martedì 29 dicembre 2009


I mussulmani vedici ed i guaritori del volga bulgari

1. LE ORIGINI DEL POPOLO BULGARO

2. I SEGRETI DELL’ANTICA RELIGIONE BULGARA

3. I SEGRETI DEI GUARITORI MUSULMANI DEL VOLGA BULGARIA

1. LE ORIGINI DEL POPOLO BULGARO

I Bulgari (anche Bolgari o proto-Bulgari) furono una popolazione seminomade originaria dell’Asia Centrale, che occupò dal secondo secolo la steppa del Caucaso settentrionale e le rive del fiume Itil (in Tataro significa Volga).

Per molto tempo la culla dell’antica civiltà Bulgara fu nascosta e non venne esaminata scientificamente. Alcuni la cercarono sulla catena montuosa Siberiana dell’Altai e in Mongolia, altri, come D. Susulov e N. Stanishev presso il bacino del Tarim, ad Est del Pamir. Altri si volsero verso il Caucaso, ed altri ancora considerarono i Bulgari degli Europei consanguinei ai Traci. Solamente negli ultimi anni si sono trovate delle tracce in questo complesso labirinto d’ipotesi. La più importante di esse, riporta il ritrovamento di nuove iscrizioni scritte nella lingua dei sovrani Kubrat e Asparuh. Nella loro forma, queste iscrizioni ricordano moltissimo le lingue del Pamir Orientale (Vakhan o Vahi, Ishkashim, Mundjan, Sarikoli e Darvaz), ed indicano che la terra originaria degli antichi Bulgari non fu né l’Europa, né la Mongolia o il Turkestan, ma la zona compresa tra il Pamir e l’Hindukush. Alcune parole particolari come Kavhan, Tarkan, Zhopan, Zera, Kalu, Setit, e altre presenti nelle antiche iscrizioni Bulgare, si ritrovano in Greco. Tali concetti sono sconosciuti ai Mongoli e ai popoli Turchi, ma sono conosciutissimi alle genti del Pamir.

Ricerche antropologiche mostrano che gli antichi Bulgari vissero in passato nel Pamir. L’aspetto fisico degli antichi Bulgari somigliava moltissimo al tipo razziale del Pamir-Fergana, il quale era originario della civilizzata Asia centrale e meridionale. Per la geografia Armena antica, “i Bulgari appartenevano ad uno dei 15 popoli stanziati un tempo tra il Turkestan e il mondo Ariano, ed abitavano ai piedi della montagna Imai/Imeon (oggi Pamir e Hindukush). Giacché il nome Turkestan indicava prima del 6-7mo secolo la terra oltre il fiume Syr-Darya (affluente del lago d’Aral), e la parola “Ario” designava il popolo Persiano, questa descrizione precisa che i Bulgari vissero in quella fascia che andava dalla Persia orientale fino ad Ovest del Syr Darya (le vallate del Pamir e dell’Hindukush). Sulla mappa annessa all’Ashharatsuits, la più antica opera geografica Armena, recentemente pubblicata dall’accademico S. Eremyan, il nome dei Bulgari è posto esattamente nel punto in cui la catena occidentale dell’Imeon (Himalaya) incontra la cresta montuosa dello Zeravchan o Zeravshan ("fiume d’oro" nel dialetto Persiano locale) presso la regione del Pamir. Un cronista anonimo Latino del 345 d.C. riporta che l’appellativo Bulgari sostituiva anticamente il termine Bactriani, gli abitanti delle terre prossime al Pamir e all’Hindukush. Quest’indicazione dimostra che per i compilatori delle fonti storiche remote, i Bulgari furono un popolo stanziato tra la Persia ed il Turkestan.

Due altri fatti meritano la nostra attenzione. Nel Pamir settentrionale c’era uno stato chiamato dai Sogdiani Blgar, dagli Arabi Burgar e dai Tagichi Falgar. Il Mahabharata e i Purana citano che ad Ovest del Pamir si trovasse un popolo di nome Bolhi, Bahlika o Bolhiki, governato dal Re Kardama; mentre nelle fonti Arabe è menzionata la terra di Balhara. Il Prof. Vassil Zlatarski ha fornito circa un secolo fa ulteriori dettagli che chiariscono meglio la situazione:

“Attorno alla catena montuosa dell’Imeon (Himalaya) ci furono, stando ai resoconti dello storico Bizantino Agatius, i territori abitati dai Kutrigur, dagli Utigur (conosciuti anche come Onogur od Onogondur) e dai Vurugund (presumibilmente gli Onogondur).”

