sabato 19 dicembre 2009


Nubi fantasma in Germania

Pubblichiamo un ampio stralcio di un articolo elaborato dai due scienziati tedeschi Grazyna Fosar e Franz Bludorf, di cui in Italia è stato tradotto ed edito un solo saggio, ossia "L’intelligenza in Rete nascosta nel D.N.A.", Diegaro di Cesena, 2007. L’excerptum concerne un caso importante nella storia delle scie chimiche, ossia l’osservazione, in due circostanze, di strane formazioni nuvolose per opera del meteorologo tedesco Jorg Asmus [ VIDEO ]. Come fu appurato in seguito, erano scie generate da aerei militari che avevano rilasciato enormi quantità di chaff (fibre di alluminio impiegate per confondere i radar), nell’ambito di un’esercitazione che sia la N.A.T.O. sia le Forze aeree tedesche negarono di aver mai compiuto, contro ogni evidenza. Sebbene gli autori, noti per aver studiato anche H.A.A.R.P. ed il suo collegamento con le alterazioni delle correnti a getto, si premurino, temendo di sbilanciarsi, di affermare che la dispersione di chaff non è attinente con le chemtrails, va precisato, invece, che si tratta di una delle tante forme di avvelenamento della biosfera, come le piogge artificiali provocate dal tossico ioduro d’argento.

In alcuni studi svolti in tempi successivi (in seguito alle segnalazioni del meteorologo Gunther Tiersch - meteo ZDF del 14/01/2009) ed eseguiti dal Professor Hans Juergen Hoffmann,
risultò quanto segue:

"Dalle analisi risulta che le componenti principali sono alluminio, silicio, magnesio, calcio e boro. Sembra un normale materiale di vetro. Con ulteriori metodi di analisi abbiamo cercato di definire gli altri contenuti metallici e siamo arrivati a 60% di alluminio e 40% di vetro. Da sottolineare l’alto contenuto di alluminio che dovrebbe essere minore. Le fibre sono rivestite di alluminio. Si tratta di E-Glas, una variante di vetro economico. Le misurazioni evidenziano che lo spessore non è come ufficialmente dichiarato, ovvero di 100 micrometri ma di 25, quindi molto inferiore. Come tutte le fibre di vetro anche queste tendono a rompersi con facilità e se non sono protette, si frantumano in piccoli pezzi. Il fatto che siano rivestiti di alluminio, riduce in un certo qual modo la loro fragilità, ma non in maniera significativa".

Ringraziamo Mr.X per la traduzione.

Almeno in un caso i manipolatori del tempo hanno commesso un errore che ha permesso agli scienziati di svelare il loro inganno. Avvenne il 19 luglio del 2005, quando il meteorologo Jörg Asmus del Servizio meteorologico tedesco, durante un bollettino sul tempo, fece un'osservazione strana. Egli rimarcò che, nella regione del Mare del Nord, il radar meteorologico mostrava una struttura ondulata che si spostava verso est, aumentando notevolmente di lunghezza, fino a dipanarsi per diverse centinaia di chilometri fino al Sauerland. Allo stesso tempo da nessuna parte delle zone coinvolte caddero precipitazioni come si sarebbe atteso con una tale copertura nuvolosa. Asmus chiese le immagini satellitari del periodo e queste portarono ad un'altra sorpresa: sulle immagini satellitari non si vedeva alcunché.

La striscia strana di "nuvola fantasma" non era visibile sull'immagine satellitare. Che cosa aveva registrato il radar meteo? Echi di radar sono causati da riflessioni di radiazioni elettromagnetiche (raggi radar) su materia solida. In questo modo, si vedono non solo gli aeromobili o altri velivoli sugli schermi radar, ma anche le nuvole che in realtà sono composte da piccole gocce d'acqua o cristalli di ghiaccio nonché nuclei di condensazione da cui il fascio radar viene ugualmente riverberato. In questo caso, però, “qualcosa” dovette aver prodotto l’eco radar che per l’occhio nudo (ma anche per il satellite) era rimasto invisibile!

Un difetto radar meteo poteva essere escluso. La “nube fantasma” fu segnalata da diverse stazioni meteorologiche. Echi di disturbo, come, ad esempio, le cime delle montagne o altri grandi oggetti fisici, sono stati esclusi, visto che la nube si muoveva, seguendo la corrente dominante verso l’est pianeggiante o collinare. A causa dell’imponenza del fenomeno non poteva trattarsi di cherosene di aerei, di stormi di uccelli o di emissioni industriali.

Doveva trattarsi di una nube artificiale composta da particolato sospeso nell'aria, per esempio, di alluminio, plastica o fibra di vetro. Questo particolato deve essere stato abbastanza grosso da fungere da nuclei di condensazione per la formare la nuvola ed abbastanza piccolo in modo da restare un paio d'ore in aria. Questo particolato esiste. Si chiama “chaff” ed è rilasciato dalle forze armate in atmosfera. Scopo dell'esercitazione è quello di creare proprio questi falsi segnali sugli schermi radar in caso di emergenza, ovviamente, per ingannare un potenziale nemico.

Il controllo del traffico aereo tedesco non rilevò alcun tipo di interferenza nello stesso periodo, dal momento che opera su una frequenza diversa da quella del radar meteorologico. La N.A.T.O. e la Bundeswehr declinarono ogni responsabilità.

I meteorologi del Servizio Meteo Tedesco, tuttavia, non si arresero e compirono simulazioni di calcolo con sistemi informatici ad hoc. Si riscontrò che, con le condizioni di pressione atmosferica e del vento rilevate, un rilascio di tale chaff produceva una nube come quella osservata, con l’immissione di tonnellate di particelle per ottenere un effetto su larga scala. Con una simulazione al computer è possibile elaborare dei modelli, ma ci chiediamo se tali modelli si possano tradurre nella realtà.

Jörg Asmus pubblicò un articolo in una rivista scientifica con il titolo provocatorio "Oggetti volanti non identificati nella schermata radar?". Nel suo studio discusse in dettaglio le osservazioni e tutte le spiegazioni possibili, giungendo alla conclusione che fu compiuto qualche esperimento militare segreto. Con questa pubblicazione mise in fibrillazione l’establishment meteorologico tedesco.

Il servizio privato Meteo on line Donnerwetter.de presentò una denuncia contro ignoti al procuratore distrettuale per manipolazione illegale del clima, basandosi sulla Convenzione delle Nazioni Unite. Quando si manifestò nuovamente, nel marzo del 2006, una "nuvola fantasma" sopra la Germania, fece udire la sua voce anche il meteorologo Joerg Kachelmann (una specie di Luca Mercalli italiano, n.d.r.). Con un attacco senza precedenti contro i suoi colleghi scienziati, cercò di rendere ridicola tutta la discussione sulle “nuvole fantasma”. Accusò Karsten Brandt ed i suoi collaboratori di frode. Secondo lui, essi avevano ingannato il procuratore pubblico con la loro denuncia. Nonostante la piattaforma pubblica che Kachelmann aveva scelto per il suo attacco, presentò le sue controdeduzioni in forma “scientifica” non comprensibile per un non meteorologo, ma le sue pseudo-argomentazioni furono respinte da Joerg Asmus in quanto infondate. Ormai il caso aveva creato un gran polverone in modo che alcuni politici cominciarono ad interessarsi della questione.

Il deputato Ralf Briose (Alleanza 90/Verdi), in un’istanza avanzata al Parlamento di Hannover ed al governo della regione della Bassa Sassonia, chiese di chiarire la causa dello strano fenomeno. Poiché le domande del deputato erano troppo specifiche ed i politici non sarebbero stati in grado di rispondere, la richiesta passò alla Bundeswehr (Forze militare federali).

La Bundeswehr rispose all’interpellanza nel modo seguente: “La Bundeswehr non ha eseguito sperimentazioni che abbiano potuto provocare un tale fenomeno". Per la nube del 19 luglio 2005, la Bundeswehr dichiarò di non avere dati disponibili. Per il periodo della seconda "nube fantasma" la notte del 22 al 23/3/2006 ammise, però, che si era svolta un'esercitazione militare durante la quale fu rilasciata una "piccola quantità di chaff (400 km di lunghezza - sic!) che si dissolse dopo circa un'ora”.

Secondo i meteorologi, questo non era affatto sufficiente per spiegare la nube osservata (dimensioni e persistenza). Comunque l'esercito confermò, nella sua relazione, le conclusioni di Joerg Asmus e cioè che soltanto sostanze di tipo militare come le chaff potevano di produrre i segnali radar osservati.

Anche se soltanto in quell’occasione, a Joerg Kachelmann "fu tolto il vento in poppa", benché Kachelmann non abbia rivisto le sue affermazioni.

Allo stesso tempo la Bundeswehr confermò quello che i meteorologi già sapevano: per una nube come quella del 19 luglio 2005 dovevano essere state rilasciate tonnellate di particolato. La Bundeswehr non sarebbe stata in grado - secondo le loro dichiarazioni - né dal punto di vista tecnologico né logistico di rilasciare una tale quantità di chaff. (Sarà stato Babbo Natale… n.d.r.)

