sabato 9 luglio 2011

Il Futuro parte dall'Educazione

DI MARCO CANESTRARI

In questo video sono raccolte le considerazioni della Professoressa Pucci, insegnante di un istituto superiore di Roma, sull'importanza della diffusione della lezione su "Come si controllano le masse nei paesi democratici" che Ecco Cosa Vedo sta portando nelle scuole già da un anno a questa parte.

In particolare è posta l’attenzione sull’importanza di sviluppare negli alunni e nei giovani la capacità di pensare da soli, l'opportunità di prendere coscienza delle cose che dicono e fanno loro stessi, i loro compagni e la società: di questo oggi c'è un grande bisogno. Diviene fondamentale capire che c'è un altro modo di intendere la vita sociale, la vita politica e la cultura in genere, che è quello di proporsi, di essere attivi, di non subire passivamente ciò che qualcun altro ha scelto per noi. Il futuro parte dall'educazione: è importante svegliare oggi le coscienze di tutti quelli che domani andranno a votare e costruiranno il futuro politico.

Se ritieni utile la diffusione di queste conoscenze, puoi contribuire portando il corso nella tua scuola, nel tuo gruppo, nella tua associazione, o in un evento pubblico della tua città. Per info inviate una mail a info@eccocosavedo.com o contattateci sulla nostra pagina facebook.

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Scie chimiche: un video mostrare agli scettici (e da mettere sotto il naso dei disinformatori), coi link per scaricarlo e diffonderlo

Uno dei video cui facevo riferimento nel mio ultimo articolo sulle scie chimiche curvilinee (ed inserito anche in un vecchio articolo sul medesimo tema, è stato cancellato assieme a tutto il canale, col pretesto del copyright (pretesto che non si usa mai per rimuovere i milioni di video di canzoni presenti su youtube). Allora l'ho rielaborato aggiungendo tre foto ed un breve commento

Ecco il mio video, in basso i link per scaricarlo e diffonderlo.


formato .wmv (38 Megabyte)

formato .avi (15 Megabyte)

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NUEVOS PAÑUELOS-BABEROS Y CAMISETAS PRECIOSAS..!!

..Nuevos estampados y listos es su confección para regalar.Porque a veces un simple pero práctico regalo puede ser un gran acierto, y para que sea bien presentado un monisimo corazón que luego se puede utilizar para decorar otra cosa.
 Preciosos y divertidos y se secan facilmente..!!! Habeis escuchado mamás....
Cuando somos pequeños el que nuestro muñeco tenga algo que nosotros tambien llevamos como él, es una identificación muy agradable,pues así es este precioso conjunto!!!
Y porque un par de zapatitos frescos y un pañuelo puede ser un detalle a la hora de vestirlos.
 Camisetas varias en óptimo algodón suave,con preciosas ilustraciones, solo disponibles las que veis.
 Con manguita y detalle de festón en cuellos y mangas, otra característica útil es que tiene abertura lateral con botones que facilita el quita y pon.
Que monas todas...y las ilustraciones son exclusivas de El Taller De Violeta...mas personales imposibles!!!

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L' A.R.P.A. scordata

Comunicato stampa del Comitato stop scie Firenze del 30 giugno 2011

E' lodevole la tenacia dei Fiorentini che hanno deciso di protestare dinanzi alla sede dell'A.R.P.A.T., esigendo risposte chiare e tempestive sulla geo-ingegneria. Purtroppo è il solito rimpallo delle responsabilità: le competenze non sono dell'A.R.P.A., ma dell'E.N.A.C., al centro, in questi giorni, di uno scandalo per una brutta storia di tangenti. No, non è l'E.N.A.C. responsabile, ma il Ministero dell'ambiente, anzi il Ministero della "difesa" che demanda ogni chiarimento all'A.R.P.A. che si appella al N.O.E. dei Carabinieri i quali aspettano il benestare della magistratura... 'Todos caballeros'. Lo scaricabarile sembra la creazione del moto perpetuo. Ciò succede anche al di fuori dell'Italia, poiché la questione "scie chimiche" è occultata da un muro spesso di omertà e di negazione, un muro in cui bisognerà, in un modo o in un altro aprire una breccia.