http://www.kutriguri.com

Nella regione d’Onogur si trovava la città di Bakat, secondo Simokata. Questa regione fu anche la terra d’origine della tribù dei Kozagir, nella quale Zlatarski, ragionevolmente, vide i predecessori sia dei “Kuchi Bulgari”, sia degli attuali “Kuchi Afgani”. Tutti gli studiosi adducono prove che i territori originari degli antichi Bulgari si concentrassero nella stessa area geografica, ovvero il Pamir e l’Hindukush. Tutti i tentativi di cercare l'origine dei Bulgari in Turkestan ed in Mongolia, nei territori in cui vissero le tribù Pu-Ku e Baiegu citate nelle fonti Cinesi, o presso il fiume Tolaand, o il lago Balqash o Balkhash (Kazaco: Балқаш, Russo: Балхаш), sono falliti. Dietro ai termini Cinesi Pu-Kuand Baiegu si nascondono le tribù Kirghize dei Bugu e dei Maiirku che non hanno nulla in comune con gli antichi Bulgari. Il nome Tola nella lingua Turca-Altaica orientale (Алтай тили Altaj tili) significa “fiume dalle acque profonde”, e Balhash nella lingua Turca Tuvana (Тыва дыл - Tyva dyl) significa letteralmente “palude, brughiera.” Fortunatamente è sopravvissuta una cronaca che descrive esattamente il territorio da cui provengono i Bulgari. Essa fu lasciata da Mikhail (Michele) il Siriano (deceduto il 17 novembre 1199) - Patriarca della Chiesa d’Antiochia, denominato per la sua erudizione e sapienza Mar Mikhail al-Kabir (il Grande). Questa cronaca riporta:

“In quel tempo, vennero dalla Scizia interna (Asia Centrale) tre fratelli con 30 000 Sciti che viaggiarono per 60 giorni dalle gole dell’Imeon (Pamir e Hindukush) fino al fiume Tanais (il Don), che si getta nel Mare di Meotida o Mare d’Azov. I Romani chiamarono questi popoli Bulgari.”

Questa breve descrizione, scoperta da Vassil Zlatarski, mostra che le terre degli antichi Bulgari si trovavano tra le valli del Pamir e dell’Hindukush. Da qui, raggiunsero in 60 giorni il fiume Don e il Mare d’Azov. Se procediamo a piedi in senso opposto, dal Don verso l’Est, possiamo facilmente confermare l’esattezza dell’informazione. Ancora oggi, l’antica terra dei Bulgari è chiamata dai Tagichi locali, Palgar. Dopo circa due secoli di ricerche e di sforzi compiuti da molti studiosi, la sacra patria d’origine dei Bulgari è stata scoperta. Essa è situata ai piedi del Pamir e dell’Hindukush; la terra degli antichi stati di Balgar e Balhara.

La lingua Bulgara antica (anche Bolğara e Proto-Bulgara) è oggigiorno scomparsa. Classificare l’origine della lingua Bulgara è un’impresa difficile ed esistono molte teorie al riguardo. L’opinione più comune ritiene che appartenesse al ceppo Turco, ma qualche storico Bulgaro l’ha recentemente collegata alle lingue Iraniche del Pamir. Poiché il Bulgaro originario differisce da tutte le altre lingue Turche in maniera considerevole, alcuni studiosi affermano che può essere classificata come la lingua sorella del proturco, piuttosto che la lingua figlia. Questa lingua assimilò un certo numero di parole e costruzioni dalla lingua Kypchak dando origine alla lingua Ciuvascia. Il Ciuvascio è considerato l’unico ramo sopravvissuto del Bulgaro perché è caratterizzato da suoni comuni sia alla lingua Bulgara, sia alle differenti parlate Turche. Ugualmente, l’antica lingua Tatara, pur non appartenendo allo stesso gruppo del Ciuvascio e del Bulgaro, ha assorbito parecchi elementi di quest’ultimo; infatti, l’attuale Tataro del Volga è una mistura di Kypchak e Bulgaro.

Il Bulgaro si presume che sia stato usato nella Grande Bulgaria, più tardi nel Volga Bulgaro e nella Bulgaria Danubiana. La lingua si eclissò nella Bulgaria Danubiana quando la nobiltà Bulgara nel 9no secolo si slavizzò gradualmente mescolandosi con la maggioranza Slava.

Anche i resti archeologici mostrano che i Bulgari avevano una tipica cultura nomade ed equestre dell’Asia Centrale. Dati antropologici raccolti nelle antiche necropoli Bulgare e nella steppa Ucraina, mostrano che i Bulgari furono un importante popolo Caucasico dalle lievi caratteristiche Mongoloidi. Al cranio era praticata la deformazione arrotondata. Lo stesso tipo antropologico ed i riti funerari sono comuni in Asia Centrale, dove la pratica della deformazione craniale era anche compiuta nella terra che gli antichi Greci chiamavano Bactria, ma che i locali chiamano Bukhara, Bokhara o Balhara.

