sabato 8 gennaio 2011


Ammesso dal giudice il nesso causa-effetto tra tumori e cellulare


Dal sito del codacons (comunicato stampa del 17/12/2009)

USO CELLULARE: RICONOSCIUTA INVALIDITA'
ORA SI APRE LA STRADA ALLA CLASS ACTION

I giudici della Corte d'Appello di Brescia hanno riconosciuto come malattia professionale il tumore al trigemino di un ex dirigente di una multinazionale, attribuendone l'insorgenza alle emissioni elettromagnetiche generate da un uso prolungato del cellulare, per lavoro.

Per il Codacons si tratta di una sentenza molto importante e innovativa che apre la strada ad una possibile class action. Se il Codacons, infatti, aveva già aperto per primo una strada alla via del risarcimento, costituendosi parte civile nel procedimento penale relativo alle famose antenne di Radio Vaticana e ottenendo la liquidazione del danno non patrimoniale e delle spese legali degli avvocati, nel caso di oggi si apre la via al risarcimento in campo professionale.

Si tratta, infatti, della prima sentenza che stabilisce un rapporto diretto tra patologie lavorative e uso del telefonino. Se ci sono, quindi, consumatori che usano per molte ore al giorno il telefonino per esigenze professionali e ritengono che ci possa essere un collegamento con la malattia contratta, possono contattare gli uffici legali del Codacons per accertare la possibilità di un'azione legale.



Dal sole 24 ore on line
Ammesso dal giudice il nesso causa-effetto tra tumori e cellulare

«Quello che mi interessa non è conseguire un vantaggio economico, percepisco già la pensione di invalidità dall'Inps: vorrei solo che si affermasse il principio che gli utenti devono essere informati sui rischi dell'uso prolungato dei telefoni cellulari. Basta sensibilizzarli su alcuni accorgimenti, come i vantaggi nell'uso del viva voce o degli auricolari ».

A parlare è Innocente Marcolini, 57 anni, bresciano, ex dirigente aziendale. La Corte d'appello di Brescia gli ha riconosciuto la malattia professionale e un grado di invalidità dell'80% in seguito a un tumore benigno al nervo trigemino (che gli ha causato un intervento e sette anni di cure), riconosciuto dai giudici come conseguenza dell'uso prolungato del telefono cellulare. Apparecchio che Marcolini, per la sua attività lavorativa, usava tutti i giorni, per diverse ore. In primo grado, il giudice del lavoro aveva dato ragione all'Inail, controparte nella causa, negando la connessione tral'uso del telefonino per scopi lavorativi e l'insorgere del tumore.

Ora il dispositivo del giudice d'appello accoglie la tesi di Marcolini e dei suoi consulenti, con le motivazioni che saranno rese note solo tra qualche settimana, al deposito della sentenza. La patologia denunciata da Marcolini come conseguenza dell'attività lavorativa rientra fra le malattie professionali «non tabellate»per l'Inail,quelle cioè per cui deve essere il lavoratore a provare il nesso di causalità tra la malattia e il lavoro. Così sono ad esempio le patologie tumorali, la cui origine può essere legata a più fattori, come, ad esempio, la predisposizione genetica.

Di fatto, con il riconoscimento della malattia professionale e di un grado di invalidità pari all'80%, a meno che l'Inail non ricorra in Cassazione, Marcolini dovrebbe ottenere dall'istituto un indennizzo sotto forma di rendita, calcolata in base alla retribuzione percepita durante l'attività lavorativa. Per gradi di invalidità compresi fra il 6% e il 15%, l'indennizzo consiste invece in una somma una tantum. Quanto al risarcimento da parte del datore di lavoro, questo dovrebbe essere richiesto dall'ex dipendente in una causa separata, e potrebbe essere riconosciuto,in aggiunta all'indennizzo Inail, soltanto in presenza di una sentenza penale di condanna che stabilisca la responsabilità dell'azienda per non aver tutelato il lavoratore.

«Credo che purtroppo registreremo altri casi simili a quello su cui si è espressa la Corte d'appello di Brescia», osserva Angelo Gino Levis, biologo dell'università di Padova, nonchè consulente di Marcolini nella causa contro l'Inail. «I neurinomi al trigemino o i tumori alla parotide, come quello contratto da un ex manager di Cremona che approderà in tribunale tra poco, hanno una fase di latenza di circa dieci anni». Per il Codacons, la sentenza di Brescia «apre la strada a una possibile class action».



Ulteriori informazioni e articoli sulla questione del cosiddetto elettrosmog le trovate a questa pagina sul sito del codacons ove trovate anche il dossier su Radio Maria e le sue pericolose onde radio.


Altre notizie sono reperibili presso il sito www.elettrosmog.com dal quale ho tratto questa storia di persona elettrosensibile, la cui vita è stata rovinata dalla sua sensibilità alle dannose onde elettromagnetiche (fare click sul ritaglio di giornale per vederlo ingrandito).


Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/02/ammesso-dal-giudice-il-nesso-causa.html


Due milioni di pesci trovati morti nel Maryland - Uccelli morti cadono dal cielo negli USA (e non solo)


Morìe di uccelli e di pesci in varie parti del mondo, mentre le "catastrofi naturali" sono aumentate a dismisura nell'ultimo anno. In questo articolo e negli altri segnalati in fondo trovere diverse notizie su alcune di queste morìe di animali insieme ai tentativi degli scienziati del settore di scoprire la verità ... o forse di occultarla?

La contemporaneità di tutti questi eventi lascia sgomenti infatti gli stessi naturalisti e biologi che si occupano di questi casi e lascia supporre che la vera causa risieda altrove, in veleni sparsi intenzionamente nell'aria o nell'uso di armi ad energia diretta, simili a quelle utilizzate in Iraq. Non a caso alcuni commenti dei lettori di Sky News Online puntano infatti il dito sulla tecnologia HAARP.

E come non citare, a proposito di quanto sta succedendo, la profezia degli hopi secondo la quale:

"Ci sarà un giorno in cui gli uccelli cadranno dal cielo, gli animali che popolano i boschi moriranno, il mare diventerà nero e i fiumi scorreranno avvelenati. Quel giorno, uomini di ogni razza si uniranno come guerrieri dell'arcobaleno per lottare contro la distruzione della Terra".




Due milioni di pesci trovati morti nel Maryland

Traduzione, a cura di scienzamarcia, dell'articolo di Hannah Thomas-Peter Two Million Fish Found Dead In Maryland, pubblicato il 5 gennaio 2011 su Sky News Online.

Circa due milioni di pesci sono morti nella Baia di Chesapeake nel Maryland, pochi giorni dopo che altri due simili incidenti in altre località degli stati Uniti hanno sconcertato gli scienziati.

Dawn Stoltzfus, portavoce del Ministero dell'Ambiente, ha detto a Sky News Online che al momento non sembra che la colpa si possa attribuire all'inquinamento .

Lei ha detto: "I pesci morti sono soprattutto dei giovani pesci spot [Leiostomus xanthurus], ed essi non possono sopravvivere a temperature molto fredde dell'acqua. Tipicamente in questo periodo dovrebbero avere già lasciato la baia".

"L'ipotesi sulla quale stiamo lavorando, che sembra abbastanza valida, è che il fatto è stato causato dall'acqua fredda."

Questa moria di massa dei pesci, come viene chiamata, è avvenuta dopo che le temperature dell'acqua sono precipitate raggiungendo dei minimi record in quell'area a fine Dicembre, ma gli scienziati devono ancora provare in maniera definitiva che sia stata questa la causa.


Appena pochi giorni fa, circa 500 piccoli uccelli, per lo più merli, sono caduti dal cielo in Louisiana.

A capodanno, in Arkansas, sono stati trovati migliaia di uccelli [morti] delle stesse specie, episodio seguito dalla scoperta di circa 100.000 pesci morti in un fiume distante circa cento miglia.


I funzionari pensano che le linee dell'alta tensione possano essere la causa delle morti in Louisiana, e che fuochi d'artificio o fulmini potrebbero essere stati i responsabili di quanto è successo in Arkansas.

Questi eventi non sono stati correlati, ma si aggiunge al mistero il fatto che si presentano scenari simili in diverse parti del mondo .

Dei funzionari hanno segnalato che circa 50 taccole [un tipo di volatile - N.d.T.] sono state trovate morte in una strada in Svezia, ed altre inspiegabili morie di pesci sono accadute di recente in Brasile e Nuova Zelanda.

Grosse morie di pesci sono successe in passato nella Baia di Chesapeake Bay, particolarmente nel 1976 e nel 1980. I funzionari riconoscono che l'avvenimento più recente è il più grave successo in seguito a quegli eventi.