[ VIDEO: Scie chimiche: il rimpallo delle responsabilità ]

FIRENZE Il 29 giugno 2011 alle 15.00, un gruppo di cittadini ha partecipato ad un presidio di protesta davanti alla sede regionale dell'A.R.P.A.T. (Agenzia regionale per la "protezione" dell'ambiente Toscana) di via Porpora, per denunciare l'immobilismo dell'Agenzia sulla questione delle cosiddette "scie chimiche".

Numerosi sono stati gli esposti di comitati e cittadini negli anni passati all'A.R.P.A.T., che si è decisa a rispondere solo lo scorso aprile. E' stata, però, una risposta completamente insufficiente, parziale e fuorviante, basata su materiale di dubbia scientificità, raccolto da Internet e senza alcuntipo di analisi di campioni (vedi sulla questione anche Scie chimiche: le preoccupazioni dei Toscani e le risposte dell'A.R.P.A.T.).

E' stato un responso che il Comitato Stop Scie Firenze, uno dei gruppi organizzatori del presidio, ha già contestato in una lettera diretta all' A.R.P.A.T. e ad altri organismi interessati (LINK). Nei vari esposti si chiedeva di eseguire analisi di acqua, suolo ed aria al fine di rilevare la presenza di alcuni elementi dannosi per la salute (es. bario, alluminio, polimeri...). Molte analisi condotte privatamente hanno rilevato la presenza in percentuali altissime e ingiustificate di alcuni di questi elementi (bario ed alluminio), presenza che ormai in tante parti del mondo si associa alle emissioni deliberate da parte di velivoli non meglio identificati, emissioni meglio note come SCIE CHIMICHE.

Sulle scie chimiche solo in Italia dal 2003 ad oggi sono state presentate 13 interrogazioni parlamentari, di fatto cadute nel vuoto. Anche in Toscana è venuta alla luce nel gennaio 2011 la questione del bario, nel caso che ha riguardato l'acquedotto di Quarrata, dove ne sono state rilevate altissime concentrazioni, senza individuare la fonte di inquinamento, almeno stando a quanto affermano le autorità.

I manifestanti con cartelli, foto e volantini si sono piazzati davanti alla sede regionale. Una delegazione è entrata nella sede per chiedere di conferire con il direttore generale o con qualche altro responsabile di rilievo dell'Agenzia. Sia il direttore sia altri responsabili non erano disponibili, così i manifestanti hanno potuto incontrare l'addetto stampa dell'A.R.P.A.T. che si è impegnato a riportare le richieste del Comitato ai responsabili. Alle 17.00 circa il presidio si è sciolto.

30/06/11 Comitato Stop Scie Firenze

Qui il servizio video del quotidiano La Nazione

Articolo correlato: Manganese nell'acqua potabile, 2011






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Non sono Maddalena

“Un paese civile e democratico come l’Italia non può permettersi la permanenza di un presidio come quello del villaggio Maddalena, al di fuori della legalità. La Tav è un’opera fondamentale per lo sviluppo dell’Europa e un’infrastruttura importante per mantenere i collegamenti dell’Italia a livello internazionale. Per questo è fondamentale che i cantieri partano entro fine mese, per non perdere quote di finanziamento europeo”. (Emma Marcegaglia)

Lasci stare la civiltà e la democrazia, madame. Civiltà e democrazia significano dialogare con i territori sui quali si vogliono costruire le infrastrutture ad alto impatto ambientale, ascoltare i cittadini riguardo le loro perplessità e paure e non imporre a bastonate gli interessi economici degli appaltatori con i soliti celerini che in questa stagione si eccitano neanche sentissero il profumo del napalm la mattina presto. Ci spieghi perché non potete fare a meno della TAV e siete tanto infoiati all'idea dei finanziamenti europei (ammesso che mai arrivino), se è una cosa che si può dire ad alta voce. A maggior ragione se anche Tremonti ormai considera l'operazione come troppo onerosa e ne preferisce una versione light approvata anche dai francesi.

