venerdì 17 giugno 2011


"IO SONO COLUI CHE SONO": GESU' E' YAHWE ?















"RISPOSE LORO GESU': "IN VERITA', IN VERITA' VI DICO: PRIMA CHE ABRAMO FOSSE, IO SONO".
(GIOVANNI 8:58)



IL TETAGRAMMA BIBLICO - YHWH -











Il tetragramma biblico o tetragràmmaton è la sequenza delle quattro (τέτρα, tetra in greco) lettere (γράμματα, gràmmata in greco) ebraiche יהוה (yod, he, waw, he) che compongono il nome proprio del dio descritto nella Tanach.


In passato era largamente attestata la traslitterazione JHWH.













In epoca contemporanea invece, la traslitterazione più diffusa è YHWH, dato che il valore consonantico e fonetico che la lettera J possiede in diverse lingue neolatine e inglese (come in jeans) non corrisponde alla yod ebraica.


Gli Ebrei considerano dall'antichità il tetragramma troppo sacro per essere pronunciato.


Nelle letture bibliche della Torah e nelle preghiere, viene quindi sostituito da nomi impersonali come Adonai ("Signore") o Elohim ("gli Dei", al plurale, per titolo di riverenza), mentre al di fuori del contesto liturgico si pronuncia normalmente haShem ("il Nome"). Nelle traduzioni della Bibbia ebraica in altre lingue, normalmente si usa "il Signore" o "l'Eterno"; queste due ultime forme sono usate anche da quasi tutte le traduzioni cristiane dell'Antico Testamento.


Secondo la Jewish Encyclopedia:

« Il Tetragramma compare 5.410 volte nella bibbia, suddiviso nei libri seguenti: Genesi 153, Esodo 364, Levitico 285, Numeri 387, Deuteronomio 230 (totale nella Torah: 1.419); Giosuè 170, Giudici 158, Samuele 423, Re 467, Isaia 367, Geremia 555, Ezechiele 211, Profeti minori 345 (totale nei Profeti: 2.696); Salmi 645, Proverbi 87, Giobbe 31, Rut 16, Lamentazioni 32, Daniele 7, Esdra Neemia 31, Cronache 446 (totale negli Agiografa: 1.295). »



NEL NUOVO TESTAMENTO

Nel Nuovo Testamento, scritto in greco, il tetragramma non compare mai, neppure nelle citazioni dell'Antico Testamento.

Compaiono i corrispondenti termini greci per dio, signore o padre.














TUTTA VIA SI DICE CHE IL NOME EBRAICO DI GESU' NELLA SUA FUNZIONE DI SALVATORE:

YESHUA - YEHOSHUA: COLUI CHE SALVA

RIPORTA IL TETAGRAMMA DI YHWH.




ETIMOLOGIA E SIGNIFICATO


L'interpretazione del tetragramma si basa su un passo del Libro dell'Esodo (3,14):

in tale versetto esso è solitamente tradotto in italiano con "IO SONO".

La frase completa è tradotta: "io sono ciò che sono", "io sono colui che è", "io sono colui che sono" o ancora "io sono io-sono".


ANALOGIA CON LA FRASE MENZIONATA NEL VANGELO DI GIOVANNI:

"Gli dissero allora i Giudei: "Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?".
Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono".
(GIOVANNI 8:57-58)


La Jewish encyclopedia riporta:

« è possibile determinare con un buon grado di certezza la pronuncia storica del Tetragramma, e il risultato è in accordo con l'affermazione contenuta in Esodo 3:14, nel quale la radice verbale si rivela come "Io sarò", una frase che è immediatamente preceduta dall'affermazione completa "Io sarò ciò che sarò", oppure, come nelle versioni in italiano (o in inglese) "Io sono" e "Io sono colui che è l'essere". Il nome deriva dalla radice del verbo essere, ed è visto come un imperfetto. Questo punto è decisivo per la pronuncia poiché l'etimologia è basata in questo caso sulla parola nota. Gli esegeti più antichi, come Onkelos, i Targumin di Gerusalemme e lo pseudo-Gionata considerano Ehyeh e Ehyeh asher Ehyeh come il nome della Divinità, e accettano l'etimologia di hayah: "essere" »












Il versetto potrebbe anche significare "io mostrerò d'essere ciò che mostrerò d'essere" oppure "Io sono l'essenza dell'essere"; il nome per indicare che Dio può manifestarsi nel tempo come tutto ciò che desidera e che attualmente è fuori del tempo.

