sabato 12 settembre 2009


DICIOTTO casi clinici di Terapia Metabolica con agricoltura biologica italiana anti-cancro

Riassunto

In questo Studio, 18 pazienti sono stati sottoposti a “Terapia Metabolica”, sulla base di precedenti lavori scientifici pubblicati su riviste mediche ufficiali, come i ventuno casi clinici del dottor Marco Tasca (1), i dieci casi clinici del dottor John Morrone (2), i centocinquanta casi clinici dei dottori Ettore Guidetti e Domenico Rossi (3), i 288 casi clinici del dott. Philip Binzel (4), i centocinquantatre casi clinici del dott. Hildebrand, (5), i quaranta casi clinici del dott. Tan (6) e i circa mille casi clinici riportati del dott. Contreras (7).

Nella decisione di iniziare questo Studio, e nell’impostare il protocollo-base per tutti i pazienti considerati, ci si è soffermati, in particolare, sulle statistiche di sopravvivenza a lungo termine ottenute da Contreras (7), Binzel (4) e Hildebrand (5), tutti di scuola gersoniana e quindi su modelli di “Terapia Metabolica” molto simili fra loro.

Studio Contreras :

il dott Contreras (7) ha dimostrato di raggiungere la guarigione nel 30% dei cancri polmonari (200 casi clinici osservati); di circa il 40% nel caso dei cancri alla mammella (130 casi clinici osservati), il 30% nel caso dei cancri del colon (150 casi clinici osservati) e l’86% dei casi di cancro alla prostata (600 casi clinici osservati).

Studio Binzel :

nel 1994, il prof. Binzel pubblicò i risultati da lui ottenuti trattando i suoi pazienti negli anni 1974-1991 (4): su una casistica comprendente 180 pazienti che presentavano cancro primario (non metastatizzato e circoscritto ad un singolo organo o tessuto), 131 erano ancora vivi nel 1991, data in cui veniva pubblicato il rapporto. A quel tempo, 58 pazienti erano stati seguiti per un periodo dai 2 a 4 anni, mentre 80 di essi avevano avuto un follow-up medico per un periodo di 5-18 anni. Dei 42 pazienti che erano deceduti nel 1991, 23 erano morti a causa del cancro contratto, 12 per “cause non connesse” e 7 per “cause sconosciute”. Tra i pazienti che presentavano metastatizzazione, 32 su 108 erano morti della loro malattia, 6 per “cause non connesse”, e 9 per “cause sconosciute”. Dei 61 pazienti ancora vivi nel 1991, 30 avevano avuto un follow-up medico di 2-4 anni, 31 erano stati seguiti per un periodo di 5-18 anni.

Studio Hildebrand :

questo lavoro (5) fu fatto nel 1995, su pazienti malati di melanoma maligno, in cui si ebbero percentuali di remissione da malattia intorno al 40% per i casi più avanzati: dall’indagine retrospettiva risultò che per 14 pazienti affetti da Melanoma di Grado Primo e Secondo, il 100% era ancora vivo dopo 5 anni; per 17 pazienti affetti da Melanoma di Grado Terzo (cioè con metastasi localizzate), l’82% era ancora vivo dopo 5 anni; per 33 pazienti affetti da melanoma di Grado Terzo A e di Grado Terzo B, il 71% era ancora vivo dopo 5 anni; per 18 pazienti affetti da Melanoma di Grado Quarto A, il 39% era ancora vivo dopo 5 anni.

Altri Studi: anche altri Studi, non prettamente di scuola gersoniana, sono stati valutati con attenzione: nel 1966 al congresso internazionale di Tokyo, Rossi e Guidetti riportano un loro trial durato 10 anni, che aveva coinvolto centocinquanta pazienti affetti da cancro, riscontrando nella metà di essi un obiettivo miglioramento (3). In merito a tumori cerebrali, in Cina si è somministrata la vitamina “Elemene” in arteria carotidea in 40 pazienti affetti da tumore primitivo (gliomi) o metastasi cerebrali, nell’arco di 2 anni di terapia, con riduzione di almeno della metà delle masse neoplatiche nel 70% dei casi osservati (6).

per leggere l'intero documento vai su:

http://aloearborescens.tripod.com/18-casi-clinici-terapia-metabolica.pdf


Fonte: Ricevo e pubblica da Giuseppe Nacci


Grillo168 - L'automobile è morta

Grillo168 - L'automobile è morta
(4:18)
grillo168-24.jpg


Sono al Parco dell'Acquasola di Genova. Io non mi sono mai occupato poco della mia città perché ci devo vivere, ma questa è una cosa quanto meno strana: sta bruciando tutto il verde sulle colline genovesi e qui, che c'è un parco, un polmone dentro la città, vogliono ristrutturare, rifare il parco con sotto quattrocento posti auto e sopra degli sfiatatoi, un supermercatino e poi ripristinare il parco secolare.
Queste sono prese per il culo, non ripristini un parco secolare: il parco secolare c'è! C'è qualche pianta malata che si può tagliare e ripiantare, non ci fai sotto una soletta di cemento con quattrocento posti auto.
Sono tutti progetti che non hanno senso, o hanno solo un senso: quello di indebitare le generazioni future per fare soldi. Questi contratti fatti dai politici prima, con delle penali che dovrebbero pagare i cittadini adesso, sono dei crimini contro l'umanità.
Cosa si dovrebbe fare? Prendere tutte le imprese e dire: signori, questa cosa non si deve fare perché i cittadini non vogliono che sia fatta. Qui la gente vuole camminare, respirare, giocare. Qui si ripristina il laghetto... c'era il laghetto coi cigni, hanno tirato il collo ai cigni per metterci delle Panda, ma vi rendete conto? Qui si ripristina com'era, si mette un segnale wifi, si fa un campetto da bocce, la gente viene qua e collegata col mondo può lavorare qua. E' una cosa meravigliosa!
La questione è politica: si apre un tavolo, si prendono le imprese che hanno iniziato già i lavori e sono state fermate con una fideiussione da parte dei cittadini e si dice a queste imprese: signori, vi diamo la stessa quantità di soldi facendo un'altra cosa. Magari non un parcheggio ma il ripristino del Carlini – a Genova sanno cos'è – che è uno stadio per l'atletica. Ci sono già i progetti, ci sono altre cose, c'è solo l'imbarazzo della scelta!
Facciamo un tavolo, saltiamo il Comune. Se il Comune non se ne vuole occupare io faccio questo appello: ci troviamo con gli impresari, ci sediamo a un tavolo, ci saranno degli imprenditori e insieme decideremo di sostituire questa cosa perché è una emerita cazzata.
I grandi architetti, come Renzo Piano, tutti i grandi architetti del mondo stanno togliendo i parcheggi dalle città. Los Angeles sta smantellando i parcheggi nel centro. Renzo Piano costruisce i grattacieli nel centro di Londra senza parcheggi. Siamo proprio i più coglioni!
Chi li ha fatti, li ha fatti vent'anni fa, progettando una cosa diversa: qui dobbiamo ritornare a fare una città vivibile per le persone. Con queste amministrazioni, PD, PDL, Pdmenoelle... sono tutti la stessa cosa. Di là c'è l'Impregilo, dall'altra parte le Coop rosse. E' PIL, è continuare a fare PIL col cemento.
Siamo i primi produttori al mondo di cemento, è ora di dire basta, di cominciare a ragionare in un altro modo, di mettere i cittadini nei posti chiave e non gli esponenti di partiti politici. Bisogna metterci cittadini con movimenti dal basso.
Io vi esorto, per favore, a non prendere sotto gamba questo Parco di Genova perché l'hanno fatto anche a Milano: è scomparso il Parco Gioia, scompaiono i parchi secolari sotto i nostri occhi. Mettono le transenne, non si vede più niente coi rampicanti, fanno i lavori, la gente passa e dice: “cosa gh'è? Cosa gh'è?” dopo che si è accorta “cosa gh'é” si trovano delle cose orripilanti.
Esorto i genovesi a tenere sotto osservazione questo fatto, a spingere l'amministrazione a non cedere su questa cosa e di aprire una trattativa politica. Questa è politica, non giurisprudenza: è politica!
Buon 168 a tutti!

Fonte: http://www.beppegrillo.it/


Il punto sul "caso Montanari"

8/09/2009 - tratto dal sito dell'Associazione Carlo Bortolani onlus - www.bortolanionlus.it

In attesa di depositare in Tribunale le denunce a carico del Sig. Stefano Montanari, pubblichiamo l’interessante inchiesta di Valeria Rossi, giornalista ed editrice della rivista on line Il Ponente (www.ilponente.com) dal titolo: “Il punto sul “caso Montanari” e sul microscopio elettronico”.

4 Settembre 2009 di VALERIA ROSSI – Dopo la pubblicazione dell’intervista al dottor Montanari e il successivo colloquio con Marina Bortolani, che mi ha portato a togliere la suddetta intervista dal giornale, ho cercato di raccogliere quanto più materiale possibile per fornire una panoramica completa dei fatti.
Ho scambiato telefonate e mail con la Onlus Carlo Bortolani, con lo stesso dottor Montanari e con altre persone direttamente coinvolte nei fatti, l’ultima delle quali è stata Sonia Toni, ex moglie di Beppe Grillo tuttora in ottimi rapporti con lui, che ha curato una lunga serie di conferenze del dottor Montanari e promosso la pubblicazione di alcuni suoi libri.
Premetto che la verità in tasca non l’avevo prima e non ce l’ho neanche oggi: ma avendo pubblicato e successivamente “s-pubblicato” un’intervista su questo tema, ritengo di dover comunicare ai lettori almeno i fatti – comprovati da testimonianze o documenti – di cui sono venuta in possesso.

