sabato 6 giugno 2009


Decotto per la colica epatica In caso di colica epatica Decotto di s

In caso di colica epatica

Decotto di salvia: 30 grammi di salvia a bollire in un litro di acqua per 2 minuti, bevetene 3 tazze al giorno.
Serve anche riposo a letto, impacchi caldi sul dolore.


Grillo168 - Il nuovo Savonarola

Fonte: http://www.beppegrillo.it/2009/06/grillo168_il_nu.html

Grillo168 - Il nuovo Savonarola
(5:14)
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Signori, siamo a Ferrara. Il palazzo degli Estensi, il castello. Savonarola, in restauro, che mi guarda. Sto girando come un pazzo. Non mi giro perché sono stravolto, ma dentro sono di una felicità estrema. Sto facendo una tournée che neanche quando avevo 21 anni facevo una cosa così. Mi cambio in macchina, mi spoglio nei gabinetti dei bar, mi faccio dare manate, pacche sulle spalle. Giriamo con queste liste civiche che non riesco più a capire cosa siano diventate. Mi sento io un Savonarola. Invece dei piagnoni che lui aveva al seguito, io ho i sorridoni, i gioconi. Sono queste liste civiche che ormai si stanno impadronendo, e ce la faranno sicuramente, dei loro Comuni. Cittadini che entreranno dentro, né di destra, né di sinistra.
Ora io sono tra Padova e Ferrara e faccio ormai comizi. Mi sembra di aver sempre fatto comizi nella vita. Ho sempre fatto comizi. La stampa, i giornali stanno mettendo una cappa di silenzio su queste cose. Anzi, spostano le date. Non ci danno le piazze. Ci decentrano dai centri. Ma la soddisfazione è che tutti i sindaci, PDL e PDmenoelle, queste robe qui che non esistono più, stanno cominciando a copiare tutte le cose che diciamo sulle cinque stelle: l'acqua, l'energie rinnovabili...
Qui ci sono i Ferraresi, la città delle biciclette. Odio le biciclette. Ho già avuto tre incidenti con le biciclette. Ci sono queste vecchie pericolosissime a Ferrara, nel centro, che hanno due borse della spesa, il telefonino e l'ombrello sulla bicicletta. Sono pericolosissime. No, è una città molto a misura d'uomo. Il mezzo di trasporto è la bicicletta. E' fantastico. Peccato che hanno questo petrolchimico, e sarà un disastro. Perché Marghera sta fallendo e i tre centri, Ferrara, Mantova e Ravenna, dipendono dal petrolchimico di Marghera. I prossimi licenziati saranno questi mille operai che lavorano qua.Questo potrebbe essere un centro di eccellenza per tutto: per il turismo, per la qualità della vita, per il cibo, per l'agricoltura che è invece abbandonata.
Mi sento un po' come Savonarola che va in giro con i gioconi invece che coi piagnoni e mi fanno delle cattiverie molto sottili. Nel senso che prima io facevo degli spettacoli, ora faccio dei comizi, leciti e consentiti dalla legge. Per depistare e farci spendere di più dicono che se ci sono io non è comizio, ma è spettacolo. E' spettacolo, allora devi spendere molto di più: devi avere i vigili del fuoco, la sicurezza. Allora devo fare comizi che non siano spettacoli. Devo vietare alla gente di ridere o a ridere di nascosto. E' pazzesco. Le liste saranno una settantina, non riesco a starci dietro, siamo in quattro a certificarle. Noi certifichiamo che siano incensurati. E' la cosa più difficile che mi sia successa nella vita: cercare degli incensurati è pressoché impossibile. Noi ce la facciamo e ce la faremo. Il 6 e 7 giugno ci conteremo. Entreremo come dei virus nei Comuni con dei consiglieri, poi ci riuniremo tutti e faremo una tattica. Li disintegreremo, queste salme della politica. Ci stanno copiando. Il segretario dei DS lo hanno visto sul tetto di un comune che ha visto per la prima volta i pannelli solari. A cinquant'anni scopre i pannelli solari sopra un comune e ne fa uno spot. Sono fantastici. Prendono tutte le nostre idee, ma non le capiscono.
Comunque noi andremo avanti e sicuramente, se non sarà fra un anno sarà fra un anno, due anni, avremo vinto su tutti i fronti. Io sono stanco, senza voce, un po' spompato perché faccio tre, quattro comizi al giorno - non mi era mai successo - però sono di una felicità... torno bambino. Questa immersione nella gente, farmi toccare, abbracciare fotografare ... queste manifestazioni d'affetto... A Bari erano settemila in piazza. Poi ci è andato lo psico-pedo-nano, il nostro presidente del Consiglio, se n'è andato dopo tre minuti. Non c'è oggi un politico in grado di girare senza scorta per le piazze d'Italia.
Io ci sono e sono senza scorta. Anzi, la scorta serve ai cittadini per proteggersi da me!
Quindi, buon 168 e ci vediamo presto. Spero nei vostri comuni. Ciao!


BERLUSCONI A NUDO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

FONTE: EL PAIS

Le immagini non rivelano la privacy del primo ministro, ma la sua deriva autoritaria.

Che Silvio Berlusconi non si sbagli: la stampa democratica rispetta la sua intimità, è lui che continua a metterla in discussione. Perché la pubblicazione delle fotografie delle sue feste private non obbedisce ad un tentativo di mettere in dubbio la sua morale come cittadino, ma al proposito di dimostrare che lui, come primo ministro, sta cercando di trasformare lo spazio della politica democratica in un semplice prolungamento delle sue relazioni di amicizia e dei suoi intrattenimenti.

Questo è esattamente ciò che - secondo le sue stesse dichiarazioni - ha fatto, elaborando le liste elettorali del suo partito, e persino assegnando le responsabilità di Governo. E va anche menzionato l'utilizzo delle risorse che lo Stato mette a disposizione del primo ministro per rispondere alle proprie responsabilità istituzionali. Trasportare invitati a feste private non è il compito degli aerei ufficiali, poco importa che si tratti di ballerine o presentatrici televisive. E il fatto che il primo ministro abbia fatto approvare nel 2008 una legge che apre i voli di Stato a qualsiasi accompagnatore non gli offre una copertura giuridica, al contrario evidenza un flagrante abuso di potere.

La stampa italiana ha denunciato lo scandalo, e la risposta del primo ministro non consiste solamente nel negare o banalizzare i fatti, presentandosi come un paterno protettore di ragazze nelle quali assicura di apprezzare speciali talenti artistici o politici. Ricorrendo alla confusione tra gli interessi pubblici e privati, Berlusconi ha provato, inoltre, a gettare discredito su cittadini che, come la sua stessa moglie, erano in condizione di corroborare le denunce. Questo tipo di pressione è la prova che, sotto Berlusconi, la libertà di espressione è minacciata. La giustizia italiana ha sequestrato, d'altronde, l’intero archivio del fotografo che ha scattato le immagini.

Con questo scandalo Berlusconi resta nudo, non come cittadino, ma come politico. Se finora i suoi eccessi erano stati presi scherzosamente, oggi esistono nuovi e potenti motivi per avvertire che ciò che il primo ministro sta mettendo in gioco è il futuro dell'Italia come Stato di diritto. E un'Italia che scivoli sul pendio verso il quale la sta trascinando Berlusconi non è solo un motivo di preoccupazione per gli italiani, ma per tutti gli europei.


Fonte: www.elpais.com
Link: http://www.elpais.com/articulo/opinion/Berlusconi/desnudo/elppgl/20090605elpepiopi_2/Tes
5.06.2009

Traduzione a cura dell’Associazione Culturale IndiMente www.indimente.blogspot.com



Fonte: http://www.mentereale.com/200906051383/News/Articoli/berlusconi-a-nudo.html


Yucca Mountain, le scorie nucleari sotto al tappeto

Continua il viaggio alla scoperta delle "grandi opere" racchiuse nel libro di Marco Cedolin. Il problema dello stoccaggio e della messa in sicurezza delle scorie nucleari appare tanto insormontabile quanto lontano da una possibile soluzione anche in virtù del fatto che in tutto il mondo i rifiuti radioattivi continuano ad accumularsi in maniera sempre più cospicua anno dopo anno.

di Marco Cedolin

Emissioni nocive provocate dalle centrali nucleariGli Stati Uniti producono annualmente 2300 tonnellate di rifiuti radioattivi e nella sola Francia si produce una quantità annua di nuove scorie pari a tutte quelle presenti in Italia.

Il solo smantellamento di una centrale nucleare alla fine della sua vita operativa produce una quantità di scorie di quasi tre volte superiore a quella prodotta durante i 40 anni della sua attività.

Attualmente si è tentato di “neutralizzare” solamente le scorie meno pericolose, la cui radioattività rimane tale per periodi relativamente brevi nell’ordine dei 300 anni.

Nella maggior parte dei casi le scorie sono state stoccate all’interno di depositi di superficie, costituiti da trincee, tumuli, silos e sarcofaghi di calcestruzzo, più raramente si sono utilizzate alla bisogna cavità sotterranee e depositi geologici profondi.

Per mettere in sicurezza le scorie nucleari ad alta radioattività, minori quantitativamente ma enormemente più pericolose, in quanto fonti di radiazioni per periodi lunghissimi di tempo che arrivano ai 250.000 anni, fino ad oggi non è stato fatto assolutamente nulla, in quanto tutto il gotha della tecnologia mondiale ha dimostrato di non avere assolutamente né i mezzi né tanto meno le conoscenze tecnico/scientifiche per affrontare un problema che travalica di gran lunga le capacità operative degli esseri umani.

Solamente gli Stati Uniti, dove la situazione legata ai rifiuti radioattivi è particolarmente grave in virtù delle oltre 100 centrali nucleari e del pesante contributo dato a questo tipo d’inquinamento dall’industria degli armamenti, hanno deciso di procedere alla , ma tale scelta si sta rivelando estremamente complessa e scarsamente risolutiva.

Il Dipartimento dell’energia statunitense, per tentare di risolvere il problema delle scorie nucleari, consistente in circa 37 milioni di metri cubi di materiali radioattivi che giacciono stipati in depositi di fortuna sparsi nel paese, impiegherà dai 70 ai 100 anni, spendendo dai 200 ai 1000 miliardi di dollari. Il suo programma prevede di decontaminare le 10 principali aree inquinate del paese e di raccogliere il materiale radioattivo più pericoloso, disperso in svariati siti, per poi trasportarlo in un grande deposito sotterraneo adatto ad una sistemazione definitiva.

Il progetto dovrà superare difficoltà quanto mai ostiche, quali la decontaminazione di aree vastissime (grandi quasi quanto la Valle D’Aosta) trovare un sistema di trasporto sicuro che consenta di trasferire per migliaia di chilometri le scorie più pericolose e individuare una sistemazione che possa restare sicura per molte decine di migliaia di anni.

Le scorie sono state stoccate all’interno di depositi di superficie, costituiti da trincee, tumuli, silos e sarcofaghi di calcestruzzo, più raramente si sono utilizzate cavità sotterranee e depositi geologici profondiIl monte Yucca che sorge nel Nevada meridionale circa 160 km. a nord ovest di Las Vegas, in una zona collocata all’interno della famigerata Area 51, notoriamente sede di test nucleari superficiali e sotterranei, nonché oggetto di voci concernenti un’ipotetica presenza extraterrestre, è stato scelto come sito di quella che può essere definita senza tema di smentita come la “grande opera” più costosa e complessa che mai sia stata progettata.

Solo per gli studi preliminari del terreno e il progetto sono stati spesi circa 8 miliardi di dollari e per la costruzione del deposito è previsto un esborso che supererà i 60 miliardi di dollari.

Il progetto colossale prevede lo scavo di una rete di tunnel sotterranei a spina di pesce della lunghezza di 80 km che correranno sotto la montagna alla profondità di 300 metri.

L’interno dei tunnel sarà composto da un materiale di acciaio inossidabile denominato “lega 22” protetto da un ombrello di titanio volto a costituire uno scudo antisgocciolamento che impedisca all’acqua d’infiltrarsi attraverso la volta delle gallerie. Dentro la montagna dovranno essere stivate 77.000 tonnellate di scorie radioattive che sono attualmente dislocate in 131 depositi distribuiti all’interno di ben 39 stati.

Per effettuare il trasporto saranno utilizzati 4600 fra treni ed autocarri che dovranno coprire centinaia di migliaia di chilometri attraversando 44 stati con a bordo materiale pericolosissimo. Le scorie nucleari verranno poi immagazzinate all’interno di 12.000 sfere container simili ai cassoni serbatoio dei camion cisterna. I container saranno a questo punto sigillati singolarmente ed allineati nelle viscere della montagna all’interno dei tunnel come fossero le perle di una collana.

Nelle intenzioni dei progettisti, dopo la conclusione dei lavori di scavo e preparazione del sito, prevista inizialmente per il 2010 ma già slittata al 2017, il deposito dovrebbe rimanere in attività per qualche decina di anni per poi essere chiuso permanentemente una volta completato il suo riempimento. Dopo la chiusura il deposito di Yucca Mountain dovrebbe impedire la migrazione delle scorie nell’ambiente in quantità significativa per un periodo di 10.000 anni.

Il monte Yucca è stato scelto come sede del più grande deposito di scorie radioattive Il progetto Yucca Mountain oltre ad essere stato avversato fin dall’inizio dalla popolazione del Nevada, il 70% della quale è contraria all’opera, e dalle autorità locali, ha destato grandi critiche e perplessità anche all’interno della comunità scientifica.

Da parte di molti esperti è stata messa fortemente in dubbio l’opportunità di seppellire le scorie nucleari in maniera definitiva ed irreversibile con l’ausilio di una tecnologia come quella odierna scarsamente evoluta in materia e pertanto largamente soggetta ad errori di valutazione e di scelta, tanto dei materiali da impiegare quanto dei processi tecnologici da mettere in atto.

Altrettante perplessità riguardano il lasso temporale di 10.000 anni durante il quale le scorie nucleari dovrebbero rimanere in condizione di sicurezza nelle viscere del monte Yucca. La National Academy of Sciences e il National Research Council ritengono questa grandezza temporale del tutto insufficiente perché si possa parlare di “messa in sicurezza” di materiale radioattivo che rimarrà tale per centinaia di migliaia di anni. Proprio in virtù di queste osservazioni, la Corte d’Appello Federale ha recentemente stabilito che un sito destinato al seppellimento delle scorie nucleari deve dimostrare di potere accogliere in sicurezza le stesse per almeno 300.000 anni, fino al decadimento della loro radioattività.