Chi fu dunque?

Che la nube fantasma si formò è dimostrabile e, sulle cause, scienziati e personale militare (con poche eccezioni di poco conto) sono concordi.

Quali potrebbero essere stati i fini reali del rilascio di tali enormi quantità di chaff?

Fonte: http://www.tankerenemy.com/


Dell'Utri telefonava a mafiosi, ho le prove'

''Ho evidenze di telefonate di Dell'Utri ai mafiosi. Ci sono chiare prove che risultano dai tabulati, dei suoi contatti telefonici già all'origine della fondazione di Forza Italia.


Ho dei dati inconfutabili che dimostrano come alcuni appartenenti di spicco a Cosa Nostra abbiano preso parte alla genesi del partito in Sicilia oltre che essere direttamente collegati ai soggetti che hanno compiuto le stragi del'93".

E' quanto ha rivelato Gioacchino Genchi, consulente informatico per diverse procure, ospite di Klaus Davi nel programma tv Klauscondicio in onda su You Tube. "Alcuni telefoni legati a fondatori dei club di Misilmeri e di Brancaccio, che si riunivano all'hotel San Paolo di Palermo costruito per conto dei Graviano e ad oggi confiscato alla mafia, sono stati utilizzati - ha detto il consulente - per chiamare mafiosi, stragisti, altri soggetti ora pentiti e condannati all'ergastolo, anche per contattare a casa il presidente Silvio Berlusconi. Queste per me sono prove che dimostrano in modo indiscutibile il legame tra chi ha provveduto alla fondazione del partito in Sicilia e chi, a Milano o Roma, ha tirato le fila con i mafiosi. E Dell'Utri - conclude Genchi - é il soggetto che avvicina il Cavaliere a Palermo. Con lui non c'é stato solo un rapporto imprenditoriale ma da loro dipende l'intera genesi politica del partito". Genchi aggiunge nella intervista che "la mente di Cosa Nostra è sempre stata negli Usa. Prova ne sono i ripetuti viaggi del boss mafioso, Domenico Raccuglia, negli Stati Uniti fin dai tempi delle stragi del '92. Queste furono decise in America, non certo a Corleone''. "I rapporti oltreoceano sono stati la prima cosa che ho evidenziato nelle mie relazioni e nelle mie consulenze proprio alla vigilia dell'attentato di Via D'Amelio. Mi riferisco a delle chiamate fatte negli States nell'estate del '92 che furono il punto di coordinamento e di controllo dell'attività stragista in Italia. Il cervello è sempre stato la, la dove c'era Buscetta". Nella intervista Genchi non esclude la possibilità di "una nuova stagione di stragi, soprattutto se le trattative tra Cosa Nostra, i suoi referenti e le istituzioni dovessero 'saltare'". "Al momento - spiega Genchi - ritengo che un simile scenario tuttavia sia improbabile ma, visto il clima di tensione che si é creato in Italia, tutto è possibile. Il passaggio che stiamo vivendo è molto difficile, ci sono grossi scontri che non sono certamente quelli tra maggioranza e opposizione visto che spesso votano in accordo, come nel caso di Cosentino. Quindi, nel momento in cui le lotte non sono più in Parlamento, privato completamente di ogni funzione, è possibile che accada tutto e il contrario di tutto". "Lo Stato - conclude perentorio Genchi - non prevede attentati di mafia perché Cosa Nostra è messa bene ed è già tutelata dal Governo".

ANSA

Tratto da: http://www.antimafiaduemila.com/content/view/23062/48.


Fonte: http://www.megachipdue.info/tematiche/legalita/1501-dellutri-telefonava-a-mafiosi-ho-le-prove.html


Le verità di Genchi sulla nascita di Forza Italia

Gioacchino Genchi: La genesi di Forza Italia
(11:15)
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La fine della Prima Repubblica

"Mi chiamo Gioacchino Genchi, ho 49 anni, sono il più grande scandalo della storia della Repubblica, fino a un anno fa ero un comune cittadino, un funzionario di Polizia che aveva lavorato per oltre 20 anni nelle più importanti indagini italiane: da Palermo a Milano, da Catanzaro a Catania, da Locri a Siderno, a Reggio Calabria; nei processi di mafia, di omicidi, di criminalità organizzata, nei processi ai colletti bianchi; il sequestro di Silvia Melis e tante, tante altre indagini, prima che scoppiasse il cosiddetto “Caso Genchi”. Si tratta di una delle più grandi pantomime di questo sistema, con la quale si è cercato di bloccare un’indagine, quella del Pubblico Ministero di Catanzaro Luigi De Magistris, ma non solo, si è impedito a dei magistrati di fare le indagini sul conto di altri magistrati e poi, alla fine, si è cercato di far fuori me. Si è cercato di impedire che io potessi continuare a dare il contributo che stavo dando a tanti magistrati da Palermo a Caltanissetta, a Catania, a Catanzaro, a Roma e a Milano, in indagini importanti. Tutto ciò per impedire che questo lavoro, iniziato con Giovanni Falcone e proseguito, purtroppo, ahimè con le indagini sulla strage di Capaci, in cui Falcone era stato ucciso e poi con la strage di Via d’Amelio, potesse portare una volta per tutte a individuare i mandanti reali di quelle stragi e, probabilmente, gli esecutori che, assai probabilmente, sono molto diversi da quelli che sono stati individuati finora.
Sono sulla riva del fiume e sto vedendo sostanzialmente passare il cadavere del mio nemico. Perché le cose che avevo detto e scritto diciassette anni fa si stanno avverando. 17 anni fa non condivisi le scelte investigative che portarono alla chiusura posticcia delle indagini sulla strage di Via d’Amelio con il pentito Scarantino. Ho assunto delle posizioni durissime, ho messo nero su bianco quale era il mio punto di vista sui mandanti morali di quelle stragi e anche sugli esecutori. Adesso i fatti mi stanno dando ragione.
Le indagini che furono fatte nel '94, '95, '96 e 97 a Palermo nelle indagini di mafia su Dell’Utri, su Berlusconi, sulla nascita della Fininvest ci hanno portato a acquisire elementi incontrovertibili su quello che è accaduto in Italia nei primi anni '90, sulla fine della Prima Repubblica e su come la classe politica ha creato quei nuovi equilibri, quei nuovi leaders, quei nuovi partiti, o meglio quel nuovo partito che doveva consentire di fare sì che, secondo un detto autorevolissimo di Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”, se vogliamo che tutto resti come è ogni cosa deve cambiare. C’era la necessità di cambiare tutto, perché i partiti tradizionali della Prima Repubblica si erano resi impresentabili, erano sotto l’occhio del ciclone non solo di mani pulite per le inchieste giudiziarie, per gli arresti che ogni giorno vedevano decapitare e rinchiudere in carcere leader politici appartenenti al mondo imprenditoriale che quella politica aveva foraggiato. No, perché la gente, il popolo iniziava a ribellarsi a quella classe politica e quindi c’era una progressiva erosione della fiducia, una delegittimazione di quella classe politica e a questa delegittimazione, che nasceva da Mani Pulite, si è aggiunta un’ulteriore forte delegittimazione da parte della mafia, di quella mafia che aveva appoggiato un partito come Democrazia Cristiana, che fin dal 1987 inizia a portare il conto alla Democrazia Cristiana.

