sabato 25 settembre 2010


Prima dell’ipertensione, ma già a rischio

Nasce una nuova categoria di diagnosi che aumenterà il numero di potenziali malati

Pre-ipertensione, è la nuova diagnosi che sta per essere lanciata durante la conferenza internazionale che si terrà a Vienna su questo tema dal 24 al 27 febbraio 2011 (1)

Indica una pressione sistolica, la cosiddetta massima, di 120-139 mm Hg (millimetri di mercurio) o una pressione diastolica, la minima, di 80-89 mm Hg. Parametri finora considerati normali diventano così soglie di pre-rischio, o meglio identificano il rischio di sviluppare l’ipertensione, a sua volta fattore di rischio di disturbi cardiovascolari.

Fiona Godlee, direttore della rivista medica British Medical Journal, riassume bene questo processo nel titolo del suo recente editoriale: « Siamo a rischio di essere a rischio?» (2) dove commenta un articolo di Ray Moynihan (3) giornalista scientifico, sulla nascita e l’evoluzione di questa nuova categoria di diagnosi.

Come nasce una nuova malattia?

Di pre-ipertensione si parla per la prima volta nelle linee guida stilate nel 2003 dal comitato nazionale statunitense sull’ipertensione, composto da un gruppo di clinici, ricercatori e docenti universitari.(4) Qui si chiarisce che la pre-ipertensione non è una nuova malattia, ma una classificazione di valori di pressione al limite dell’ipertensione, creata perché, a quanto riportano gli autori delle linee guida «più la pressione del sangue è alta, più aumentano il rischio di infarto, di arresto cardiaco, di ictus, e di malattie del rene». Il rischio di morte per infarto e per ictus secondo gli autori cresce progressivamente e in modo lineare già a partire da valori considerati prima normali. Da qui la necessità di una nuova categoria di diagnosi (3, 4).

Le linee guida del 2003 chiariscono che «le persone identificate come pre-ipertese non sono da trattare con farmaci, ma vanno invitate ad adottare uno stile di vita che riduca il loro rischio». Una precisazione che non frena l’apertura di fatto di una nuova fetta di mercato: «facendo una stima» commenta Moynihan «si può considerare che un adulto su tre è pre-iperteso, il che significa oltre 50 milioni di persone solo negli Stati Uniti. Una vera e propria miniera d’oro per le aziende farmaceutiche». Lo conferma indirettamente anche George Bakris, uno degli autori delle linee guida, oggi presidente della società americana che si occupa di ipertensione, l’American Society of Hypertension. Dopo aver ribadito che la condizione di pre-ipertensione richiede stili di vita sani e non farmaci, Bakris precisa che, nel caso le persone in questa condizione non volessero cambiare il proprio stile di vita, allora i farmaci potrebbero essere utili (3).

«E’ un modo di allargare il mercato delle aziende farmaceutiche» commenta Curt Furberg, docente di salute pubblica all’Università Wake-Forest. «Anche se le persone con pressione del sangue vicino ai limiti massimi considerati normali hanno un rischio maggiore di avere disturbi cardiovascolari nel futuro, non penso che il livello di rischio giustifichi la creazione di una nuova categoria di diagnosi, o il trattamento di milioni di persone sane» (3).

Aperta la via al trattamento con i farmaci

Nonostante le dichiarazioni sulla necessità di intervenire sullo stile di vita, negli anni successivi alla pubblicazione delle linee guida sono stati condotti studi sull’efficacia di alcuni farmaci in persone classificate come pre-ipertese. Uno dei primi, pubblicato nel 2006, (3,5) è stato condotto tra gli altri da Stevo Julius, professore emerito presso l'università del Michigan, e concludeva che assumere per due anni il candesartan, farmaco antipertensivo, poteva ridurre moderatamente il rischio di sviluppare poi l’ipertensione.

Altri studi sono stati condotti, e l’attenzione di clinici e ricercatori su questo tema è cresciuta negli anni, fino al convegno internazionale di Vienna del prossimo anno, che tratterà argomenti come: la pre-ipertensione è una malattia vera o inventata? Dalla pre-ipertensione all’ipertensione; trattare la pre-ipertensione è la chiave per evitare l’ipertensione? Nuovi approcci farmacologici alla pre-ipertensione.

Una questione che riscuote molti interessi

La creazione della diagnosi di pre-ipertensione è emblematica e si stanno moltiplicando casi analoghi, come la pre-osteoporosi e il pre-diabete, che potenzialmente trasformano in malati la maggior parte degli adulti. Se già da anni è in atto un abbassamento delle soglie di rischio – come i livelli di colesterolo nel sangue – identificare soglie di pre-rischio è il coronamento di un processo che aumenta la medicalizzazione della salute e il mercato potenziale delle aziende farmaceutiche.

Gli interessi in gioco sono alti, come mostrano i rapporti tra clinici, ricercatori e aziende farmaceutiche lungo il percorso che ha portato alla nascita della nuova diagnosi di pre-ipertensione. Nel comitato che scrisse le linee guida del 2003, undici dei 12 componenti dichiararono di avere diversi rapporti con aziende farmaceutiche (3, 6). Tra questi, George Bakris dichiarò di aver lavorato come relatore o consulente per 13 aziende farmaceutiche. Bakris è ora presidente dell’American Society of Hypertension, dove 9 dei 13 componenti dell’organo direttivo con diritto di voto hanno dichiarato, nel programma del convegno nazionale di quest’anno, di avere rapporti con aziende farmaceutiche e di ausili (7). A fronte dell’attenzione crescente verso i legami tra società scientifiche e aziende, l’American Society of Hypertension ha introdotto qualche cambiamento, sostituendo per esempio i simposi satelliti del convegno annuale con simposi coordinati dalla società scientifica stessa, che sono comunque finanziati dagli sponsor, ma i cui relatori e contenuti sono scelti dalla società scientifica. I finanziamenti della società saranno inoltre allargati a sponsor diversi dalle aziende farmaceutiche (8).

In una condizione di conflitto di interessi erano anche gli autori dello studio clinico pubblicato nel 2006. Su undici autori, sette dichiararono legami con aziende farmaceutiche, e uno era impiegato di Astra-Zeneca, azienda produttrice del farmaco in studio. Stevo Julius, primo autore dell’articolo, dichiarò legami finanziari con 4 aziende farmaceutiche (5). Nel sottolineare che quello studio non raccomandava l’uso di farmaci, Julius ribadisce oggi l’importanza di studi clinici molto più grandi che coinvolgano persone pre-ipertese, per valutare se i farmaci possono prevenire le conseguenze dell’ipertensione. Julius sarà relatore e invitato d’onore al convegno di Vienna, i cui organizzatori dichiarano che le aziende farmaceutiche sono attive nello sperimentare nuovi farmaci antiipertensivi in pazienti con pre-ipertensione (9). Il direttore del comitato organizzatore del convegno, Reuven Zimlichman, vice preside della facoltà di medicina di Tel Aviv che non ha rapporti con aziende farmaceutiche, assicura che gli sponsor non avranno nessuna voce in capitolo nella decisione dei contenuti. Lo scopo del convegno sarà avviare lo sviluppo di linee guida sulla pre-ipertensione.

L’iniziativa è criticata fermamente da alcuni esperti del settore: «non uso nemmeno il termine pre-ipertensione» dichiara Jay Meltzer, professore emerito presso il Columbia College of Physicians and Surgeons di New York, «non mi piace, si tratta di una pseudo sindrome. La conferenza di Vienna è un’idea terribile, rischia di creare centinaia di milioni di nuovi pazienti, bersagli pronti per le aziende farmaceutiche».

Chi decide le soglie

Come accade che un parametro considerato normale fino a un certo momento si trasformi in una condizione di rischio? Chi definisce le soglie perché una persona sia considerata da curare, o da tenere sotto controllo medico?

Storicamente queste decisioni sono state prese esclusivamente dai medici, «ma la professione medica è cresciuta negli anni intessendo legami troppo stretti con le aziende farmaceutiche» sottolinea Curt Furberg dell’Università Wake-Forest «e non è più adatta a prendere queste decisioni da sola». Furberg lancia la proposta che la società civile intervenga nella decisione di chi debba essere considerato malato: «prevenire gli effetti devastanti di un infarto, di un ictus o di una frattura dell’anca è nell’interesse di ogni cittadino, ma se il modo migliore per farlo sia medicalizzare miliardi di persone ricorrendo alla creazione di etichette di pre-malattia va discusso in un dibattito approfondito, allargato a un numero di voci molto più ampio di quello attuale» chiosa (3).

La proposta viene ripresa da Ray Mohinian, che pone una domanda cruciale: come creare comitati o gruppi più indipendenti e largamente rappresentativi, che possano deliberare in modo appropriato, lontano dall’influenza dell’industria farmaceutica? (3)

Le giurie dei cittadini su temi di salute

L’idea di aprire il dibattito e il processo decisionale ai cittadini e alla società civile, soprattutto in ambiti di salute pubblica dove ci sia incertezza nel rapporto tra rischi e benefici e i valori personali abbiano un peso determinante, è in linea con un nuovo progetto di democrazia deliberativa intitolato Giurie dei cittadini, ideato nell’ambito del progetto PartecipaSalute (10-14).