Il deposito di Yucca Mountain oltre a non essere in grado di rispondere a questa necessità, pone anche una serie d’interrogativi correlati alla sua reale capacità di preservare il materiale radioattivo in sicurezza per 10.000 anni come previsto nel progetto. Recenti studi hanno infatti dimostrato come anche il modesto grado di umidità della zona (19 cm annui di pioggia) sia in grado di corrodere i contenitori delle scorie nel corso di un periodo temporalmente così significativo, con il risultato di trasportare la radioattività attraverso i sistemi irrigui ed i pozzi di acqua potabile della regione, bombardando in questa maniera ignare generazioni d’individui con rilevanti dosi di radioattività.

Un altro problema è determinato dal calore connaturato nei rifiuti nucleari stipati all’interno di una montagna in mancanza di sistemi di raffreddamento. Tale calore determinerà la formazione di vapore acqueo in grado di corrodere i contenitori o frantumare la roccia circostante, con gravi conseguenze per la sicurezza.

Nel corso del decadimento radioattivo le particelle altamente energetiche potrebbero inoltre interagire con i materiali circostanti, frantumandoli o provocando l’emissione d’idrogeno, innescando in questo modo la possibilità di esplosioni ed incendi.

Le scorie nucleari verranno immagazzinate all’interno di 12.000 sfere container che saranno sigillati singolarmente ed allineati nelle viscere della montagna all’interno dei tunnel Altri studi mettono seriamente in dubbio i dati che sanciscono la scarsa sismicità della zona in cui sorge il monte Yucca ed identificano in 1.400.000 le persone che vivendo in prossimità dell’area interessata dal progetto, risulterebbero nel corso del tempo a rischio di contaminazione. Il fatto che la stessa città di Las Vegas si trovi all’interno di un raggio di circa 150 km. dal futuro deposito, crea fondati motivi di allarme nel caso di eventuali fuoriuscite radioattive.

Il trasporto al deposito di Yucca Mountain delle scorie sparse in ogni angolo del paese rappresenta inoltre uno degli aspetti più complessi dell’intero progetto. Non esistono al momento stime attendibili concernenti gli enormi costi di una simile operazione, così come non è ancora stato determinato il reale grado di rischio che la movimentazione comporterà per le popolazioni residenti nei territori attraversati dal trasporto. Si tratterà in ogni caso della più grande operazione logistica mai sperimentata prima dall’uomo, avente come oggetto materiale altamente pericoloso. Qualunque situazione di pericolo connessa ad eventuali incidenti, attentati terroristici, guasti dei mezzi preposti ad effettuare il trasporto, rischierebbe di creare una tragedia senza paragoni.

Come corollario a tutta questa lunga sequela di dubbi e problematiche che sta dividendo il mondo scientifico e politico americano, nella primavera del 2005 il Dipartimento dell’Energia statunitense ha denunciato forti sospetti concernenti una serie di gravi omissioni ed irregolarità compiute dai tecnici del servizio geologico, al fine di costruire in maniera fraudolenta elementi che confermassero la sicurezza del sito di Yucca Mountain. Tali sospetti ingenerati dal contenuto di alcune mail intercettate, hanno contribuito a creare nuove perplessità sulla reale affidabilità di un progetto che è già costato circa 8 miliardi di dollari, senza riuscire a proporsi con una qualche credibilità come risolutivo di un problema come quello delle scorie nucleari che ogni giorno che passa appare sempre più un rebus senza soluzione.


http://www.terranauta.it/a1122/biohazard/yucca_mountain_le_scorie_nucleari_sotto_al_tappeto.html



Fonte: http://www.mentereale.com/200906041375/News/Articoli/yucca-mountain-le-scorie-nucleari-sotto-al-tappeto.html


Dobbiamo recuperare una percezione qualitativa del mondo, come nell'infanzia

di Francesco Lamendola

Ci siamo chiesti molte volte che cosa, precisamente, conferisca quella caratteristica sensazione di unicità e irripetibilità a episodi e momenti dell'infanzia di per sé assolutamente normali, assolutamente quotidiani; e perché mai quelli, e proprio quelli, talvolta si imprimano così profondamente nel vivo stampo della memoria.

Idealizzare il passato, abbellire i ricordi dell'infanzia, sono - infatti - cose piuttosto frequenti, e che avvengono a dispetto dei meccanismi coscienti della mente. Ma che dire di ricordi che si riferiscono a circostanze estremamente semplici, quasi banali, e che tuttavia permangono nella coscienza per anni e per decenni, con forza e freschezza apparentemente inspiegabili? Se si tratta di una forma di idealizzazione, che senso avrebbe, dal momento che non coinvolge né persone, né situazioni legate a passaggi significativi della nostra vita affettiva?

La spiegazione che ci sembra di poter avanzare è che la percezione del mondo propria dell'infanzia è di tipo qualitativo, mentre quella propria dell'età adulta è di tipo quantitativo. Di conseguenza, i ricordi dell'infanzia sono tutti - i piccoli non meno dei grandi, quelli intensi non meno degli altri - legati a una caratteristica tonalità spirituale che li rende unici, irripetibili, «magici» e, in qualche modo, indefinibilmente misteriosi; mentre i ricordi dell'età adulta, anche i più vividi e significativi, hanno un certo qual carattere di prosaicità e intercambiabilità, come se facessero parte di una scala musicale perfettamente nota.

In altri termini, riteniamo che, per il bambino, tutto, ma proprio tutto, sia unico ed eccezionale; che, per lui, tutto sia possibile, in qualunque momento: anche che la fata turchina o il principe sul cavallo bianco entrino da quella porta, ora, in questo istante. Perciò, tutte le esperienze che il bambino immagazzina nella coscienza, siano esse legate a fatti esteriori o interiori (una distinzione che, per lui, non è così netta come lo è per l'adulto), tendono a qualificarsi come estremamente significative, specialmente se si riferiscono a cose o persone conosciute per la prima volta.
Questa disposizione d'animo non ha l'equivalente nella vita dell'adulto, che tende a razionalizzare tutto e a quantificare tutto, collocando e incasellando le proprie esperienze nelle coordinate di spazio e tempo, ma sempre partendo da un assunto irrinunciabile: che alcune cose sono possibili e altre non lo sono, senza vie di mezzo; e che solo le cose possibili sono reali e meritevoli di essere prese seriamente in considerazione.

Per il bambino, invece (per il bambino normale, s'intende: ossia per il bambino cui gli adulti consentano di esplicare la propria sfera di attività secondo i ritmi naturali, senza forzature tecnologiche o precoci processi di razionalizzazione), tutto è fonte di stupore, perché tutto è scoperta. Per lui, è come se il mondo venisse creato sotto i suoi occhi, per la prima volta, ad ogni nuovo mattino in cui si leva il sole.
L'adulto non si stupisce più di nulla, crede di sapere già ogni cosa e dà tutto per scontato. La sua è una visione nominalistica della realtà (anche se, in genere, non se ne rende conto): siccome è in grado di dare un nome a tutto o quasi a tutto, magari con l'aiuto dell'enciclopedia o del computer, pensa che ciò gli conferisca la reale conoscenza degli oggetti: il che significa realmente fare il passo molto più lungo della gamba.

Il bambino, sovente, non conosce il nome delle cose; e tuttavia le «riconosce» con intuito infallibile, le incorpora nella propria esperienza, come se non ci fosse una vera distinzione tra esse ed il suo proprio io. Questa è una percezione qualitativa del mondo: che a torto può sembrare panteistica o, addirittura, animistica; mentre è semplicemente intuitiva ed emozionale, piuttosto che razionale e oggettiva.
Non sempre rimangono maggiormente impressi nella memoria gli eventi o le situazioni più carichi di potenziale affettivo; e si sa che il profumo è, più ancora della vista o dell'udito, il senso che più di ogni altro è in grado di evocare, attraverso i misteriosi processi della coscienza, la vivida potenza del ricordo.
È normale, ad esempio, che il profumo del rosmarino abbia la facoltà di spiccare fra tutti gli altri, se ad esso è legato il ricordo della nonna e dei pranzi che ella aromatizzava con quella pianta. Altrettanto normale è che l'odore della vernice fresca susciti nell'anima dell'adulto una dolce tempesta di emozioni, se il ricordo di un momento felice dell'infanzia è legato all'epoca in la casa ove si abitava da bambini era stata ridipinta.

Ma che dire di ricordi, o frammenti di ricordi, legati a sensazioni in se stesse prive di risonanza emotiva; e, più ancora, che dire di sensazioni che il bambino avverte con particolare intensità, e che conserva poi per tutto il resto della vita da adulto, benché si riferiscano a oggetti, persone o situazioni apparentemente del tutto ordinari?
Perché, ad esempio, un bambino è rimasto talmente colpito dalla curva del bracciolo di una panchina pubblica, da non poter mai più scordare quel particolare, in verità piuttosto insignificante, anche dopo moltissimi anni?
La risposta che ci sembra di poter dare è che quel dato oggetto si è impresso così profondamente nella memoria perché era diverso, e sia pure lievemente diverso, dagli altri oggetti di quella medesima categoria, noti al bambino; in altre parole, perché gli si è presentato in termini di novità, magari accentuata dal contesto emozionale complessivo (quella panchina era stata vista durante una vacanza, in una cittadina balneare, e quindi associata alle vacanze, al mare, ai giochi, alle lunghe giornate di sole, ecc.).

In effetti, tutto o quasi tutto, per il bambino dotato di normale fantasia - normale per gli standard dell'infanzia, s'intende, e non per quelli dell'adulto - si presenta con caratteri di novità; e, per ciò stesso, con una particolare tonalità emozionale, il più delle volte gioiosa, perché ogni scoperta reca all'anima un senso di appagamento e la inonda di benessere, nel momento stesso in cui la tiene dolcemente sospesa ai confini dell'ignoto: perché ogni vera scoperta rinvia sempre ad un ulteriore mistero, più grande ed affascinante del precedente.
Per l'adulto, cose e persone hanno cessato di essere misteriose; fanno eccezione i poeti, gli artisti e coloro che conservano la capacità di innamorarsi dell'altro perché non lo vedono, prosaicamente, così come appare a tutti gli altri, ma perché ne colgono al volo quel certo non so che di unico e irripetibile, che è legato al mistero dell'anima.
Tale caratteristica è propria dell'infanzia: i bambini non vedono le cose in una luce crudamente oggettiva, ma trasfigurate dalla luce interiore. Per il bambino che ama sua nonna, la nonna è bella, anche se il suo volto è pieno di rughe, i suoi capelli sono divenuti tutti bianchi e la sua figura è ormai cadente.
Il bambino sa vedere le cose- in una certa misura - come se fossero staccate dal tempo e dallo spazio, perché non le «vede» semplicemente con l'occhio del corpo, ma con quello dell'anima; la sua, dunque, è una percezione qualitativa del mondo, e non meramente quantitativa. «Bello» e «brutto» non sono, per lui, delle categorie estetiche oggettive ed estrinseche, ma forme del giudizio che scaturiscono da ragioni molto più profonde di quelle formulabili attraverso il pensiero calcolante.
L'adulto non è capace di tanto: non sa vedere con l'occhio interiore, se non in rare circostanze eccezionali.

Se concentra la mente sul proprio passato, è probabile che quasi chiunque riesca a cogliere il momento preciso in cui la propria percezione del mondo infantile, e quindi qualitativa, è divenuta una percezione adulta, e perciò quantitativa.
Noi lo abbiamo fatto e non è stato difficile. Un ragazzino, che da pochi giorni frequentava la scuola media inferiore, era rimasto affascinato dalla carta geografia dell'Europa, che il professore aveva fatto acquistare ai propri alunni in cartoleria. Quelle forme, quei vividi colori - il verde chiaro delle pianure, il giallo delle zone collinari, il marroncino delle montagne, più o meno carico, a seconda della loro altezza; il celeste e il blu scuro dei mari, sempre secondo la loro profondità: il tutto sulla superficie lucida della carta plastificata, ebbene ciò aveva avuto su di lui un impatto così forte e gioioso, così carico della sensazione della scoperta, che se ne era estasiato e camminava per la strada, meditandovi, quasi in stato di ebbrezza.
Quel ragazzino pensava che era stupefacente, e semplicemente meraviglioso, il fatto che tante nuove cognizioni potessero immagazzinarsi così, nella sua mente, l'una accanto all'altra; e che esse entrassero a far parte di lui, del suo mondo interiore, come dei nuovi amici che prima non c'erano. E quanto più le cognizioni apprese dallo studio di quella carta geografica gli si erano presentate con un aspetto di novità - e, quindi, di scoperta -, tanto più esse lo avevano colpito, con la forza di una rivelazione.
La Penisola di Kola, ad esempio, lassù, oltre il Circolo Polare Artico: la prima volta che il professore aveva pronunziato quel nome strano ed esotico, mentre il ragazzino seguiva con gli occhi, come ciascuno dei suoi compagni, il periplo delle coste del continente europeo, lo aveva folgorato con la potenza di una formula magica. Sulla carta geografica essa appariva come una terra dalla forma tozza, colorata di un verde molto chiaro, e, nell'interno, contrassegnata da tanti puntini verde scuro, i quali - come spiegava la «legenda», al margine del foglio - stavano a simboleggiare la superficie ricoperta dalla tundra.

Ora, camminando per la strada e ripensando alla scoperta eccezionale delle coste dell'Europa, quel ragazzino continuava a ripetere fra sé e sé: «La Penisola di Kola!»; e gli sembrava incredibile, commovente, il fatto che quella nuova cognizione fosse entrata a far parte del suo bagaglio, e che egli se la portasse dietro, per così dire, insieme a tante altre, delle quali poteva considerarsi ora il legittimo proprietario.
Strano!, a tanti anni di distanza, non solo quel monologo interiore é rimasto intatto nel ricordo di quella persona, ormai adulta, ma non uno dei particolari cui si accompagnava è andato smarrito, nonostante la povertà complessiva dei suoi ricordi. Egli potrebbe indicare il punto preciso della via lungo la quale stava camminando, nella sua città natale, allorché fu colpito da quella folgorazione, e ne ritrasse un'impressione indelebile.
Ebbene: quello è stato il punto di svolta tra la visione qualitativa dell'infanzia e la visione quantitativa dell'età adulta. Di infantile c'erano ancora la trepidazione, la gioia, il senso emozionante della scoperta di cose nuove; di adulto, la riflessione che su tali cose stava già operando la coscienza, la sua catalogazione di esse, la sua ingenua fierezza di essersi arricchita mediante il «possesso» di nuove verità, prima ignorate.