Lasci stare la legalità, signora mia. O almeno pensi prima ai troppi operai che muoiono nei suoi stabilimenti, all'albergo alla Maddalena (che combinazione) costato a noi fessi suoi concittadini 120 milioni di euro per il G8 abortito del 2009 ed a lei affittato dalla Bertolaso Band alla cifra da hard discount di 60 mila euro l'anno, alle altre speculazioni edilizie ai limiti dello scempio ambientale tipo Malfatano, ed alle altre magagnucce di famiglia.

Ci offra argomenti più consistenti dell'elogio dell'uso della forza. Altrimenti hanno ragione i comunisti, si è solo dei padroni di merda.



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Pulire a fondo la gomma dello sportello del frigorifero



Versate (o spruzzate) dell'aceto bianco sulla gomma e strofinatela con uno spazzolino da denti, in questo modo riuscirete non solo rimuovere i residui accumulati ma anche igienizzarla a fondo.

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La fabbrica delle nuvole per controllare il clima

Progetto HAARP?

Ecco come si fabbricano le nuvole:


Corallo bianco

Migliaia di perline di conteria e una pazienza da Santi per realizzare questo girocollo ad imitazione del "corallo bianco"

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BLACK ROCK: ILLUMINISMO FINANZIARIO!




Il grande Immanuel Kant a chi gli chiedeva che cosa significasse "illuminismo" amava ripetere che ognuno di noi deve avere il coraggio di servirsi della sua propria intelligenza senza farsi guidare da chiunque altro, il coraggio di uscire da uno stato di minorità che deve essere attribuito a se stessi, minorità intesa come incapacità di valersi della propria intelligenza.

Ora, nelle ultime settimane le illuminazioni sembrano spuntare come funghi, un giorno le agenzie di rating, un'altro i giornali finanziari angloamericani sino ad arrivare addirittura agli analisti di Black Rock che insieme a Pimco, rappresentano il massimo dei fondi di investimento mondiali anche se talvolta con qualche asimmetria informativa di troppo!

Ma andiamo a vedere nei dettagli ciò che ci racconta Andrea Franceschi sul SOLE24ORE, ascoltando gli analisti di Black Rock...


L'Italia è più a rischio di Ungheria ed Irlanda, uno dei paesi salvati dal default dall'Unione europea. Questa è l'opinione degli analisti del fondo americano Blackrock che ha recentemente creato un nuovo indice sul rischio sovrano che monitora 44 paesi. Nella classifica dei meno stabili, la società colloca ai primi posti Grecia e Portogallo definendo i loro debiti pubblici "insostenibili". Seguono poi Venezuela, Egitto, Italia, Ungheria e Irlanda. Tra i più virtuosi ci sono invece la Norvegia, che ha un debito pubblico estremamente basso, la Svezia, la Svizzera e la Finlandia.

Come mai il nostro paese, che pure vanta rating decisamente migliori dei paesi che affianca nella classifica, viene giudicato in maniera così negativa?

Per rispondere a questa domanda occorre prima spiegare cos'è il "Blackrock Sovreign Risk Index". Il fondo americano, alla luce della crescente attenzione dei mercati per la situazione della Grecia, ha infatti deciso di elaborare un indice sulla stabilità dei debiti sovrani.

L'opinione degli analisti del fondo americano, che gestisce asset per oltre 3000 miliardi di dollari, è che dati "classici" come rapporto debito pubblico/Pil non bastino da soli a misurare la situazione dei conti pubblici di un paese.

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Occorre prendere in considerazione altri parametri, come ad esempio lo "spazio fiscale". Questa voce - si legge nel report di Blackrock - misura quanto il debito pubblico di un paese è vicino a raggiungere la soglia dell'insostenibilità e quanto imponenti sono le misure che dovrebbe mettere in atto per riportare il debito sotto controllo. Si tratta in sostanza di un parametro che misura i margini a disposizione per un governo per mettere in atto le manovre correttive necessarie a evitare un default.

L'Italia, che in queste settimane sta varando un'imponente manovra finanziaria per arrivare al pareggio di bilancio nel 2014, ha uno spazio fiscale limitato secondo gli esperti del fondo americano. In primo luogo perché ha un calendario delle scadenze dei titoli di stato non proprio favorevole. Nei prossimi due anni - fanno notare - andrà a maturazione il 43% del totale del corposo debito italiano. (...)

