contro l’infido ed iniquo dominio dei Rothschild e dei Rockefeller, dei regnanti d’Olanda e d’Inghilterra, delle 15 famiglie che hanno in mano le sorti del pianeta, contro i galoppini presidenziali tipo Bush, Clinton e Obama, e contro i servitori del soldo e del potere tipo Soros, Murdoch, Brezynski, Kissinger e Gorbachev, contro i lustrascarpe politici di tutti i governi e di tutti i ministeri, contro lo strapotere delle maggiori banche, manovrate dai soliti ignoti.

INDIGNATI MA NON-VIOLENTI

Siamo di sicuro indignati, per usare un termine di grande attualità, ma non vogliamo affatto spaccare tutto, come successo a Roma la scorsa settimana. Condividiamo l’opinione che i facinorosi vadano fermati, individuati ed arrestati. E che debbano pure pagare i danni. Incitiamo la gente all’amore, alla calma e non alla violenza.
Non cerchiamo tensioni e meno ancora scontri contro le forze dell’ordine, non intendiamo praticare offese di alcun tipo contro cose o persone. Vogliamo soltanto avvertire questa gente, targata Bilderberg, che sta portando il pianeta verso il baratro, che è arrivato il momento di mollare l’osso. Vogliamo dirglielo tutti in coro e all’unisono. Sette miliardi di persone contro centomila o al massimo un milione incluso i lobbisti, i reggi-gabbana e gli opportunisti.

IL NUOVO ORDINE MONDIALE E’ UNA BUFFONATA PAZZESCA

Vogliamo dirgli chiaro e tondo che non ci stiamo. Vogliamo dirglielo in faccia che hanno superato il limite di guardia e che sono delegittimati a dirigere e a governare le sorti del pianeta. Vogliamo mettere in chiaro che il NWO che stanno furtivamente allestendo nell’ombra, come un uovo di Pasqua con sorpresina finale per tutti noi, con tanto di portafogli vuoti e carte di credito telecontrollate, con tanto di vaccinazioni obbligatorie e microchippate, con tanto di sovra-religioni stile New Age, è una buffonata pazzesca, come diceva il grande Fantozzi a proposito del film filo-sovietico “La Corazzata Potyomkin”.

I LORO PROGRAMMI NON COLLIMANO COI NOSTRI

Pretendono di far marciare il mondo a bacchetta lungo la falsariga della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, costruite a tavolino dai loro avi solerti e complottanti? Vogliono far cadere come birilli i Saddam, i Gheddafi e tutti i regimi scomodi (non certo per le loro probabili malefatte, ma perché regimi non manovrabili, amalgamabili e gestibili a piacere)?
Vogliono ridurre la popolazione mondiale avvelenandola con le scie chimiche, debilitandola e sterilizzandola con i vaccini, ammonendola con terremoti, tsunami e cambi climatici innescati ad arte?
Vogliono far implodere l’economia e impedire ai giovani di trovarsi un decente posto di lavoro?
Vogliono innescare uno sviluppo alla rovescia? Vogliono una Terza Guerra Mondiale in rispetto del “Non c’è il due senza il tre” o della data cabalistica del 21 Dicembre 2012?

SIAMO IN TROPPI? IMPAREREMO NUOVE TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA.

Non ci stiamo alle loro inquietanti e sinistre trame nere.
Siamo in troppi? Rispondiamo che c’è posto per tutti a questo mondo. Troveremo modo di divertirci di più e di generare di meno, di pregare di più (per santi e asceti) e di rapportarci di più, di farlo con più piacere e più libera giocosità, con meno calcoli e meno ipocrisia (per carnali e peccatori). Troveremo insomma il modo di convivere più serenamente e più sani.

NON ESISTE CARNE DA MACELLO

L’umanità non è carne da macello. Ogni persona ha il suo carattere, la sua preziosa valenza, il suo valore individuale, il suo ruolo karmico e sovrannaturale.
Nemmeno gli animali sono carne da macello, beninteso. Chi ci garantisce che in essi non alberghino delle anime umane?
In ogni caso, umani o non umani, gli animali hanno una grande anima così come sono e come appaiono, ed è dovere civile, morale, etico e legale di tutti gli uomini, dal primo all’ultimo, operare attivamente per la loro liberazione.
Mio figlio Francesco mi ha minacciato qualche giorno fa di denunciarmi all’Ente Protezione per maltrattamento animale nei riguardi di una cinghialetta vietnamita, prontamente denominata Gina, grande non più del gatto. In pochi giorni è diventata padrona del cortile e dell’orto, amichetta di famiglia, ciarlona, sempre pronta a fare ridicoli e vorticosi giri su se stessa, pronta a seguirti dovunque, persino a correre dietro la tua bicicletta per chilometri lungo i campi.

UNA MINUSCOLA CINGHIALETTA-CATERPILLAR DI NOME GINA

Due chili di peso ma la forza esplosiva di un Caterpillar. Non appena ho sistemato l’orticello, mettendo accuratamente a dimora trecento piante di radicchio invernale, prima delle piogge in arrivo, mi ha messo letteralmente sottosopra l’intero impianto. Reti di protezione, rinforzi, rimproveri e altri mezzi ancora.
Nulla da fare.
Dopo aver rifatto l’orto per tre volte, e avermelo visto distrutto il giorno dopo, ho deciso di trasferirla nel mio bosco recintato sottocasa, assieme a caprette ed anatre, suscitando le critiche dei miei ragazzi.

UNA CREATURA ESTREMAMENTE PERMALOSA

Sapevate forse che maialini e cinghiali sono esseri dolci e amichevoli, ma anche molto permalosi?
L’ho scoperto da me. Sono andato nel bosco due giorni dopo a portare un grosso secchio di mele, di mais, di bucce di patata e di scorze di melone. Le caprette mi hanno fatto festa e mi si sono strusciate contro. La Gina invece, si è defilata dal gruppo e se ne è rimasta a qualche metro di distanza, senza dire niente, senza un singolo grugnito. La fine temporanea (spero) di una luna di miele.
Dovrò darmi molto da fare per recuperare l’affetto perduto.
Queste sono le creature che noi chiamiamo bestie, e che pretendiamo essere senza sentimento senza personalità e magari senz’anima!

AUSCHWITZ NON FINISCE MAI

Torniamo a noi per dire che Auschwitz non è per niente superato.
Non voglio usare queste inenarrabili tragedie umane del passato per banali scopi discorsivi. Ma Auschwitz è diventato il simbolo di tutte le peggiori cattiverie. Auschwitz non sta purtroppo dietro i fili spinati di Oswiecim in Polonia.
Quello è il luogo storico dove sono successe cose che non sarebbero mai dovute succedere, e che nessuno avrebbe mai voluto vedere e conoscere.
Auschwitz, fatte le debite proporzioni, sta nel nostro frigorifero, nella nostra dispensa, nel tipo di fame e di gusti perversi che alberghiamo nelle pieghe dello stomaco e della mente.

COS’E’ TUTTO QUESTO SE NON AUSCHWITZ?

Auschwitz inizia quando in televisione si propongono ricette basate sui fichi al salame e allo speck, irrorati magari di cabernet al sangue di bue.
Auschwitz si realizza quando entriamo nel bar di qualsiasi stazione ferroviaria e troviamo cento panini sovrapposti che trasudano odore di morte e cadaverina, con pane bianco allo strutto, con coscia disossata di pollo e mortadella, e nemmeno un panino integrale con della crema di olive, dell’insalata e delle melanzane.

DOPOTUTTO SONO SOLO ANIMALI

Auschwitz prosegue quando guardiamo indifferenti e cinici un vagone-bestiame o un camion sovraffollato di bovini vocianti e disperati, affamati ed assetati, destinati alla voracità vampiresca dei bipedi mangiatori di cadaveri.
Auschwitz si attua quando passiamo accanto a un mattatoio, a una macelleria, a una salumeria, a una stalla-prigione con persone senzienti e sensibili come noi, e pensiamo che “dopotutto sono soltanto animali senza feeling, senza diritti, senza bisogno di dare e ricevere affetto”.
Auschwitz consiste nell’addensare il sangue con le brodaglie e le diete alto-proteiche della medicina, e nel fluidificare lo stesso sangue con l’eparina di maiale, derivata dalla pressatura di budella porcine.