L'ala stragista di Cosa Nostra e Forza Italia

La Seconda Repubblica nasce nel momento in cui, nelle ceneri della Prima Repubblica, questi referenti di Cosa Nostra iniziano a cercare nuovi uomini, iniziano a cercare tra i rottami, tra le macerie di quella Prima Repubblica che si era consumata, quei soggetti che, anche per pregresse conoscenze nel campo imprenditoriale, come probabile investimento di risorse economiche e finanziarie della mafia, avevano dato un certo affidamento. Lì il mio lavoro fornisce e ha fornito ai processi e ne fornirà dei risultati che ritengo i più importanti in assoluto sotto il profilo dell’oggettività, della dimostrazione della genesi della nascita mafiosa del partito di Forza Italia, di come dei soggetti appartenenti a Cosa Nostra, appartenenti all’ala stragista di Cosa Nostra, che certamente ha consumato le stragi del 1993, agiscano in perfetta sintonia con le fasi prodromiche e organizzative del partito di Forza Italia a Palermo e in tutta Italia. Viene varato un primo tentativo di creazione di una lega siciliana, Sicilia Libera e, proprio dalla ricostruzione dei dati di traffico telefonici, si è potuto accertare con certezza processuale che uomini di Costa Nostra direttamente collegati a Leoluca Bagarella, il più sanguinario tra i criminali di mafia che siano mai esisti nella storia della mafia da quando esiste la mafia in Sicilia, proprio il gregario di Leoluca Bagarella era in contatto con esponenti romani appartenenti alla massoneria, collegati alla P2, con i quali si sono fatte delle riunioni a Palermo e in Sicilia in date ben precise, tra Palermo e Catania e ci sono dei contatti telefonici con questi soggetti e, immediatamente dopo, a stretto giro questi soggetti hanno chiamato direttamente a casa di Silvio Berlusconi. Ma non finisce qua, perché quando il progetto separatista o il progetto del partito Sicilia Libera, che nasceva un po’ come clonazione di quelli che erano stati il successo e l’esplosione della Lega, che prende lo spazio della frantumazione, dell’annientamento dei partiti tradizionali al nord, quando questo progetto viene abortito, viene abortito nel nome della costituzione di un partito unico che, da associazione nazionale Forza Italia, diventa partito Forza Italia con la creazione dei club di Forza Italia. E lì ci sono delle date che sono indimenticabili, che sono certe: la data con cui nasce il partito di Forza Italia e la data in cui si organizzano i primi clubs a Palermo e si tengono le prime riunioni, una delle quali viene tenuta, non a caso, all’Hotel San Paolo di Palermo: l’Hotel San Paolo, costruito dai costruttori Ienna per conto della mafia, per conto dei Graviano, un Hotel San Paolo nel quale i Graviano pensavano di allocare, all’ultimo piano, nell’attico di un grattacielo per le altezze dei palazzi di Palermo l’appartamento giardino della loro madre, dei loro genitori. In quell’albergo si tiene la prima riunione a cui partecipano gli esponenti mafiosi di Brancaccio e gli esponenti mafiosi di Misilmeri: uno di questi, che è stato sentito nel 1994, si chiama Lalia. Lalia conferma che il club Forza Italia di Braccaccio e quello di Misilmeri sono stati creati a febbraio. Noi vedremo poi dal traffico telefonico che la sezione di Forza Italia, il club Forza Italia di Palermo viene attivato in Via Sciuti appena a marzo, quindi nasce prima quello di febbraio e poi quello di marzo. Ho effettuato la ricostruzione del traffico telefonico di Lalia in un’indagine di mafia, un indagine di omicidio a Misilmeri, l’indagine dove viene trovato il bunker con i lanciamissili con i quali doveva essere fatto l’ulteriore attentato a Caselli, da quegli uomini che poi vengono fatti uccidere tutti da Bernardo Provenzano. Nel telefono di La Lia ci sono i contatti telefonici con Pietro Benigno, condannato all’ergastolo per le stragi di Firenze, ci sono i contatti telefonici con Spatuzza, con lo stesso cellulare con cui Spatuzza, come ho accertato nel 1992, si sentiva e utilizzava il giorno 23 maggio della strage di Capaci e il 19 luglio 1992, la strage di Via d’Amelio.
Partendo da quei contatti telefonici, si ricostruisce la catena dei rapporti del cellulare di Lalia, che è uno dei tanti soggetti che si sentono con parlamentari di Forza Italia, persone che diventeranno senatori, persone che diventeranno deputati regionali, persone che diventeranno esponenti locali del partito di Forza Italia e le chiamate sono perfettamente sequenziali: prima Lalia chiama queste persone, queste persone immediatamente dopo chiamano a casa di Silvio Berlusconi.
Tutto si può pensare, ma i numeri telefonici, i contatti telefonici non sono opinioni, sono dati oggettivi." Gioacchino Genchi

Fonte: http://www.beppegrillo.it/


Il caso DAVID KELLY

Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco

LONDRA. = E’ una vicenda dalla doppia cornice quella che tinge di giallo la morte del 59.enne scienziato britannico, David Kelly. Il mistero sul decesso del microbiologo ha avuto come scenario principale l’Oxfordshire, regione dove la polizia inglese ha ritrovato venerdì scorso il corpo senza vita dello studioso.

David Kelly

Il curriculum dell’uomo, esperto di armi di distruzione di massa, ex ispettore delle Nazioni Unite in Iraq, consulente del governo Blair e probabile fonte dei recenti scoop della Bbc sui servizi segreti britannici, accusati di aver ingigantito la minaccia Iraq alla vigila della seconda guerra del Golfo, sembra aprire lo sfondo della contea inglese verso piste complesse. Ma secondo le indagini finora condotte, David Kelly si sarebbe suicidato e, come spiega un portavoce della polizia, “l'autopsia ha rivelato che la causa della morte è un’emorragia da una ferita al suo polso sinistro”. Anche i familiari dello scienziato sembrano confermare l’ipotesi del suicidio: “Gli eventi delle ultime settimane - hanno dichiarato - avevano reso la vita di David intollerabile”. Restano comunque i dubbi e gli interrogativi su questo decesso e nuove risposte, in questo caso politiche, arrivano dall’Asia, seconda importante cornice della vicenda Kelly. Il primo ministro britannico, Tony Blair, giunto oggi a Seul, in Corea del Sud, dopo aver visitato il Giappone, ha respinto la richiesta dell’opposizione di riconvocare il Parlamento per discutere il caso. Dopo le polemiche scatenate in America, dove il direttore della Cia, George Tenet, ha ammesso le responsabilità dei Servizi di intelligence statunitensi, le notizie sul presunto traffico di uranio tra Iraq e Niger, rivelatesi non corrette, sembrano dunque provocare scossoni anche in Inghilterra. Ma il premier britannico passa al contrattacco e afferma di non avere nessuna intenzione di dimettersi per il caso Kelly.

Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (20/07/2003)


Fonte: http://www.villaggiomondiale.it/DavidKelly.htm


D'Alema elogia l'"inciucio" "Lo fece Togliatti con la Chiesa"

La possibilità di un accordo con Silvio Berlusconi su giustizia e riforme divide il Pd
Oscar Luigi Scalfaro: "Non sono contro una tutela al premier, a patto che non ci sia danno a terzi"


"Serve alla convivenza". Attacco alla cultura azionista
di GIOVANNA CASADIO


D'Alema elogia l'"inciucio" "Lo fece Togliatti con la Chiesa"

Massimo D'Alema

ROMA - «Certi "inciuci" farebbero bene al paese». In nome della realpolitik, Massimo D'Alema rilancia il confronto tra Pd e Pdl. Non sono le polemiche a fermare l'ex ministro degli Esteri, che l'altra sera, nel "caminetto" dei leader democratici riunito dal segretario Bersani, aveva già messo sul tavolo il suo punto di vista. Con un paio di battute, ieri - durante la presentazione del libro "Comunisti immaginari" di Francesco Cundari - torna sulla questione dell'apertura a Berlusconi e al centrodestra, sulle riforme a cominciare da quella della giustizia. E tanto per fare un esempio di "inciucio", ricorda l'articolo 7 della Costituzione sui rapporti tra Stato e Chiesa votato dal Pci di Togliatti nell'Assemblea costituente.

«I comunisti italiani hanno sempre dovuto difendersi da questo tipo di accuse - ricorda D'Alema - C'è sempre stato qualcuno più a sinistra, una cultura azionista che ha sempre contestato questo, da quando Sofri accusa Togliatti di non volere fare la rivoluzione, dall'articolo 7 in giù che è stato il primo grande "inciucio"... ma questi "inciuci" sono stati molto importanti per costruire la convivenza in Italia, oggi è più complicato, ma sarebbero utili anche adesso. Invece questa cultura azionista non ha mai fatto bene al paese...». I dirigenti comunisti, precisa, «hanno avuto un ruolo di educare i cittadini», e di nuovo cita Togliatti e la diversità dei comunisti italiani. Dal fronte dalemiano arriva la contrarietà di Nicola Latorre alla «delegittimazione giudiziaria del premier: avendo vinto Berlusconi le elezioni, deve governare questo paese fino a fine legislatura».

Bersani, però, ribadisce che la barra è dritta: il Pd non voterà mai leggi "ad personam" per aiutare il premier a uscire dai suoi guai giudiziari. Strada che nel partito non troverebbe consensi: contraria la presidente Rosy Bindi («La maggioranza ha i numeri per approvare le leggi che ritiene, non chieda avalli a noi»), come Piero Fassino («Attenti a non cambiare rotta») e il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini. Tanto che il responsabile giustizia, Andrea Orlando accusa Di Pietro di mistificare. Il leader di Idv infatti aveva definito «senza senso la proposta di D'Alema» di una leggina pro Berlusconi che «i suoi stessi elettori boccerebbero; è scandaloso solo pensarlo; è come dire che piuttosto che essere colpiti da uno sparo è meglio essere accoltellati». Replica Orlando: «È incredibile che Di Pietro impieghi gran parte del suo tempo per attaccare il Pd. La nostra posizione sul cosiddetto legittimo impedimento è chiara: siamo contrari. Quindi una polemica pretestuosa contro D'Alema, il quale ha utilizzato semplicemente un paradosso».

Il Pd sembra diviso sul dialogo. Da Oscar Luigi Scalfaro, padre costituente, ex capo dello Stato, cattolico democratico, parte uno spunto di riflessione per il centrosinistra: «Non sono per nulla contrario all'ipotesi di un provvedimento che dia una tutela al premier a condizione che non ci sia danno a terzi». Scalfaro è stato anche magistrato. Osserva: «Tale provvedimento però non deve sospendere i termini per la chiusura dei processi». Un intervento a tutto campo quello del presidente emerito: sulle elezioni anticipate («Sarebbero da evitare, perché sciogliere le Camere sono interventi traumatici, una patologia seria»); sullo sfidante di Berlusconi («Rosy Bindi avrebbe l'intelligenza e la grinta per sconfiggere Berlusconi alle prossime politiche»); sul Pd («Sono un simpatizzante»).

