sabato 9 maggio 2009


UFO. Fotografiamo il suo spettro.

Fonte: http://tuttouno.blogspot.com/2009/05/ufo-fotografiamo-il-suo-spettro.html


Perché il mondo scientifico ha sempre avuto una grande avversione per il dossier UFO?

Eppure già dal 1952 l'Air Force americana distribuiva macchine fotografiche di 35mm, con due obbiettivi, uno per le immagini normali e l'altro per realizzare uno spettro, grazie ad un filtro a larga banda:

Estratto dalla rivista " Mechanix illustrated "

Traduzione: Questa macchina fotografica sarà utilizzata dall'Air Force per chiarire, infine, la questione dei dischi volanti. Una lente riprende immagini normali, l'altra funziona come un prisma, scompone i colori, e permetterà agli scienziati di saperne di più su questi UFO.

La macchina fotografica Videon, per "catturare" uno spettro UFO.

Questa camera, noi tutti non ne abbiamo mai sentito parlare. Perché? Perché l'esercito americano ha subito compreso la natura del fenomeno, e in seguito l'ha occultato al resto del mondo. In Europa siamo sempre al "punto di partenza". Nessuno è attrezzato con simili apparecchi, a cominciare dal personale dell'aviazione militare. In Francia nel 1979 il CNES fece distribuire 10 mila "filtri spettroscopici" nelle gendarmerie, ma essi finirono tutti nei cassetti. Risultato: niente. Le istruzione dei filtri: perdute. Trenta anni buttati all'aria! I membri di UFO-Science Francia rilanciano il progetto, ideano dei filtri auto collanti, a banda larga, per equipaggiare i telefoni GSM. i cinesi hanno fatto un preventivo: 5000 euro per 2 mila filtri. Una informazione da tenere sotto controllo.


Screening per cancro alla bocca: è ancora dibattito

Fonte: http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1088

Fonte
Tarkan L. New Oral Cancer Tests: Crucial or Wasteful? NYT, 2 febbraio 2009.

Molti passi avanti sono stati fatti dalla medicina nella lotta contro i tumori, un grande impegno di risorse economiche ed umane è stato speso; nonostante ciò, le statistiche riguardanti il carcinoma orale continuano a rimanere scoraggianti e le percentuali di sopravvivenza a lungo termine sono ancora basse.

Alcuni dentisti americani hanno iniziato ad affiancare alla normale indagine visiva, nuovi sistemi di screening per l’individuazione di lesioni sospette. Questo ha fatto nascere un dibattito circa l’efficacia di questi test nel diminuire il tasso di mortalità [Proporzione fra il numero di soggetti deceduti e il numero di soggetti presenti in una popolazione definita in un determinato periodo di tempo. E' detto grezzo quando è calcolato su tutta la popolazione.] dovuto alla malattia.
«New Oral Cancer Tests: Crucial or Wasteful?» recita un articolo pubblicato sul NY Times il 2 febbraio scorso.

CONOSCIAMO IL CARCINOMA ORALE

Il cancro del cavo orale è un problema globale con incidenza [Numero di nuovi casi di malattia diagnosticati in un anno in una popolazione.] diversa a seconda delle aree geografiche; conta circa il 3% dei tumori nell’uomo e il 2% nella donna. Nella maggior parte dei casi si sviluppa a partire dalle cellule squamose che circondano le labbra, la cavità orale e la faringe.

Nella popolazione mondiale l’incidenza e la mortalità continuano ad aumentare e si stima che circa 300.000 persone ogni anno siano affette da tale malattia. Negli Stati Uniti l’aspettativa di vita nei 5 anni successivi la diagnosi e l’inizio del trattamento, si aggira intorno al 60%. Inoltre sta aumentando il numero di nuovi casi tra la popolazione tradizionalmente considerata a basso rischio [Probabilità che l'evento accada in un intervallo di tempo prefissato.] .

I principali fattori di rischio sono l’età (l’incidenza maggiore infatti si ha dopo i 40 anni) il fumo o, più in generale, l’uso di tabacco e il consumo di alcol. Ultimamente anche il papilloma virus, che può essere trasmesso attraverso il sesso orale, inizia ad essere considerato un fattore di rischio [Aspetto del comportamento personale o dello stile di vita, fattore ambientale o caratteristica ereditaria che, sulla base di prove epidemiologiche, mostra un'associazione con la probabilità di insorgenza di una malattia. La valutazione dei fattori di rischio è considerata importante per la prevenzione di una malattia.] . Le neoplasie orali associate a questo virus, tuttavia, non sono ancora molto frequenti e insorgono soprattutto alla base delle tonsille o nel retro della lingua dove è molto difficile individuarle agli stadi iniziali anche con l’uso di strumenti per l’analisi del cavo orale.

Secondo alcuni studi il carcinoma orale insorge su aree interessate precedentemente da lesioni potenzialmente cancerose o in aree ad esse contigue.

Attualmente la malattia è spesso diagnosticata quando si trova in uno stadio già avanzato. Questo ha portato gli studiosi a ritenere che una diagnosi più tempestiva possa aiutare ad aumentare le probabilità [Misura della possibilità che un evento si verifichi. Esempio: se ci sono 100 palline in un sacchetto di cui 20 rosse e 80 blu, la probabilità di estrarre da questo una pallina rossa è 20 su 100. Per ogni estrazione la probabilità che una pallina sia rossa è del 20 per cento, cioè 0,2 (casi favorevoli su casi totali).] di sopravvivenza e a credere quindi che un programma di screening adeguato possa diminuire la mortalità.

Purtroppo questa ipotesi [Supposizione che viene sottoposta a verifica sperimentale. Affinché uno studio sperimentale verifichi correttamente un'ipotesi, questa deve essere prestabilita e articolata chiaramente, in modo che il disegno, la conduzione e l'interpretazione dello studio possano esaminarla in modo appropriato. Un'ipotesi prestabilita è denominata ipotesi a priori.] non è ancora stata dimostrata anche a causa dell'inadeguatezza della ricerca in questo senso.

LO SCREENING

Fare screening significa ricercare un tumore prima dell’insorgenza dei sintomi in modo da poterlo individuare ad uno stadio iniziale e quindi avere la possibilità di curarlo in maniera più efficace.

I proggrammi di screening per diversi tipi di cancro, come quello al seno e alla cervice, hanno dimostrato di essere effettivamente in grado di ridurre la mortalità e l’incidenza di questo tipo di malattie. Dati i numerosi tratti comuni con queste forme di cancro, è dunque lecito domandarsi se la cosa possa valere anche per il carcinoma del cavo orale.

In realtà, come si legge nel PDQ del National Cancer Institute, non esiste nessun programma né una routine consolidata per lo screening del carcinoma orale. Esistono però diversi sistemi per l’individuazione delle lesioni precancerogene.

Visto che la cavità orale è facilmente accessibile, l’indagine visiva è il metodo più comune per riconoscere e rintracciare le lesioni visibili. Alcune, tuttavia, possono sfuggire oppure risultare dubbie, in tal caso gli specialisti hanno bisogno di affiancare alla loro ispezione altri metodi.

Recentemente sono stati introdotti nuovi strumenti che si basano sull’utilizzo di coloranti o luci di diversi colori per rintracciare i tessuti anomali che potrebbero dare origine alla neoplasia.

Tra questi troviamo:

* VizLite plus
Questo sistema consiste nell’irrorare i tessuti con un colorante a base di blu di toluidina e successivamente passare uno strumento (il VizLite plus per l’appunto) che emette una luce particolare. I tessuti sani, precedentemente trattati con il colorante, assorbono tale luce e appaiono scuri mentre quelli anomali appaiono bianchi.
* VELscope (Visually Enhanced Lesion Scope)
Si tratta di una apparecchiatura portatile, sviluppata da un gruppo di ricercatori canadesi con il supporto del National Institutes of Health Usa, che emette un cono di luce blu all’interno della bocca. Tale luce stimola le molecole dei tessuti che la assorbono per poi ri-emetterla con una fluorescenza. I tessuti anomali emettono una fluorescenza modificata che appare nera o verde scuro anziché verde pallido tipico di un tessuto normale.

Esistono poi altre tecniche come la citologia esfoliativa e la biopsia con spazzola che si basano sul prelievo di un campione di tessuto che viene poi analizzato al microscopio.
Per decidere se introdurre un determinato programma di screening bisogna valutare il rapporto tra i potenziali benefici in termini di miglioramento delle aspettative di vita dei pazienti malati, gli svantaggi relativi ai test e alle indagini condotte su persone sane e le risorse necessarie per introdurre il programma a livello della popolazione generale.

RISCHI DELLO SCREENING

Può succedere che i test diano risultati apparentemente normali anche quando il cancro è effettivamente presente (falsi negativi). È possibile che una persona che riceve un risultato falso negativo [Risultato negativo di un esame diagnostico che indica l'assenza della condizione indagata in un soggetto in cui in realtà la condizione è presente (indica l'assenza della malattia quando in realtà il soggetto è malato). Esami diagnostici poco sensibili (vedi Sensibilità) danno alte percentuali di falsi negativi.] ritardi indagini approfondite e l’inizio di cure mediche anche se mostra i sintomi caratteristici della malattia. La citologia esfoliativa ha un alto numero di falsi negativi.
Al contrario, i risultati dei test possono apparire anomali anche se il paziente non è affetto da cancro. In questo caso si parla di falsi positivi. Un risultato falso positivo [Risultato positivo di un esame diagnostico che indica la presenza della condizione indagata in un soggetto in cui in realtà la condizione è assente (indica che il soggetto è malato quando in realtà non lo è). Esami diagnostici poco specifici (vedi Specificità) danno alte percentuali di falsi positivi.] può causare ansietà ed è in genere seguito da altri test e procedure, come la biopsia, anch’esse rischiose. Gli esami orali hanno mostrato di avere un alto numero di falsi positivi.Ancora è possibile scoprire anomalie che sono classificate coem cancro ma che sarebbeo rimaste silenti nel tempo.

E I BENEFICI?

Una review della Cochrane Collaboration, condotta per valutare l’efficacia dei programmi di screening nel ridurre il tasso di mortalità e nell’individuare precocemente la malattia, ha mostrato che non esistono prove a sufficienza per raccomandare (o sconsigliare) l’introduzione di un programma di screening per la popolazione generale sia esso basato solo sull’esame visivo del cavo orale o si avvalga dell’aggiunta di altre tecniche di screening.

E' quindi necessaria ulteriore ricerca prima di introdurre un programma di screening generale per il cancro orale al pari di altri programmi come quelli per il cancro alla cervice o al seno.

Tuttavia, come alternativa a un programma su base nazionale, si è visto che l’applicazione con regolarità di screening “opportunistici”, effettuati cioè da medici altamente qualificati su un gruppo di persone ad alto rischio, potrebbe portare ad effettivi miglioramenti nella diagnosi precoce della malattia e quindi a migliori risultati delle terapie.

In ogni caso un esame visivo, sistematico e accurato, della cavità orale dovrebbe rimanere parte integrante della routine di lavoro di dentisti o medici di base. Spesso, invece, questi professionisti non hanno ricevuto una preparazione adeguata per condurre tale esame e preferiscono avvalersi di strumenti di appoggio. Bisogna dunque puntare sulla formazione e includere nella preparazione di base di un medico o un dentista un’adeguata educazione sul carcinoma orale.