I VERI MACELLAI SIAMO NOI E NON GLI SGRAZIATI GARZONI DEL MATTATOIO

Consumiamo carne, pesce, uova e latticini?
Per qualche uovo e per qualche formaggio crudo di malga, si potrebbe anche chiudere un occhio, se la creatura vivente che ci regala questo prodotto venisse almeno premiata, rispettando il suo diritto di vivere e morire secondo natura, e non per mano di un boia.
Siccome questo accade raramente è meglio che ci ripensiamo. Il peccato proteico non è certo veniale ma mortale, è un voler male agli altri, oltre che a noi stessi. Quando facciamo una scelta di quel tipo, siamo noi i veri macellai e i veri satrapi, non i garzoni della macelleria, non il loro coltellaccio che gocciola, fuma e olezza sangue.
I macellai esistono in funzione nostra. I pescatori delle tonnare, i cacciatori di delfini e di balene esistono in funzione nostra, in funzione delle nostre scelte quotidiane.

ANCHE I MACELLAI HANNO UN CUORE CHE BATTE

Beppino di Branco, mio caro amico, macellaio più per tradizione paterna che per scelta, mi confessò, con estrema chiarezza, un paio di mesi prima di passare a migliore vita, ”Valdo, non hai torto a difendere gli animali. Tu sai però che sono vittima del sistema”.
“Ho le mie colpe, le mie magagne, le mie debolezze e non le nascondo. Non sono riuscito a trovare una via alternativa, e non ho avuto il coraggio di andare contro il business di famiglia!”

LA COTTOMANIA NEL MIRINO DI TITO LUCREZIO

Veganismo dunque, senza alcun dubbio e senza alcuna esitazione.
La scienza e l’esperienza ci dimostrano però che, per stare davvero bene, nemmeno quello basta.
L’errore marchiano dell’umanità, dopo la proteinomania, è la cottomania.
Questo lo sapevano già gli antichi romani.
Il maggior poeta romano dopo Virgilio, Tito Lucrezio (99-55 a.C), cento anni prima di Cristo, additava il cibo cotto come causa dell’indebolimento progressivo della razza umana e come causa dell’accorciamento della vita stessa.
E lo diceva quando Roma viveva i suoi 600 anni di massimo splendore politico e di sfratto totale all’arte medica, quando il cavolo crudo era considerato simbolo della salute nella città Eterna.
Lo diceva, nota bene, quando nelle abitazioni romane non c’erano i fornelli a gas, i fornelli elettrici, i micro-onde.
Quando non esistevano i supermercati di oggi stracarichi di cibi concentrati, irradiati, sintetizzati, precotti, pastorizzati, congelati, salati e dolcificati.

LE ACUTE OSSERVAZIONI DI ORAZIO

Non è che a Roma mancassero anche grottesche esibizioni di cattivo gusto, come rileva Quinto Flacco, detto Orazio (65-5 a.C), osservatore sereno, sorridente e indulgente delle debolezze umane, sulle quali ironizza non poco.
Se da un lato i legionari mantenevano le tradizioni degli spartani, stando sulla frutta e la verdura, e su orzo e farro abbrustoliti, non mancavano i ghiottoni, i ricchi oziosi ed annoiati che cercavano stimoli nei cibi strani e sofisticati, nell’”assum” (arrosto) e nell’”elixum” (bollito), nel “pullus” (carne di pollo), nell’”haedus” (carne di capretto), nel “pavo” (pavone) più che nella comune gallina, nell’”aper” (cinghiale) più che nel comune maiale, nelle ostriche e nel rombo più che nella comune sardella.

I BUONGUSTAI ROMANI DAL VOMITORIO FACILE

Erano i banchetti dei buongustai romani, quelli che non disdegnavano pesci e uccelli, fegato di oca bianca e fichi per addolcirne la schifezza, gru affettata e farcita con sale e farro, per mascherarne il sapore di morte e la povertà nutrizionale.
Quelli che non disdegnavano le zuppe di ceci, fave e lenticchie, e nemmeno le “liba” (gustose focacce) e le “mellitae placentae” (torte al miele).
Gente insoddisfatta che si trovava poi alle prese col “vomitorium”, con grandi gastriti e con inevitabili stitichezze, nonostante le abbondanti caraffe di vino che giravano sui tavoli.
Gente che rappresentava tutto sommato la mollezza e la degenerazione, i segni anticipatori di disgregazione etica e materiale dell’impero.

LA SEMPLICE E SOBRIA DIETA DI ORAZIO

Orazio invece, memore della sua militanza nelle file dei soldati di Bruto, manteneva una dieta basata su cibi semplici, tendenzialmente crudi, sani e poco lavorati.
Una dieta inclusiva di mele, di “pensilis uve” (uva passa), datteri e fichi, lattughe e cicorie, ravanelli e porri, cavoli e rafani, delicate malve e tante olive. A fine pasto il suo dessert era rappresentato spesso dalle more di rovo o da frutti di bosco. Quando Orazio aveva davvero fame, il delizioso “cum sale panis” (pane col sale) calmava i latrati del suo stomaco. Stessa cosa per le fave bollite e le zuppe di legumi, che di tanto in tanto apprezzava. Il cibo insomma serviva a divertirsi e a stare bene, non certo ad ingozzarsi e a soffrire le pene dell’inferno.

LO STOICISMO NON DEVE SCONFINARE NELLA MORTIFICAZIONE

Orazio non era un estremista ma solo un saggio, al pari dell’imperatore igienista Marco Aurelio Antonino (121-180 d.C), ammiratore di Seneca e di Epitteto (filosofo stoico vissuto in Roma fino al 94 d.C, quando Dominiziano cacciò i filosofi dalla capitale). Quel Marco Aurelio i cui scritti rimangono oggi tra i più seguiti in quella cultura americana che cerca, non senza qualche ossessione, punti di riferimento e di origine alle proprie inquietudini e alle proprie incertezze morali.
Lo stoicismo rappresentava, assieme all’epicureismo, lo sforzo supremo del paganesimo romano verso un ideale di nobiltà e di fermezza morale, verso l’impassibilità e il dominio di se stessi, verso il disprezzo eroico del dolore e delle avversità.
Orazio comunque ironizza su un tale Avidieno, notoriamente spilorcio, che si cibava soltanto di olive vecchie e di bacche selvatiche. La sobrietà e lo stoicismo sono una cosa, ma l’autolesionismo, l’afflizione, il castigo e la mortificazione della carne non rientrano affatto tra le pratiche da raccomandarsi.

GLI INTEGRATORI SONO PSEUDO-CIBI, SONO DEI VIAGRA ALIMENTARI

Tornando ai nostri tempi odierni, imperano i cuochi trasformatori, mescolatori e distruttori di vivande, e impera la cotto mania. Nella cottomania si include anche la integratormania, ovvero la micidiale tendenza a correggere sinteticamente le proprie carenze, ignorando che le vitamine e i minerali di sintesi non sono affatto degli alimenti ma delle droghe, dei veri e propri Viagra alimentari, dei farmaci dopanti che creano dipendenza.
Nella scala Simoneton i cibi sintetici non producono onde vibrazionali vivificanti ma solo perturbazioni chimiche che nel breve stimolano, ma nel lungo periodo vengono a costare care.
La prova del nove sta nella dipendenza che causano gli integratori. Una volta presi non li puoi abbandonare, se non vuoi cadere in piena depressione.

I SISTEMATICI CAPITOMBOLI DELLA MEDICINA

La medicina nemmeno farlo apposta, casca sempre nelle reti della chimica. Si è fatta infinocchiare dal chimico Louis Pasteur coi batteri causativi di malattia, mentre la colpa è sempre del terreno corporale.
Si è fatta ciullare dal chimico Linus Pauling e dalla cosiddetta ortomolecolare, con le miracolose megadosi di vitamina C, che sballano letteralmente gli equilibri del corpo.
Si è fatta inchiappettare dal chimico Barry Sears, con la Zona, ossia la peggiore dieta del secolo, con gli Omega3 da pesce, uniche prostaglandine negative ed ammalanti, quando gli Omega3 salubri esistono abbondanti nelle mandorle, nelle noci e nei semini.

SIAMO PER UNA ALIMENTAZIONE NATURALE E NON DOPANTE

Siamo dunque per una alimentazione naturale e non dopante, non stimolante e non deprimente, non idratata da eccessiva acqua minerale, come blaterato dalla medicina.
Siamo per un’alimentazione responsabile, capace di produrre in noi stessi una ricaduta benefica importantissima che si chiama non solo salute fisica ma anche auto-stima.
L’alimentazione non è solo cibo, ma tutto quello di cui ci nutriamo, tutto quello che mettiamo dentro di noi, incluse pertanto tutte le nostre scelte culturali e comportamentali.

MALTRATTARE L’INNOCENTE, L’INDIFESO, IL BAMBINO, LA CREATURA ANIMALE, E’ SEMPRE UN CRIMINE

“Veganismo per il bene dello spirito e dell’anima!”, e su questo sono tutti più o meno d’accordo, persino il dr Giorgio Calabrese.
Non penso sia divertente per nessuno maltrattare e ferire una creatura che ti pianta gli occhi negli occhi, ti guarda e ti interroga tremante ed impaurita sulle tue reali intenzioni, chiedendoti per quale motivo stai commettendo un odioso crimine che grida vendetta di fronte ad ogni Dio e persino ad ogni diavolo, per quale motivo le stai tagliando la gola.