Da questi emerge che la decisione di donare il microscopio elettronico all’università di Urbino è stata motivata principalmente da due fattori:
a) l’utilizzo di questa apparecchiatura dalla Nanodiagnostics srl anche per scopi commerciali (analisi a pagamento) e non esclusivamente per la ricerca, come era stato invece dichiarato nel corso della raccolta fondi;
b) il fatto che la stessa raccolta fondi sia partita sulla base di quello che potremmo definire “un equivoco” o più crudamente “una manipolazione” del dottor Montanari ai danni di Beppe Grillo, scoperta solo in un secondo tempo.

I fatti: il dottor Montanari contattò Beppe Grillo, nel 2006, lamentando quello che definì lo “scippo” del microscopio elettronico a quel tempo in uso alla Nanodiagnostics, ad opera dell’Università di Modena.
Montanari sosteneva che questo microscopio era stato pagato, almeno in parte, con suo denaro personale e che l’unica motivazione per cui si era deciso il trasferimento era il fatto che le sue ricerche, evidenziando la pericolosità delle nanoparticelle (prodotte in larga misura dagli inceneritori), avessero infastidito qualche potere forte.

La motivazione poteva essere credibile e non è escluso che, del tutto o in parte, fosse anche reale: non fu reale, però, il racconto che Montanari fece a Grillo sul fatto che pericolose nanoparticelle fossero state rinvenute, a seguito delle sue ricerche, in una serie di diffusissimi e notissimi prodotti alimentari.
Montanari disse a Grillo di aver scritto a tutte le aziende interessate e di non aver mai avuto alcuna risposta. Grillo, indignato da questi fatti gravissimi, invitò Montanari a partecipare ad una serie di spettacoli in cui, oltre a dare direttamente spazio al dottore, mostrava l’elenco dei prodotti incriminati e delle sostanze nocive che erano state trovate al loro interno grazie alle ricerche dello stesso Montanari e di sua moglie, la dottoressa Gatti.
Nel video che potete vedere qui sotto si vede e si sente chiaramente Stefano Montanari che alla domanda: “Stefano, le ditte hanno mai risposto?” esclama: “No, no, mai!”. (clicca qui per rivedere il video)
Peccato che…sorpresa! Nel 2007, in un’intervista a “Disinformatico” (che potete ancora leggere integralmente sul sito www.attivissimo.net ) il dottor Montanari afferma che la storia delle nanoparticelle nei prodotti alimentari è stata manipolata e distorta nei contenuti.
Testualmente, afferma: “la cosa parte giusta, nel senso che quello che è stato detto di base, all’origine di tutto c’è una cosa quasi giusta. Poi, poi si è estrapolato e si sono dette delle cose che assolutamente non corrispondono al vero, ma proprio minimamente“.
Montanari spiega (qui riassumo brevemente, ma consiglio la lettura dell’intervista intera) che lui e sua moglie, la dottoressa Gatti, hanno pescato a caso ed analizzato alcuni prodotti presi sugli scaffali dei supermercati.
E specifica: “Attenzione, questo è fondamentale: di ogni prodotto noi abbiamo esaminato un pezzo, uno , non di più, cioè non abbiamo preso un lotto, due lotti, tre lotti, dieci lotti, come si dovrebbe fare se si fa un controllo normale, di legge, eccetera e si va a vedere che cosa c’è in tutti questi prodotti. Noi abbiamo preso una scatola di quel tipo di biscotti, un barattolo di quell’omogeneizzato, eccetera, e abbiamo esaminato. E abbiamo visto che in gran parte di questi prodotti, non tutti certamente, ci sono queste polveri che noi cerchiamo“.
In pratica si era trattato di controlli casuali, che avevano sicuramente evidenziato un possibile problema di inquinamento ambientale ma che non avevano e non potevano avere alcuna valenza scientifica, visto che poter definire una prova “scientifica” occorrono, come in parte ammette lo stesso Montanari, campionature mirate, analisi protocollate e, ovviamente, la pubblicazione dei risultati.
In assenza di tutto questo, Montanari non disponeva di alcuna vera “prova” da poter presentare alle ditte produttrici… e infatti non scrisse mai neppure una riga a queste ditte, come sostiene nella stessa intervista, sbugiardando Beppe Grillo.

Ecco le sue testuali parole: “la lettera che noi avremmo scritto a queste industrie: la lettera non esiste, non abbiamo mai scritto niente a nessuna industria, mai. Mai perché non abbiamo mai messo sotto accusa nessuno, cioè l’unico, l’unico ente che abbiamo messo sotto accusa è lo Stato, cioè chi legifera, chi non fa leggi per controllare questo tipo di inquinamento. Noi non abbiamo mai scritto nulla a nessuno. Quindi se non abbiamo mai scritto è chiaro che nessuno ci risponde. Non c’è lettera, non c’è risposta“.
Eppure, nel video, si vede chiaramente Grillo che parla di queste lettere e si sente altrettanto chiaramente Montanari che non solo non si sogna di smentirlo, ma avvalora le sue parole ( “Hanno mai risposto, Stefano?” “No, no, mai!”).
Inoltre Grillo, come si vede sempre chiaramente nel video, espone una “lista nera” di prodotti senza che Montanari, presente sullo stesso palco, si sogni di intervenire, di spiegare che si è trattato di campionature casuali, insomma di specificare, come fa invece nell’intervista, che “dare un elenco di prodotti da mettere all’indice non ha nessun significato scientifico”.

E non è tutto qui, purtroppo.
Un altro dato di fatto è che non siano mai state prodotte le prove (richieste più volte) del fatto che il primo microscopio elettronico fosse stato pagato anche con i soldi dei due ricercatori.
Ma il dato di fatto ancor più eclatante è che il primo microscopio elettronico (quello “scippato” , secondo la prima versione di Montanari) sia lo stesso microscopio con cui la dottoressa Gatti sta tuttora lavorando al progetto europeo DIPNA.
Sì, il microscopio è ancora in uso alla stessa ricercatrice: è con quello che porta avanti le sue ricerche, e non con il secondo microscopio, quello acquistato con la raccolta fondi.
Lo ammette, ancora una volta, lo stesso Montanari: “Il microscopio ci è stato tolto ormai già dal giugno del 2006, è rimasto imballato per nove mesi all’università di Modena, è stato riassemblato, rimontato diciamo così, di nuovo a spese nostre, perché noi adesso con quel microscopio portiamo avanti un altro progetto europeo“.
Dunque, il primo microscopio non venne mai realmente “sottratto” alle ricerche della dottoressa Gatti, ma semplicemente “spostato” dalla Nanodiagnostics di Modena all’Università di Modena.
L’unica cosa che, di fatto, veniva impedita a Montanari/Gatti era l’utilizzo privato dell’apparecchiatura.

In conclusione, questi sono i dati di fatto:
a) il dottor Montanari lamentò la sottrazione di un microscopio che in realtà era ancora in uso a sua moglie per le proprie ricerche;
b) raccontò a Beppe Grillo la storia delle merendine inquinate e permise a Grillo di basare, su questa “scoperta” che in realtà non aveva alcun fondamento scientifico, una serie di spettacoli mirati alla raccolta di fondi per un nuovo microscopio;
c) a raccolta terminata e microscopio acquisito, negò la validità delle ricerche sulle merendine attribuendo a Grillo la responsabilità di aver “capito male, perché non era uno scienziato”.
Mi risultano dunque questi i motivi principali (ne esistono altri ancora, ma non posso scrivere un libro e quindi mi limito a quelli più gravi) per cui si interruppe il rapporto tra Beppe Grillo e Stefano Montanari, che oggi, in un’intervista rilasciata a Byoblu, si dichiara molto stupito del fatto che la Onlus e lo stesso Grillo “non si fossero più fatti vedere”.
Forse non c’era molto di cui stupirsi…
Si aggiunga che Stefano Montanari, in alcune occasioni, millantò partecipazioni a progetti che in realtà non l’avevano affatto visto tra i protagonisti. Per esempio nella sua biografia su “consulente del progetto Nanopathology” della CE, circostanza smentita dall’ufficio stampa della stessa Comunità Europea, consultato da una docente universitaria in chimica:

From: “ALEXANDRESCU Laura” <>
To: (il nome del richiedente è stato omesso per ovvi motivi di privacy)
Subject: RE: (Fwd) Re: DIPNA {REF RTD REG/G.4(2008)D/579365}]{REF RTD
REG/E.3(2008)D/593026} Date sent: Wed, 3 Dec 2008 15:30:59 +0100

Il Dr Montanari non ha alcun titolo a vantarsi di aver partecipato ai 2 progetti finanziati…

Fin qui i fatti, comprovati, che ho potuto raccogliere sulla storia del primo microscopio.
Quanto al secondo microscopio, acquistato grazie alla raccolta di fondi fondata (mi si perdoni il bisticcio) sull’equivoco si cui sopra, sarebbe rimasto probabilmente fuori dalla querelle tra Grillo e Montanari se solo i due scienziati avessero prodotto le prove del suo utilizzo a scopo di ricerca.
Purtroppo, come si legge sul sito della Onlus: “come più volte sollecitato ai due dottori, rimaniamo in attesa di una reportistica sui risultati e sulle scoperte scientifiche – confermate da pubblicazione e da attestati della comunità scientifica – prodotti in questi tre anni di possesso del microscopio. Ciò crediamo sia doveroso nei confronti dei benefattori. E’ evidente che riferimenti a ricerche e studi svolti prima dell’acquisto del microscopio in oggetto non sono inerenti a tale ripetuta richiesta, ma, anzi, possono risultare fuorvianti”.
In realtà, anche nell’intervista concessa al Ponente, il dottor Montanari mi ha parlato di scoperte (”le nanoparticelle entrano nel nucleo della cellula”, “le nanoparticelle passano dalla madre al feto”) che in realtà appartengono ad un periodo precedente l’acquisizione del microscopio. A dire il vero esse venivano già citate dal professor Renzo Tomatis, (scomparso nel 2007) in alcuni suoi studi. Ma senza voler entrare nel merito di “chi ha scoperto cosa”, visto che qui non stiamo facendo discussioni scientifiche né accademiche, se ne deduce comunque che queste scoperte non sono dovute alla presenza del microscopio elettronico nella sede della Nanodiagnostics.