Nuovo mistero, altri uccelli morti cadono giù dal cielo



Traduzione, a cura di novotarechitiavvelena, dell'articolo di Rob Cole New Mystery As More Birds Drop Dead In US, pubblicato il 4 gennaio 2011 su Sky News Online.


Centinaia di uccelli morti sono caduti dal cielo in Louisiana solo pochi giorni dopo un analogo misterioso incidente in Arkansas che ha lasciato perplessi gli scienziati.
Le carcasse di circa 500 merli dalle ali rosse sono state trovate sparpagliate lungo un quarto di miglio di una strada a Pointe Coupee, riporta The Advocate.


Lo stato confina con l' Arkansas, dove circa 3.000 merli sono morti tre giorni fa in circostanze non ancora spiegate.


I resti di alcuni degli uccelli trovati morti in Louisiana sono stati portati via al fine di effettuare degli esami.


Anche una donna a diverse centinaia di miglia di distanza, nel Kentucky, ha riferito di avere trovato decine di uccelli morti nel suo giardino.


Le morti in massa in Beebe, Ark, Arkansas, hanno lasciato perplessi gli scienziati e gli esperti di fauna selvatica.


I testimoni hanno riferito di aver visto gli uccelli che cadevano dal cielo nel tardo 31 dicembre e all'inizio del 1 gennaio.




Circa 100.000 pesci sono stati trovati morti lungo un fiume a 125 miglia di distanza, anche se gli scienziati non hanno collegato i casi.


Migliaia di uccelli sono stati trovati morti in Arkansas nel fine settimana.
I funzionari stanno indagando circa i vari motivi che avrebbero potuto causare questo precipitare di uccelli morti - come l'essere stati spaventati dai fuochi d'artificio, stressati o colpiti dalla grandine o da un fulmine.


L'Associated Press riporta che i test eseguiti sugli uccelli trovati in Arkansas hanno rilevato lesioni interne che hanno causato dei coaguli di sangue causandone la morte.

Scienziati americani credono che i fuochi di artificio di Capodanno possano aver costretto gli uccelli a volare basso per evitare le esplosioni, ciò li ha portato a scontrarsi con alcuni oggetti.


Il 31 dicembre venti forti e tornado hanno colpito anche l'Arkansas, insieme ad un area maggiormente battuta a più di 150 km a ovest di Beebe.


Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/01/due-milioni-di-pesci-trovati-morti-nel.html


Alcune ricerche mostrano che le radiazioni da cellulare causano danni al DNA


Dall'agenzia Reuters tramite l'edizione online del quotidiano USAtoday apprendo che ci sono ricerche che mostrano come le radiazioni da cellulari creino danni al DNA.

Nell'articolo per mitigare il forte impatto dei risultati di tali ricerche, viene scritto che questi risultati non proverebbero la dannosità dei cellulari, e che non è detto che le cellule all'interno di un corpo umano si comportino alla stessa stregua di come si comportano all'interno di una coltura in laboratorio (dubbio almeno in parte legittimo, ma che non basta a mitigare la preoccupazione per i risultati ottenuti dai ricercatori).

Concentriamoci quindi su tali risultati traducendo le parte più interessanti dall'articolo.



Dopo essere state esposte ai campi elettromagnetici tipicamente emessi dai cellulari, le cellule hanno mostrato un significante aumento delle rotture nel DNA a singola e a doppia elica. La cellula non è sempre riuscita a riparare il danno (...)

"C'era un danno che restava per le cellule delle future generazioni" ha affermato Franz Adlkofer, lo scienziato che presiede al progetto.

Questo significa che il cambiamento ha procreato [ovvero che si è riprodotto nelle successive generazioni cellulari - N.d.T.]. Le cellule mutate sono viste come una possibile origine del cancro.

La radiazione utilizzata in questo studio era a livelli di Dose Specifica di Assorbimento (SAR , Specific Absorption Rate) tra i 0.3 ed i 2 watt per chilogrammo. La maggior parte dei cellulari emettono segnali che corrispondono a livelli di SAR compresi tra i 0.5 ed 1 Watt/Kg.

La SAR è una misura della dose di energia da radiazioni assorbita dai tessuti del corpo, ed il limite raccomandato della Commissione Internazionale per la Protezione da Radiazioni non Ionizzanti è di 2 W/kg.

Lo studio ha misurato anche altri effetti dannosi sulle cellule. (...)

Adlkofer ha consigliato di non utilizzare un cellulare quando è disponibile un telefono fisso, e ha raccomandato l'uso della cuffia con microfono collegata al cellulare, quando è possibile. (...)

Precedenti studi indipendenti sugli effetti dalla radiazione dei cellulari sulla salute hanno riscontrato alcuni effetti sul corpo umano, come il riscaldamento dei tessuti del corpo e l'insorgenza di mal di testa e nausea (...).



Ma non è questa l'unica ricerca che mostra come le radiazione da cellulare possano danneggiare il DNA.

Sul sito governativo ufficiale scientifico pubmed viene riportata una ricerca che non solo ammette l'esistenza di tale danno, ma che mostra come una particolare radiazione ("di rumore" ovvero non coerente) ad essa sovrapposta possa interferire con gli effetti distruttivi della prima limitandone i danni. In tale ricerca sono stati utilizzati segnali GSM con na SAR di 1, 2, 3, e 4 W/kg.


Il ricercatore australiano John Aitken ha pubblicato una ricerca scientifica che mostra come le radiofrequenze possono causare danni al DNA degli spermatozoi dei topi, ed una più recente che mostra come ciò succeda anche agli spermatozoi umani.


In particolare l'ultima ricerca (pubblicata su plosone.org, una rivista scientifica on line ove gli articoli sono soggetti a revisione autorevole) mostra che il cambiamento in motilità e vitalità appare statisticamente significativo ad una SAR di 1 W/Kg ed il danno al DNA ad una SAR di 2,8 W/Kg.

Adesso capirete come mai John Aitken consiglia di tenere i cellulari lontani dalle nostre tasche.


Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/02/alcune-ricerche-mostrano-che-le.html


CRISTIANI E NAZISTI (SECONDA PARTE)

LEGGI ANCHE LA "PRIMA PARTE"

Non fu, quella dei Deutsche Christen, la penosa bizzarria di un gruppetto di minoranza, ma l'espressione della maggioranza dei luterani: alle elezioni ecclesiastiche del luglio del 1933 i "Cristo-nazisti" ottenevano oltre il 75 per cento di suffragi da parte di quegli stessi protestanti i quali, alle elezioni politiche, a differenza dei cattolici, avevano assicurato la maggioranza parlamentare alla NSDAP (il Partito Nazional-Socialista del Lavoratori Tedeschi).

Tutto questo (lo anticipavamo) non è casuale, risponde a una logica storica e teologica. Come dice un bavarese che nel 1945 aveva diciott'anni ed era inquadrato nella Flak, l'artiglieria contraerea del Reich, il cardinale Joseph Ratzinger: "Il fenomeno dei "Cristiani Tedeschi" mette in luce il tipico pericolo al quale si trovava esposto il protestantesimo nei confronti dei nazisti. La concezione luterana dì un cristianesimo nazionale, germanico, anti-latino, offrì a Hitler un buon punto di aggancio, alla pari della tradizione di una Chiesa di Stato e della fortissima sottolineatura dell'obbedienza nei confronti dell'autorità politica, che è di casa presso i seguaci di Lutero. Proprio per questi aspetti il protestantesimo tedesco fu molto più esposto del cattolicesimo alle lusinghe di Hitler. Un movimento aberrante come i Deutsche Christen non si sarebbe potuto formare nell'ambito del concetto cattolico di Chiesa. All'interno di quest'ultima, i fedeli si trovarono ben più facilitati a resistere alle dottrine naziste. Si vide anche allora ciò che la storia ha sempre confermato: come male minore, la Chiesa cattolica può venire tatticamente a patti con i sistemi statali anche oppressivi, ma alla fine si rivela una difesa per tutti contro le degenerazioni del totalitarismo. Non può, infatti, per sua natura - a differenza delle Chiese nate dalla Riforma - confondersi con lo Stato, deve opporsi necessariamente a un governo che voglia costringere i battezzati in una sola visione del mondo".

In effetti, il tipico dualismo luterano per cui il mondo è diviso in due Regni (quello "profano" affidato solo al Principe, e quello "religioso" di competenza della Chiesa, ma della quale lo stesso Principe è il Moderatore, il Protettore, se non il Capo in terra), proprio quel dualismo giustificò anche il lealismo al tiranno. Un lealismo che per la maggioranza dei quadri della Chiesa protestante si spinse sino alla fine: abbiamo visto quale fosse il messaggio inviato al Führer dopo che, scampato all'attentato nel luglio del 1944, ordinava che la congiura (dovuta, tra l'altro, anche a ufficiali della vecchia aristocrazia e alta borghesia cattoliche) fosse annegata nel sangue.

