venerdì 6 maggio 2011

Giovanni Paolo ll e il Nuovo Ordine Mondiale


Giovanni Paolo ll con la Croce Ricurva, simbolo satanico
Molte persone, tra cui diversi cattolici, che non amano l'odierno Papa Ratzinger, conservano il bel ricordo di Giovanni Paolo II, che reputano un Papa più umano e caloroso rispetto all'apparente freddezza di Ratzinger. Inoltre, molte persone che odiano i progetti elitari di Governo Mondiale, non si sognerebbero mai di sentire da Giovanni Paolo II delle parole di elogio al Nuovo Ordine Mondiale. Ma, anche qui, purtroppo si sbagliano. Ecco infatti un articolo del Guardian del 2004 (sotto tradotto) dove viene riferito che, durante la Giornata Mondiale della Pace della Chiesa Cattolica Romana, Giovanni Paolo II affermava:"Più che mai abbiamo bisogno di un Nuovo Ordine Internazionale che si avvalga dell'esperienza e dei risultati conseguiti in questi anni dalle Nazioni Unite". Come riferiva l'articolo, Papa Giovanni Paolo II sembrava dispiacersi del fatto che gli Stati Uniti avevessero agito unilateralmente nel portare avanti la guerra in Iraq; argomento apparentemente condivisibile, se non fosse per le "soluzioni" da lui proposte, cioè il Nuovo Ordine Mondiale, come riportato esplicitamente dal Guardian. Ho già detto più volte che l'élite si avvale dei problemi, veri o presunti, creati da lei stessa, per proporre le soluzioni che vanno nella direzione desiderata. La tecnica si chiama: Problema-Reazione-Soluzione. Infatti gli Stati Uniti e la Cia, dispensatori di guerre e azioni unilaterali, sono controllati dalla stessa Santa Sede.
Le affermazioni del Papa collimano del tutto con le affermazioni e le "soluzioni" espresse nel Piano di Governance Globale del Council on Foreign Relations; non c'è da sorprendersi, dato che David Rockefeller, patrono del CFR, è un Cavaliere di Malta agli ordini del Papa, e lo stesso CFR è controllato dai Gesuiti. Nel Piano di Governance del CFR, datato 2008, leggiamo infatti:

"Questo scetticismo istintivo (degli Usa, ndr) verso la cooperazione multilaterale, che è stato particolarmente pronunciato al termine del primo mandato dell'amministrazione di George W. Bush, è improbabile che scompaia. Tuttavia, i primi anni del nuovo millennio hanno dimostrato i limiti dell' azione unilaterale degli Stati Uniti, militare o no, per mitigare le minacce e sfruttare le opportunità poste dalla globalizzazione. Indipendentemente dal fatto che l'amministrazione che entrerà in carica nel gennaio 2009 sia democratica o repubblicana, la direzione della politica estera statunitense è probabile che sia multilaterale in misura significativa."
"La situazione di stallo diplomatico null'Iraq nel 2002-2003 - come la crisi del Kosovo precedente del 1999 - hanno sollevato questioni fondamentali per il ricorso all'uso della forza da parte degli Stati Uniti, dopo il disaccordo tra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. A seguito di entrambi gli episodi, alcuni osservatori hanno suggerito la necessità di alternative (o surrogati) alle fonti per la legittimazione della forza armata, mentre altri hanno messo in guardia contro un precedente pericoloso."
Anche il CFR quindi condanna il PROBLEMA dell'azione unilaterale Statunitense. Ed anche qui il CFR sostiene le stesse SOLUZIONI del Papa:
"Il programma potrebbe raccomandare riforme a una serie di "istituzioni" fondamentali" dell'Ordine Mondiale, tra cui le Nazioni Unite (in particolare la composizione del Consiglio di Sicurezza), il G-8, la NATO, e le istituzioni di Bretton Woods, così come alle principali organizzazioni regionali, come l'Unione europea (UE), l'Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (ASEAN), l'Unione africana (UA), e l'Organizzazione degli Stati Americani (OAS). Dove appropriato, il Consiglio esaminerà anche la possibilità di meccanismi di governance globale, che siano meno stato-centrici".
Cioè il CFR, come il Papa, spinge per una riduzione di potere dello Stato nazione e un aumento di potere degli organismi transnazionali nella governance globale. Di fatto un Governo Mondiale. Alla fine l'elite sotto il controllo del Vaticano dismetterà gli Stati Uniti stessi, ormai in bancarotta dopo decenni di guerre coloniali finanziate dal cartello privato della Federal Reserve, per creare prima un'Unione Nord Americana e poi un Governo Mondiale.