Il protocollo del progetto prevede l’organizzazione di una giuria di cittadini che, nella fase iniziale, dovrà deliberare sull’opportunità da parte del servizio sanitario nazionale di offrire lo screening alla prostata a tutti gli uomini che abbiano compiuto i 50 anni, alla luce dei recenti studi sulla sua efficacia (15, 16). Ai cittadini che parteciperanno verranno fornite informazioni chiare, complete e basate su prove di efficacia, e saranno invitati clinici e ricercatori per rispondere direttamente alle domande che i cittadini vorranno porre. Saranno presentati i diversi punti di vista sullo screening.

Una volta ricevute le informazioni, i cittadini potranno confrontarsi e discutere tra loro per giungere alla deliberazione finale.

Questa fase servirà a valutare il metodo seguito e a rispondere ad alcune questioni critiche aperte che riguardano la scelta dei cittadini da coinvolgere nella giuria, la scelta delle informazioni da dare e degli esperti da interpellare, quale ricaduta concreta può avere la deliberazione.

Il progetto, sviluppato dai promotori del PartecipaSalute insieme a enti del servizio sanitario locali e nazionali, una fondazione no-profit e una fondazione privata, è sotto revisione per finanziamenti.

Referenze

1. http://prehypertension.org/
2. Godlee F. Are we at risk of being at risk? BMJ 2010; 341:c4766.
3. Moynihan R. Who benefits from treating prehypertension? BMJ 2010; 341:c4442.
4. Chobanian A, Bakris G, Black H, Cushman W, Green LA, Izzo JL Jr, et.al. Seventh report of the joint national committee on prevention, detection, evaluation, and treatment of high blood pressure. Hypertension 2003;42:1206-52. (link).
5. Julius S, Nesbitt S, Egan B, Weber M, Michelson EL, Kaciroti N, et al. Feasibility of treating prehypertension with an angiotensin-receptor blocker. N Engl J Med 2006; 354: 1685-97.
6. National Heart, Lung, and Blood Institute. Seventh report of the joint national committee on prevention, detection, evaluation, and treatment of high blood pressure (JNC 7). Conflicts of interest: financial disclosure (link).
7. http://www.ash-us.org/annual_meeting/pdf/2010/2010%20Program%20Book%20Comp%20r7b.pdf pag. 162
8. http://www.ash-us.org/assets-new/news/2006/ASH_NFPGuide.pdf
9. Prehypertension and Cardio Metabolic Syndrome International Conference Secretariat ( link)
10. Colombo C, Satolli R, Liberati A, Mosconi P. Citizens' juries in healthcare. Rapid responses. BMJ 2010; 341. (link, visitato il 09/09/2010)
11. Lehoux P, Daudelin G, Demers-Payette O, Boivin A. Forstering deliberations about health innovations : What do we want to know from publics? Social Science and Medicine 2009; 68(11): 2002-2009.
12. Gooberman-Hill R, Horwood J, and Calnan M. Citizens_ juries in planning research priorities: process, engagement and outcome. Health Expectations 2008; 11: 272–281
13. Murphy NJ. Citizen deliberation in setting health-care priorities. Health Expectations 2005; 8: 172–181.
14. Mooney G. A Handbook on Citizens’ Juries with particular reference to health care. 2010 (pdf)
15. Andriole GL, Crawford ED, Grubb RL, et al. PLCO Project Team. Mortality results from a randomized prostate-cancer screening trial. N Engl J Med. 2009 Mar 26; 360(13):1310-9
16. Schröder FH, Hugosson J, Roobol MJ, et al, ERSPC Investigators. Screening and prostate-cancer mortality in a randomized European study. N Engl J Med. 2009 Mar 26; 360(13):1320-8.

Cinzia Colombo
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri



Fonte: http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1546


L’acamprosato previene la ricaduta nell’alcolismo

Rösner S, Hackl-Herrwerth A, Leucht S, Lehert P, Vecchi S, Soyka M. Acamprosate for alcohol dependence. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 9. Art. No.: CD004332. DOI: 10.1002/14651858.CD004332.pub2

Una nuova revisione sistematica Cochrane dimostra che l’acamprosato, farmaco usato nel trattamento dell’alcolismo, è efficace nel ridurre il numero di pazienti alcolizzati che ricadono nel vizio, quando utilizzato in aggiunta ai trattamenti non farmacologici.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che l’abuso di alcol è alla base del 75% di tutti i casi di tumore all’esofago, può causare malattie del fegato, epilessia, oltre che incidenti stradali e omicidi. E’ quindi una importante questione di salute pubblica per la quale sono disponibili alcuni trattamenti terapeutici. In particolare, per prevenire i casi di ritorno all’alcolismo vengono utilizzati l’acamprosato e il naltrexone,in associazione ad interventi psicosociali.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 24 studi randomizzati controllati, considerati il “gold standard” per gli studi clinici. Questi studi hanno coinvolto quasi 7 000 pazienti con dipendenza da alcol già sottoposti a terapie psicosociali. I ricercatori hanno dimostrato una riduzione del 14% del rischio di ricadute nei pazienti trattati con acamprosato rispetto al controllo (placebo). Tradotto in numeri assoluti, l’acamprosato previene il ritorno all’alcolismo in un paziente ogni nove trattati. Inoltre il gruppo di pazienti che assume l’acamprosato aumenta il periodo di astinenza in media di tre giorni rispetto al gruppo di pazienti che non lo assume. L’unico effetto collaterale associato a questo trattamento è rappresentato dalla diarrea.

“L’acamprosato non è certamente la bacchetta magica per combattere l’alcolismo, ma è un trattamento efficace e sicuro per i pazienti che cercano di smettere di bere.”Afferma il capo ricercatore Susanne Rosner dell’ospedale psichiatrico dell’Università di Monaco, in Germania. “ Il beneficio osservato in questi studi è limitato ma importante, perché si aggiunge a quelli legati alle terapie non farmacologiche.”

I ricercatori sottolineano la necessità di una corretta e completa informazione ai pazienti che devono scegliere una strategia terapeutica rispetto ad un’altra. “I pazienti potrebbero esprimere dubbi o riserve nell’adottare una strategia terapeutica che prevede l’utilizzo di una sostanza, in questo caso un farmaco, per trattare la dipendenza da un’altra” dice la Rosner. Se però non hanno particolari timori e vogliono aumentare le chance di liberarsi dall’alcol, è importante che abbiano a disposizione questo trattamento di provata efficacia

Fonte: http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1552


«Le Monde» scopre i dubbi sull'11 settembre

911AFPdi Giulietto Chiesa – Megachip.

«Le Monde» dell'11 settembre 2010 si accorge, con nove anni di ritardo, che la versione ufficiale dell'11 Settembre non sta in piedi. Quanto a tempestività giornalistica non c'è male! Ma, come si suol dire, meglio tardi che mai. Naturalmente le carte in tavola non vengono messe: né tutte, né le più importanti. Ma, come il lettore potrà leggere da questi estratti che traduciamo dalla pagina web del più autorevole giornale francese, «Le Monde» è costretto a riconoscere che la storia ufficiale non solo puzza di marcio, ma che nemmeno l'amministrazione americana di Barack Obama è in condizione di tirarla fuori dal congelatore che non funziona più. Che cosa diranno ora i "debunkers"?

C'è solo da immaginare che metteranno anche «Le Monde» nella categoria dei cospirazionisti. Povero «Le Monde»!

Ma, a giudicare dalle prime reazioni dei lettori del giornale francese, quasi la metà non solo non protestano ma insistono, chiedono chiarimenti, si stupiscono.

L'altra metà s'indigna, naturalmente. Vorrebbero che «Le Monde» pubblicasse non solo il link a Loose Change, ma anche quelli dei siti cosiddetti debunking. Come se, in questi anni, fosse esistita una qualche par condicio tra la menzogna di tutti i media (alla quale «Le Monde» ha attivamente partecipato) e le verità delle domande che, insieme a migliaia di altri ricercatori di tutto il mondo, andavamo ponendo. Il bello è che il prossimo anno, il decimo anniversario, sarà tutto un festival di rivelazioni attorno al mistero.

«Le Monde» ha solo preso atto che la pagina, chiusa dalla versione ufficiale («è stato Osama bin Laden») si va riaprendo inesorabilmente. E si va riaprendo perché l'Impero sta sgretolandosi, giorno dopo giorno, e non c'è cemento che possa tenerlo insieme ancora molto a lungo. E, quando la nave affonda, è noto che i topi scappano.


ESTRATTI DELL’ARTICOLO DI «LE MONDE»:

Titolo: Gli Stati Uniti non hanno ancora finito con l'11 settembre

di Heléne Bekmezian - [lemonde.fr] - 11 settembre 2010.

Già nove anni. Nove anni che gli aerei della American Airlines hanno colpito le torri gemelle del World Trade Center di Manhattan, uccidendo più di tremila persone e ferendone più di seimila in un attentato rivendicato da Al-Qa‛ida.

(almeno tre gravi imprecisioni sono contenute in queste tre righe iniziali, per finire con l'affermazione, completamente destituita di fondamento, secondo cui Al-Qaida avrebbe rivendicato l'attentato, ma non ne segnaleremo le altre per non perdere tempo, ndr).

Oppure si trattava di aerei militari? E non ci sono state anche, piuttosto, settantamila feriti, se noi contassimo le vittime delle polveri tossiche? E quanto si dovrà attendere per giudicare gli autori presunti di tutto ciò? E perché Ground Zero è ancora un cantiere? Nove anni dopo, dunque, le domande rimangono e gli Stati Uniti sono ancora lontani dall'aver tratto le somme con l'11 settembre.

Ancora nessun processo. Un anno dopo aver annunciato che cinque presunti autori degli attentati dell'11 settembre 2001 saranno giudicati da un tribunale federale di New York, e non da un tribunale militare, la Casa Bianca non sembra oggi avere premura di giudicare questi uomini.