Quando la mente non si limita ad accogliere il mondo con infinita ammirazione e con stupita gratitudine, ma incomincia a riflettervi sopra e, soprattutto, ad operare una attività ordinatrice, volta a sistematizzare le nuove cognizioni all'interno di un quadro preciso e ben definito, vuol dire che si è passati dal regno dell'infanzia a quello dell'età adulta: dove non tutto è possibile, ma lo sono solamente alcune cose, e non altre.
Continuando con l'esempio precedente: per il bambino, che ascolti una fiaba in cui si dice, per esempio, che la fanciulla dovette camminare sulla neve per giorni e giorni, onde liberarsi dall'incantesimo della fata cattiva, e giunse fino alla remota Penisola di Kola, questo dato geografico: «la Penisola di Kola», non ha, per lui, una valenza spaziale precisa; potrebbe riferirsi a qualunque luogo, in uno spazio assolutamente indefinito, perché illimitato. Ma quando il bambino scopre, guardando la carta geografica, che la Penisola di Kola è un luogo geografico ben preciso, che si trova in un punto determinato della superficie terrestre: allora vuol dire che, per lui, l'infanzia è finita e sta incominciando l'età adulta.
A partire da quel momento, la persona non potrà mai più guardare al mondo con quello stupore assoluto di chi ritiene che ogni cosa è possibile, anche l'irrompere dello straordinario nella vita quotidiana; ma potrà ancora, mediante la creatività e la fantasia, adornare di lontananze misteriose le cose ormai note, ricoprendole come di un velo di poesia.

Del resto, la vera domanda che l'adulto dovrebbe porsi è questa: siamo proprio sicuri di conoscere realmente le cose, solo perché sappiamo dar loro un nome e collocarle con precisione in un contesto definito di spazio e di tempo?
Siamo proprio sicuri che, in questo senso, la nostra percezione del mondo, la percezione del mondo propria dell'età adulta, sia più veritiera, più adeguata, e insomma più «seria» e affidabile, di quella del bambino?
E non sono affatto domande relativamente oziose: ne va della qualità del nostro rapporto con il mondo, e quindi anche con gli altri esseri umani.
Siamo sicuri, perciò, che una persona sia solo quello che ci appare, sia solo un insieme di caratteristiche fisiche e psichiche; e che non vi sia invece, in essa, un mistero immenso, insondabile, tale da «far tremar le vene e i polsi» (ma non necessariamente in senso negativo), come a chi si affacci sul bordo di un abisso, in fondo al quale potrebbe occultarsi anche un tesoro d'incalcolabile valore?

Siamo sicuri che, spogliando i nostri rapporti interpersonali di ogni poesia, di ogni arcana risonanza, in definitiva di ogni fascino, potremo trarre da essi tutte le potenzialità che vi giacciono racchiuse; o non dovremo piuttosto accontentarci delle briciole, restando sulla porta come dei mendicanti, mentre al di là di essa vi sarebbe, a nostra portata, ogni ben di Dio?

Vale la pena di riflettere su questi interrogativi, almeno per qualche istante.
È chiaro che nessuno, nell'età adulta, potrebbe ritrovare l'intatto stupore davanti alle cose, che è proprio della fanciullezza.

Nondimeno, potremmo scoprire che quel bambino, come aveva intuito anche il Pascoli, forse è ancor vivo entro di noi, e ancora non ha smesso di stupirsi; ancora si protende verso di esse con infinita nostalgia, con infinita meraviglia, con illimitata capacità di fondersi con loro, penetrandone la misteriosa essenza.


www.ariannaeditrice.it

Fonte: http://www.mentereale.com/200906061387/News/Articoli/dobbiamo-recuperare-una-percezione-qualitativa-del-mondo-come-nellinfanzia.html


Crema di carote

Verdure che passione!! Come ho già detto altre volte non potrei vivere senza, ma la cosa curiosa è che c'è sempre stata una verdurina che non mi ha mai colpito molto, la carota! Non mi piaceva mangiarle crude, mai in insalata, solo cotte e mai da sole. Ma ultimamente non so bene cosa mi sia successo, ma son stata colpita da carotite acuta!! Ho voglia e bisogno di mangiare le carote, devo averle nel mio frigo. Qualche giorno fa sfogliando un giornale, ho trovato questa ricetta che mi ha colpito subito e non ho saputo resistere, oggi me la sono cucinata per pranzo e devo dire che ho fatto la scelta giusta, è ottima. E' davvero molto interessante l'accostamento della carota con il grana e la cannella, una scoperta per me. E' ufficiale direi, ho fatto pace con le carote! ;-D





Ingredienti per 4 persone:

  • 300 g. di carote,
  • 40 g. di burro,
  • 1 patata da 130 g.,
  • 2 tuorli,
  • 200 ml. di panna,
  • 50 g. di grana grattugiato,
  • 2 fette di pan carré,
  • 1 dado,
  • 1 scalogno,
  • prezzemolo,
  • cannella,
  • burro,
  • sale.
Prendiamo le carote e la patata, le puliamo e le tagliamo a dadini. Tritiamo lo scalogno. Mettiamo in una pentola o padella, decidete voi cosa preferite, io ho usato una padella molto ampia, dell'olio d'oliva e una noce di burro e facciamo rosolare lo scalogno. Dopo pochi minuti aggiungiamo le verdure, mettiamo un pizzico di sale e mescoliamo. In un tegame facciamo sciogliere il dado in 1,5 l d'acqua. Lo aggiungiamo alle verdure e lasciamo cuocere per 20 minuti a fuoco abbastanza vivo. Passiamo le verdure al setaccio o in un frullatore. In una ciotola mischiamo i tuorli con la panna, facendo attenzione di lasciarne un poco per la decorazione finale. Uniamo il tutto alla crema di verdure e aggiungiamo il grana. Prepariamo i crostini tagliando il pan carré a dadini. Possiamo scegliere di cucinarli in due modi. O in forno o in un padella facendoli saltare con un poco di burro. Io ho fatto questa seconda versione, appena saranno dorati, li buttiamo in un piatto in cui avremo mischiato del grana e della cannella. Se li mettiamo caldi si ricopriranno bene, non vi dico quanto sono buoni. Tritiamo del prezzemolo. A questo punto non ci resta che impiattare la nostra crema e decidere come decorarla. Io ho usato un po' di panna, qualche crostino ed una spolveratina di prezzemolo e voilà la crema è servita. Buon appetito.


La doppia estate 2008 di Silvio

Fonte: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2263744.html



Vignetta di NatangeloPiacerebbe sapere se le festicciole della scorsa estate a Villa La Certosa con le bimbe in topless e i gonzi in fila, tipo trenino, a ammirare i cactus in fiore e il Topolonek sull’attenti e poi le risate sotto le docce e i gavettoni a casa del premier “decisore europeo” erano prima (durante) o dopo quella memorabile serie di servizi fotografici di lui mano nella mano con Veronica e figli e nuore dalle parti di Portofino. Anzi Paraggi. Con cena da Puni e discoteca Carillon “fino alle tre di notte”. Lui e lei, Veronica e Silvio, mentre i suoi rotocalchi strillavano “E’ di nuovo Luna di miele!,” “Pace fatta!”, “Lui le ha chiesto scusa, si amano!”, eccetera. E il Giornale del fratellino commentava in estasi le foto organizzate dagli sceneggiatori di casa Arcore: “piccoli scampoli di ordinario lusso e straordinaria felicità”. Era la fine di luglio del 2008, ricordate?

Perché sarebbe uno spasso scoprire adesso, confortando le date, che mentre il fido Signorini licenziava fiabe colorate per rattoppare il litigio post Carfagna, lui se la svignasse nottetempo dai radar familiari per andare a spassarsela in Sardegna e rientrasse come niente fosse, il giorno dopo, facendo il marito fedele (“te lo giuro sulla testa dei figli”). L’eterno marito italiano da commedia che alla prima occasione, mentre la moglie è distratta, strizza le labbra alla bionda che passa, butta l’occhio all’altro ombrellone, ride, alza la voce, gonfia il bicipite, e all’amico commendatore racconta particolari piccanti della sera prima, e quello zufola la sua piena ammirazione, uella, alla tua età, complimenti.

Perché infine si capirebbe come mai in quelle cento foto uscite lo scorso luglio sui rotocalchi del Regno lui avesse la faccia radiosa di chi sta perfezionando la stangata per i fessi in platea, mentre lei mai, neppure una volta riuscisse, in quelle stesse foto, a sorridere.
(Vignetta di Natangelo)


Pedagogia sovietica

Fonte: http://www.mentereale.com/200906061388/News/Articoli/pedagogia-sovietica.html

IL FUMO UCCIDE, questo sostengono i santoni della salute e lo rigurgitano ogni qualvolta si presenta loro l'occasione riempiendo gli spazi vuoti di ogni mezzo di comunicazione. Investiti del loro ruolo salvifico usano la loro misera fantasia per trovare ricette per potere salvare tantissime vite umane da questo flagello.

Tutti coloro che vantano un titolo accademico possono vestire il ruolo di salvatore della specie umana. Il teatrino è abbastanza ricco di personaggi: oncologi, andrologi, ginecologi, sociologi, psicologi, pedagogisti...

In questo articolo pubblicato da “il Corriere della Sera” la voce salvifica è quella della psicologa di impostazione freudiana Silvia Vegetti Finzi, che non pienamente gratificata dalla sua professione spesso e volentieri si cala nel ruolo di pedagogista.

La sua ricetta consiste nella formazione di un atteggiamento morale avverso al fumo. Per realizzare questo obiettivo è necessario instillare questo principio nel bambino entro i 6 anni d'età, in linea con le teorie del padre della psicoanalisi: Sigmung Freud, che teorizzò la formazione del super-ego attraverso l'introiezione dei valori genitoriali.

La cura della dottoressa Vegetti Finzi va somministrata ai bambini prima che essi abbiano compiuto i 6 anni d'età. Per cui i santoni in camice bianco dovranno intervenire sui bambini della scuola materna per potere instillare in questi piccoli la coscienza morale antifumo. Valori condivisi come lealtà, onestà, solidarietà, libertà dovranno essere sottomessi ai nuovi valori: salutismo, obbedienza.

Attenti genitori, lasciate alla scuola il compito di istruire i vostri figli e riprendete nelle vostre mani le redini dell'educazione. Lasciate gli “esperti” fuori dalla porta, non avete bisogno di loro per educare i vostri figli.


http://www.forcesitaly.org/Portale_News/news_viewer.php?id=1078



BERLUSCONI E IL RISPETTO DOVUTO ALLA MAGISTRATURA

Fonte: http://www.mentereale.com/200906061389/News/Articoli/berlusconi-e-il-rispetto-dovuto-alla-magistratura.html

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DI MASSIMO FINI
Il gazzettino

Onorevole ministro Mara Carfagna,
ho letto sul Corriere la sua appassionata "plaidoyer" contro le insinuazioni "morbose" che la investirono un anno fa, che oggi colpiscono Berlusconi per il "caso Noemi" e che, come Lei scrive, "hanno abbondantemente superato il limite della decenza". Lei auspica un "Paese normale" dove i fatti privati di personaggi istituzionali non siano oggetto di dibattito politico.

Sono d’accordo con Lei e l’ho scritto su questo giornale (29/5). Anche noi cittadini vorremo vivere in un "Paese normale". Ma non sono insinuazioni "morbose", gossip sul privato, le attestazioni che il premier ha corrotto un testimone e grazie alle sue dichiarazioni mendaci è uscito assolto in processi che lo vedevano imputato per reati gravi o gravissimi: corruzione della Guardia di Finanza, finanziamenti illeciti per 10 miliardi, colossali evasioni fiscali, fondi neri. Sono il contenuto di una sentenza, sia pur di primo grado, di un Tribunale di quella Repubblica di cui Lei, ministro Carfagna, è uno dei più alti rappresentanti. Cosa sarebbe successo in un "Paese normale" in un caso del genere? Che il premier in questione si sarebbe dimesso seduta stante. O se non ci avesse pensato lui avrebbero provveduto le altre Istituzioni, quali che fossero le sue benemerenze.

In Germania Helmut Khol, padre dell’unità tedesca e dell’Europa, è uscito dalla scena politica perché accusato di aver ricevuto un finanziamento illecito, ridicolo per entità. Nella tanto deprecata Prima Repubblica, cui siete succeduti, permeata di quella cultura democristiana che aveva, per dirla con La Rochefoucauld, "le virtù dei suoi vizi", in primis perlomeno della forma, sette ministri del governo Amato si dimisero appena raggiunti da un avviso di garanzia. Perché per i politici vale, o meglio valeva, il principio della "moglie di Cesare" che "non solo deve essere onesta ma anche apparirlo". Qui siamo oltre l’avviso di garanzia, oltre il rinvio a giudizio, siamo a una sentenza di primo grado che dichiara il premier un corruttore anche se non può essere perseguito perché protetto dal "lodo Alfano".

Naturalmente Berlusconi pensa a tutto fuorché a dimettersi. Gli basta dichiarare che i magistrati del "caso Mills" sono degli "eversori". Queste sono affermazioni che nessuno può permettersi, tanto meno un presidente del Consiglio. Perché sono dichiarazioni, esse sì, eversive, da Brigate Rosse che non riconoscevano la legittimità dei Tribunali che le guidavano. E se questo è l’esempio che viene dall’alto, perché mai dovrebbero comportarsi diversamente i cittadini comuni o chiunque passi per il nostro Paese? Perché dovrebbero obbedire alle sentenze di Tribunali così squalificati e delegittimati dallo stesso capo del Governo? Già ora non c’è magrebino preso con le mani nel sacco che non si dichiari vittima di un "complotto" della magistratura e della polizia.

Io non so se Silvio Berlusconi abbia dei meriti particolari nei confronti di questo Paese, quello di cui sono certo è che ha tolto alla popolazione italiana quel poco di senso della legalità che ancora le rimaneva. E questo lo pagheremo per decenni. E ha fatto strame del principio cardine di ogni liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Si dice che sistemi di protezione penale del premier esistono anche in "Paesi normali". Esistono, in pochi paesi, per gli atti che il premier compie nell’esercizio delle sue funzioni. Ma il "lodo Alfano" è omnicomprensivo, Berlusconi, in ipotesi, potrebbe uccidere la moglie Veronica senza essere indagabile e perseguibile fino all’esaurimento del suo mandato. E allora, ministro Carfagna, chi ha "superato ogni limite della decenza"?