Non risultano, peraltro, pubblicazioni a nome Montanari e/o Gatti relative agli ultimi tre anni, ovvero al periodo di permanenza del microscopio presso il loro laboratorio.
Risulta invece che il microscopio è stato utilizzato per analisi private a pagamento: lo si evince dai ricavi dichiarati, visto che la mission principale della Nanodiagnostics sono appunto le analisi a pagamento.
Il dottor Montanari, a questo proposito, rifiuta l’accusa di utilizzo lucroso, ma dichiara, in un post sul suo blog: “quello che facciamo per poter sopravvivere è cercare di vendere qualche analisi ai privati che se lo possono permettere e per questo usiamo anche (non sempre) il microscopio che, in qualche modo, cerca di contribuire al suo stesso mantenimento, visto che né lei né altri si muovono e tutto ci grava addosso“.
Queste spese di mantenimento del microscopio sono state indicate da Montanari in 90.000 euro/anno; ma anche questo costo è stato smentito dalla ditta produttrice, che invece le ha quantificate in circa 25/30.000 euro/anno.

Insomma: soltanto la mancanza di chiarezza sull’utilizzo del macchinario – e soprattutto la mancanza di pubblicazioni relative alle ricerche svolte per mezzo di questo microscopio (e non di quello dell’Università di Modena, pagato con fondi CE) - hanno indotto la Onlus Carlo Bortolani ad affidarlo all’Università di Urbino.
Il resto sono opinioni, ipotesi, supposizioni.
Per esempio: può esistere una macchinazione o un complotto politico ai danni di Montanari?
Ma certo che sì!
E’ risaputo, e ne abbiamo chiari esempi anche nella nostra provincia, che chiunque lotti contro inquinamento, inceneritori e affini è sicuramente malvisto ed è spesso soggetto a pressioni, ricatti e altre piacevolezze simili.
Nessuno si sogna di negare che cementificatori e “inceneritoristi” siano capaci di tutto e che spesso abbiano un potere politico ed economico sufficiente a stroncare una carriera o a danneggiare gravemente chi lotta contro di loro.
Purtroppo, in questo caso, la mia personale impressione è che i presunti nemici di Montanari non abbiano neppure avuto bisogno di entrare in azione, perché il dottore ha fatto tutto da solo.
Le dichiarazioni e controdichiarazioni, l’indubbia strumentalizzazione del caso-merendine e il fatto di avere evidentemente carpito la fiducia di Beppe Grillo, per poi dissociarsene a risultato ottenuto, sicuramente gli hanno alienato diverse simpatie, nonostante si tenda (la sottoscritta per prima) a tifare sempre di cuore per chiunque sposi la causa ambientalista.
Tifare per chi lo fa in modo scorretto, però, diventa più difficile; e anche ammettendo che il suo “non accorgersi che Beppe Grillo aveva frainteso” fosse per una buona causa e che comunque il fine giustificasse i mezzi, almeno a mio avviso, non è esattamente l’esempio di limpida correttezza professionale che ci si aspetterebbe da cotanta icona della ricerca italiana.
Per questo ritengo, personalmente, che il dottor Montanari abbia commesso qualche errore di troppo e che questi errori giustifichino la decisione di spostare il microscopio acquistato coi fondi dei cittadini in altra sede.
Ancora oggi il dottor Montanari mi ha inviato alcune e-mail, una delle quali attacca l’Università di Urbino accusandola di “essersi schierata in più occasioni a favore di soggetti privati ed iniziative di carattere “imprenditoriale” di dubbia validità. Prova ne siano le recenti consulenze dell’Istituto di Botanica dell’Università e del Prof. Orazio Attanasi, in qualità di docente dell’Ateneo, a sostegno della realizzazione della centrale termoelettrica a cosiddette biomasse nel Comune di Orciano di Pesaro, un progetto ritenuto altamente pericoloso anche dall’IST – Istituto Nazionale per la Ricerca su Cancro di Genova, chiamato a esprimersi da uno dei comuni interessati.”
Purtroppo, sempre dalle testimonianze in mio possesso, risulta che fu lo stesso Montanari ad indicare l’Università di Urbino come destinataria nominale del microscopio.
Se sapeva che questo ente pubblico era complice degli inquinatori, per quale motivo l’ha scelto?
E se non lo sapeva, come può oggi accusare (più o meno velatamente) la Bortolani Onlus di complicità occulte con un Ente che NON è stato scelto da loro?
Comunque, personalmente inviterei i lettori a separare nettamente le due cose, anzi tre: la ricerca da una parte, la lotta contro l’inquinamento dall’altra, la figura del dottor Montanari da un’altra ancora.
Se una qualsiasi di queste non risulta limpida come tutti vorremmo, non è necessariamente valido l’assunto secondo cui non valgono nulla neanche le altre.
Non è così che funziona, e qualsiasi tentativo di virare questa storia a favore di inquinatori e inceneritori sarebbe una strumentalizzazione inaccettabile.
La lotta contro l’inquinamento si basa su ricerche scientifiche fondate, validissime, alcune delle quali sicuramente attribuibili anche alla dottoressa Gatti, con la collaborazione del dottor Montanari: questo non va assolutamente messo in discussione.
Purtroppo sembra risultare che il dottor Montanari, perseguendo il nobile scopo della ricerca – che personalmente voglio continuare a credere fondato su puri ideali e non su speranze di lucro personale – abbia manipolato un po’ troppo persone, dati e fatti.
Quindi la mia, personalissima ed opinabilissima, opinione è che Beppe Grillo abbia avuto fondati motivi per allontanarsi da questa figura e che la Bortolani Onlus abbia altrettanto fondati motivi non per “rubargli” il microscopio, ma per collocarlo in una sede in cui possa essere utilizzato anche per altre ricerche e da altri scienziati, in grado di garantire quei risultati scientifici e quelle pubblicazioni ufficiali che fino ad oggi la Nanodiagnostics non ha prodotto, ma a cui i donatori hanno assolutamente diritto.
Il tutto consentendo ugualmente a Montanari-Gatti di continuare a far uso del microscopio per le proprie ricerche, come risulta dall’atto di donazione.
Certo, non sarà comodo fare ogni volta 200 chilometri per utilizzarlo: su questo il dottor Montanari ha sicuramente ragione. Però è anche vero che questo disagio appare come il risultato della sua scarsa trasparenza, e di questo non credo possa incolpare altri che se stesso.
Che poi qualche potere (politico od economico che sia) legato agli inceneritori possa far festa, è fuor di dubbio: ma questa è la conseguenza, mentre non c’è alcuna prova che possa farlo ritenere la causa di quanto è successo.
Nota finale: ciò che ho pubblicato è il risultato di due giorni di ricerche; ma non pretendo sicuramente, in due giorni, (per quanto intensi) di aver sciolto tutti i nodi che compongono questa intricata storia.
Il dottor Montanari avrà ampio diritto di replica, così come lo avranno tutte le persone informate che vorranno partecipare alla discussione, portando possibilmente fatti concreti: ma anche le semplici opinioni saranno bene accette.
Come si sarà notato, in questo mio “punto della situazione” manca la testimonianza diretta di uno dei principali interessati, e cioè Beppe Grillo. In realtà avevo cercato di contattarlo tramite il meetup savonese; ma la sua decisione, comunicata dal suo assistente, è quella di “non rilasciare interviste su questa faccenda per non alimentare ulteriori “rumors” fino a quando (a breve) farà un post su questo argomento“.
Ed ovviamente – anche se un po’ a malincuore – non possiamo che rispettarla.

---------------

La vera ricerca dà fastidio
Dottor Stefano Montanari - Tratto da "Biolcalenda", nr. 8 di settembre 2009

Ad un lettore frettoloso potrebbe sembrare che quanto mi accingo a scrivere siano fatti miei e basta. Ahimé, non è così.
Per ragioni che non descriverà di nuovo, essendo state già oggetto di numerosi articoli e perfino di un libro, qualche anno fa noi - mia moglie, la dottoressa Antonietta Gatti, ed io, intendo - fummo privati dello strumento principe che ci permetteva di condurre ricerche intorno ad una scoperta scientifica molto importante di mia moglie, vale a dire certe interazioni delle polveri sottili ed ultrasottili con l'organismo. Essendo in corso un progetto europeo che Antonietta dirigeva, restare senza microscopio elettronico, ché quello era lo strumento, avrebbe significato il fallimento di anni di lavoro e l'annullamento di un utilissimo progresso scientifico.

Fu così che Beppe Grillo propose di dare pubblicità alla cosa e d'iniziare una raccolta popolare di fondi per acquistare un nuovo microscopio. 378.000 Euro erano la cifra necessaria, e 378.000 Euro furono raccolti nel giro di un anno giusto. lo partecipavo agli spettacoli di Grillo nel corso dei quali raccontavo qualcosa delle ricerche e, sempre pagandomi le spese, per oltre 200 volte in 12 mesi tenni conferenze pubbliche al termine delle quali mendicavo quattrini. Quattrini che arrivavano ad una onlus di Reggio Emilia resasi disponibile e la cui unica cura era quella d'incassare denaro.