Con ciò YHWH dice a Mosè di essere colui che è sempre presente a favore del suo popolo.


Il nome di Dio assume così un doppio significato:


* storico-salvifico: io sono colui che è presente per salvare il mio popolo dalla schiavitù d'Egitto; si ritiene che tale significato sia il più fedele al contesto in cui il nome appare.


* metafisico: io sono colui che esiste di per sé; Dio rivela a Mosè di essere l'Essere in quanto essere. Tale significato è stato sviluppato in epoca cristiana, soprattutto nell'ambito della riflessione metafisica e ontologica. Infatti, le caratteristiche di YHWH corrispondono a quelle che Parmenide aveva definito per l'essere (immutabilità, incorruttibilità, eternità...).



VOCAZIONE E TRASCRIZIONE


In assenza di una vocalizzazione precisa, ogni traduttore moderno deve usare un criterio per inserire nel tetragramma le vocali che permettano di leggerlo in una delle lingue correnti. Nelle edizioni odierne della Bibbia il nome può essere pertanto trascritto in vari modi, a seconda delle ipotesi sottese.












Le vocalizzazioni più conosciute sono:

A E (Yahweh)

E O A (Yehowah, da cui, in italiano, Geova)



NELL'EBRAISMO


Dio si rivelò con il Nome eccelso solo quando Mosè gli si presentò innanzi e quando il Popolo d'Israele doveva essere liberato dall'Egitto e divenire possesso particolare di Dio: precedentemente infatti Avraham, Isacco e Giacobbe lo conobbero tramite la modalità del Nome divino "E-l Sha-day" (ONNIPOTENTE).


Il Tetragramma è il Nome di Dio che esprime la trascendentalità e la Misericordia divine.

È il Suo nome "per sempre".





L'ebraismo insegna che il nome di Dio, pur esistendo in forma scritta, è troppo sacro per essere pronunciato o trascritto senza le norme rabbiniche Halakhiche necessarie e comandate per questo fine.

Tutte le moderne forme di ebraismo proibiscono il completamento del nome divino. Il solo che poteva pronunciarlo era il Sommo sacerdote nel giorno dell'espiazione: dato che la figura del Sommo Sacerdote è sparita nel 70 d.C., con la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme secondo il Talmud, da allora il tetragramma non viene mai più pronunciato durante i riti ebraici.



BIBBIE CATTOLICHE


Nella maggior parte delle versioni moderne delle bibbie cattoliche e in tutte quelle utilizzate pubblicamente nelle chiese, il nome ineffabile (secondo la definizione dei padri della Chiesa), quando presente nell'Antico Testamento, viene reso con "Signore", adottando l'uso del Nuovo Testamento in cui il tetragramma non è mai presente e dove, nelle citazioni della bibbia ebraica, si usa il greco Kyrios (SIGNORE).

Questo uso è attestato anche nella maggior parte dei manoscritti della bibbia in greco, detta Septuaginta, e nella vocalizzazione del tetragramma del testo masoretico.

Anche nella versione latina precedentemente in uso nella Chiesa occidentale (la Vulgata) il termine è reso con Dominus, cioè Signore.

La presunta vocalizzazione del tetragramma non compare mai nel testo ufficiale della Bibbia utilizzato per la liturgia pubblica in italiano.