Ora ti viene il dubbio che ci sia stato un errore di trascrizione, ma in realtà questa è la versione originale in inglese dove i simpatici americani incominciano definendoci un caso interessante per il loro nuovo approccio...

" Another interesting case framed by this approach is Italy. At 101% of GDP, its net debt is extremely high for a country with its fundamentals and term structure (it needs to roll approximately 43% of its GDP in debt over the next two years), so its proximity to distress is far from grounds for comfort...

...un caso la cui vicinanza alla soglia del dolore è ben lungi dall'essere motivo di comfort!

Ma se il debito pubblico italiano secondo Banca d'Italia è di 1890 miliardi e come vedremo sotto, nei prossimi due anni, scadranno 307 miliardi e 186 milioni come fanno ad essere il 43 % del debito complessivo?

Se la matematica non è un'opinione si tratta di un po di più del 16 % in due anni secondo i dati S&P ma secondo la fonte primaria come vedremo in realtà sono di più, ovvero 333 miliardi e 202 milioni corrispondenti a circa un pò di più del 17,5 %. Ma nessuno va mai a verificare i conti della serva anche se in realtà sono per difetto.

(...)Il rimborso più consistente avverrà nel 2012: 183 miliardi e 831 milioni di euro secondo la banca dati Capital Iq di Standard & Poor's. Nel 2013 invece saranno 123 miliardi e 355 milioni di euro.(...)

E anche qui non ci siamo! Ora francamente fa sorridere che un fondo come Black Rock per fare due conti si affidi ai dati di Capital Iq di Standard & Poor's, altra fonte che non si sa bene da dove prenda i dati ufficiali senza consultare direttamente l'emittente e quindi il Tesoro italiano secondo il quale nel 2012 scadranno arrotondando, ben 233 miliardi e 715 milioni BOT compresi o 194 miliardi e 890 milioni se si tiene conto solo di CCT, BTP e CTZ. Dt.tesoro.it

Nel 2013 i titoli in scadenza, invece saranno 138 miliardi e 312 milioni senza contare i BOT che verranno rinnovati nel 2012 e nel 2014 saranno 98 miliardi e 177 milioni e nel 2015 129 miliardi e 434 milioni.

Cominciamo con il dire che solo 83 % del debito pubblico è emesso sotto forma di titoli di Stato. Nella recente relazione della Banca d'Italia lo scorso anno le emissioni nette di titoli pubblici si sono ridotte a 77 miliardi dai precedenti 86 mentre la vita media residua è aumentata a sette anni e un mese.

Gli investitori esteri hanno acquistato titoli per circa 64 miliardi raggiungendo la percentuale del 52 % di detenzione del nostro debito pubblico complessivo, coprendo quindi lo scorso anno oltre l'80 % del nostro fabbisogno. Che succede si sono tutti bevuti i cervello a comprare debito di un paese più pericoloso dell' Irlanda e dell'Ungheria?

Fantastico no, Icebergfinanza è forse l'unico in Italia che va a fare le pulci all'illuminismo anglo americano quotidianamente...incredibile!

Quindi con questi conti se anche dovessimo registrare un avanzo primario di bilancio quest'anno secondo Black Rock siamo fottuti!

Ma per piacere compratevi un pallottoliere.

Secondo la relazione unifica sull'economia e sulla finanza pubblica del Tesoro dovremmo passare da un costo circa di 76 miliardi di interessi all'anno probabilmente a 92 miliardi e allora?

Se qualcuno vuole seminare in panico in Italia facendo salire i CDS e continuando ad allargare gli spread con la Germania, altro elefante di cristallo, aumentando il costo del rifinanziamento e mirando al default, si accomodi, altro che Lehman Brothers, questa volta il meteorite la centra per davvero la terra, vista l'esposizione tedesca, francese, giapponese e cinese al nostro debito pubblico per non parlare delle assicurazioni sul default stipulate dale banche americane.

Ma gli analisti di Black Rock continuano a riproporre un disco ormai rotto...