Simona Stringa

Bibliografia

[1] Kujan O, Glenny AM, Oliver R, Thakker N, Sloan P. Screening programmes for the early detection and prevention of oral cancer. Cochrane Database of Systematic Reviews 2006, Issue 3. Art. No.: CD004150. DOI: 10.1002/14651858.CD004150.pub2.
[2] Oral cancer screening PDQ: health professional version http://www.cancer.gov/cancertopics/pdq/screening/oral/healthprofessional/allpages e patient version http://www.cancer.gov/cancertopics/pdq/screening/oral/Patient
[3] LAURIE TARKAN “New Oral Cancer Tests: Crucial or Wasteful?” NY Times http://www.nytimes.com/2009/02/03/health/03cancer.html
[4] Cancer world luglio agosto 2006 “New hand-held device to detect oral cancers” http://www.cancerworld.org/CancerWorld/getStaticModFile.aspx?id=1211


Il Principe Scopante

Fonte: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=9113




di Giulietto Chiesa

Due noterelle dopo l’indimenticabile show del Cavaliere.

servilismoPrima noterella. Riguarda i quattro, si fa per dire, giornalisti colà assisi, pensosi, compunti. Si chiamano, nell’ordine Vespa, De Bortoli, Napoletano, Sansonetti.

Una sfilata, seduta, di tappetini, pieni di rispetto. Anche loro non solo non fanno la seconda domanda (in Italia nessuno sa più cos’è la seconda domanda), ma neanche la prima. E, prima di dire quel poco che hanno il coraggio di dire, si scusano. Una commedia esilarante. Più comici loro dello stesso Cavaliere.

Solo che quest’ultimo, con la sua tracotante, pantagruelica comicità, vince e stravince. Loro invece sono comici senza profitto. Salvo quello di salvarsi il didietro. Perché è esattamente quello che - lo si è visto con totale evidenza - esattamente cercavano di salvare.

Da cui: domande senza senso (in questo eccelleva Napoletano). Domande inoffensive (un De Bortoli decisamente infelice, e lo si capisce, perché quasi due ore sotto la gragnuola di balle premierali, e di rodomontate sesquipedali non devono essere state piacevoli). Domande telefonate (Vespa è insuperabile e, per questo si trova dove si trova). Domande che vorrebbero essere sarcastiche, ma non si può fare del sarcasmo stando in ginocchio (Sansonetti).

Il padrone, comunque, ha una discreta tattica: li disinnesca tutti prima ancora di cominciare. Vespa è "il dottore" e non ha bisogno di essere disinnescato. Sembrava perfino felice di non essere stato chiamato, questa volta, "dottor Fede". Napoletano è un petardo di carnevale. De Bortoli viene assalito da un attacco tale di benevolenza preventiva (rispetto al veleno anti-Repubblica) che è costretto a dire - pensate un po’ alla grandezza giornalistica! - che se avesse avuto la notizia l’avrebbe pubblicata perfino lui. Sansonetti non riesce a terminare il pistolotto che si è preparato ("io sono il rappresentante dei gazzettieri di sinistra ....") che già si sente dire dal Padrone, "la stima che ho per lei .....". Ammazzato al primo colpo, bordata sorridente nei coglioni. Nel frattempo il "gazzettiere di sinistra" ha inferto un altro colpo alla sinistra.

Il resto è il trionfo del datore di lavoro. Che dice di sé di essere il migliore, amatissimo da tutti, efficiente, solidale, generoso, impareggiabile. Perfino il nipotino è un Pico della Mirandola. Quando si dice la fortuna.

Il Padrone, che conclude l’offensiva contro il nemico inesistente esaltando il mercato sociale, la cassa integrazione, il sistema pensionistico, insomma tutte le conquiste sociali degli ultimi cinquant’anni.

Esattamente quelle che sta cercando di demolire. Tutti zitti. Il "gazzettiere di sinistra" cerca timidamente di ricordargli che quello che il Padrone esalta è la storia della sinistra storica (quando ancora esisteva), ma stando in ginocchio è difficile anche muovere la lingua. Sullo sfondo De Bortoli sembra piangere.

Così l’Italia intera assiste alla demolizione, senza alcuna par condicio, di Veronica, l’eroina che ha sposato il Padrone e che prenderà la liquidazione. Poverina. Noi vorremmo riservare la nostra compassione per eroi e eroine di maggiore spessore.

Ma, non per umana pietà, bensì per elementare decenza, chiederemmo il diritto di replica: due ore per Veronica a Porta a Porta, con altri quattro giornalisti in ginocchio. L’Authority per le telecomunicazioni che ne dice? E che ne dice la fantàsima dell’Ordine dei Giornalisti?

Scherziamo s’intende. Scherziamo, è ovvio. Il Padrone ha guadagnato, ieri sera, un altro milione di voti. Ci vorrebbe Italo Calvino. Dopo "Il Visconte Dimezzato", "Il Barone Rampante", "Il Cavaliere Inesistente", abbiamo visto ieri sera "Il Principe Scopante".


Swine flu - la febbre suina 3


Fonte: http://2.bp.blogspot.com/_4aTiWyVq1IQ/Sf4Fbo2DxII/AAAAAAAABOc/AfgugogNosk/s400/14618+Suina+S.jpg


Il parlamento europeo condanna il Venezuela. Erano 27 in aula ma la stampa non lo dice

Fonte: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=9117



chavez-hugodi Gennaro Carotenuto - da giannimina-latinoamerica.it

Aprendo il quotidiano “El País” di Madrid di stamane, giornale dal quale spesso i nostri giornali ricalcano l’informazione latinoamericana, si trova un lungo e soddisfatto articolo. Il Parlamento europeo, come fosse un tribunale, avrebbe condannato il Venezuela con parole senza precedenti. Virgolettando si informa che ha espresso la sua “enorme preoccupazione per il deterioramento della qualità della democrazia in Venezuela” oramai “in grave rischio di collasso” per la “concentrazione di potere e l’autoritarismo crescente del presidente Hugo Chávez”.




Inoltre il parlamento europeo -cosa a ben pensarci inaudita- solidarizza con i capi dell’opposizione che soffrono persecuzioni politiche e prosegue ricopiando e approvando gran parte della risoluzione del Parlamento Europeo. Cosa c’è che non va in questa risoluzione? Cosa nasconde la multinazionale Prisa che edita il quotidiano spagnolo?
parlamentoQuello che “El País” nasconde, non si trova neanche a cercarlo con la lente d’ingrandimento, e rappresenta un chiarissimo caso di disinformazione, è che la risoluzione si è approvata in un’aula deserta con appena 27 parlamentari su 785, il 3% del totale. Non solo, “El País” tergiversa sul fatto che tutti i 27 votanti appartengono a gruppi di destra e di estrema destra e che il 97% dei parlamentari europei (758 contro 27) di destra, centro e di sinistra hanno semplicemente snobbato una risoluzione che in un documento si definisce dal contenuto che mostra “un chiaro accanimento” antivenezuelano e “un linguaggio artatamente distruttivo”. Insomma spazzatura ma che al gruppo Prisa, da anni impegnato in America latina come punta di lancia delle multinazionali iberiche, fa gioco.
Ovvero la notizia è semmai che il 97% dei parlamentari europei rifiuta di condannare il Venezuela. È inoltre peculiare il fatto che “El País”, quotidiano che appoggia in Spagna il PSOE (Partito Socialista al governo) si spelli le mani per una risoluzione che nessun parlamentare del PSE (Partito Socialista Europeo) ha avuto il cuore di votare perché impresentabile.
Il caso che ha originato la risoluzione votata dai neofascisti e affini europei piaciuta tanto a “El País” è però molto importante. È quello di Manuel Rosales, candidato presidenziale nel 2006 contro Hugo Chávez ed ex-sindaco di Maracaibo e governatore dello Stato di Zulia che, accusato di corruzione e arricchimento illecito, si è proclamato perseguitato politico e ha chiesto e ottenuto asilo in Perù dove governa Alán García, amico intimo dell’ex presidente venezuelano Carlos Andrés Pérez (e di Bettino Craxi) a sua volta destituito per corruzione nei primi anni ‘90. Chi scrive ha brevemente conosciuto Manuel Rosales e ne ha scritto come l’espressione di una maturazione dell’opposizione che per la prima volta si apponeva a Chávez in maniera non golpista.
Tuttavia gli innumerevoli casi di malversazione di fondi pubblici e di corruzione che hanno coinvolto in questi anni Rosales non possono essere rubricati come persecuzione politica. Quello che né i parlamentari di destra e ultradestra a Bruxelles né “El País” dice è che è la stessa INTERPOL a classificare come pienamente giustificata la richiesta di estradizione per Rosales perché non vi si desume “alcun pericolo di persecuzione politica, razziale, religiosa o militare”. È il presidente peruviano, per suoi fini, ad aver concesso l’asilo senza che alcuna persecuzione fosse in atto e sottraendo un inquisito alla giustizia venezuelana. Questa ha tutto il diritto di inquisire Rosales, che dovrebbe dimostrare come ha fatto ad arricchirsi smisuratamente in meno di dieci anni da pubblico amministratore.
La verità è un’altra ed è un punto debole senza via di uscita per il governo di Hugo Chávez. Se la magistratura si occupa di corruzione finisce inevitabilmente per occuparsi degli enormi arricchimenti illeciti degli ultimi cinquant’anni che spesso corrispondono a personaggi attivi nell’opposizione e incorre nell’accusa di voler perseguire oppositori politici. Se non lo fa però, e negli ultimi dieci anni lo ha fatto troppo poco, il bubbone della corruzione endemica non verrà mai inciso. Ma non aspettatevi che questo ve lo spieghi “El País”.

Tratto da: giannimina-latinoamerica.it

Fonte: www.gennarocarotenuto.it


La vera leader


Fonte: http://glob.blog.rai.it/files/2009/05/unita_p6.jpg


Oliviero Beha: Il potere barricato nello sfacelo Italia

Fonte: http://www.italiopoli.it/post/2233849.html

L'atto d'accusa di "Italopoli". E l'opinione pubblica? Atona
di Antonella Fadda

(fonte: Il Giornale di Vicenza.it)

Una palude. Un luogo malsano dove sguazza la classe dirigente e politica italiana. Un potere barricato in un Residence privo di cultura, dove i politici si mescolano a veline, ex di reality e giornalisti.

Un grande ed allegro Bagaglino, insomma. Così il giornalista e scrittore Oliviero Beha ha descritto l'Italia di oggi, durante la presentazione del suo ultimo libro, "Italopoli", l'altra sera a Montecchio Maggiore nell'ambito della rassegna "Paesaggi Stampati".

Lucido, duro e graffiante, Beha non ha risparmiato niente e nessuno, snocciolando nomi, fatti e date a sostegno delle sue teorie e discutendo di televisione, giornalismo, malcostume diffuso fra politici e non. «La classe politica è un organismo geneticamente modificato - ha detto - l'informazione è serva e l'opinione pubblica inerte».

E ancora: sinistra e destra fingono di farsi la guerra ma poi in separata sede stringono alleanze «come i ladri di Pisa che di giorno litigano e di notte si mettono d'accordo per commettere furti»; una classe dirigente che ruba sia in senso metaforico che concreto «solo per sopravvivere a se stessa».

Lancia un grido d'allarme, Beha, sviscerando ed analizzando la situazione italiana, anche economica, che andava a rotoli già prima dell'arrivo di Berlusconi, in un paese «che nasce e che muore nella fiction», dove quasi in sordina vengono approvate «leggi salva-trombati alle elezioni politiche per essere poi sistemati nelle varie Asl come dirigenti» e dove anche i controllati e controllori coincidono.

«Un Paese in cui la legalità è diventata paradossalmente illegale». Ma anche un'opinione pubblica, vista dagli occhi sferzanti dell'autore, come immobile, quasi atona, in stato comatoso; una nazione dove nessuno protesta, se non ogni tanto, ma poi il dissenso invariabilmente rientra. Non ha remore, il giornalista, a scagliarsi anche contro l'informazione di tv e giornali, a descrivere con parole mordaci una società mediatica serva del potere politico, un'informazione che in Italia non è mai stata indipendente o libera.