Secondo il «Daily News», il governo ha difficoltà a trovare una città pronta ad accogliere questo processo, che potrebbe durare anni e avere conseguenze sulla vita locale. Peggio ancora, con le elezioni di mezzo termine che si annunciano delicate per i democratici, questi ultimi non hanno interesse a riportare questo dossier dinnanzi a agli occhi del pubblico. (...)

Migliaia di vittime sono all'abbandono. Sono i dimenticati dell'11 settembre: circa settantamila persone - pompieri e squadre di soccorso - sono tuttora censite come vittime delle polveri tossiche prodotte dal crollo delle torri, con sintomi di difficoltà respiratorie, malattie dei polmoni, disturbi psicologici.

(...)

Domande senza risposte. Immediatamente dopo gli attentati sono apparsi dubbi sulla versione ufficiale dei fatti, in primo luogo i dubbi sollevati dalle famiglie delle vittime. In seguito sono fiorite su internet le teorie della cospirazione, attraverso video e siti web. Quasi ogni giorno, si può dire, decine di nuovi video vengono scoperti e pubblicati, alimentando i dubbi. Sebbene, puntualmente, le autorità abbiano contraddetto alcune teorie del complotto pubblicando nuovi documenti o nuovi video, non c'è mai stata una spiegazione globale e ufficiale capace di rispondere, una buona volta per tutte a tutte le domande che venivano poste (versioni contraddittorie sulla natura degli aerei, immagini che mostrano esplosioni sospette...).

I dubbi non hanno fatto che svilupparsi, tanto più che le autorità non hanno mai accettato di aprire un’inchiesta indipendente, che era chiesta dalle famiglie delle vittime.

In uno dei primi e più celebri filmati di questo genere, la serie "Loose Change" (dell'Associazione Reopen 911) , venivano evidenziati fatti giudicati sospetti e basati su dati documentati e testimonianze.

JavaScript � disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

(coloro che hanno seguito tutte le polemiche in questi anni e che quindi conoscono i rudimenti minimi della materia, avranno notato le ambiguità, reticenze, perfino la sciatteria, e le imprecisioni che caratterizzano questo non capolavoro della letteratura giornalistica. Ma ce n'è abbastanza per essere soddisfatti. Gli spiragli verso la verità si vanno allargando. ndr)



Fonte: http://www.megachipdue.info/finestre/zero-11-settembre/4529-lle-monder-scopre-i-dubbi-sull11-settembre.html


Nel mulino bianco che io non vorrei

In queste giorni tutte le agenzie hanno battuto la news, una email dell’ufficio stampa mi invitava a parlarne, questo è un blog e scrivo quello che voglio in primis. Nel mulino bianco che io vorrei, viene presentato come un nuovo approccio alla comunicazione di Barilla, per dialogare con il cliente o come ho visto scritto, Barilla permette di condividere i valori del marchio. Vorrei solo fare notare ad alcuni giornalisti, che non è Barilla che accetta di condividere qualcosa ma è il consumatore che sceglie sempre altrimenti ci sarebbe un ruolo di sudditanza tra produttore e consumatore!
Dice Eugenio Perrier (si casualmente lo stesso di Alixir di Barilla ndr*) e riportato dai giornali “chiamiamo il consumatore a dare il proprio contributo al portale su cui sarà possibili postare”, sarà proprio cosi? Cosa si nasconde dietro un coinvolgimento del consumatori in un sito apparentemente semplice e innocuo? Un progetto di Customer Energy, cioè come ricavare energia sfruttando la capacità di comunicazione del cliente e forse influenzarne positivamente il giudizio.

Negli ultimi anni si è creato un proprio e vero abisso nel settore della comunicazione, il consumatore diviene sempre più multimediale, mentre la comunicazione d’impresa rimane legata al settore delle televisione e della stampa. I budget della comunicazione in Italia in particolare hanno un andamento anomalo che vede concentrato su televisione il 60% e su Internet solo il 4%, ma il web è il secondo media utilizzato e il primo per affidabilità, i consumatore non è più soggetto passivo, ma un protagonista attivo esibendo una nuova veste più esigente, più informata e selettiva, cosi molte aziende sono costrette a inseguire il consumatore per tentare di comunicare (ciò non è positivo).

Nel mulino che io vorrei sembra il tentativo di colmare questo vuoto e utilizzare da parte dell’azienda, la capacità generata dalla rete e dagli utenti di partecipazione anche perchè è stato dimostrato che oggi il 20% dei ricavi e a rischio ostilità dei consumatori, e visto le vicende che Barilla ha avuto con antitrust con alixir e l'aumento dei prezzi della pasta, è impegnata a ridurre l’ostilità e negatività.

Parte dal marchio più noto che è Mulino Bianco per sedurre gli utenti, questo sito è una tecnica permette di fidelizzare la clientela, lanciare nuovi prodotti con già un bacino di utenti predisposti all’acquisto e che si sentono “di avere partecipato” ad un progetto anche se stimolati, infatti c’è una redazione .

Una decina di anni con inizio di internet si sono moltiplicati i progetti di comunità on line su un argomento specifico, pochi sono stati i sopravvissuti e gli utenti hanno sempre scelto quei siti e comunità non coercitive, dove erano liberi di dire ciò che volevano, dove non c’era una redazione che mediava e influenzava. In rete ci sono diverse comunità spontanee nate sulla Nutella o sul cioccolato e la panna montata, devo dire anche molto divertenti e simpatiche.

Nei progetti di Customer Energy, chi ci guadagna? L’azienda che riduce le spese di ricerche e innovazione (ma è sbagliato il concetto, l'innovazione si cavalca se è il cliente che la suggerisce vuole dire che la si subisce), è più facile fare accettare idee e prodotti nuovi, grazie alle risposte l'azienda riesce a sapere gusti e abitudini dei consumatori, l'azienda diviene più simpatica perchè ascolta il consumatore(Mah?). Chi ci perde ? L’utente il tempo passato a fornire informazioni convinti di contribuire a un progetto (gratuitamente tra l'altro), per avere qualcuno che t’ascolta, non bastava un ufficio clienti?

Farsi o proporre una nuova merendina o crearne una, questo invito alla partecipazione per quanto possa essere simpatico, ha dei forti limiti, perchè la maggior parte della persone non hanno la conoscenza specifica dei processi industriali, dei costi degli ingredienti, valuta e vive nel presente, un ufficio ricerca e marketing deve vedere nel futuro, anticipare desideri e le possibili evoluzioni del prodotto, secondo me è l'azienda che deve ragionare come il cliente non il cliente come se fosse l'azienda. Altrimenti l'ufficio marketing, l'ufficio ricerca e sviluppo che ci sono a fare? Questo coinvolgimento del consumatore non mi convince molto, se è quanto sia sincero, dal punto di vista della comunicazione può essere anche valido ma non dal punto di vista del marketing e dell'operatività mi lascia perplesso.

Nei prossimi mesi saremo subissati di post e articoli di mega esperti di internet e di comunicazione che parleranno di quanto l'azienda metta al centro il cliente, tutte balle, sono alla ricerca di una collaborazione con l'azienda sperano che parlando bene saranno visti di buon occhio o che investiranno su di loro (illusi che generano altri illusi, meglio essere chiari). Unica cosa che alla azienda interessa e recuperare in credibilità e aumentare il fatturato, dei consigli del consumatore non sanno cosa farsene, una strategia per vendere illusioni più che biscotti.

Questo progetto si capisce che non mi piace, non so per quale ragioni mi ha dato solo impressioni negative, l’ho trovato poco coinvolgente e soprattutto rispetto ai social network che frequento mi sembra datato, sembra più un gioco. Forse è più adatto a un target adolescenziale, personalmente non mi dice nulla. A una settimana di distanza dalla sua frequentazione, mi viene in mente più quello che non si può fare che quello che si può fare, votare quale sarà il prossimo gadget delle merendine, non è proprio la mia idea di comunicazione d'azienda, ma sono certo che ai ragazzini piacerà.
Fonte: http://www.papillevagabonde.blogspot.com/2009/04/il-mulino-bianco-che-io-non-vorrei.html


NWO, Teosofia e New Age: alcune connessioni

Tra i commenti al mio precedente post, mi è stato segnalato un interessante video che vi ripropongo qui sotto.
Approfitto per ringraziare del contributo, sono sempre ben felice di poter avere a disposizione diverse fonti da cui trarre informazioni e documentarmi ulteriormente.

Il documentario che vi segnalo ha decisi toni cristiano-centrici, se vogliamo definirli così, e forse cade anch'esso nel deleterio gioco delle parti, nella guerra 'in bianco e nero' che scaturisce da una visione dualistica della realtà, ma ha il merito di porre in risalto informazioni importanti, fra cui diverse che probabilmente pochi conoscono.

Vi lascio per una settimana di vacanza, sempre ricordando a voi e a me stessa la buona abitudine di non prendere mai nulla per oro colato e di ragionare con la propria zucca.. ;)

Grazie di nuovo ai miei commentatori, che mi stimolano ogni volta a 'non accontentarmi' e a proseguire la ricerca.. sempre.

Buon agosto a tutti :)
Gaia


NWO e New Age - Infiltrazioni nel Truth Movement (sub. ITA)

Un documentario di Keith Thompson
Traduzione e sottotitoli a cura di Moksha75ar



Video 1 di 9: per proseguire clicca sul link rosso alla fine di ogni video.