La maggioranza degli esegeti cattolici contemporanei propende per una vocalizzazione del tetragramma con le vocali "a" ed "e" , e talvolta questa forma può apparire, oltre che nei testi di critica biblica, anche nelle note e nelle introduzioni o, più raramente (una o due volte) nel testo dell'Antico Testamento, quando si tratta di evitare ambiguità per la presenza vicina di altri nomi divini.


È presente più spesso in alcune versioni letterali degli anni sessanta a indirizzo storico critico, allo scopo di evidenziare le diverse tradizioni presenti nella formazione del testo. In traduzioni degli ultimi anni è citato il tetragramma in caratteri latini (JHWH) senza alcuna vocalizzazione.

Non compare mai nel Nuovo Testamento non essendo presente in nessuno dei manoscritti antichi da cui vengono fatte le traduzioni.


Nel 2008 è stata pubblicata da parte della Congregazione per il culto divino la seguente direttiva sull'uso del tetragramma nella Chiesa cattolica:


« La traduzione greca dell'Antico Testamento, la cosiddetta Septuaginta, che risale agli ultimi secoli precedenti l'era cristiana, ha reso regolarmente il tetragramma ebraico con la parola greca Kyrios, che significa Signore. Siccome il testo della Septuaginta ha costituito la Bibbia della prima generazione di cristiani di lingua greca, e in questa lingua furono anche scritti tutti i libri del Nuovo Testamento, anche questi cristiani sin dal principio evitarono la pronuncia del tetragramma sacro.

Qualcosa di simile avvenne con i cristiani di lingua latina, la cui letteratura cominciò ad emergere a partire dal secondo secolo, come attestano prima la Vetus Latina e, in seguito, la Vulgata di san Girolamo.

Anche in queste traduzioni il tetragramma venne sempre reso con la parola latina Dominus, che corrispondere sia all'ebraico Adonai e al greco Kyrios (....) Pertanto astenersi dalla pronuncia del tetragramma del nome di Dio da parte della chiesa è giustificato.


Oltre ai motivi di correttezza filologica si tratta anche di rimanere fedeli alla tradizione della chiesa poiché fin dalle origini il tetragramma sacro non è mai stato pronunciato in un contesto cristiano e neppure mai tradotto in nessuna delle lingue in cui la Bibbia è stata tradotta.



TESTIMONI DI GEOVA

I testimoni di Geova usano la forma Geova, una delle forme moderne di vocalizzazione del sacro tetragramma biblico YHWH usato dagli ebrei antichi, la cui esatta pronuncia è andata persa nei secoli.











Nel Testo masoretico, cioè nella Bibbia in uso presso le comunità ebraiche, vennero inserite nel tetragramma, secondo alcuni studiosi, le vocali E O A della parola Adonai (in ebraico "Signore"), affinché il lettore ricordasse di pronunciare questa parola ogni volta che incontrava il tetragramma.


Verso la fine del medioevo studiosi cristiani interpretarono quelle vocali come quelle originali del tetragramma. Da qui Yehowah, da cui deriva il latino Jehova forma ampiamente diffusa nell'italiano letterario fino all'Ottocento, come nella bibbia di Antonio Martini [1780], oppure sull'altare della chiesa di Vezzo, frazione di Stresa (del 1886) dove è visibile la scritta Jeova. Nei tempi moderni però la maggior parte degli studiosi ha preferito usare la forma convenzionale di Yahweh, perché vicina all'originale e terza persona del verbo "essere".


Per i Testimoni di Geova, come anche per altri studiosi cristiani (che tuttavia minimizzano l'importanza di JHWH) Dio è rivelato nella Bibbia con un nome unico: יהוה (YHWH).


I Testimoni vedono nella presenza del nome di Dio nella Bibbia ebraica (in cui figura quasi 7000 volte) un segno della importanza della conoscenza e dell'uso di questo nome, e ammettono che nessuno può attualmente dire con certezza quale fosse la pronuncia originale. Anche se ci sono dibattiti tra gli studiosi ancora aperti sull'effettiva pronuncia del nome, per i Testimoni di Geova è importante usare un nome univoco e non un titolo come "Signore" o "Eterno'".