Infine, onorevole ministro, Lei si scaglia contro il moralismo quando riguarda la sua persona o il premier, ma ne fa altrettanto nei confronti di Luxuria e di Sircana per fatti privatissimi. E visto che nella sua lettera, con toni fintamente dimessi, ma in realtà di grande arroganza, dispensa consigli "urbi et orbi"; permetta anche a me di dargliene uno: non scriva lettere pubbliche. Non è il suo mestiere.


Massimo Fini
Fonte: http://www.massimofini.it/
Uscito su "Il gazzettino" il 05/06/2009



Il terremoto è agli sgoccioli

Fonte: http://www.byoblu.com/post/2009/06/03/Il-terremoto-e-agli-sgoccioli.aspx

Ieri mattina alle 9.30, Giuliani mi stava raccontando di come dalla sera prima i suoi strumenti indicassero un imminente forte sisma, almeno un sei di magnitudo, dall'altra parte del pianeta. Alla fine del nostro colloquio, durato fino alle undici - che metterò online in più parti - arriva una telefonata. Un sisma di grado 6.5 si era verificato circa alle 4.17 (ora italiana) nei pressi delle Isole Vanuatu, nel Pacifico. Ho visto una venatura di comprensibile soddisfazione allargarsi come una faglia sul suo volto, mentre un collaboratore gli comunicava la notizia.

La crosta sotto a L'Aquila è molto giovane ed ha uno spessore di venti o trenta chilometri appena. In altre zone, lo strato di roccia solida che galleggia sul mantello può arrivare anche a un centinaio di chilometri, sotto le grandi catene montuose. Quando l'Africa ci schiaccia contro l'Europa, l'Abruzzo scricchiola. E' come stare in piedi su un autobus all'ora di punta, circondati da giocatori di rugby grandi e grossi il doppio di noi.

La buona notizia è che, secondo Giuliani, la catena di eventi sismici che hanno colpito L'Aquila negli ultimi mesi ha le stesse caratteristiche di quella che si è verificata nel 1300 e nel 1700. Entro al massimo un paio di mesi dovrebbe tornare in letargo e darci una nuova opportunità di costruire edifici che rispettino le normative europee in materia di prevenzione. Una casa deve poter attraversare illesa un terremoto del sesto grado, e deve riportare solo lievi danni con un sisma dell'ottavo grado. Ovvio, che la stessa casa deve essere costruita lontana dalle faglie.

Dove sono le faglie lo sanno i geologi, ma i geologi sostengono di non essere stati interpellati durante la stesura dei piani per la ricostruzione. E' come se un pirata non consultasse la mappa del tesoro, o come se un astrofisico ignorasse volutamente le carte celesti.

Presto pubblicherò la loro denuncia.


Tendopoli roventi

Fonte: http://www.byoblu.com/post/2009/05/27/Tendopoli-roventi.aspx

Tendopoli Poggio Picenze Cucine

La libertà di informazione non è un vicolo cieco, non è un binario morto nè una carreggiata a senso unico. Essere informati significa avere tutte le versioni di una notizia egualmente disponibili e con eguale accessibilità. Solo in questo modo si formano opinioni consistenti e si compiono scelte consapevoli.

Qualche giorno fa ho pubblicato la lettera di Stefania Pace: A Poggio Picenze si sta bene. Stefania denunciava una situazione non molto felice nella tendopoli del suo paese di residenza.
Oggi pubblico la lettera di Maria Giuseppa Rosaria Nappa, volontaria della Protezione Civile che presta il suo servizio proprio al campo di Poggio Picenze. Sua è la mano dietro agli spaghetti spezzati male.


A Poggio Picenze non si sta male
Replica alla lettera di Stefania Pace

Sono tra i volontari della Protezione Civile della Regione Campania che gestisce la tendopoli di Poggio Picenze. Ero lì durante gli eventi ai quali si riferisce la Sig. Pace. Ho da precisare alcune cose che leggo inesatte, in quanto la signora stessa non può esserne a conoscenza, visto che alberga a Silvi.
  1. La foto del lager non mi sembra azzeccata, visto che tutti entrano ed escono come e quanto gli pare… e la vigilanza è svolta esclusivamente all’ingresso della tendopoli, dalla Protezione civile, in modo garbato e cortese. [ndr: la foto non l'ha messa la signora Pace]
  2. Il virus gastrointestinale era dovuto allo scoppio del calore e mezz’Italia ne era influenzata (mia figlia a Roma aveva il medesimo disturbo, a Caserta altri, a Lecce ancora altri…), tant’è che telefonai al mio medico di famiglia (lo può testimoniare) per controllare che la terapia fosse giusta. Era giusta ed anche il mio paese, Marigliano, 24.000 abitanti , ne era colpito. Altro che cibi avariati!!!
  3. Per la gioia della Sig. Pace, proprio l’associazione di cui faccio parte era addetta alla cucina… Invio le foto e, credetemi, sono le migliori per ciò che concerne l’igiene, di tutte quelle che ho visto sui siti internet, facebook, youtube… dove i campi erano gestiti da altre Regioni.
  4. Gli spaghetti cui si riferisce la signora… Ebbene, caso unico, li ho spezzati io, con i guanti di lattice e non ce la facevo più… 20 kg di spaghetti… per cui.. ci sono andata un po’ sul grosso e, per questo, chiedo scusa. Il brodo, rigorosamente vegetale!
  5. I wurstel per secondo? E’ capitato anche arrosto, salsiccia, mozzarella, pesce… Se arrivavano secondi freschi, si dava naturalmente la precedenza a questi. Non arrivando (sempre dalla protezione civile o dal Volontariato a dal Sindaco, precisiamo) si usavano i precotti: wurstel (la sig. Pace non li ha mai propinati ai figli?) o simmenthal o tonno in scatola. Lo stesso scatolame o formaggio veniva distribuito ai macedoni musulmani (ma questo la signora non lo sa, stando a Silvi), allorquando c’era maiale. I cibi non sono mai avariati, c’è un controllo ben forte ed anche delle responsabilità che gravano su chi lo attua.
  6. Casapound gestisce l’arrivo e la catalogazione dagli indumenti in arrivo, è in contatto con le altre associazioni di volontariato richiedendo loro ciò che manca, approntando schede “familiari” per un’equa distribuzione di abiti, detersivi, scarpe e non mi sembra proprio il caso di prendersela con loro che hanno fatto innamorare tutto il mondo del volontariato (ha presente l’accaparramento? C’era gente che voleva tutto e per sé). Non prende, né distribuisce alimenti (la prot. civile gestisce il magazzino, i frigo e i refrigeratori). I volontari nemmeno si sostentano con i viveri della tendopoli.
  7. Tutte le persone devono identificarsi all’ingresso del campo per questioni di sicurezza alla Protezione Civile che, essendo campana, non può conoscere la Sig. Pace visto che, oltretutto, vive a Silvi e non è quindi nota ai volontari. Questi ultimi, peraltro, variano durante i turni. Il tesserino giallo esiste in tutte le tendopoli. Anche io sono stata fermata, in divisa di Protezione Civile sia a Poggio, sia quando mi sono recata alla tendopoli di San Gregorio. Sono stata fermata e identificata: per questo non mi sono offesa, era solo giusto così.
  8. E’ vero. C hanno mandato sanitari, NAS, Forestale… ci hanno torturati… il risultato? NIENTE, cara Lei!!!!!! Le sue rimostranze le vada a fare altrove!!!!
Ciò che abbiamo intuito, invece, è che c’è uno sparuto gruppo di persone politicamente guidate da qualcuno che sta forse a Silvi che vuole farsi campagna elettorale sulle spalle di quest’amministrazione che, dopotutto, sta operando bene e per il bene comune di tutti i Poggesi.

Ora lo dico: siamo stati sul punto di lasciare tutto e di portarci via tutto a causa di una cattiveria assurda che si ripercuoteva sulla macchina amministrativa, politica, e del volontariato. Avendo però stretto amicizia con moltissima bella gente abbiamo desistito. Non era certo a causa della assente sig. Stefania che avremmo lasciato soli i Poggesi!!!! Dopo la gioia che abbiamo provato nel portare conforto agli sfollati, quando siamo arrivati all’una e mezza di notte, e dopo aver lasciato casa, impegni, affetti ai nostri paesi… che bella riconoscenza! Ma cosa volevate? Che la Protezione Civile mandasse tutto per farvelo gestire? In quale modo? E le responsabilità? Prima di scrivere, azionate il cervello!!! La gente non è stolta come credete!

Un periodo a parte merita la cucina da campo. Ce ne sono due: una più piccola ed una più grande, di proprietà di due associazioni. Esse vengono gestite direttamente dalle associazioni proprietarie o collegate (non so chi metterebbe tanto capitale in mano a privati!). A noi ne era stata lasciata una in quanto l’altra, appena finita la manutenzione, sarebbe risalita, come è avvenuto il giorno in cui abbiamo lasciato Poggio Picenze e come avverrà ancora.

Signora Pace, scelga un altro argomento, Lei ed i suoi, per la campagna elettorale. Qui non troverà nulla! I Poggesi sanno che, senza di noi, ci sarebbe stato il nulla, come è avvenuto a noi in Irpinia: sotto la neve e digiuni! E, mi creda, mi sento più Pujiara io che qualche altra persona… Lei mortifica la sua gente: questa è un’emergenza, non una vacanza al mare!

Per maggiori informazioni sull’opera svolta da noi a Poggio Licenze, esorto tutti i lettori a visionare il mio spazio Facebook alla voce NAPPA MARIA GIUSEPPA ROSARIA. Io compaio nelle foto, naturalmente.

Grazie per la pazienza, se siete arrivati fin qui. A disposizione.

M. G. Rosaria NAPPA
Consulente del Lavoro - sindacalista
Vol. Prot. civile Fire Fox ed altre ass.
Accademia Belle Arti di Napoli – Decorazione
Non cuoca di professione, ma con tesserino sanitario (ciò solo per far capire che ho lasciato lo Studio con le contabilità e Dichiarazioni dei Redditi).


GOCCE ALLE NOCCIOLE E FRUTTA ESOTICA

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Frollini ricchi di nocciole e frutta esotica esiccata… una goduria!

Ingredienti:
  • 250 gr di farina
  • 160 gr di burro
  • 170 gr di zucchero
  • 1 tuorlo
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 100 gr di farina di nocciole o nocciole tritate
  • 2 cucchiai di panna fresca o latte
  • 100 gr di cubetti di frutta esotica esiccata

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Lavorare a crema il burro con lo zucchero e la vanillina, unire il tuorlo, il latte, la farina di nocciole e la farina setacciata con il lievito. Impastare a mano fino ad ottenere una composto liscio e non appiccicoso. Potete scegliere se unire direttamente all'impasto la frutta esotica oppure distribuirla e schiacciarla sulla pasta già stesa. Riporre il panetto, coperto con della pellicola, in frigorifero per una mezz’oretta.
Stendere la pasta su carta da forno (se vi sembra che si appiccichi al mattarello aiutatevi con della pellicola trasparente) in una sfoglia di quasi un centimetro. Ritagliare i biscotti della forma desiderata, disporli sulla teglia rivestita di carta da forno e infornare a 170° per 10 – 12 minuti (dovranno dorarsi solo sotto).


Bilderberg: il piano per il 2009

Fonte: http://www.stampalibera.com/?p=3632

Rifare l’economia globale

di Andrew G. Marshall - 01/06/2009

Fonte: www.comedonchisciotte.org

Dal 14 al 17 maggio l’elite globale si è riunita in segreto in Grecia per la conferenza annuale del Bilderberg, tra la limitata e scoordinata attenzione dei media. Circa 130 degli individui più potenti del mondo si sono incontrati per discutere le questioni pressanti del giorno d’oggi e per decidere il corso dell’anno prossimo. L’argomento principale di discussione durante l’incontro di quest’anno è stata la crisi finanziaria globale, il che non ci ha sorpreso, considerato che l’elenco dei presenti alla conferenza comprende molti dei primari architetti della crisi, nonché coloro che sono pronti a “risanarla”.

L’ordine del giorno: la ristrutturazione dell’economia politica globale

Prima dell’inizio della conferenza il giornalista investigativo sul Bilderberg Daniel Estulin ha reso noto l’argomento principale dell’ordine del giorno, che gli era stato rivelato dai suoi informatori interni. Seppure tali resoconti non siano verificabili le sue fonti si sono dimostrate straordinariamente accurate in passato, al pari di quelle di Jim Tucker, il veterano investigatore del gruppo Bilderberg. Apparentemente l’argomento principale di discussione dell’incontro di quest’anno è stata la presa di posizione sulla crisi economica, in termini di intraprendere “una prolungata, agonizzante depressione che condanni il mondo a decadi di stagnazione, declino e povertà … oppure una depressione intensa ma più breve che apra la strada ad un nuovo ordine economico mondiale sostenibile, con meno sovranità ma maggiore efficienza”.

Gli altri punti all’ordine del giorno comprendevano un piano per “continuare ad ingannare milioni di risparmiatori ed investitori che credono alla montatura di un presunto miglioramento dell’economia. Stanno per essere incastrati con perdite esorbitanti ed una grave sofferenza finanziaria nei mesi a venire” e “ci sarà una spinta finale per la promulgazione del Trattato di Lisbona, in attesa di un voto favorevole sul trattato da parte dell’Irlanda a settembre oppure ad ottobre“, [1] che darebbe all’Unione Europea enormi poteri sugli stati membri, rendendola essenzialmente un governo regionale sopranazionale, con ciascuno stato membro relegato ad uno status per lo più provinciale.