Il Papa chiede un Nuovo Ordine Mondiale

John Hooper da Roma
The Guardian
2 Gennaio 2004
traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.com

il fallimento delle Nazioni Unite per arrestare la guerra Statunitense all'Iraq porta ad una nuova iniziativa.


Papa Giovanni Paolo II ha lanciato ieri una delle più importanti iniziative diplomatiche del suo lungo pontificato, quando ha chiesto un Nuovo Ordine Internazionale per sostituire quello che è emerso dalla seconda guerra mondiale. Anche se non offrono un piano dettagliato, le sue parole sembravano mostrare che egli vuole la sostituzione delle Nazioni Unite, alla luce della loro incapacità di bloccare l'uso della forza da parte dell'America in Iraq. Il Papa il mese scorso aveva chiesto la riforma delle istituzioni mondiali e aveva deplorato il mancato rispetto del diritto internazionale. Ma ieri, in un sermone durante una messa a San Pietro a Roma, è andato molto più in là, riferendosi alle Nazioni Unite come se fossero già parte del passato.
"Più che mai abbiamo bisogno di un Nuovo Ordine Internazionale che si avvalga dell'esperienza e dei risultati conseguiti in questi anni dalle Nazioni Unite", ha dichiarato nel corso di una funzione per rimarcare la Giornata Mondiale della Pace della Chiesa Cattolica Romana, celebrata l'1 gennaio. Egli era affiancato nell'altare da due dei suoi più alti rappresentanti internazionali: il segretario di stato, cardinale Angelo Sodano, e il presidente del Consiglio Pontificio della Giustizia e della Pace, cardinale Renato Martino, che il mese scorso aveva indignato molti americani esprimendo "pietà" e "compassione" per la cattura di Saddam Hussein. La congregazione includeva le teste di tutte le missioni diplomatiche accreditate presso la Santa Sede.
Nella sua omelia, il Papa ha detto che il Nuovo Ordine Mondiale che vorrebbe "sarebbe in grado di fornire soluzioni ai problemi di oggi...basate sulla dignità degli esseri umani, su uno sviluppo integrato della società, sulla solidarietà tra paesi ricchi e paesi poveri, e sulla condivisione delle risorse e degli straordinari risultati del progresso scientifico e tecnologico."
Il Papa ritiene che questi obiettivi non sono stati sufficientemente raggiunti con l'attuale sistema delle organizzazioni internazionali che sono emerse negli anni '40, tra cui, l'ONU, il FMI e la Banca Mondiale.
Ma il problema centrale, visto dal punto di vista del Vaticano, è la crescente irrilevanza di un corpo di leggi internazionali costruito faticosamente, che è stato ignorato dal governo statunitense durante la sua "guerra al terrore".
Il cardinale Martino aveva prima segnalato l'inquietudine del Papa il mese scorso quando presentò un documento scritto dal pontefice per celebrare la Giornata Mondiale della Pace. Senza nominare gli Stati Uniti, il Papa ammoniva:"La pace e il diritto internazionale sono intimamente legate tra loro: il diritto favorisce la pace." Egli osservava anche acutamente che "i governi democratici ben sanno che l'uso della forza contro i terroristi non può giustificare la rinuncia dei principi dello stato di diritto."
Il Papa riconosceva che l'attuale diritto internazionale non era adatto a trattare i ribelli o i terroristi e chiedeva nuovi trattati e la riforma delle Nazioni Unite. Ma l'appello di ieri è stato per un cambiamento assai più ampio.
Con lo status di osservatore presso le Nazioni Unite e una rete di diplomatici che coprono 174 paesi, la Santa Sede è in una posizione forte per fare da lobby per i suoi obiettivi.
La sua preoccupazione per l'atteggiamento degli Stati Uniti è improbabile che sia placata dalle più recenti dichiarazioni politiche del segretario di stati di George Bush, Colin Powell. In un articolo di ieri per il New York Times, il signor Powell ha detto:"La visione del Presidente Bush è chiara e giusta: il formidabile potere dell'America deve continuare ad essere schierato in nome di principi che sono simultaneamente americani, ma che vanno anche oltre e sono più grandi di noi."
I capi della Chiesa Cattolica di Inghilterra e Galles hanno approvato i commenti del Papa. "Accogliamo con favore le parole del Vaticano e diamo pieno sostegno alla Santa Sede su questo," ha detto Ollie Wilson, un portavoce dell'ufficio dei media Cattolico.
Comunque essi hanno posto dubbi sul fatto del significato che l'Onu aveva fatto il suo tempo e doveva essere sostituita.
Peter Jennings, addetto stampa per il Massimo Reverendo Vincent Nichols, Arcivescovo di Birmingham, ha dichiarato:"Il Papa è un grande sostenitore delle Nazioni Unite."

link articoli originale:
http://www.guardian.co.uk/world/2004/jan/02/catholicism.religion

Qui sotto estraggo una parte dell'articolo The Bent Cross Crucifix versus the Traditional Crucifix, tratto dal sito Cuttingedge, per mostrare uno dei simboli satanici di Giovanni Paolo II, la "Croce Ricurva".