Fonte trafiletto:

http://it.wikipedia.org/wiki/Tetragramma_biblico#Nuovo_Testamento


IL MISTERO PIU' GRANDE



GESU' DISSE: "IO SONO"

Questa raccolta di brani biblici può esserci utile per visionare in cosa il nostro Signore Gesù Cristo si è riconosciuto davanti agli uomini e in cosa Egli è stato riconosciuto dagli uomini, tutto questo relativamente alla Sua persona.



IL RE DEI GIUDEI

Mat 27:11 Or Gesù comparve davanti al governatore; e il governatore lo interrogò, dicendo: Sei tu il re de’ Giudei? E Gesù gli disse: Sì, lo sono.


Mc 15: 2 E Pilato gli domandò: Sei tu il re dei Giudei? Ed egli, rispondendo, gli disse: Sì, lo sono


Lc 23:3 E Pilato lo interrogò, dicendo: Sei tu il re dei Giudei? Ed egli, rispondendo, gli disse: Sì, lo sono.


Gv 19:21 Perciò i capi sacerdoti dei Giudei dicevano a Pilato: Non scrivere: Il Re dei Giudei; ma che egli ha detto: Io sono il Re de’ Giudei.



RE

Gv 18: 33 Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: Sei tu il Re dei Giudei? 34 Gesù gli rispose: Dici tu questo di tuo, oppure altri te l’hanno detto di me? 35 Pilato gli rispose: Son io forse giudeo? La tua nazione e i capi sacerdoti t’hanno messo nelle mie mani; che hai fatto? 36 Gesù rispose: Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perch’io non fossi dato in man de’ Giudei; ma ora il mio regno non è di qui. 37 Allora Pilato gli disse: Ma dunque, sei tu re? Gesù rispose: Tu lo dici; io sono re; io sono nato per questo, e per questo son venuto nel mondo, per testimoniare della verità. Chiunque è per la verità ascolta la mia voce.



IL CRISTO - IL FIGLIO DI DIO

Mc 14:61 Ma egli tacque e non rispose nulla. Daccapo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: Sei tu il Cristo, il Figliuol del Benedetto? 62 E Gesù disse: Sì, lo sono: e vedrete il Figliuol dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nuvole del cielo.


Gv 8:24 Perciò v’ho detto che morrete ne’ vostri peccati; perché se non credete che sono io (il Cristo), morrete nei vostri peccati. 25 Allora gli domandarono: Chi sei tu? Gesù rispose loro: Sono per l’appunto quel che vo dicendovi.


Gv 8:28 Gesù dunque disse loro: Quando avrete innalzato il Figliuol dell’uomo, allora conoscerete che son io (il Cristo) e che non fo nulla da me, ma dico queste cose secondo che il Padre m’ha insegnato.


Gv 10:36 come mai dite voi a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, che bestemmia, perché ho detto: Son Figliuolo di Dio?


Gv 13: 19 Fin da ora ve lo dico, prima che accada; affinché, quando sia accaduto, voi crediate che sono io (il Cristo).


Gv 13:28 Gesù dunque disse loro: Quando avrete innalzato il Figliuol dell’uomo, allora conoscerete che son io (il Cristo) e che non fo nulla da me, ma dico queste cose secondo che il Padre m’ha insegnato.



ETERNO

Gv 8: 58 Gesù disse loro: In verità, in verità vi dico: Prima che Abramo fosse nato, io sono.




LA LUCE DEL MONDO

Gv 9:5 Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo.




IL PANE DELLA VITA

Gv 6:35 Gesù disse loro: Io son il pan della vita; chi viene a me non avrà fame, e chi crede in me non avrà mai sete.


Gv 6:41 I Giudei perciò mormoravano di lui perché avea detto: Io sono il pane che è disceso dal cielo.