Se nel periodo dell'ascesa al potere del nazismo non ci furono resistenze apprezzabili, già nel 1934 una minoranza protestante (riunita peraltro attorno non a un tedesco, ma a uno svizzero, Karl Barth) prendeva le distanze dai Deutsche Christen e si organizzava poi nel movimento della "Chiesa confessante" che ebbe i suoi martiri, tra i quali il celebre teologo Dietrich Bonhöffer. Tuttavia, come osserva ancora Ratzinger, "proprio perché la Chiesa luterana ufficiale e la sua tradizionale obbedienza all'autorità, quale che sia, andavano verso l'ossequio al governo e all'impegno per servirlo anche nella guerra, a un protestante era richiesto un coraggio maggiore e più personale che a un cattolico per resistere a Hitler". Un'eccezione, insomma, la resistenza; un fatto individuale, di minoranza, che "spiega perché gli evangelici", continua il cardinale, "hanno potuto vantare personalità di grande rilievo nell'opposizione al nazismo". Ci volevano grandi caratteri, riserve enormi di coraggio, chiarezza inusuale per resistere, proprio perché si trattava di andare contro la maggioranza dei fedeli e lo stesso insegnamento della propria Chiesa.

Naturalmente, poiché la storia della Chiesa cattolica è storia anche delle incoerenze, dei cedimenti, degli errori del "personale ecclesiastico", non fu tutto un brillio di oro neppure da parte di qualche membro di questa gerarchia né da parte di qualche religioso e fedele laico.

Molto si è discusso, ad esempio, sull'opportunità di firmare, sin dal luglio del 1933, un Concordato tra il Vaticano e il nuovo Reich. Già vi accennammo, ma vale la pena di ritornarci, così come ritornano di continuo le accuse, proprio per questo, alla Chiesa.

Innanzitutto, va osservato - e questo valga naturalmente per tutti i cristiani, cattolici come protestanti - che si era a pochi mesi soltanto dall'avvio del Cancellierato di un Adolf Hitler che non aveva ancora assunto tutti i poteri e non aveva dunque svelato per intero il volto del regime che soltanto in seguito realizzerà. Si ricordi che, sino al '39, il premier inglese Chamberlain sosteneva la necessità di una conciliazione con Hitler e che lo stesso Winston Churchill scrisse (e la cosa, con imbarazzo degli Alleati, fu ricordata dagli imputati al processo di Norimberga): "Se un giorno la mia patria dovesse cadere in angustie come la Germania, io pregherei Dio di darle un uomo dalla fattiva energia di Hitler"

Joseph Lortz, storico cattolico della Chiesa che, nella sua Germania, visse quegli anni: "Non si dimentichi mai che per lungo tempo, e in maniera raffinatamente menzognera, il nazionalsocialismo celò i suoi fini sotto formule che potevano apparire plausibili". Noi, ora, giudichiamo quegli anni sulla base della terribile documentazione che è emersa: ma soltanto dopo. Come fu provato allo stesso processo di Norimberga, soltanto pochissimi nelle altissime sfere sapevano quel che davvero succedeva nei campi di concentramento (per ebrei; ma anche per zingari, omosessuali, dissidenti o prigionieri comuni, soprattutto slavi). Gli ordini per la "soluzione finale del problema giudaico" furono talmente riservati che di essi non abbiamo alcuna traccia scritta, tanto da spingere gli storici "revisionisti" a mettere in dubbio che siano mai stati dati.

In ogni caso, quanto al Concordato del '33, va pur detto che non era poi un testo così impresentabile se, con qualche adattamento, è ancora oggi in vigore nella Repubblica Federale Tedesca, e limitandosi quasi a ripetere gli accordi da lungo tempo firmati con gli Stati della Germania democratica pre-nazista. Va poi ricordato come nel 1936, meno di tre anni dopo la stipula, la Santa Sede avesse già inoltrato al governo del Reich ben 34 note di protesta per violazione del Concordato medesimo. Proprio come culmine di quelle violazioni continue, l'anno seguente, nel 1937, Pio XI scriveva la celebre enciclica Mit brennender Sorge.

Ma poi, andando alla radice: i contestatori di ogni Concordato, non vedono come questi siano possibili in base a una concezione di Chiesa che è preziosa, soprattutto in tempi drammatici come furono quelli. È la concezione cattolica, cioè, di una Chiesa come società autonoma, indipendente, che ha le sue strutture, la sua organizzazione, il suo Vicario terreno e il solo vero Capo e Legislatore in Gesù Cristo.

Una prospettiva, insomma, che prende davvero sul serio l'inaudita parola del Vangelo: "Date a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio". È straordinariamente importante il solo fatto che un governo (e soprattutto uno come quello del Führer), accetti di venire a patti con la Chiesa, stabilendo diritti e doveri reciproci: è il riconoscimento che, per l'uomo, ci sono anche doveri verso Dio, non soltanto verso lo Stato. È l'affermazione che Cesare non è tutto, come - con la sua soffocante creazione delle "Chiese di Stato" - il protestantesimo rischia di affermare, almeno nei fatti. Malgrado i suoi inconvenienti, malgrado (come nel caso del nazismo) non sempre sia rispettato, un Concordato riafferma però, per il solo fatto di esistere, che c'è un altro potere in grado di resistere e vincere, alla lunga, il potere del mondo.

Certo, soprattutto a guerra scoppiata, il Concordato del '33 fu, per Berlino, poco più che carta straccia. Tuttavia, ai credenti perseguitati, ricordò che nell'Europa non c'era soltanto, unico e onnipotente, il Terzo Reich. Ma che c'era anche la Chiesa romana, disarmata eppure temibile persino per il tiranno il quale, difatti, sfidò il mondo intero ma non osò chiedere ai suoi paracadutisti, nella Roma da cui il governo italiano era fuggito, di varcare i confini del colle vaticano.


CRISTIANI E NAZISTI (PRIMA PARTE)

di Vittorio Messori

A cent'anni dalla nascita di Hitler, un promemoria. È ad uso di quei cattolici che recitano solo mea culpa in risposta all'annoso coro di accuse, come se la Chiesa fosse responsabile dì quel battezzato austriaco.

Ma la verità è questa: ciascuno ha la sua parte, piccola o grande, di responsabilità in ciò che avvenne tra il 1933 e il 1945. Eppure, se la Germania fosse stata cattolica, non ci sarebbero responsabilità da rinfacciarsi: il nazionalsocialismo sarebbe restato una frangia politica impotente e folkloristica.

Prima Lutero e i suoi successori e poi, nell'Ottocento, Otto von Bismarck, cercarono, con ogni sorta di violenza, di sradicare dalla terra germanica il cattolicesimo, visto come una sudditanza a Roma indegna di un buon patriota tedesco. Il "Cancelliere di ferro" definì Kulturkampf, "lotta per la civiltà", la sua persecuzione dei cattolici, per staccarli con la forza dal Papato "straniero e superstizioso" e farli confluire in una zelante Chiesa nazionale, come già da secoli i luterani. Non ci riuscì, e alla fine fu lui che dovette cedere (ma l'essere fedele a Roma fu, sino al 1918, una macchia che impediva l'accesso agli alti gradi dello Stato e dell'esercito).

Solo un terzo dei tedeschi, in seguito alla Riforma luterana, era rimasto cattolico. Hitler andò al potere non con un colpo di stato, ma in piena legalità, col metodo democratico delle libere elezioni. Ebbene, in nessuna di quelle elezioni ebbe mai alcuna maggioranza nei Länder cattolici, i quali, ossequienti (allora lo erano...) alle indicazioni della gerarchia, votarono come sempre compatti per il glorioso Zentrum, il loro partito, che già aveva sfidato vittoriosamente Bismarck e che si oppose sino all'ultimo pure a Hitler.

E ciò (lo si dimentica troppo) a differenza dei comunisti per i quali, sino al '33, il nemico principale non fu il nazismo ma l"'eretica" socialdemocrazia. Si è fatto di tutto anche per farci dimenticare che Hitler non avrebbe mai scatenato la guerra senza l'alleanza con l'Urss che, per spartirsi la Polonia, scese in campo nel '39 con i nazisti. E furono i sovietici che, liberando il Führer dalla minaccia del doppio fronte, gli permisero, dopo Varsavia, di volgersi verso Parigi. Sino al "tradimento" di Hitler dell'estate del 1941, per ben 22 mesi, le materie prime russe sostennero lo sforzo germanico. I motori dei carri nazisti del Blitz in Polonia e in Francia e degli aerei della battaglia per l'Inghilterra girarono con il petrolio della sovietica Bakù. Sino a quella data, nei Paesi occupati, come la Francia, i comunisti locali - ossequienti alle direttive di Mosca - stavano dalla parte dei nazisti, non da quella della resistenza.