E qui sta tutta la mia imperdonabile ingenuità: per evitare che qualcuno pensasse male, cosa che poi accadde lo stesso, io feci intestare l'apparecchio proprio alla onlus che ne diventò legalmente proprietaria. A questo punto, stando a quanto la presidentessa di quel l'associazione, affermava, era necessario che il microscopio passasse burocraticamente attraverso un ente pubblico il quale, poi, lo avrebbe girato a noi.

Allora, dopo qualche mese di ricerca, io trovai il Centro di Geobiologia dell'Università di Urbino il cui direttore, prof. Rodolfo Coccioni, si prestò alla bisogna. Tutto bene fino a che, il 30 giugno scorso, mi arriva una raccomandata della onlus in cui questa mi comunica che, un paio di settimane prima, aveva "donato" il microscopio all'Università di Urbino. Questo dopo avermi tenuto all'oscuro di trattative lunghissime e, scrive la raccomandata, con il placet di Grillo.

Qualcuno potrebbe chiedersi quale voce in capitolo abbia Beppe Grillo e che cosa mai c'entri in una bizzarria dei genere. Qualcuno potrebbe pure chiedersi per quale motivo al mondo Grillo avrebbe avuto piacere che il microscopio ci venisse tolto dopo che, con una chiarezza cristallina, lui stesso aveva affermato innumerevoli volte nei suoi spettacoli e aveva assicurato per almeno un paio d'anni sul suo blog che quei soldi erano raccolti esclusivamente perché noi - mia moglie ed io - potessimo avere quell'apparecchio. Addirittura il sito Internet della onlus contiene un lungo post datato aprile 2007 in cui si conferma che solo noi siamo i destinatari dei microscopio e che solo mia moglie può decidere come e dove usarlo. In aggiunta, tutto questo è riportato pari pari nel documento originale di accordo tra la onlus e il Centro di Geobiologia di Urbino.

Se si vuole un esempio di stravagante ipocrisia, poi, si legga la condizione con cui il nostro microscopio finirà in un'università dove non esiste la minima esperienza riguardo la ricerca per la quale tutto quel denaro è stato raggranellato: noi potremo usare l'apparecchio "almeno una volta la settimana". Lasciando da parte il fatto che tra casa nostra ed Urbino ci sono più o meno 3 ore di viaggio, per prima cosa, la nostra ricerca richiede almeno 8 ore al giorno d'impiego dell'apparecchio per almeno 5 giorni la settimana e, non di rado, il suo uso notturno in una modalità automatica (che ci appartiene e che non daremo certo ad Urbino). Poi ci vogliono ambienti particolari e apparecchiature a contorno che laggiù non esistono. Poi occorrono tecnici che sappiano preparare i campioni da osservare e, ancora una volta, ad Urbino non c'è quel tipo di personale. E il denaro? Mantenere un aggeggio dei genere è quanto mai costoso e, notoriamente, nelle università non c'è una lira.

Perché, allora? La manovra è fin troppo ovvia: come si era già fatto quando ci si tolse la disponibilità dei primo microscopio, la nostra ricerca deve essere "imbavagliata". Imbavagliata è il termine che usava a suo tempo Grillo quando, forse, chi ne cura gli'interessi non si era reso conto di che cosa significasse davvero darci una mano.
Le evidenze che noi mostriamo in modo tanto impietoso quanto incontestabile danno fastidio, e tanto, a chi lucra sull'incenerimento dei rifiuti vendendosi la nostra salute, a chi vuole costellare la Penisola di demenziali impianti "a biomasse", a chi ficca le ceneri da immondizia nel cemento, a chi infila particelle inorganiche nei vaccini, a chi particelle analoghe aggiunge agli alimenti industriali, e così via.

Ora, poi, che i nostri risultati sono arrivati molto in alto e minacciano di arrivare ancora più su, il fastidio diventa pericolo. Insomma, a scanso di guai, meglio toglierci dai piedi e farlo in fretta. Ciò cui la onlus non aveva pensato è che qualcuno avrebbe reagito. Ora un avvocato sta ricevendo centinaia di messaggi da persone che hanno donato quattrini per noi e che si vedono beffate, e quell'avvocato, forte dei mandati ricevuti dai donatori, procederà contro onlus ed Università di Urbino. Tantissimi messaggi indignati arrivano all'Università ed alla onlus la quale, magari un po' ingenuamente perché spesso di quei messaggi io ricevo copia, risponde a tutti che le proteste si limitano a 13 (!) lettere.

Ecco: questi non sono fatti miei e basta. Con quel microscopio noi abbiamo ottenuto risultati di eccellenza assoluta, abbiamo ricerche delicatissime in corso, mia moglie è a capo di un progetto europeo che vede coinvolti 10 centri di ricerca su 6 paesi diversi, siamo riusciti a far passare una legge che riconosce le patologie da "uranio impoverito e nanoparticelle" cosicché i ragazzi che tornano malati dalle missioni "di pace" non saranno più lasciati morire come cani, stiamo ostacolando lo scempio che si fa costruendo inceneritori ovunque, stiamo lavorando su di un sistema per disinquinare l'aria cittadina, e così via. Tanto business non proprio pulito è messo a rischio.
Più di qualcuno consiglia a mia moglie e a me di andarcene da questo squallido paese. Ma noi resteremo: andarcene significherebbe riconoscere che la mascalzonaggine è imbattibile. E noi siamo abituati a vincere.



Fonte: http://www.disinformazione.it/stefano_montanari.htm


GABANELLI E BONGIORNO

COSA ACCOMUNA IL GRANDE MIKE BONGIORNO E LA GABBANELLI?

Entrambi sono solo un lontano e caro ricordo di una televisione che non c'è più.



Mike Bongiorno, con lui sono cresciuti milioni di italiani, simbolo di una televisione leggera ma che premiava l'istruzione e la cultura, mai volgare e spesso divertente.

Gabbanelli, con la sua Report, l'unico programma serio italiano.Mai troppo politicizzato, capace di scavare nel fondo della pattumiera italia. Portava all'opinione pubblica storie di sporco capitalismo italiano e il giorno dopo....come se nulla fosse successo. Ma gli onesti che la guardavano speravano e speravano in un Italia migliore e nel cuore di tutti c'era la speranza che una trasmissione come report potesse creare indignazione e una reazione dei politici.



Cosa li accomuna ancora: Berlusconi, ovviamente. Nel caso di Mike, Berlusconi è stato un amico, grazie al quale Mike ha conosciuto l'agiatezza. Nel caso della Gabbanelli.....il suo pugnalatore. Immagino che sia stato grazie a lui e al suo staf che Report non verrà più presentato dalla Gabanelli. TROPPO SCOMODA. Quest'anno la Gabbanelli avrebbe potuto portare alla ribalta scheletri molto scomodi, non graditi all'establishment.

Al posto di Mike e della Gabanelli , oggi la televisione ci regala programmi culturalmente idioti come il Grande Fratello o Tribù, telegiornali senza notizie, zero programmi culturali o dove i giornalisti sono servi del sistema di destra o di sinistra.

Mike e la Gabbenelli sono morti entrambi in questo settembre televisivo, ma rimarranno a lungo nel cuore di milioni di Italiani che speravano e sognavano un'Italia migliore.

Oggi questa speranza è ovviamente molto molto ridotta.

Fonte: http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/


Cambio di marcia

VIGNETTA - Fonte: http://www.vauro.net/



Il Giornale dei pregiudicati

213
commenti



Vignetta di theHandda Antefatto.it
Ebbene sì, lo confessiamo: ieri abbiamo organizzato un forum in redazione con scrittori, giornalisti, artisti e intellettuali per presentare il Fatto Quotidiano a un gruppo di persone che stimiamo, apprezziamo e speriamo di avere come collaboratori.

Fra queste, ci hanno fatto l’onore di essere presenti anche due magistrati antimafia, Roberto Scarpinato e Antonio Ingroia, della cui amicizia personalmente mi vanto: sono due dei migliori eredi del pool di Falcone e Borsellino, in prima linea nel pool di Gian Carlo Caselli, fra i protagonisti delle stagioni più luminose della lotta alla mafia. Se vorranno, scriveranno sul Fatto in materia di giustizia e di mafia, insieme a giuristi, costituzionalisti, esperti di diritto, partecipando al dibattito sulla legalità che in Italia è ormai riservato ai delinquenti e ai loro onorevoli avvocati.

Lo faceva Giovanni Falcone, editorialista de La Stampa e collaboratore di un programma di Rai2 sulla mafia. Lo faceva Piercamillo Davigo su La Voce di Montanelli. L’ha fatto, negli ultimi mesi, lo stesso Scarpinato sul Corriere. Lo fa continuamente Gian Carlo Caselli sui giornali che ospitano i suoi scritti. L’ha fatto Carlo Nordio su quotidiani vicini al centrodestra, anche mentre indagava sul Pci-Pds, e nessuno ha avuto nulla da obiettare: giustamente, perché in una democrazia tutti hanno il diritto, e in certi casi il dovere, di manifestare il proprio pensiero. E perché, come è giusto e interessante dare spazio ai medici nel dibattito sulla sanità e agli attori e ai registi nel dibattito sul cinema, è giusto e interessante dare spazio ai magistrati (così come agli avvocati e ai docenti universitari) nel dibattito sulla giustizia.