2. I SEGRETI DELL’ANTICA RELIGIONE BULGARA

Prima del Cristianesimo, i Bulgari avevano una religione diversa. Peter Dobrev, Professore di Storia Economica Antica all’Università di Sofia, risale alla fonte storica che ci permette di conoscere l’originario credo dei Bulgari. Nel suo libro “БАЛХАРА КРАЙ ПАМИР(Balhara regione Pamir) descrive la seguente disputa tra il Khan Omurtag (814-831) e Cinamon di Bisanzio:

«Disse Cinamon a Omurtag: “Se lodi la divinità del Sole e della Luna e cercherai di farmi meravigliare della loro magnificenza, e se me ne meraviglio, costaterò ancor più che sono delle creazioni al servizio non solo di Dio, ma anche al servigio di noi esseri umani.” Il Khan Omurtag rispose: “Non degradare i nostri dei! Il loro potere è grande, e tu lo puoi verificare dal fatto che avendoli ossequiati, ci hanno permesso di conquistare l’intera terra dei Romani. I Bulgari hanno reso omaggio ai loro dei e sono orgogliosi di loro.” (Cf. 1931, p. 256-259)

In un antico manoscritto troviamo i nomi degli dei Bulgari e dei più noti popoli dell’antichità. L’autore di questo testo, sconosciuto in Bulgaria fino ad oggi, ma custodito nelle più celebri biblioteche Inglesi e Francesi, è il famoso teologo, storico, filosofo, letteralista e geografo Arabo Abu Zaid Ahmad ibn Sahl al-Balhi (236-322/850-933). In un passo scrive:

“È interessante osservare che tutti i popoli assegnano dei nomi propri al Creatore. Gli Arabi lo chiamano Allah al singolare, mentre le loro divinità sono chiamate al plurale Aliha; i Persiani lo chiamano Hormuz, Ized, Yazdan. Nella religione di Zaratustra è chiamato Hormuz, ma io ho sentito anche i nomi Khod-Eht e Khod-Boreht, il cui significato è Lui o Egli stesso. Gli Indiani e i popoli del Sind (Pakistan) lo chiamavano Shita Vabit e Mahadeva. I popoli Turchi dicono Bir Tengri* che significa c’è un solo Dio. I Cristiani di Siria lo chiamano Laha Raba Kuadussa. Gli Ebrei dicono nella loro lingua: Elohim Adonai o Ehie Asher Ehie. Elohim significa Dio. Ho sentito che i Bulgari chiamano il Creatore Edfu, e quando gli chiesi come nominano i loro idoli, risposero Fa. Domandai ai Copti qual è il nome che danno al Creatore. Risposero: Ahad Shanak.” (M. Tahir, Le livre de la création de el-Balhi. Paris, 1899, v. IV, p. 56).

(* C’è una cima sulle montagne Tien Shan, chiamata Khan-Tengri - 22949 piedi / 6995 metri - che fu per molto tempo considerata la più elevata vetta della catena montuosa del Tien Shan.)

Al-Balhi fornisce dei dati che stupiscono il lettore per la loro precisione e completezza: i nomi Divini usati dai più conosciuti popoli, alcune comunità etniche particolari del Sind (Pakistan Orientale) e dei dettagli inediti sui Copti, i quali sono i successori pressoché dimenticati degli Egizi. È quasi impossibile che lo studioso si sia sbagliato sui Bulgari. L’importante è che il suo testo contenga l’espressione ho sentito i Bulgari… Questa frase indica che ottenne queste informazioni direttamente dai Bulgari. In base a questo testo, i nostri antenati credettero non solamente ai corpi celesti, ma anche al supremo Dio Creatore.