(...) «Nonostante l'Italia sia riuscita a contenere il deficit - si legge nel report - gli interessi che Roma paga sul debito esistente, combinati con la crescita "anemica" dell'economia e il progressivo invecchiamento della popolazione sono un grosso ostacolo sulla via del risanamento».A questo poi bisogna aggiungere il fatto che l'Italia fa parte dell'Eurozona. Questo significa che l'Italia non può "stampare moneta" (come si faceva ai tempi della lira ndr.) se le difficoltà dovessero farsi sentire. (...)

Ma non eravamo forse quelli che ormai da anni se non decenni convivono con crescita anemica e debito pubblico alto, professionisti nella gestione delle criticità! Ma andando oltre arrivano addirittura all'ipotesi di una svalutazione questi scienziati, dimenticando che l'Irlanda è stata ormai autorizzata da tempo a battere moneta pur restando all'interno dell'euro. E meno male che siamo più a rischio degli Irlandesi! Ftalphaville.ft.com

Poi l'articolo finisce con la solita minestrina che abbiamo ascoltato in questi mesi e queste settimane...

(...) Gli analisti di Blackrock assegnano poi punteggi scarsi alle istituzioni del nostro paese, giudicate deboli rispetto ad altri paesi europei. In ultimo un accenno al sistema creditizio, recentemente messo sotto osservazione dall'agenzia di rating Moody's. Seppure le banche italiane, passate indenni dalla tempesta finanziaria del 2008, non rappresentano una minaccia per l'economia italiana, gli analisti di Blackrock sono convinti che occorra fare di più sul fronte del rafforzamento del capitale.
Ma

Ma continuiamo per la nostra strada ed andiamo ad osservare da vicino il magico indice che contiene il Sacro Gral della solvibilità sovrana mondiale elaborato da Black Rock!

Fiscal Space — This category assesses if the fiscal dynamics of a particular country are on a sustainable path. It estimates how close a country is to breaking through a level of debt that will cause it to default (i.e., the concept of proximity to distress), and how large of an adjustment is necessary in order to achieve an appropriate debt/GDP level in the future (i.e., the concept of distance from stability).

External Finance Position — The factors in this category measure how leveraged a country might be to macroeconomic trade and policy shocks outside of its control.

Financial Sector Health — This category considers the degree to which the financial sector of a country poses a threat to its creditworthiness, were the sector were to be nationalized, and estimates the likelihood that the financial sector may require nationalization.

Willingness to Pay — In this category we group factors which gauge if a country displays qualitative cultural and institutional traits that suggest both ability and willingness to pay off real debts.

Abbiamo visto la magia del cosidetto "SPAZIO FISCALE" un gioco tra la sostenibilità e la vicinanza alla soglia del dolore finanziario con la necessità di un eventuale adeguamento necessario per raggiungere un rapporto di debito /Pil appropriato una sorta di gioco di parole, l'effetto leverage, indebitamento, uno shock macroeconomico che sfugge al proprio controllo, un sistema finanziario troppo grande per fallire ma allo stesso tempo troppo grande per essere nazionalizzato per finire con una valutazione soggettiva sulla capacità o volonta di onorare i propri debiti attraverso una traccia culturale ed istituzione del paese.

Della serie se non ci siete simpatici lo score diminuisce!

Nel frattempo la puntualità delle agenzie di rating continua magicamente a tenere sotto pressione il sistema Italia...

(ASCA) - Roma, 1 lug - Anche dopo l'approvazione della manovra ''restano rischi sostanziali'' sul piano italiano di riduzione del debito pubblico. E' quanto ha rilevato l'agenzia Standard & Poor's.

S&P giudica ''in linea generale credibile'' la manovra e vede positivamente alcune misure come il blocco dei salari pubblici e l'annunciata riforma fiscale, oltre all'accordo per la riforma contrattuale. Ma punta l'indice contro le prospettive deboli di crescita, la mancanza di riforme ''piu' sostanziali'' e contro l'eccessivo ottimismo sulle prospettive del Pil e sui ricavi dalla lotta all'evasione che potrebbero essere sovrastimati.