Poco dopo l’inizio delle riunioni, il giornalista investigativo sul Bilderberg Jim Tucker ha riferito che le sue fonti interne gli avevano rivelato che il gruppo avesse all’ordine del giorno “un piano per un dipartimento della sanità globale, un dipartimento del tesoro globale e una depressione abbreviata piuttosto che una lunga fase di contrazione economica”. Tucker ha riferito che il ministro degli esteri svedese ed ex primo ministro Carl Bildt, “ha fatto un discorso a sostegno della trasformazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in un dipartimento della sanità mondiale, nonché della trasformazione del FMI in un dipartimento del tesoro mondiale, entrambe le cose naturalmente con il patrocinio delle Nazioni Unite”. Tucker ha inoltre reso noto che “il segretario del tesoro Geithner e Carl Bildt sollecitavano una recessione più breve e non una di dieci anni … in parte perché una recessione di dieci anni danneggerebbe gli stessi industriali del gruppo Bilderberg, [che] per quanto vogliano avere un dipartimento globale per l’occupazione ed un dipartimento globale del tesoro, gli piace ancora far soldi e una recessione così lunga gli costerebbe un bel po’ di soldoni industrialmente parlando perché nessuno comprerebbe i loro giocattoli…. l’inclinazione è ad abbreviarla”. [2]

Dopo il termine delle riunioni, Daniel Estulin ha riferito che “una delle maggiori preoccupazioni del gruppo Bilderberg è il pericolo che il loro zelo per cambiare il mondo architettando il caos al fine di attuare il loro programma a lungo termine possa far sì che la situazione gli sfugga di mano e conduca infine ad uno scenario dove il Bilderberg e l’elite globale in generale sono sopraffatti dagli eventi e finiscono col perdere il controllo che esercitano sul pianeta”. [3]

Il 21 maggio scorso la Macedonian International News Agency [agenzia di stampa internazionale macedone] ha reso noto che “una nuova relazione del Cremlino sul misterioso gruppo del Bilderberg, che la scorsa settimana ha tenuto la sua riunione annuale in Grecia, afferma che le elite corporative, politiche e finanziarie dell’occidente sono riemerse dalla loro riunione segreta dopo aver raggiunto l’accordo che per poter continuare nel loro slancio verso un nuovo ordine mondiale dominato dai poteri occidentali, il dollaro USA deve essere ‘totalmente’ distrutto”. La stessa relazione del Cremlino avrebbe inoltre affermato che “la maggior parte delle elite più ricche dell’occidente hanno partecipato ad una riunione segreta senza precedenti a New York, indetta e condotta da” David Rockefeller, “per complottare la fine del dollaro USA”. [4]

La riunione segreta dei miliardari

La riunione a cui viene fatto riferimento è stata una riunione segreta, dove “una dozzina delle persone più ricche del mondo si sono riunite per un incontro privato senza precedenti dietro invito di Bill Gates e Warren Buffett per parlare di regalare denaro”, tenutasi presso la Rockefeller University, e che comprendeva noti filantropi come Gates, Buffett, il sindaco di New York Michael Bloomberg, George Soros, Eli Broad, Oprah Winfrey, David Rockefeller senior e Ted Turner. Uno dei presenti ha affermato che “non era segreta”, ma che “doveva essere un incontro tra colleghi e amici. Era una cosa di cui si parlava da tempo. Bill e Warren speravano di poterlo fare occasionalmente. Hanno mandato gli inviti e la gente è venuta”. L’editore del Chronicle of Philanthropy Stacy Palmer ha detto: “considerata la gravità dell’economia in questi tempi, non credo che sia una sorpresa che questi filantropi si siano incontrati”, e che “tipicamente non si incontrano per scambiarsi consigli tra loro”. Ad ospitare la riunione sono stati Buffet, Gates e David Rockefeller. [5] [vedi: Appendice 2: le connessioni del Bilderberg con la riunione dei miliardari ].


[Il socio fondatore del gruppo Bilderberg David Rockefeller, presidente onorario del Council on Foreign Affairs, presidente onorario e fondatore della Commissione Trilaterale, presidente del Council of the Americas e della Americas Society, ex presidente e direttore generale della Chase Manhattan [Bank].]

Durante la riunione, “i partecipanti hanno rifiutato fermamente di rivelare il contenuto della discussione. Qualcuno ha citato un accordo per garantire la riservatezza della riunione. I portavoce per Buffet, Bloomberg, Gates, Rockefeller, Soros, per la Winfrey ed altri hanno diligentemente rifiutato di commentare, nonostante qualcuno abbia confermato la presenza”. [6] I resoconti indicano che “hanno discusso come affrontare il tracollo globale ed ampliare le loro attività di beneficenza durante la depressione”. [7]

Il quotidiano inglese The Times ha riportato che questi “influenti miliardari si sono riuniti in segreto per considerare come potrebbe essere impiegata la loro ricchezza per rallentare la crescita della popolazione mondiale” e che “hanno parlato di unire le loro forze per superare gli ostacoli politici e religiosi al cambiamento”. È interessante che “l’informale sessione pomeridiana è stata così discreta che ad alcuni assistenti dei miliardari è stato detto che si trovavano a dei ‘briefing di sicurezza’. Inoltre “i miliardari hanno avuto ciascuno 15 minuti per presentare la causa a loro più a cuore. Durante la cena hanno discusso come avrebbero potuto mettersi d’accordo su una ‘causa generale’ che potesse sfruttare i loro interessi”, e quello che è stato deciso è che “erano d’accordo che la priorità era la sovrappopolazione”. Infine “è emerso il consenso a sostenere una strategia che affrontasse la crescita della popolazione come una minaccia potenzialmente disastrosa per l’industria, l’economia e l’ambiente”, e che “devono rimanere indipendenti dalle agenzie governative, che sono incapaci di prevenire quel disastro che tutti vediamo all’orizzonte”. Uno dei presenti alla riunione ha detto che “volevano parlare da ricco a ricco senza doversi preoccupare che qualsiasi cosa che dicessero finisse sui giornali, facendoli apparire come un’alternativa al governo mondiale” [8]

La relazione trapelata

Il reporter investigativo sul Bilderberg Daniel Estulin, secondo quanto è stato riportato, ha ricevuto dalle sue fonti interne un documento conclusivo di 73 pagine per i partecipanti sulla riunione del gruppo Bilderberg, che ha rivelato che esistevano seri disaccordi tra i partecipanti stessi. “I più intransigenti sono favorevoli al declino drammatico e ad una grave depressione di breve durata, ma ci sono anche quelli che credono le cose siano andate fin troppo oltre e che le ricadute del cataclisma economico globale non possono essere calcolate con esattezza se si opta per il modello di Henry Kissinger. Tra questi ultimi c’è Richard Holbrooke. Quello che non si conosce a questo punto è se il punto di vista di Holbrooke coincide, in effetti, con quello di Obama”. La visione di comune consenso è che la recessione sarebbe peggiorata e che la ripresa sarebbe stata “relativamente lenta e protratta”, e di cercare questi termini sulla stampa nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi.

Estulin ha riferito “che alcuni importanti banchieri europei di fronte allo spettro della loro stessa mortalità finanziaria, sono estremamente preoccupati, definendo questa mossa di equilibrismo “insostenibile” e dicono che il deficit di bilancio e commerciale degli USA potrebbe portare come risultato alla fine del dollaro”. Un esponente del Bilderberg ha detto che “le banche stesse non sanno dare risposta su quando (si toccherà il fondo)”. Tutti sembravano essere d’accordo “che il livello di capitale necessario per le banche americane potrebbe essere considerevolmente più elevato di quanto è stato suggerito dal governo americano attraverso i recenti stress test”. Inoltre un esponente del FMI ha indicato che il suo personale studio delle recessioni storiche suggerisce che gli USA hanno superato solo un terzo di quella attuale; pertanto le economie che prevedono di riprendere con una rinascita della domanda da parte degli USA dovranno attendere a lungo”. Uno dei presenti ha asserito che “le perdite azionarie nel 2008 sono state peggiori di quelle del 1929”, e che “anche la prossima fase del declino economico sarà peggiore degli anni ’30, sostanzialmente perché l’economia americana è gravata da circa 20 trilioni di dollari di debito eccedente. Finché tale debito non sarà stato eliminato, l’idea di un boom salutare non è che un miraggio”. [9]

Secondo Jim Tucker, il gruppo Bilderberg si starebbe attivando per organizzare un summit in Israele dall’8 al 11 giugno, dove “i principali esperti mondiali di regolazione” possano “affrontare l’attuale situazione economica in un unico forum”. Con riferimento alle proposte presentate da Carl Bildt per la creazione di un dipartimento del tesoro mondiale e di un dipartimento della sanità mondiale facente capo alle Nazioni Unite, si crede che il FMI diventerà il dipartimento del tesoro mondiale, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità diventerà il dipartimento della sanità mondiale. Bildt ha inoltre riaffermato [il concetto] di “cambiamento climatico” come sfida chiave per il perseguimento degli obiettivi del Bilderberg, riferendosi alla crisi economica come ad una “crisi che si verifica una sola volta in una generazione, mentre il riscaldamento globale è una sfida che si presenta una sola volta nel corso di un millennio”. Bildt ha inoltre proposto l’ampliamento del NAFTA [accordo nordamericano di libero scambio tra USA, Messico e Canada] attraverso l’emisfero occidentale per creare un’Unione Americana, usando l’UE come “modello di integrazione”.

Secondo quanto riportato il FMI avrebbe inviato una relazione al Bilderberg sostenendo la propria trasformazione a dipartimento mondiale del tesoro, e “il segretario al tesoro americano Timothy Geithner ha entusiasticamente approvato il piano per un dipartimento mondiale del tesoro, anche se non ha ricevuto alcuna garanzia di diventarne il leader”. Geithner ha detto inoltre: “la nostra speranza è di poter lavorare con l’Europa su una struttura globale, un’infrastruttura globale che abbia un’appropriata supervisione”. [10]

Il piano del Bilderberg in azione?

Riorganizzare la Federal Reserve

Dopo la conferenza del Bilderberg si sono susseguiti svariati annunci interessanti da parte di alcuni partecipanti chiave, specificamente in relazione alla riorganizzazione della Federal Reserve. Il 21 maggio scorso è stato riportato che si crede che il segretario al tesoro americano Timothy Geithner “abbia una forte propensione a dare alla Federal Reserve un ruolo centrale nella regolazione futura” e che “si intende che la Fed si farà carico di parte del lavoro attualmente svolto dalla Securities and Exchange Commission americana”. [11]

Mercoledì 20 maggio Geithner ha parlato al Senate Banking Committee [comitato di attività bancarie del senato americano] asserendo che “ci sono indicazioni importanti che il nostro sistema finanziario è in via di ripresa”. Circa la regolamentazione del sistema finanziario, Geithner ha affermato che “dobbiamo assicurare che le regole internazionali per la regolamentazione della finanza siano coerenti con gli standard elevati che implementeremo negli Stati Uniti”. [12]


[Il segretario al tesoro americano Timothy Geithner, ex presidente della Federal Reserve Bank di New York.]

Bloomberg ha reso noto che “l’amministrazione di Obama potrà richiedere che vengano tolti alla Securities and Exchange Commission alcuni dei suoi poteri secondo una riorganizzazione regolatrice” e che “la proposta ancora da finalizzare, darà prevedibilmente alla Federal Reserve maggiore autorità di sorveglianza sulle società finanziarie ritenute troppo grandi per fallire. La Fed potrà ereditare alcune delle funzioni della SEC, mentre altre passeranno ad altre agenzie”. È interessante che “l’agenzia del presidente della SEC Mary Schapiro è stata per lo più assente nelle negoziazioni all’interno dell’amministrazione sulla revisione regolatrice, ed ha espresso frustrazione per non essere stata consultata”.

È stato reso noto che “il segretario al tesoro Timothy Geithner avesse intenzione di discutere le proposte di cambiare le regolamentazioni finanziarie ieri sera durante una cena con il direttore del National Economic Council Lawrence Summers [che è stato anche presente al Bilderberg], con l’ex presidente della Fed Paul Volcker [anche lui al Bilderberg], con l’ex presidente del SEC Arthur Levitt ed Elizabeth Warren, professore di legge all’università di Harvard che fa capo al gruppo di controllo del Congresso per il Troubled Asset Relief Program da 700 miliardi di dollari”. [13] La Federal Reserve è una banca centrale privata, di proprietà dei suoi azionisti, che consistono nelle banche principali che formano ciascuna Fed bank regionale (la più grande delle quali è la JP Morgan Chase e la Federal Reserve Bank di New York). Questo piano darebbe essenzialmente ad una banca privata, che ha autorità governativa, l’abilità di regolare le banche che la possiedono. È come mettere un colonnello a sorvegliare un generale verso cui è direttamente responsabile. Come mettere la volpe a far la guardia alle galline. È letteralmente concedere la proprietà sul regolatore finanziario alle banche che vengono regolate.

Come riferito da Market Watch, una pubblicazione online del Wall Street Journal, “la Federal Reserve, creata quasi 100 anni fa a seguito di un periodo di panico finanziario, potrebbe essere trasformata in un’agenzia diversa mentre l’amministrazione di Obama reinventa il modo in cui il governo interagisce con il sistema finanziario”. Con riferimento alla comparsa di Geithner al Senato, è stato reso noto che “anche Geithner è stato sottoposto a terzo grado sulle intime relazioni esistenti tra le grandi banche e le banche regionali della Federal Reserve. Prima che Geithner entrasse a far parte dell’amministrazione era il presidente della New York Fed, che è una strana istituzione ibrida pubblica-privata che è gestita e posseduta dalle banche”. In risposta “Geithner ha insistito che le banche private non hanno voce in capitolo sulle politiche della New York Fed, ma ha ammesso che le banche sono coinvolte nella nomina del presidente, che fa la politica. Il presidente della New York Fed, Stephen Friedman è stato costretto a rassegnare le dimissioni questo mese a causa dei percepiti conflitti di interesse per le sue grandi partecipazioni nella Goldman Sachs”. [14]

Il FMI come un dipartimento globale del tesoro

L’ordine del giorno del Bilderberg di creare un dipartimento globale del tesoro è già stato avviato prima della conferenza del gruppo con le decisioni prese durante il summit finanziario del G20 ad aprile. Anche se il G20 sembrasse inserirlo più nel contesto della formazione di una banca centrale globale è probabile che il FMI possa rivestire entrambi i ruoli.