Rispetto ai Persiani e ai Turchi che lo chiamano rispettivamente Hormuz e Tengri, i Bulgari lo denominarono stranamente Edfu. Le due nuove fonti suddette, ampliano ed arricchiscono le nostre nozioni sulla religione degli antichi Bulgari. Finora gli studiosi si riferivano solamente al nome Tangra, scoperto nella forma di Tangran dal Prof. V. Beshevliev su una remota iscrizione Bulgara del 9 secolo. Ugualmente ai Persiani che chiamavano Dio in tre modi, i Bulgari lo chiamavano sia Tangra sia Edfu, un dato di fatto completamente sconosciuto fino ad oggi. Sorge la seguente domanda: quali furono le regioni in cui il Creatore fu chiamato con entrambi i nomi di Tangra e Edfu? Si è scoperto che questa circostanza si verificò nei territori ad Est del Pamir e dell’Hindukush, dove, secondo le fonti storiche, i Bulgari vissero prima di emigrare verso l’Europa. La nozione di Tandra – fulmine illuminante – è molto popolare laggiù, ed è connessa al Dio supremo del tuono. Insieme al secondo nome di Dio, si usava comunemente Hudo-Eth. Non molto lontano dal Pamir, nella valle di Fergana (uzbeko: Farg'ona [Фарғона] o Farghana, russo: Фергана) si trovava l’idolo Fa, un feticcio citato nel dizionario Persiano (Farhang-e-Asadi o Lughat Nameh-e-Asadi) di Asadi (morto nel 1072) che si riferiva a sua volta ai commentari di al-Balhi. L’uso di questi concetti nella regione del Pamir non era accidentale secondo lo storico Mas’udi (896-956 d.C.):

“Era un edificio di una bellezza notevole, e consacrato al Sole, il motore supremo dei corpi celesti. Questo tempio, era situato a Farghana…”

Mas’udi, Kitab Murudj adh-dhahab wa-ma’adin al-djawhar, tradotto da Barbier de Meynard et Pavet de Courteille, Les Prairies d’Or, Societé Asiatique, Tomo II, pag 526, 1962, Paris

Il Sole allo zenith fu denominato Adhu e Edh, termini affini al Sanscrito Aditya (Sole) e specialmente all’epiteto Edh, il cui significato nella lingua Indiana è bruciare, ardere. Questi dati indicano che le radici della religione Bulgara sono rintracciabili nella regione del Pamir, della Bactria e dell’Hindukush. È sempre da questa terra che sorse il Profeta Zoroastro, il mistico Solare Rumi (entrambi nativi di Balkh) ed il testo di Yoga Islamico dell’Ummu-l-Kitab, la cui componente si incentra sulla concezione del Sole-logos, del Sole-Iddio e del culto del Sole come religione dell’umanità primordiale.

Due reliquie di questa religione dimenticata sono state scoperte recentemente: un rosone di bronzo nella città di Pliska (Bulgaria) dedicato ai sette corpi celesti e contrassegnati dal caratteristico simbolo Bulgaro Iyi, e due lastre di pietra con lo stesso simbolo ed in più il disegno del Sole e della Luna sono state rinvenute presso il fiume Morava (Serbia), non lontano dal confine Bulgaro. Alla stessa religione sono attribuibili le tre iscrizioni runiche decifrate di recente da Murfatlar, due delle quali sono dedicate al Sole e a Giove. La terza presenta solo il termine Efe, il quale potrebbe essere rivolto al dio Edfu o Edfe, oppure ad altri sinonimi dello stesso dio. (Cf. P. Dobrev. Universum Protobulgaricum. New York, 1996).

http://www.math.bas.bg/~keleved/dplisros

La storia del culto religioso rivolto ai sette corpi celestiali è molto interessante. La devozione per gli astri apparve per la prima volta durante la civiltà Sumera-Accadica, ed i nomi dei luminari (Sole e Luna) e dei cinque pianeti noti nel mondo antico erano sempre accompagnati dal termine Dingir (dio), il cui significato è affine al vocabolo Tanru del regno Elam (Iran sudoccidentale). Il Sole e la Luna erano chiamati dai Sumeri rispettivamente Dingir-Utu (il dio Sole) e Dingir-sin (il dio Luna). Nell’antichità, il culto dei corpi celesti toccò ogni parte del mondo e tutti i popoli ne furono coinvolti: gli Assiri, i Persiani, gli Indiani, gli Ittiti, i Celti, i Romani, ecc… Le parole Dingir e Tanru si diffusero a largo raggio conservando la loro radice originaria anche se differirono un po’ nel senso: il termine Assiro Tanra significò corpo paradisiaco; l’Indiano Tara, stella; l’Ittito Tara, luce paradisiaca; il dio Celtico Taran, tuono; in Pamir, il nome Tandra indica il fulmine illuminante ed è affine alla più remota parola Turca Tengri (dio del brillante cielo blu). La vecchia religione Bulgara con la sua devozione ai sette corpi celesti e al supremo Dio, chiamati Tangra e Edfu, fa parte di questo sistema religioso. Essa non rappresentò una variante Turcica semplificata, ma l’inizio di un sistema ben strutturato. Non si trattò di una forma primitiva di sciamanismo Asiatico, come interpretano alcuni autori, ma una delle più antiche religioni dell’umanità. Il Tengrismo fu una religione monoteista ed il Sole ne fu un suo simbolo. È giunto il momento di dar credito a questa realtà.

http://www.kroraina.com/b_lang/index.html

La civiltà Bulgara antica portò dall’Oriente i suoi Veda. I Musulmani Bulgari attuali sono i detentori dell’antica sapienza Vedica in chiave Islamica, o forse, dei Veda perduti dell’India.