Fonte: http://novoordo.blogspot.com/2010/08/nwo-teosofia-e-new-age-alcune.html

venerdì 24 settembre 2010


Una buona e corretta masticazione come strumento di prevenzione dell'obesità

Ho partecipato ad una conferenza in questi giorni, che ha come tema la prevenzione dell'obesità, alcuni medici hanno sottolineato i vantaggi di una buona e corretta masticazione. In sintesi più si mastica, più si mangia lentamente, maggiore è il senso di sazietà, dato che lo stomaco percepisce in ritardo il senso di sazietà, stimato in 10-20 minuti.

Ad affermarlo è il Dr. Arnaud Cocaul, nutrizionista presso l'ospedale di Parigi Pitié -Salpêtrière, che ha scritto su questo argomento un libro edito da Thierry Souccar Edizioni. La masticazione è essenziale per stimolare la salivazione, migliorare la digestione e fornire un buon grado di sazietà. "Il più si mastica e meno si mangia", ha affermato il Dott. Laurent Chevallier, uno specialista in nutrizione.

Personalmente penso che non è solo un problema di educazione, ma la tendenza o l'abitudine a masticare sempre meno è legata ai prodotti agroalimentari sempre più trasformati, pronti da mangiare, sempre più morbidi, che hanno fatto perdere la struttura dei cibi, come piatti pronti, hamburger, frullati "pronti da consumare", ecc. Il cibo è sempre più morbido tanto che non c'è il tempo di assaporare e di gustare e di conseguenza si mangia di più o come dice ma mia amica Cynthia, non gustiamo quello che mangiamo.

Una buona e corretta masticazione:
- aiuta a regolare meglio il senso di fame e sazietà
- favorisce una migliore digestione e aiuta a ridurre eventuali problemi legati al gonfiore intestinale.
- aiuta la corretta funzionalità di stomaco e intestino, lavorano meno e ne guadagnerebbe la circolazione sanguigna.
- un migliore flusso di sangue al cervello.
- aiuta a ridurre il rischio di recidiva del carcinoma della mammella lo afferma il professor Vincenzo Castronovo, Università di Liegi, in Belgio.

Fonte: Lemonde, Le Régime mastication (Thierry Souccar Editions)


Fonte: http://www.papillevagabonde.blogspot.com/2009/05/una-buona-e-corretta-masticazione-come.html


Indice di sazietà: una corretta ripartizione dei pasti, lo spuntino e la merenda al distributore automatico


L'approccio verso una dieta ipocalorica è fatta da tanti fallimenti iniziali, da una parte la corretta rigidità del medico dall'altra le esigenze e le conoscenze di un singolo paziente, che nella maggior parte dei casi non si rende conto delle calorie giornaliere che introduce nel suo organismo, anche da gesti a volte semplici o che sembrano senza significato scatta l'errore nutrizionale che in un momento annulla tutti sacrifici della giornata. Le delusioni all'inizio di una dieta sono normali è un percorso difficile non impossibile ma sicuramente che richiede più impegno del previsto in più ci si ritrova soli pieni di vergogna a gestire una situazione che non si comprende, cosi molti rinunciano al primo mese.

Gli errori più comuni sono una cattiva ripartizione dei nutrienti nell'arco della giornata, come saltare il pasto, saltare lo spuntino o la merenda. la sensazione di fame è vista come una vergogna, come un elemento da combattere. Invece no il momento dello spuntino del mattino a cavallo tra la prima colazione e il pranzo e la merenda tra il pranzo e la cena, deve essere vissuto in maniera più tranquilla è normale avere la sensazione di fame tra gli intervalli principali dei pasti ed è bene affrontarli in modo adeguato.

Per fare questo farò ricorso all'Indice di sazietà, un indice abbastanza controverso come l'indice glicemico, dal mio punto di vista sono degli indici che in qualche modo devono essere tenuto conto all'interno di un quadro più completo e complesso, non deve essere considerato unico indice per l'impostazione di una dieta ipocalorica, ma non sarebbe molto corretto non tenerne conto anche per quei soggetti, che faticano per motivi diversi a seguire una dieta.

Il senso di fame è un fenomeno complesso che dipende da molti parametri:

- Il fabbisogno energetico. E' davvero fame: quando la mancanza di calorie ostacola il funzionamento del corpo, lo stomaco invia dei segnali.

- Ormoni. Le secrezioni ormonali influenzano sull'appetito. Non sempre facile da controllare per una donna!

- Dormire. Diversi studi hanno dimostrato che la mancanza di sonno dà maggiore desiderio di mangiare.

- La sequanza dei pasti. Mangiare ai stessi orari aiuta a controllare il senso della fame.

- Stress. Ad alcuni fa venire fame ad altri toglie l'appetito. Le emozioni influenzano notevolmente la qualità e la quantità di cibo consumato.

- Il senso di sazietà. Dipende dalla capacità del cibo di riempire lo stomaco, ma non è solo un problema di volume, è un problema di stimolazione sensoriale (gusto, colore, odore, varietà ...).

Cosa è l'indice di sazietà? (IS)
Ad introdurre in concetto di indice di sazietà è stata la ricercatrice australiana Suzanna Holt (Holt, S.H., et al., “A satiety index of common foods”, Eur J Clin Nutr 1995 Sep; 49(9): 675-690), in sintesi possiamo dire che è un calcolo complesso tiene conto del valore energetico degli alimenti o di un prodotto, ma anche la sua composizione nutrizionale (proteine, grassi, carboidrati e fibre). In particolare il suo valore dipende dalla densità calorica, dal contenuto di fibre e da macronutrienti.

Oggi in tutti gli uffici sia pubblici che privati, troviamo le macchine distributrici di prodotti alimentari, nate prima solo per l'acqua minerale, oggi hanno una varietà incredibile di prodotti sopratutto snack dolci e salati, printi per l'uso e facili da consumare. Se sei a dieta, mangi magari non abbastanza è facile sentire i morsi della fame ed è difficile non avvicinarsi al distributore autmatico e dici tanto cosa vuoi che mi cambi se mangia uno snack..., invece cambia, vediamo come

Come in analisi vediamo nella tabella i snack che vengono calcolati a confezione del distributore automatico, hanno un indice di sazietà basso, molte calorie e molto grassi, va se per esempio che ieri la persona davanti a me ha mangiato 4 confezioni di kinder bueno, presa evidentemente dai morsi della fame, nulla di male magari ero un po' eccessivo.

Il consumo di queste calorie extra per reazione a una forte sensazione di fame rischia di invertire la perdita di peso o comunque di rallentare il programma della perdita di peso. Il mio consiglio è in primo luogo non c'è nulla di male nel fare uno spuntino o una merenda, cercando di scegliere bene l'alimento più adatto, la frutta per esempio ha un numero basso di calorie, ricca di fibre come la mela (IS 3,3) , la banana (IS 3.5), contengono pochi grassi e hanno un indice di sazietà più alto che meglio aiutano a controllare il senso di fame e quando si inizia una dieta è molto importante.


Fonte: http://www.papillevagabonde.blogspot.com/2009/11/indice-di-sazieta-il-momento-dello.html


Come inserire il contatore delle visite di “Statistiche nel blog” su Blogger

Per aggiungere un contavisite nel blog su Blogspot da mettere nella colonna laterale e mostrare così il numero di utenti che hanno visitato il blog è possibile utilizzare il gadget delle “Visualizzazioni totali” realizzato da Blogger e basato sulle rilevazioni automatiche dei visitatori e delle visite monitorate nella sezione “Statistiche” della bacheca di Blogger.

come mettere gadget contatore statistiche visite blog blogger

Dopo aver selezionato da “Design”>”Elementi pagina”>”Aggiungi un gadget”* il modulo “Statistiche del blog”,nella finestra di Configurazione del widget Contavisite possiamo selezionare lo stile da applicare al gadget contatore per visualizzare il numero dei visitatori,aggiungere il grafico con l’andamento delle visite ed il colore più adatto tra bianco o nero trasparente per essere visibile nel blog e l’opzione “animato” per gli aggiornamenti.

Può essere sostituito anche il titolo del widget “Visualizzazioni totali” e mettere quello preferito dall’autore del blog su Blogspot per segnalare agli utenti il numero delle visite già ricevute dai lettori del blog.
A questo punto è sufficiente cliccare su “Salva” per aggiungere automaticamente il contatore di visite al blog di Blogger.

come mettere widget statistiche visite blog blogger

* Il gadget “Statistiche del blog” è disponibile in anteprima per gli utenti di Blogger accedendo al blog da Blogger in Draft.