Un pugno allo stomaco, insomma, ma quando tutto appare senza prospettive ecco che Beha lascia una riflessione importante, una speranza per voltare pagina: una rivoluzione culturale, cambiamenti che devono partire dalle persone anche tramite i nuovi canali di informazione come Internet: «Ma solo nel caso in cui ci si senta a disagio nel sentire le mie parole - ha concluso - in caso contrario dimenticate e rimuovete ciò che ho detto».

Un peccato per i tanti che non hanno approfittato dell'opportunità: avrebbero anche capito il motivo per cui un giornalista così pungente e provocatorio, sarcastico e corrosivo abbia solo un minuto a disposizione la domenica su Raitre.


La fine dell'imperatore

Fonte: http://unoenessuno.blogspot.com/2009/05/la-fine-dellimperatore.html


Altro che la nuova linea del Partito Democratico di Franceschini.Altro che Beppe Grillo.Altro che i fastidi della Lega.La fine del basso impero potrebbe veramente arrivare come effetto della separazione dalla moglie?Oppure , scopriremo che ci siamo abituati pure a questo: al fatto che il politico più potente, influente e con tante cose da chiarire, possa avere rapporti con una minorenne, come un qualunque giovincello.Berlusconi, ha spiegato Noemi, è un amico di famiglia. Però con i genitori «non è che si siano incrociati sul lavoro: mio padre è un dipendente comunale, e poi abbiamo una profumeria alla periferia di Napoli». Per Noemi invece il futuro è lo spettacolo: «Ho partecipato a programmi Rai, ho fatto la valletta, qualche cortometraggio. Ora faccio la 'gossippinà per una tv locale, Rete A». La politica dunque per adesso può attendere «però sosterrò "papi" fino alla morte», ha detto la ragazza.


La tisana per la stitichezza

Fonte: http://www.ecplanet.com/blog/archive/2009/04/30/la-tisana-per-la-stitichezza.html

malva blu iranianaAlla malva blu iraniana

Stitichezza: ne risente in maniera cronica un terzo della popolazione, donne in maggioranza. Provoca sovrappeso, intossicazione ed è responsabile anche di emicranie ed altri disturbi della sfera psichica. L'aspetto più incredibile di questa sorta di malattia endemica, secondo un recentissimo studio dell'Università di Tel Aviv, è che la causa è due volte su tre la scarsa assunzione di acqua.

Allora vai con le tisane, tra cui una particolarmente efficace è la cosiddetta tisana blu. Fatevi preparare in erboristeria o farmacia, questa tisana: 40 grammi di fiori di malva varietà iran blu, quella con maggiore contenuti di mucillagini, disinfiammanti,depurative e dolcemente lassative, 30 grammi di fiori di fiordaliso, 15 grammi di sommità di camomilla officinale, 15 grammi di radice di frangula.

Mettete un cucchiaino di questa miscela in un litro d'acqua bollente. Fate bollire per 3 minuti. Spegnete e lasciate in infusione per 10 minuti, filtrate e bevevte durante la giornata tutto il decotto. Eventualmente dolcificare con miele d'acacia.

Fonte: www.benessereblog.it



Ah, la ripresa!

Fonte: http://www.disinformazione.it/ripresa_economica.htm



Di Domenico de Simone - 4 maggio 2009
http://www.youtube.com/user/domenicods
http://domenicods.wordpress.com/

Qualche giorno fa sono andato a trovare un vecchio amico, già analista finanziario di una importante banca d'affari americana. Se n'è andato da tempo ma è sempre molto curioso, come molti di coloro che si sono occupati di finanza. Era appena uscita sulla stampa qualche timido accenno di ottimismo da parte di Tremonti e della Marcegaglia, e gli ho chiesto cosa ne pensasse di questa possibile ripresa.
Eh la ripresa c'è solo dopo che l'arbitro ha fischiato la fine del primo tempo e qui la partita è appena cominciata!”. La battuta gli era piaciuta e come faceva spesso rise da solo per qualche istante. Poi mi disse:” Guarda questo grafico, guarda qui:

L'hanno elaborato Barry Eichengreen di Berkeley e Kevin O'Rourke che hanno deciso di pubblicare un libro in costruzione sul paragone della crisi del '29 con quella di oggi. Il sito è questo: http://www.voxeu.org/index.php?q=node/3421

Beh, c'è poco da spiegare. Il grafico rappresenta l'andamento delle borse mondiali allora e oggi. Come vedi la caduta è più dura e l'andamento è simile ma molto più veloce. Sì un rimbalzo ci sarà, com'è ragionevole dopo una discesa così accentuata, ma poi arrivano le cattive notizie e si continuerà a scendere. Eichengreen dice che la risposta dei Governi e delle Banche centrali è stata molto più decisa di allora, ma su quanto sia efficace esprime le stesse riserve di Krugman. Vedremo. Tra un po' arriva al pettine il nodo della liquidità che gli USA sta stampando a rotta di collo, mentre la Cina si sta indebitando in dollari per comprare commodities con il dollaro al livello attuale. Però ad un certo punto i debiti dovranno pagarli e venderanno i titoli USA e lì può succedere di tutto..”.
“Inflazione a rotta di collo, dici?”
“Non solo, lo scenario è cupo perché gli americani sono abituati a vivere sulle importazioni e non potranno più permettersele. E se pensi che la metà degli statunitensi dichiara di stare a due stipendi dal proprio default ti rendi conto dei rischi di tensioni sociali che può comportare un a fiammata di inflazione a due cifre. Oltretutto il piano del governo si basa su un incremento del debito pubblico senza precedenti e con il dollaro in default chi lo finanzierà più il debito americano? Ciascun paese avrà i suoi problemi di debito e guarda qui gli effetti della crisi sui volumi di scambi mondiali.

http://www.voxeu.org/files/image/depression_fig3.gif

La situazione è peggiore che nel '29, anche considerando i notevoli acquisti di materie prime che sta effettuando la Cina. Caduta quasi verticale e in tempi dimezzati, ma si sa che adesso è tutto molto più veloce di ottant'anni fa”.
“E poi ci sta pure il problema dei derivati: a proposito che cosa succede ai salsicciotti ancora in circolazione?”
“E chi può saperlo. Prima o poi con la nuova base monetaria che hanno creato nelle banche americane cominceranno a circolare di nuovo e d'altra parte, visto che ormai sono tutti d'accordo con la tua tesi che i derivati svolgono funzioni monetarie, - almeno ufficialmente, perché l'hanno sempre saputo tutti anche se non lo diceva nessuno, tranne giusto un pazzo come te! - ce n'è un gran bisogno per smaltire un po' di sovrapproduzione.

C'è un disperato bisogno di liquidità e di un meccanismo per controllarla. E' buffo, eh, da una aprte la liquidità è poca, dall'altro è troppa. Mi sa che alla fine passerà la tesi della Banca Centrale Cinese di istituire il Bancor di Keynes a livello interbancario. Così il dollaro salta e avremo una nuova moneta mondiale a tasso negativo, che costringerebbe gli americani a farla di corsa anche in casa loro.
Quattro o cinque anni fa la Federal Reserve studiò la possibilità di emettere un dollaro a tasso negativo per rivitalizzare l'economia: non mi sorprenderei se Obama lo ritirasse fuori dal cassetto. Se non lo fanno fuori prima, o se la crisi non porta davvero alla spaccatura degli USA come dice un vecchio menagramo di storico ex sovietico che vede più nero di tutti. Ah, ma come si chiama?”

“Ti riferisci a Igor Nikolaevič Panarin e alla sua intervista su Eurasia. Sì l'ho letta anch'io, ma mi sembra più che altro uno animato da esprit de revanche comprensibile in un ex sovietico, un po' meno in uno studioso. Comunque, non sbaglia a sottolineare i problemi sociali che la crisi porterà negli USA. Non so se Obama avrà la forza e l'ardire di introdurre il dollaro a tasso negativo: tutto sommato con la fine che farà il dollaro non ci rimette niente, ma non so se i suoi banchieri che, a quanto pare, lo tengono prigioniero, cederanno le armi senza combattere duramente. Speriamo che lo spirito di Keynes lo illumini!”
“E magari lo metta in contatto con quello di Ezra Pound, che è stato un grande americano nemico dell'usura delle banche e per questo preso per un pazzo complice del fascismo.”


Omeopatia per alleviare gli effetti avversi delle terapia antitumorali: nessuna efficacia

Fonte: http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1238

Farmaci omeopatici: possono aiutare ad alleviare gli effetti avversi della terapia del cancro?

I farmaci e la radioterapia, utilizzati per la cura del cancro, possono causare spiacevoli effetti come nausea, vomito, dermatite e i vari sintomi della menopausa. Circa un terzo dei pazienti con cancro utilizza delle terapie complementari, incluse le medicine omeopatiche, con l’obiettivo di ridurre gli effetti avversi. In una revisione sistematica che comprende studi randomizzati e controllati, i ricercatori Cochrane hanno esaminato recenti evidenze sulla sicurezza e sull’efficacia delle medicine omeopatiche utilizzate in queste situazioni.

La revisione include 8 studi che coinvolgono in totale 664 partecipanti. Uno studio con 256 partecipanti ha evidenziato come l’irritazione della pelle causata dalla radioterapia sia ridotta nei pazienti che utilizzano pomate alla calendula, confrontati con coloro che utilizzano creme a base di trolamina. In un altro studio su 32 soggetti, il Traumeel S (una combinazione di 14 farmaci omeopatici) si è dimostrato più efficace, rispetto al placebo, nel ridurre la sintomatologia dolorosa della bocca causata dalla chemioterapia. Due piccoli studi che prendono in considerazione gli effetti avversi della radioterapia risultano positivi ma a rischio di distorsioni, mentre altri due piccoli studi sulla chemioterapia non mostrano alcun effetto positivo.

“Alcuni dati preliminari suggeriscono che alcuni farmaci omeopatici possono portare dei benefici in condizioni specifiche, sebbene questi risultati necessitino di essere replicati in studi futuri” ha detto il dottor Sosie Kassab, direttore del Royal London Homeopathic Hospital’s Complementary Cancer Service ed autore della revisione. “Gli effetti della calendula potrebbero dipendere dalla formulazione, dato che queste preparazioni possono essere ottenute con metodi differenti”

Altri due studi hanno valutato i farmaci omeopatici per alleviare i sintomi della menopausa causata dalle terapie del tumore al seno: questi studi non riportano alcun beneficio legato all’uso di farmaci omeopatici rispetto al placebo.
Per i farmaci omeopatici oggetto di questi studi non sono stati evidenziati effetti avversi gravi o interazioni con i trattamenti convenzionali.

“Al momento non ci sono prove che supportino l’uso di farmaci omeopatici per il trattamento degli effetti avversi delle terapie oncologiche” ha detto Kassab “Ma la ricerca a disposizione è tuttora scarsa”.