''Alla luce della debole crescita dell'Italia - si legge nel rapporto diffuso dopo la manovra - riteniamo che sarebbero necessarie riforme ben piu' sostanziali'' senza le quali ''il potenziale di crescita non sara' realizzato'' e non ci saranno le risorse necessarie per ridurre il debito.

Secondo l'agenzia ''il governo potrebbe essere stato troppo ottimista sull'efficacia dela lotta all'evasione fiscale'' e per questo potrebbe rendersi necessario un nuovo intervento.

S&P spiega che c'e' una possibilita' su tre che i rating italiani vengano alla fine tagliati per i rischi sulla dinamica del debito che derivano essenzialmente ''dall'attuale previsione di una crescita media dell'1,3% nel periodo 2011-2014'' oltre al prolungato stallo politico che puo' causare un minore rigore fiscale...

Come abbiamo visto in una serie di post nelle ultime settimane che potrete trovare a QUESTO INDIRIZZO l'illuminismo del senno di poi abbonda in Moody's e Standard Poor mentre Fitch da tempo non cambia la sua visione.

(ASCA) - Roma, 1 lug - La Consob ha deciso di convocare per la prossima settimana le agenzie di rating Standard and Poor's e Moody's. In particolare, la commissione vuole capire i motivi della diffusione oggi di un report sulla Manovra da parte di Standard and Poor's, prima che il provvedimento sia pubblicato in Gazzetta ufficiale. Per quanto riguarda invece Moody's, la convocazione rigiarda la decisione di mettere sotto osservazione i rating di 16 banche italiane, adottata la scorsa settimana.

Francamente come spesso accade prima di riproporre simili analisi come quella appena pubblicata da Black Rock, ci penserei su due volte!

Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (1)

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Assolti gli psichiatri rinviati a giudizio per la morte di Giuseppe Casu

Non ho mai espresso fiducia nella giustizia, a dispetto di molti politici che si possono permettere simili affermazioni perché loro la giustizia sanno come ammaestrarla; già diverse volte ho denunciato il reato di sequestro di persona da parte di psichiatri che tenevano reclusi dei pazienti non sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.), l’uso di violenza sui pazienti da parte di psichiatri che li tenevano illegalmente legati al letto.

Adesso arriva la conferma che i tribunali fin troppo spesso non servono a fare giustizia. Leggete il comunicato del Comitato Giuseppe Casu e pensate a come potrebbero mai dei giudici di un tribunale condannare i militari, i piloti, i disinformatori e gli agenti dei servizi che cooperano al rilascio intenzionale di veleni da parte di aerei privi di segni di identificazione.



IL GIUDICE NESPOLI ASSOLVE

Questa sentenza ci riempie di amarezza. Questa sentenza non ha il potere di cambiare il passato, la realtà di ciò che è accaduto. La nostra condanna per il trattamento disumano subito da Giuseppe Casu resta immutata ed è sempre stata a prescindere da qualsiasi giudizio o sentenza emesso in una qualunque aula di tribunale. Riteniamo il giudizio espresso da medici e dirigenti medici della ASL 8 , nonchè dai periti del giudice condivisibile; ovvero la condotta medica è censurabile sotto il profilo medico oltrechè etico, ovvero esiste un nesso tra il trattamento subito da Giuseppe e la sua morte, ovvero Giuseppe non doveva morire così. Quest'uomo è entrato sano in un ospedale ed è morto pesantemente sedato e legato ad un letto di contenzione. Ha trascorso sette giorni legato senza poter mangiare, nè bere, nè alzarsi in pedi, camminare, fumare, urinare da solo. Abbiamo sostenuto i familiari in questo processo solo perchè lo ritenevamo l'unico modo per far conoscere ai cagliaritani e agli italiani la storia agghiacciante di Giuseppe. Noi del comitato abbiamo fiducia nelle persone libere di pensare e sentire, libere di esprimere un giudizio.