Fonte: http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-22/dalema-elogio/dalema-elogio.html


Inciucio PD-PDL, arriva D’Alema a salvare Berlusconi

Vi ricordate quando Marco Travaglio in un articolo del 15 novembre su IFQ sosteneva che la legge sul processo breve era il solito ricatto istituzionale? Il giornalista più di un mese fa scriveva testuali parole: «Ma presto, a levargli le castagne dal fuoco – a Ghedini NdR. -, arriverà nel laboratorio lo sherpa “de sinistra”. Basta solo aspettare che l’allarme per le centinaia di migliaia di processi morti ammazzati monti ancora un po’ nel paese su su fino al Colle più alto. (…) Ma sì, verrà il giorno in cui, “per salvare gli altri processi”, qualcuno andrà dal Cavaliere a proporgli l’estremo sacrificio: piccino, non fare così; tu rinunci alla porcata massima e ci lasci processare tutti gli altri; noi in cambio ti diamo una porcatina che blocchi solo i tuoi». Oggi finalmente D’Alema esce allo scoperto e apre ad una legge salva-Berlusconi: «Se per evitare il processo di Berlusconi devono liberare centinaia di imputati di gravi reati è quasi meglio che facciano una leggina ad personam». Ormai l’inciucio PD-PDL è chiaro anche per un bambino di seconda media che siede fra gli ultimi banchi.

Fonte: http://www.byteliberi.com/2009/12/inciucio-pd-pdl-arriva-dalema-a-salvare-berlusconi.html


Il tramonto del dollaro, all'ALBA

Hits

albalogodi Pino Cabras- Megachip.

Mentre l'amministrazione Obama cerca disperatamente di rilanciare il ruolo USA nel suo cortile di casa costruendo nuove basi militari, i paesi dell'alleanza bolivariana ALBA rivoluzionano i rapporti monetari. Da gennaio 2010 adotteranno un nuovo sistema monetario (Sucre - Sistema Único de Compensación Regional ), che permetterà di evitare l'impiego di dollari in operazioni di scambio tra i partner.



ALBA è composta da Cuba, Venezuela, Bolivia, Nicaragua, Ecuador, Honduras, Saint Vincent e Grenadines, Dominica, e Antigua e Barbuda.

Nel vertice conclusosi il 15 dicembre, Capi di Stato e di Governo, Ministri degli Esteri e rappresentanti di alto livello dei paesi membri hanno esaminato anche programmi comuni in settori come la sanità, l'istruzione, l'energia, il commercio, il cibo, l'estrazione mineraria, l'ambiente, l'industria e finanze.

In silenzio o quasi, anche altre economie cercano di sganciarsi da una moneta sempre meno credibile. La corsa all'oro nasce da questo. E si affacciano sempre più prepotenti le proposte per alternative valutarie nello scambio delle materie prime.E' il caso della Cina, ma non solo.

Con meno silenzio, questo piccolo ma significativo gruppo di paesi inizia lo sganciamento più conclamato. In un altro momento sarebbe stata guerra e golpe. Per ora ci sono nuove basi a Panama e in Colombia e un colpo di Stato in Honduras. Ma le tendenze sembrano robuste per una crescita dell'indipendenza. I recenti ammonimenti del segretario di Stato USA, Hillary Clinton, contro gli interscambi dei paesi sudamericani con l'Iran (non solo quelli dell'ALBA, ma anche Brasile e Argentina) non hanno avuto effetti apprezzabili. Le conseguenze minacciate non sembrano poter influire più di tanto sulla nuova corrente politica delle altre Americhe.



Fonte: http://www.megachipdue.info/tematiche/kill-pil/1513-il-tramonto-del-dollaro-allalba.html


Stampante EPSON: Parti all'interno della stampante sono alla fine del proprio ciclo di servizio. Consultare la documentazione della stampante.

Stampante Epson.... all'improvviso mi da questo messaggio "Richiesta assistenza - Parti all'interno della stampante sono alla fine del proprio ciclo di servizio. Consultare la documentazione della stampante."

La mia stampante ha poco piu' di due anni e tra l'altro ha stampato veramente poco...

Sorpreso faccio qualche ricerca in rete e scopro che questo messaggio di errore fa parte di una di quelle "truffe legalizzate" con cui il produttore ti blocca la stampante con un determinato algoritmo per chiedere l'assistenza o magari sperando che l'utente getti la stampante.

Allora faccio qualche altra ricerca in rete e trovo questo link (SSC Service Utility for Epson Stylus Printers) in cui e' presente un mitico tool che permette di superare il problema e continuare ad utilizzare al 100% la mia stampante.


Maledetti...!!! :-)


Fonte: http://paolomarmiroli.blogspot.com/2009/12/stampante-epson-parti-allinterno-della.html


LO SCENARIO DEL COLLASSO GLOBALE (SECONDA PARTE)

La malattia che ha colpito negli ultimi due decenni il Giappone esportata negli USA rischia di diventare una polmonite mortale. Il carry-trade verso il Dollaro ed il Quantitative Easing necessari per il sostegno dei mercati azionari stanno dissanguando l’economia reale nella più colossale rapina di risorse pubbliche mai fatta nella storia. Infatti, a differenza dell’economia manifatturiera basata sulle esportazioni del Giappone, per gli USA il carry-trade non implica alcun particolare miglioramento per il Deficit strutturale ma, viceversa, causando un indebolimento del Dollaro, determina sempre maggiori difficoltà a sostenere il Debito Pubblico in esponenziale aumento. La crisi sistemica, pur avendo come punto di partenza gli USA, si sta propagando come una pandemia mortale creando forti oscillazioni in tutte le economie.
Talvolta si crede che la goccia che farà traboccare il vaso debba essere a stelle e strisce, ma questo teorema non è affatto dimostrato. Finché i consumatori USA si sono indebitati ed hanno potuto estrarre denaro dagli immobili (trasformate in vere miniere d’oro) hanno trascinato a forza l’intera economia mondiale consentendo di nascondere le deficienze strutturali degli altri paesi. Ma la festa è finita e la crepa che farà crollare la diga potrà essere venire da diversi punti: innanzitutto dallo stesso Giappone.
Ho infatti l’impressione che, focalizzando l’attenzione sugli USA si stia sottovalutando la crisi nipponica. Il Giappone è riuscito a galleggiare negli ultimi due decenni in virtù del carry-trade che ha indebolito lo Yen ed ha nel contempo garantito forti esportazioni dell’industria. Ma il processo di carry-trade ha funzionato soltanto allorché vi era la possibilità di creare un gradiente di rendimento nei confronti di altre valute. Ma il gradiente in quest’ultimo anno si è repentinamente ridotto poiché tutti i tassi si sono praticamente ridotti a zero, come rivela la seguente figura:

Diminuendo il differenziale sui tassi il carry-trade si è spostato verso il Dollaro (guidato da mani per necessità in questa transumanza) ed il flusso di energia monetaria conseguente ha enfatizzato le debolezze strutturali del Giappone trasformando l’economia giapponese in uno stagno putrefatto. Guardate la fotografia del Giappone scattata dall’OECD Economic Outlook nella quale viene evidenziata un calo del 25% delle esportazioni:

Vi consiglio di non prestare particolare fede alle previsioni per gli anni futuri. Stiamo attraversando una terra sconosciuta nell’attuale crisi economica sistemica. Fare previsioni con i modelli econometrici a disposizione nel contesto esistente è come estrapolare la viscosità dell’acqua allo stato liquido 120°…peccato che lo stato liquido non esista oltre i 100°. In altre parole allo stato attuale ogni previsione ha la medesima attendibilità scientifica di quanto dice il mago Otelma.
Il rapporto Debito/PIL giapponese è in rapido aumento (non solo per la diminuzione del PIL ma anche per le spese sociali concernenti il rapido invecchiamento della popolazione) ed Il Fondo Monetario (che in generale è tra l’altro piuttosto ottimista) stima che il debito pubblico arriverà a quota 218% sul Pil quest'anno, 230% l'anno prossimo e quasi il 250% nel 2014 (qui le previsioni le prendo come sogno pieno di ottimismo). Carl Weinberg della High Frequency Economics ha esplicitamente detto "The debt situation is irrecoverable..I don't see any orderly way out of this…It is criminally negligent that rating agencies are not blowing the whistle on this...".. praticamente il Giappone è in Default malgrado vi sia un silenzio assordante.
Taluni eventi hanno un forte significato simbolico. In questa fase di rapido declino del Sol Levante è diventato premier Yukio Hatoyama del partito democratico (partito piuttosto propenso alla spesa) la cui moglie è Miyuki Hatoyama. La suddetta è un personaggio alquanto originale che ha affermato di cibarsi di sole a colazione e di essere stata rapita dagli alieni. Ha esplicitamente dichiarato: ”Mi dà un'enorme energia... e anche mio marito ha cominciato a mangiare il sole di recente”..che dire.. speriamo che il Sol Levante non venga completamente divorato e, tramontando, faccia piombare nel buio l’intera economia mondiale.