Riferimento bibliografico completo: Kassab S, Cummings M, Berkovitz S, van Haselen R, Fisher P. Homeopathic medicines for adverse effects of cancer treatments. Cochrane Database of Systematic Reviews 2009, Issue 2. Art. No.: CD004845. DOI: 10.1002/14651858.CD004845.pub2



La Ripresa è in Arrivo, Quella Delle Bancarotte

Fonte: http://mercatoliberonews.blogspot.com/

http://www.ContraryInvestor.com ha riassunto qui molto bene la tesi iettatoria, per cui l'economia collassa il momento in cui la FED smette di tenere tamponare tutte le crepeLe borse salgono, ma il contesto è che tuttora il debito societario di qualità inferiore ad AAA (cioè Baa che è la maggioranza ora, almeno un 50%) anche se è migliorato nell'ultimo mese (il grafico qui è di fine marzo) non è più a 18% sopra i treasury, ma è a 15% sopra i treasury cioè gli investitori del reddito fisso continuano a prezzare una valanga di bancarotte. Anche con il miglioramento di aprile delle spread dei bond siamo sempre sui massimi del dopoguerra. Cioè ora si prevede, vedi anche Bernanke oggi, un miglioramento della congiuntura ed un PIL positivo entro fine anno mentre il debito societario indica che che le bancarotte devono ancora arrivareTanto per fare un esempio qui vedi le spread del debito cartolarizzato per i crediti per proprietà commerciali, i REIT quello che in borsa sono saliti del 50% dal 6 marzo vedi Real Estate ETF (grafico). Da una parte il mercato del debito cartolarizzato, cioè le emissioni di bonds in cui impacchettare questi mutui sono sparite e dall'altra le spread del debito esistente è triplicata


Papi


Fonte: http://glob.blog.rai.it/files/2009/05/panorama6.jpg


Il C.S.M. e Clementina Forleo: ovvero dei pessimi rapporti fra il potere e la legge.

Fonte: http://toghe.blogspot.com/2009/05/il-csm-e-clementina-forleo-ovvero-dei.html