ORRORE PER IL SANGUE E PROTEINA CHE NON FA PROTEINA

Ma noi andiamo anche oltre all’aspetto etico. Il veganismo è anche per il bene del corpo e della mente!
Il creatore del resto ha fatto le cose in modo armonico e perfetto. Non può essere sospettato di incoerenza, di imprecisione, di contraddizione. Ci ha dato una mente vegana che inorridisce davanti al sangue, e ci ha dato pure un corpo vegano e antiproteico, perché proteina non fa proteina.

IL CORPO NON AMA CIBI PRONTI MA CIBI DA ELABORARE E TRASFORMARE

Ci ha dato un corpo vegano e antilatteo, perché latte non fa latte.
Un corpo vegano e anticarneo, perché carne non fa carne.
Un corpo vegano e antisanguineo, perché sangue non fa sangue.
Un corpo vegano e antiacqueo, perché acqua non fa acqua ma si intrappola nel corpo. Provate a berne un bicchiere. Scoprirete che va dentro un bicchiere e ne viene fuori solo un quarto.
A conferma di come, più che una dieta carica di acqua, serve una dieta diuretica, ricca di frutta e di verdure crude. Il corpo non lavora per scomposizione e sostituzione come nei lego, ma per trasformazione ed elaborazione delle sostanze! Niente dunque mattoni preconfezionati ma sostanze integrali e facili da assimilare e da espellere.

UN CORPO SMACCATAMENTE VEGANO NON PUO’ ESSERE ALIMENTATO A PROTEINE ANIMALI

Il creatore ci ha dato un corpo vegano con intestino tenue assimilativo non corto, tozzo e liscio (per una rapida digestione-espulsione del materiale carneo-putrefattivo) come nei carnivori, ma lungo 9 metri, con tanto di gomiti spugnosi, rientranze, discese e risalite, con onde peristaltiche adatte all’avanzamento dei cibi fibrosi di tipo vegetale. Non a caso, l’abusivo ed incompatibile pasto carneo gironzola e intasa l’intestino per 40 e più ore.
Ci ha dato un corpo con stomaco non carico di acido cloridrico come nei carnivori (20 volte più acido che nei bipedi), e quindi inadatto a disgregare il guscio delle proteine animali e a trasformarle in aminoacidi. Un corpo privo di enzima uricasi, a differenza dei carnivori che ne hanno a iosa, e ogni chilo di carne o di pesce ha 28 grammi di acido urico che non riusciamo a disgregare. Ci ha dato un sangue alcalino con un inalterabile pH 7.30-7.50. Un sangue che va in mortifera acidificazione non appena superiamo il tetto massimo di 20-30 grammi di proteine totali al giorno (quota che ogni vegano-crudista raggiunge in modo disinvolto e ad occhi chiusi.

LA MALEDIZIONE DI UN COLON SPRIGIONANTE MIASMI PUTREFATTIVI

Ci ha dato un colon non idoneo ai colibatteri putrefattivi, anaerobi e disbiotici delle carni, del pesce e delle uova, ma adatto ai batteri aerobi e simbiotici.
E, ricordiamocelo bene, proprio dalla disbiosi partono i micidiali miasmi putrefattivi che risalgono l’organismo internamente andando a provocare tutte le malattie del corpo e della psiche, creando intasamenti cerebrali, oltre che disturbi gravi alla vista, all’udito e alla parte nasale.

SIMBIOSI DA FLORA BATTERICA SAPROFITA E DISBIOSI DA FLORA BATTERICA PUTREFATTIVA

Vediamo però di approfondire questo argomento del gioco simbiosi-disbiosi che ha importanza basilare.
L’effetto più grave di una alimentazione iperproteica (o alto-proteica nel linguaggio di Pitagora), basata cioè non sulle innocenti proteine vegetali, ma su quelle farabutte di origine animale, è la disbiosi intestinale.
Disbiosi significa sovvertimento della flora batteria umana, che è una flora di tipo sapròfita (vegetal-derivata) e non di tipo putrefattivo (animal-derivata).
La flora batterica sapròfita è responsabile dei fondamentali processi di assimilazione delle sostanze nutritive (vitamine naturali) contenute nei cibi vegetali (frutta, ortaggi, tuberi, cereali, semi e legumi).

LA PARTITA TRA SALUTE E MALATTIA SI GIOCA TUTTA NELL’INTESTINO

L’intestino umano ha un volume di circa 6 litri e una enorme superficie di 400-600 metri quadri
(2 campi da tennis), con 150 stazioni linfonodali tra la gola e l’ano, importantissimi presidi di linfociti o globuli bianchi che mantengono le difese immunitarie a ridosso di quella che può essere considerata l’area più delicata, critica e pericolosa del corpo, chiamata anche lume intestinale.
Ed è proprio su questa enorme superficie, che include 4,5 milioni di villi a forma di libricino
multi-pagine, che si gioca la partita vitale. E’ proprio qui che si fa la differenza tra stato di salute e stato di malattia.

GIUSEPPE NACCI, UN MEDICO TRASPARENTE E, MANCO A DIRLO, RADIATO

La massa fecale in un soggetto vegetariano è costituita per il 20-40% da germi buoni, da enterobatteri simbiotici o sapròfiti appartenenti a 500 specie diverse (Bifidobacterium, Citrobacter, Edwardsiella, Eschericia-coli, Enterobacter, Klebsiella, Pseudomonas, ecc).
Trattasi come dicevamo di germi aerobi, bisognosi di ossigeno per vivere.
Essi sono gli artefici della simbiosi tra corpo umano e germi stessi.
Quella simbiosi che consente all’uomo un buon equilibrio assimilativo delle vitamine. Quella simbiosi che assicura nel contempo ai batteri un habitat ideale, ossigenato per la proliferazione dei medesimi, come dice il dr Giuseppe Nacci nel suo ottimo testo “Diventa medico di te stesso”, Editoriale Programma.
Questi batteri buoni non sono danneggiati dall’alimentazione vegana, pur essendo frutta-verdure-spezie ricchissime di sostanze germicide, fungicide e parassiticide (come gli allicini contenuti nell’aglio comune, nell’aglio ursino, nei porri e nelle cipolle).

PROLIFERAZIONE A DISMISURA DEI GERMI SCOMODI

La massa fecale, nella parte iniziale alta dell’intestino, contiene circa 1 milione di germi per 1 grammo di escrementi. Via via che essa scende nel tubo intestinale, aumenta la sua percentuale di germi simbiotici o sapròfiti, raggiungendo il valore di 10 milioni di germi “buoni” per 1 grammo di feci.
Ma, nella parte finale dell’intestino, nel colon, cominciano a formarsi colonie di germi completamente diversi da quelli “buoni”. Sono i germi anaerobi della putrefazione, quelli capaci di sopravvivere anche in assenza di ossigeno (Bacteroides, Peptostreptococchi, ecc).
La quantità di questi germi “cattivi” aumenta a dismisura, raggiungendo valori compresi tra 1 e 100 miliardi per 1 grammo di massa fecale.

PIU’ CHE GERMI BUONI E CATTIVI ESISTONO DIETE BUONE E DIETE CATTIVE

Questi germi “cattivi” dovrebbero essere confinati solo all’ultima parte dell’intestino ma, l’alimentazione sbagliata, ricca di proteine animali e di zucchero sintetico, tende a far sì che essi risalgano le zone proibite.
Tipico il caso dell’helicobacter pilori, che è suo malgrado onnipresente nelle ulcere gastriche allo stomaco.
Ovvio poi che i termini “buono e cattivo” vadano presi con le pinzette.
In realtà, più che parlare di germi buoni e cattivi è opportuno parlare di buona alimentazione e di cattiva alimentazione, dove la buona genera batteri confacenti e la cattiva produce germi scomodi.
Non servono dunque politiche vaccinatorie e antibiotiche, ma soltanto scelte alimentari congrue.

CASEINA, MICOTOSSINE, CANDIDE E PARASSITI INTESTINALI

L’imputato numero uno di tutti i mali umani rimane la caseina del latte, con tutti i suoi derivati, in quanto provoca una enorme riduzione della quantità di ossigeno presente nel tratto intestinale, grazie alla sua capacità di incollare le pareti intestinali fra di loro, riducendo la superficie assimilativa tipo 2 campi da tennis a un piccolo sgabuzzino di pochi metri quadrati.
I germi anaerobi causano una marea di problemi.
Tolgono in particolare spazio ai sapròfiti e aprono la strada ai funghi, alle micotossine, alle candide e ai vermi intestinali.