Fonte: http://economiaincrisi.blogspot.com/2009/11/lo-scenario-del-collasso-globale.html


I Misteri del Brasile Preistorico

di Yuri Leveratto

La Cultura Marajoara

In seguito agli ultimi ritrovamenti nei siti di Pedra Furada (Piaui, Brasile), Santa Elina (Mato Grosso, Brasile) e Monte Verde (Cile), si stima che la presenza umana in Sud America risalga a circa 60 millenni prima di Cristo. Si suppone però che questi gruppi di umani, giunti probabilmente dall’Africa, avessero una consistenza numerica molto bassa.
A partire da dodicimila anni fa però, la presenza dell’uomo in Sud America aumentò considerevolmente. Risalgono infatti a quel periodo varie pitture rupestri e ritrovamenti ossei nell’intero continente e in particolare in Amazzonia. Probabilmente intorno a quel periodo, giunse in Sud America il primo flusso di amerindi che provenivano dal Nord America (e ancora prima dall’Asia settentrionale). Essi si mischiarono con gli aborigeni del Sud America e ne influenzarono le varie culture.
Una prova diretta dell'antica presenza antropica in Amazzonia è la caverna della Pedra Pintada, situata presso la cittadina di Monte Alegre, nel Pará (Brasile), che fu studiata dall’archeologa statunitense Anna Roosvelt.
Nella zona della caverna si possono ammirare varie pitture rupestri, rappresentanti figure antropomorfe e zoomorfe, oltre a rappresentazioni del sole, che era adorato come un Dio.
In Amazzonia vi sono altre pitture rupestri e alcuni petroglifi come quello chiamato Morro das Araras, nella localitá di Carolina, nel Maranhao.
Nei millenni successivi gli antichi abitatori dell’Amazzonia colonizzarono vaste aree e iniziarono a coltivare mais e manioca. Uno dei segni della loro presenza è la cosiddetta “terra preta archeologica”, (terra preta significa terra nera in portoghese).
La "terra preta" è un particolare tipo di suolo, modificato dall’uomo, nel quale si possono trovare resti di cibo (come scaglie e lische di pesce) e resti di materiali ceramici e legna.
Altri indizi della presenza degli antichi colonizzatori amazzonici sono i "sambaquis", giacimenti di conchiglie, pietre lavorate e gusci di tartarughe. Sono monticoli alti fino a 10 metri e si trovano in molti luoghi in Amazzonia.
Per esempio a Tapeirinha, nello stato del Pará, furono incontrati resti di conchiglie e ceramiche che risalgono a circa 5 millenni prima di Cristo.
In effetti l’evoluzione tecnologica di questi popoli fu molto lenta. Erano pacifici e non erano minacciati da altre etnie. Secondo alcuni studi i cosiddetti Sambaqueiros erano molto più bassi degli indigeni attuali dell’area amazzonica, e la loro altezza variava da 1,35 a 1,50 metri. Erano robusti e i loro arti superiori erano molto sviluppati probabilmente perché nuotavano molto.
La prima cultura di rilievo che è stata studiata nell’area amazzonica è chiamata Guarita. Questo popolo occupava le sponde del Rio delle Amazzoni e produceva una ceramica elaborata. In alcune urne funerarie (di terracotta), sono stati trovati i resti di donne, uomini e bambini sepolti insieme ad anziani, prova che la Guarita era una società non differenziata, dove non vi erano classi dominanti. Molto arretrata dunque, da un punto di vista archeologico.
Le culture più evolute della zona, che produssero sofisticate creazioni ceramiche furono la Tapajoara (pronuncia: Tapagioara), e la Marajoara (pronuncia: Maragioara).
La prima si trovava presso lo sbocco del Rio Tapajois nel Rio delle Amazzoni, dove oggi sorge la città di Santarem.
Il popolo dei Marajoara invece visse nell’isola chiamata Marajó, nell’estuario del Rio delle Amazzoni, in un periodo compreso tra il quarto e il quattordicesimo secolo dell’era di Cristo.
L’isola Marajó, estesa 47.000 chilometri quadrati, è la più grande isola fluvio-marina del mondo. Le acque che circondano l’isola sono dolci durante la stagione delle pioggie; durante la stagione secca (luglio-dicembre), nella parte settentrionale dell’isola le acque sono salate.
L’isola è pressoché pianeggiante e i suoi suoli sono poco adatti all’agricoltura.
Questo problema fu in parte risolto dal popolo dei Marajoara, che costruirono dei terrapieni il cui scopo era incanalare e deviare le acque. Durante le stagioni delle piogge le coltivazioni venivano effettuate sulle sommità di questi terrapieni per evitare che si inondassero.
In seguito ad approfonditi studi archeologici si sono potute portare alla luce grandi quantità di meravigliose ceramiche policrome.
Le ceramiche Marajoara erano costruite per scopi rituali, decorativi, funerari e utilitari (conservazione di alimenti).
Questi ritrovamenti fanno pensare a gruppi di artigiani specializzati e pertanto ad una certa stratificazione della loro società.
Normalmente i vasi di terracotta erano dipinti di bianco e quindi decorati con fini disegni rossi o neri che rappresentavano figure zoomorfe o antropomorfe.
Sono state ritrovate anche statuine antropomorfe o altre rappresentanti totem di animali, spesso felini.
Le ossa dei defunti venivano poste in delle urne di ceramica, le quali avevano forme differenti: alcune avevano forme antropomorfe, altre cilindriche o sferiche. All’interno delle urne venivano collocate delle offerte, come ossi di particolari animali dipinti di rosso, denti e pietre semipreziose, piccoli oggetti in ceramica finemente intagliati.
I monticoli che venivano eretti non avevano solo una funzione canalizzante delle acque, ma erano utilizzati anche come luogo di sepoltura per i morti e base di costruzione per le capanne di legno.
I primi archeologi che studiarono a fondo la cultura Marajoara furono gli statunitensi Betty Meggers e Clifford Evans. I due scienziati rimasero stupiti verificando che i resti ceramici più antichi, quelli situati più in profondità, erano i più elaborati. Questo significa che nella cultura Marajoara ci fu un involuzione, un passaggio da una fase di alta cultura ad un periodo buio, una specie di medio evo, epoca durante la quale si persero antiche conoscenze tramandate nel corso dei secoli.
è possibile che l’isola di Marajó, sia stata invasa da altri popoli, di origine Caribe, aggressivi e violenti? Per ora non abbiamo prove che supportano questa tesi ma è possibile che, nel corso del tempo varie culture si siano accavallate nella zona dell’estuario del fiume più grande del pianeta, annichilendo il pacifico popolo dei Marajoara.
Quando i primi europei s’inoltrarono nell’estuario, a partire dal 1499, le tribù che vi vivevano erano società aperte, non gerarchiche, e avevano perso quasi completamente la cultura dell’antico popolo dei Marajoara.