di Felice Lima(Giudice del Tribunale di Catania)Con sentenza n. 4454/09 dell’8/29.4.2009, il T.A.R. del Lazio ha annullato il provvedimento con il quale il C.S.M. ha trasferito Clementina Forleo dal suo ufficio di G.I.P. del Tribunale di Milano.La sentenza può essere scaricata e letta per intero a questo link del blog di Marco Travaglio (a proposito: cosa sarebbe l’informazione in questo Paese senza Marco Travaglio?).E’ molto difficile commentarla perché è come un epitaffio o meglio, più banalmente, un necrologio della legalità.Spesso, ma negli ultimi anni in maniera particolarmente clamorosa, il C.S.M. ha interferito con indagini e procedimenti in corso, condizionandone gli esiti – nel senso di fermarli – con provvedimenti a carico dei magistrati che se ne stavano occupando.La motivazione ufficiale è stata sempre quella di punire asserite colpe dei magistrati in questione.Molte volte il lavoro di quei magistrati è stato impedito trasferendoli.Ormai è uno stereotipo: appena un’indagine “disturba” qualche potente, leggiamo sui giornali che “arrivano gli ispettori”. In queste settimane sono stati a Bari, perché al ministro Fitto non piace essere trattato come gli altri cittadini.Con questo sistema, indagare sui potenti è, per i magistrati onesti, puro autolesionismo.L’art. 107 della Costituzione dispone che «i magistrati sono inamovibili» e assoggetta a limitazioni precise il loro trasferimento da parte del C.S.M..L’importanza di questa norma è di tutta evidenza e lo è massimamente di questi tempi, nei quali è sotto gli occhi di tutti come il trasferimento dei magistrati sia utile a fermare l’opera di quelli sgraditi al potere.Ovviamente, le attività di “punizione” e “trasferimento” sono precedute e accompagnate da campagne di stampa con le quali si esprime indignazione per i “clamorosi abusi” che questo e quel politicante inquisito o sodale di inquisiti indicano come evidenti nell’opera dell’inquirente di turno.A seguire, capita che alcuni consiglieri – politici e magistrati – del C.S.M. intervengano prima a mezzo stampa e poi con provvedimenti di rapida e dura repressione.A fronte di tanto strepito e di tanto straparlare, ci si aspetta che i provvedimenti del C.S.M. siano di solare evidenza e di sicura legittimità.Si pensa, in sostanza: “Capperi, se questo magistrato si è reso colpevole di tante nefandezze come dicono sui giornali, allora adesso arriverà una sentenza che indicherà chiaramente quali siano queste nefandezze. Se l’onorevole Tizio, il ministro Caio, il consigliere del C.S.M. Filano, il Presidente dell’A.N.M. Sempronio stigmatizzano, le colpe di questo magistrato saranno certe ed evidenti”.Se qualcuno all’interno della magistratura si permette di avanzare dubbi su questo modo di procedere della Procura Generale e del C.S.M., pronti intervengono i capicorrente e i loro emissari a raccomandare, con tono sussiegoso, che “bisogna attendere l’esito della procedura prima di parlare”. Un po’ come se a un avvocato che facesse notare che il suo cliente è detenuto da due mesi per un fatto che non è previsto dalla legge come reato si rispondesse: “Avvocato, attenda l’esito del procedimento!”Poi, passato un po’ di tempo, arrivano provvedimenti del C.S.M. che si avventurano in sofismi giuridici e bizantine ricostruzioni. Nei quali non c’è traccia alcuna delle “nefandezze” ipotizzate sui giornali, ma solo di “azzeccagarbuglismi” mai sentiti prima e dal fondamento giuridico che potremmo eufemisticamente definire molto incerto.E a volte, come nel caso di quello annullato dal T.A.R. nei giorni scorsi, arrivano addirittura provvedimenti palesemente e clamorosamente illegittimi.Il caso di Clementina Forleo è emblematico sotto tanti punti di vista.Clementina si è permessa di dispiacere Massimo D’Alema e i suoi amici.Violante è subito insorto, esprimendo giudizi pesanti su di lei.E poi Bertinotti (che allora era Presidente della Camera) e Cirino Pomicino (?!) e financo Casson.Carlo Vulpio fa una ricostruzione dei retroscena di questo coro di indignati in un articolo che è a questo link (1).La Procura Generale della Cassazione le ha subito avviato un procedimento disciplinare, sostenendo che l’ordinanza che non era piaciuta a D’Alema e i suoi era “abnorme”.Ma il C.S.M. è stato costretto ad assolverla da questo addebito, perché palesemente infondato.A questo link si può leggere la relativa notizia di stampa.Nel frattempo Luigi De Magistris veniva assolto dagli addebiti relativi alla partecipazione alla trasmissione televisiva Annozero, dato che, se avesse punito Luigi per quella trasmissione, il C.S.M. si sarebbe trovato in qualche imbarazzo con riferimento ad altre decine di esternazioni televisive dei più vari magistrati sui più vari fatti. “Porta a Porta” ha addirittura un magistrato che, vista la costanza delle sue partecipazioni, potremmo definire “d’ufficio”. Così, per le stesse ragioni, neppure Clementina poteva essere punita per le cose dette in quella trasmissione.Il C.S.M., allora, ha avviato “contro” Clementina un procedimento ex art. 2 della legge sulle guarentigie (R.D.L.vo 31 maggio 1946, n. 511).Uso significativamente l’espressione “contro”, perché la legge prevede la possibilità di ricorrere a quella procedura solo nei casi in cui nessuna “colpa” si possa ipotizzare a carico del magistrato. Sicché la procedura ex art. 2 non dovrebbe mai essere “contro”. E infatti è priva delle garanzie proprie del procedimento disciplinare.Che in questo caso, invece, la procedura fosse “contro” era talmente evidente e clamoroso che la consigliera Letizia Vacca (si noti: addirittura Vicepresidente della Commissione del C.S.M. incaricata della pratica), se ne va davanti a un bel po’ di giornalisti e (stando a quanto riportato sui giornali e mai smentito) si abbandona a esternazioni fra le quali: «Questi giudici che in tv si presentano come eroi, sono dei cattivi giudici che fanno soltanto male alla magistratura»; «Dobbiamo solo precisare i capi di contestazione [si badi: “i capi di contestazione” ??!!] e votare», «è necessario che emerga che Forleo e De magistris sono cattivi magistrati, e non perché fanno i nomi dei politici»; «Questa non è una magistratura seria e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi».Ho approfondito questo aspetto della vicenda in un articolo dal titolo “Clementina Forleo e tutti noi avremmo diritto a un ‘giudice’ imparziale”, al quale mi permetto, per brevità, di rinviare.Dopo di che, anche con il voto di questo imparziale Vicepresidente, Clementina è stata cacciata da Milano.Oggi la sentenza del T.A.R. spiega ai profani le semplici ragioni per le quali quel provvedimento è illegittimo.Dico “spiega ai profani”, perché gli addetti ai lavori lo sapevano benissimo da subito.La sentenza del T.A.R. è breve e chiara e il mio consiglio a tutti e di leggerla.I motivi su cui si fonda sono sostanzialmente due (ve ne è un terzo che spiega perché il provvedimento del C.S.M. sia anche affetto dal vizio di mancanza di motivazione, ma, per brevità, non approfondirò questa parte della sentenza, pur molto rilevante).Il primo dei due motivi che esaminerò riguarda il fatto, cui ho già accennato, che la riforma dell’ordinamento giudiziario puramente e semplicemente vieta al C.S.M. di fare quello che ha fatto.La riforma in questione ha infatti tipizzato gli illeciti disciplinari.Adesso è illecito disciplinare solo quello che la legge indica come tale.Dunque, le condotte volontarie dei magistrati possono solo rientrare o no nel novero dei fatti disciplinarmente censurabili.Se ci rientrano, il magistrato sarà punito e, se del caso, trasferito.Se non ci rientrano, non gli si potrà fare nulla e lo si dovrà lasciare in pace.L’art. 2 della legge sulle guarentigie resta applicabile solo nel caso di situazioni di incompatibilità che non dipendano da condotte volontarie del magistrato: si tratta di casi come la presenza nella stessa città di un parente che, per esempio, fa l’avvocato, o di un figlio magari arrestato per qualche grave reato.Quella procedura, invece, non può più assolutamente essere utilizzata (come purtroppo si è fatto altre volte) per cacciare un magistrato che “non piace” – al C.S.M. o a D’Alema o a Berlusconi o al cugino del nipote di un assessore o alla professoressa Vacca – ma che non si è riusciti a punire per mancanza dei presupposti.Tutto qui.Il C.S.M. ha utilizzato una procedura che non poteva utilizzare.Il suo provvedimento è illegittimo, perché adottato in palese violazione della legge.La condotta di chi lo ha votato è stata illegittima.Conseguentemente, dal punto di vista logico, ci sono due sole alternative: o i consiglieri del C.S.M. che hanno votato il provvedimento lo hanno fatto con clamorosa ignoranza della legge, o lo hanno fatto in malafede.Certo è che, se un provvedimento così lo avessero adottato Clementina Forleo o Luigi De Magistris o Gabriella Nuzzi, sarebbero già senza stipendio. Mentre al C.S.M. tutto procede come sempre.Sulla gravità di una eventuale malafede dei Consiglieri non c’è bisogno di spendere parole.Ma anche l’ignoranza della legge non è cosa da poco, se si considera che essa caratterizzerebbe membri di un consesso come il C.S.M., composto in maggioranza da magistrati e deputato a supervedere all’amministrazione della giustizia.Purtroppo, però, in questo caso l’ignoranza va esclusa, come si dice nel nostro ambiente per tabulas.E’ accaduto, infatti, che il C.S.M. il 24 gennaio 2007 ha adottato una delibera che si può leggere per intero a questo link, con la quale dà espressamente atto di quanto fin qui detto e chiede al Ministro della Giustizia di adoperarsi per far cambiare la legge.E’ scritto fra l’altro testualmente in quella delibera che “L’area di operatività del trasferimento di ufficio in via amministrativa è stata in tal modo ampiamente ridotta e ricorre ora – come chiarito dal Consiglio con la risoluzione 6 dicembre 2006 – esclusivamente quando la situazione presa in esame: «a1) non risulti sussumibile in alcuna delle fattispecie disciplinari delineate dal decreto legislativo n. 109/2006 ovvero a2) non risulti riconducibile a comportamenti del magistrato»”.Dunque, quello che il T.A.R. ha scritto la settimana scorsa nella sua sentenza al C.S.M. lo sapevano benissimo, almeno dal 6 dicembre 2006, data di una risoluzione (citata come si è visto nella delibera del 24 gennaio 2007), che si può leggere per intero a quest’altro link.E non solo lo sapevano benissimo, ma ne avevano compreso tanto bene le conseguenze da scrivere che «l’esperienza del primo periodo di applicazione della nuova normativa ha dimostrato che tale ridimensionamento dei poteri di ufficio del Consiglio priva, di fatto, l’autogoverno di strumenti incisivi di intervento proprio nelle situazioni più delicate e nelle “zone grigie” (caratterizzate dalla compresenza di comportamenti di diversa rilevanza), il cui permanere mina (o rischia di minare) la credibilità della giurisdizione, e che a tale carenza non pongono sufficiente rimedio le nuove disposizioni relative alle misure cautelari adottabili in sede di procedimento disciplinare, sia per la diversità dei relativi presupposti che per la più ristretta area di applicazione di queste ultime» e da chiedere accoratamente al Ministro di fare cambiare la legge.Dunque, ci si deve chiedere: perché questi consiglieri del C.S.M. hanno fatto ciò che sapevano così bene di non potere fare?Le risposte sono molte e nessuna è bella.Resta da dire sul punto che, diversamente da quanto sostenuto dal C.S.M. nei due provvedimenti da ultimo citati e dallo stesso T.A.R. nella sua sentenza, quella che ho fin qui esposto non è affatto una “lacuna” del sistema, ma una precisa e del tutto condivisibile scelta tecnica.Il legislatore, in sostanza, come ho già detto, ha stabilito che le condotte dei magistrati o sono disciplinarmente censurabili o sono legittime. Punto e basta.Non è più previsto che qualcuno possa cacciare un magistrato solo perché gli sembra “cattivo” (espressione testuale tratta dalle dichiarazioni della prof.ssa Vacca).Ed è di tutta evidenza quanto questa norma sia preziosa di questi tempi. O meglio, quanto sarebbe preziosa se i componenti del C.S.M. avessero la grazia di rispettarla dopo che, come dimostrano le loro delibere appena citate, ne hanno pienamente compreso il significato.Ma purtroppo bisogna prendere atto che lo stesso C.S.M. che (ogni tanto e con molta mitezza) “insorge” contro il Berlusconi di turno quanto attenta alla indipendenza dei magistrati, ritiene che l’attentato a quella stessa indipendenza possa essere posto in atto se lo decide lui (il C.S.M.). I consiglieri del C.S.M., in sostanza, pensano che essere custodi dell’indipendenza dei magistrati significhi esserene “padroni”, così da poterne disporre a piacimento.Il secondo profilo di illegittimità denunciato dal T.A.R. è il rigetto della ricusazione della cons. Vacca.E’ accaduto che, ovviamente, il difensore di Clementina Forleo ha chiesto al C.S.M. di non fare partecipare alla procedura la cons. Vacca che ci aveva tenuto così tanto a esternare a giornali unificati la sua ostilità al magistrato del cui trasferimento si doveva occupare.Il C.S.M. ha dichiarato inammissibile l’istanza, sostenendo che la ricusazione è istituto che opera nei procedimenti giurisdizionali ma non anche in quelli amministrativi.Il T.A.R. si fa carico di smentire il C.S.M., dandogli una breve ma efficace lezione di diritto (anche in questo caso, nella migliore ipotesi, ci sarebbe un serio problema di ignorantia legis proprio nel tempio della difesa della legge).Ma sotto questo secondo profilo c’è una cosa che mi colpisce più della violazione di legge.Mi chiedo, infatti: ma, anche a volere ammettere per ipotesi che la cons. Vacca non potesse essere ricusata per qualche sofisticata ragione di diritto, è davvero mai possibile che nessuno al C.S.M. abbia ritenuto DOVEROSO imporre alla professoressa di farsi sostituire nella trattazione della pratica in questione?Come giudicherebbe il C.S.M. il Vicepresidente, per esempio, di una commissione sanitaria che deve decidere se un tale abbia diritto o no alla pensione di invalidità che, prima di riunirsi con la commissione, convochi i giornalisti e spieghi loro perché reputa l’invalido un impostore e come adesso provvederà a “fargliela vedere” con gli altri della commissione?Ed è mai possibile che un organo che, come il C.S.M., si erge in continuazione a giudice dei buoni costumi, della deontologia, della moralità costituzionale e chi più ne ha più ne metta, abbia l’arroganza di fare decidere il trasferimento di Clementina Forleo a una persona che ha fatto e detto le cose che, sul punto, ha fatto e detto la cons. Vacca (detto – si badi bene – prima di essere chiamata a decidere della sorte di Clementina)?Sembra impossibile e paradossale.Eppure è accaduto, costringendo così il TA.R. a spiegare al C.S.M.: «In particolare, l’imparzialità dell’organo deliberante è garantita dall’applicazione dei criteri desumibili dall’art. 49 T.U. n. 311957 e, prima ancora, dall’art. 51 c.p.c., i quali impongono l’astensione al componente dell’organo collegiale che versi in situazione di inimicizia personale nei confronti del destinatario del provvedimento finale o abbia manifestato il suo parere sull’oggetto di questo al di fuori dell’esercizio delle sue funzioni procedimentali (Cons. Stato, IV, 7 marzo 2005, n. 867). Ne consegue che l’istanza di astensione/ricusazione non poteva essere legittimamente dichiarata inammissibile, tanto più che gli apprezzamenti diffusi a mezzo stampa sul magistrato interessato nel corso del procedimento sono stati resi dal Vicepresidente della Prima Commissione, la Commissione che, in quanto competente sulle procedure di trasferimento ai sensi dell’art. 2 R.D.Lgs. 511/1946, ha formulato la proposta di trasferimento della dott.ssa Forleo, per cui appare arduo ipotizzare che l’inosservanza dell’eventuale obbligo di astensione da parte del componente del Consiglio non abbia potuto produrre un’alterazione del procedimento, traducendosi in un vizio di legittimità del provvedimento finale».Questa l’analisi degli aspetti tecnici della questione.Molto più complessa è l’analisi per così dire “politica”.Va detto, intanto, che non è ancora finita, perché il C.S.M. fa un’altra cosa che lascia stupefatti: impugna per principio e “a prescindere” i provvedimenti del T.A.R. che gli danno torto.Qualunque funzionario pubblico sa di avere l’obbligo di rispettare il 1° comma dell’art. 97 della Costituzione, per il quale devono essere assicurati il buon andamento e l’imparzialità della amministrazione.Dunque, qualunque funzionario pubblico sa che, se la sentenza del T.A.R. appare corretta e il suo ufficio in torto, egli non deve impugnarla, ma eseguirla immediatamente.Il C.S.M., invece, questo non lo sa.E così in tantissime occasioni impugna comunque. Tanto che da un verbale del C.S.M. risulta che un consigliere ha dichiarato che questo costituirebbe una “prassi” intenzionale dell’organo di autogoverno che “difenderebbe” per principio (ma quale principio?!) i propri provvedimenti.Gli esempi sono tantissimi e alcuni davvero clamorosi.Fra i tanti, mi limito qui a citarne una paio emblematici: quello di questo Consiglio in carica, relativo alla nomina di un Presidente di Sezione della Corte di Appello di Genova, di cui si dà notizia a questo link e quello di alcuni anni fa nel quale il C.S.M. giunse addirittura a sostenere di non essere soggetto alla giurisdizione esecutiva del giudice amministrativo.Quest’ultima vicenda può essere ricostruita leggendo la sentenza della Corte Costuzionale n. 419 dell’8 settembre 1995, che dichiarò inammissibile il conflitto di attribuzioni sollevato dal C.S.M. facendo fare a quest’ultimo una figura veramente orribile.La nota pittoresca è che il C.S.M., per promuovere quell’inammissibile ricorso, non è stato assistito dall’Avvocatura dello Stato, che ha preferito difendere il T.A.R., ma da un avvocato del libero foro. In sostanza, pur di sostenere l’insostenibile, il C.S.M. ha assunto un avvocato libero professionista!Ed è ovvio che non mi riferisco qui all’impugnazione delle sentenze adottate dal T.A.R. con motivazioni che fanno riferimento all’esercizio illegittimo di poteri discrezionali, con riferimento alle quali potrebbe essere meno facile, a volte, decidere dei torti e delle ragioni, ma a quelle nelle quali viene stigmatizzata puramente e semplicemente la violazione di legge, molto agevole da riconoscere da persone molto esperte di legge come i membri del C.S.M..E non è finita per Clementina anche per un’altra ragione: tentata la via del primo processo disciplinare e fallita come si è detto, praticata quella illegittima del trasferimento ex art. 2 e fallita pure quella, chi vuole Clementina “punita” a tutti i costi non si arrenderà di certo.Dunque, c’è da aspettarsi che sperimentino qualcos’altro: un parcheggio in divieto di sosta, qualche sentenza depositata in ritardo, … Qualcosa, insomma, che faccia accadere a lei quello che un ex alto magistrato ora passato ad altro importante incarico pronosticò per Luigi De Magistris: farle passare il resto della vita a difendersi. Così impara. Lei e tutti quelli come lei. A dare fastidio alle persone potenti, che hanno amici potenti.Ma bisogna chiedersi anche: poiché è di tutta evidenza che violazioni di legge tanto gravi e reiterate da parte del C.S.M. e condotte complessive come quelle più volte stigmatizzate dai giudici amministrativi distruggono irrimediabilmente ogni possibile credibilità di quell’organo che dovrebbe assicurare un autogoverno indipendente della magistratura, cosa induce i suoi consiglieri a perseverare nelle loro condotte ad onta di sentenze del T.A.R. sempre più umilianti?L’unica risposta logicamente possibile è che la credibilità del C.S.M. non è il valore principale e di riferimento dei suoi componenti.Accade a loro qualcosa si simile a ciò che accade al potere politico.Abbiamo assistito molte volte negli ultimi anni ad atti del potere politico palesemente viziati di illegittimità, posti in essere nella piena consapevolezza di ciò, in considerazione del fatto che per sancire quella illegittimità ci vuole un certo tempo e quando essa viene dichiarata il vantaggio politico che si aveva di mira è stato comunque conseguito.Con riferimento a vicende come quella di Clementina Forleo ciò che appare è che i motivi per i quali si intende “colpire” il magistrato sgradito prevalgano su tutto e inducano a raggiungere comunque per intanto quel risultato, rinviando a tempi successivi la gestione delle conseguenze della sua illegittimità. Tanto più che accade sempre in questi casi che la notizia della dichiarata illegittimità venga data con molto minore zelo di quella della “cacciata”. E così, infatti, sta accadendo anche per la sentenza del T.A.R. che dà ragione a Clementina, sulla quale vige, nei circuiti di comunicazione interni alla magistratura associata, il più tenace e accanito silenzio.Il valore assoluto è “colpire” il magistrato sgradito. La legalità o no della cosa e del modo con cui la si fa risulta meno rilevante se non del tutto irrilevante.In questo – e purtroppo anche in altro – il C.S.M. è assolutamente simile a quel potere politico dal quale sostiene di essere diverso e dal quale per dettato costituzionale dovrebbe essere indipendente.Il dramma di questo Paese, la crisi profonda della sua democrazia sta nel rapporto malato fra il potere e la legge.Il potere distrae i cittadini, tenendoli impegnati in una inutile faida fra tifoserie sedicenti di destra e sedicenti di sinistra.La magistratura associata distrae i cittadini, parlando loro di “politici cattivi” e “magistratura buona”.Ma il cuore del problema non è nel colore politico di questo o di quello e neppure nell’appartenere questo o quello alla schiera dei politici (che non sono tutti “cattivi”) o dei magistrati (che non sono tutti “buoni”), ma nel rapporto di tutti – finti di destra e finti di sinistra, deputati in Parlamento o consiglieri del C.S.M. – con la legge.Perché si possa parlare di democrazia, devono essere lo Stato e il potere al servizio della legge.In Italia oggi il potere non si ritiene al servizio della legge, ma ritiene la legge al suo servizio.E’ un ritorno a un’idea della legge prerivoluzionaria.Non più la legge come valore da difendere, non più la legge come imperativo al quale anche il potere (C.S.M. compreso) è soggetto, come tutti i cittadini, ma la legge come strumento di potere e del potere, da usare e spesso anche abusare.Che questo accada in una U.S.L. è grave. Che una amministrazione periferica sforni delibere illegittime dà la misura di quanto grave è la crisi del nostro Paese. Ma che questo avvenga al C.S.M. è davvero esiziale.E riconoscerlo è insieme doveroso e indispensabile.Alcuni miei colleghi deprecano che io esponga considerazioni critiche nei confronti del C.S.M. e sostengono che questo “farebbe il gioco” di chi vuole modificato l’assetto dell’autogoverno.Ma io credo, invece, che sia assolutamente doveroso e indispensabile dire la verità sull’autogoverno della magistratura.Perché:1. ciò che serve alla magistratura e al Paese è un autogoverno conforme alla Costituzione e non un autogoverno che agisce illegalmente;2. la difesa corporativa è un paravento che serve da alibi all’esercizio di un potere “interno” che non giova all’indipendenza dei giudici, ma vi attenta;3. c’è una soglia di illegalità sopra la quale chi tace è solo complice e non c’è nessun opportunistico calcolo corporativo che possa rendere legittima ed eticamente accettabile quella complicità.Io credo che sia doveroso dire la verità sul nostro autogoverno, perché credo che prima o poi in questo Paese si debba prendere atto che la frontiera della battaglia per la democrazia non è più (ove lo fosse mai stata) quella del colore politico di appartenenza né quella della difesa corporativa di questo o quello solo perché “è dei nostri” e si debba riconoscere che, perché qualcosa incominci a cambiare e ci possa essere anche solo una fioca speranza della democrazia che non abbiamo, non è importante che uno sia seduto in Parlamento o al C.S.M., che sia magistrato o falegname, che sia capogruppo di un partito o vicepresidente di una commissione del C.S.M. o capo di una corrente dell’A.N.M., ma che rispetti la legge e che renda conto se non lo fa.________(1) La storia della riunione alla quale si fa riferimento nell’articolo di Carlo Vulpio è ricostruita testualmente come segue da Ferdinando Imposimato, nel corso di una deposizione riportata a pag. 302 del bellissimo e documentatissimo libro di Antonio Massari “Clementina Forleo un giudice contro”, Aliberti Editore 2008: «IMPOSIMATO: Ribadisco di aver parlato alla Forleo delle pressioni esercitate dai politici coinvolti nelle intercettazioni (...). Il realtà mi riferivo a fatti accaduti fin dal 6 giugno 2007, di cui non avevo parlato con la Forleo, quando ci fu una riunione nella stanza del capogruppo Anna Finocchiaro dell'Unione, nel corso della quale era sopraggiunto anche il ministro Mastella, sollecitato dagli altri convenuti (Calvi, Latorre e altri) a un’ispezione ministeriale presso il Tribunale di Milano. Il ministro, inizialmente, aveva rifiutato di disporre l’ispezione, perché pensava di dover attendere le determinazioni dei presidenti delle Camere. Successivamente ci furono reiterate accuse, prima di illegittimità, poi di abnormità, soprattutto da parte dei legali degli esponenti dei Ds (...)».