EOSINOFILI SUPERIORI AL 2 PERCENTO

La presenza di parassiti intestinali è un fenomeno diffusissimo e sottostimato nella popolazione italiana di oggi, e lo confermano gli eosinofili che stanno troppo spesso su livelli superiori al limite del 2%.
Gli eosinofili sono globuli bianchi del sangue colorati dalla eosina in caso di elmintiasi (presenza di parassiti).
La eosina è formata da cristalli di sale sodico rilasciati dai vermi stessi.
Le malattie chiamate auto-immuni hanno come costante ezio-patogenesi, cioè come frequentissima causa, la presenza di vermi nell’intestino.

PRESENZA DI VERMI IN TUTTE LE MALATTIE AUTOIMMUNI

Tra le malattie autoimmuni, dove la medicina nulla può fare se non somministrare disperanti ed inutili cortisonici, ci sono la SM o sclerosi multipla, gli sbalzi tiroidei (ipertiroidismo Flajani-Graves-Basedow, e ipotiroidismo Hashimoto), il LES o lupus eritematoso sistemico, le connettiviti, la sarcoidosi, il morbo celiaco, il morbo di Crohn, le rettocoliti, il diabete 1, il morbo di Sjogren (ghiandole salivari), le uveiti, le spondiolo-artriti, la poliartrite reumatoide, e tante altre ancora, spesso definite idiopatiche, lantaniche, criptogenetiche e iatrogene (o medico-causate).
I germi della putrefazione aprono dunque la strada a funghi e parassiti, provocando una caduta delle difese immunitarie.
Guarire significa dunque combattere la pigrizia linfatica, la stitichezza, la densità del sangue, la disbiosi intestinale e la conseguente presenza parassitaria.
Ecco spiegata la formidabile superiorità del sistema vegano tendenzialmente-crudista su tutte le baggianate mediche e non-mediche in circolazione.

LA PERDITA DI IMPERMEABILITA’ NELLE MEMBRANE CELLULARI E L’IMPORTANZA DEGLI OLI VEGETALI SPREMUTI A FREDDO

La penetrazione tossica è resa possibile anche dall’alterata permeabilità della parete intestinale alle tossine putrefattive, causata dalla carenza cronica di vitamina F.
Come indicato diversi decenni orsono dalla Katherine Kousmine, “la normale impermeabilità dei tessuti viene perduta, le difese immunitarie sono travolte e l’equilibrio immunitario si spezza”.
Solo la vitamina F, ovvero l’acido cis-cis linoleico tipico degli oli vegetali spremuti a freddo, assicura la giusta impermeabilità alle membrane cellulari del rivestimento intestinale e costituisce la materia prima da cui l’organismo sintetizza le prostaglandine anti-infiammatorie PGE1, specifiche delle mandorle, delle noci e dei pinoli.

RUOLO MICIDIALE DEI GRASSI SATURI DELLA CARNE

Gli acidi grassi saturi invece determinano gravissime alterazioni alla membrana cellulare, prendendo il posto della vitamina F. Questo determina gravi forme di permeabilità a diverse sostanze negative come il glucosio in eccesso (con comparsa di diabete 2), quali le sostanze apoptotiche, antitetiche alla vitamina C e quindi potenzialmente cancerogene. L’apoptosi non è altro che la normale moria programmata da parte delle cellule.

IL FALSO PROBLEMA DEGLI AMINOACIDI ESSENZIALI

Le varie proteine generano circa 20 aminoacidi, di cui 9 sono denominati essenziali, perché non sintetizzabili facilmente dal corpo (secondo la visuale medica).
Trattasi di valina, isoleucina, leucina, metionina, istidina, triptofano, fenilanina, treonina, arginina.
Non è vero però che nella frutta e nella verdura crude manchino gli aminoacidi essenziali. Essi esistono in quella quantità minima ed assimilabile che la natura ha saggiamente riservato al corpo umano. Se poi al piatto di cereali (specie il miglio, il saraceno, il quinoa e il riso scuro che sono pure alcalinizzanti) associamo dei legumi, riusciamo a dare al corpo tutto lo spettro proteico, dato che i cereali sono carenti di lisina ma ricchi di metionina, mentre i legumi sono carenti di metionina ma ricchi di lisina.

LE UNIVERSITA’ CONTINUANO A DISINFORMARE E A CONFONDERE

Importante evitare gli OGM, specie quelli dei legumi, in quanto contengono tutti gli aminoacidi e sono dunque pericolosi in quanto ci fanno debordare dal tetto proteico.
Eppure, nelle università, si continua ad insegnare che il fabbisogno proteico giornaliero di un adulto è di 60 grammi/giorno per un individuo del peso di 70 (la FDA parla di 75 grammi oggi, dopo le imbarazzanti follie numeriche degli anni scorsi), quando in realtà la dose proteica di sicurezza è molto più bassa, e si aggira su 10-20 grammi di proteine/giorno, e forse anche di meno (mentre la OMS e tanti altri enti medici hanno ufficializzato per ora 24 o massimo 30 grammi/giorno, cifra raggiungibile comodamente con qualsiasi dieta vegano-crudista).

TAMPONI AMMONIACALI E TAMPONI MINERALI CONTRO L’ACIDIFICAZIONE

Quando arrivano troppe proteine, non solo scatta la leucocitosi digestiva, ma l’apparato digerente è pure costretto a mobilitare dei minerali-tampone per contrastare il pH acido dei cibi.
Uno dei sistemi più efficaci è quello del tampone ammoniacale, per cui i reni iniziano a produrre ammoniaca, che è sostanza alcalina.
Se la minzione è dolorosa e sa di ammoniaca significa che le urine stanno eliminando acidità, ed è suggeribile prendere a contrasto un succo di agrumi o dei mirtilli.

PRODURRE AMMONIACA A LIVELLO RENALE SIGNIFICA ANDARE DIRITTI VERSO LA DIALISI

L’eccessiva produzione di ammoniaca in zona renale causa via via una graduale ma inevitabile insufficienza cronica dei reni (dimostrata dalla presenza di proteine e di creatina nelle urine).
L’organismo ricorre anche alle scorte di minerali alcalinizzanti come calcio, sodio e magnesio, prendendoli dalle ossa e causando così artrosi, osteoporosi e carie dentarie.

NEL MIO SCHEMA NUTRIZIONALE VEGANO, TENDENZIALMENTE CRUDISTA, STANNO LE LINEE GUIDA CHE HO ADOTTATO

Tutta questa pappardella l’ho sintetizzata a livello pratico nel mio schema nutrizionale vegano tendenzialmente crudista, di due sole pagine, che prende pure in considerazione la vitalità dei cibi, ossia la vibrazione alta che li rende rivitalizzanti e capaci di ricaricare le nostre batterie, evitando che la nostra vibrazione corporale scenda sotto il livello di guardia di 6500 Angstrom, facendoci diventare degli emanatori di un’aura grigia-ammalante, dei vampireschi buchi neri assorbitori di energia dal prossimo.
Schema che ognuno può utilizzare personalizzandolo in modo appropriato.

IMPARIAMO A USARE IL FRENO E L’ACCELERATORE

Eppure la gente continua a chiedermi quanto di questo e quanto di quello, continua a pretendere grammi, etti e chilogrammi, ignorando che ogni corpo è basilarmente uguale, ma anche diverso in piccoli ma decisivi dettagli.
In ogni auto c’è un serbatoio, un acceleratore, un freno e un freno a mano di emergenza. Anche noi siamo dotati delle stesse cose. Impariamo pertanto a usare la nostra auto corporale, ad ascoltare l’acceleratore dell’appetito e il freno della sazietà.

PER I BAMBINI IL DISCORSO NON CAMBIA MOLTO

Questo per i grandi. Per i bambini il discorso non cambia di molto. Il bambino non è un marziano o un alieno, ma è soltanto un piccolo uomo che deve crescere bene e al meglio. Crescere bene non vuol dire affatto crescere in fretta come insegna la pessima e demenziale pediatria mondiale. Ognuno ha i suoi tempi e modi di sviluppo, e non esistono tabelle di crescita valide per tutti. Forzare i piccoli alla crescita con svezzamenti alto-proteici è il tradimento più infame che si possa fare nei loro confronti.

IL DOVERE DI PREPARARSI IN MODO RESPONSABILE

Il futuro genitore che si vuole bene e ha cura di se stesso, deve pensare anche al bene del bambino in cantiere, e questo significa adottare uno stile di vita particolarmente virtuoso e responsabile, evitando l’uso di fumo, alcol, caffè, farmaci, vaccini, doping. Evitando pure lo stress, l’insonnia, i luoghi chiusi, i luoghi inquinati ed irradiati, l’eccesso o la carenza di sport.
Durante la gravidanza la futura mamma opterà per una alimentazione normale, cioè vegana e tendenzialmente crudista, ricca di tutti i tipi di frutta, germogli, verdure, tuberi, cereali e semi.