Dopo la riunione del G20 all’inizio di aprile 2009, è stato riportato che “il mondo ha fatto un altro passo avanti verso [la creazione] di una valuta globale, con l’appoggio di una banca centrale globale, che gestisce la politica monetaria per tutta l’umanità”, come il comunicato rilasciato dai leader del G20 affermava che “abbiamo concordato di sostenere uno stanziamento generale di SDR che immetterà $250 miliardi di dollari (£170 miliardi di sterline) nell’economia mondiale ed aumenterà la liquidità globale”, e che “gli SDR sono diritti speciali di prelievo, una moneta di carta sintetica emessa dal Fondo Monetario Internazionale che è rimasta in incubazione per mezzo secolo”. Essenzialmente “stanno di fatto mettendo in gioco una valuta mondiale. È fuori dal controllo di qualsiasi ente sovrano”. [15] [vedi Appendice 2: creare una banca centrale del mondo]

Dopo la conferenza del Bilderberg “il presidente Obama ha chiesto al Congresso di autorizzare $100 miliardi di dollari di prestiti per il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per contribuire a creare un fondo di salvataggio da $500 miliardi di dollari”, che darebbe al FMI la prerogativa essenziale di un ministero globale del tesoro, fornendo salvataggi per i paesi in difficoltà in tutto il mondo. Inoltre “la proposta di legge consentirebbe al FMI di prendere prestiti fino a $100 miliardi di dollari dagli USA e di aumentare il contributo fiscale degli Stati Uniti al FMI di $ 8 miliardi di dollari”. Approfondendo sul programma, è stato riferito che “i leader mondiali hanno cominciato con l’iniziativa globale dei salvataggi, chiamata Nuovi Accordi di Prestito (NAB) nel corso del G20 all’inizio di aprile. Il presidente era d’accordo allora di rendere disponibili i fondi aggiuntivi”. Obama ha scritto che “il segretario al tesoro Geithner ha concluso che l’entità dei NAB sfortunatamente è inadeguata per far fronte al tipo di grave crisi economica e finanziaria che stiamo vivendo, e sono d’accordo con lui”. [16]

Con la decisione del G20 di aumentare l’uso dei diritti speciali di prelievo (SDR) del FMI, formando di fatto una valuta mondiale, è stato recentemente reso noto che “l’Africa subsahariana riceverà circa $ 10 miliardi di dollari dal FMI in diritti speciali di prelievo (SDR) per aiutare le sue economie a fronteggiare la crisi finanziaria globale” e che “come parte di un accordo da $ 1,1 trilioni di dollari per combattere la depressione economica mondiale raggiunto durante il summit del G20 di aprile, il FMI emetterà diritti speciali di prelievo per un valore di $ 250 miliardi di dollari, che potranno essere usati per incrementare le riserve di valuta estera”. [17]

Recenti relazioni hanno inoltre indicato che il ruolo del FMI nell’ambito dell’emissione dei SDR va di pari passo con la discussione del gruppo Bilderberg sul potenziale crollo del dollaro americano e “trasformare lo standard del dollaro in un sistema basato sui diritti speciali di prelievo rappresenterebbe una rottura fondamentale con una politica che è durata oltre 60 anni”. È stato riferito che “esistono due modi in cui il ruolo del dollaro nel sistema monetario internazionale può essere ridotto. Una possibilità è una graduale erosione del dollaro come valuta di riserva determinata dal mercato in favore dell’euro. Ma se il ruolo internazionale dell’euro – specialmente il suo utilizzo nei mercati finanziari – è aumentato dal suo inizio, è difficile immaginare che possa superare il dollaro come valuta di riserva dominante nel futuro prossimo”. Tuttavia “essendo improbabile che l’egemonia del dollaro sia seriamente minacciata dalle forze del mercato, per lo meno nel breve e medio termine, l’unico modo di portare ad una seria riduzione del suo ruolo di valuta di riserva è attraverso gli accordi internazionali”. È qui che entrano in gioco gli SDR, dato che “un modo di rendere gli SDR la principale valuta di riserva relativamente presto sarebbe creare e stanziare una grande quantità di nuovi SDR per i membri del FMI.” [18] Che è esattamente quello che sta succedendo adesso con l’Africa e il FMI.

L’ex amministratore delegato del FMI Jacques de Larosière ha affermato recentemente che l’attuale crisi finanziaria “data la sua portata, presenta un’opportunità unica per migliorare le istituzioni, e c’è già il pericolo che si possa perdere questa chance se i diversi attori non riescono ad accordarsi sui cambiamenti prima che riprenda la crescita economica”. Adesso lavora come consulente per la BNP Paribas, una società molto rappresentata alle conferenze del gruppo Bilderberg, ed è stato ministro del tesoro in Francia quando era presidente Valéry Giscard d’Estaing, che è regolarmente presente al Bilderberg. [19]

Il servizio del Guardian sul Bilderberg

Il quotidiano inglese The Guardian è stato l’unico importante quotidiano di informazione tradizionale a fornire una copertura continua della conferenza del Bilderberg durante il fine settimana. Le prime cronache sono state satiriche e leggermente derisorie e si riferivano [alla riunione] come ad “un lungo week-end in un lussuoso hotel, dove le elite del mondo si stringono la mano, brindano, perfezionano il loro ordine del giorno globale e si contendono le sdraio migliori. Credo che Henry Kissinger porterà la sua personale, se la farà portare da un elicottero e la farà sorvegliare 24 ore su 24 7 giorni su 7 da una squadra operativa speciale della CIA” [20] Tuttavia mentre il fine settimana trascorreva lento, il giornalista ha cambiato tono. Il sabato ha riferito “so che mi stanno pedinando. Lo so perché ho appena chiacchierato con i poliziotti in borghese che ho scoperto mentre mi seguivano”, ed è stato arrestato due volte durante il primo giorno delle riunioni per aver cercato di fotografare le limousines che entravano nell’hotel. [21]

Ha poi riferito che non era certo di quello che stessero discutendo dentro l’hotel, ma che aveva “una sensazione di qualcosa di marcio nello stato della Grecia”, ed ha inoltre affermato: “tre giorni e sono stato trasformato in un sospetto, uno che crea problemi, indesiderato, che si sente a disagio, stanco e un po’ intimorito”. Ha poi continuato a scrivere che “il Bilderberg è una questione di controllo. Verte sul ‘che facciamo adesso?’ Mandiamo avanti già un sacco di cose, e se ne mandassimo avanti più? Perché non rendiamo più facile la gestione? Più efficienza. L’efficienza è positiva. Sarebbe così talmente più facile con un’unica banca, un’unica valuta, un mercato unico, un governo unico. Che ve ne pare anche di un esercito unico? Sarebbe davvero fico. Non ci sarebbero più guerre, allora. Questo cocktail di gamberetti è BUONO. Che ve ne pare di un unico modo di pensare? Di un internet controllato?”, e poi “oppure no”.

Fa una considerazione molto astuta, in contrapposizione all’argomento spesso postulato che il Bilderberg è semplicemente un forum dove le persone possono parlare liberamente, scrivendo: “Sono così maledettamente stanco di vedere il potere nelle mani dei pochi. Me l’hanno sbattuto in faccia per tre giorni e mi ronza intorno al naso come una vespa. Non mi importa se il gruppo Bilderberg vuole salvarlo il mondo o metterlo in un frullatore e bersi il succo, non credo che la politica debba essere fatta così” e l’autore Charlie Skelton, ha affermato eloquentemente “se cercassero di curare il cancro lo potrebbero fare alla luce del sole”. Ha spiegato inoltre che “il Bilderberg è una questione di posizioni di controllo. Mi ci avvicino più di mezzo miglio e improvvisamente sono uno dei controllati. Sono pedinato, sorvegliato, segnalato, detenuto, e ancora detenuto. Ero stato messo in quella posizione dal “potere” che stava sulla strada”. [22]

Domenica 17 maggio Skelton ha riferito che quando ha chiesto al capo della polizia perché fosse pedinato, il capo ha risposto chiedendogli “perché è qui?”. Skelton ha detto che era lì per fare un servizio sulla conferenza Bilderberg, e di rimando il capo ha affermato “beh, è quella la ragione! Ecco perché! Abbiamo finito!” [23] I reporter vengono seguiti in giro e pedinati dai poliziotti quando fanno servizi sul World Economic Forum? No. Allora perché succede con il Bilderberg se davvero è una conferenza per discutere liberamente le idee?

Un lunedì mattina dopo la conferenza, Skelton ha scritto che: “Non sono io il solo ad essere stato trascinato sotto custodia della polizia per aver osato essere a circa mezzo miglio dai cancelli dell’hotel. I pochi giornalisti che si sono recati a Vouliagmeni quest’anno sono stati intimiditi e molestati e si sono sentiti puntati contro la parte a punta di un walkie-talkie greco. Sono in molti ad essere stati arrestati. Bernie, dell’American Free Press, e Gerhard il documentarista (sembra il nome di un personaggio di Dungeons and Dragons) ha noleggiato un’imbarcazione da un porto vicino per cercare di scattare foto dal mare. Sono stati fermati a tre miglia di distanza dal resort. Dalla marina militare greca”. Come ha detto lo stesso Skelton: “I miei dispacci sulla conferenza del 2009, ammesso che abbiano un qualche significato, rappresentano nel modo più acuto nient’altro che l’assenza di una approfondita copertura mediatica generale”. [24]

La relazione finale di Skelton sul Bilderberg del 19 maggio mostra quanto fosse cambiato nei diversi giorni in cui ha fatto la cronaca della riunione. Dallo scrivere scherzosamente sulla riunione, alla scoperta che era pedinato dalle forze dell’ordine greche. Skelton ha riflettuto “allora chi è paranoico qui? Io, che mi nascondo nei vani delle scale, che scruto il marciapiede dietro di me riflesso sulle vetrine dei negozi, che sto all’aperto per la mia sicurezza? Oppure il Bilderberg, con i suoi due F-16, gli elicotteri che sorvolano il cielo, le mitragliatrici, i commando della marina militare e la politica di detenere ripetutamente e molestare una manciata di turisti? Chi è il matto? Io o il barone Mandelson? Io o Paul Volker, capo dell’Economic Advisory Board di Obama? Io o il presidente della Coca-Cola?”

Skelton ha affermato che “la pubblicità è sale puro per il gigantesco lumacone del Bilderberg. Quindi suggerisco di tornare l’anno prossimo con un po’ più di tinozze. Se la stampa tradizionale si rifiuta di fornire la giusta copertura di questo notevole evento annuale, allora lo dovranno fare i cittadini che sono interessati: media fatti dalla gente”.

Sorprendentemente Skelton ha commentato di aver imparato dopo la conferenza Bilderberg, che “dobbiamo lottare, lottare, lottare, adesso – proprio adesso, in questo preciso istante, con ogni centimetro cubo del nostro animo – per impedire [l’introduzione nel Regno Unito] delle carte d’identità”, perché “è essenzialmente una questione di poter chiedere, dell’obbligo di mostrare, della giustificazione della propria esistenza, del potere di chi chiede contrapposto alla sottomissione dell’interrogato”. Ha detto che ha “imparato questo dalle perquisizioni fatte a caso, dalle detenzioni, dalle provocazioni dei babbei della security e dallo sbattere di pugni sulle scrivanie senza numero della polizia che ho dovuto sopportare per il Bilderberg: ho trascorso la settimana vivendo in un possibile futuro da incubo e in molti differenti e terribili passati. Ho intravisto per un attimo un mondo di controlli a caso e i poteri di una security non controllata. E mi ha lasciato sconvolto. Mi ha lasciato, letteralmente i lividi.” Ha spiegato incisivamente che “la carta di identità ti trasforma da libero cittadino a sospetto”. [25]

Chi c’era?


[La regina Beatrice d'Olanda, maggiore azionista della Royal Dutch Shell]

Tra i membri del gruppo del Bilderberg ci sono vari monarchi europei. Alla conferenza di quest’anno era presente la regina Beatrice d’Olanda, che non a caso è la maggiore singola azionista della Royal Dutch Shell, una delle più grandi corporazioni del mondo. È stata raggiunta da uno dei suoi tre figli, il principe Constantijn, che è stato anche presente alla riunione. Il principe Constantijn ha lavorato con il Commissario Europeo olandese per l’EU, oltre ad essere stato un consulente di politica strategica per la Booz Allen & Hamilton di Londra, una delle maggiori società di consulenza strategica e tecnica nei settori dell’analisi economica e aziendale, dell’analisi dell’intelligence e delle operazioni e della tecnologia dell’informazione, oltre a molti altri. Il principe Constantijn è stato inoltre un ricercatore per la RAND Corporation in Europa. La RAND è stata inizialmente fondata come un think tank di politica globale, creata per offrire ricerca ed analisi alle forze armate USA, tuttavia adesso collabora con i governi, le fondazioni, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni commerciali. [26] Tra i reali presenti c’era anche il principe Philippe del Belgio e la regina Sofia di Spagna.

Le banche private

Come consueto l’elenco dei presenti era pieno di nomi che rappresentavano le maggiori banche del mondo. Tra questi, David Rockefeller, ex direttore generale e presidente della Chase Manhattan, ora JP Morgan Chase, di cui era fino a poco tempo fa il presidente dello International Advisory Board; ed è tuttora presidente onorario del Council on Foreign Relations, presidente del Board of the Americas Society e del Council of the Americas, presidente onorario della Commissione Trilaterale, che ha fondato insieme a Zbigniew Brzezinski; è inoltre uno dei membri fondatori del gruppo Bilderberg, un illustre filantropo nonché patriarca di una delle dinastie del settore bancario più ricche e potenti del mondo.

Era presente anche Josef Ackermann, un banchiere svizzero che è direttore generale della Deutsche Bank, nonché direttore non esecutivo della Royal Dutch Shell, vice presidente della Siemens AG, il maggior colosso tecnologico d’Europa; è anche membro dell’International Advisory Council dello Zurich Financial Services Group; presidente del consiglio dell’Istituto Internazionale delle Finanze, l’unica associazione globale di istituzioni finanziarie al mondo; e vice presidente del consiglio di fondazione del Forum Economico Mondiale. [27]

Anche Roger Altman era presente alla riunione del Bilderberg: un investment banker, investitore finanziario di private equity, nonché ex sotto segretario al tesoro durante l’amministrazione di Clinton. Gli altri banchieri presenti alla riunione di quest’anno comprendono Ana Patricia Botin, presidente della banca spagnola Banco Español de Crédito, avendo lavorato in precedenza con la JP Morgan; Frederic Oudea, direttore generale e nuovo presidente del consiglio di amministrazione della banca francese Sociéte Generale; Tommaso Padoa-Schioppa, banchiere ed economista italiano ed ex ministro dell’economia e delle finanze in Italia; Jacob Wallenberg, presidente della Investor AB; Marcus Wallenberg, direttore generale della Investor AB; e George David, direttore generale della United Technologies Corporation, che fa inoltre parte del consiglio della Citigroup, membro del Business Council, del Business Roundtable, e che è vice presidente del Peterson Institute for International Economics. [per maggiori informazioni sul Peterson Institute, vedere: Appendice 1]

I banchieri canadesi comprendevano W. Edmund Clark, presidente e direttore generale del TD Bank Financial Group, che fa inoltre parte del consiglio di amministrazione del C.D. Howe Institute, un prominente think tank canadese; Franck McKenna, vice presidente del TD Bank Financial Group, ex ambasciatore canadese per gli Stati Uniti, ex premier del New Brunswick; e Indira Samarasekera, presidente dell’università di Alberta, che fa parte anche del consiglio della Scotiabank, una delle maggiori banche canadesi.