L'Origine dell'Uomo Americano: L'enigma di Pedra Furada

La teoria scientifica inizialmente accettata per spiegare l’arrivo dell’uomo in America si basa sull’idea che gruppi di Homo Sapiens siano entrati nel Nuovo Mondo passando attraverso le terre di Beringia, in un periodo compreso tra i 14 e i 10 millenni or sono. Quello che oggi è lo stretto di Bering, tra l’Asia e il Nord America, era un tempo una prateria innevata, proprio perché il livello dei mari era più basso dell’attuale, dovuto alla glaciazione in corso.
Quei gruppi di Sapiens, forse seguendo branchi di animali o per ricercare nuove terre, attraversarono Beringia ed entrarono nel Nuovo Mondo. Alcuni di essi avanzarono lungo il cosiddetto “corridoio libero dai ghiacci”, altri camminarono lungo la costa del Nord America o navigarono presso il litorale con rudimentali imbarcazioni.
Questa teoria è stata supportata, nel 1932, dallo studio del sito archeologico di Clovis, nel New Mexico, i cui resti umani sono antichi di 13.500 anni. Gli studi genetici sulle popolazioni native americane hanno confermato l’origine asiatica della maggioranza dei popoli del Nuovo Mondo, ma non di tutti.
Negli ultimi anni, infatti, sono stati trovati, soprattutto in Sud America dei siti archeologici antichissimi, che fanno pensare ad altre teorie per spiegare il popolamento delle Americhe.
Se il flusso di Homo Sapiens entrò da nord nel Nuovo Mondo, perché i siti archeologici più antichi si sono trovati in Sud America?
è possibile ipotizzare che gruppi di Sapiens, quando iniziò la loro espansione nel pianeta, circa 130 millenni fa, si diressero, oltre che in Asia e in Europa, direttamente in Sud America, navigando attraverso l’Oceano Atlantico?
In effetti, i ritrovamenti di Piedra Museo (Santa Cruz, Argentina, risalente a 13 millenni fa), Monte Verde (Cile, 33 millenni), e soprattutto Pedra Furada (Piauí, Brasile, 60 millenni), fanno pensare ad altre teorie per spiegare il popolamento delle Americhe.
Nel mio recente viaggio in Brasile, ho avuto modo di visitare il parco nazionale Serra de Capivara, nello stato del Piaui, dove è localizzato il sito archeologico di Pedra Furada.
è una zona arida, detta Sertão, la cui vegetazione è chiamata Caatinga, nome che indica un particolare tipo di flora adattata a vivere in ambiente secco. In questa zona vivevano fino a 12 millenni fa vari animali appartenenti alla cosiddetta “megafauna”.
Tra questi animali vi era il toxodonte (un ippopotamo enorme), l’eremotherium (un bradipo gigante), il gliptodonte (un parente dell’armadillo, pesante 1,4 tonnellate), la tigre dai denti sciabola, il leone americano, la macrauchenia (un grosso cammellide proboscidato), un antenato del cavallo (Hippidion bonaerensis), il mastodonte, e una specie più grande di lama (Palaeolama major).
Tutti questi animali si sono estinti, per motivi ancora ignoti, intorno a 12 millenni fa. Alcuni studiosi hanno pensato che si siano estinti in seguito alla fine della glaciazione e al conseguente cambio climatico globale, altri ricercatori credono che la causa dell’estinzione sia antropica. In quel periodo infatti, la popolazione umana in America aumentò, probabilmente in seguito all’arrivo dei Sapiens di origine asiatica.
In Sud America, però, e in particolare in Brasile, proprio nella Serra de Capivara, sono state trovate evidenze di un’occupazione umana più antica, risalente a 60 millenni or sono.
Chi erano gli uomini che vivevano nelle caverne del Piaui? Da dove venivano?
Il parco nazionale Serra da Capivara, è situato non lontano dal paese di São Raimundo Nonato, dove c’è il museo dell’uomo americano, diretto dall’archeologa Niede Guidon.
Gli studi nella zona sono iniziati negli anni 70’ del secolo scorso, e successivamente, nel 1991, il parco è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco. All’interno del parco, vi sono centinaia di siti archeologici, dove sono stati trovati scheletri umani, resti di focolari, ceramica, moltissimi strumenti di pietra e centinaia di pitture rupestri e petroglifi raffiguranti animali, corpi celesti e esseri umani (scene di guerra, caccia, sesso, ecc).


Intervista all'Archeologa Niede Guidon

Ecco il testo integrale dell’intervista all’archeologa Niede Guidon:

Yuri Leveratto: Dottoressa, qual'è la datazione più antica di resti ossei umani incontrati nella regione?

Niede Guidon: 12.000 anni fa. La datazione è stata fatta con il metodo del Carbonio 14.

Yuri Leveratto: Però nel vostro museo si parla di date più antiche, fino a 60 millenni fa. Come siete giunti a tali risultati?

Niede Guidon: Nella zona del parco abbiamo trovato vari resti di focolari risalenti a 60.000 anni fa. I resti carbonizzati della legna sono stati analizzati con la prova del carbonio 14, in alcuni laboratori in Texas (U.S.A.). Altre analisi, utilizzando il metodo della termoluminescenza, hanno provato la presenza dell’uomo nell’area fin da 100 millenni or sono.

Yuri Leveratto: Secondo lei come mai non avete trovato resti ossei umani più antichi di dodicimila anni?

Niede Guidon: In questa zona il suolo è acido e purtroppo non permette la preservazione dei resti ossei più antichi.

Yuri Leveratto: Ho letto che alcuni archeologi statunitensi sostengono la non veridicità delle sue scoperte. In particolare per i focolari datati 60.000 anni fa alcuni studiosi credono si tratti di fuochi naturali, causati da lampi, che ne pensa?

Niede Guidon: I focolari sono stati studiati da vari archeologi e tutti hanno confermato che si trattava di fuochi causati e controllati dall’uomo, perché circoscritti in zone limitate. Nelle immediate vicinanze di questi fuochi è stato trovato materiale litico, pietre lavorate dall’uomo.

Yuri Leveratto: Secondo lei chi erano questi antichi abitatori della zona? E soprattutto, da dove venivano?

Niede Guidon: Erano uomini Sapiens arcaici, e venivano direttamente dall’Africa. La teoria della colonizzazione umana attraverso Beringia, circa 14.000 anni fa, non è da scartare ma è da complementare con altre teorie. è impensabile che il continente americano, esteso migliaia di chilometri da nord a sud, sia stato colonizzato solo attraverso nord.
A mio parere l’Homo Sapiens, uscì dall’Africa 130 millenni fa. Come è noto il continente antico era già stato parzialmente occupato dall’Homo Erectus, ma l'Homo Sapiens lo soppiantò e colonizzò tutto il pianeta. Alcuni di essi si diressero verso l’Asia e l’Europa, mentre altri, probabilmente pescatori abitanti di alcune isole atlantiche, furono portati al largo dalle correnti e giunsero in Sud America, spinti dagli alisei.

Yuri Leveratto: La sua tesi è supportata da studi di Antropologia somatica o morfologica?

Niede Guidon: Si, in effetti il ricercatore Walter Neves dell’Università di San Paolo ha effettuato delle analisi morfologiche dei crani ritrovati nella zona della Serra de Capivara ed è giunto alla conclusione che appartenevano al tipo umano australoide-negroide e non al tipo umano asiatico. In pratica erano dei Sapiens arcaici, i cui caratteri somatici non erano ancora del tutto specializzati.

Yuri Leveratto: Secondo lei quanti erano questi primi americani? E come vivevano? Erano in grado di cacciare animali della megafauna?

Niede Guidon: A mio parere il numero dei Sapiens di origine africana era molto basso, non superava le diecimila unità. Non potevano cacciare gli animali della megafauna, ma si limitavano ad uccidere i più vecchi e quelli in difficoltà. Cacciavano piccoli animali e vivevano di raccolta.

Yuri Leveratto: Cosa è successo quando il Sud America fu invaso dai Sapiens provenienti dall’Asia? I due gruppi si sono incontrati?

Niede Guidon: Si, probabilmente si sono incontrati e incrociati. I Sapiens provenienti dall’Africa erano già sparsi in tutto il continente e probabilmente anche in America centrale e settentrionale.

Yuri Leveratto: La ringrazio infinitamente per i suoi studi e le sue ricerche. Lei ha divulgato una teoria rivoluzionaria, ma che ha il fondamento scientifico delle datazioni. Le sue scoperte costituiscono un tassello importante per comprendere la vera storia dell’arrivo dell'uomo in America.

Niede Guidon: Grazie a lei, arrivederci.

(YURI LEVERATTO - 2009 Copyrights)

Pedra Furada - Negli anni ottanta, un team di ricercatori francesi e brasiliani, guidati da Niede Guidon, ha scavato la grotta e riportato tre metri di stratificazioni di 60.000 anni fa. Gli strati contenevano focolari circolari, carbone di legna e una certa varietà di utensili in pietra e frammenti di roccia dipinta, caduti dalle pareti della caverna



Fonte: http://www.cerchinelgrano.info/misteri_brasile_preistorico.htm


LO SCENARIO DEL COLLASSO GLOBALE (PRIMA PARTE)

Societe Generale qualche giorno fa ha pubblicato un rapporto che ha suscitato scalpore in investitori istituzionali e gestori di Hedge Funds. Nel report le menti eccelse hanno rivelato un arcano mistero di cui nessuno era a conoscenza: il debito pubblico sta esplodendo perché gli stati stanno accollandosi i debiti del sistema bancario e ciò potrà avere conseguenze praticamente apocalittiche in quanto è difficile un rientro dal debito pubblico accumulato in una fase di decrescita dei consumi e di deflazione.
Malgrado il report di Societe Generale non aggiunga nulla di nuovo nella comprensione dell’attuale crisi, fornisce però diagrammi e grafici che consentono di suffragare meglio alcuni concetti. Come ho cercato di puntualizzare su www.wallstreetitalia.it nell’articolo pubblicato due giorni fa la similitudine tra Giappone e gli USA è sempre più evidente. La tabella successiva evidenzia le criticità in comune tra la crisi giapponese degli anni 90 (che si protrae fino ad ora) e l’attuale crisi degli USA: l’esponenziale aumento del debito pubblico, la crisi del sistema finanziario e la bolla immobiliare presente.
Negli USA purtroppo si aggiungono due ulteriori elementi ossia il grande debito privato (il debito totale negli usa è circa il 350% del PIL) e la crescente disoccupazione ormai abbondantemente sopra il 10% (considerando un parametro più realistico, ossia il filtro U6, siamo al 17.5%) che rendono praticamente impossibile (Dio solo sa quanto vorrei sbagliarmi) qualsivoglia via d’uscita dal baratro entro il quale si è caduto.
Sembra insomma che gli USA stiano ripetendo gli errori commessi dal Giappone. Concordo con le parole pronunciate dal ministro Tremonti il 20 Novembre scorso alla scuola centrale del Partito Comunista Cinese "..in tutto il mondo i governi sono intervenuti usando due mani. Con una hanno immesso un'enorme massa di liquidità nel sistema. Con l'altra hanno trasformato debito privato in debito pubblico...". Al fine di salvare il traballante sistema finanziario si è intervenuto in maniera intensiva con immense iniezioni di liquidità che hanno causato incremento di debito pubblico e deficit ma non hanno causato inflazione (piaccia o non piaccia questi sono per ora i dati) in quanto non vi è stato alcun aumento della moneta in circolazione (la liquidità è semplicemente servita a dare fiato ai bilanci delle banche). Il tutto è stato accompagnato da un enorme deficit fiscale e da una repentina diminuzione dei tassi d’interesse. Il seguente diagramma è particolarmente rappresentativo perché consente una celere comparazione tra i comportamenti degli USA e Giappone:
Malgrado l’incipit della crisi presenti evidenti analogie con quanto accaduto in Giappone, ciò che temo sia differente è l’evoluzione della crisi (che per inciso in Giappone non è mai finita). Il Giappone, almeno finora, è sopravissuto alla “lost decade”…ho i miei dubbi (e cercherò di chiarirne le ragioni nel prossimo post) che la malattia giapponese per l’economia USA (e per quella mondiale) sia una semplice influenza.