Non la pensa così Il Giornale della famiglia Berlusconi, diretto da Vittorio Feltri, che della democrazia ha un concetto, diciamo così, un po’ originale. Oggi ha sbattuto in prima pagina, come una notizia scandalosa, la partecipazione (peraltro silente, in veste di semplici osservatori) di Ingroia e Scarpinato al nostro forum. Titolo: “Due giudici antipremier in redazione. Nel nuovo giornale di Travaglio & C. Ingroia e Scarpinato tengono a battesimo Il Fatto, un quotidiano che fa dell’antiberlusconismo la propria linea editoriale. E poi pretendono che crediamo alla favoletta dell’imparzialità dei giudici”. Nell’articolo di Antonio Signorini, si legge una carrettata di balle: tipo che Il Fatto sarebbe “il giornale dei dipietristi”, “dichiaratamente giustizialista”, “un soggetto tutto politico emanazione di un pezzo di sinistra, quella giustizialista, che si riconosce nell’Italia dei valori”, “il nascente quotidiano vicino al movimento di Antonio Di Pietro”, “all’assemblea del quotidiano vicino a Idv, i magistrati Ingroia e Scarpinato lanciano l’allarme democratico”.

Il poveretto non sa che i due magistrati si sono limitati ad assistere a una parte del forum, senz’aprire bocca. Ma, soprattutto, non sa o finge di non sapere che il Fatto Quotidiano, come ha ribadito il direttore Antonio Padellaro ieri, “ha una sola linea politica: la Costituzione della Repubblica Italiana”. E’ comprensibile che due magistrati nella redazione di un quotidiano che si ispira alla Costituzione sgomentino certa brava gente. Stiamo parlando del Giornale di proprietà di Paolo Berlusconi, noto pregiudicato per corruzione e altri reati, e diretto da un tizio, Feltri, che ha difeso amici della mafia come Andreotti, Contrada, Dell’Utri e così via. Ma soprattutto ha fatto o fa scrivere sui suoi giornali noti pregiudicati per reati gravi, come Vittorio Sgarbi (sei mesi per truffa allo stato), Paolo Cirino Pomicino (corruzione e finanziamento illecito), Gianni De Michelis (corruzione e finanziamento illecito), Francesco de Lorenzo (associazione per delinquere e corruzione), Gianstefano Frigerio (corruzione, concussione, finanziamento illecito), Renato Farina (ha patteggiato 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro Abu Omar ed è stato espulso dall’Ordine dei giornalisti perché a libro paga dei servizi segreti). E personaggi come Luciano Moggi (5 anni di interdizione dalla giustizia sportiva, 1 anno e 6 mesi in primo grado per violenza privata e minacce, imputato al Tribunale di Napoli per associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva). L’altro giorno, per dire, Il Giornale ha affidato il ricordo di Mike Bongiorno a Fedele Confalonieri (rinviato a giudizio per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset e di nuovo indagato a Milano nell’inchiesta Mediatrade prossima alla conclusione).

Ecco, è normale che il Giornale degli imputati e dei pregiudicati trovi anormale un giornale che, invece, ospita incensurati e addirittura magistrati. Ciascuno si accompagna con i propri simili. Infatti l’assenza di pregiudicati e la presenza di magistrati e incensurati al nostro forum viene definito dal Giornale “una nuova anomalia italiana”. Questi squadristi della penna tirano addirittura in ballo “la separazione dei poteri” e chiedono all’Associazione nazionale magistrati di “riprendere i due iscritti che hanno partecipato a un forum che più di parte, e politico, non si può”. Denunciano come un crimine il fatto che “i magistrati palermitani hanno una qualche idea politica” (avete capito bene: ora è vietato avere idee politiche). E auspicano - da parte nostra o da parte loro - “una qualche precisazione o smentita”.

Se questi picchiatori maccartisti sperano di costringerci a scusarci, a giustificarci, a nasconderci nelle catacombe, hanno sbagliato i loro conti. Noi siamo orgogliosi di stare dalla parte dell’antimafia e di essere amici di servitori dello Stato come Scarpinato e Ingroia, mentre il capo del governo attacca come “follia” e “cospirazione” le indagini sulle trattative fra Stato e mafia e sui mandanti occulti delle stragi del 1992-’93 e il presidente Giorgio Ponzio Napolitano tenta di frenare il Csm nella doverosa difesa dei magistrati attaccati. E saremmo ancor più orgogliosi se magistrati come loro collaborassero al Fatto Quotidiano. Vorrà dire che, per la gioia di Littorio e i suoi compari, il prossimo forum del Fatto Quotidiano lo organizzeremo in un teatro o in una piazza, e di magistrati come Ingroia e Scarpinato ne inviteremo molti altri.
(Vigetta di theHand)

Fonte: http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/


Alle prese col cous cous...

Buon pomeriggio...oggi vi vorrei presentare il mio primo cous cous..è da un bel pò che volevo realizzarlo e finalmente ho deciso di provare anche se il risultato era alquanto dubbioso..inoltre forse ho commesso un errore a comprare quello della barilla in quanto è risultato bianco tipo 'pastina'..infatti ho intenzione di prendere quello proprio etnico con confezione gialla che ho visto su parecchi siti..e che io avevo tra le mani al supermercato però non mi sono fidata! Il condimento è stato un pò azzardato e forse poco rispetto alle quantità del cous cous..e non parliamo dei gamberetti mai più quelli piccoli erano pressochè invisibili..comunque a parte i particolari il risultato è stato davvero sorprendente..per prima volta mi è piaciuto nonostante le mie titubanze e spero che la prossima, con gli accorgimenti del caso, riesca ancora meglio..!


Allora io vi dico come ho proceduto però chiedo a chi è più esperto di me di correggermi...accetto qualsiasi consiglio, critica e dritte....Please Please...



Cous Cous Campagnolo o quasi...:-D

500 gr di cous cous
2 zucchine medie
1 scatoletta di mais da 250 gr
250 gr di gamberetti surgelati
circa 12 mozzarelline cigliegine
insalata calabrese q.b. (per la ricetta vedi qui)


Io ho proceduto mettendo a bollire 500 gr d' acqua salata..ho posto il cous cous in una grande pentola e al momento che l' acqua cominciava a bollire ho spento e l' ho versata sul cous cous lasciandola assorbire dal cous cous per 5min coperta..dopodichè ho sgranato un bel pò con una forchetta il composto..l' ho lasciato raffreddare un pò e ho aggiunto le zucchine (precedentemente tagliate a rondelle, salate e saltate in padella per farle ammorbidire), i gamberetti scongelati, il mais scolato, le mozzarelline tagliate a metà e l' insalata calabrese(io ne avevo un pò che mi era avanzata e l' ho aggiunta)..ho aggustato di sale e posto in frigo a raffreddare completamente..


Su internet ho visto anche i piatti marocchini in cui viene servito 'bellissimi devo dire' e visto che si tratta di piatti piani ho usato un piatto pizza per servirlo..anche se quelli marocchini sono belli colorati..il mio era bianco
:-(....




Con questo piatto vi auguro un buon weekend...
Bacioni...Fiore


CROSTATA DELICATA DI RICOTTA E MELE ALL’INFUSO

crostata





L’ho trovata davvero delicatissima e deliziosa… e anche abbastanza leggera. Ho fatto una base di pasta simil-frolla allo yogurt arricchita con una tisana alle mele e cannella che amo molto. Ne è uscita una base morbida, profumata e molto saporita, si sentiva molto il delicato sapore dell’infuso. Ne ho fatto anche dei biscotti, giusto per sentire il sapore singolo della pasta, e mi sono anch’essi piaciuti molto (se doveste farli tagliateli abbastanza alti, quasi un centimetro, e lasciateli appena dorare, così rimangono belli morbidi). La farcitura è fatta con uno strato di mele aromatizzate all’infuso (precotte nella tisana) e con uno strato di crema alla ricotta e mandorle. Ne è uscita una torta morbida e delicata, che non stanca nemmeno alla terza fetta di seguito… parlo per esperienza!

Ingredienti

per la base

  • 3 cucchiai di yogurt (se l’avete alle mele ancor meglio)
  • 40 gr di burro molto morbido (al micro per 30 sec)
  • 2 cucchiai di latte
  • 1 uovo
  • 180 gr di zucchero
  • 360 gr di farina 00
  • 2 cucchiaini di lievito
  • 2 bustine di infuso alla mela e cannella
  • ½ bustina di zucchero vanigliato


per il ripieno:

  • 3 o 4 mele gialle
  • 3 bustine di infuso mela e cannella
  • 200 ml di acqua
  • 200 gr di zucchero
  • 250 gr di ricotta
  • 50 gr di farina
  • 100 gr di farina di mandorle
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino di cannella

crostata me



Preparare la base lavorando yogurt, latte, burro ammorbidito, uovo, zucchero, zucchero vanigliato e il contenuto delle bustine. Aggiungere poi la farina setacciata con il lievito e lavorare il composto con le mani fino ad ottenere una pasta liscia e morbida. Avvolgerla nella pellicola e lasciarla in frigorifero per una mezz’oretta abbondante.
Portare a bollore l’acqua e immergere le bustine, lasciandole in infusione per una decina di minuti. Sbucciare e tagliare a fettine le mele. Togliere le bustine dall’acqua, aggiungere 50 gr di zucchero e le fettine di mele. Mettere sul fuoco e cuocere le mele, mescolandole ogni tanto, per 5 minuti, spolverizzandole con la cannella.
Nel frattempo lavorare a crema la ricotta con il rimanente zucchero, aggiungere le uova, la farina setacciata e la farina di mandorle.
Stendere la pasta, all’altezza di pochi millimetri, su un foglio di carta da forno leggermente infarinato (io ho messo un foglio di pellicola tra la pasta ed il matterello per stenderla con maggiore facilità). Ricoprire il fondo ed i bordi di una tortiera imburrata ed infarinata (consiglio una tortiera a cerchio a apribile o una in alluminio per non aver problemi a togliere la crostata dalla tortiera) – il bordo dovrà essere alto 3 cm circa. Bucherellare il fondo con una forchetta e stendervi sopra le mele scolate dall’acqua di cottura. Ricoprire con la crema alla ricotta e cuocere in forno preriscaldato a 170° fino a che la crema non risulti più molle (50 – 55 min circa). Se volete mettere sopra delle decorazioni di pasta come ho fatto io aggiungetele verso la fine della cottura, quando la crema inizia già ad essere un po’ più solida.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Stefania:


Squirting: Ragazze, volete imparare lo squirt...ecco la tecnica




Imparare lo SQUIRTING

Lo squirting è un tipo di orgasmo prettamente vaginale, si ottiene con la stimolazione ripetuta e forte del punto g,situato a pochi cm dall'inizio della cavità vaginale, nella parete superiore.Questa stimolazione provoca il risveglio di un residuo prostatico in alcune donne,si avverte quindi lo stimolo di urinare,se non ci si trattiene si ha questo particolarmente intenso tipo di orgasmo..Il liquido espluso caratterizza ulteriormente questa pratica..se espulso con violenza e a getti si puà chiamare Squirting,se invece le quantità sono minori e la forza d'espulsione bassa si parla di Gushing.



Se sei in grado di avere un orgasmo di tipo vaginale puoi provare a vedere se la hai, in giro parlano di diverse tecniche ti scrivo quella che ho trovato io.

Come eiaculare?

Primo passo
Trova il muscolo che si colloca intorno alla parte dell'uretra all'interno della vagina. Se i muscoli della tua vagina non sono stati molto usati, puoi fare un esercizio: premere e rilasciare i muscoli. Questo è piacevole e in questo modo puoi addirittura arrivare fino all'orgasmo.

Secondo passo
Massaggia la parte dell'uretra nella tua vagina con due-tre dita. Spingi forte, ed aspetta che ti arriva lo stimolo di fare la pipi. Questo segno significa che sei pronta ad eiaculare. Adesso piazza un altro dito appena sotto alla parte dell'uretra che...Continua a Leggere...










Fonte: http://forum.alfemminile.com/forum/f259/__f901_f259-Ragazze-volete-imparare-lo-squirt-ecco-la-tecnica-amour.html




RECORD DA GUINNESS




Fonte: http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/


Francia (e i 194 stati membri dell'OMS?). Il governo ha pianificato la vaccinazione "volontaria" di tutta la popolazione.

Titolo originale: French Government Plans Mass Swine Flu Vaccination Program
traduzione di Giuditta.

Una scioccante circolare descrive i piani del Governo Francese che prevede di imporre un programma di vaccinazione di massa contro l'influenza A/H1N1, questo programma sarà condotto nei centri regionali e la vaccinazione e sarà effettuata da squadre appositamente previste per questo, bypassando così completamente le strutture mediche e i medici generici.

Il ministro della Sanità francese, Roselyne Bachelot, ha detto all'Associated Press la scorsa settimana che la campagna di vaccinazione sarà "volontaria", ma ha esortato tutti i residenti francesi ad accettare l'iniezione quando il vaccino sarà pronto entro la metà ottobre. 94 milioni di dosi di vaccino, più che sufficienti a coprire una popolazione francese di 61,5 milioni di abitanti, sono stati acquistati ad un costo di 1 miliardo di euro e le prime partite sono già state ricevute.

Tuttavia, una circolare del governo firmato dal ministro della Salute Roselyne Bachelot e il ministro degli Interni Brice Hortefeux (QUI il documento in PDF), descrive una procedura sistematica per vaccinare tutta la popolazione attraverso "centri di vaccinazione" appositamente preparati e "protetti" impiantati in tutto il paese e gestiti da "squadre di vaccinazione" che si alterneranno in turni di quattro ore.

Secondo il documento, gli studenti saranno ugualmente vaccinati dalle squadre mobili di vaccinazione che si recheranno nelle scuole di tutto il paese.
I bebè a partire dei 6 mesi saranno vaccinati.
Eccezionalmente i medici e le istituzioni mediche non avranno alcun ruolo nel programma di vaccinazione, un elemento che fa apparire questo piano di più come una operazione militare, piuttosto che una campagna di salute pubblica.
Il documento afferma che l'intera popolazione sarà vaccinata, senza eccezione, in tal modo il che implica che le iniezioni saranno obbligatorie, in contraddizione con le dichiarazioni pubbliche rese dal Ministro della Salute , Roselyne Bachelot.


Un altro aspetto chiave del documento è che contiene i dettagli delle procedure da seguire per tenere traccia di chi ha preso il vaccino e chi non lo ha preso, le informazioni saranno registrate nella carta Vitale (una carta con una microchip) che tutti i residenti francesi possiedono obbligatoriamente.
I dati verranno centralizzati per identificare quei cittadini che non hanno ricevuto il vaccino.
Secondo un'analisi del materiale pubblicato sul theflucase.com:
"i dati provenienti dalle organizzazioni di assicurazione sanitaria saranno utilizzati per garantire che tutti hanno avuto la loro " iniezione di influenza suina".
La necessità di porre in atto misure per schedare ogni singolo individuo in Francia, per determinare se sono stati vaccinati o no, è enfatizzato."

Il documento del 21 agosto rilasciato dal governo francese sembra essere un piano per lanciare un omicidio di massa a
sangue freddo della popolazione francese attraverso i vaccini.
Si pensa che documenti analoghi circolano in ciascuno dei 194 Stati membri dell'OMS.
Vengono inviati ai funzionari pubblici di alto livello a cui viene dato l'ordine di preparare, supervisionare e coordinare l'attuazione del programma di vaccinazione obbligatoria nelle loro regioni e di elaborare piani adeguati entro la metà di settembre.
L'opinione pubblica dovrebbe essere "informata" del piano a fine settembre, attraverso comunicati stampa locale.

L'istituzione di centri di vaccinazione su larga scala in istallazioni "protette", ricordano i campi di concentramento nazisti.

I piani francesi elencano in dettaglio i compiti delle squadre di "vaccinazione" la disposizione dei centri di vaccinazione, l'ubicazione delle apparecchiature, quali tabelle, e il numero di vaccinazioni da effettuare in un lasso di tempo specifico a seconda delle dimensioni del centro.
Il numero di persone che si suppone debbano essere vaccinate in una sessione di quattro ore da "un equipe di vaccinazione" sarà di circa 360.

Una "postazione di vaccinazione" tipo sarà costituita da "tre agenti", un "agente responsabile" della "preparazione" dei vaccini, uno per l'amministrazione e uno per registrare coloro che sono stati vaccinati.

Il documento cita la legge francese (art. L3131-8 e l'articolo L3131-9) che obbliga il personale medico a somministrare il vaccino per decreto governativo o altrimenti essere perseguito dalla legge.


Come sappiamo il vaccino dell'influenza suina ha saltato i test e le misure di sicurezza tradizionali, e allo stesso tempo, i governi hanno fornito alle aziende farmaceutiche l'immunità penale se i vaccini dovessero causare la morte o danni.
..

In precedenza è emerso che alcuni lotti di vaccino contiene mercurio, una tossina legata alla autismo e disturbi neurologici.
Il vaccino conterrà anche l'ingrediente pericolosissimo che è lo squalene, che è stato direttamente coinvolto con i casi della sindrome della Guerra del Golfo, la Sindrome dei Balcani e molte altre malattie debilitanti.

Inoltre
di recente è stato segnalato che il governo britannico ha inviato una lettera riservata a neurologi esperti che chiede loro di essere in allerta per i casi di sindrome di Guillain-Barre (GBS), che potrebbe essere innescato da vaccino.

Insomma che il governo francese (e gli altri) ha premeditato di vaccinare la sua popolazione contro la sua volontà è una storia sconvolgente!

Vi ricordo che :

La domanda per il brevetto del vaccino A-H1N1 è stato presentato nell'agosto 2008.

Ecco il link del brevetto sul sito dell'Ufficio Brevetti e dei Marchi Depositati degli Stati Uniti, copiate la pagina prima che scompaia...

http://appft.uspto.gov/netacgi/nph-Parser?Sect1=PTO2&Sect2=HITOFF&p=1&u=%2Fnetahtml%2FPTO%2Fsearch-bool.html&r=3&f=G&l=50&co1=AND&d=PG01&s1=Kistner.IN.&OS=IN/Kistner&RS=IN/Kistner

Fonte: http://tuttouno.blogspot.com/2009/09/francia-e-i-194-stati-membri-delloms-il.html


De Magistris: il delirio europeo di Berlusconi




Luigi De Magistris è il deputato eletto con il maggior numero di preferenze al Parlamento europeo con circa mezzo milione di voti. Più di qualunque rappresentante di ogni altro Stato europeo. E' un uomo che viene dalla Rete. Ha tutti i titoli per parlare di Europa, più di chiunque altro, si chiami Frattini o Gasparri.
Lo psiconano sta attuando una vecchia strategia dei dittatori. Per giustificare i suoi fallimenti trova sempre nuovi nemici esterni. Dopo i comunisti, gli extracomunitari, l'informazione mondiale e la Chiesa, oggi è il turno dell'Unione Europea che vorrebbe paralizzare se non si mette il bavaglio.