Fonte: http://provediblogger.blogspot.com/2010/09/come-inserire-il-contatore-delle-visite.html


La mortalità ospedaliera non è un buon indicatore della qualità delle cure

Lilford R, Pronovost P. Using hospital mortality rates to judge hospital performance: a bad idea that just won't go away. BMJ 2010;340:c2016, doi: 10.1136/bmj.c2016.
Black N. Assessing the quality of hospitals. BMJ 2010;340:c2066, doi: 10.1136/bmj.c2066.
Per valutare la qualità delle cure prestate durante il ricovero si usa in genere il tasso di mortalità standardizzato (standardised mortality ratio, SMR), corretto cioè per alcune caratteristiche che possono interferire sull'affidabilità dei numeri, dall'età del paziente alla gravità della malattia, in modo da rendere confrontabili le diverse strutture ospedaliere. Tuttavia un articolo e un editoriale pubblicati sul British Medical Journal di aprile mettono in discussione la validità di questo indice. Al di là del fatto che si tratta di una misura molto comoda (facile da determinare e poco costosa, a differenza di altri parametri che devono essere indagati con elaborazioni statistiche complesse o con questionari), l'impiego del tasso di mortalità standardizzato ha molti limiti. E' infatti un numero generico che racchiude al suo interno una quota, relativamente piccola pari al 5%, di morti evitabili con interventi medici, e una quota nettamente prevalente di decessi comunque inevitabili. Solo la prima si può utilizzare come indicatore di qualità delle cure, ma (per usare l'immagine degli autori dell'articolo) il rapporto segnale:rumore di 1:20, è decisamente sfavorevole.
Il gran numero di decessi non evitabili negli ospedali è il risultato, commenta l'editoriale, di politiche sanitarie discutibili, che non hanno saputo provvedere a strutture alternative in cui "andare a morire", come gli hospice e i servizi di cure palliative sul territorio. Si stima che circa il 50% della popolazione britannica sia destinata a concludere la propria esistenza durante un ricovero in un nosocomio. Ma anche questo 50% non si distribuisce omogeneamente nella geografia degli ospedali del Regno Unito in quanto è influenzato dalle caratteristiche culturali, religiose e socio-economiche dell'utenza afferente a ciascuna struttura. E questa disomogeneità, difficilmente misurabile, confonde ulteriormente e accresce l'inaffidabilità del tasso di mortalità.
Viene da chiedersi perché non isolare dall'insieme quel 5% di morti evitabili e vederne come e perché si distribuiscono tra i vari ospedali; perché insomma non filtrare il segnale rispetto al rumore per ricavarne informazioni sulla qualità delle cure. Anche questo non sembrerebbe possibile in quanto nel sistema sanitario non c'è sufficiente uniformità nella registrazione della cause di morte e delle comorbilità e il confronto delle statistiche può introdurre errori sistematici anche importanti.
Continuare a utilizzare i tassi di mortalità, oltre che poco corretto metodologicamente, fa danni. Le immeritate accuse di malasanità demotivano gli operatori. Nel peggiore dei casi rappresentano anche una tentazione a sovrastimare il rischio del singolo paziente (upgrading risk assessment) oppure all'accanimento terapeutico, con cure troppo aggressive e costose.
Dopo aver demolito i tassi di mortalità, gli autori propongono parametri alternativi, più approfonditi e accurati.
Nel Regno Unito il Ministero della Salute ha recentemente introdotto la valutazione di esiti differenti, come i tassi di morbilità e disabilità. In realtà sono pochi gli esiti che davvero riflettono la qualità delle cure, uno di questi  è il tasso di infezioni acquisite in ospedale. Gli autori suggeriscono di adottare parametri di processo che, oltre a essere meno stigmatizzanti, hanno il vantaggio di andare al cuore del problema, intervenendo direttamente a correggere ciò che non funziona.
Un'altra opzione è quella di circoscrivere le analisi di qualità non a intere strutture ospedaliere, ma a singole aree specialistiche per derivarne confronti di settore. Anche perché è noto che la variabilità della qualità delle cure è spesso più ampia all'interno di un ospedale che tra ospedali; non servono i numeri per sapere che strutture di eccellenza coesistono con reparti dove ci si augura di non capitare.
Maria Rosa Valetto


Fonte:http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1476


Ahmadinejad - Larry King 4-0

E' appena andata in onda sulla CNN l'intervista di Mahmoud Ahmadinejad realizzata da Larry King, in occasione della visita annuale alle Nazioni Unite del presidente iraniano. Contrariamente a quanto avvenuto l'anno scorso, quando King aveva intervistato Ahmadinejad cercando di restare super partes, in questa occasione il conduttore della CNN ha scelto di indossare chiaramente i panni dell'americano, attaccando il presidente iraniano in modo diretto e univoco, su tutte le questioni più importanti attualmente in discusione. In questo modo ha permesso ad Ahmadinejd di ribattere colpo su colpo, finendo per non concedere a King nemmeno un punto in tutta la partita.

Quando King ha chiesto di trattare in modo compassionevole i "turisti" americani che erano sconfinati per sbaglio in Iran un anno fa, Ahmadinejad ha risposto che la sicurezza nazionale viene prima di ogni altra cosa, e che gli Stati Uniti non si sarebbero certo comportati in modo diverso dal loro, in un caso simile.

Quando King ha chiesto notizie su un agente dell'FBI scomparso tre anni fa in Iran, Ahmadinejad ha risposto con tagliente ironia che "dovrebbe essere l'FBI a fare più attenzione a dove vanno a finire i suoi uomini."


Quando King ha detto che "il mondo è preoccupato per la possibilitò che l'Iran venga in possesso di armi atomiche", Ahmadinejad gli ha chiesto "che cosa intende esattamente, per 'il mondo'?" E poi ha aggiunto, con il solito sorriso sornione: "A me risulta che il mondo sia molto grande, e che ci siano moltissimi paesi che non solo non si preoccupano affatto di questa eventualità, ma che vedono addirittura con favore lo sviluppo pacifico dell'energia atomica in Iran".

Costretto a ridurre la sua definizione di "mondo" a Stati Uniti ed Israele, King si è sentito rispondere "E perchè mai noi dovremmo farci carico di tranquillizzare questo signor Netaniahu? Chi è costui, per meritare così tanta attenzione da parte nostra?" E poi ha aggiunto: "Anzi, a quel che ne so io Netaniahu è un criminale professionista, che ha uccisio decine di migliaia di civili innocenti, e che andrebbe processato davanti ad un tribunale internazionale. Invece voi siete qui a chiederci di farlo dormire tranquillo di notte".

E quando King ha provato ad insistere sulla faccenda del rischio atomico, si è sentito rispondere che "la bomba atomica è l'arma più orribile di questo mondo. Non solo l'Iran non ce l'ha e non intende costruirla, ma bisognerebbe piuttosto disarmare al più presto chi la possiede, ovvero gli Stati Uniti e Israele. Sono loro a mettere per primi a repentaglio la sicurezza mondiale, mentre accusano gli altri di farlo."

King a quel punto si è salvato in angolo, chiamando la pubblicità.

Nel segmento successivo King ha deciso di attaccare Ahmadinejad sul fronte dei diritti umani, accusandolo di non permettere le libere proteste in Iran. Per tutta risposta Ahmadinejad gli ha ricordato che poco tempo fa, a Pittsburgh, la polizia ha selvaggiamente caricato i dimostranti che protestavano contro il G8. "E lei mi vorrebbe dire – ha chiesto Ahmadinejad alla fine - che in America invece c'è la libertà di protestare?"

"Ma noi non li mettiamo in prigione!" ha provato a replicare King. "Ah no? – lo ha deriso Ahmadinejad – mi vuole forse dire che gli oltre 2 milioni e mezzo di cittadini attualmente in prigione in America sono tutti assassini, criminali o spacciatori di droga?"

A quel punto King ha pensato bene di ripiegare su quello che riteneva il suo asso nella manica, ovvero la famosa donna iraniana condannata alla lapidazione, ma anche in questo caso gli è andata male. Ahmadinejad gli ha risposto serafico che "prima di tutto la condana definitiva non è ancora stata emessa. In secondo luogo, quella della lapidazione è una storia falsa, inventata di sana pianta da un giornalista tedesco, e ripresa subito da tutti i media occidentali."

Che fosse vero o no, King non ha saputo replicare, e anche in questo caso ha invocato la pubblicità.

Il terzo round è stato dedicato da Larry King ai rapporti con gli USA e alle sanzioni internazionali. Alla frase di King "Hillary Clinton ha detto che l'Iran sta soffrendo pesantemente per le sanzioni internazionali", Ahmadinejad non ha saputo trattenere una mezza risata, e ha risposto che loro sono talmente abituati alle sanzioni, che incombono sull'Iran da circa 30 anni, che ormai non ci fanno più caso. "Anzi – ha aggiunto Ahmadinejad – tutte queste sanzioni hanno finito per stimolare la nostra fantasia, portandoci a trovare soluzioni sempre più nuove e produttive per la nostra economia. Piuttosto – ha aggiunto, diventando improvvisamente serio – mi spiega perchè gli Stati Uniti si permettono di applicare all'Iran sanzioni molto più gravi di quelle autorizzate ufficialmente dalle Nazioni Unite? Tutto questo non è illegale forse?"

Pubblicità.

L'ultimo round non poteva che essere dedicato ad Israele, e King è partito all'attacco, dicendo ad Ahmadinejad che "Fidel Castro di recente l'ha criticata per non saper riconoscer il giusto ruolo dell'antisemitismo nel mondo".

"Guardi – ha replicato Ahmadinejad serafico – proprio ieri ho ricevuto un messaggio da Fidel Castro, il quale mi diceva che di non aver mai pronunciato quella frase. Le sue dichiarazioni sono state completamente distorte, come al solito, dalla stampa occidentale". Mentre King barcollava, Ahmadinejad ne ha approfittato per contrattaccare: "Piuttosto, mi dica lei, perchè gli Stati Uniti continuano a proteggere e ad aiutare in modo così plateale lo stato di Israele?"

Fingendo ovvietà, King ha risposto: "Perchè sei, sette milioni di loro sono stati uccisi durante l'olocausto, noi siamo un paese umanitario, e li vogliamo aiutare".

"Ah sì? – ha replicato Ahmadinejad con sarcasmo – davvero quello è il motivo? Allora lei vuole dire che, poichè è appena stato ucciso un milione di iracheni, i sopravvissuti hanno diritto di venire ad esempio in America, e costruire qui la loro nazione?"