Il Crocifisso con la Croce Ricurva del Papa


di
Cuttingedge
traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.com


Siete pregati di notare il Crocifisso che il Papa Giovanni Paolo II sta tenendo di fronte alla gente. Studiatelo con attenzione e vi renderete conto che non è un tradizionale Crocifisso, come si vedrà di seguito. Piuttosto, questo crocifisso è conosciuto come "Croce Ricurva" (Bent Cross). Ma che cosa significa? Per la risposta a questa domanda, ritorniamo ad un autore cattolico, Piers Compton, e a quello che scriveva nel suo libro "The Broken Cross: Hidden Hand in the Vatican", Channel Islands, Neville Spearman, 1981. Questo Crocifisso Ricurvo è "...un simbolo sinistro, utilizzato dai satanisti nel VI secolo, che è stato ripreso al momento del Concilio Vaticano ll. Questa era una croce piegata o rotta, sulla quale figurava una figura ripugnante e distorta di Cristo, a cui i maghi neri e gli stregoni del Medio Evo avevano fatto ricorso per rappresentare il termine biblico del "Marchio della Bestia". Eppure, non solo Paolo VI, ma anche i suoi successori, i due Giovanni Paolo, portarono quell'oggetto, e lo tenevano alto per essere venerato dalle folle, le quali non avevano la minima idea che rappresentasse l'Anticristo."(p. 72) A Pagina 56 Compton mette una foto dell'attuale Papa, Giovanni Paolo ll, mentre tiene questa croce piegata o rotta, così come mostrato a sinistra.

Quindi, il Papa Giovanni Paolo II sta dicendo agli occultisti di tutto il mondo che lui non è un Papa Tradizionale, ma un Papa che si impegna a svolgere il ruolo di leader religioso del mondo, come richiesto dai Piani per il Nuovo Ordine Mondiale. Un altro autore cattolico, Malachi Martin, fa questa stessa affermazione - che il Papa Giovanni Paolo ll è impegnato per il Nuovo Ordine Mondiale - nel suo libro "The Keys To This Blood".
Dal momento che una foto vale più di mille parole, abbiamo riportato il normale crocifisso a destra. Come potete vedere, la croce qui non è piegata in alcun modo, in alto o in basso. Inoltre, l'immagine di Gesù Cristo è una figura piena, senza alcun tipo di distorsione o deformazione! Il tradizionale Crocifisso Cattolico Romano è molto, molto diverso dalla "Croce Ricurva" di cui sopra.

link articoli originale:
http://www.cuttingedge.org/articles/rc100.htm

nota finale di nwo-truthresearch: l'esposizione alle folle della "Croce Ricurva" è ancora viva con Papa Benedetto XVI

articolo correlato: Lo Scopo Occulto delle Nazioni Unite rivelato dai loro stessi scritti

Fonte

3 commenti:

  1. Il pastorale (o vincastro) è una sorta di bastone, dall'estremità ricurva e spesso riccamente decorata, usato dal vescovo nei pontificali e nelle cerimonie più solenni.
    È in uso presso varie chiese cristiane ad ordinamento episcopale, tra cui la Chiesa cattolica, l'ortodossa, l'anglicana e la luterana.
    Esso, ad imitazione di quello usato dai pastori veri, simboleggia chiaramente e visibilmente la funzione di cura della fede e della morale che l'ufficio episcopale ha sopra la porzione di popolo cristiano a lui affidata, e rimanda direttamente al Vangelo secondo Giovanni nel quale Cristo si autodefinisce "Buon Pastore".
    Secondo Sant'Ambrogio il bastone pastorale deve essere al fondo appuntito per spronare i pigri, nel mezzo diritto per condurre i deboli, in alto ricurvo per radunare gli smarriti.
    Data questa simbologia che richiama il legame forte tra il pastore e il suo popolo, il Vescovo può usare il pastorale solo all'interno dei confini della propria diocesi, mentre non potrebbe usarlo qualora presiedesse delle liturgie in un altro territorio. Il pastorale, cioè, è legato alla missione del Vescovo nei confronti dei suoi fedeli, e non all'episcopato in genere (come nel caso delle altre insegne episcopali: anello, croce pettorale, mitria, che si portano sempre).
    Oltre ai vescovi il privilegio del pastorale è riservato agli abati in quanto responsabili della cura d'anime di quella realtà extraterritoriale al mondo che è il tradizionale monastero benedettino.
    Le parti della Messa in cui il vescovo porta il Pastorale sono:
    Processione d'ingresso.
    Proclamazione del Vangelo.
    Omelia.
    Eventuale amministrazione di Sacramenti e sacramentali.
    Benedizione finale.
    Processione di congedo.
    Da notare il particolare pastorale del Papa, detto "ferula": invece di essere ricurvo, all'estremità superiore è dotato di una croce. È detto anche "pastorale di Paolo VI", proprio perché reintegrato da questo papa dopo la Riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Nelle liturgie precedenti alla riforma, il Papa era infatti portato in sedia gestatoria e non usava pertanto alcun bastone.
    Al Pontefice spetterebbe in realtà come pastorale la croce papale tripla, ossia un bastone con all'estremo una croce a tre braccia, usata l'ultima volta da Giovanni Paolo II nel Giubileo del 1983.