Intervista a Luigi de Magistris:

blog: Luigi de Magistris: Berlusconi dopo aver attaccato la stampa attacca anche l’Unione Europea con proclami pazzeschi.
L.d.M.: Ultimamente siamo al delirio del Presidente del Consiglio. Non sa più con chi prendersela, dopo essersela presa coi giudici, coi magistrati, con la libera stampa, adesso il fallimento del governo viene oscurato con attacchi all’Unione Europea. C’è stata una escalation che è cominciata con l’immigrazione, cioè il fallimento totale della legge Bossi-Fini, le immigrazioni sono aumentate, sono stati calpestati i diritti umani con le ultime tragedie che sono avvenute nei mari antistanti le coste italiane. Per non evidenziare il fallimento di questo governo, il Presidente del Consiglio se l’è presa con l’Unione Europea. La stessa cosa ha fatto con le carceri. Di fronte al dramma della sicurezza nel nostro Paese, la privatizzazione della sicurezza attraverso le ronde e attacchi ai magistrati, ha pensato bene di riversare la responsabilità della giustizia e del sovraffollamento delle carceri sull’Unione Europea.
E da ultimo l’attacco forsennato all’Unione Europea in generale, alla Commissione, ai portavoce dell’Unione Europea. Questo perché? Perché in Europa è ormai evidente a tutti il fallimento – anche al centro-destra europeo, il Partito Popolare europeo – di Berlusconi. Siccome l’immagine del Presidente del Consiglio è assolutamente deteriorata all’estero, dopo le vicende “papi” per capirci, attraverso la privatizzazione della cosa pubblica e l’utilizzo, quale utilizzatore finale, del corpo femminile, questa immagine del Presidente del Consiglio completamente lesionata, egli non fa altro che prendersela con la Commissione Europea per mascherare anche il fallimento della politica economica e del lavoro del governo. Questo è molto grave. È molto grave, perché invece nel Parlamento Europeo si stanno affrontando cose molto serie a cominciare proprio dai gravi temi dei cambiamenti climatici e dell’immigrazione. Berlusconi farebbe bene a dimettersi.
blog: Qual è la portata della gravità della minaccia che ha fatto Berlusconi? Io paralizzo la Commissione Europea? Magari i media italiani non riescono a rappresentarla adeguatamente, ma in Europa c’è scandalo per questo.
L.d.M.: Sì, questo è un passaggio di una gravità inaudita. Non si è mai visto che un Paese democratico minacci di paralizzare una istituzione semplicemente perché magari questa istituzione dice delle cose sgradite al Presidente del Consiglio, che si sta comportando come un piccolo peronista in Italia, come un dittatore che vuole consolidare il disegno piduista annientando l’indipendenza della magistratura, massacrando la libertà dell’informazione, facendo un assetto verticistico del potere, riducendo il Parlamento a mero organo di ratifica dei voleri del premier, privatizzando la sicurezza attraverso le ronde, riempiendo il Paese di militari per governare il conflitto sociale che verrà fuori, perché c’è il fallimento totale della politica economica e del lavoro di questo governo.

Fonte: http://www.beppegrillo.it/


TELECOMUNICAZIONI ALLE GRANDI MANOVRE


Telefonica e i cinesi, T Mobile (Dtelekom) e Orange (france telecom) si alleano.

Sono i primi passi per una nuova stagione di monopoli!!! In pochi si guadagna di più. Meno concorrenza e più profitti.

Tutti i governi zitti...lasciamo pure che le aziende NON competano più sul prezzo e sull'innovazione, ma COLLUDANO E SI SPARTISCANO IL MERCATO EUROAE. Se poi qualche centinaio di miloni di cittadini pagheranno di più le telefonate...."cachi" loro.

Il comissario europeo della concorrenza riceverà la solita raccomandazione a NON procedere!!!

E Telecom Italia....

Sono lontani i tempi in cui si chiamava SIP. Era un'azienda pubblica ma sana. poi, per un tozzo di pane il governo la regalò agli amici degli amici. Poi vi fu la Madre di tutte le Hopa e il debito divenne sempre più alto , poi arrivò Tronchetti grazie alla plusvalenza che gli fece fare la JP Morgan (che era preoccupata del debito di Colannino). Il tronchetti vendette il vendibile, spesso agli amici degli amici della JP Morgan.

La grande società elettrica fu presto ridotta ad uno scheletro carico di debiti.

Indebitata da morire presente in un mercato che NON E' DESTINATO A CRESCERE (ANZI). In argentina e in brasile delle gatte da pelare enormi e Telefonica che vorrebbe passare all'incasso.

Generali, Intesa e Mediobanca zitte zitte ......Benetton le imita, ma forse sta rastrellando qualche azione.

Berlusconi è attentissimo a non lasciarsi scappare il boccone Telecom. Qualcuno sostiene che sia già stato contattato un nuovo Ricucci e un nuovo Fiorani con il compito di finanziare il rastrellamento di un pacchetto azionario consistente.

Un banchiere pare sia stato sorpreso mentre confidava a un amico che fra pochi giorni qualche banca d'affari amica tirerà fuori dal cilindro raccomandazioni positive sul titolo, mentre Bernabè, sempre più vicino all'uscita dalla società giura che telecom ha grandi prospettive.

Sono tanti gli azionisti di maggiornaza che nei prossimi tre mesi faranno di tutto per portare i prezzi di telecom Italia nell'area 1,30 - 1,50 in modo da aiutare la chiusura dei bilanci di fine anno ...

NE VEDREMO DELLE BELLE....

Sembra che Berlusconi, cedendo il 35% del Milan al fratello Gheddafi gli voglia concedere anche un po' di Telecom Italia.


Fonte: http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/

venerdì 11 settembre 2009


Le foto della festa...

Ciaooooo che bello esser ritornata tra voi..eh eh non sono andata in vacanza ma ho passato gli ultimi giorni a godermi la festa pienamente...tutti i giorni..mattina (non sempre dovevo pur dormire ihih)..pomeriggio, sera e notte..ah ah ho avuto bisogno di 2 giorni di relax per riprendermi sono tutta rotta..altro che attività fisica camminare tutto il giorno e le giostre mi hanno distrutta...però devo ricominciare sè sè...e da oggi per me si apre una nuova stagione anche se l' estate finisce il 21 io mi sento già in autunno..già ho voglia di torte alle mele e biscotti...aspettando con ansia il periodo più bello dell' anno:.......NATALE........si lo so ancora è presto...!

Comunque io ho scattato tante fotine sulla festa che vorrei condividere con voi...


Questa è l' illuminazione che si estendeva lungo tutto il corso..vi garantisco vederla è uno spettacolo...



le barche sono schierate in fila dove procedono per il giro lungo la costa sidernese...

è tradizione che ogni anno alla fine del giro della madonna in mare si butti una corona di fiori.. la madonna all' uscita dalla chiesa..il tradizionale ballo dei giganti...e per finire i fuochi d' artificio... un bacio e a prestissimo con delle ricettine...!


L'influenza dei porci


Come tutti gli anni, anche quest'anno arriva l'influenza. Come tutte le influenze darà febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea e tosse. Le influenze possono uccidere. Lo fanno in rari casi, quando colpiscono individui molto debilitati, che soffrono di patologie croniche o che hanno malformazioni organiche. A differenza delle solite influenze, tuttavia, l'influenza di quest'anno uccide molto meno: il tasso di mortalità è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In Gran Bretagna, su oltre centomila casi, ci sono stati 30 morti. Negli States, su un milione di casi, sono decedute 302 persone. In Argentina 350, in Cile 128 e in Nuova Zelanda 16. In tutto il mondo, alla fine dell'inverno australe, si parla di circa 2500 morti.

Solo in Spagna, di comune influenza ogni inverno ci rimettono la pelle fino a 3000 spagnoli, circa mezzo milione di persone in tutto il mondo. La malaria miete ogni anno milioni di vittime. La diarrea uccide oltre 2 milioni di bambini all’anno in tutto il mondo: con 25 centesimi a testa si potrebbero salvare. Troppo pochi. La polmonite e altre amenità, curabili con vaccini altrettanto economici, fanno fuori 10 milioni di persone all’anno. Sono numeri ai quali nessun giornale dedica la prima pagina. Invece, 2500 morti in tutto un inverno sono un problema di cui far discutere tutto il mondo.

La definizione di pandemia è stata modificata. Una malattia pandemica, prima, era tale solo se aveva un elevato tasso di mortalità. Ora questo requisito è scomparso. Così, la A/H1N1 può dare i natali alla sua personalissima pandemia. Felicitazioni!
Nel 2005, l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, prevedeva 7 milioni di morti per l’aviaria. Ce ne furono solo 262. A fronte di un errore così macroscopico, nessuno ha dato del ciarlatano all’OMS. Nessuno l’ha denunciata per procurato allarme. Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale. In compenso, la Roche vendette milioni di dosi di Tamiflu, un antivirale di dubbia efficacia, ai paesi asiatici. Lo stesso governo britannico ne comprò 14 milioni di dosi. Non si sa mai…

Il Tamiflu è brevettato dalla Gilead Sciences, un’azienda biofarmaceutica che inventa, sviluppa e commercializza nuovi farmaci terapeutici. Ha sede a Foster City, in California, ma opera anche nel Nord America, in Europa e in Australia. il 3 gennaio 1997 ne assume la direzione Donald H. Rumsfeld, lo stesso Rumsfeld che nel 2001 abbandona l’esecutivo per servire Bush come segretario della Difesa e invadere l’Iraq. Lo stesso Bush che nel 2005 tira fuori dal cappello oltre 7 bilioni di dollari di fondi per l’emergenza dell’aviaria, oltre il 14% dei quali andarono proprio alla Gilead Sciences per aggiudicarsi scorte di Tamiflu. Nel NASDAQ, la Gilead compare come GILD. Rumsfeld, che detiene quote della GIlead di valore compreso tra i 5 e i 25 milioni di dollari - Insider Trading? - vende il brevetto del Tamiflu, che è composto basilarmente di anice, alla Roche. La Roche fa incetta di oltre il 90% della produzione mondiale di anice. Nel 2006 Bush emana il Pandemic Influenza Strategic Plan, grazie al quale vengono accatastate dosi massicce di antivirali per combattere future pandemie H1N1. L’80% di questi antiviarali sono Tamiflu: 731 milioni di dollari di parcella (al cambio del 2006).