King non sapeva più dove aggrapparsi, ma Ahmadinejad non gli ha dato tregua, aggiungendo: "Durante la guerra, se è solo per quello, sono morti 80 milioni di persone. Questo vuol dire che dobbiamo dare una terra a tutti i sopravvissuti di tutte quelle nazioni?"

Insomma, non c'è stato modo per l'esperto giornalista di portare a casa un solo punto per la sua "nazione". Anzi, talmente esperto è Larry King, e talmente brutta è stata la figura che ha fatto con Ahmadinejad, che viene quasi il dubbio che l'anziano "Mr. Bretella" abbia deciso di immolarsi volontariamente, pur di permettere ad Ahmadinejad di dire cose che nessun altro al mondo ha il coraggio di dire. Lui compreso, probabilmente.

Massimo Mazzucco

Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3615


Come creare una Newsletter per inviare i post ai lettori per email su Blogger o Wordpress

Per inserire nel blog su Blogspot o Wordpress un form che permetta ai lettori di inserire l’indirizzo mail e sottoscrivere così l’abbonamento alla newsletter con gli aggiornamenti relativi ai nuovi post pubblicati è possibile utilizzare il widget disponibile per chi ha scelto di utilizzare il feed di FeedBurner.

Per creare la newsletter automatica gestita da FeedBurner è disponibile infatti nel menu “Publicize” l’opzione “Email Subscriptions” che consente ai lettori di ricevere i nuovi post pubblicati ed aggiornati in modo automatico nel feed del blog direttamente nel proprio indirizzo di posta elettronica.

come mettere iscrizione newsletter blog blogger


Dopo aver cliccato sul link per attivare la possibilità di sottoscrivere la news letter per email possiamo prelevare il widget con il form nel quale il visitatore del blog su Blogger,TypePad o Wordpress potrà mettere il proprio indirizzo email per ricevere comodamente nella propria posta elettronica i nuovi post del blog nel momento in cui vengono pubblicati.

come creare form newsletter blogger


E’ prevista la possibilità di inserire il widget in modo diretto nel blog di Blogger e TypePad cliccando su “Go!” per autorizzare l’inserimento automatico del gadget Newsletter nella colonna laterale del layout.
Per altre piattaforme di blog o per chi volesse posizionare il gadget su Blogspot nella posizione preferita è possibile utilizzare il copia-incolla per prelevare il codice HTML da inserire in un gadget HTML/Javascript del blog su Blogger e mettere così a disposizione dei lettori una Newsletter per sapere immediatamente quando vengono inseriti nuovi post e leggere il loro contenuto interamente nella mail oppure collegandosi al blog in base alle impostazioni di lunghezza del feed.

come inviare newsletter post blog blogger




Fonte: http://provediblogger.blogspot.com/2010/08/come-creare-una-newsletter-per-inviare.html


Processo breve con autovelox

- di Bruno Tinti -

Una mia cara amica che fa il giudice civile mi ha chiesto: "Cosa sai di autovelox?". Io che ho un’automobile da tamarro (come dice Marco Travaglio) le ho risposto: "Tutto, ma che te ne frega?". E così ho scoperto che questa poveretta, consigliere di Cassazione (con stipendio adeguato), esperta di diritto societario, di concorrenza sleale e diritto fallimentare; titolare di numerosi processi in materia possessoria (sono cause rognose se mai ce ne sono state) passa un sacco di tempo a trattare gli appelli alle sentenze del giudice di pace in materia di contravvenzioni stradali.

Pensate un po': una multa per sosta vietata, per eccesso di velocità, per aver passato il semaforo con il giallo-rosso invece che con il verde-giallo finisce sul tavolo di questa mia amica; che, tra un processo per responsabilità di consiglieri di amministrazione che hanno deliberato una fusione societaria in presunto conflitto di interessi; e un altro per asserito possesso di beni immobili già appartenuti a ente pubblico; deve stabilire se 30 o 40 euro di multa debbono essere pagate oppure no.

Questo triste destino tocca a tutti i giudici civili italiani: centinaia di migliaia di processi (in grado di appello) sulle sentenze dei giudici di pace in materia di infrazioni stradali. E intanto i processi veri si ammucchiano e le parti si chiedono: "Ma che cazzo fa questo giudice?". A questo punto mi sono ricordato del tempo in cui, da pm, chiedevo decreti penali al gip: guida senza patente, omesso versamento contributi Inps, omessa esposizione della tabella dei giochi leciti e altre decine di minchiate del genere. Tutta roba che aveva il seguente percorso: richiesta al gip di decreto penale per qualche centinaia di euro, decreto emesso dal gip, due o tre tentativi di notifiche andate a male (perché l’imputato si trasferiva e non si sapeva dove andarlo a cercare), quando lo si trovava faceva opposizione, quindi processo in tribunale, poi appello e cassazione. Era una gara con la prescrizione; e vinceva sempre lei. Nel frattempo sulla mia scrivania si ammucchiavano i falsi in bilancio, le frodi fiscali, le corruzioni e le bancarotte.

Poi è arrivato Alfano e ha detto che non era tollerabile che il processo italiano durasse in media 7 anni e mezzo e quindi ci andava il "processo breve": dopo 6 anni tutti innocenti. Può anche essere una buona idea: la giustizia deve essere rapida, se no che giustizia è? Quindi facciamo qualche riforma semplice, non costosa e poi via al "processo breve". In Parlamento ci sono un sacco di magistrati e avvocati che possono spiegare ad Alfano le cose che si debbono fare; qualcuno che può dire ad Alfano che prima di varare il "processo breve" dovrebbe eliminare le sciocchezze che ho raccontato dovrebbe esserci.

Qualcuno che può fargli un elenco dei ridicoli reati di cui si può fare a meno (sono centinaia) e spiegargli che prevedere tre gradi di giudizio più il ricorso al prefetto per le contravvenzioni stradali è una cosa folle dovrebbe esserci. Qualcuno che… Ma a questo punto mi sono messo a pensare: e che farebbero i 170.000 avvocati italiani (in Francia ce ne sono 50.000), privati da un giorno all’altro del loro pane quotidiano? Allora niente "processo breve". Sì ma, e di B. che ne facciamo? Ecco, avete capito cos’è davvero il conflitto di interessi?

da Il Fatto Quotidiano del 27 novembre 2009


http://togherotte.ilcannocchiale.it/
FONTE

Fonte: http://informarexresistere.blogspot.com/2009/12/processo-breve-con-autovelox.html

giovedì 23 settembre 2010


Come inserire il gadget con i post più letti dai visitatori in un blog su Blogger

Per aggiungere in un blog di Blogspot un gadget per mostrare i post preferiti dagli utenti e che risultano i più letti in base alle Statistiche di Blogger è possibile utilizzare da “Design”>”Elementi pagina”>”Aggiungi un gadget” il gadget “Post più popolari*.

come inserire gadget post più letti visitatori blog blogger
Il gadget “Post più popolari” permette di visualizzare nella colonna laterale del blog su Blogger un elenco dei post più visti dagli utenti,in modo da segnalare i post preferiti e più apprezzati dai lettori ai nuovi visitatori del blog.
Nella finestra di configurazione sono disponibili le opzioni di configurazione del gadget con i post più letti ed è possibile modificare il titolo del modulo e scegliere se visualizzare la classifica con i post preferiti relativa ai giorni dell’ultima settimana o del mese precedente oppure l’elenco con i post più popolari di sempre in base alle Statistiche presenti in Blogger.

come mettere gadget post più visitati popolari blogger
Prima di inserire,cliccando su “Salva”,il gadget dei post più visitati nel blog possiamo anche selezionare l’opzione per mostrare oltre al titolo del post con il link,anche una miniatura dell’immagine eventualmente disponibile ed anche uno snippet con un’anteprima del testo dei post preferiti dagli utenti che leggono il blog.
*Il gadget “Post più popolari” è disponibile insieme al gadget “Statistiche del blog” in anteprima per gli utenti di Blogger accedendo al blog da Blogger in Draft.

Fonte: http://provediblogger.blogspot.com/2010/09/come-inserire-gadget-post-piu-letti-dai.html


Lasagne con carciofi, crema di formaggi e Praga

Lasagne con carciofi, crema di formaggi e Praga

Sabato è stato il compleanno di mia mamma, domani è quello di mio papà: avete presente quando non sapete assolutamente cosa regalare a delle persone perchè queste non manifestano nessun desiderio, manco uno che sia uno (tipo che io, invece, avrei una lista infinita di brame, ma questa è un'altra storia...)? Ecco, io detesto ancor più fare regali inutili che non farli proprio, o meglio, diciamo, farli a modo mio... Quindi ho preparato loro un bel pranzetto, sabato; e oggi mia madre festeggerà il compleanno con le colleghe, a suon di gnocco ingrassato e torta di pane omaggiati dalla sua figliola. Mi sono riscattata, almeno un filino o permango figlia degenere, che dite?! ;)


Ecco le lasagne del pranzo di sabato, che hanno segnato -
lo confesso, padre, mi perdoni! - il mio primo approccio con la pulizia dei carciofi, che tra parentesi adoro. D'altronde siamo proprio entrati in periodo, quindi meglio imparare (con qualche imprecazione, che non vogliamo perdere mica l'abitudine eh ;)) adesso che poi lasciarseli sfuggire per mesi interi, proprio ora che ho una lista infinita di spunti e ricette gustose che li prevedono.