Questi fatti valgano per decenni di sbandieramento di "decisivi meriti anti-fascisti" del comunismo internazionale, così pronto a definire i cattolici (i "clerico-fascisti") manutengoli della grande tragedia. Non meriti, quelli comunisti, bensì responsabilità gravissime. Il nazismo non fu certo vinto per iniziativa di Stalin il quale, al contrario, si sentì tradito dall'improvviso attacco dell'alleata Berlino. Né fu vinto dalla resistenza, di cui poi il marxismo cercò di appropriarsi ogni merito, ma a cui si decise tardivamente, costrettovi dal voltafaccia tedesco.

Il nazismo fu vinto dall'ostinazione dell'Inghilterra che riuscì ad attirare dietro a sé la potenza industriale americana e che, seguendo la sua politica tradizionale più che motivazioni ideali (lo stesso Churchill era stato ammiratore di Mussolini e aveva avuto parole di stima e di elogio per Hitler; nell'isola raccoglieva simpatie e consensi il locale partito fascista), mai aveva sopportato una potenza egemone nell'Europa continentale. Così era stato anche per Napoleone e per la discesa in campo nel 1914: non guerra di principi ma di strategia imperiale. Contro i Boeri sudafricani, al principio del secolo, la Gran Bretagna vittoriana non era stata molto dissimile, per scopi e metodi, dalla Germania hitleriana. Purtroppo, in politica (e in quella sua continuazione che è la guerra), non esistono i paladini immacolati dell'ideale.

Per tornare all'ascesa di Hitler: anche le decisive elezioni del marzo del '33 gli diedero la maggioranza nei Länder protestanti, ma lo mantennero in minoranza nelle zone cattoliche. Il presidente Hindenburg, rispettando la volontà della maggioranza degli elettori, affidò a quel quarantaquattrenne austriaco di origini oscure (forse addirittura almeno in parte ebraiche, secondo alcuni storici), la Cancelleria. Il 21 marzo, giorno della prima seduta del Parlamento del Terzo Reich, fu proclamato da Goebbels "Giornata della riscossa nazionale". Le solenni cerimonie furono aperte con un servizio religioso nel tempio luterano di Potsdam, antica residenza prussiana.

Scrive il biografo di Hitler, Joachim Fest: "Al servizio religioso (luterano) nella chiesa dei santi Pietro e Paolo, i deputati del Zentrum cattolico avevano avuto il permesso, in segno di dileggio e di vendetta, di accedere soltanto per un ingresso laterale. Hitler e i gerarchi nazisti non si fecero vedere "a causa" dissero 'dell'atteggiamento ostile dell'episcopato cattolico"". Sui gradini del tempio protestante, fu scattata la famosa foto di Hindenburg che stringe la mano a un Hitler in marsina. "Subito dopo - scrive Fest - l'organo intonò l'inno di Lutero: Nun danket alle Gott, e ora tutti lodino Dio". Era l'inizio di una tragedia che avrebbe visto anche 4.000 tra preti e religiosi cattolici uccisi solo in quanto tali.

Quanto alla Chiesa luterana, sin dal 1930 i Deutsche Christen (i Cristiani Tedeschi) si erano organizzati, sul modello del partito nazista, nella "Chiesa del Rekh" che accettava solo battezzati "ariani". Dopo le elezioni del '33, Martin Niemoller, il teologo passato poi all'opposizione, "a nome - scrisse - di oltre 2500 pastori luterani pur non appartenenti alla "Chiesa del Reich"", inviò a Hitler un telegramma: "Noi salutiamo il nostro Führer, rendendo grazie per la virile azione e le chiare parole che hanno restituito l'onore alla Germania. Noi, pastori evangelici, assicuriamo fedeltà assoluta e preghiere ardenti"

Storia lunga e penosa ché, ancora nel luglio del '44, dopo il fallito attentato a Hitler, mentre ciò che restava della Chiesa cattolica tedesca manteneva uno stretto silenzio, dai capi della Chiesa luterana giunse un altro telegramma: "In tutti i nostri templi si esprime oggi nella preghiera la gratitudine per la benigna protezione di Dio e la sua visibile salvaguardia". Una passività, lo vedremo, non casuale.

La storia non fa sconti: magari ci mette secoli, ma alla lunga non dimentica niente, porta al pettine ogni nodo. In essa tout se tient: compreso un rapporto diretto tra riforma luterana e, prima, arrendevolezza tedesca davanti all'ascesa del nazionalsocialismo; e, poi, fedeltà assoluta a quel regime sino alla fine, malgrado qualche eroica quanto isolata eccezione.

Ricordavamo come, sin dal 1930, i protestanti si fossero organizzati nella "Chiesa del Reich" dei Deutsche Christen, i "Cristiani Tedeschi", che avevano come motto: "Una Nazione, una Razza, un Führer". Il loro grido: "La Germania è la nostra missione, Cristo la nostra forza". Lo statuto della Chiesa fu modellato su quello del partito nazista, compreso il cosiddetto "paragrafo ariano" che interdiceva l'ordinazione di pastori non di "razza pura" e dettava restrizioni per l'accesso al battesimo di chi non avesse buoni requisiti di sangue.

Ecco - tra gli altri documenti che devono far riflettere tutti i cristiani, ma in modo particolarissimo i fratelli protestanti - il servizio inviato dal corrispondente in Germania dell'autorevole giornale americano Time e pubblicato nel numero che porta la data del 17 aprile 1933, cioè un paio di mesi dopo l'ascesa al cancellierato di Hitler: "Il grande Congresso dei "Cristiani Germanici e stato tenuto nell'antico palazzo della Dieta prussiana per presentare le linee delle Chiese evangeliche in Germania nel nuovo clima portato dal nazionalsocialismo. Il pastore Hossenfelder ha cominciato annunciando: "Lutero ha detto che un contadino può essere più pio mentre ara la terra di una suora mentre prega. Noi diciamo che un nazista dei Gruppi d'Assalto è più vicino alla volontà di Dio mentre combatte, che una Chiesa che non si unisce al giubilo per il Terzo Reich" (allusione polemica alla Gerarchia cattolica che si era rifiutata di "unirsi al giubilo", ndr).

Continuava Time: "Il pastore dottor Wieneke-Soldin ha aggiunto: "La croce a forma di svastica e la croce cristiana sono una cosa sola. Se Gesù dovesse apparire oggi tra noi sarebbe il leader della nostra lotta contro il marxismo e contro il cosmopolitismo antinazionale". L'idea basilare dì questo cristianesimo riformato è che l'Antico Testamento, essendo un libro ebraico, debba essere proibito nel culto e nelle scuole di catechismo domenicali. Il Congresso ha infine adottato questi due principi: 1) "Dio mi ha creato tedesco. Essere tedesco è un dono del Signore. Dio vuole che mi batta per il mio germanesimo"; 2) "Servire in guerra non è una violazione della coscienza cristiana ma obbedienza a Dio".

venerdì 7 gennaio 2011


H1N1: La propanganda della paura ricomincia

Ascoltate il tono terroristico di questo video:
"numerosi morti a causa dell'influenza, fra cui molti bambini, tutti dovrebbero essere assolutamente vaccinati.
La gente è mal informata dunque il governo deve organizzare una campagna di vaccinazioni."
(Nel frattempo le case farmaceutiche giubilano ...)



Fonte: http://tuttouno.blogspot.com/2011/01/h1n1-la-propanganda-della-paura.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Tuttouno+%28TUTTOUNO%29


Codex Alimentarius: Nutrizione globalizzata


globalization.jpgCodex Alimentarius: Nutrizione globalizzata

Articolo pubblicato sulla rivista "Il Consapevole" n. 17/2008

di Sepp Hasslberger

Negli ultimi 5 anni sono avvenuti grandi cambiamenti nella consapevolezza globale con opinioni forti sulla globalizzazione e sulle strutture di potere delle multinazionali.”
David Korten

Secondo il suo sito ufficiale www.codexalimentarius.net, il Codex Alimentarius fu creato nel 1963 dalla Food and Agricultural Organization (FAO) e l’Organizzazione Mondiale (OMS) con l’intento di sviluppare per il trattamento degli alimenti norme, linee guida e codici di buona pratica sotto un programma congiunto della FAO e dell’OMS. Gli obiettivi di questo programma, sempre secondo il sito, sono la tutela della salute dei consumatori, l’equità del commercio e la coordinazione delle norme per gli alimenti.