MEZZELUNE LIGHT FARCITE ALLA RICOTTA E UVETTE

2008-06-21_10-39-08

Ho fatto queste mezzelune con una simil-pasta frolla morbida allo yogurt greco (che ho scoperto, grazie a cuochetta, essere migliore di quello normale) e poco olio, rimasta ugualmente gustosa (ho aggiunto l’aroma di mandorla amara: che buona! Non pensavo…) ma molto leggera. Le ho riempite con ricotta e uvette… davvero ottime!

2008-06-21_10-39-27

Ingredienti (per una dozzina di grosse mezzelune):


per la pasta:

  • 200 gr di yogurt greco
  • ½ bicchiere di olio di semi
  • 200 gr di zucchero
  • 1 uovo medio-grosso
  • 550 gr di farina 00
  • ½ bustina di lievito
  • essenza di mandorla amara
  • 1 bustina di vanillina
per la farcitura:
  • 400 gr di ricotta cremosa
  • qualche cucchiaio di zucchero a velo vanigliato (non li ho contati, assaggiate la crema mano a mano che lo aggiungete e dosatevi in base al gusto personale)
  • 150 gr di uvetta ammollata in acqua calda e ben asciugata

    2008-06-21_10-41-25

Preparare la pasta: lavorare l’uovo con lo zucchero, unire lo yogurt, l’oli, l’essenza di mandorla e la vanillina. Incorporare la farina setacciata con il lievito. Impastare a mano fino ad ottenere un pasta liscia e morbida, non più appiccicosa. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e lasciarla riposare in frigorifero per 30 min (o anche meno).
Setacciare la ricotta e mescolarla con lo zucchero, anch'esso setacciato, e con l’uvetta.
Stendere la pasta su un foglio di carta da forno infarinato, infarinando anche la superficie o coprendola con della pellicola trasparente in modo che la pasta non si attacchi al matterello. Ritagliare dei cerchi aiutandovi con delle forme del diametro desiderato (io ho usato una tazza da colazione), depositare al centro un cucchiaio di farcitura e richiudere a mezzaluna, sigillando bene i bordi. Depositare le mezzelune sulla teglia rivestita di carta da forno e cuocere in forno preriscaldato a 170° fino a leggera doratura.


2008-06-21_10-39-38


E' ORAMAI EVIDENTE CHE L'OPERAZIONE FIAT CHRYSLER OPEL E' UN'OPERAZIONE POLITICA.

Fonte: http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/

La Fiat da sola sarebbe morta (e questo Marchionne lo aveva ripetuto nel passato più volte (anche perchè oberata da miliardi di debiti)Marchionne è riuscito (grazie a interventi politici) a inserirsi in america promettendo ai sindacati la maggioranza di Chrysler e ricevendo miliardi di soldi pubblici americani per garantire la sopravvivenza del marchio americano.Con Opel Marchionne vorrebbe fare una cosa simile. Trovare l'appoggio del governo americano e tedesco (e i loro soldi), chissà ...magari anche dei sindacati tedeschi, che oggi si dimostrano ostili, solo per alzare il prezzo dell'accordo e entrare anche loro nella stanza del potere.Marchionne , se riuscirà nell'impresa, passerà alla storia come IL NEGOZIATORE (dopo la negoziazione sul put GM).Ma l'eventuale vittoria si baserà sul pesante intervento finanziario degli stati, che vorranno in cambio, una parte del controllo azionario.Intanto Citigroup, banca salvata da Obama, non può andare contro alla politica americana e alza il target di Fiat a 9,2 euro...mentre solo ieri un'altra banca aveva riaffermato 5,5 euro.Ma ecco cosa dice l'analista di Citigroup, dopo aver alzato il target sul titolo...Citigroup analyst John Lawson said his main reservation was "how Fiat can support what are evidently potentially major industry changes at Chrysler or perhaps Opel on the strength of the weakest balance sheet in the sector. Unless a government third-party proves very generous, shareholders may find themselves asked to contributeCOME PER DIRE....FIAT COMPRA CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI. Fiat era il partner meno scomodo per i politici. Gli altri players non avrebbero permesso al governo e ai sindacati di avere troppo potere. Fiat era alla frutta (valeva 3,5 euro e il debito era enorme). Marchionne ha dovuto osare.PER NOI HA FATTO LA MOSSA MIGLIORE. Ma sappiate che le cose non sono come i giornali vi raccontano. Dietro a un grande progetto industriale c'è una mera operazione finanziaria con soldi pubblici.Se poi avrà le gambe (e Marchionne dovrà fare miracoli per l'integrazione)...la Fiat sarà la maggiore beneficiaria. L'Italia un po' meno...Visto i tagli che inevitabilmente ci saranno.Christoph Rauwald Of DOW JONES NEWSWIRES FRANKFURT (Dow Jones)--Fiat SpA (F.MI) Chief Executive Sergio Marchionne''s push to turn three ailing car makers into a global industrial powerhouse is unlikely to get any easier, despite his success clinching a deal with Chrysler LLC last week and enjoying a friendly reception from Germany''s economic minister Monday. The auto industry has a poor track record of successful takeovers and tie-ups, with lower-than-expected synergies and cultural differences between companies often leading to sobering experiences. Marchionne''s plan for a "marriage in heaven" features some distinct signs of a forced marriage, given that its funding is based on a dowry of millions of euros in taxpayers money and Fiat so far has approached two potential brides that havelittle or no alternatives in sight. "Quite frankly, as far as this particular Fiat dream is concerned, hell has a better chance of freezing over though at least it is probably giving Japanese competition a very good laugh," said BGC Partners strategist Howard Wheeldon. Fiat is squeezed by EUR6.6 billion net debt. Chrysler is surviving on U.S. government loans and most likely burning through even more cash than General Motors Corp.''s (GM) European operation at a time when major auto markets around the globe have collapsed and even former cash-cows such as BMW AG (BMW.XE) and Daimler AG''s (DAI) Mercedes-Benz brand are bleeding red ink. Fiat wasn''t immediately available for comment. A spokesman for GM Europe declined to comment on the chances and prospects of a deal with Fiat. "Given the loss-making status of all three parts of the combination, the new auto business will need cash injections to be viable," said Sanford Bernstein analystMax Warburton, noting that Fiat''s auto operations are loss-making when Brazil is taken out of the equation. "Whether this combination can be made to work from a management, political or cultural view is unclear," Warburton said. "We remain unconvinced that Fiat has the management depth to pull off this very ambitious task, although we acknowledge that the company clearly keeps its talent obscured," he said. Marchionne''s high-speed gambit, however, is well-timed, given that both Fiat and GM''s German Opel brand are among the biggest beneficiaries of European scrapping incentives as more consumers opt for smaller cars rather than gas guzzlers. However, these plans will expire and at some point likely will trigger a slump in demand. Marchionne has earned enormous praise for his turnaround of Fiat, but he appears to need at least the same diplomatic skills to push through painful cutbacks at Chrysler, GM Europe and Fiat itself to forge a company that can take on Toyota Motor Corp. (7203.TO) and Volkswagen AG (VOW.XE). "Volkswagen has also mopped up many a European brand ... but then, Volkswagen did these various moves when it was in (a) strong financial position, not under (the) tight control of its bankers. Fiat doesn''t exactly have that luxury," BGC Partners'' Wheeldon said. He remains skeptical that this particular alliance would be "a neat solution to the vexing calls for auto industry consolidation, clearing the decks of some European overcapacity." Analysts estimate the synergies between Fiat and GM Europe alone at around EUR1.5 billion from procurement and product development, but significant regional and product overlaps have caused stiff opposition to the tie-up from GM Europe''s unions. Additionally, the powerful United Auto Workers union will own 55% of Chrysler, a potential roadblock for a fast and efficient restructuring. Adding to the obstacles of a successfuldeal, analysts are struggling to estimate the level of healthcare liabilities. Citigroup analyst John Lawson said his main reservation was "how Fiat can support what are evidently potentially major industry changes at Chrysler or perhaps Opel on the strength of the weakest balance sheet in the sector. Unless a government third-party proves very generous, shareholders may find themselves asked to contribute," said. -By Christoph Rauwald, Dow Jones Newswires;


BERLUSCONI GESTISCE TELECOM (a quando i 2 euro?)