BASILARE IMPORTANZA DELL’ALLATTAMENTO AL SENO

La mamma allatterà con intervalli di 3 ore circa tra una poppata e l’altra, e sarà preferibile abituare il piccolo a dormire durante la notte. Dai 6 mesi in poi è possibile già intercalare tra le poppate un succo d’arancia dolce a metà mattina e un succo di frutta dolce (esempio mela o pera) a metà pomeriggio.
Da ricordare che il latte materno contiene soltanto l’1-1,5% di proteine, percentuale equivalente esattamente a quella della frutta in genere.
A un anno si può sospendere la poppata della sera e introdurre al suo posto la banana schiacciata, dove l’amido si trasforma in zucchero e la banana diventa più digeribile. Si può anche introdurre il latte di mandorle fatto in casa, frullando, anche assieme alle mandorle, mele, datteri, uva passa e fichi secchi.

UNO SVEZZAMENTO PROGRESSIVO E VIRTUOSO, DOVE SVEZZAMENTO SIGNIFICA DISTACCO PROGRESSIVO DAL LATTE

Dai 15 mesi si può introdurre qualche amidaceo naturale cotto per pranzo (patate, zucche, cavoli, fagiolini) preceduto da una verdura cruda (cetriolo, carota, finocchio pomodoro, zucchina).
Dai 2 anni è possibile interrompere l’allattamento al seno e il nuovo schema sarà basato su frutta acida a colazione, banana a metà mattina e cereali senza glutine a pranzo (miglio, riso, grano saraceno, quinoa, mais), preceduti da verdure crude con avocado. Merenda con mele o pere a metà pomeriggio e frullato di mandorle per cena. Pappette con farina di castagne, di carrube, di manioca e di pistacchi, sono sempre gradite. La crema di avena con latte di cereali, e rinforzata con semini macinati di sesamo, lino, girasole e zucca, potrà essere introdotta progressivamente nella dieta del bambino in crescita.

NESSUN COMPROMESSO CON LE VACCINAZIONI

Importante che il bimbo possa contare sul buon esempio dei genitori. Mamma e papà devono dimostrargli di gradire genuinamente il cibo vegano che mangiano, e di ottenere da esso ottimi risultati.
Basilare poi che gli vengano risparmiate tutte le vaccinazioni. Per i bambini non-vaccinati non esistono rischi di alcun tipo, tant’è che risultano essere sempre più sani e pimpanti dei vaccinati.
Alluminio e mercurio sono metalli ultra-pericolosi, e sempre presenti nei vaccini.
Faremmo forse dormire i nostri bambini su un materasso di amianto? Li lasceremmo forse giocare in un cortile contaminato dal plutonio?
Immettere sostanze velenose nei loro corpicini non è un errore ma un crimine.

VIETATO FORZARE ED ANTICIPARE LA CRESCITA

Ho due ragazzi di 15 e 22 anni. Ho subìto pressioni indescrivibili, raccomandate RR, minacce scritte e contravvenzioni da parte delle autorità sanitarie. Mi sento orgoglioso come genitore di aver resistito all’arroganza della sanità. Non sono mai stati vaccinati. Erano tra i più piccoli nelle rispettive classi delle elementari. Possiedo chiare conferme fotografiche. Le insegnanti stesse lo possono confermare. Francesco, il maggiore, è oggi più alto di me. William lo sta seguendo. A conferma che non bisogna forzare i bambini verso la crescita.

POSSONO I BAMBINI SEGUIRE UN’ALIMENTAZIONE VEGETARIANA?

“Assolutamente sì. Molti studi dimostrano che i piccoli che seguono un menu vegetariano hanno sviluppo regolare e si ammalano di meno già all’asilo perché hanno difese immunitarie migliori.
Il loro quoziente d’intelligenza è pari o superiore a quello dei coetanei onnivori”.
Detto da me non farebbe una grinza. Ma se lo afferma in modo autorevole e perentorio l’ex-ministro della Sanità Umberto Veronesi nel suo libro “Verso la scelta vegetariana”, ed anche in un’intervista rilasciata nei giorni scorsi alla rivista “Oggi”, ogni residua perplessità, ogni titubanza ed ogni scetticismo sono destinati a sciogliersi come la neve al sole.

Valdo Vaccaro

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La Sovranità Monetaria non può essere in mano a Privati

DI MARCO CANESTRARI

sovranitàmonetaria

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La Scuola di Ancel al I Congresso Nazionale di Psiconutrizione

Il 29 e 30 Ottobre ha avuto luogo a San Benedetto del Tronto, presso l’Università di Camerino, il I Convegno Nazionale di Psiconutrizione intitolato: “I disturbi del comportamento alimentare nella vita e nello sport: la psicologia e il ruolo del nutrizionista”.
In tale occasione La Scuola di Ancel è stata ufficialmente presentata ad un pubblico numeroso e interessato. Ricordiamo che la nostra Scuola ha la doppia finalità di diffondere una corretta informazione alimentare e di valorizzare la figura del biologo nutrizionista. Siamo nati poco più di un mese fa, il 12 settembre 2011, ed al momento abbiamo all’attivo sul nostro sito internet www.lascuoladiancel.it più di 60 pubblicazioni, 6 video didattici, un’area download ed uno spazio aperto alle domande dei lettori. La Scuola di Ancel è anche un canale Youtube, una pagina Facebook, è su Twitter e su Tumblr.
l nostro sito ha avuto punte di 130 visite quotidiane, con una media di 80 visite, ma quel che colpisce di più è il tempo medio delle visualizzazioni compreso tra 2 e 6 minuti, che testimonia l’interesse con cui è stata accolta l’iniziativa. Non male come primo resoconto, ad majora allievi di Acel Keys! Questo è solo l’inizio…
Con l’occasione riportiamo quanto è emerso dal I Convegno di Psiconutrizione, rinnovando i nostri complimenti ai due organizzatori il Dott. Luca Belli e la Dott.ssa Raffaella Tosi
Grafica Gianluigi Marabotti
Il Convegno di Psiconutrizione, strutturato in due giornate con quattro sessioni e una tavola rotonda, ha visto la partecipazione di relatori di competenza e professionalità multidisciplinare e ha consentito di ripercorrere le tappe di riabilitazione psicologica e nutrizionale, del soggetto a rischio o colpito da un disturbo del comportamento alimentare (DCA).
In particolare:
-La prima sessione ha introdotto i DCA e ne ha mostrato le problematiche, la riabilitazione psicologica e l’equipe multi-disciplinare di intervento.
-La seconda sessione ha visto la partecipazione di esperti della SINSEB (Società Italiana Nutrizione Sport e Benessere) che hanno parlato dei DCA correlati ai molteplici scenari del mondo dello sport.
-La terza sessione ha presentato le strategie nutrizionali e gli schemi riabilitativi di intervento da utilizzare in presenza di un DCA nelle sue varie forme.
-La quarta sessione, è stata dedicata a relazioni teorico-pratiche sulla valutazione della composizione corporea e l’utilizzazione della stessa come mezzo di riabilitazione psiconutrizionale.
Il Convegno si è chiuso con una tavola rotonda nella quale sono state trattate le problematiche del mondo giovanile, comprendendo non solo i DCA, ma anche l’abuso di alcol, con possibili scenari di interventi educativi nell’ambito scolastico.
Ricordiamo che l’obesità psicogena, l’anoressia e bulimia nervosa sono i disturbi del comportamento alimentare più diffusi che rappresentano un vero e proprio allarme socio-sanitario.
In Italia più di 3 milioni di persone soffrono di un DCA e il numero è in costante aumento. Nell’85% dei casi si tratta di donne adolescenti, ma i DCA non risparmiano le fasce di età infantile e adulta. Negli ultimi anni il fenomeno è in crescita anche negli uomini.
I DCA sono patologie di derivazione psichica ad eziologia multifattoriale. Per la loro significativa ripercussione sull’alimentazione e sullo stato di salute e per i rischi clinici correlati, essi richiedono una strategia di intervento integrata tra più figure professionali, multi-disciplinari quali: nutrizionisti, psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, endocrinologi, gastroenterologi. La diffusione di una corretta informazione sul tema dei DCA da parte dei mass media, nonché un’opera di sensibilizzazione nelle scuole, possono contribuire alla prevenzione di queste patologie ed impedire il loro ulteriore propagarsi.
Nel percorso riabilitativo e di cura dei DCA, la supervisione medica consente il corretto inquadramento diagnostico, la valutazione del rischio clinico e la scelta di eventuali terapie farmacologiche. Il nutrizionista ha il ruolo di valutazione dello stato nutrizionale, correlato allo stato di salute, in termini di qualità della composizione corporea, individuandone le deviazioni dalla normalità. Il nutrizionista, inoltre, studia il comportamento alimentare, per comprendere le fobie e le paure, al fine di avviare una riabilitazione nutrizionale personalizzata, volta a migliorare lo stato di salute e a sostituire gradualmente la logica nutrizionale distorta, con i fisiologici principi alimentari.
La terapia psicologica, infine, si colloca come un prezioso strumento di prevenzione e di individuazione delle cause familiari e socio-ambientali favorenti il DCA, al fine di promuovere la piena consapevolezza del DCA in chi ne è compito, fornendo delle strategie per superare la patologia e prevenire le ricadute.