Gv 6:47 In verità, in verità io vi dico: Chi crede ha vita eterna. 48 Io sono il pan della vita. 49 I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono. 50 Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia. 51 Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo.



LA LUCE DEL MONDO

Gv 8:12 Or Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: Io son la luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.



LA PORTA PER LE PECORE

Gv 10:7 Onde Gesù di nuovo disse loro: In verità, in verità vi dico: Io sono la porta delle pecore. 8 Tutti quelli che son venuti prima di me, sono stati ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9 Io son la porta; se uno entra per me, sarà salvato, ed entrerà ed uscirà, e troverà pastura.



MAESTRO E SIGNORE

Gv 13:13 Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. 14 Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, v’ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri.




LA VIA, LA VERITA’, LA VITA

Gv 14:6 Gesù gli disse: Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.



LA RISURREZIONE E LA VITA

Gv 11:25 Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà; 26 e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?




IL BUON PASTORE

Gv 10: 11 Io sono il buon pastore; il buon pastore mette la sua vita per le pecore. 12 Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde. 13 Il mercenario si dà alla fuga perché è mercenario e non si cura delle pecore. 14 Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie mi conoscono, 15 come il Padre mi conosce ed io conosco il Padre; e metto la mia vita per le pecore.




LA VERA VITE

Gv 15: 1 Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto…,


Gv 15:5 Io son la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla.



MANSUETO ED UMILE DI CUORE

Mat 11:29 Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me, perch’io son mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre;




IL MESSIA

Gv 4: 25 La donna gli disse: Io so che il Messia (ch’è chiamato Cristo) ha da venire; quando sarà venuto, ci annunzierà ogni cosa. 26 Gesù le disse: Io che ti parlo, son desso.




GESU’ IL NAZARENO

Gv 18:5 Gli risposero: Gesù il Nazareno! Gesù disse loro: Son io. E Giuda, che lo tradiva, era anch’egli là con loro. 6 Come dunque ebbe detto loro: "Son io", indietreggiarono e caddero in terra. 7 Egli dunque domandò loro di nuovo: Chi cercate? Ed essi dissero: Gesù il Nazareno. 8 Gesù rispose: V’ho detto che son io; se dunque cercate me, lasciate andar questi.




SEMPRE CON NOI

Mat 28:20 insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente.




DI LASSU'

Gv 8:22 Perciò i Giudei dicevano: S’ucciderà egli forse, poiché dice: Dove vado io voi non potete venire? 23 Ed egli diceva loro: Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo.



IN MEZZO A NOI

Mat 18:20 Poiché dovunque due o tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro.




NEL PADRE

Gv 10:37 Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete; 38 ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel padre.


Gv 14:8 Filippo gli disse: Signore, mostraci il Padre, e ci basta. 9 Gesù gli disse: Da tanto tempo sono con voi e tu non m’hai conosciuto, Filippo? Chi ha veduto me, ha veduto il Padre; come mai dici tu: Mostraci il Padre? 10 Non credi tu ch’io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. 11 Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me; se no, credete a cagion di quelle opere stesse.


Gv 14:20 In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me ed io in voi.


Gv 17: 21 che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.



Fonte trafiletto: http://www.fedecristiana.net/t_io%20sono.htm


IL CRISTIANESIMO










MA PERCHE' ALLORA MOLTISSIMI CRISTIANI GNOSTICI AVEVANO UN OPINIONE TOTALMENTE DIFFERENTE SUL DIO DELL'ANTICO TESTAMENTO YAHWE' (YHWH) ?


GLI ARCONTI E LA GNOSI













Gli Arconti (dal greco arkhonontos), sono quelle figure che nella teogonia e cosmogonia GNOSTICA svolgono il ruolo di giudici e controllori del mondo materiale.


Nella visione gnostica il mondo materiale è diviso sia ontologicamente che fenomenologicamente dalla sfera divina (PLEROMA), un luogo atemporale ed adimensionale preesistente ad ogni cosa.