Tutto bene a prima vista. Purtroppo le belle parole nascondono una realtà più oscura.

Il Codex Alimentarius è un foro legislativo internazionale sponsorizzato dall’industria che promuove gli interessi delle multinazionali in un mercato globalizzato, piuttosto che la salute dei consumatori o una forma equa di commercio.

Fino a dieci anni fa, pochi avevano sentito parlare del Codex Alimentarius il cui nome latino significa ‘legge alimentare’, se non erano direttamente coinvolti nel noioso lavoro di elaborazione delle norme o nell’adeguamento delle leggi nazionali alle regole Codex, ma poi le cose cambiarono.

Nel 1994, la delegazione tedesca di un comitato relativamente sconosciuto, il Comitato Codex su Nutrizione e Alimenti per Usi Dietetici, propose la bozza di una linea guida per un nuovo tipo di alimenti che negli anni ’80 erano comparsi sui mercati europei e che, ai tedeschi, non sembravano alimenti per niente. Erano tavolette e capsule e contenevano dosaggi di vitamine e minerali che I tedeschi consideravano esaggerati. Queste pillole di vitamine, chiamate complementi alimentari, bioalimenti o integratori alimentari, sembravano medicine alla mente tedesca piuttosto che alimenti salubri come Krauti e Strudel.

La linea guida proposta in seno al Codex mirava alla restrizione dei dosaggi consentiti, cercando di ridurre il tutto alle dosi giornaliere raccomandate (RDA) per ogni sostanza.

Fu ironia della sorte che il concetto dell’RDA, una sorta di minimo indispensabile per ogni nutriente, introdotto nella Germania post-bellica dalle forze di occupazione americane, adesso veniva usato dai tedeschi … per opporre resistenza all’introduzione di integratori di nuova generazione. Il mercato tedesco era molto controllato ma anche molto aperto al mondo farmaceutico. Dopo tutto, i farmaceutici rappresentano, in Germania, un fattore economico non indifferente: i grandi produttori tedeschi di farmaci sono parte integrante dell’economia delle esportazioni, e dello sviluppo miracoloso che l’economia tedesca conobbe dopo la guerra.

Ne consegue che se un alimento slitta nella categoria dei farmaci è principalmente l’industria farmaceutica a trarne benificio.

Per quel che riguarda gli integratori e le vitamine poste sotto la lente del Codex, dobbiamo tenere presente che ne fanno parte anche i tanti preparati vitaminici e di minerali che acquistiamo in erboristeria e che utilizziamo in maniera autonoma (non tramite il consiglio del medico) per il miglioramento della nostra salute.


La globalizzazione

Sebbene gran parte della forza economica si spostò dalla Germania del dopo-guerra agli alleati vittoriosi, specialmente negli Stati Uniti, quando consideriamo il mercato globalizzato, le nazioni non sono gli attori principali. L’industria, dopo decenni di fusioni e acquisizioni della concorrenza, è diventata una forza monolitica. Non fa più parte di una singola nazione e spesso la forza economica di una singola multinazionale supera quella di interi paesi.

Un gruppo di produttori globali resiste il controllo di leggi e governi nazionali, cercando di seguire per la sua strada del profitto riducendo al minimo possibile ogni interferenza ed ogni competizione. Una lobby ben finanziata che prende di mira parlamenti e agenzie di governo lavora sodo per “livellare il campo di gioco” per le multinazionali.

L’industria globale degli alimenti e dei farmaci è innamorata con il Codex. Siccome le sue linee guida spesso servono da base di partenza per l’elaborazione di nuove leggi nazionali, è molto più facile riferirsi al Codex che non convincere ogni singolo paese di cambiare la propria legislazione.

Ufficialmente, l’adeguamento alle regole del Codex è un atto volontario. Però dal 1995, che vide la creazione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), meglio conosciuta con il nome inglese World Trade Organization (WTO), le cose sono cambiate. Qualsiasi paese che non si è adeguato alle norme e che si trova oggetto di una controversia sollevata da un’altro paese rischia di dover pagare pesanti sanzioni. La corte internazionale che decide le controversie commerciali è infatti tenuta a basare le sue decisioni su linee guida internazionali, ove questi esistono. Così in termini pratici, le norme Codex hanno la funzione di legge internazionale.

Additivi chimici, pesticidi e GMO

Il Codex Alimentarius ha più di venti comitati attivi che deliberano su ogni cosa dai mangimi per gli animali ai prodotti della pesca, dalla biotecnologia ai residui di pesticidi consentiti negli alimenti. Non posso che brevemente ricordare questi altri aspetti del Codex, ma giova sapere che essenzialmente stiamo di fronte ad un meccanismo che consente all’industria di farsi le propri leggi a piacere.

Il Codex è un grande promotore di alimenti prodotti con le biotecnologie, meglio conosciuti come alimenti geneticamente modificati o ‘frankenfoods.’ Siccome gli alimenti GMO hanno il sigillo d’approvazione del Codex, è molto difficile per un paese che vuole proteggere la salute dei suoi cittadini di bloccarne l’importazione. Per giustificare le restrizioni, il paese deve affrontare i migliori esperti dell’industria mondiale per portare prove scientifiche della pericolosità di un alimento. L’unione europea, con molta fatica, resiste al Codex sulla questione della modificazione genetica e degli ormoni nella carne.

Possiamo ringraziare a Codex quando troviamo pesticidi e additivi chimici nei nostri alimenti. Gli esperti dell’industria hanno deciso quali livelli di tossine permettere negli alimenti ed è stato Codex a dare carattere ufficiale e permanenza a queste decisioni. Qualsiasi tentativo nazionale di ridurre le tossine o di eliminare la chimica negli alimenti espone il paese al pericolo di sanzioni per violazione dei principi del libero commercio.

Sebbene il Codex abbia un gruppo di lavoro dedicato al problema della resistenza antimicrobiale, non ha proibito l’uso degli antibiotici nel allevamento degli animali. Stiamo affrontando un’emergenza, gli antibiotici perdono la loro efficacia. Sempre nuovi ceppi di batteri sviluppano resistenza agli antibiotici. La causa è conosciuta: la maggior parte degli antibiotici prodotto sono destinati non all’uso medicinale ma all’allevamento di animali da macello e così entrano nella catena alimentare. Codex si dice dispiaciuto ma non proibisce questa pratica.


L’industria e le delegazioni Codex

Come abbiamo visto il Codex è un’agenzia legislativa internazionale, ma le sue procedure non sono per niente democratiche. Di solito le delegazioni nazionali ai vari comitati sono composte da personale ministeriale di medio livello, affiancate da vari esperti dell’industria.

La decisione come votare o quali proposte fare nello specifico viene spesso delegata all’industria.

Molte volte la persona a capo della delegazione non è sufficientemente esperta né ha determinazione di seguire un certo percorso per disattendere i consigli e desideri degli esperti industriali. Le decisioni nei comitati Codex sono consensuali. Quasi mai si vota. Il consenso è l’assenza di un’opposizione sostenuta a una proposta o un testo. Il presidente di ogni comitato può dare la voce ad una delegazione e può chiudere la discussione, negando altri interventi. Questa stessa persona dichiara quando il consenso è raggiunto e decide quando passare al prossimo punto dell’agenda.

In conseguenza, il testo elaborato lascia molte delegazioni insoddisfatte perché le loro proposte non furono accettate e la loro opposizione non riceve l’attenzione che dovrebbe. In questo senso, il Codex non ha alcun senso di democrazia. Lavora al di fuori delle procedure legislative nazionali e può perfino ignorare o sorpassare dagli interventi diretti di delegazioni nazionali. La presenza di ONG (organizzazioni non governative) che rappresentano certi interessi dà una parvenza di democrazia, ma la loro voce è senza alcun potere. Le ONG non votano e la loro opinione non conta quando si decide se è stato raggiunto o meno un consenso.


Integratori alimentari

Ci è voluto un intero decennio, dal 1994 al 2004, per elaborare il testo sugli integratori alimentari. La conferma finale arrivò l’anno dopo in una riunione plenaria della Commissione Codex a Roma. La linea guida fu accettata ufficialmente il 4 Luglio del 2005. Il vincitore della prima manche è la Germania, ovvero la sua industria farmaceutica. Sebbene la proposta era del 1994, solo dopo il passaggio di una legge europea, la direttiva sugli integratori alimentari del 2002, era possibile unire le forze per far approvare il testo contro la continua resistenza della delegazione USA. Dopo il passaggio della direttiva europea tutti gli stati membri europei hanno dovuto dare sostegno ad un’unica voce, che rispecchiasse il nuovo testo della legge europea.