Le banche centrali

Naturalmente, tra i membri illustri del gruppo Bilderberg ci sono gli esponenti delle maggiori banche centrali del mondo. Quest’anno tra i membri c’era il governatore della Banca Nazionale della Grecia, il governatore della Banca d’Italia, il presidente della Banca Europea degli Investimenti, James Wolfensohn, ex presidente della Banca Mondiale, e Nout Wellink, facente parte del consiglio della Bank for International Settlements (BIS) [Banca dei Regolamenti Internazionali, BRI]. [28] Anche Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea era presente. [29] Non vi sono indicazioni che il governatore della Federal Reserve Ben Bernanke fosse presente, che sarebbe uno strano evento, considerato che il governatore della Federal Reserve è sempre presente alle riunioni del Bilderberg, accanto al presidente della Federal Reserve Bank di New York, William C. Dudley. Ho contattato la New York Fed per chiedere se Dudley è stato in visita in Grecia o ha partecipato a qualsiasi riunione in Grecia tra il 14 e il 17 maggio, o se un altro rappresentante senior della New York Fed ci fosse andato al suo posto. Devo ancora ricevere una risposta.

L’amministrazione di Obama al Bilderberg


[Il consigliere per la sicurezza nazionale Generale James Jones]

L’amministrazione di Obama è stata ampiamente rappresentata alla riunione del Bilderberg di quest’anno. Tra i presenti c’erano Keith B. Alexander, tenente generale dell’esercito americano e direttore della National Security Agency, l’enorme agenzia di spionaggio degli Stati Uniti; Timothy Geithner, segretario al tesoro USA ed ex presidente della Federal Reserve di New York; Richard Holbrooke, inviato speciale dell’amministrazione di Obama per l’Afghanistan e il Pakistan; il Generale James Jones, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti; Henry Kissinger, l’inviato speciale di Obama in Russia, membro da lungo tempo del Bilderberg ed ex segretario di stato e consigliere per la sicurezza nazionale; Dennis Ross, consigliere speciale per il Golfo Persico e l’Asia sud-occidentale per il segretario di stato Hillary Clinton; David Patraeus, Comandante del CENTCOM (il Comando Centrale USA in Medio Oriente), Lawrence Summers, direttore del National Economic Council della Casa Bianca, ex segretario del tesoro durante l’amministrazione di Clinton, ex presidente dell’università di Harvard, ex capo economista della Banca Mondiale; Paul Volcker, ex governatore del Federal Reserve System e presidente dell’Economic Recovery Advisory Board di Obama; Robert Zoellick, ex presidente della Goldman Sachs ed attuale presidente della Banca Mondiale; [30] e il sotto segretario di stato James Steinberg [31].

Altri nomi illustri

Tra i molti altri presenti alla riunione c’era il Visconte Étienne Davignon, ex vice presidente della Commissione Europea e presidente onorario del Gruppo Bilderberg [uomo di Suez Tractebel]; Francisco Pinto Balsemão, ex primo ministro del Portogallo; Franco Bernabè, direttore della Telecom Italia e vice presidente della Rothschild Europe; Carl Bildt, ex primo ministro della Svezia; Kenneth Clarke, segretario ombra degli affari nel Regno Unito; Richard Dearlove, ex capo dei servizi segreti britannici (MI6); Donald Graham, direttore della Washington Post Company; Jaap De Hoop Scheffer, segretario generale della NATO; John Kerr, membro della Camera dei Lord britannica e vice presidente della Royal Dutch Shell; Jessica Matthews, presidente del Canergie Endowment for International Peace; Richard Perle dell’American Enterprise Institute; Romano Prodi, ex presidente del consiglio italiano; J. Robert S. Prichard, direttore generale della Torstar Corporation e presidente emerito dell’università di Toronto; Peter Sutherland, ex direttore generale dell’Accordo Generale sulle Tariffe doganali e il Commercio (GATT), primo direttore dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ed attuale presidente della British Petroleum (BP) e della Goldman Sachs International oltre a far parte del consiglio di amministrazione della Royal Bank of Scotland, ad essere presidente della Commissione Trilaterale, vice presidente della Tavola Rotonda Europea degli Industriali nonché membro da lungo tempo del Bilderberg; Peter Thiel, del consiglio di amministrazione di Facebook; Jeroen van der Veer, direttore generale della Royal Dutch Shell; Martin Wolf, editore associato e commentatore economico capo del quotidiano Financial Times; e Fareed Zakaria, un giornalista americano e un membro del consiglio del Council on Foreign Relations. [32] È stato anche riportato che la riunione di quest’anno avrebbe coinvolto anche il direttore generale di Google Eric Schmidt, oltre all’editore del Wall Street Journal, Paul Gigot, [33] che erano entrambi presenti l’anno scorso.

Conclusione

Chiaramente, è stata la prerogativa della riunione del Bilderberg di quest’anno di sfruttare per quanto possibile la crisi finanziaria globale per raggiungere gli obiettivi per cui hanno lottato per molti anni. Che comprendono la creazione di un dipartimento globale del tesoro, probabilmente in congiunzione con una banca centrale globale o che sia rappresentato dalla medesima istituzione; entrambi sembrano essere nel processo di essere incorporati nel FMI.

Naturalmente, le riunioni del Bilderberg servono gli interessi delle persone e delle organizzazioni che vi sono rappresentate. Dato il gran numero di rappresentanti dell’amministrazione di Obama che erano presenti, le politiche americane che ruotano intorno alla crisi finanziaria sono probabilmente emerse dal gruppo del Bilderberg e ne servono gli interessi. Considerata la marcata rappresentanza dell’establishment della politica estera di Obama alla conferenza del Bilderberg, è sembrato sorprendente non aver ricevuto ulteriori informazioni circa la polica estera americana dalla riunione del Bilderberg di quest’anno, forse ha a che fare con il Pakistan e l’Afghanistan.

Tuttavia, gli USA hanno recentemente deciso di licenziare il generale che ha avuto la soprintendenza della guerra in Afghanistan, rimpiazzandolo con il “Tenente Generale Stanley McChrystal, ex berretto verde che ha recentemente comandato le operazioni segrete speciali delle forze militari in Iraq.” [35] Dal 2003 al 2008, McChrystal “ha condotto il Joint Special Operations Command (JSOP) del Pentagono, che ha il controllo delle forze armate più critiche, compresa la Delta Force”, ed è stato descritto dal giornalista investigativo vincitore del Premio Pulitzer Seymour Hersh come capo dell’”ala esecutiva di assassinio” [36] del vice presidente Cheney.

Quindi dati i recenti cambiamenti, come pure l’alto livello di rappresentanza dell’establishment della politica estera di Obama al Bilderberg quest’anno, è probabile che siano state prese alcune decisioni o per lo meno che sia stata fatta una discussione sull’escalation della guerra in Afghanistan e l’espansione al Pakistan. Tuttavia non è sorprendente che l’argomento principale dell’ordine del giorno fosse la crisi finanziaria globale. Senza dubbio l’anno prossimo sarà interessante e le elite sperano di certo di renderlo produttivo.

APPENDICE 1: le connessioni del Bilderberg con la riunione dei miliardari

Peter G. Peterson, uno degli ospiti della riunione segreta di miliardari, è l’ex segretario al commercio americano sotto l’amministrazione di Nixon, presidente e direttore generale della Lehman Brothers, della Kuhn Loeb Inc., dal 1977 al 1984 è stato cofondatore del Blackstone Group, la prominente società di private equity e investment bank, di cui è presidente , e nel 1985 è diventato presidente del Council on Foreign Relations prendendo il posto quando David Rockefeller ha rinunciato all’incarico. Ha fondato il Peterson Institute for International Economics ed è stato presidente della Federal Riserve di New York dal 2000 al 2004. Il Peterson Institute for International Economics è un importante think tank mondiale in campo economico, che si prefigge di “informare e formare il dibattito pubblico”, da cui “gli studi dell’Istituto hanno contribuito a fornire il fondamento intellettuale di molte delle principali iniziative finanziarie internazionali degli ultimi vent’anni: la riforma del Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’adozione di standard bancari internazionali, dei sistemi di tasso di cambio nei G-7 e nelle economie di mercato emergenti, politiche verso il dollaro, l’euro ed altre valute importanti, e risposte alle crisi di debito e valuta (compresa l’attuale crisi del 2008-09)”. Ha inoltre “dato un importante contributo alle decisioni chiave nelle politiche commerciali” come lo sviluppo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, il NAFTA, l’APEC, e il regionalismo est asiatico. [37]

Ha un prominente elenco di nomi nel suo consiglio di amministrazione. Peter G. Peterson è presidente del consiglio; George David, presidente della United Technologies è il vice presidente, oltre a far parte del consiglio di amministrazione della Citigroup, ed è stato ospite della conferenza Bilderberg di quest’anno; Chen Yuan, governatore della China Development Bank ed ex vice governatore della People’s Bank of China (la banca centrale cinese); Jessica Einhorn, preside della Paul H. Nitze School of Advanced International Studies (SAIS) di Washington della Johns Hopkins University, ex membro ospite del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ex amministratore delegato della Banca Mondiale e facente attualmente parte del consiglio della Time Warner e del Council on Foreign Relations; Stanley Fischer, governatore della Banca Centrale d’Israele, ex vice presidente della Banca Mondiale, ed amministratore delegato del FMI, ex vice presidente della Citigroup e regolare partecipante alle riunioni del Bilderberg; Carla A. Hills, ex rappresentante dello US Trade, ed è stata tra i primi negoziatori del NAFTA, fa parte dell’International Advisory Boards dell’American International Group, la Coca-Cola Company, la Gilead Sciences, la J.P. Morgan Chase, membro del comitato esecutivo della Commissione Trilaterale, co-presidente del Council on Foreign Relations, ed ha avuto un ruolo centrale nel documento del CFR “Building a North American Community” (Costruire una Comunità Nordamericana), che cerca di rimodellare il nordamerica secondo le linee dell’Unione Europea, ed è stata inoltre un illustre membro del Bilderberg; anche David Rockefeller fa parte del consiglio del Peterson Institute, come pure Lynn Forester de Rotschild; Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, che è presente a tutti gli incontri del Bilderberg; Paul A. Volcker, ex governatore del Federal Reserve System, regolare partecipante alle riunioni del Bilderberg ed attuale presidente dell’Economic Recovery Advisory Board di Obama.

Direttori onorari del Peterson Institute comprendono i membri del Bilderberg Alan Greenspan, ex presidente del consiglio dei governatori del Federal Reserve System, uno dei primi architetti della crisi attuale; Franck E. Loy, ex sotto segretario di stato per gli Affari Globali e che fa parte dei comitati di Difesa Ambientale, il Pew Center for Global Climate Change, il Resources for the Future e la Population Services International; George P. Shultz, ex segretario di stato americano durante l’amministrazione di Reagan, presidente e direttore del Bechtel Group ed ex segretario al tesoro. [38]

APPENDICE 2: creare una banca centrale del mondo

Jeffrey Garten, sottosegretario al commercio per il commercio internazionale durante l’amministrazione di Clinton, ex preside della Yale School of Management, ha prestato precedentemente servizio alla Casa Bianca per la politica economica internazionale sotto Nixon ed ha fatto parte dello staff di programmazione politica dei segretari di stato Henry Kissinger e Cyrus Vance delle amministrazioni di Ford e Carter. È stato anche amministratore delegato della Lehman Brothers e del Blackstone Group, ed è anche membro del Council on Foreign Relations. Già dal 1998 Garter ha scritto un articolo per il New York Times in cui sosteneva la creazione di una banca centrale mondiale. [39]

Durante l’attuale crisi finanziaria, Garten ha scritto un articolo per il Financial Times in cui sosteneva “la creazione di un’autorità monetaria globale per la sorveglianza dei mercati che sono diventati senza frontiere”, agendo come una banca centrale globale. [40] Alla fine di ottobre, Garten ha scritto un articolo per Newsweek in cui ha detto che “i leader mondiali dovrebbero iniziare a preparare il terreno per la creazione di una banca centrale globale”. [41]

Tre giorni dopo la pubblicazione dell’articolo di Gartner su Newsweek, è stato reso noto che “il Fondo Monetario Internazionale potrebbe presto non avere denaro per salvare un sempre crescente elenco di paesi che vanno in frantumi nell’Europa dell’est, in America Latina, in Africa e in parti dell’Asia, suscitando timori che dovrà attingere ai contribuenti nei paesi occidentali per un’infusione di capitale oppure ricorrere all’opzione nucleare di stamparsi i soldi da sé”. Inoltre “l’opzione nucleare è di stamparsi i soldi emettendo Diritti di Prelievo Speciali, agendo in effetti come se fosse la banca centrale del mondo”. [42]

[Per ulteriori particolari sulle mosse fatte per creare una banca centrale globale, valute regionali, una valuta di riserva globale ed un organo governativo mondiale, vedere: Andrew G. Marshall, The Financial New World Order: Towards a Global Currency and World Government: Global Research, 6 aprile 2009]

Chi c’era quest’anno al Bilderberg

fonte: http://it.peacereporter.net/articolo/15804/Chi+c%27%E8+era+quest+anno+al+Bilderberg%3F

La lista dei partecipanti all’incontro del Bilderberg Group tenutosi in Grecia dal 14 al 17 maggio

Dutch Queen Beatrix

Queen Sofia of Spain

Prince Constantijn (Belgian Prince)

Prince Philippe Etienne Ntavinion, Belgium

Étienne, Viscount Davignon, Belgium (former vice-president of the European Commission)

Josef Ackermann (Swiss banker and CEO of Deutsche Bank)

Keith B. Alexander, United States (Lieutenant General, U.S. Army, Director of the National Security Agency)

Roger Altman, United States (investment banker, former U.S. Deputy Treasury Secretary under Bill Clinton)

Georgios A. Arapoglou, Greece (Governor of National Bank of Greece)

Ali Babaca , Turkey (Deputy Prime Minister responsible for economy)

Francisco Pinto Balsemão, Portugal (former Prime Minister of Portugal)

Nicholas Bavarez, France (economist and historian)

Franco Bernabè, Italy (Telecom Italia)

Xavier Bertrand, France (French politician connected to Nicolas Sarkozy)

Carl Bildt, Sweden (former Prime Minister of Sweden)

January Bgiorklount, Norway (?)

Christoph Blocher, Switzerland (industrialist, Vice President of the Swiss People’s Party)

Alexander Bompar, France (?)