Questa divisione si originò da un "peccato iniziale", attraverso il quale una emanazione divina si frappose tra il mondo materiale da essa generato, dove l'uomo si trova imprigionato, ed un Dio superiore ed occulto.









Nello GNOSTICISMO di origine iranica, dove il dualismo raggiunge l'apice, si assiste allo scontro eterno e titanico tra due divinità, mentre in quello ellenizzante e giudaizzante, opposta al Dio occulto si erge la figura di un "dio minore", il DEMIURGO, che viene coadiuvato da una serie di emanazioni generate da lui stesso, gli ARCONTI.









Il mondo materiale, quindi, non è altro che un incidente di percorso, una creazione degli Arconti, che, ricordandosi della perfezione del Pleroma, cercano di riprodurla attraverso l'imposizione di regole e l'applicazione di leggi che, per quanto in difetto, tendono a riprodurne la realtà:

l'universo è il ricordo di ciò che un tempo essi conobbero.


LA GNOSI, IL CRISTO & IL FEMMININO SACRO



L'APOCRIFO DI GIOVANNI


Secondo l'apocrifo di Giovanni il primo arconte nacque da SOPHIA, un EONE emanato dal Pleroma, che, anziché congiungersi con un altro eone, si congiunse al suo desiderio per il Dio occulto.


Da questa unione nacque un essere bestiale con la faccia di leone, JALDABAOTH.

L'amore di Sophia per il Pleroma si trasformò in desiderio e quindi in brama, pertanto l'emanazione di Sophia fu stravolta nella forma e nel contenuto, ma una scintilla della sua natura divina vi si riversò comunque.


Sophia, vergognandosi di suo figlio, nato dalla trasgressione e dalla violazione delle regole divine, lo nascose lontano dagli altri eoni, in una sorta di ZONA BUIA.

Qui Jaldabaoth, essere indipendente dal Pleroma, iniziò la creazione del mondo materiale e diede vita ad altri arconti, ognuno di loro in forma animalesca, neppure lontanamente simili agli eoni che vivevano nel Pleroma stesso.










Ognuno dei suoi discendenti, come lui, aveva la capacità di creare, anche se la non discendenza diretta dal Dio occulto limitava questa capacità.


Jadalbaoth regnava supremo sul cosmo, mentre i suoi figli regnavano su ognuno dei cieli.

Durante la creazione del mondo materiale, però, giunse il Metropator, una emanazione del Dio occulto che intendeva raggiungere Sophia.










Gli ARCONTI, allora, stupiti da tale potenza decisero di catturare il Dio occulto tramite una sua manifestazione, così, ad immagine del Metropator, crearono l'Adamo terrestre.

Questi tuttavia giaceva inerte nel Paradiso Terrestre finché il Padre, mosso a pietà non gli infuse il soffio di vita.



GLI ARCONTI / VIGILANTI

Gli arconti sono quindi le potenze responsabili della creazione dell'uomo e del mondo materiale, ma anche le potenze che, grazie al loro ricordo dell'armonia e dell'ordine del Pleroma, danno le regole del Cosmo e del Tempo.

Ma la loro funzione non si limita a questo.









Essi sono anche il maggiore ostacolo al ritorno dell'uomo verso il Dio occulto.

La loro opera si esplicita proprio nel soggiogare l'uomo con le loro regole.




LE FONTI DISSEPOLTE:ENIGMA GESU'














LO GNOSTICISMO CRISTIANO

Lo gnosticismo cristiano ha una dottrina differente dal cristianesimo comune, secondo la quale la salvezza non è frutto del sacrificio di Cristo, morto per il perdono di tutti, ma della gnosi (conoscenza), il risveglio dell’anima attraverso la sapienza.

Il Cristo scende direttamente dal Pleroma per liberare l’umanità dalla prigione
della carne, il mondo materiale. Il pleroma paradisiaco è la totalità di tutto ciò che consideriamo “DIVINO”, tutte le emanazioni del vero Dio, l’eterno principio di luce dell’amore Divino.