P.S. Chiunque volesse chiedere informazioni, chiarimenti e dare suggerimenti o esprimere critiche (quelle aspre sono particolarmente gradite) nei confronti di qualsiasi post può scrivermi ad economiaincrisi@gmail.com. Purtroppo il tempo a mia disposizione è limitato…ma prometto di rispondere a tutti chiedendo anticipatamente scusa per il ritardo.

Fonte: http://economiaincrisi.blogspot.com/2009/11/lo-scenario-del-collasso-globale-prima.html


Ma Pacelli aiutò gli ebrei

tratto da: Avvenire, 9.9.2000.

Esce in Italia il libro di Cornwell su Pio XII: la replica di padre Gumpel
"I documenti che spaccia per segreti erano già pubblicati. Il suo è scandalismo"
Intervisrta di Antonio GASPARI



"Il libro di John Cornwell è pieno di errori, completamente inaffidabile dal punto di vista documentale, si tratta di una penosa contraffazione storica e proprio per questo rappresenta un autentico linciaggio morale nei confronti di Pio XII". Così padre Peter Gumpel, postulatore della causa di Eugenio Pacelli, commenta l'arrivo nelle librerie del volume «Il papa di Hitler» (Garzanti), traduzione italiana di «Hitler's pope», scritto dal giornalista britannico John Cornwell. Il libro di Cornwell contiene accuse gravissime contro Pio XII, il quale non sarebbe responsabile solo del «silenzio» nei confronti delle atrocità naziste, ma addirittura avrebbe contribuito alla presa del potere da parte dei nazisti. A giudizio di Cornwell "Hitler non avrebbe mai avuto il potere di perpetrare l'Olocausto senza l'aiuto di Pacelli". Già all'uscita dell'edizione inglese, il volume ebbe molte reazioni negative, non solo in ambito cattolico. Kenneth L. Woodward ha scritto sul settimanale statunitense «Newsweek» che "errori nel raccontare i fatti e ignoranza del contesto storico appaiono in quasi ogni pagina del libro". Storici in Francia, Svizzera, Olanda, Germania e Stati Uniti hanno severamente criticato il libro di Cornwell perché l'autore ha utilizzato in maniera esclusiva ed acritica solo i testi anticattolici, mentre la vasta letteratura che contraddicono le tesi di Cornwell è passata sotto silenzio. Anche l'autorevole professore ebreo Michael Marrus, storico e preside dei Graduate Studies presso l'Università di Toronto, ha definito il libro di Cornwell "superficiale e scandalistico".

Padre Gumpel, l'autore inglese afferma di aver trovato una documentazione inedita ed eccezionale negli archivi della Segreteria di Stato vaticana...
"L'inaffidabilità di Cornwell è così evidente che a scanso di equivoci l'«Osservatore Romano» del 13 ottobre 1999 ha pubblicato una precisazione in cui si sottolineano le falsità raccontate dall'autore britannico. Cornwell ha affermato che il suo libro è frutto di mesi di lavoro nell'archivio della Segreteria di Stato. Invece ha consultato l'archivio della sezione per i Rapporti con gli Stati dal 12 maggio al 2 giugno 1997. Ha lavorato per meno di un'ora al giorno per circa tre settimane. Oggetto della sua ricerca sono stati la Baviera (1918-1921), l'Austria, la Serbia e Belgrado (1913-1915), una documentazione che non ha neanche utilizzato. Cornwell ha affermato che i documenti da lui trovati erano stati tenuti strettamente segreti fino a quando egli svolse la sua ricerca. Sostiene di aver trovato un documento esclusivo e inedito del 1919 che proverebbe l'antisemitismo di Pacelli e parla di questa lettera come di «una bomba a tempo» che sarebbe stata tenuta segreta. In realtà tale lettera, di cui Cornwell cita solo alcuni frasi avulse dal contesto, era già stata pubblicata per intero in Italia otto anni fa nel volume scritto da Emma Fattorini «Germania e Santa Sede. La nunziatura di Pacelli fra la Grande Guerra e la Repubblica di Weimar» (edito dal Mulino)".

Cornwell sostiene che lo scioglimento del partito di centro (Zentrum) e il Concordato proverebbero il sostegno di Pacelli al nazismo...
"Le affermazioni ed insinuazioni di Cornwell secondo cui la Santa Sede esercitò pressioni sul partito politico cattolico, il Zentrum, per votare a favore della legge che diede a Hitler poteri al di là della Costituzione, e poi sulla decisione del partito stesso di dissolversi, sono scandalose. Cornwell segue ciecamente l'opera di Klaus Scholder, un autore palesemente anticattolico severamente criticato in Germania. Per quanto riguarda poi il Concordato siglato il 20 luglio 1933, la decisione fu imposta da Hitler che improvvisamente offrì al Vaticano un accordo con i cattolici, allora già perseguitati dai nazisti. Pio XI e Pacelli erano tutt'altro che favorevoli a questo Concordato e volevano aspettare tempi migliori. Ma Hitler minacciò persecuzioni ancora più violente. Non va dimenticato poi che contemporaneamente alla stipula del Concordato la Santa Sede ed i vescovi tedeschi dichiararono pubblicamente che il trattato non implicava assolutamente l'approvazione dell'ideologia nazista, che era inaccettabile per la Chiesa cattolica. Tuttavia Pacelli era sicuro che Hitler avrebbe violato il Concordato, come disse al diplomatico inglese Ivone Kirkpatrick, perché Hitler e i suoi seguaci provavano un odio patologico verso la Chiesa cattolica, da essi ritenuta il più pericoloso nemico di ciò che intendevano realizzare in Germania".

Il libro di Cornwell accredita l'idea che Pacelli simpatizzasse per il nazismo perché anticomunista...
"Durante il suo mandato in Germania il nunzio fece 44 discorsi pubblici, in 40 dei quali attaccò le tesi del comunismo ma anche del nazionalsocialismo. La sua condanna coincideva perfettamente con quella sostenuta dai vescovi tedeschi prima dell'avvento al potere di Hitler. Il regime razzista di Hitler era poi in contrasto con la condanna dell'antisemitismo espressa dal Vaticano già nel 1928. Prima di lasciare la Germania Pacelli disse testualmente a una persona del suo entourage: «Quest'uomo (Hitler) è completamente invasato; tutto ciò che non gli serve, lo distrugge; tutto ciò che dice e scrive porta il marchio del suo egocentrismo; quest'uomo è capace di calpestare i cadaveri e di eliminare tutto ciò che gli è di ostacolo. Non riesco a capire come tanti in Germania non sappiano trarre insegnamento da ciò che scrive e dice. Chi di questi ha almeno letto il suo raccapricciante libro Mein Kampf?». Inoltre Pio XII era odiatissimo dai nazisti perché considerato come un «difensore degli ebrei». Accuse specifiche in questo senso si trovano nei discorsi che Hitler fece alla cerchia dei suoi fedelissimi (i Tichgespräche) nei diari di Goebbels e nelle esternazioni della stampa nazista".

Cornwell sostiene che Pio XII fosse gelidamente indifferente nei confronti della sorte degli ebrei...
"È una calunnia. Durante la guerra, dopo di essa e poi ancora in occasione della morte di Pio XII nel 1958, le massime autorità ebraiche, Ben Zevi, Moshe Sharett, Golda Meir, i rabbini capo di Gerusalemme e di numerosi Paesi, Albert Einstein oltre ad una schiera di organizzazioni ebraiche, specialmente degli Stati Uniti, ringraziarono Pio XII per tutto ciò che aveva compiuto in favore di tanti ebrei. I delegati delle comunità ebraiche di tutta Italia fecero mettere una lapide nell'attuale Museo della Liberazione in Via Tasso (già quartier generale delle Ss e della Gestapo a Roma), nella quale espressero la loro gratitudine a Pio XII. Oggi si ha talvolta l'impressione che tutte queste manifestazioni di sincera gratitudine siano dimenticate, e si afferma invece che Pio XII avrebbe dovuto protestare più frequentemente e in modo più esplicito, ma queste accuse non tengono in conto della realtà storica. L'esperienza aveva insegnato che tali proteste erano controproducenti. Ciò è dimostrato dalle reazioni dei nazisti all'enciclica «Mit brennender Sorge»; dalle disastrose conseguenze della protesta pubblica dei vescovi olandesi contro la deportazione dei loro connazionali ebrei; dalle insistenze dei vescovi polacchi residenti in patria a non fare tali proteste non solo inutili ma anche dannose, eccetera".