Fonte


PERSI 12 CHILI, SPARITE DUE ERNIE E SVANITI I DOLORI A SPALLA EGINOCCHIO

VALDO VACCARO HK LTD www.valdovaccaro.blogspot.com
www.drvaldovaccaro.com.hk
valdovaccaro@libero.it

FREE AND INDEPENDENT SCHOOL OF BEHAVIOURAL AND NUTRITIONAL SCIENCES
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24 Ottobre 2011


PERSI 12 CHILI, SPARITE DUE ERNIE
E SVANITI I DOLORI A SPALLA E GINOCCHIO


LETTERA

SEI VIRTUALMENTE PRESENTE NELLA NOSTRA FAMIGLIA

Caro Valdo,
scusa il tu ma, da circa un anno, sei entrato a far parte della mia famiglia.
Non c’è pasto e non c’è acquisto dove tu non venga citato.
Addirittura certe volte, caricando la macchina di cassette di frutta e verdura, abbiamo detto: “Valdo sarebbe orgoglioso di noi!”
Ora vorrei descriverti i buoni risultati ottenuti in questo primo anno, e quelli che vorrei raggiungere con il tuo aiuto.

RISULTATI POSITIVI IN SERIE

Ho due figlie di 17 e 23 anni. Le ragazze mi seguono di loro iniziativa nel perfezionamento dell’alimentazione, per ragioni sia igieniste che etiche, e non si sentono private di nulla.
Sono 50enne, vegetariano da 15 e quasi-vegano-crudista da un anno.
I risultati parlano chiaro: perdita di 12 chili inutili, dolori al ginocchio spariti (amo il trekking ed era un problema), scomparso anche il dolore alla spalla che persisteva da circa 2 mesi, causato da due ernie discali cervicali. Ernie che erano state curate inutilmente col cortisone, ed ero a un passo dalla sala operatoria.

ANCHE MIA MOGLIE NON SCHERZA: NIENTE PIU’ MALI DI TESTA, NIENTE ANALGESICI E TANTA ENERGIA

Questi miei risultati, riscontrabili già in seguito a un semidigiuno fruttariano di una settimana, e in seguito a un mese di abbandono delle proteine animali, hanno convinto anche il resto della famiglia a iniziare il cammino.
Mia moglie Renata, 54 anni, vegetariana, pur facendo lavori manuali, riscontra un’accresciuta energia e un generale stato di benessere da quando segue questo regime alimentare.
In particolare non ha più bisogno di prendere analgesici, perché il mal di testa che la tormentava non è più tornato.
Il problema è che si sente imperfetta e sporcata dall’unico farmaco che ancora prende, cioè l’Eutirox.

STOP PROGRESSIVO ALL’EUTIROX

Nel 2005 le è stata diagnosticato un ipotiroidismo da tireopatia autoimmune, con presenza di noduli, coi seguenti valori:
TSH 4,9 T3 3,9 T4 0,85 Tgab 989 Tpab 369
Dal 2007 la dose di Eutirox è stata portata a 75 e, da allora, i valori sono sempre stati nella norma.
Nel settembre 2011 essi sono: TSH 2,66 T3 3,54 T4 1,6.
Ora si sente talmente bene da voler provare a ridurre in modo progressivo l’Eutirox, e se possibile ad eliminarlo del tutto.

RILUTTANZA A PARLARNE CON L’ENDOCRINOLOGO

E’ consapevole dei rischi, quindi ti chiedo: come deve porsi con l’endocrinologo per riuscire a farsi seguire in questo periodo di disintossicazione? Temo infatti che il medico possa opporsi a una riduzione del dosaggio compensata solo dall’alimentazione crudista, e che la nostra ignoranza in campo medico riduca la credibilità. Non chiede di essere seguita passo passo, ma solo di non essere lasciata sola ed abbandonata coi suoi problemi. Sarei grato di un tuo autorevole consiglio, anche su come affrontare senza medico la nostra scelta. Con stima.
Gregorio e famiglia.

*****
RISPOSTA

RISPETTO DEI SINTOMI E LOTTA DURA AGLI STILI DI VITA INTOSSICANTI

Ciao Gregorio, grazie intanto per la bella testimonianza di guarigione.
Ma andiamo subito al problema dell’ipotiroidismo e dei valori numerici riscontrati
Ci sono come sai enormi differenze tra medicina ed igienismo, sia nel pensiero che nei metodi di cura, per cui la scelta di campo, chiara e netta, è d’obbligo. Per noi le malattie non vanno combattute a casaccio, a ipotesi o a tentativi, ma vanno risolte alla radice, trovando la causa reale e operando su di essa soltanto, lasciando al loro posto i segnali d’allarme, i sintomi. Questo vale per la febbre, per l’influenza, per tutte le infiammazioni del corpo umano, ovvero per tutte le situazioni fisiologiche definite dalla medicina con termini desinanti in “iti” (dermatiti, flebiti, nefriti, epatiti, tiroiditi, ecc).

CURA DELLA NON-CURA, OPERANDO SU DUE DISTINTI RUBINETTI

Alla cura medica sul sintomo, l’igienismo contrappone la cura della non-cura (verso il sintomo), e lo stop ad ogni ulteriore fonte tossica esterna (chiusura primo rubinetto dei veleni esterni), mentre per i vecchi veleni già accumulati nel corpo serve aprire il secondo rubinetto e adottare adeguati processi di chelazione naturale (digiuno, diete crudiste rigide) e di espulsione. Cura della non-cura non significa cura della trascuratezza e della negligenza, ma solo cura della non interferenza col sistema immunitario.

MAI RINCORRERE I SINGOLI VALORI

Per noi i valori del sangue, del fegato, della tiroide, quando sono fuori della norma, non vanno rincorsi e ritoccati, e riparati uno ad uno farmacologicamente. Anche perché quei valori esprimono lo stato congiunturale e costituzionale del corpo in quel determinato momento, e con quel tipo di motivazioni patologiche. L’unica via possibile per noi igienisti è la rimozione della causa patologica, e non certo l’arrabattarsi a sistemare i valori lasciando la causa sballante indisturbata al suo posto.

VALORI RELATIVI E VALORI MANIPOLATI

I valori sballati sono soltanto il sintomo del problema, non il problema.
Le varie tabelle hanno valore molto relativo. Ogni persona è diversa. I range non sono poi tavole di Mosè, ma tavole umane soggette a errori e a manipolazioni.
I range vengono elaborati da enti che lavorano non su statistiche di gente comune, ma di gente americana, e di gente spesso caratterizzata da varie patologie, e già questo deve far riflettere.
In ogni caso, se alcuni valori si vogliono regolarizzare, ciò deve avvenire in modo progressivo, naturale e non farmacologico. E si tratta sempre di ribilanciare l’assieme, e non il singolo valore.

CLAMOROSI ESEMPI DEL PASSATO E DEL PRESENTE

Sono noti e clamorosi gli errori della FDA, ad esempio, nei range alimentari, nei valori delle proteine nobili, ridotti drasticamente da 300 grammi/giorno agli attuali 75 (in via di ulteriore abbassamento ai 30 grammi/giorno riconosciuti persino dalla OMS e dalla FAO), nei range della vitamina B12 (portata abusivamente dalla FDA agli attuali 157-1059 ng/mL, mentre per la WHO i minimi erano stati fissati n modo corretto a 80 ng/mL), e nei range della vitamina C (sottostimata tuttora a 40 mg/giorno, mentre ne servono almeno 400 mg/giorno).

UNO SPECCHIO FRAMMENTARIO ED INCOMPLETO

I valori di riferimento, ovvero i range, i minimi e i massimi, vanno presi con le pinzette, avendo essi bassa valenza predittiva, e vanno pure saputi interpretare correttamente. I valori rilevati sul nostro corpo rappresentano invece lo specchio della nostra situazione interna. Uno specchio però frammentario e parziale, che semplifica di molto la situazione reale. Conoscere ad esempio i valori del colesterolo HDL e LDL, senza conoscere i valori dell’omocisteina, non ha molto senso.