In realtà, i Veda non nascono col Sanscrito, sono anzi anteriori allo stesso Sanscrito, poiché essi sono il rifacimento di inni più antichi che si perdono nella notte dei tempi.

I Veda Slovena (Веда Словена in Bulgaro Moderno, originariamente scritto Веда Словенахъ) sono una raccolta di canzoni popolari e di leggende dei Musulmani Bulgari dei Rodopi e dei Musulmani Macedoni dell’Egeo.

Le canzoni furono raccolte dall’antica comunità Pomacca dei Bulgari Musulmani sulle montagne dei Rodopi, e contengono non solamente le leggende sull’origine degli strumenti e dei prodotti agricoli: aratro, falce, barca, frumento vino; ma, in una struttura cosmogonica completa sono inclusi il dio Indiano Vishnu, il Tracio Orfeo e la guerra di Troia.

Nei Veda Russi che sono simili ai Veda Indiani, i racconti narrati sembrano la copia del Bhagavata Purana, in cui la figura centrale di Krishna uccide molti demoni, la strega Putana e Agasura, il pitone demone.

Nel 1982 il quotidiano Indiano “Times of India” riferì la scoperta di un cocchio Vedico inciso nella pietra in Tagikistan.

I Musulmani Bulgari conoscono l’Ayurveda, la scienza Vedica medicinale. Il testo Sanscrito dell’Ashtang Ayurveda fu scoperto in Russia unitamente ad un’immagine in bronzo di una longeva divinità Vedica. Il ritrovamento è esposto presso l’Accademia internazionale della Cultura Indiana, 22-Hauz Khas Road, New Delhi. In Siberia si preparano medicine Ayurvediche come le polveri di Triphala e di Hingashtak. Nel Volga Bulgaria, i guaritori Musulmani includono nelle loro pratiche anche elementi di medicina sciamanica e cinese.

3. I SEGRETI DEI GUARITORI MUSULMANI DEL VOLGA BULGARIA

(per gentile concessione della scuola Yoga dei Musulmani Bulgari del Volga)

“Ma quando la Verità giunse loro, dissero: E' magia, noi non crediamo in essa!” (Corano, 43: 30)

I segreti dei guaritori Musulmani Bulgari si trasferirono da maestro ad allievo e per molti anni furono custoditi gelosamente. Specialmente durante l’occupazione Tatara e Russa si fece attenzione che questa dottrina non finisse nelle mani degli invasori. Credendo profondamente che solo da Allah è possibile recar profitto al malato, i guaritori Bulgari Musulmani preservarono questa conoscenza dagli infedeli; in caso contrario, essa avrebbe arrecato solo danni. Concordo completamente con i guaritori Musulmani Bulgari che solo la fede sincera in Dio (che sia Allah, l'Adi-Buddha o il Cristo) possa apportare dei benefici alla pratica guaritoria.

Uno dei più importanti punti della pratica guaritoria dei medici Musulmani Bulgari risiede nella loro capacità di connettersi direttamente all'energia di Allah (Spazio).

Gli antichi guaritori non riversavano solamente la forza dell'Universo sul paziente agendo da tramite, ma lo collegavano direttamente alla fonte dell'energia. Molto spesso facevano uso di oggetti del regno vegetale: alberi particolari, steppa o boscaglia, ecc... Non escludevano la terapia minerale: selezionavano i minerali dai massicci di montagna, dalle rocce, dalle nuvole, ecc... L'oggetto era studiato specificatamente per ogni malato. Per curare l'ammalato, il guaritore immagina l'oggetto selezionato, per esempio un albero di pino, e quest'ultimo equilibrerà l'energia del paziente nella spina dorsale e nell'intestino.

Collegamento tra il corpo energetico della persona ed il corpo energetico dell'albero

Le frecce mostrano la direzione dell'energia dell'albero

I guaritori Musulmani Bulgari usavano e usano in certi casi l'energia dei luoghi Sacri come l'acqua sorgiva (benedetta da qualche Santo), il bosco vicino alla potente e antica città di Bularà, la Santa collina della fortificazione della Santa città di Ichki-Kazan e anche un Minareto della potente, famosa e Sacra città di Bulgara-Булгара (fu la capitale dall’ottavo al quindicesimo secolo del Volga Bulgaro, lo stato antecedente al Khanato di Kazan, oggi repubblica Russa del Tatarstan. Attualmente, la capitale del Tatarstan è Kazan, ma molti Tatari assegnano a Bulgara-Булгара lo status di capitale religiosa che aveva prima dell’invasione Mongola del 13mo secolo. Bulgara-Булгара è a 200 Km da Kazan.)