Questa sentenza premia gli psichiatri che praticano ancora oggi nel 2011 la contenzione fisica, questa sentenza premia la condotta negligente di chi non compila le cartelle cliniche, di chi non fa un elettrocardiogramma prima di dare farmaci pericolosi, di chi non fa una radiografia prescritta all'interno delle mura di un ospedale, premia la sparizione di parti anatomiche utili a dimostrare la causa di morte di Giuseppe. Questa sentenza premia chi pensa di poter fare quello che vuole alla faccia dell'intelligenza di tutti. Questa sentenza ci lascia dentro un grande senso di giustizia negata e una profonda sfiducia.

IL COMITATO GIUSEPPE CASU

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Brutti e Cattivi

DI VALERI PASSERI

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Cos’è che rende un uomo capace di uccidere? Tralasciando i cosiddetti delitti “a sangue caldo”, dovuti a raptus improvvisi, parliamo del caso di guerre o attentati terroristici. Nel primo caso, la risposta forse più immediata è che si uccide per difesa o per paura. Eppure ci sono persone che della guerra fanno la loro professione e, in quel caso, vanno escluse entrambe le ragioni. Lo stesso ragionamento vale anche per i terroristi, di cui forse l’esempio più sentito in questo periodo è al-Qaeda.

Ovviamente i passi che portano il singolo ad armarsi e scegliere il proprio nemico variano da caso a caso, qui parliamo del momento in cui si "preme il grilletto". Nessun uomo nasce predisposto ad uccidere un proprio simile, ne tanto meno si può spiegare il fenomeno ricorrendo al termine “pazzia”. I terroristi non sono pazzi, i mercenari non sono pazzi, è un modo troppo semplicistico ed estremamente sbagliato di vedere questi fenomeni. Infatti la reazione di un uomo che sa di aver ucciso un altro uomo è di profondo rimorso e aberrazione. Di sicuro una persona pervasa da questi sentimenti è quantomeno poco propensa ad uccidere ancora. Il processo fondamentale di cui stiamo parlando e che spiega quanto detto è un altro, parliamo della cosiddetta “disumanizzazione del nemico”. La persona o le persone che si vanno a colpire non sono esseri umani ma degli oggetti, dei simboli sui quali riversare tutta la propria rabbia. Questo accade quando si viene a contatto con una cultura fortemente dicotomica che permette di marcare nitidamente la linea di confine tra amici e nemici. Il nemico non è Mario o Giovanni, ma la fonte di tutti i mali che è necessario eliminare per sopravvivere. Per i membri di al-Qaeda, ad esempio, l’America e l’occidente non sono dei territori dove vivono altre persone, ma una presenza malvagia che incombe ed è pronta a massacrare l’essere della civiltà medio-orientale. Viceversa vale per molti di noi occidentali verso l’Islam. Tutto ciò, per portare un esempio, spiega i recenti festeggiamenti per l’uccisione di Osama Bin Laden, non si pensa di aver ucciso un uomo ma di aver sconfitto il male assoluto, della vittoria del bene sulle forze maligne. Questo metodo è fondamentale e fortemente utilizzato anche nei regimi totalitari, infatti per mantenere il controllo c’è sempre bisogno di un capro espiatorio, un nemico pericolosissimo e molto vicino contro il quale bisogna rimanere assolutamente uniti. Senza andare indietro nel tempo, abbiamo quotidianamente esempi di questo genere: partiti che accusano altri di essere portavoce di teorie e sistemi terrificanti che attentano alla libertà di tutti, colpe di qualsiasi problema costantemente attribuite all’avversario, moniti sul chi votare per continuare ad essere un paese democratico e così via. Come già detto, questo metodo funziona benissimo poiché pensare in maniera dicotomica bene/male, amico/nemico, semplifica di molto i ragionamenti, chiude il dialogo con l’altro, consolida la vicinanza agli alleati.

In qualsiasi contesto, oltre che sbagliato, è profondamente pericoloso stimolare gli altri e noi stessi a pensare secondo categorie troppo nette. Chi è diverso da noi, va compreso, bisogna cercare di capire le sue ragioni, bisogna rivestire di umanità chi consideriamo ostile, anche se poi dovesse risultare incompatibile con il nostro modo di pensare. Quando tutto questo sarà un concetto compreso e scontato per tutti, guerre ed attentati terroristici saranno probabilmente solo un lontano ricordo.

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