Ana Patricia Botin, Spain, (President of Banco Banesto)

Henri de Castries, France (President of AXA, the French global insurance companies group)

Juan Luis Cebrián, Spain (journalist for Grupo PRISA; his father was a senior journalist in the fascist Franco regime)

W. Edmund Clark, Canada (CEO TD Bank Financial Group)

Kenneth Clarke, Great Britain (MP, Shadow Business Secretary)

Luc Cohen, Belgium (?)

George David, United States (Chairman and former CEO of United Technologies Corporation, board member of Citigroup)

Richard Dearlove, Great Britain (former head of the British Secret Intelligence Service)

Mario Draghi, Italy (economist, governor of the Bank of Italy)

Eldrup Anders, Denmark (CEO Dong Energy)

John Elkann, Italy (Italian industrialist, grandson of the late Gianni Agnelli, and heir to the automaker Fiat)

Thomas Enders, Germany (CEO Airbus)

Jose Entrekanales, Spain (?)

Isintro phenomena casket, Spain (?)

Niall Ferguson, United States (Professor of History at Harvard University and William Ziegler Professor at Harvard Business School)

Timothy Geithner, United States (Secretary of the Treasury)

Ntermot convergence, Ireland (AIV Group) (?)

Donald Graham, United States (CEO and chairman of the board of The Washington Post Company)

Victor Chalmperstant, Netherlands (Leiden University)

Ernst Hirsch Ballin, Netherlands (Dutch politician, minister of Justice in the fourth Balkenende cabinet, member of the Christian Democratic Appeal)

Richard Holbrooke, United States (Obama’s special envoy for Afghanistan and Pakistan)

Jaap De Hoop Scheffer, Netherlands (Dutch politician and the current NATO Secretary General)

James Jones, United States (National Security Advisor to the White House)

Vernon Jordan, United States (lawyer, close adviser to President Bill Clinton)

Robert Keigkan, United States (? - possibly Robert Kagan, neocon historian)

Girki Katainen, Finland (?)

John Kerr (aka Baron Kerr of Kinlochard), Britain (Deputy Chairman of Royal Dutch Shell and an independent member of the House of Lords)

Mustafa Vehbi Koç, Turkey (President of industrial conglomerate Koç Holding)

Roland GT, Germany (?)

Sami Cohen, Turkey (Journalist) (?)

Henry Kissinger, United States

Marie Jose Kravis, United States (Hudson Institute)

Neelie Kroes, Netherlands (European Commissioner for Competition)

Odysseas Kyriakopoulos, Greece (Group S & B) (?)

Manuela Ferreira Leite, Portugal (Portuguese economist and politician)

Bernardino Leon Gross, Spain (Secretary General of the Presidency)

Jessica Matthews, United States (President of the Carnegie Endowment for International Peace)

Philippe Maystadt (President of the European Investment Bank)

Frank McKenna, Canada (Deputy Chairman of the Toronto-Dominion Bank)

John Micklethwait, Great Britain (Editor-in-chief of The Economist)

Thierry de Montbrial, France (founded the Department of Economics of the École Polytechnique and heads the Institut français des relations internationales)

Mario Monti, Italy (Italian economist and politician, President of the Bocconi University of Milan)

Miguel Angel Moratinos, Spain (Minister of Foreign Affairs)

Craig Mundie, United States (chief research and strategy officer at Microsoft)

Egil Myklebust, Norway (Chairman of the board of SAS Group, Scandinavian Airlines System)

Mathias Nass, Germany (Editor of the newspaper Die Zeit)

Denis Olivennes, France (director general of Nouvel Observateur)

Frederic Oudea, France (CEO of Société Générale bank)

Cem Özdemir, Germany (co-leader of the Green Party and Member of the European Parliament)

Tommaso Padoa-Schioppa, Italy (Italian banker, economist, and former Minister of Economy and Finance)

Dimitrios Th.Papalexopoulo, Greece (Managing Director of Titan Cement Company SA)

Richard Perle, United States (American Enterprise Institute)

David Petraeus, United States (Commander, U.S. Central Command)

Manuel Pinho, Portugal (Minister of Economy and Innovation)

J. Robert S. Prichard, Canada (CEO of Torstar Corporation and president emeritus of the University of Toronto)

Romano Prodi, Italy (former Italian Prime Minister and former President of the European Commission)

Heather M. Reisman, Canada (co-founder of Indigo Books & Music Inc.).

Eivint Reitan, Norway (economist, corporate officer and politician for the Centre Party)

Michael Rintzier, Czech Republic (?)

David Rockefeller, United States

Dennis Ross, United States (special adviser for the Persian Gulf and Southwest Asia to Secretary of State Hillary Clinton)

Barnett R. Rubin, United States (Director of Studies and Senior Fellow, Center for International Cooperation)

Alberto Rouith-Gkalarthon, Spain (?)

Susan Sampantzi Ntintzer, Turkey (?) Guler Sabanci, President of Sabanci Holdings (?)

Indira Samarasekera, Canada (President of University of Alberta, Board of Directors Scotiabank)

Rountol Solten, Austria (?)

Jürgen E. Schrempp, Germany (CEO DaimlerChrysler)

Pedro Solbes Mira, Spain (economist, Socialist, Second Vice President and Minister of Economy and Finance)

Sampatzi Saraz, Turkey (banker) (?) possibly Süreyya Serdengeçti (former Governor of the Central Bank of Turkey) http://arsiv.zaman.com.tr/2002/05/29/ekonomi/h6.htm

Sanata Seketa, Canada (University of Canada) (?)

Lawrence Summers, United States (economist, Director of the White House’s National Economic Council)

Peter Sutherland, Ireland (Chairman, BP and Chairman of Goldman Sachs International)

Martin Taylor, United Kingdom (former chief executive of Barclays Bank, currently Chairman of Syngenta AG)

Peter Thiel, United States (Clarium Capital Management LCC, PayPal co-founder, Board of Directors, Facebook)

Agan Ourgkout, Turkey (?)

Matti Taneli Vanhanen, Finland, (Prime Minister)

Daniel L. Vasella, Switzerland (Chairman of the Board and Chief Executive Officer at Novartis AG)

Jeroen van der Veer, Netherlands (CEO of Royal Dutch Shell)

Guy Verhofstadt, Belgium (former Prime Minister)

Paul Volcker, U.S. (former Federal Reserve director, Chair of Obama’s Economic Recovery Advisory Board)

Jacob Wallenberg, Sweden (chairman of Investor AB and former chairman of Skandinaviska Enskilda Banken)

Marcus Wallenberg, Sweden (CEO of Investor AB, former chairman of Skandinaviska Enskilda Banken)

Nout Wellink, Netherlands (Chairman of De Nederlandsche Bank, Board of Directors, the Bank of International Settlements)

Hans Wijers, Netherlands (CEO of the multinational corporation AkzoNobel)

Martin Wolf, Great Britain (associate editor and chief economics commentator at the Financial Times)

James Wolfensohn, United States (former president of the World Bank)

Paul Wolfowitz, United States (for U.S. Deputy Secretary of Defense, President of the World Bank, currently AEI scholar)

Fareed Zakaria, United States (journalist, author, and CNN host)

Robert Zoellick, United States (former managing director of Goldman Sachs, President the World Bank)

Dora Bakoyannis, Greece (Minister of Foreign Affairs)

Anna Diamantopoulou, Greece (Member of Parliament for the Panhellenic Socialist Movement)

Yannis Papathanasiou, Greece (Minister of Finance)

George Alogoskoufis, Greece (former Minister)

George A. David, Greece (businessman, president of Coca-Cola)

Note

[1] CFP, Annual Elite Conclave, 58th Bilderberg Meeting to be held in Greece, May 14-17. Canadian Free Press: May 5, 2009:
http://canadafreepress.com/index.php/article/10854

[2] Paul Joseph Watson, Bilderberg Wants Global Department Of Health, Global Treasury. Prison Planet: May 16, 2009:
http://www.infowars.com/bilderberg-wants-global-department-of-health-global-treasury/

[3] Paul Joseph Watson, Bilderberg Fears Losing Control In Chaos-Plagued World. Prison Planet: May 18, 2009:
http://www.prisonplanet.com/bilderberg-fears-losing-control-in-chaos-plagued-world.html

[4] Sorcha Faal, Bilderberg Group orders destruction of US Dollar? MINA: May 21, 2009:
http://macedoniaonline.eu/content/view/6807/53/

[5] Kristi Heim, What really happened at the billionaires’ private confab. The Seattle Times: May 20, 2009:
http://seattletimes.nwsource.com/html/thebusinessofgiving/2009244202_what_really_happened_at_the_bi.html

[6] A. G. Sulzberger, The Rich Get … Together (Shhh, It Was a Secret). The New York Times: May 20, 2009:
http://cityroom.blogs.nytimes.com/2009/05/20/the-rich-get-together-shhh-it-was-a-secret/

[7] Chosun, American Billionaires Gather to Discuss Slump. The Chosun Ilbo: May 22, 2009:
http://english.chosun.com/site/data/html_dir/2009/05/22/2009052200772.html

[8] John Harlow, Billionaire club in bid to curb overpopulation. The Sunday Times: May 24, 2009:
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/us_and_americas/article6350303.ece

[9] Press Release, Investigative Author, Daniel Estulin Exposes Bilderberg Group Plans. PRWeb: May 22, 2009:
http://www.prweb.com/releases/Bilderberg_Group_Meeting/Daniel_Estulin/prweb2453144.htm

[10] James P. Tucker Jr., BILDERBERG AGENDA EXPOSED. American Free Press: June 1, 2009:
http://www.americanfreepress.net/html/bilderberg_2009_179.html

[11] James Quinn, Tim Geithner to reform US financial regulation. The Telegraph: May 21, 2009:
http://www.telegraph.co.uk/finance/newsbysector/banksandfinance
/5359527/Tim-Geithner-to-reform-US-financial-regulation.html

[12] Greg Menges, U. S. Secretary of the Treasury Timothy F. Geithner speech before the Senate Banking Committee. Examiner: May 20, 2009:
http://www.examiner.com/x-8184-Boston-Investing-Examiner~y2009m
5d20-U-S-Secretary-of-the-Treasury-Timothy-F-Geithner-speech-before-the-Senate-Banking-Committee

[13] Robert Schmidt and Jesse Westbrook, U.S. May Strip SEC of Powers in Regulatory Overhaul. Bloomberg: May 20: 2009:
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=a18ctNv3FDcw

[14] Rex Nutting, Fed could be completely retooled, Geithner says. Market Watch: May 20, 2009:
http://www.marketwatch.com/story/fed-could-be-completely-retooled-geithner-says

[15] Ambrose Evans-Pritchard, The G20 moves the world a step closer to a global currency. The Telegraph: April 3, 2009:
http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/5096524/The-G20-moves-the-world-a-step-closer-to-a-global-currency.html

[16] Marie Magleby, Obama Wants U.S. to Loan $100 Billion to Global Bailout Fund. CNS News: May 20, 2009:
http://www.cnsnews.com/public/content/article.aspx?RsrcID=48329

[17] Joe Bavier, Sub-Saharan Africa to receive $10 bln in SDRs-IMF. Reuters: May 25, 2009:
http://www.reuters.com/article/latestCrisis/idUSLP336909

[18] Onno Wijnholds, The Dollar’s Last Days? International Business Times: May 18, 2009:
http://www.ibtimes.com/articles/20090518/dollar-rsquolast-days.htm

[19] MATTHEW SALTMARSH, Former I.M.F. Chief Sees Opportunity in Crisis. The New York Times: May 22, 2009:
http://www.nytimes.com/2009/05/23/business/global/23spot.html?ref=global

[20] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: in pursuit of the world’s most powerful cabal. The Guardian: May 13, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/13/in-search-of-bilderberg

[21] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: They’re watching and following me, I tell you. The Guardian: May 15, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/15/bilderberg-charlie-skelton-dispatch

[22] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: I’m ready to lose control, but they’re not. The Guardian: May 15, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/15/bilderberg-charlie-skelton-dispatch1

[23] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: ‘You are not allowed to take pictures of policemen!’ The Guardian: May 17, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/17/charlie-skelton-bilderberg

[24] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: Fear my pen. The Guardian: May 18, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/18/bilderberg-charlie-skelton-dispatch

[25] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: Let’s salt the slug in 2010. The Guardian: May 19, 2009:
http://www.guardian.co.uk/news/blog/2009/may/19/bilderberg-skelton-greece

[26] Dutch Royal House, Work and official duties. Prince Constantijn:
http://www.koninklijkhuis.nl/english/content.jsp?objectid=18215

[27] Deutsche Bank, Management Board. Our Company:
http://www.db.com/en/content/company/management_board.htm

[28] InfoWars, Bilderberg 2009 Attendee List (revised). May 18, 2009:
http://www.infowars.com/bilderberg-2009-attendee-list/

[29] Demetris Nellas, Greek nationalists protest Bilderberg Club meeting. AP: May 14, 2009:
http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5jep_nbEq1srzJHFQ8fRGNQO3P38QD987H3200

[30] InfoWars, Bilderberg 2009 Attendee List (revised). May 18, 2009:
http://www.infowars.com/bilderberg-2009-attendee-list/

[31] MRT, Top US official arrives in Greece. Macedonian Radio and Television: May 15, 2009:
http://www.mrt.com.mk/en/index.php?option=com_content&task=view&id=6112&Itemid=28

[32] InfoWars, Bilderberg 2009 Attendee List (revised). May 18, 2009:
http://www.infowars.com/bilderberg-2009-attendee-list/

[33] WND, Google joins Bilderberg cabal. World Net Daily: May 17, 2009:
http://worldnetdaily.com/index.php?fa=PAGE.view&pageId=98469

[34] Adam Abrams, Are the people who ‘really run the world’ meeting this weekend? Haaretz: May 14, 2009:
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1085589.html

[35] YOCHI J. DREAZEN and PETER SPIEGEL, U.S. Fires Afghan War Chief. The Wall Street Journal: May 12, 2009:
http://online.wsj.com/article/SB124206036635107351.html

[36] M.J. Stephey, Stan McChrystal: The New U.S. Commander in Afghanistan. Time Magazine: May 12, 2009:
http://www.time.com/time/politics/article/0,8599,1897542,00.html

[37] PIIE, About the Institute. Peterson Institute for International Economics:
http://www.petersoninstitute.org/institute/aboutiie.cfm

[38] PIIE, Board of Directors. Peterson Institute for International Economics:
http://www.petersoninstitute.org/institute/board.cfm#52

[39] Jeffrey E. Garten, Needed: A Fed


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