Collegamento del corpo energetico di una persona al piccolo Minareto dell'antica e Sacra città di Bulgara (Булгара)

dettagli storici e geografici del piccolo Minareto dell'antica e Sacra città di Bulgara (Булгара) vedi link

http://confluence.org/confluence.php?visitid=13117

La distanza tra l’ammalato e il “Lago Sacro*” non è importante per il guaritore. La forza energetica non dipende dalla distanza, ma dalla fonte energetica stessa.

(* È il lago Baikal. Il nome deriva dal Tataro “Bai-Kul” che significa “lago ricco”. Gli abitanti del lago lo chiamano “Mare Sacro” o “Occhio Blu di Siberia”. I Buriati e i Mongoli Buddisti lo considerano anch'essi sacro, e lo chiamano “Dalai-Nor” o “Mare Sacro.” La leggenda narra che Gengiz Khan nacque sulla spiaggia di questo mare.)

L'effetto raggiunto, generalmente, non dipende semplicemente da un’immagine qualunque di un albero o di un bosco, ma dall’oggetto concreto che un tempo ha sbalordito il guaritore per un qualsiasi motivo obbligandolo a ricordare.

Per il trattamento della spina dorsale e dei piedi in particolare, i guaritori Bulgari Musulmani utilizzano spesso l’energia della Terra e le sue caratteristiche “attiranti”. I guaritori Bulgari tendono principalmente ad Allah, allo Spazio. La loro massima aspirazione è di collegare il malato allo Spazio, poiché il guaritore non deve essere un intermediario per non deformare l’energia Divina con la sua natura imperfetta.

Molto spesso i guaritori del Volga Bulgaria lavorando a distanza con i vari organi del corpo umano, abbinano l’energia della parte malata a quella del Sole (polarità positiva), della Luna (polarità negativa) e dei sistemi stellari (polarità positive e negative) mettendo in relazione l’energia di quell’organo all’immaginaria e rimpicciolita struttura energetica cosmica (il Divino).

“Per il sole e il suo fulgore, per la luna quando lo segue” (Corano, 91: 1-2)

Elevamento della copia energetica della persona verso la cuspide del Piccolo Minareto della Sacra città di Bulgara (Булгара)

Una scoperta interessante fatta dai guaritori Bulgari fu la sovrapposizione dei “corpi energetici”. Certe volte era necessario abbinare le strutture energetiche di due o anche di tre organi del corpo. Naturalmente, accettavano l’antica idea che l’organo non era solamente una struttura organica, ma un sistema funzionale.

Si è ritenuto che i “polmoni” appartengano al sistema respiratorio e siano i responsabili della pelle; che il “cuore” appartenga al sistema funzionale e sia il responsabile della circolazione sanguigna e della mentalità; che la “milza” appartenga al sistema digestivo e al sistema di smaltimento delle scorie dense prodotte dai muscoli; che i reni appartenenti al sistema diuretico e alla regolazione dell’umore siano i responsabili delle ossa, del midollo, delle articolazioni, delle orecchie e assicurino il concepimento; che il fegato sia collegato al sistema nervoso centrale e periferico e sia il responsabile degli occhi; che il pericardio appartenga al sistema funzionale della mentalità, alla circolazione del sangue, alla regolazione genito-urinaria e sia il responsabile della spiritualità. Ecco perché lavorando con le malattie dell’occhio, i guaritori Musulmani Bulgari abbinavano l’energia prodotta dall’occhio, dal nervo ottico e dalla corteccia visuale del cervello alla struttura energetica del fegato, e così via.

Inoltre, operando con i corpi energetici degli organi, si considerò il collegamento funzionale tra gli organi del gruppo Yin e quelli del gruppo Yang. Per esempio, applicandosi sugli organi respiratori s’imponeva l’energia prodotta dall’intestino crasso, ecc..

La correlazione energetica degli organi diversi : il fegato con gli occhi, i reni con le orecchie

Il più semplice segreto dei guaritori Musulmani Bulgari è di evitare l’insorgere della malattia, prevenendola. Questo scopo è raggiunto utilizzando due metodi fondamentali: 1. Eliminare la stagnazione dell’energia all’interno degli organi 2. “Suscitare” le forze vive di un organo.

Secondo i guaritori Bulgari l'energia “stagna” generalmente nell’addome. L'ostruzione dei flussi energetici in questa zona, provoca delle alterazioni praticamente in tutto l’organismo. Ecco perché la profilassi principale delle malattie è la stimolazione interna degli organi.