Spero che piacciano a voi come sono piaciute a noi: una fusione di ingredienti davvero fantastica! Trovo, infatti, che il sapore ferroso dei carciofi si accompagni benissimo con l'affumicato di prosciutto e provola, il tutto stemperato ed aggraziato dalla delicatezza della ricotta. Le dosi sono, come sempre quando si parla di preparazioni di questo tipo, approssimative.

LASAGNE CON CARCIOFI, CREMA DI FORMAGGI E PRAGA


ricetta tratta da Sale & Pepe - marzo 2009


Ingredienti per 4 persone:

200 gr di lasagne fresche all'uovo (per me 10 sfoglie di Sfogliavelo Rana*)

6 carciofi
120 gr di prosciutto di Praga (per me 140)
150 gr di provola affumicata

200 gr di ricotta (per me 250)

noce moscata
40 gr di burro (per me q.b.)

olio extravergine d'oliva
un limone

parmigiano grattugiato q.b. per spolverizzare la superficie

sale e pepe

Utilizzando dei guanti in modo da non annerirvi le mani, pulite i carciofi, privandoli di parte dei gambi (tagliateli cioè a 3-4 cm dalla base), delle foglie esterne più dure e delle punte (circa a metà del carciofo); torniteli, divideteli a metà e con uno scavino eliminate il fieno. Affettateli e immergeteli man mano in acqua fredda acidulata con il succo del limone per non farli annerire. Scolateli e cuoceteli a vapore per circa 10 minuti, devono risultare teneri. Tritate grossolanamente il prosciutto e la provola e mescolateli in una ciotola con la ricotta e una grattatina di noce moscata.


Scottate le lasagne in acqua bollente salata a cui avrete aggiunto 2 cucchiai di olio, poi scolatele e stendetele su un canovaccio pulito. Disponetene uno strato in una pirofila imburrata, distribuitevi sopra uno strato di crema di formaggi e prosciutto e uno di carciofi, salate, pepate e continuate così fino ad esauririmento degli ingredienti.


Completate con il burro rimasto ridotto a fiocchetti e una generosa spolverizzata di parmigiano grattugiato al momento. Infornate le lasagne a 180° per 15 minuti, poi alzate la temperatura a 250° e lasciate gratinare per circa 10 minuti. Tagliate le lasagne a tranci e servitele.


Nota: per questa ricetta è preferibile usare carciofi toscani, tipo il Violetto o il Morellino empolese: dolci e teneri, sono ottimi con i formaggi.

* Se siete più bravi di me, che venerdì sera non avevo voglia di tirare fuori l'Imperia, fatevela voi, anche se devo ammettere che non è affatto malvagia, a differenza della pasta ripiena e degli gnocchi che trovo immondi.


Fonte: http://muffinscookiesealtripasticci.blogspot.com/2010/02/lasagne-con-carciofi-crema-di-formaggi.html


Come modificare la larghezza delle colonne in un blog di Blogger dal Designer di Modelli

Per modificare in un blog la larghezza predefinita stabilita per la colonna principale che contiene i post e per le colonne laterali dei gadget è possibile utilizzare,per i template realizzati con il Designer di modelli di Blogger,direttamente dal menu “Layout” presente nel Designer l’opzione “Modifica larghezza” dopo aver impostato il layout con una o due sidebar a destra ed a sinistra del post.

come modificare larghezza colonna laterale blog blogger

E’ possibile utilizzare il cursore per impostare la larghezza in pixel dell’intero blog e per stabilire la misura delle colonne laterali;la dimensione della colonna del post sarà uguale alla differenza tra la misura complessiva della larghezza del template e lo spazio occupato dalle colonne laterali.

In basso,nella stessa finestra di configurazione,possiamo visualizzare le modifiche apportate nella utile anteprima del template e successivamente cliccare su “Applica” per effettuare la modifica relativa alla larghezza del modello di Blogspot;è comunque disponibile un link per ripristinare in seguito le misure predefinite del template.

come cambiare dimensioni colonna post sidebar blog blogger

La larghezza massima del blog su Blogger,modificabile direttamente dal Designer di Modelli,è fissata in 1000 px ed è possibile sia per l’intero blog che per le sidebar destra e sinistra indicare direttamente la larghezza in pixel nell’apposito spazio.



Fonte: http://provediblogger.blogspot.com/2010/08/come-modificare-la-larghezza-delle.html


Come aggiungere nel blog con LinkWithin il widget “Ti potrebbero anche interessare”

Inserire nel blog il gadget dei post correlati è un sistema per mostrare al lettore del post link o thumbnails dei related post che mostrano argomenti simili e collegati ed ai quali potrebbe essere anche interessato;in questo modo è possibile favorire la permanenza del visitatore nel blog,incrementare il traffico e le visite e quindi far conoscere meglio il lavoro del blogger.LinkWithin è un servizio gratuito e senza bisogno di registrazione che consente di inserire nel sito in pochi minuti il gadget dei post collegati ed è disponibile direttamente per i blogger indicando solamente la mail e l’URL del blog,si potrà scegliere quante miniature,tre,quattro o cinque,visualizzare sotto ad ogni post e comunicare se lo sfondo utilizzato nel blog è di colore nero per adeguare in questo caso il nuovo elemento al template.

come inserire gadget linkwithin post correlati blogger
Sono indicate specifiche istruzioni da seguire per i blog su Blogspot, WordPress e TypePad per inserire e posizionare il widget nel modo migliore nel layout,per le altre piattaforme e per esigenze diverse o personalizzare ulteriormente il gadget è anche indicato il codice HTML da mettere ed eventualmente modificare nel template.
Per informazioni, approfondimenti e per prelevare il widget dei post collegati è possibile collegarsi direttamente alla home page di LinkWithin



Fonte: http://provediblogger.blogspot.com/2010/01/come-aggiungere-nel-blog-con-linkwithin.html

mercoledì 22 settembre 2010


Crostini salsiccia e stracchino


Dopo un weekend trascorso interamente fuori di casa, sono rientrata quest'oggi che la linea Adsl aveva (stranamente!!) subito un guasto. Ora che me l'han sistemata, ho dovuto prima studiare il programma odierno e dovendo tra non molto andare in palestra mi sono ritrovata che non sono riuscita a sistemare decentemente le foto, nè tantomeno a scrivere un post su di una ricetta un po' più particolare ed elaborata. Quindi per oggi il convento passa una ricetta facile facile, quasi scontata, decisamente conosciuta, estremamente veloce ma... semplicemente DE-LI-ZIO-SA!

Sfido ormai chiunque a non aver mai provato questi crostini, anche se devo dire che per me era la prima volta. La prima di una lunga serie, dovrei dire, dato che me ne sono follemente innamorata e non credo li abbandonerò tanto a cuor leggero. Siccome ho letto da qualche parte che si tratta di una ricetta toscana, ho pensato di aggiungervi dei semi di finocchio, un po' a voler ricreare quel delizioso salume, che io tanto adoro, che è la Finocchiona. L'abbinamento si è rivelato riuscitissimo ed è piaciuto da matti, quindi se vi va di provare a variare un po'...



CROSTINI SALSICCIA E STRACCHINO


Ingredienti per 4-6 persone:

una baguette

2 salsicce fresche

150-180 gr di stracchino

sale e pepe q.b.


A piacere:
semi di finocchio


Tagliare la baguette a fette di circa due dita di spessore. Spellare la salsiccia, riporla all’interno di una ciotola e schiacciarla con una forchetta fino ad ottenere una crema. Aggiungervi lo stracchino, amalgamandolo con cura alla salsiccia con l'ausilio di un cucchiaio. Regolare di sale e pepe e, a piacere, unire i semi di finocchio al composto.
Spalmare con un coltello abbondante composto sulle fette di pane e disporre i crostini su una placca rivestita di carta da forno. Cuocere in forno a 200° (o sotto il grill), per una decina di minuti, fino a quando i crostini appariranno leggermente dorati in superficie, la salsiccia sarà gratinata e il pane croccante. Servirli caldissimi.


Fonte: http://muffinscookiesealtripasticci.blogspot.com/2009/03/crostini-salsiccia-e-stracchino.html


Allergia alle Fragole?


Domanda di Carla: Credo di essere allergica alle Fragole, una mia amica mi ha detto che se le lavo con l'aceto non mi fanno allergia, è vero?

Risposta: Procediamo con una cosa per volta, il "credo" non è sufficiente, è importante che un allergia sia diagnosticata da un medico meglio se da un allergologo, altrimenti è molto facile sbagliarsi l'auto diagnosi è sempre molto rischiosa e spesso errata, ci sono persone che conoscono bene il loro corpo e sanno intepretarsi bene i sintomi, mentre altre rischiano di confondersi, per questo è bene andare da un allergologo ed eseguire un prick test, molte persone pensano di essere allergiche al latte e lo escudono dalla propria dieta, con un danno serio per la salute, invece hanno solo un' intolleranza che è molto più facile da gestire, come anche per esempio l'allergia alla fragola è un fatto piuttosto raro.

Spesso quando si parla di allergia alla Fragola, è un modo improprio in molti casi si tratta di una "pseudo allergia" alimentare. Il frutto della fragola è classificato come frutto istamino liberatore, cioè libera la sua istamina nel nostro sistema immunitario, che provoca una reazione che favorisce un infiammazione che spesso di manifesta come un orticaria o rush cutaneo. Altri alimenti istamino liberarori sono : il cioccolato, l'albume d'uovo, pomodori, crostacei, l'elenco degli ingredienti istamino liberatori li ho scritti qui.