CENTRALITA’ DELLA TIROIDE NEL CORPO UMANO

La tiroide è il freno e l’acceleratore del ricambio, in quanto è in grado di rallentare o incrementare le combustioni organiche. E’ il freno e l’acceleratore della termoregolazione, dell’accrescimento, dell’attività psichica, del calcio-assorbimento. La tiroide è dunque una ghiandola fondamentale appartenente al sistema endocrino-ormonale, un assieme di ghiandole che vanno dalla pineale, alla epifisi, alla ipofisi, alla parte endocrina del pancreas, alla tiroide, al timo, alle surrenali, alle gonadi, tutte legate ed interagenti fra di loro, in perfetta armonia e simbiosi. A maggior ragione appaiono avventati e fallimentari i tentativi umani di correggere una determinata ghiandola, modificandone i valori farmacologicamente, o addirittura rimuovendola chirurgicamente quando il farmaco non bastasse.

VIETATO CHIEDERE AI MEDICI L’IMPOSSBILE

Fatte queste considerazioni di ordine generale, è ovvio che il medico, e in particolare lo specialista endocrinologo, non appoggeranno mai un abbassamento dell’Eutirox e non si sogneranno nemmeno di seguire un percorso di detossificazione. Sarebbe tradire la loro dottrina ed andrebbero pure incontro a dei guai, arrischiando la cosa peggiore che un medico teme, ossia la radiazione dall’Albo.
Per la medicina i farmaci vanno presi e le tossine devono stare dentro al corpo, senza uscir fuori mai.
Le multinazionali del farmaco hanno insegnato pure ai medici che la salute è una iattura assai peggiore della malattia stessa. Gente sana significa niente lavoro per i medici e per le farmacie.
Queste cose le vorremmo dire solo come battute irriverenti o come barzellette, mentre invece esse si avvicinano troppo spesso a quella realtà che è sotto gli occhi di tutti.

PARASSITI INTESTINALI E MALATTIE AUTOIMMUNI

Spesso, le malattie autoimmuni, e in particolare l’ipotiroidismo, sono caratterizzate da pigrizia linfatica, da stitichezza cronica, da digestioni difficili, da sangue addensato, da disbiosi e miasmi in risalita e, nota bene, da presenza di parassiti intestinali.
Verificare dunque che il livello degli eosinofili (range raccomandato da 0.00 a 0.45), non superi il tetto massimo del 2%.
Pare che tutte le malattie autoimmuni abbiano come principale ezio-patogenesi, la presenza costante di vermi nell’intestino. L’Eutirox non provvede certamente a risolvere questo problema.

DETOSSIFICAZIONE PER GRADI, CON UN MISTO DI DECISIONE E DI PRUDENZA

Nel caso specifico, ti allego le mie tesine sulla tiroide e sull’Eutirox, uno dei farmaci più difficili da eliminare, per i suoi effetti acidificanti e dopanti, causatori di vera e propria dipendenza.
E’ auspicabile procedere decisamente alla detossificazione per gradi (ad esempio da 75 a 50 in due settimane, da 50 e 25 in altre due settimane, da 25 allo zero in altre 2 settimane), man mano poi che la dieta migliora, che le digestioni leggere e virtuose producono sangue sano e fluido.

NON SARA’ LASCIATA SOLA

E’ la Renata che deve impostare il tutto, deve diventare igienista auto-didatta, prendersi ogni responsabilità, ascoltando attentamente il proprio corpo e facendo resistenza agli inevitabili fastidi che accompagneranno il percorso di liberazione dall’Euritox.
Chiaro che non sarà lasciata sola in questo suo percorso.
Risponderò ben volentieri ai quesiti che mi proporrà.

Valdo Vaccaro

Fonte


Evitare la formazione di cattivi odori sui maglioni di lana durantel'asciugatura




A volte i maglioni quando si asciugano emanano un odorino non tant piacevole e quello perché certi tipi di trama di lana imprigionano parecchia umidità e quindi l'asciugatura all'interno delle fibre è molto lenta, comunque per cercare di evitare questo problema all'ultimo risciacquo mettete 1 bicchierino da caffè di aceto bianco (o comunque usatelo come ammorbidente riempiendo la vaschetta dell'ammorbidente con aceto bianco puro (non diluito in acqua) al posto dell'ammorbidente.


Il risultato sarò ancora più efficace se aggiungete 5 gocce di olio essenziale di tea tree o di lavanda al detersivo o all'aceto (o a tutti e due).


Poi finito il ciclo di lavaggio (oppure se il maglione lo avete lavato a mano), premetelo bene (senza strizzare), quindi appoggiartelo aperto su un asciugamano abbastanza assorbente e arrotolatelo bene premendo allo stesso tempo, poi metteteli ad asciugare all'aria.

Fonte

venerdì 11 novembre 2011


Allarme: siamo già 7.000.000.000


1. Da alcuni giorni i mezzi d’informazione segnalano (timidamente, per la verità) che, secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato in primavera, il 31 ottobre la popolazione mondiale taglierà il traguardo dei 7.000.000.000. Una volta, il cambio ci cifra nella prima casella della popolazione era motivo di celebrazione, salutato come una pietra miliare dello sviluppo umano. Oggi, al contrario, il traguardo suona minaccioso, suggerendo ai più di avere molta, molta paura.

2. È impressionante la velocità con cui la popolazione mondiale è aumentata dalle origini ad oggi: ci sono voluti 250.000 anni, fino al 1804, per toccare quota un miliardo; un secolo per arrivare a due miliardi (nel 1927); altri 32 anni per raggiungere 3 miliardi (nel 1959); appena la metà per salire a 5 miliardi (nel 1987); 12 anni per aumentare a 6 miliardi (nel 1999) e solo 11 per fare di nuovo cifra tonda a 7 miliardi (grafico interattivo del Guardian).
Questa bomba demografica è innescata principalmente da due fattori: da un lato, una sostanziale riduzione della mortalità infantile; dall’altro, una riduzione troppo blanda dei tassi di fertilità. Il picco di crescita della popolazione è stata alla fine del 1960, quando il totale è stato in aumento di quasi il 2% l’anno. Ora il tasso è pari alla metà. Ad ogni modo, dal 1350(quando l’umanità fu flagellata da una terribile pestilenza) la crescita non si è più fermata, e ora procede al ritmo di di 10.000 nuovi individui all’ora.
Per rendere l’idea di quanti siamo sulla Terra, immaginiamo di convocare tutti i nostri simili in un’ipotetica riunione globale. Per ospitarci tutti, anche stando stretti spalla a spalla, nel 1950 sarebbe bastata l’isola di Wight, 381 km2 a largo dell’Inghilterra. Nel 1968 John Brunner, uno scrittore britannico, ha osservato che sarebbe stata necessaria l’isola di Man, 572 km2 nel mare d’Irlanda. Nel 2010, ipotizzava Brunner, avremmo avuto bisogno addirittura di Zanzibar, 1554 km2. Da qui il titolo del suo romanzo sul tema della sovrappopolazione, “Stand in Zanzibar“, uscito nel 1968. è superfluo notare che si è sbagliato di un solo anno....
Secondo le Nazioni Unite potremo toccare quota 9,3 miliardi entro la metà del secolo, oltre la quale le ipotesi si divaricano in una forbice compresa tra i 6,2 e i 15,8 miliardi entro il 2100.


3. Mai prima d’ora così tanti animali (invertebrati a parte) di una stessa specie hanno popolato il pianeta in così (relativamente) poco tempo. Al punto che alcuni scienziati hanno ribattezzato la nostra era come Antropocene, perché caratterizzata dall’azione a lungo termine dell’umanità tesa alla sistematica alterazione del contesto ambientale preesistente. Una specie che interagisce con l’ambiente circostante molto più intensamente di quanto le altre non abbiano mai fatto prima, e quasi sempre a danno di tutte le altre. Ci appropriamo dal 24% al 40% della produzione fotosintetica e di più della metà dell’acqua dolce disponibile. Ovunque, eccetto in Antartide (ma ancora per quando?) siamo impegnati nell’occupazione, manipolazione, sfruttamento del suolo e delle sue risorse. Dovunque ci spingiamo, la natura si ritira. Per la prima volta nella storia geologica della Terra, una forma di vita – la nostra – condanna all’estinzione significative proporzioni di piante e animali, nostri unici compagni conosciuti nell’universo.
Tali sconvolgimenti non sono conseguenza della crescita demografica in sé, bensì dell‘aumento e della smodatezza dei nostri consumi. Non stiamo alterando gli equilibri naturali per cattiveria, quanto per incuria. Ciascuno punta a massimizzare il proprio benessere, il che è legittimo; tuttavia,l’insieme dei nostri comportamenti, anche quelli più trascurabili, può avere effetti disastrosi se moltiplicati per sette miliardi. A cominciare dal consumo delle risorse, per proseguire con quello di acqua e suolo, chiudendo il ciclo con l’inquinamento dovuto allo smaltimento dei rifiuti.