I guaritori risanano gli organi interni sia intervenendo su certi punti particolari e su alcune zone del corpo col massaggio, sia influenzandoli coll’energia spirituale a distanza. Inoltre, al malato è raccomandata un’alimentazione adeguata, la ginnastica e gli esercizi respiratori per pulire il corpo dalle scorie e dalle cattive idee, e per regolare il ritmo biologico dell’uomo col ritmo energetico dell’Universo.

Il massaggio sui punti e sulle zone del corpo è praticabile a tutti, ai giovani e ai vecchi. Si possono regolarmente massaggiare due o più punti, ma si può anche eseguire il massaggio completo. Il massaggio è eseguito coi polpastrelli piccoli e grandi della mano. Si raccomanda di eseguire il massaggio del mattino in senso orario, e quello della sera in senso antiorario.

Le raccomandazioni generali dei guaritori Musulmani Bulgari per il massaggio dell’addome

Il massaggio deve essere lento e deve seguire il battito cardiaco in condizioni normali. Durante il massaggio non bisogna appoggiarsi sul corpo del massaggiato appesantendolo. I guaritori affermano che l’ecchimosi è il primo segno di un massaggio scorretto.

La zona principale del massaggio è sul ventre affinché si possano influenzare direttamente gli organi interni dell’apparato gastroenterico. Le parti e i punti di altre zone del corpo connesse da canali invisibili agli organi interni non sono meno importanti. Bisogna eseguire il massaggio sul ventre disegnando una spirale per non meno di tre minuti magnetizzandone ogni punto così come è illustrato nella figura. È raccomandata una lieve pressione sul corpo finché non appaia un piacevole dolore. Il massaggio energetico è fatto su un punto energetico preciso, ma potrebbe essere compiuto anche su un punto che non sia energetico. Si ritiene che il massaggio energetico degli organi dell’addome non solamente rimuova la stagnazione dell’energia, ma aiuti a ripristinare il funzionamento normale degli organi del tratto gastrointestinale. La magnetizzazione può essere compiuta sia su sé stessi, sia su altri. Inizia nell’area del plesso Solare.

Accensione dei tre centri energetici: Anahata-chakra, Manipura-chakra, Svadhistana-chakra

Movimento energetico della copia rimpicciolita del Sole sugli organi interni del ventre. Accensione delle forze vitali di un organo

La mano sinistra è applicata vicino al corpo (si può inserirla anche sopra i vestiti) e mentalmente si aumenta il calore della mano finché il guaritore vede la forma di numerose stelline luminose che riempiono lo stomaco, il duodeno, il pancreas, la cistifellea e il fegato.

Quando gli organi raggiungono il massimo calore prodotto dall’energia, la mano si sposta un po’ più in alto sopra l’ombelico, e qui il vento Solare riempie l’intestino crasso penetrando profondamente nella spina dorsale e nei reni.

Successivamente la mano è rimessa sotto l’ombelico affinché l’energia dei raggi del Sole sorgente riempiano l’intestino tenue penetrando nel sacro e colmando gli organi della sfera sessuale.

Quando i tre centri energetici “sono accesi”, si può procedere alla trasmissione dell’energia a distanza, iniziando nuovamente dal plesso Solare. La trasmissione è effettuata con le due mani, la destra è messa dal lato della schiena e la sinistra dal lato dello stomaco.

Prendendo tra le mani il centro energetico (chakra) e rappresentandolo nella forma di un piccolo Sole, lo spostiamo come è disegnato nella figura iniettando il vento Solare in tutto il corpo.

Dopo bisogna influenzare ogni organo separatamente restando il più a lungo possibile laddove si sentono le indisposizioni. Normalmente l’organo malato trattiene le mani del guaritore fintantoché non si sente sazio d’energia vitale – il vivificante Prana.

Accendere le forze vitali dell’organismo è per i guaritori Musulmani Bulgari la profilassi medica principale. Queste raccomandazioni erano date alle persone sofferenti di almeno uno dei seguenti sintomi che conducono all’invecchiamento rapido dell’organismo: facile stanchezza; dolore alla colonna vertebrale e ai reni dopo il sonno; dolori frequenti alle articolazioni intervertebrali, ad esempio delle mani e dei piedi; l’urinazione frequente, specialmente di notte; l’insonnia; il raffreddamento delle mani e dei piedi; l’indebolimento delle ghiandole della funzione sessuale; mal di testa frequenti o vertigini; aumento della sudorazione; stanchezza degli occhi, perdita della vista; ronzio nelle orecchie; raffreddore frequente; perdita dei capelli e cambiamento della sua qualità; variazione della pressione arteriosa; aumento della nervosità; perdita della memoria.