Fonte: http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/nazionalsocialismo/nazismo_e_chiesa/pio_XII_e_la_shoah/articolo.php?id=642&titolo=%ABMa%20Pacelli%20aiut%F2%20gli%20ebrei%BB

venerdì 18 dicembre 2009


E' tempo di guerra

O mia bela Madunina

O mia bela Madunina


Se sei per la legalità, per l'etica, per la Costituzione, oggi come oggi sei un comunista. Se invece sei per la legalità, per l'etica, per la Costituzione, oggi come oggi sei un collaborazionista.

Accade, di questi tempi. Il rispetto delle regole è uno strumento brandito solo per agitarlo e darlo in testa agli altri. Va sempre bene, è un vessillo bipartisan, unisex, buono per tutte le stagioni, basta che non ci si metta mai d'accordo su quali siano queste regole, perché se uno parla delle regole del Poker e un altro di quelle del Burraco, si capisce perché la situazione poi degeneri in fretta. Il punto è, curiosamente, che tutti si ammazzano per gli stessi motivi, e i primi a morire sono quelli che lo fanno notare.

Come si chiama un tempo nel quale non è più consentito dissentire, specificare, puntualizzare, avere opinioni diverse e confrontarsi? Ve lo dico io: si chiama tempo di guerra. Non importa se sei un cittadino italiano o un invasore, non importa se sei un soldato di questo o quello schieramento. Per chi si fa delle domande e si ferma a riflettere c'è solo una cosa: la corte marziale. Se non ritratti, se non fai in fretta a dire che ti eri confuso, che avevi capito male, vieni passato per le armi.

Poi ci sono i martiri. Sono quelli che nonostante le accuse, nonostante le minacce di morte, nonostante ci sia un plotone d'esecuzione con il colpo in canna pronto per loro, non rinnegano se stessi e muoiono per difendere un'idea. Presentat! Puntat! Fuoco! RATATAPLAN!
Lì per lì sono considerati vili, sciocchi, sono classificati come traditori. Poi, quando il sangue che acceca gli occhi inizia a defluire da sotto alle palpebre, quando il fumo delle cannonate e dei colpi di mortaio inizia a diradarsi, quando le narici smettono di sbuffare e il corpo cessa di sversare adrenalina come un barile di rhum fracassato a calci, quando la coscienza si desta dal lungo torpore, dal sonno della ragione dove era sprofondata, vittima di un incantesimo o di un rigurgito di primordiale ferocia, allora qualcuno timidamente inizia a portare dei fiori sulle loro tombe, ammesso che ne abbiano una.

Questa non è un'esercitazione. Ripeto: questa non è un'esercitazione! Disporsi in file ordinate e abbandonare i locali prima che prendano fuoco. Gli occupanti dell'ala destra dell'edificio scendano compostamente dalla rampa A, mentre gli occupanti dell'ala sinistra evacuino lo stabile utilizzando la rampa B. Agevolare il deflusso senza creare panico.
Non è consentito gettare dal torrione chi ha inavvertitamente infilato la rampa sbagliata: tanto, una volta raggiunto il cortile nessuno saprà più distinguere se starà parlando con uno che è sceso dalla rampa A oppure dalla rampa B.

Sono quasi centomila ormai le persone si sono iscritte al gruppo facebook dove si inneggia a Massimo Tartaglia, che viene considerato un eroe. Non si capisce un eroe di cosa, poi. Ha tirato una statuetta in faccia al presidente del Consglio? Basta così poco in questa Italia dei Grande Fratello, rapita dagli show di Fabrizio Corona e dalle liti circensi tra Adriano Pappalardo e Antonio Zequila, detto er mutanda? Io credevo che gli eroi fossero Borsellino e Falcone, tutt'al più chi difende la Costituzione camminando nel suo profondo quanto delicato alveo. Non mi risulta che la storia abbia mai reso immortale nè celebrato le gesta di chi si è abbandonato ad un momento di stizza tradendo la sua incapacità di esprimersi a un livello diverso rispetto all'incontinenza muscolare, e consegnando un autentico inatteso regalo di Natale ad un nemico politico che aveva bisogno solo del colpo di grazia, non di una fune alla quale aggrapparsi per risalire dal baratro dove lentamente e a fatica stava forse per essere confinato.

Mentre i barbari agitano le lance esultando per la più incosistente delle vittorie di Pirro, e si danno grandi pacche sulle spalle, riducendo il Web 2.0 a luogo di danze primordiali e punizioni tribali, svilendo così uno dei più formidabili strumenti che l'uomo abbia mai saputo creare per darsi l'opportunità di elevare la sua coscienza e condividere la saggezza, dall'altra parte si festeggia il bottino di guerra - una guerra dagli esiti incerti, almeno fino a ieri sera - rispondendo a tono in quell'arena romana cui ormai è ridotta la civiltà degli eredi di Cesare, di Galileo, di Leonardo, di Cristoforo Colombo e di Garibaldi.
Una volta si andava allo stadio e si gridavano cori di insulti scelti tra le più basse e rozze espressioni dell'animo umano. Oggi non è più necessario neppure muoversi da casa: le curve e le gradinate si riempiono su Facebook. Gli striscioni sono sotituiti dai titoli dei gruppi e i tifosi si iscrivono, ognuno con la sua sciarpa e il suo petardo in mano, al suono dei click del mouse.

Così compaiono gruppi su gruppi a sostegno di Silvio Berlusconi, con la variante che siccome a destra si comprano tutto e sono i padroni degli stadi, non fanno neppure la fatica di andarsi a cercare gli aderenti uno ad uno, no! Piuttosto, incaricano i loro direttori commerciali di trovare eventi già organizzati, manifestazioni già in corso che contino centinaia di migliaia se non milioni di iscritti, e comprano tutto in blocco.
E' il caso di Solidarietà a Silvio Berlusconi, un gruppo facebook che conta quasi due milioni di aderenti. Peccato che fino a ieri fosse il gruppo creato per dire "No a Facebook a pagamento", e che solo grazie al maquillage sul nome sia riuscito nel miracolo di portare 1 milione 891 mila e 150 membri a fare gli auguri di pronta guarigione al presidente del consiglio. E' come se uno andasse allo stadio per vedere Juve - Roma, e si ritrovasse a una festa del Popolo delle Libertà. Il mago che ha reso possibile tutto questo è tale Antonio Capitani. Raggirare la volontà dei cittadini si chiama truffa, e non è escluso che a qualcuno non possa venire in mente di denunciarlo per avere leso propria immagine, dopo essersi ritrovato iscritto contro la propria volontà a una corrente di pensiero che non lo rappresenta.
Stessa sorte hanno subito gli incauti membri del gruppo del sito di aste BidPlus, che contava oltre 400.000 membri, riconvertito in tutta fretta e sempre all'insaputa degli aderenti alla mission: Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia. Questa volta, tra i responsabili del furto di identità sociale, c'è una certa Alessandra Rossi, che in fatto di transazioni commerciali sembra intendersene parecchio, visto che nel suo profilo promoziona una quantità innumerevole di siti che promozionano società di Voice Over Ip, così come di scommesse e giochi online.

Maxim Zana QuarantaAltro gruppo facebook che si è allenato nella manipolazione della volontà popolare è l'omonimo Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo tartaglia, che conta oltre 120 mila membri. Prima che sparissero come per incanto i suoi amministratori, lasciandolo orfano di responsabilità, unico amministratore risultava tale Maxim Zana Quaranta, che nel suo profilo esibisce una foto nella quale sembra che posi affianco alla maschera di Benito Mussolini. Che fortuna averne fatto una snapshot prima che l'incallito truffatore di membri decidesse di svanire nel nulla.

Nel frattempo, il giovane Samuele Damiani decide di aprire un gruppo dall'epico titolo Uccidiamo a sprangate Di Pietro. Prima di cambiare in tutta fretta nome al gruppo, e di sparire alla chetichella dagli amministratori lasciando il gruppo orfanello, Samuele metteva in bella mostra una notevole spavalderia. Infatti scriveva:
«E cazzo ora avete toccato il limite adesso al primo comizio dello stronzo figlio di troia di DI PIETRO ci faremo vedere noi a morte lurido infame comunista... adesso devi avere paura a vivere»
Anche in questo caso, è stata una vera fortuna avere conservato degli snapshot del suo profilo personale, prima che con la sola imposizione delle mani decidesse di cancellare ogni traccia.

Io, all'Italia dei gruppi facebook non ci sto e non ci sono mai stato. E voi, siete ancora convinti che questa sia la strada da seguire per risolvere i problemi di questo paese?

Fonte: http://www.byoblu.com/post/2009/12/14/E-tempo-di-guerra.aspx#continue

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