4. Il futuro del genere umano (e, di riflesso, del pianeta) oscilla tra catastrofe e opportunità così come le opposte posizioni di malthusiani e cornucopiani: i primi mettono in guardia sui pericoli di una inarrestabile sovrappopolazione; i secondi credono invece che l’ingegnosità umana, rispondendo alle necessità del momento, riuscirà comunque a trovare nuove risorse per soddisfare le popolazioni in aumento. Finora sono stati questi ultimi ad avere ragione, come testimoniato dal costante aumento degli standard di vita dal dopoguerra ad oggi e dalla recente ascesa dei Paesi emergenti. Ma ogni cosa ha un prezzo e quello pagato in virtù del tanto decantato sviluppo ridimensiona le teorie (e le speranze) dei cornucopiani. Dal 1961, ad esempio, la superficie di di terra coltivata nel mondo è cresciuta del 13% a fronte di una popolazione umana più che raddoppiata: in altre parole, la superficie agricola pro capite si è praticamente dimezzata. Questo perché il grosso del suolo è fagocitato dall’urbanistica e dalle attività industriali, come se il problema alimentare fosse secondario rispetto a quello abitativo o della crescita economica. Ricicliamo poco, quasi nulla, dei minerali estratti, pur consapevoli i giacimenti sono in via di esaurimento; la quasi totalità della nostra energia (in gran parte sprecata) proviene da fonti non rinnovabili. Nel 2050 ci servirà il doppio dell’acqua e secondo la Nasa metà della capacità produttiva della Terra sarà al servizio delle nostre attività.
Peraltro, è noto che il consumo di risorse è pesantemente squilibrato: la Banca Mondiale calcola che l’impatto ambientale di un cittadino del Regno Unito è pari a quello di 22 abitanti del Malawi. Ognuno di noi tende a consumare di più man mano che la sua vita procede e che il progresso glielo consente. Ma se i Paesi emergenti – al momento gli unici a registrare uno stabile sviluppo economico – raggiungono i livelli di consumo delle nostre latitudini, la situazione diventa insostenibile. La Terra non è in grado di sostenere 10 miliardi di persone con lo stesso impatto pro capite delle 7 miliardi di oggi. Una crescita demografica a tempo indeterminato è fisicamente impossibile su un pianeta finito: ad un certo punto dovrà necessariamente arrestarsi. Ciò avverrà in modo “umano”, attraverso un minor numero di nascite e un’oculata politica demografica; oppure più tragicamente in modo “naturale”, attraverso una decimazione di massa per fame, malattie e guerre. O riduciamo i nostri “numeri” volontariamente, o la natura lo farà per noi brutalmente.

5. L’aumento della popolazione non è unifome. In generale il tasso di fertilità di declino, ma con differenze molto profonde da zona a zona. Il Guardian offre un’approfondita analisi di questa dinamica. Nel 1970 il tasso di fecondità era di 4,45 figli per donna; ora è sceso a 2,45. Attualmente il mondo è più o meno equamente diviso tra i Paesi al di sopra del tasso di sostituzione della popolazione (2,1) e quelli al di sopra. Il primo gruppo è costituito da Europa, Cina e nel resto dell’Asia orientale. Il secondo comprende Sud e Sud-Est Asiatico, Medio Oriente e Americhe. Si è constatato che il tasso è inversamente proporzionale alla crescita economica: più una società diventa ricca, meno figli tende a fare, spostando in avanti l’età media della sua popolazione.
L’altra faccia della medaglia è costituita dalla sovrappopolazione nei Paesi più poveri, in cui l’aumento incontrollato contribuirà a peggiorare un contesto già drammatico sia dal punto di vista alimentare che da quello igienico-sanitario. Nel 1950 il 68% della popolazione mondiale era concentrata nelle aree più povere. Oggi tale quota è salita all’82% e si prevede che aumenterà all’86% entro il 2050. Si stima che per allora quasi tutte le nuove nascite (97%) si verificheranno nelle regioni meno sviluppate.


5. La bomba demografica ha due fondamentali conseguenze. La prima è la ridefinizione della geografia umana attraverso i flussi migratori. L’immigrazione potrebbe essere un modo per bilanciare il carico demografico globale, alleviando la pressione della popolazione nelle zone più povere per compensare i fenomeni dell’invecchiamento e della scarsa natalità nelle nazioni più sviluppate. Ne sanno qualcosa gli Stati Uniti, da sempre terra di migranti, dove negli anni a venire la crescita della popolazione sarà sostenuta soprattutto dall’afflusso di stranieri. IlGiappone, al contrario, resiste fermamente all’assimilazione degli stranieri, nonostante l’allarme, lanciato da tempo, sul progressivo invecchiamento della società. D’altra parte, non tutti concordano col fatto che le migrazioni siano foriere di benefici, come testimoniato da alcune ricerche. Di tratta comunque di fenomeni controversi, dai risvolti spesso imprevedibili e il più delle volte incontrollabili dagli stessi governi. È inoltre accertato il legame tra le migrazioni e cambiamenti climatici, i quali, come detto, sono in gran parte gli effetti collaterali delle attività umane.
La seconda è il nesso tra sovrappopolazione e aumento della violenza. Ormai il 90% delle morti violente totali (526.000) avviene al di fuori delle aree di guerra: oggi a mietere vittime è soprattutto la violenza criminale. Le ultime ricerche della Geneva Declaration dimostrano inoltre il legame che sussiste tra omicidi e sottosviluppo: un quarto degli omicidi nel mondo avviene in 14 Paesi (per lo più in Africa e in America Latina), tutti accomunati da un basso indice di sviluppo umano. Viceversa, quando i Paesi progrediscono in termini di sviluppo, i loro livelli di violenza omicida hanno delle possibilità di diminuire.


6. L’umanità rischia di essere schiacciata sotto il suo stesso peso. In parole povere, la festa è finita.
Inutile avere paura di quel sette in capo a un numero a dieci cifre: non è questa una risposta costruttiva. Neppure la notizia che la crescita della popolazione stia declinando può essere di conforto. Il coraggio e la determinazione di agire sono l’unica soluzione. Dobbiamo convincerci che nessun essere umano ha il diritto di consumare sempre di più. Perché se si potesse in qualche modo colmare il divario globale dei consumi ponendoli al livello dei Paesi sviluppati il pianeta affonderebbe. C’è bisogno di una rapida trasformazione, tecnologica e culturale, del nostro sile di vita. Piuttosto che adattare il futuro alle nostre esigenze dovremo adeguare le nostre esigenze al futuro. L’umanità intera dovrà, per forza di cose, imparare a fare di più con meno. Inoltre, se la crescita della popolazione è concentrata nei Paesi poveri, al punto da diventarne una piaga, allora lo sviluppo di queste comunità diventa una necessità ecologica, oltre che un atto umanitario. L’analista Hans Rosling ha dimostrato, attraverso un’impressionante combinazione di statistiche, che bambini più sani e più ricchi, una volta adulti, tendono a formare famiglie più piccole. Porre fine alla povertà globale, aumentando il tasso di sopravvivenza dei bambini, è il chiaro percorso per raggiungere una popolazione umano sostenibile.
Il passaggio a questa nuova era non sarà del tutto indolore, ma è nell’interesse di tutti quelli che hanno a cuore un ambiente veramente sostenibile e il futuro dei propri. figli. Il Prof. David Bloom, dell’Università di Harvard, ha sagacemente osservato che nuove sfide significano nuove opportunità: “Queste sfide non sono insormontabili, ma non possiamo affrontarle mettendo la testa sotto la sabbia. È semplicemente irresponsabile assistere pigramente all’esperienza del cambiamento demografico “

7. Infine, sette miliardi di persone non sono soltanto sette miliardi di bocche da sfamare o altrettanti produttori di rifiuti. Sono innanzitutto sette miliardi di storie da raccontare. A questo scopo sono dedicati siti come http://7billionactions.org, per ricordarci che tali storie sono importanti, e che tra di esse ce ne sono alcune capaci di fare la differenza all’interno di una comunità. Con l‘implicita speranza che tutte, grandi o piccole che siano, possano contribuire ad un nuovo capitolo della storia della Terra: il post Antropocene, in cui l’umanità non sia più padrona ma ospite rispettosa di questo pianeta, al pari di tutte le altre forme di vita che vi abitano.


Fonte

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