Questo mondo in cui viviamo è controllato dagli Arconti (Vigilanti) o GUARDIANI, che incatenano l’umanità nel ciclo delle rinascite e morti (reincarnazione), ingannando le loro anime nel piacere dei sensi con il corpo materiale. L’Eone Sophia (un’emanazione femminile di Dio / Dea della Sapienza), autogenerò un aborto, una creatura che non apparteneva al Pleroma. Questo essere, è il DEMIURGO, spesso citato con il nome di JALDABAOTH, e considerato da molti gnostici come il Dio punitivo e
geloso dell’Antico Testamento (Yahwè/Geova), il creatore della materia, la prigione dell’uomo.


L’Eone Cristo (emanazione di Dio) discese sulla terra in forma umana per liberare l’umanità dal principe di questo mondo, il Demiurgo o Dio minore; mostrando la Via alle Anime intrappolate nei corpi materiali, per il ritorno al Pleroma, risvegliandole tramite la GNOSI, la sublime conoscenza celeste.


Tratto da: ANIMA Accorgersi della verità nell'illusione di Michele Perrotta.


UN CRISTIANESIMO PRIMA DEL CRISTIANESIMO













“ Incipit. QUESTE SONO LE PAROLE SEGRETE CHE GESU’ IL VIVENTE HA DETTO E CHE DIDIMO GIUDA TOMMASO HA SCRITTO:

EGLI DISSE: - CHIUNQUE TROVA LA SPIEGAZIONE DI QUESTE PAROLE NON GUSTERA’ LA MORTE.
GESU’ DISSE: COLUI CHE CERCA NON CESSI DAL CERCARE, FINCHE’ NON TROVA E QUANDO TROVERA’ SARA’ COMMOSSO, E QUANDO SARA’ STATO COMMOSSO CONTEMPLERA’ E REGNERA’ SU TUTTO.
GESU’ DISSE: SE COLORO CHE VI GUIDANO VI DICONO: “ ECCO! IL REGNO E’ NEL CIELO “, ALLORA GLI UCCELLI DEL CIELO VI PRECEDERANNO. SE ESSI VI DICONO “ IL REGNO E’ NEL MARE “, ALLORA I PESCI VI SARANNO PRIMA DI VOI. MA IL REGNO E’ DENTRO DI VOI ED E’ FUORI DI VOI. QUANDO CONOSCERETE VOI STESSI, SARETE CONOSCIUTI E SAPRETE CHE SIETE FIGLI DEL PADRE VIVENTE. MA SE NON CONOSCERETE VOI STESSI, ALLORA SARETE NELLA PRIVAZIONE E SARETE VOI STESSI PRIVAZIONE.
GESU’ DISSE: L’UOMO VECCHIO DI GIORNI NON ESITI AD INTERROGARE IL FANCIULLO DI SETTE GIORNI SUL LUOGO DELLA VITA ED EGLI VIVRA’. POICHE’ MOLTI CHE SONO I PRIMI SARANNO GLI ULTIMI E DIVENTERANNO UNO SOLO.
GESU’ DISSE: CONOSCI CIO’ CHE E’ DAVANTI AL TUO VISO, E CIO’ CHE TI E’ NASCOSTO TI VERRA’ RIVELATO, POICHE’ NON VI E’ NULLA DI NASCOSTO CHE NON VENGA UN GIORNO RIVELATO ”.
(Vangelo di Tommaso 1:1-5)















MOLTE VOLTE MI SONO CHIESTO SE IL DIO GELOSO E VENDICATIVO DELL'ANTICO TESTAMENTO FOSSE REALMENTE IL DIO PADRE DI GESU'.