In passato si è sempre utilizzato aceto o vino bianco per pulire bene le fragole, per disinfettarle perché sono molto vicino al terreno, ma da un po' di anni il terreno viene coperto e quindi non sono più direttamente a contatto con la terra, lavarle con aceto e vino c' è anche una motivazione legata all'aroma in quanto l'aggiunta di vino o aceto nel lavaggio delle fragole evita a disperdere il profumo, questo precedimento è più indicato nelle fragoline di bosco che nelle fragole di coltivazione. Purtroppo non esiste alcuna prova in medicina che dimostri che l'aceto possa impedire una reazione allergica.

Nel casi di pseudo allergia o intolleranza e non allergia mi raccomando è possibile inizialmente provare a vedere la reazione del corpo assaggiando del coulis di fragola, cioe della fragola fruttata con un po di zucchero e limone e filtrato senza quello che in gergo si chiamano semini ma che sono i veri frutti. Poi poco a poco mangiarne un po' ogni giorno un po di più, fino a raggiungere una insensibilizzazione alla fragola.

PS: La mia Dr allergologa è tornata dal viaggio di nozze e stiamo preparando i post sulle allergie, a breve quindi quello molto richiesto sulla complessa allergia al nichel, ma anche a tutte le altre vostre domande che potete inserirmi nei commenti o inviarmele per email.

Alimenti che liberano istamina:
- Ovomucoide (albume d’uovo)
- Fragole
- Banana
- Buccia della pesca e dell’uva
- Cioccolato
- Pomodoro
- Pesce (sgombro, tonno, sardine) e crostacei
- Frutti di mare
- Salumi piccanti
- Formaggi Grassi esempio gorgonzola


Fonte: http://www.papillevagabonde.blogspot.com/2010/06/allergia-alla-fragola.html


Investire in agricoltura, nuove e vecchie colture per il futuro (rosmarino, jatropha, spirulina, lino...)

Questo è un elenco di piante su cui si sono concentrati diversi progetti d' investimento nell’ultimo anno tale che il loro prezzo e gli ingredienti che si ricavano dalla loro lavorazione hanno fatto registrare un incremento di prezzo considerevole. Non è una ricerca sulla "veridicità" delle affermazioni delle proprietà officinali e nutrizionali ma solo le motivazioni che hanno condotto a investimenti cosi importanti, su alcuni nutro delle riserve . Si sostiene che l’agricoltura deve essere orientato al mercato, dipende perché non tutti i terreni sono vocati ad quel tipo di coltura. Dello zafferano e del suo prezzo abbiamo a gia parlato qui vediamo le altre.

Il rosmarino
Siamo portati a pensare che il rosmarino sia solo una pianta aromatica da adoperare in cucina magari per un arrosto, invece viene utilizzato dall’'industria alimentare (in qualità di estratto) come aroma, come antiossidante, come conservate in quanto riesce a conservare il sapore e l’aspetto della carne tutto questo fa del rosmarino un ottima alternativa a prodotti non naturali. In futuro ci sono diversi progetti che vedono il rosmarino come ingrediente per l’industria cosmetica. L'azienda più nota per i prodotti al rosmarino per l'industria è la Naturex. L’aumento dell'interesse verso il rosmarino non è estranea la nuova norma sugli aromi dell’Unione Europea, pubblicata alla fine del 2008 che sarà operativa nel 2010 di cui parleremo prossimamente.

Jatropha
La Jatropha è una pianta tropicale della famiglia delle euforbie. I suoi semi hanno un contenuto di olio del 35%, è stato calcolato che otto chilogrammi di jantropha possono produrre più di 2 litri di biodiesel. La pianta ha una durata di 50 anni circa, di piccole dimensioni, facile da raccogliere si adatta bene ai climi dell’Africa e SudAmerica. A differenza di altri genere di piante da cui ricavare biocarburante, la Jatropha non compete con le colture alimentari come i cereali. India ha un programma di ricerca nazionale che prevede di diluire il suo 10% di combustibile diesel con Jatropha entro quindici anni. Le aziende interessante sono la Daimler (azienda leader mondiale automobilistico) e la D1 Oils che nei prossimi anni metteranno a dimora migliaia di ettari. Un progetto c’è anche in Brasile e l'esperienza delle suore in Tanzania.

Tè verde
Continua il successo del tè verde, supportato da una comunicazione piuttosto forte sulle presunte proprietà dimagranti,molta enfasi viene posto sul contenuto di polifenoli e flavonoidi, che pare abbiano un effetto positivo sulle malattie cardiache (un concetto che andrebbe spiegato meglio, su come il tè verde può agire). Il tè verde è il principale settore di crescita del mercato tè. Lo troviamo anche nei prodotti di cosmetica, profumi, ad alimenti (biscotti, yogurt,wafer) Coca Cola ha lanciato Enviga, un drink "brucia calorie" (!), con estratti di tè verde in collaborazione con Nestlè, trashfood ne ha parlato correttamente.

La canapa
Usato per secoli è stata bandito nel 1937 in molti paesi. Dal 1995 la coltivazione della canapa è nuovamente ammessi ma con contenuto trascurabile di THC, che ne costituisce il principio attivo farmacologico e psicotropo.Oltre all’industria farmaceutica e tessile, la canapa è utilizzata come materiale per l'isolamento (in sostituzione della lana di vetro), per l'industria automobilistica e nell’edilizia Dalla canapa si ricava anche dell’olio che è anche ricco di omega 3 . Si coltiva molto facilmente non richiede alcun prodotto fitosanitario Secondo uno studio Ademe, la produzione di canapa potrebbe raddoppiare entro il 2011 grazie a diversi progetti di economia sostenibile.

Spirulina
La Spirulina è un micro-alghe in una forma a spirale , che offre originali proprietà nutritive, contiene 60% di proteine, amminoacidi, acidi grassi essenziali e vitamine. La sua notorietà è dovuta ad Alain Ducasse che ha creato dei gnocchi di spirulina per gli astronauti da l'Agenzia spaziale europea. Ad essere interessate alla Spirulina ci sono molte organizzazioni umanitarie perché potrebbe essere una risposta alla malnutrizione in Africa, la Codegaz, che ha investito una cifra considerale per coltivare spirulina in Madagascar. La pianta non poteva lasciare indifferenti i produttori di integratori alimentari. Si stimano nella solo europa 89 tonnellate all’anno anche se la maggior parte proviene dalla Cina, viene venduta in Europa a 100 euro al chilo Nonostante i costi di produzione 20 volte superiore, rispetto alla Cina, risulta essere conveniente il principale produttore europeo è Algosud.

Ginseng
Ginseng è semplicemente una delle maggiori piante medicinali usate in tutto il mondo. Nei paesi occidentali, la radice di ginseng è usato come stimolante intellettuale e fisico, lo possiamo trovare in tè, dolci, bevande ma anche in compresse, capsule, da alcuni viene considerato un afrodisiaco. Negli ultimi otto anni, la domanda è in forte crescita. La Cina, il più grande produttore mondiale. Un chilo di ginseng si vende a 2.500 euro. I prezzi potrebbero ancora aumentare, perché l'industria farmaceutica, presta molta attenzione alle proprietà del Ginseng, hanno avviato diverse ricerche che dimostrerebbe che il ginseng abbia degli effetti positivi nella terapia di malattie cardiache e nei casi di stress.

Lino
Si sta assistendo ad una spettacolare rinascita del lino le superfici coltivate in Europa (Francia, Belgio, Germania) sono aumentate da 9.000 a 30.000 ettari, la crescita è dovuta all'aumento della richiesta dei semi di lino. Oltre che per l’uso l’ industria dell'inchiostro e delle vernici, c'è interesse dell'industria alimentare per la sua ricchezza di omega 3 e dell'omega 6. C’è un associazione di allevatori che integra l’alimentazione degli animali con semi di lino e sembra che uova, carne, latte mostrano un profilo nutrizionale più equilibrato . La Danone è uno dei promotori del progetto tanto che il 18% del latte Danone i Francia deriva da animali con cui la loro alimentazione è integrata con semi di lino. Il lino si coltiva facilmente richiede poco fertilizzante, la produzione di olio di semi di lino e triplicata negli ultimi anni, dati alla mano dimostrano che il prezzo dei semi di lino è salito del 50% in un anno

Aloe vera
È conosciuta da millenni per le sue proprietà lenitive e idratanti. Il pioniere di questo mercato è una società statunitense, Forever Living Products. L'azienda ha sviluppato un processo per l'estrazione di Aloe vera e lo ha brevettato . Un successo che ha ispirato molte multinazionali. Ci sono ora gel doccia, detersivi, carta igienica, ma anche prodotti alimentari derivati del latte come yogurt. Il mercato pare sia intorno a 35 miliardi di dollari.

Maca
Maca è un tubero andino, che era minacciato dall’estinzione fino a qualche anno fa, è saltato alla cronaca quando due aziende un americana e una giapponese avevano depositato un brevetto sull’utilizzo della pianta, si inserirono nella disputa i contadini peruviani che vinsero. Oggi la maggiore quota dell’estratto dalla maca è detenuta da una società francese. Le sua principale proprietà afrodisiache sono quasi una leggenda, secondo la società Phytea può alleviare i sintomi legati alla menopausa. Dalla produzione 5 tonnellate quest’anno si pensa di raddoppiare la produzione, ma la domanda è ancora inevasa.

E pensare che nel mio giardino (in foto) sono pieno di rosmarino........


Fonte: http://www.papillevagabonde.blogspot.com/2009/01/le-piante-che-possono-rendere-oro.html

INFORMARMY.com Template Blogger Green INFORMARMY.com

TOP