martedì 29 novembre 2011

ITALIA: LA BATTAGLIA DEGLI AVVOLTOI!




Oltre un anno fa, in epoca non sospetta condivisi con i lettori il rischio di un sequestro totale delle democrazie, il sequestro delle Nazioni e del futuro delle Giovani Generazioni, il domino assoluto di un'oligarchia finanziaria supportata da una classe politica spesso connivente, un intreccio perverso quello tra finanza, politica, imprenditoria, scuole accademiche e media che oscurava l'orizzonte della democrazia.

La scorsa settimana è stato proiettato in anteprima il film " Too big to fail " ...troppo grandi per fallire, un film che racconta i momenti drammatici del fallimento di Lehman Brothers, la nazionalizzazione di AIG e il salvataggio governativo e da parte della Federal Reserve, banca centrale americana, delle maggiori banche d'investimento, i moderni avvoltoi della finanza, avvoltoi che oggi stanno banchettando sulle carcasse delle nazioni indebitate.

Si tratta di un film all'acqua di rose dove si dipingono i principali protagonisti come uomini normali, travolti dalla loro avidità, invece di demoni che hanno perseguito sino in fondo i loro interessi calpestando la dignità di milioni di esseri umani scommettendo sul collasso del mercato immobiliare, dipingendoli come coloro che hanno salvato il mondo dalla Grande Depressione, una depressione che invece è in atto, una depressione strisciante, la Grande Depressione Umana!

Dopo essere riusciti a terrorizzare il Congresso americano con il rischio sistemico, costringendolo ad immettere 700 miliardi di dollari nel sistema, il film si conclude con il governatore Bernanke che sospira sperando che le banche continuino a sostenere l'economia reale nonostante siano tecnicamente fallite, con alla finistra un ironico Hank Paulson, segretario al Tesoro americano, che sottolinea... si loro faranno, eccome se lo faranno!

Si gli avvoltoi hanno utilizzato il denaro delle Nazioni per scommettere sul loro decesso vendendo assicurazioni sulla morte degli stati sovrani, stati sovrani e comunità europea che a loro volta hanno contribuito ad attirare questi avvoltoi, costruendo l'Europa sulle sabbie mobili dei singoli interessi nazionali, amministrando le Nazioni in maniera fraudolenta e spesso criminale, sovvenzionando quotidianamente la loro permanenza sullo scranno della loro esaltazione ideologica.

Due premesse prima di proseguire sono assolutamente necessarie!

Fa decisamente tenerezza osservare tre ragazzini come Feltri, Ferrara e Sallustri parlare oggi di crimine finanziario solo perchè questo crimine finanziario ha costretto il loro padrone ad abbandonare lo scranno di un potere permeato da un devastante conflitto di interesse per non dire altro, come fa tenerezza la sudditanza assoluta ad un governo tecnocratico imposto dalla finanza internazionale di un centro sinistra che non va oltre la felicità di aver finalmente allontanato l'ombra dei loro peggiori incubi.

Ci sono molte cose che vanno dette, spesso a pensare male si fa peccato ma altrettanto spesso non si sbaglia quasi mai, soprattutto quando le coincidenze abbondano.

Abbiamo già detto delle debolezze strutturali di questo Paese, delle metastasi politiche mafiose e massoniche, della piaga dell'evasione e dell'elusione, delle responsabilità che non risparmiano nessuno sino a raggingere il popolo ma per un blog che da quattro anni cerca di condividere con i suoi lettori il pericolo assoluto di una finanza diventata in tutto e per tutto il braccio delle oligarchie mondiali oltre agli squilibri macroeconomici, per un autore che parla di crisi antropologica piuttosto che di crisi economico/finanziaria non è facile cambiare argomento.

Solo le ideologie accademiche e le ortodossie finanziarie possono continuare a nascondere una finanza fuori controllo, l'opera di un gruppo di terroristi finanziari, il giardino del diavolo, solo un gruppo di esaltati ideologici oggi può continuare a glorificare l'aspetto positivo della speculazione, senza riconoscere le devastazioni sociali e umane che essa produce soprattutto nei confronti delle materie prime agricole.