La Telecom Italia è passata sotto il controllo di Berlusconi.Sono impazzito? forse, ma guardate chi sono gli azionisti....1) Telefonica. E' in ottimi rapporti con Fininvest, dopo l'acquisto di Endemol due anni fa a un prezzo altissimo da parte del gruppo di Arcore (dovranno ricambiare un favore). Senza dimenticare le possibili sinergie fra telecomunicazioni e televisioni in america latina, dove Telefonica è forte. E poi Telefonica sarà disposta anche a nuovi soci pur di vedere le quotazioni ritornare verso i prezzi d'acquisto.2) Intesa. E' notizia di 10 giorni fa che Generali e Credit Agricole hanno creato un patto per controllare Intesa. La banca ora è molto, molto vicina al premier. Passera deve ringraziare Silvio per l'operazione Alitalia. Oramai eventuali scelte su Telecom dovranno essere concordate con il governo.Generali/Mediobanca. Ricordo che in Mediobanca ci sono: MARINA BERLUSCONI, ENNIO DORIS, TAREK BEN AMMAR, ECC tutti uomini del presidente.Benetton deve ringraziare Silvio per l'aumento delle tariffe autostradali, per aver permesso a Pavimental di assicurarsi le commesse autostradali senza fare gare. E per le future commesse di impregilo (e per salvare Impregilo dalle grinfie dei tribunali).E' atteso un altro socio gradito a Berlusconi che possa raccattare Telecom e prezzi stracciati prima di riportarla a 2 euro.

venerdì 8 maggio 2009


Rimedio alla perdita di voce per cantanti


Un nostro lettore (rimasto anonimo, ma se vorrà commentando lo aggiungerò in firma) ci consiglia questo decotto:

Per i cantanti, ma soprattutto contro i numerosi raffreddamenti che provocano calo della voce e raucedine, le nonne bollivano per 15 minuti, nell' acqua e nel vino, le erbe sotto indicate.
Dopo aver filtrato l'infuso, aggiungevano 4 cucchiai di miele, facendolo nuovamente bollire per 5 minuti. Si consumano 2 bicchierini al giorno a piccoli sorsi.

COSA SERVE ...

Una manciata mista di :
erba dei cantanti (erisimo),
fiori di viole mammole,
carote,
piantaggine,
malva,
4 cucchiai di miele.

bollire in:
1\2 litro di vino bianco
e un litro di acqua.


Papi...Silvio


Fonte: http://temi.repubblica.it/UserFiles/micromega-online/Image/070509.gif


INTERVISTA: TAV IN VAL DI SUSA

Fonte: http://marcocedolin.blogspot.com/2009/05/intervista-tav-in-val-di-susa.html


Intervista di Daniel Tarozzi pubblicata su Terranauta
Marco Cedolin, qualche anno fa le televisioni hanno bombardato gli italiani con le notizie sulla rivolta dei No Tav, ma poi non si è più saputo niente. Che cosa è successo veramente in Val di Susa? E cosa sta succedendo ora?
In Val di Susa nell’autunno del 2005 il governò tentò di aprire il primo cantiere del TAV Torino – Lione, e lo fece militarizzando un intero territorio, nel tentativo di offrire una prova di forza che fosse in grado di dissuadere dalla protesta tutti coloro che da 15 anni si battevano contro un progetto profondamente avversato dalla popolazione. Decine di migliaia di valsusini di ogni estrazione politica e sociale, posti di fronte ai check point e alle manganellate gratuite diedero vita ad una vera e propria sommossa popolare che costrinse il governo a tornare sui propri passi, smantellando il cantiere e rinunciando a partire con la costruzione dell’opera.
Nel corso degli ultimi 3 anni i governi che si sono succeduti, di concerto con gli amministratori locali, hanno dato vita ad una “melina” politica che aveva lo scopo di stemperare i toni e normalizzare una Valle diventata nel frattempo sempre più refrattaria alle imposizioni calate dall’alto. Oggi l’Osservatorio Virano, creato con lo scopo di far rientrare dalla finestra quella stessa opera che nel 2005 era stata buttata fuori dalla porta, sta portando a termine un nuovo progetto (se possibile ancora più impattante del precedente) ma finora non vi sono più stati tentativi di aprire cantieri per l’alta velocità in Valle di Susa.
Il tuo libro è del 2006. Sono passati tre anni, ma resta ancora attuale… Come si sono evolute le cose da allora? In cosa il tuo libro è ancora valido e in cosa è superato dai fatti?
In linea di massima “TAV in Val di Susa” è un libro estremamente attuale, nonostante siano ormai passati 3 anni dalla pubblicazione e mi sento di consigliarne la lettura a chiunque intenda approfondire l’argomento “alta velocità” (non solo in Val di Susa) e conoscere la cronaca e le motivazioni di una “rivolta popolare” senza precedenti nella storia recente italiana. Le informazioni contenute nel libro sono state superate dai fatti solamente per quanto riguarda la progressione dei lavori sulle tratte TAV italiane (che mi sono premurato di aggiornare nel libro successivo) e la posizione degli amministratori valsusini che si sono progressivamente allontanati dal movimento NO TAV per approdare su posizioni possibiliste nei confronti dell’opera.
Il movimento No Tav in Val di Susa fu uno straordinario esempio di mobilitazione dal basso. Come nacque il fenomeno? È ancora vivo o l’accordo dei sindaci lo ha strozzato?
Il movimento NO TAV in Val di Susa nacque agli inizi degli anni 90, grazie al grande lavoro compiuto da un gruppo di persone (esperti, tecnici, ambientalisti e normali cittadini) di buona volontà che iniziarono a produrre informazione sul territorio, mettendo a nudo sia gli impatti ambientali e sociali dell’opera, sia la perversa architettura finanziaria che stava dietro al progetto. Man mano che l’informazione creava conoscenza e dalla conoscenza nasceva consapevolezza, il gruppo continuò ad ingrandirsi, fino ad assumere le proporzioni di un grande movimento popolare come quello che ha fermato i cantieri nel 2005.
L’allontanamento dei sindaci, pur essendo stato vissuto da molti come un tradimento, non ha influito se non in maniera minimale sulla compattezza e la vitalità del movimento. Prova ne è il fatto che durante questi 3 anni di “melina politica” i comitati NO TAV sono stati più attivi che mai. Hanno raccolto 32.000 firme contro qualsiasi ipotesi di nuova linea ferroviaria in Valle, hanno acquistato a migliaia un metro quadro dei terreni che potrebbero divenire oggetto dei futuri cantieri, hanno organizzato grandi manifestazioni sempre molto partecipate, l’ultima delle quali lo scorso 6 dicembre a Susa con la presenza di 20.000 persone.
Col senno di poi credi siano stati utili le manifestazioni o hanno semplicemente rinviato l’inevitabile?
L’utilità delle manifestazioni si è dimostrata a posteriori al di là di ogni ragionevole dubbio. Se migliaia di cittadini, uomini, donne, giovani, anziani e bambini, non si fossero opposti alle ruspe fisicamente, in maniera tanto pacifica quanto risoluta, i lavori per la costruzione del TAV Torino - Lione sarebbero iniziati 3 anni fa. E oggi anziché stare qui a discorrere della contestazione ad un progetto, avremmo già incominciato a fare la conta dei primi danni e delle prime devastazioni causati dai cantieri dell’opera. Nulla è inevitabile se migliaia di cittadini sono disposti a mettersi in gioco in prima persona per evitarlo, si tratta di una verità incontrovertibile che purtroppo la maggior parte degli italiani non hanno ancora compreso.
Che rapporto c’è tra Freccia Rossa e la “vostra” Tav?
Nessuno poiché da “noi” attualmente sui binari della ferrovia esistente non transita il Freccia Rossa, bensì il TGV che è il treno ad alta velocità francese.
Quali sono i principali effetti negativi del Tav da un punto di vista ambientale?
I principali impatti ambientali derivanti dalla costruzione dell’infrastruttura per i treni ad alta velocità variano ovviamente a seconda del territorio che viene attraversato. Nelle zone pianeggianti (come ad esempio la pianura Padana) allo scempio paesaggistico costituito da una “muraglia cinese” di cemento armato che taglia in due i territori, si aggiunge quello della cementificazione dei terreni agricoli e del pesante inquinamento derivante dai cantieri (con annesse vere e proprie discariche illegali per rifiuti tossici come accaduto in molti casi riguardo ai quali indaga la magistratura) che stravolgono profondamente il territorio.
Nelle zone montuose, come il Mugello o la Val di Susa, dove la costruzione del TAV comporta lo scavo di lunghe gallerie, gli impatti ambientali si aggravano in maniera esponenziale. Gli scavi intercettano infatti le falde acquifere, determinando molto spesso il prosciugamento di torrenti e sorgenti, devastano gli equilibri di territori montani che sono per forze di cose estremamente fragili, possono portare alla luce materiali altamente tossici (si pensi all’amianto e all’uranio presenti in Val di Susa) esistenti all’interno dei monti.
E da un punto di vista sociale?
Dal punto di vista sociale i territori attraversati dall’infrastruttura del TAV vengono declassati al ruolo di mero corridoio di transito, subendo quello che comunemente viene definito come “effetto Bronx”. Le abitazioni ed i terreni presenti sul tracciato vengono espropriati, spesso senza un congruo indennizzo, mentre le case in prossimità dell’infrastruttura perdono una parte cospicua del proprio valore. I cittadini sono soggetti alle ricadute ambientali che ho descritto in precedenza e agli effetti deleteri sulla propria salute determinati da eventuali sostanze tossiche disperse nell’ambiente. Si determina inoltre una generalizzata perdita della “qualità di vita” a causa della pesante infrastrutturizzazione cui è soggetto il territorio.
A livello economico è vantaggiosa? Quali le alternative?
Il TAV italiano nella sua interezza è un’opera priva di qualsiasi prospettiva di vantaggio economico, dal momento che mancavano e mancano tutti i presupposti che avrebbero potuto giustificarne la costruzione. All’inizio degli anni 90 i promotori dell’opera tentarono di giustificarla (come Moretti tenta di fare ancora adesso) come una risposta al desiderio di “velocità” dei viaggiatori italiani. Ma i viaggiatori italiani sono costituiti per oltre l’80% da pendolari che compiendo viaggi inferiori agli 80 km mai usufruiranno del servizio. Verso la fine degli anni 90 la giustificazione divenne il trasporto merci e la conseguente redistribuzione modale fra gomma e ferro, ma le caratteristiche dell’infrastruttura del TAV pongono seri limiti alla coesistenza del servizio merci e di quello passeggeri sugli stessi binari, come sta a dimostrare il fatto che fino ad oggi sulle tratte TAV già in esercizio non è mai transitato un treno merci. In anni di crisi come quelli che stiamo vivendo, mancando sia i passeggeri, sia le merci che possano suffragare la costruzione dell’opera, i promotori stanno tentando di giustificare i cantieri del TAV come dispensatori di nuova occupazione. Nonostante sia noto a qualsiasi economista il fatto che a parità d’investimento i cantieri delle grandi opere determinano ricadute occupazionali fra le più basse in assoluto, sia sotto il profilo quantitativo, sia sotto quello qualitativo.
Per quanto riguarda la Valle di Susa l’alternativa esiste già, ed è costituita dalla ferrovia internazionale a doppio binario che attualmente attraversa la Valle per sbucare in Francia attraverso il tunnel del Frejus. Una ferrovia ammodernata di recente che sarebbe in grado di sopportare qualunque volume d’incremento di traffico (merci e passeggeri) futuro, anche se invece della recessione ci trovassimo di fronte a un boom economico.
Per quanto riguarda il resto d’Italia l’alternativa è quella di fare funzionare in maniera decente il sistema ferroviario. Investire nel raddoppio dei binari laddove le tratte sono ancora a binario unico, acquistare i treni per i pendolari che vivono quotidianamente un vero e proprio dramma, investire nella sicurezza introducendo il sistema SCMT sull’intera rete ferroviaria, investire nella costruzione di un servizio merci competitivo rispetto al trasporto su gomma, anziché smantellarlo gradualmente come invece sta avvenendo.
Quali i prossimi passi?
Lo scorso 6 marzo, nell’ambito del pacchetto infrastrutture, il governo ha finanziato il TAV Tortona – Genova, meglio conosciuto come Terzo Valico, ed il TAV Milano – Verona con 2,7 miliardi di euro. Probabilmente i nuovi cantieri dell’alta velocità verranno aperti su queste direttrici.
Sei ottimista per il futuro?
Molto moderatamente, dal momento che l’ottimismo non rientra nelle mie qualità. Sarebbe esercizio d’ingenuità pensare che la lobby del cemento e del tondino sia disposta a rinunciare a cuor leggero ad un’opera come il TAV in Val di Susa, in grado di travasare nelle sue tasche una quantità impressionante di miliardi. Sicuramente torneranno “all’assalto”, consapevoli degli sbagli commessi nel 2005, e pertanto con maggiori possibilità di riuscire nel loro intento, ma il pallino della questione resta sempre nelle mani dei cittadini. Se la risposta della popolazione sarà forte e coesa come lo fu allora, probabilmente arriverà il momento in cui si rassegneranno. Anche in un paese come l’Italia è impensabile portare avanti 20 anni di cantieri contro la volontà di larga parte della popolazione residente, militarizzando con migliaia di uomini una valle alpina.