La linea guida sugli integratori finalmente è passata, attraverso la pressione esercitata da tutti e quindici Stati membri dell’Unione; con il sostegno di Rolf Grossklaus, presidente tedesco del Comitato Codex e Basil Mathioudakis, funzionario nel direttorato consumatori e salute della Commissione Europea.


Seconda manche

La vittoria dei tedeschi nel giorno americano dell’indipendenza del 2005 era soddisfacente, ma non era una disfatta dell’industria USA. Il testo approvato non ha denti: ancora mancano livelli di dosaggio definitivi ai quali limitare gli integratori. Non è stato possibile stabilire limiti, però c’è stato un accordo rispetto al prosieguo della valutazione scientifica dei rischi di certi dosaggi di nutrienti.

E’ vero che su alcuni nutrienti bisogna stare attenti alle dosi, ma è altrettanto vero che gli integratori di vitamine e minerali sul mercato oggi non presentano problemi di sorta. Questi nutrienti sono più sicuri addirittura degli alimenti comuni e nelle statistiche delle cause di morte neanche compaiono. Ciononostante, il processo di valutazione dei rischi che dovrà definire livelli massimi consentiti per vitamine e minerali, è molto simile al processo di valutazione delle tossine chimiche.

Ricordiamoci che non ci sono effetti positive sulla salute delle tossine chimiche e quindi ogni effetto avverso è importante. Invece i nutrienti sono indispensabili per la vita: ogni valutazione di un possibile lontano rischio deve perlomeno tenere conto dei tanti benefici apportati da vitamine e integratori. E’ su questo punto che vertono le discussioni attuali: trovare un dosaggio limite per ogni nutriente che renderà illegali, e perciò non più disponibili, dosaggi più alti.

Trasparenza e scienza onesta

Gli integratori sono diventati oggetto di un gioco politico. Ci sono i paesi restrittivi quali la Germania e la Francia, la Grecia, la Danimarca la Norvegia e altri che invece sono più aperti quali gli Stati Uniti, l’Inghilterra, il Sudafrica, la Svezia e l’Olanda. Il problema in discussione sembra essere “la mia industria è migliore della tua” invece che “troviamo la strada per migliorare la salute umana”.

Credo che sia necessario portare trasparenza e onestà scientifica in questo processo. Finché la scienza sarà subordinata all’industria e le ricerche possono essere ‘aggiustate’ per soddisfare i desideri dell’industria, finché il buon profitto delle industrie determinerà le norme internazionali, finché un gruppo di multinazionali potrà dirci che cosa mangiare e che cosa no, saranno tempi molto duri per tutti noi.

Abbiamo bisogno di scienziati indipendenti e di una procedura più equilibrata per formulare le norme internazionali.

Abbiamo bisogno di una profonda riforma del Codex!

Sepp Hasslberger

www.newmediaexplorer.org/sepp/

Articolo pubblicato sulla rivista "Il Consapevole" n. 17/2008

Nota:

La maggior parte delle informazioni in questo articolo è basata sulla mia esperienza personale. Le opinioni espresse sono maturati durante più di un decennio di partecipazione in numerose riunioni di gruppi industriali, NGO e comitati Codex. Questo articolo, scritto in inglese, fu ultimato l’8 Agosto 2008, e la traduzione, fatta per la rivista Consapevole risale al 14 Agosto. Lo scritto è nel pubblico dominio, può essere ripubblicato intero o in parte, e può essere rielaborato per far parte di un nuovo articolo.

Siti web da vedere su Codex:

Sito ufficiale Codex Alimentarius: www.codexalimentarius.net

National Health Federation (in inglese): www.thenhf.com/codex.html

American Holistic Health Association (inglese): http://ahha.org/codex.htm

La Leva di Archimede: http://www.laleva.org/it/legislazione/leg_internazionale.html

Sepp Hasslberger

www.newmediaexplorer.org/sepp/


Fonte: http://www.laleva.org/it/2008/11/codex_alimentarius_nutrizione_globalizzata.html


La cittadina di Hérouville-Saint-Clair ha abolito il wi-fi nelle scuole e posto dei limiti alle emissioni delle antenne di wi-fi e telefonia mobile di


L'edizione on line del quotidiano libération ci avverte in un suo articolo dello scorso anno (Hérouville-Saint-Clair coupe le wifi à l'école) che il paese di Hérouville-Saint-Clair, una cittadina di 24.000 abitanti, ha proibito l'uso del wi-fi a scuola, dopo che tale tecnologia era già stata implementata; una scelta coraggiosa da parte di un sindaco una volta entusiastico sostenitore del collegamento senza fili ad internet.

Hérouville-Saint-Clair toglie il wifi a scuola

La municipalità [il termine municipalità in Francia designa il comune, o più precisamente la parte esecutiva del consiglio comunale, ovvero il sindaco e gli altri consiglieri comunali delegati, che corrispondono alla nostra giunta - N.d.T.] di questa cittadina di 24.000 abitanti sorta di recente, situata nell'agglomerato di Caen (Calvados) intende «applicare il principio di precauzione».


La municipalità di Hérouville-Saint-Clair (gestita da un sindaco del Modem, Mouvement Démocrate, ovvero Movimento Democratico) toglierà l'internet senza fili nelle scuole entro la fine dell'anno, ha annunciato lunedì la giunta, quattro giorni dopo il lancio del "Grenelle des ondes" a Parigi [Il Grenelle des ondes è un progetto governativo mirante alla rimessa in discussione del problema della telefonia mobile, del wifi, e dei potenziali pericoli ad essi collegati - N.d.T]. «Noi applichiamo il principio di precauzione. Il nostro ruolo è quello di proteggere la salute della gente», dichiara il sindaco Rodolphe Thomas.

In questa cittadina di 24.000 abitanti situata nell'agglomerato di Caen, il wifi permetteva alle scuole di collegarsi senza fili ad internet, attraverso il comune [ovvero attraverso una connessione senza fili che partiva da un'antenna installata sul municipio, vedi foto accanto - N.d.T.]. La dozzina di siti interessati [ovvero di scuole che utilizzavano il wi-fi - N.d.T.] avrà ormai un accesso individuale a Internet [e col cavo, non più senza fili ovviamente - N.d.T.].

La municipalità finanzierà inoltre una dozzina di misure di campi magnetici nel comune per un totale di 4/5.000 euro. L'obiettivo è quello di cambiare o spostare certe antenne se il campo è troppo forte

«Faremo ricorso al tribunale» se gli operatori rifiuteranno di farlo, afferma la municipalità.

Fonte agenzia AFP



Ulteriori notizie su quanto avvenuto in quella cittadina le possiamo apprendere dal sito dello stesso movimento democratico cui appartiene il sindaco di Hérouville-Saint-Clair.

Qui di seguito la traduzione dell'articolo Hérouville-Saint-Clair s'attaque aux antennes relais del 28 aprile 2009.

Il sindaco di Hérouville, Rodolphe Thomas (il secondo da sinistra nella foto a fianco) ed i consiglieri vogliono limitare l'impatto delle antenne.

La municipalità applicherà un principio di precauzione riguardo alle onde emesse dalle antenne. Prima misura: eliminare il wi-fi dalle scuole primarie.

Precauzione
«Le onde elettromagnetiche hanno degli effetti sul sistema nervoso ed immunitario. Esse possono causare disturbi del comportamento e del sonno. Esse sono anche all'origine dei rischi di leucemia infantile e di tumori cerebrali». Ispirandosi allo studio «Bioinitiative» realizzato da un collettivo internazionale di 14 scienziati nel 2007, i consiglieri di Hérouville-Saint-Clair si preoccupano della nocività di queste onde. Anche se nessun caso di questo genere è stato ancora rilevato ad Hérouville, i consiglieri preferiscono applicare un principio di precauzione nei riguardi delle antenne.

Dozzine di antenne
Con le nuove tecnologie, queste onde sono dappertutto: GSM et 3G per la telefonia mobile e Wi-Fi e Wimax per internet. A Hérouville-Saint-Clair, cittadina dell'agglomerato di Caen, diverse dozzine di antenne circondano gli abitanti.

Antenne molto care
Installate un'antenna sul tetto di un immobile ha un costo : 100.000 €. In seguito gli operatori devono pagare l'affitto di questo spazio che è dell'ordine di 1.500 / 2.500 € al mese. Per limitare le loro spese, gli operatori riducono il numero delle antenne e aumentano l'emissione delle onde [ovvero l'intensità delle onde emesse da una singola antenna - N.d.T.].

Misurare la nocività
La municipalità ha appena aderito a Robin des toits [Robin dei tetti] e alla Criirem, due associazioni che lottano per la sicurezza sanitaria delle popolazioni esposte alle nuove tecnologie di telecomunicazione senza fili. Per evitare il sistema «pernicioso» o l'emettitore di onde ed anche per controllarlo, il comune ha chiesto a queste due strutture indipendenti di fare delle misure all'interno della città.