Tutti questi sintomi sono dovuti al deterioramento della funzione renale e delle ghiandole surrenali, giacché rispondono per primi alle situazioni di stress.

Non è casuale che nell’Est i reni siano chiamati “organi di gioventù” e “la base di vita” della persona. In Oriente, l’apparato renale è concepito come un sistema unico comprendente le ghiandole sessuali (contenenti i succhi di ringiovanimento), le ghiandole surrenali ed il sistema nervoso centrale. Le ghiandole surrenali e le ghiandole sessuali giocano un ruolo immenso nel mantenimento delle forze vitali dell’organismo.

Queste ghiandole non sviluppano solamente gli ormoni necessari all’organismo, ma anche forniscono e custodiscono l’energia necessaria a tutto l'organismo.

Le funzioni principali delle ghiandole surrenali e delle ghiandole sessuali sono la riproduzione degli ormoni che stimolano il lavoro del cuore, la cura dell’ipertensione e dell’iperglicemia, l'aumento della produzione d'énergia per la riduzione del tono muscolare; la dilatazione dei bronchi, la secrezione del tratto gastrointestinale, la sintesi proteica del fegato, la gliconeogenesi, il riciclaggio del glucosio dai tessuti, l’ossidazione dei muscoli, la distruzione dei linfociti, la ripartizione degli anticorpi, la stimolazione digestiva e disgregativa delle proteine, l’azione antinfiammatoria.

Dato che le disfunzioni renali provengono da un loro abuso; i guaritori Musulmani Bulgari raccomandano di evitare l’assideramento, l'eccesso nelle relazioni sessuali e le condizioni stressanti.

La trasmissione dell’energia avviene quando il guaritore aumenta il calore nelle zone prefissate. La mano sinistra sul coccige, la mano destra sul rene sinistro, gli occhi chiusi, si può vedere un triangolo scuro i cui angoli sono rappresentati dai reni e dalla Kundalini.

In questa posizione, mentre le mani sprigionano il calore vitale, quasi simultaneamente si accendono il rene sinistro e la Kundalini. Con l’occhio interiore è possibile vedere la riaccensione dei due Soli che si legano l’uno all’altro da una linea luminosa.

Poi, appoggiando la mano destra sul coccige e la sinistra sul rene destro, accendiamo l’altra parte del triangolo. La mano destra resta sul coccige (l’area della Kundalini), mentre il palmo della mano sinistra lo spostiamo sulla settima vertebra cervicale (quinto centro energetico) visualizzando mentalmente l’energia che dal coccige si dirige verso il collo.

Quando la spina vertebrale brillerà, si potrà definire lo stato energetico dei centri (chakra). Se la loro luminescenza è insufficiente, sarà necessario accendere questi centri (chakra) spostando il palmo della mano sinistra sopra ogni chakra, uno dopo l’altro.

Complessivamente, la luminescenza della spina dorsale resta mantenuta. Se i disturbi della bilancia energetica detta “il rombo vitale” o “il diamante di vita” sono insignificanti, dopo una o due sedute lo splendore dell’energia resta.

Quando la carica energetica è sufficiente solo per un breve periodo, bisogna fare fino a sette-nove sedute stimolando ulteriormente anche altri organi mal funzionanti. Non è difficile cogliere la relazione esistente tra i centri energetici (chakra) e gli organi del corpo umano.

Le raccomandazioni dei guaritori Musulmani Bulgari:

1. Evitare situazioni stressanti.

2. Tenere i piedi e la zona lombare al caldo.

3. Non abusare delle relazioni sessuali.

4. Ogni mattina e ogni sera fare il massaggio dei punti energetici (chakra). I guaritori Bulgari Musulmani sostengono che bisogna eseguire queste raccomandazioni per evitare l’invecchiamento precoce.

Bibliografia

1. Petar Dobrev, Origins and first land of the bulgarians

2. Petar Dobrev, The secrets of old Bulgarian religion

3. Abdul Al-Bulgari, I segreti del trattamento col biopotere, 1991, Сокровенные секреты булгарских целителей

4. Mas’udi, Kitab Murudj adh-dhahab wa-ma’adin al-djawhar, tradotto da Barbier de Meynard et Pavet de Courteille, Les Prairies d’Or, Societé Asiatique, Tomo II, pag 526, 1962, Paris

5. M. Tahir, Le livre de la création de el-Balhi. Paris, 1899, v. IV, p. 56



Fonte: http://www.tradizionesacra.it/I_musulmani_vedici_e_i_guaritori_del_volga_bulgaria.htm

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