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  2. Il pastorale (o vincastro) è una sorta di bastone, dall'estremità ricurva e spesso riccamente decorata, usato dal vescovo nei pontificali e nelle cerimonie più solenni.
    È in uso presso varie chiese cristiane ad ordinamento episcopale, tra cui la Chiesa cattolica, l'ortodossa, l'anglicana e la luterana
    Esso, ad imitazione di quello usato dai pastori veri, simboleggia chiaramente e visibilmente la funzione di cura della fede e della morale che l'ufficio episcopale ha sopra la porzione di popolo cristiano a lui affidata, e rimanda direttamente al Vangelo secondo Giovanni nel quale Cristo si autodefinisce "Buon Pastore".
    Secondo Sant'Ambrogio il bastone pastorale deve essere al fondo appuntito per spronare i pigri, nel mezzo diritto per condurre i deboli, in alto ricurvo per radunare gli smarriti.
    Data questa simbologia che richiama il legame forte tra il pastore e il suo popolo, il Vescovo può usare il pastorale solo all'interno dei confini della propria diocesi, mentre non potrebbe usarlo qualora presiedesse delle liturgie in un altro territorio. Il pastorale, cioè, è legato alla missione del Vescovo nei confronti dei suoi fedeli, e non all'episcopato in genere (come nel caso delle altre insegne episcopali: anello, croce pettorale, mitria, che si portano sempre).
    Oltre ai vescovi il privilegio del pastorale è riservato agli abati in quanto responsabili della cura d'anime di quella realtà extraterritoriale al mondo che è il tradizionale monastero benedettino.
    Le parti della Messa in cui il vescovo porta il Pastorale sono:
    Processione d'ingresso.
    Proclamazione del Vangelo.
    Omelia.
    Eventuale amministrazione di Sacramenti e sacramentali.
    Benedizione finale.
    Processione di congedo.
    Da notare il particolare pastorale del Papa, detto "ferula": invece di essere ricurvo, all'estremità superiore è dotato di una croce. È detto anche "pastorale di Paolo VI", proprio perché reintegrato da questo papa dopo la Riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Nelle liturgie precedenti alla riforma, il Papa era infatti portato in sedia gestatoria e non usava pertanto alcun bastone.
    Al Pontefice spetterebbe in realtà come pastorale la croce papale tripla, ossia un bastone con all'estremo una croce a tre braccia, usata l'ultima volta da Giovanni Paolo II nel Giubileo del 1983.

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  3. Pastorale: Bastone con la parte alta ricurva e la bassa a punta. Simbolo di vescovi e abati. Si pone dietro o accanto lo scudo, se ornato da un velo normalmente indica delle cariche inferiori al vescovado. Il pastorale, come già ricordato per la mitra, è l’emblema della dignità pontificale. In origine, si componeva di un’asta di legno o di ferro, cimata da una croce; dal secolo XI il bastone venne munito di un riccio e si cominciarono ad usare metalli preziosi, quali l’argento e l’oro e ad adornarlo con pietre preziose e smalti. In origine, il pastorale serviva come bastone per gli evangelizzatori, inviati dalla Chiesa; nel V secolo lo si trova in uso presso alcuni abati e sant’Isidoro di Siviglia, nel 633, in un decreto del IV Sinodo toledano, lo descrive come insegna della giurisdizione dei vescovi. Interessante è a tal punto osservare che i sommi pontefici non portano il pastorale; il motivo risale ad una leggenda del X secolo, riportata da san Tommaso d’Aquino, secondo la quale il vescovo di Roma non ha il pastorale perché Pietro inviò il suo per risuscitare uno dei suoi discepoli; questi si tenne il pastorale e più tardi divenne vescovo di Trier. A ricordo di questo avvenimento il papa porta il pastorale solo nella diocesi di Trier, e mai altrove, e questo per significare che il suo potere non ha confini, poiché il riccio ricurvo significa una limitazione dei poteri.

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