LA RECESSIONE DURERà ALMENO 4 ANNI

Fonte: http://mercatoliberonews.blogspot.com/2009/04/la-recessione-durera-almeno-4-anni.html

Iker Aranburu intervista Michael Hudson

"Bush e Cheney sono criminali, gangsters, ma li trattano con rispetto, perché sono ricchi. E due milioni di famiglie perderanno la loro casa perché non possono pagare, in quanto i prestiti sono stati concessi da truffatori".

Michael Hudson (Chicago, USA, 1939) ha una cattiva notizia per coloro che credono che la crisi si concluderà entro la fine di quest'anno o all'inizio del prossimo anno. Secondo questo analista di Wall Street, durerà ancora 4 o 5 anni, e si risolverà solo quando li si avvertirà che il debito delle famiglie, imprese e Stati è eccessivo e si smette di pagare. Tuttavia, non si vede un ambiente propizio per questo. Più che una crisi finanziaria, Hudson vede una crisi politica, "la crisi della democrazia sta diventando oligarchia."

Ci sembra di non poterci aspettare nulla dalla riunione del G20. La cosiddetta Gang dei 20 (il gruppo dei 20 malvagi) ...

No. Ci sono differenze troppo grandi. Gli Stati Uniti vogliono che l'Europa finanziano il disavanzo di bilancio e l'Europa non vuole aumentare i suo deficit. Risulta molto difficile aumentare le tasse se questo non aiuta l'economia. La Cina dispone di tre miliardi di dollari in titoli degli Stati Uniti e non vuole perdere più soldi. Dopo tutto, per la prima volta dal 1945, ogni paese guarda i propri interessi. Negli ultimi cinquanta anni gli americani sono stati in grado di imporre la loro volontà per l'Europa, ma adesso hanno messo un freno.

Perché ora?

Perché costa molto denaro. Dopo tutto, i cittadini sono arrabbiati perché hanno messo gli interessi degli Stati Uniti, prima degli interessi nazionali.

Che cosa succederà a Londra, allora?

Niente. Tutti potranno sorridere e dire che è stato molto piacevole.
Come può risolversi la crisi?

Il problema è che il debito è superiore alla capacità di pagarlo. Nel corso degli ultimi 400 anni il debito si è ridotto in diversi tempi. Ma in questa occasione non esiste alcun segno di nulla di simile. Stanno cercando di salvare le banche. I debiti li hanno lasciati nei libri, perché pensano di poter sopportare il rallentamento del ciclo economico. Ma non possono. Le cose peggioreranno nel corso dei prossimi due anni, fino a quando non realizzano che dobbiamo attaccare il debito, questo richiederà altri due anni per il recupero. Avremo una recessione di almeno quattro anni. Da allora in poi non posso fare previsioni.

Dobbiamo ridurre il debito di tutti?

Almeno quelli che hanno valore negativo, vale a dire quando il debito è superiore al valore di mercato degli immobili, o che sono di maggiori della capacità di pagare della gente. Ad esempio, negli Stati Uniti, l'istituzione che garantisce i depositi delle banche, la FDIC ha detto che il debito deve essere ridotto in modo che il prestito non superi il 32% del reddito. È una misura adeguata. In alternativa, il prestito non deve essere superiore al valore della casa. Attualmente, un quarto dei proprietari di case si trova in quella situazione. Donald Trump e quelli che hanno investito in beni immobili se ne sono già andati da quel mercato, e le banche non mandano sfratti alle case perchè non sanno a chi spetta pagare il prestito. Sono stati venduti agli europei. Questo è il successo degli Stati Uniti, che gli europei paghino per la loro sfortuna. Ma finalmente gli europei mettono in discussione che questa è una buona idea. Quindi, non vi sarà alcun accordo a Londra. Bisogna ridurre i debiti accumulati in denaro degli altri, una regola fondamentale deve essere quella che il debito colpisca solo il denaro che ognuno ha. Vedi quello che è successo in Ungheria e paesi baltici.

Stai parlando solo dei debiti delle famiglie?

No, i debiti delle imprese sono troppo grandi. Ma è peggio del debito è la stessa struttura del sistema finanziario. Ad esempio, dare la pensione prima di prendere il congedo e risparmiando per la pensione mettendo i fondi della pensione in borsa crea la bolla. Le pensioni dovrebbero essere pagate al momento del congedo, e non attraverso il sistema finanziario. Fondamentalmente, si tratta di un problema del sistema fiscale: invece di tassare i redditi delle imprese, devono essere tassate proprietà e monopoli. Come una volta, la tassa dovrebbe essere sulla terra, non sul reddito.

Però ridurre i debiti, non produrrà nel sistema finanziario, un collasso anche maggiore di quello attuale?

Collasso non è una brutta parola. Adam Smith ha osservato che ogni paese ha sempre pagato tutto il suo debito estero e lo stesso si può dire ora dell'imposta privata. Si ridurrà in un modo o nell'altro, farlo attraverso la bancarotta non è una buona idea, affonderebbe la società impresa per impresa e la famiglia per famiglia. Un altro modo è quello di fare come nel 1945, iniziare da zero. Dopo la Seconda Guerra Mondiale abbiamo avuto poco debito e molto risparmio. Questa situazione economica utopica attualmente è anche possibile, perché la parte del risparmio è in crescita ed è nelle mani del 10% di chi sta in alto e spesso nell'1% di chi è ricchissimo. È disfunzionale ed è necessario ridurre il debito, eliminando in tal modo anche i risparmi. Poiché il debito di una persona è risparmio per un' altra. Il risparmio dovrebbe essere rivolto alla formazione del capitale stesso, per l'industria. Invece sono andati a finanziare, gli strumenti finanziari, però questi non creano ricchezza. La gente pensa che è arricchimento, ma si sta indebitando. Nel corso degli ultimi cinquanta anni, il modello non ha funzionato, deve disfarsi e ricominciare da capo. Fino a quando non inizia non vi sarà alcun recupero. Ci vorranno molti anni per rendersi conto di questo. I ricchi si sono resi conto a New York e ora stanno accumulando il più possibile. Sembra che solo i creditori si sono resi conto il debito non si può pagare e solo i debitori continuano a pagare. E' una pazzia.

Quanto tempo?

Non lo so, ma non accadrà è successo a tutte le economie in tutta la storia, fin dai tempi antichi fino ad oggi. Nessuna società ha pagato il debito.

Non vi è alcuna discussione.

A Wall Street ne parlano, ma non pubblicamente.

E' finito il mondo controllato da Wall Street o troveranno il modo di continuare a dominare?

Non scomparirà. Perché il loro potere è legato alla gestione degli Stati Uniti. La via d'uscita sarà diplomatica e lascieranno che l'Europa, la Vecchia Europadi Rumsfeld, vada per conto proprio, perchè si raffreddi.

E 'molto critico nei confronti della politica economica di Obama. Perché?

Non sono politiche veramente sue. Le istituzioni finanziarie hanno messo tanti soldi nella campagna elettorale e i candidati hanno bisogno di soldi per fare annunci in televisione. Obama ha convenuto di migliorare le relazioni razziali e lasciare l'Iraq, ma ha promesso che non cambia la politica economica. Nella sua squadra economica ci sono le stesse persone che erano con George Bush e Bill Clinton. Due settimane fa, Frank Rich ha scritto un bell' editoriale al New York Times in cui dice che la crisi finanziaria è il Katrina di Obama, perché, con la gente che ci ha rimesso, non può far nulla. Ad esempio, Larry Summers, per vedere cosa faranno gli Stati Uniti e l' Europa basta guardare ciò che hanno fatto in Russia sotto Eltsin. Vogliono ridurre i costi del lavoro, abbassare del 20% il tenore di vita, la percentuale che vogliono aumentare è per quelli che fanno parte dell' 1% (di cui sopra).

Stiglitz e Krugman hanno chiesto a Obama di nazionalizzare le banche. Che cosa ne pensa?

Correttamente, quando si parla di nazionalizzazione si parla di dare più soldi alle banche. Le grandi banche hanno i maggiori problemi a togliere tutto ai suoi azionisti, significherebbe togliere tutto ad Arabia Saudita, Kuwait e Cina. Questo è un problema politico. Ma, in fondo, la Bank of America è un cospirazione criminale. Molti magistrati hanno avviato azioni penali contro BofA, Citibank che hanno concesso prestiti marci, ma l'amministrazione Bush ha bloccato l'applicazione della legge. Bush e Cheney sono criminali, gangster, ma li trattano con rispetto, perché sono ricchi. E due milioni di famiglie che perderanno la loro casa perché non sono riuscite a pagare, in quanto i prestiti sono stati concessi da delinquenti.

Dove ci porterà la rabbia con Wall Street?

Io non vedo rabbia, ma rassegnazione. Fino a quando non ci si arrabbia non succederà nulla. Fino a che l' instabilità non passa dall'economia alla politica non vi è alcuna via d'uscita.

Michael Hudson è un ex economista di Wall Street specializzato nei bilanci dei pagamenti e beni immobiliari a Chase Manhattan Bank (ora JPMorgan Chase & Co.), Arthur Anderson e poi al Hudson Institute. Nel 1990 ha collaborato alla creazione del primo fondo per il debito sovrano Scudder Stevens & Clark Mondo. Dr. Hudson è stato consigliere economico capo di Dennis Kucinich nelle recenti primarie democratiche della campagna presidenziale e ha fatto consulenza ai governi degli Stati Uniti d'America, Canada, Messico e Lettonia, così come le Nazioni Unite per la Formazione e la Ricerca. Distinto Professore di ricerca presso l'Università di Kansas City nel Missouri, è autore di numerosi libri, tra cui Super Imperialismo: The Economic Strategy of American Empire.

Fonte: http://www.sinpermiso.info/textos/index.php?id=2527 Pubblicato da Alba kan. a 10:20 0 commentihttp://www.vocidallastrada.com/2009/04/la-recessione-durera-almeno-4-anni.html

INFORMARMY.com Template Blogger Green INFORMARMY.com

TOP