Il vaccino per l’A/H1N1 ha come principio attivo l’Oseltamivir, distribuito da Roche sotto il nome di Tamiflu. Una prima fornitura di 500.000 dosi è già arrivata in Italia. L’Agenzia europea del farmaco non ha ancora dato la sua autorizzazione. Non appena arriverà l’OK, dice il viceministro della Salute Fazio, partirà la campagna di vaccinazione di 8,6 milioni di italiani.

La salute è uno dei diritti fondamentali di ogni uomo. Non può essere proprietà privata. Deve essere finanziata dal governo e condotta dai migliori ricercatori. Non può essere mercificata nelle borse né oggetto di speculazione personale. Non può sussistere alcun conflitto di interessi a farmi dubitare sull’utilità dell’assunzione di un farmaco. Nazionalizziamo le case farmaceutiche.



Fonte: http://www.byoblu.com/


MA COSA C'E' DENTRO QUESTO VACCINO?

Su Verità Nascoste e Scienza Marcia

E' fissato a metà novembre l'avvio della campagna di vaccinazione contro l'influenza A/H1N1 in Italia. Lo rende noto il ministero del Welfare. La data è stata decisa nella riunione del tavolo permanente delle cure primarie territoriali del 20 agosto scorso.

Molte partite del vaccino contro il virus H1N1 conterranno mercurio, una tossina collegata all'insorgenza di autismo e disturbi neurologici. I casi di autismo negli U.S.A. sono aumentati del 1.500% a partire dal 1991, ovvero da quando è stato raddoppiato il numero di vaccini somministrati ai bambini.

L'iniezione vaccinale contro l'influenza suina conterrà anche il pericoloso ingrediente squalene, che è stato direttamente collegato ai casi di Sindrome del Golfo e a tutta una serie di altre malattie debilitanti.

Lo squalene “ha contribuito alle reazioni a cascata denominate Sindrome del Golfo, artrite, fibromialgia, linfoadenopatia, eruzioni cutanee, eruzioni cutanee fotosensitive, eruzioni cutanee alle guance, sindrome da fatica cronica, cefalea cronica, perdita anormale di peli, lesioni cutanee inguaribili, stomatiti aftose, vertigini, debolezza, perdita di memoria, colpi apoplettici, cambiamenti dell'umore, problemi neuropsichiatrici, effetti negativi sulla tiroide, anemia, elevato indice di eritrosedimentazione, lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica (ALS), fenomeno di Raynaud, sindrome di Sjorgren, diarrea cronica, accessi di sudore notturno e leggera febbre” secondo quanto riferisce la La micropaleontologa dottoressa Viera Scheibner.

Le autorità sanitarie sia in Gran bretagna che negli Stati Uniti hanno sottinteso che la prossima vaccinazione di massa contro il virus H1N1 sarà obbligatoria, ma nessuna decisione formale é stata comunicata alla popolazione. Tuttavia entrambi i paesi si stanno procurando abbastanza dosi per coprire l'intera popolazione.

Un cittadino che era preoccupato dall'eventuale programma di vaccinazione di massa obbligatoria in vista della pandemia di influenza suina ha chiamato il Ministero della Sanità dell'Arkansas per avere informazioni al riguardo, solo per sentirsi rispondere che le vaccinazioni obbligatorie sono costituzionali e che potrebbero essere attuate dal governo con la minaccia della forza se necessario.

Le compagnie farmaceutiche sono state rassicurate che non dovranno affrontare nessun procedimento legale per le molte migliaiaia di infortuni e di morti che inevitabilmente avverranno come risultato dell'esposizione di milioni di persone al mercurio ed allo squalene nel corso di un programma di vaccinazione di massa, perché il governo ha già emanato un atto per fornirle di immunità giuridica contro le azioni penali.

“I produttori dei vaccini ed i funzionari federali saranno protetti da ogni azione legale connessa con la somministrazione di qualsiasi nuovo vaccino contro l'influenza suina, da un documento firmato dal Ministro per la Sanità ed i Servizi Sociali Kathleen Sebelius,” ha riferito l'Associated Press lo scorso mese.



Fonte: http://tuttouno.blogspot.com/2009/08/ma-cosa-ce-dentro-questo-vaccino.html


Alimentazione e istinto animale

Dottor Giovanni Angilé – Tratto da “Biolcalenda”, nr. 8 settembre 2009

Osservando i nostri animali di compagnia, cani e gatti, notiamo che sono molto equilibrati a livello alimentare. Si avvicinano con sospetto al cibo che gli viene offerto, e lo mangiano solo se non lo ritengono tossico. Non ingeriscono alimenti più dell'indispensabile e se stanno male rimangono a digiuno per tutto il periodo della malattia. Sanno quali erbe utilizzare per depurarsi, e le mangiano solo quando serve. Anche noi abbiamo questo istinto animale, ma lo abbiamo perso per l'ingestione di cibi senza alcun valore nutritivo, ma anzi tossici per il nostro organismo.

Iniziamo la giornata con cappuccino e brioche. Il latte di mucca non è un alimento della nostra specie. E’ ricco di proteine animali che danno acidosi metabolica. Produce alterazione dei batteri saprofiti intestinali (disbiosi) per la lactenina e l'acido rumenico, due sostanze antibiotico simili. Il caffè è ritenuto uno stimolante, ma è un veleno che provoca la secrezione di adrenalina che è poi il vero neurotonico. La brioche, oltre al frumento raffinato, cui siamo intolleranti, contiene creme, marmellate, panna, cioccolato, tutti alimenti che ci portano all'iperglicemia, che è aumentata dall'adrenalina secreta per l'ingestione di alimenti cui siamo intolleranti, come il caffè, il latte e il grano. In iperglicemia stiamo apparentemente bene per qualche ora, fino alle 10 circa. Dalle 9 alle 11 abbiamo la massima energia dei pancreas che percepisce questa iperglicemia e stimola l'insulina producendo un'ipoglicemia veloce. L’ipoglicemia provoca stanchezza, difficoltà di concentrazione nello studio, asocialità, facendoci commettere errori sul lavoro per disattenzione.
E ci viene una gran fame. Così siamo costretti a bere un altro caffè con lo zucchero raffinato, o un altro cappuccino con brioche, perché abbiamo un "calo degli zuccheri". Andiamo così di nuovo in iperglicemia e riusciamo a rimanere attivi fino all'ora di pranzo. Chi è fortunato mangia a casa e si gusta un piatto di pasta o riso raffinati al sugo o al ragù, bistecca, verdure e frutta, pane e vino. Siamo intolleranti al frumento della pasta e dei pane e, se abbondiamo troppo, anche al pomodoro. Il riso raffinato aumenta la stitichezza. La carne aumenta l'acidosi metabolica dei latte mattutino, con l'aggiunta dei formaggio grana sulla pasta. Le verdure se non biologiche sono ricche di pesticidi o altri composti chimici tossici per il nostro organismo. Stendiamo un velo pietoso sui disgraziati costretti a mangiare fuori casa, tra tramezzini, panini, pizzette ecc! Alla sera bistecca o formaggio, uova o pesce, (acidosi metabolica), vino, verdure non biologiche, pane.

E peggio ancora la pizza (con birra o coca cola), poiché è l'insieme di tutti gli alimenti tossici, quali frumento, lievito chimico, (disbiosi intestinale), mozzarella, pomodoro. Altri ingredienti aggiunti, a seconda dei gusti individuali, come gli affettati di carne suina, le uova, le patatine fritte, preferite dai ragazzi, i peperoni o le melanzane, il gorgonzola, i funghi, la fanno diventare una bomba alimentare che rimanendo nel nostro apparato digerente per 5 giorni aumenta l'acidosi, le infiammazioni all'apparato respiratorio, le difficoltà digestive come i gonfiori, le eruttazioni e le flatulenze, la disbiosi intestinale, i dolori articolari, le allergie, la stipsi o la diarrea.

Non ho preso in considerazione tutti gli alimenti conservati, come il tonno o la carne in scatola, i preparati sott'olio o sott'aceto, gli yogurt, i surgelati, i gelati e i dolci industriali. In questo modo ci stiamo avvelenando giorno dopo giorno, anzi, più mangiamo alimenti nocivi, per la gratificazione dovuta all'adrenalina secreta, più li desideriamo.
Mangiando invece verdura e cereali (farro, kamut, segale, avena, miglio, mais, orzo e riso), frutta, frutta secca, proteine vegetali quali i legumi, il tofu, il seitan di farro o di kamut, il tutto biologico e integrale, riusciremo a nutrirci in modo corretto depurandoci e acquisiremo le capacità e l'istinto degli animali nello scegliere gli alimenti salutari o meno per il nostro organismo.

Fonte: http://www.disinformazione.it/alimentazione_istinto.htm

INFORMARMY.com Template Blogger Green INFORMARMY.com

TOP