FACCIO UN MEA CULPA!
PERCHE' NON RIESCO PROPRIO A COMPRENDERE, CON LA MIA MENTE UMANA, COME IL DISEGNO DIVINO POSSA CAMBIARE COSI' RADICALMENTE TRA L'ANTICO TESTAMENTO (dove vengono menzionate vendette e guerre) ED IL NUOVO TESTAMENTO (predicazione di perdono e amore):


“ Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: frattura per frattura, occhio
per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatta all’altro ”.
( LEVITICO 24:19)


“ Perché io il Signore tuo Dio (Yahwè/Ihoah/Geova) sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli
fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano, ma usa misericordia fino a mille generazioni
verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti ”.
(DEUTERONOMIO 5:9)


“ Il Signore (Yahwè) disse a Mosè: «Compi la vendetta degli Israeliti contro i Madianiti, poi sarai riunito ai
tuoi antenati».
Marciarono dunque contro Madian come il Signore aveva ordinato a Mosè, e uccisero tutti i maschi…
Gli Israeliti fecero prigioniere le donne di Madian e i loro fanciulli e depredarono tutto il loro bestiame, tutti i
loro greggi e ogni loro bene;
appiccarono il fuoco a tutte le città che quelli abitavano e a tutti i loro attendamenti e presero tutto il bottino e
tutta la preda, gente e bestiame ”.
( NUMERI 31-7)


“ Chi bestemmia il nome del Signore (Yahwè è infatti il nome impronunciabile del Dio degli ebrei ) dovrà essere
messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare…”.
( LEVITICO 24:16)


“ Il lebbroso colpito dalla lebbra porterà vesti strappate e il capo scoperto, si coprirà la barba e andrà
gridando: Immondo! Immondo! Sarà immondo finché avrà la piaga; è immondo, se ne starà solo, abiterà fuori
dell’accampamento ”.
( LEVITICO 13:45)


“ Osserverete dunque il sabato, perché lo dovete ritenere santo. Chi lo profanerà sarà messo a morte; chiunque
in quel giorno farà qualche lavoro, sarà eliminato dal suo popolo. Durante sei giorni si lavori, ma il settimo
giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore. Chiunque farà un lavoro di sabato sarà messo a morte. Gli
Israeliti osserveranno il sabato, festeggiando il sabato nelle loro generazioni come un’alleanza perenne ”.
( ESODO 31:14)



NEL VANGELO GESU' CURA I LEBBROSI, NON OSSERVA IL SABATO (ritiene infatti che il sabato è stato fatto per gli uomini e non viceversa) E PREDICA COSI':


"AVETE INTESO CHE FU DETTO: “ OCCHIO PER OCCHIO, DENTE PER DENTE “. MA IO VI DICO DI
NON OPPORVI AL MALVAGIO; ANZI SE UNO TI PERCUOTE LA GUANCIA DESTRA, TU PORGIGLI
ANCHE L’ALTRA".
(MATTEO 5:38-39)


"MA A VOI CHE ASCOLTATE, IO DICO: AMATE I VOSTRI NEMICI, FATE DEL BENE A COLORO CHE VI
ODIANO, BENEDITE COLORO CHE VI MALEDICONO, PREGATE PER COLORO CHE VI MALTRATTANO".
(LUCA 6:27-28)


MOLTI CRISTIANI GNOSTICI CREDEVANO CHE IL DIO MENZIONATO NELL'ANTICO TESTAMENTO FOSSE UN DIO MINORE (IL DEMIURGO) E CHE IL DIO PADRE ANDAVA RICERCATO IN UN CAMMINO INIZIATICO SPIRITUALE.

IO PERSONALMENTE SEGUIRO' SEMPRE IL FIGLIO (CRISTO) PER CERCARE DI ARRIVARE A COMPRENDERE IL PADRE E IL VERO DIO, NELL'INTIMISSIMA RICERCA DEL DIVINO.



"IO SONO LA VIA, LA VERITA’ E LA VITA. NESSUNO VIENE AL PADRE SE NON PER MEZZO DI ME".
(GIOVANNI 14:6)


"…CHI HA VISTO ME HA VISTO IL PADRE …".
(GIOVANNI 14:9)


MICHELE P.


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