Goldman Sachs e Deutsche Bank hanno mosso la cresta della montagna dove era depositata la neve che ha scatenato la valanga che si abbattuta sull'Italia e sull'Euro, una strategia di guerra finanziaria che ha dato i suoi frutti, una strategia alla quale hanno partecipato anche i maggiori fondi di investimento globale come Black Rock o studi di consulenza come Boston Consulting Group che oggi, ma solo oggi acquistano o suggeriscono di acquistare il debito pubblico del nostro Paese.

Mentre Goldman Sachs, suggerisce e impone senza ritegno un governo tecnico all'Italia scatenando una tempesta speculativa sino al punto di osservare un suo collaboratore, Mario Monti, occuparsi di formare il nuovo governo italiano, il Financial Times, avvoltoio mediatico che ha bombardato in questi mesi il nostro Paese suggerisce che "Se c'è sollievo per il fatto che governi screditati siano rimpiazzati, c'è anche risentimento per quello che viene vista come una soluzione imposta dall'Europa, se non, peggio, dalla Germania", prosegue il Ft, ricordando che il nuovo premier greco, Lucas Papademous, così come il probabile nuovo capo del governo italiano, Mario Monti, sono entrambi ex funzionari europei. "Il nuovo premier greco viene già chiamato 'l'uomo di Merkel'", evidenzia.

In entrambi i Paesi, è il suggerimento del quotidiano finanziario, i governi provvisori devono fissare una "agenda chiara per le elezioni", in modo che gli elettori non si sentano bloccati in un processo di grandi sacrifici. "I due nuovi leader devono anche ammettere che non si potrà raggiungere nulla senza il sostegno popolare - conclude - potrebbero dover lottare per far passare le riforme in parlamento. La risposta sarà allora dare prova di vera leadership. La competenza manageriale non basterà".(TMNews)

Sia ben chiaro, il nuovo governo va valutato sulla base delle decisioni che verrano prese, soprattutto se serviranno per abbattere con decisione la metastasi dei privilegi che distrugge il nostro Paese anche se non ho poi molta fiducia anche perchè non avrà vita facile ed è proprio qui che si scatenerà l'ennesima battaglia degli avvoltoi politici e finanziari.

Sino a ieri circolava voce che Gianni Letta avrebbe dovuto far parte di questo nuovo governo per garantire il centrodestra, ma forse ben pochi di Voi sanno che...

MILANO - Anche Gianni Letta entra nello straordinario parco di consulenti di Goldman Sachs, una delle banche d'affari più potenti del mondo. L'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio nei governi di Silvio Berlusconi, nonché ex direttore del Tempo di Roma - una lunghissima direzione, dal 1973 al 1987 - è stato nominato consulente dell’advisory board internazionale della banca d'affari americana. Goldman si aspetta dall'abruzzese (è nato ad Avezzano, in provincia di L'Aquila, nel 1935) una «consulenza strategica sulle opportunità di business development, con un focus particolare sull’Italia». Corriere della Sera 18 giugno 2007








Ma non solo anche Romano Prodi e Mario Draghi hanno avuto rapporti di collaborazione e consulenza con Goldman Sachs per non parlare del governo americano e delle maggiori istituzioni monetarie e finanziarie intrise di civil servat ex come ci spiega questa tabella prodotta dalla Mcclatchy Group terzo editore americano





Poi in questi giorni è circolato incessantemente il nome di un altro fantasma della tragica storia poliica italiana, Giuliano Amato che ha avuto insieme a Luigi Zingales, della scuola di Chicago la prima pagina del Sole 24 Ore per condividere il suo pensiero, perchè ... "con le urne si perdono euro e onore"... affascinante decisamente affascinante!


Articolo in corso di scrittura...




Da ormai

Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (1)

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