mercoledì 30 novembre 2011

Identificata una proteina associata allo stress. Potrebbe aprire nuoviscenari di ricerca

Interessante ricerca Inglese, che potrebbe aprire nuovi scenare per la ricerca sullo stress. Oltre un terzo della popolazione umana è affetta da disturbi psicologici e mentali legati allo stress. L'argomento è quindi di fondamentale importanza, per minimizzare questi rischi . I ricercatori dell'Università di Leicester hanno identificato una specifica proteina generata dal cervello in reazione allo stress, la Lipocalina-2. Lo studio è stato pubblicato on line sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences ("ipocalin-2 controls neuronal excitability and anxiety by regulating dendritic spine formation and maturation ). Gli scienziati del Dipartimento di fisiologia della cellula e di farmacologia di Leicester hanno studiato le parti "sottili" e "a forma di fungo" delle cellule nervose nel cervello che hanno un ruolo fondamentale nei processi di apprendimento e di memoria. Secondo i ricercatori, le persone possono modificare quello che ricordano, attenuando così lo stress dei ricordi dolorosi. Questa scoperta potrebbe aiutare a proteggere le persone dalla "troppa ansia" e dare agli organismi l'aiuto di cui hanno bisogno per gestire gli eventi negativi della vita . "Lo stress quotidiano "riforma" il cervello, le cellule nervose cambiano morfologia, numero di connessioni con le altre cellule e modo di comunicazione con gli altri neuroni," spiega il dott. Robert Pawlak, docente di neuroscienza presso l'Università di Leicester e uno degli autori dello studio. "Nella maggior parte dei casi queste risposte sono adattative e benefiche: aiutano il cervello a gestire lo stress e dare forma a una reazione comportamentale adeguata." Il dott. Pawlak però continua dicendo che in caso di uno stress grave, le cose potrebbero sfuggire al controllo. "La capacità del cervello di tamponare è esaurita e le cellule nervose dell'ippocampo - una zona del cervello responsabile dell'apprendimento e della memoria - cominciano a non funzionare bene, non comunicano efficacemente con le altre cellule e mostrano segni di malattia," aggiunge. "Una strategia che piace particolarmente alle cellule del cervello per gestire lo stress è cambiare la forma dei minuscoli processi che normalmente usano per scambiare informazioni con altri neuroni, chiamate spine dendridiche." Le dimensioni delle spine possono essere di appena 1/1000° di millimetro, così come le loro forme. I ricercatori hanno confrontato spine lunghe, che gli esperti chiamano spine "sottili", nel caso dei bambini: non solo queste spine sono mobili, ma sono anche curiose. Queste spine cambiano frequentemente forma e hanno un ruolo fondamentale nei nostri processi di apprendimento. Quando le spine imparano, maturano, diventano a forma di fungo e hanno connessioni stabili. Non solo non cambiano partner, ma amano anche stare tranquille.
"Le spine a fungo ci aiutano a ricordare cose che abbiamo imparato una volta ma non è una cosa sempre positiva," sottolinea il dott. Pawlak. "Sarebbe meglio dimenticare in fretta alcuni eventi molto stressanti o possono avere come conseguenza disturbi ansiosi. Non c'è una costante lotta di forze nel nostro cervello per mantenere il giusto equilibrio di spine sottili e a forma di fungo - come dire quanto ricordare e quanto invece dimenticare," aggiunge. "Abbiamo identificato una proteina che il cervello produce in risposta allo stress in modo da ridurre il numero di spine a fungo e quindi ridurre l'ansia legata a eventi stressanti. Questa proteina, lipocalina-2, normalmente non viene prodotta, ma la sua fabbricazione aumenta drasticamente in risposta allo stress nell'ippocampo. Quando abbiamo aggiunto la lipocalina-2 ai neuroni in coltura nel modo in cui avviene in situazioni di stress, i neuroni hanno cominciato a perdere le loro "spine di memoria", quelle mature a forma di fungo. I ricercatori hanno in programma di determinare se i meccanismi che hanno identificato possono essere usati per informare strategiche cliniche per gestire i disturbi ansiosi e la depressione. Un importante passo in avanti, dunque.


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