Norme d'esposizione
«Il limite di esposizione raccomandato dalle norme di legge è di 0,6 V/m (volt al metro). In Francia, il limite massimo autorizzato è di 41 V/m», spiega Philippe Le Boulanger, direttore del servizio informatico. Se la nocività delle onde divenisse troppo elevata, il comune «non esiterebbe a ricorrere al tribunale per obbligare gli operatori a ritirare le loro antenne», afferma il sindaco.

Soppressione del Wi-Fi nelle scuole
Dal momento che i più giovani sono i più colpiti dalle onde, il comune eliminerà il sistema Wi-Fi dalla sua dozzina di scuole primarie. Questa tecnologia, che permette di accedere senza fili ad internet, sarà rimpiazzata dall'ADSL fornito attraverso le fibre ottiche. Malgrado questa precauzione, i bambini resteranno esposti alle onde. Perché il Wi-Fi è dappertutto e le emissioni delle antenne possono arrivare a centinaia di metri di distanza.

Campagna d'informazione
Il sindaco distribuirà un opuscolo con dei consigli per gli utilizzatori: evitare di mettere il cellulare nella tasca dei pantaloni, scegliere accuratamente il proprio telefono portatile, utilizzare il kit per avere le mani libere [microfono ed auricolare - N.d.T.]. «Non si tratta di spaventare ma di sensibilizzare» ha concluso Laurent Mata, incaricato del sindaco per lo sviluppo sostenibile.

Émilie CHASSEVANT - Francia dell'Ovest, martedì 28 aprile 2009

Per saperne di più potete guardare il documentario dell'emittente privata Citizen TV: Les antennes relais inquiètent les riverains à Caen (ovvero Le antenne preoccupano i riveraschi di Caen).

[Il video qui sotto è in francese, ma in ogni caso l'ho registrato e se volete potete scaricarlo da in formato .mov o in formato .avi (circa 12 Megabyte entrambe le versioni) - N.d.R.]


Caen : Les antennes relais inquiètent les riverains
Caricato da cityzentv.



Qui sotto invece un altro video, un servizio dell'emittente canadese Global TV sempre sul problema della nocività delle emissioni elettromagnetiche delle antenne per il wi-fi. Anche questo video si può scaricare in formato .flv oppure in formato .avi (circa 8 Mega byte entrambe le versioni). Appena possibile curerò una traduzione dei due video.





Fonte: http://www.google.com/reader/m/view/feed%2Fhttp%3A%2F%2Fscienzamarcia.blogspot.com%2Ffeeds%2Fposts%2Fdefault?hl=it&i=4847849073134082468&c=CPjXgJG0sKUC&n=1


Saviano e i rifiuti della camorra e dei politici - Intervista a Patrizia Gentilini



Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=c3a2B8jVycA

giovedì 6 gennaio 2011


Paracetamolo (Tachipirina) ai bambini: rischio di asma e allergie

Paracetamolo ai bambini: rischio di asma e allergie

A rischio i bimbi che lo hanno assunto nei primi 15 mesi di vita

images.jpeg

ROMA (8 dicembre) - Il paracetamolo, antidolorifico molto diffuso, potrebbe essere una causa dell'insorgenza di allergie e asma, soprattutto nei bambini, se hanno assunto questo farmaco nei primi 15 mesi di vita. Lo rileva una ricerca dell'Otago University di Wellington, in Nuova Zelanda, condotta su 1500 bambini e pubblicata sulla rivista Clinical and Experimental Allergy. «La scoperta principale - ha affermato Julian Crane, autore dello studio - è che i bambini che hanno utilizzato il paracetamolo prima di aver compiuto 15 mesi, cioè il 90% del campione monitorato, hanno il triplo di probabilità in più, di diventare sensibili agli allergeni e il doppio di probabilità in più di sviluppare sintomi come l'asma, a sei anni rispetto ai bambini che non hanno utilizzato il paracetamolo».

Le cause di questo collegamento con il farmaco, secondo Crane non sono ancora chiare e serviranno altre ricerche per fare luce su questo aspetto, un dato però è certo: ci sono evidenze che mostrano la correlazione. Inoltre, secondo il ricercatore, il paracetamolo, presente in molti farmaci per la cura del raffreddore e della tosse, «è stato dato molto liberamente ai bambini piccoli».

Fonte: Il Messaggero



Fonte: http://www.laleva.org/it/2010/12/paracetamolo_tachipirina_ai_bambini_rischio_di_asma_e_allergie.html


Sui rifiuti cade la maschera di Saviano ... il "paravento"

di corrado
Articolo tratto dal sito casadellalegalita.org
Parlando di "rifiuti" le ambiguità e la disinformazione di Saviano raggiunge l'apice... ed ancora una volta trasmette frammenti di verità, omissioni gravi ed anche qualche falsità grossolana. Un panorama, quello disegnato nella terza puntata di "Vieni via con me" da Saviano, che certamente è gradito al "sistema".

Schematicamente...

1) Saviano afferma che se si fa la raccolta differenziata in discarica va solo il 35% dei rifiuti. Falso assoluto... Solo un eco del dato che il "sistema" del business rifiuti spaccia come verità! Infatti quel dato è vero con una raccolta differenziata sporca e non organizzata, ovvero è il dato di quella percentuale che permette, con il perpetuarsi del "ciclo integrato", di avere quanto serve da "bruciare" perché qualcuno possa incassare i Cip6 ed i certificati verdi.

Con la raccolta differenziata spinta, ovvero con il porta a porta, ed un impianto pulito per il Recupero e Riciclo Totale, si supera il 93% di raccolta differenziata (e così in discarica ci va meno del 7%)! Questo dato, certo, certificato da molteplici esperienze, a partire da Vedelago (che serve un bacino di utenza di un milione di persone, con un impianto di 50 mila metri quadri), significa: creazione di occupazione, risparmio drastico delle spese pubbliche (degli Enti Locali e dei cittadini), recupero (e quindi risparmio) della materia, realizzazione di compost di qualità ed a basso costo, tutela di salute e ambiente.
Questi dati Saviano non li cita, nemmeno di striscio!....


2) Saviano afferma che con le discariche non si è risolto il problema dell'emergenza in Campania, ed è vero. Poi afferma che c'è un problema con le "ecoballe" (ovvero il cdr) e indica che il problema è che sono state fatte male e che ci vuole troppo tempo per smaltirne, cioè bruciarle, tutte. E poi afferma ancora che gli inceneritori non hanno risolto il problema perché non sono stati ancora realizzati, e quello di Acerra funziona solo con una linea. Poi aggiunge che sugli inceneritori ci sono "alcuni studiosi" che li ritengono pericolosi. Ma come? Saviano allora non si informa proprio oppure si informa male... e comunque sia il risultato è uno solo: informa male!


Primo e centrale problema (anche per quanto riguarda il Cdr) è che gli inceneritori producono patologie devastanti e cancro ... e non perché "alcuni studiosi" lo pensano, ma perché ci sono dati scientifici che lo certificano! Saviano pare non aver mai sentito i dati ufficiali che vengono forniti da oncologi, epidemiologi, pediatri ... dai Medici per l'Ambiente dell'ISDE. E qui Saviano non può non saperlo... non può non conoscere questo "dettaglio" (a meno che non parli solo per sentito dire e senza minimamente informarsi su ciò di cui parla).

3) Saviano afferma che tutti i rifiuti tossici finiscono in Campania e che le mafie occultano lì i rifiuti tossici ovunque, nelle fondamenti di palazzi e scuole, nelle cave e sotto le strade... o li spediscono attraverso il Porto di Napoli in Africa. Questo, tutto questo, è vero ... ma vero in parte. Infatti le imprese del nord (del centro e del sud) che smaltiscono illecitamente i rifiuti tossici con il "servizio a basso costo" delle mafie (tra cui anche la Camorra, ma non solo) lo fanno anche nella pianura padana (ci si è dimenticati delle aree per l'Expo 2015 di Milano riempite di rifiuti tossici?

Ci si è dimenticati delle aree dell'Emilia-Romagna riempite di amianto ed altri rifiuti speciali e terreni che sarebbero stati da bonificare? E delle coste e colline, dei fondali marini e delle fondamenta di aree destinate all'edilizia e spazi commerciali in Calabria, Sicilia e Liguria ci si è dimenticati ancora?. E delle "navi dei veleni" che partivano (e ancora partono) dai Porti di Livorno, di La Spezia, di Genova e Trieste, ci si è dimenticati? Ed ancora dei viaggi per la Cina dei rifiuti che poi ritornano come giocattoli o oggettistica attraverso i porti di Genova e Gioia Tauro? No, di tutto questo Saviano, ancora pare non sapere nulla.

E poi nessuna parola sulle responsabilità dei fatti accertati (oltre a quelle in corso di accertamento nei procedimenti penali in corso a Napoli), su ciò nessuna parola? Dei signori che hanno nomi e cognomi ben precisi nello scandalo rifiuti in Campania nulla. Non si è parlato di FIBE, FISIA, ASJA ed IMPREGILO ... Eppure ci sono risultanze documentali su questo (e sui viaggi lungo la tratta Napoli-Genova e ritorno). Eppure questi sono i signori che, parallelamente alla Camorra, hanno mangiato e mangiano con l'emergenza rifiuti ... seminando cancro e morte con percolato e diossine, e devastando il territorio e quindi l'economia fondata sulla terra (agricoltura e allevamenti).

No, di tutto questo nulla, manco una parola, meglio attaccare solo l'ectoplasma! Così come nessuna parola sui nuovi signori della monnezza che si chiamano Pizzimbone e che, acquistando il ramo rifiuti del colosso cooperativo Manutencoop, hanno conquistato una posizione dominante, in alcune aree del Paese, al Nord come al Sud, addirittura monopolista.

E della gestione clientelare siciliana con politica e mafia di nuovo a braccetto nello sperpero delle risorse pubbliche che producono emergenze che alimentano il business? Anche di questo nulla, silenzio assoluto ... anche qui Saviano non si addentra... così come non si addentra nel capitolo del socio del Cosentino Giovanni (fratello del Nicola), ovvero del colosso "rosso" della Hera spa che dall'Emilia-Romagna (dove ha gli inceneritori ed il monopolio del ciclo dei rifiuti) è scesa a Sparanise per costruire una centrale a turbogass senza che si levasse manco mezza protesta! Silenzio stampa anche sullo scandalo della ECOSAVONA che gestisce in regime di monopolio le discariche nel savonese, terra di mafia, portando i propri utili al suo socio di maggioranza che, passando dal Lussemburgo, è ben protetto da società anonime nelle Isole Vergini Britanniche.

Saviano le cose che contano le tace. Le informazioni che danno fastidio le tace. .. ed intanto parla di ciò che avvalla la politica sui rifiuti del "sistema". Questa volta la maschera è davvero caduta, oppure ancora una volta si vuole trovare una scusante?

E se volete sapere perché, oltre a tutto questo, Saviano è stato pienamente funzionale al "sistema" nel suo nuovo monologo andatevi a guardare il recente testo di modifica al Testo Unico Ambientale approvato dal Governo in carica (ed in attesa della firma del Presidente della Repubblica e quindi di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale)! Cosa dice? Semplice: il testo vigente è stato modificato per favorire il recupero energetico da rifiuti e permette ai Comuni di agire in deroga ai limiti di raccolta differenziata stabiliti dalla normativa! Anche questo "dettaglio" è sfuggito a Saviano e così si è dimenticato di dirlo durante il monologo, chiaro?! (leggete qui il documento del DNS distribuito dal CO.RE.RI. su questa nuova pagina della truffa italiana sui rifiuti - formato .pdf)

PS
Per chi vuol capire la realtà dell'emergenza rifiuti in Campania, non si legga Saviano, ma "Ecoballe" di Paolo Rabitti, così si capisce meglio che la Camorra è un tassello del problema in quella regione ma il business dei rifiuti ha soprattutto altri protagonisti... quei protagonisti che Saviano non osa nominare e che, come la Camorra, agiscono piegano la legalità al proprio profitto!

PS 2
Forse la puntata AnnoZero gestita da Santoro sui rifiuti che è stata uno spot straordinario per il "ciclo integrato" e promuovere l'incenerimento, non era bastata ed allora ecco che a continuare l'opera di disinformazione si è aggiunto il duo Fazio-Saviano!

PS 3
Saviano cita i dati di Legambiente, i grandi amici di Bertolaso, e già questo è un dato che dovrebbe far pensare... Non è vero che a Legambiente sono amici di Bertolaso? Non avete letto il comunicato stampa con cui Negambiente ringraziava Bertolaso? Eccolo qui, così almeno si capisce quanto sia ampia la rete del "sistema" anche tra quelli che si proclamano ambientalisti:

Roma, 11 novembre 2010
Comunicato stampa - Protezione Civile: Bertolaso lascia l'incarico
Legambiente: "Grazie per aver favorito prevenzione e messa in sicurezza".
"Ringraziamo Guido Bertolaso per l'impegno profuso in questi anni e la capacità di aver portato l'Italia ad avere una Protezione Civile modello a livello internazionale, sempre pronta a rispondere in modo adeguato alle emergenze del Paese".
Così Legambiente ha commentato le dimissioni rassegnate da Guido Bertolaso dalla carica di sottosegretario di stato alla Presidenza del Consiglio.

"Nel corso del suo mandato- ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - il capo della Protezione Civile ha sempre sottolineato l'importanza delle attività di prevenzione e continua messa in sicurezza del territorio. Un orientamento che abbiamo apprezzato, perché costituisce l'unica vera strada per ottenere un Paese più sicuro".



pubblichiamo la nota della Dott.ssa Patrizia Gentilini dell'Isde "Saviano, i rifiuti e Christian Abbondanza"

Condivido ogni parola del commento scritto da Christian Abbondanza su Saviano circa la gestione dei rifiuti: vorrei che si capisse come tutto l'intervento di Saviano è stato funzionale alla promozione del "ciclo integrato", ovvero quello che prevede una importante quota di rifiuti residui da incenerire (35%) e - per chi non lo sapesse..- l'utilizzo successivo delle ceneri residue ... nel cemento! Così si perpetua la diabolica spirale di: distruzione di materia /danni gravissimi alla salute e all'ambiente/cementificazione del territorio. .. e mai si arresta lo scempio continuo di questo povero paese, ma quanto potrà continuare tutto questo?

La strada da seguire è una altra e se si fanno le cose come si deve è ormai ampiamente dimostrato che praticamente tutto può essere recuperato e - soprattutto- che non si deve mai percorrere la strada della combustione! Sono davvero dispiaciuta e mortificata per Saviano che si fa portavoce non del Bene Comune e di quanto da anni affermano Associazioni di Medici ed esperti indipendenti, ma di interessi che non sono certo quelli delle comunità.

Leggete la lettera aperta di noi medici ai cittadini di Parma, le dichiarazioni fatte dall'oncologo francese, D. Belpomme, Presidente di ARTAC (link 1 e link 2).

O se ancora non vi basta vi riporto le parole del Prof David Kriebel del Dipartimento Salute ed Ambiente del Massachussets che ha commentato un recentissimo studio - pubblicato sulla rivista Occup Environ Med - condotto da ricercatori dell'Università di Lione in una area in cui sono attivi 21 inceneritori (studio che ha evidenziato su 304 neonati gravi difetti all'apparto genitale rischi statisticamente significativi -fino a quasi sei volte l'atteso- correlati all'esposizione alle diossine emesse dagli inceneritori).

Queste le parole del Prof Kriebel: " Lo studio.. suscita serie preoccupazioni in relazione ai rischi per la salute dovuti alle emissioni di impianti urbani di incenerimento dei rifiuti. Questo dato, combinato con l'evidenza di altri effetti negativi di questa tecnologia, dovrebbe essere di per sé determinante nella scelta della gestione dei rifiuti. Infatti, oltre ad essere molto pericolosi per la salute, tali impianti:
1) provocano la produzione di ceneri pesanti e scorie tossiche comunque da smaltire;
2) contribuiscono al riscaldamento globale; [sic! anche i migliori si lasciano ingannare! N.d.R.]
3) impediscono la riduzione dei rifiuti e il riciclaggio, poiché una volta che questi impianti costosissimi sono stati costruiti , i gestori vogliono avere garantita una sorgente continua di rifiuti per alimentarli".


Io vivo in Romagna, l' "impero" di HERA: non vi dico le difficoltà che incontra l'attuale Amministrazione (che finalmente ha ascoltato i cittadini) nell'attuazione della raccolta "porta a porta"!

E poi, scusate, basta con queste favole per bambini in cui -guarda caso- quando si parla di infiltrazioni criminali ci si "dimentica" sempre di ciò che accade nelle regioni "rosse"... a proposito di HERA, perchè Saviano non cita anche "i suoi sporchi affari"?

[leggi anche Medici e inceneritori di Patrizia Gentilini]

Fonte: http://www.google.com/reader/m/view/?dc=gorganic&hl=it&c=CJ2Rnf2ruqUC&i=-6925723222562658581&n=1

INFORMARMY.com Template Blogger Green INFORMARMY.com

TOP