lunedì 23 novembre 2009

Il boss della Magliana sepolto in basilica a Roma tra papi e cardinali

A proposito dei criteri molto opinabili con cui il clero cattolico decide chi onorare o no, dopo la morte, vorrei ricordare un episodio che forse qualcuno ha dimenticato, e che è esemplare al riguardo.

Nella basilica di Sant’Apollinare a Roma è sepolta in una tomba marmorea la salma del boss della Magliana Enrico De Pedis, in mezzo a papi e cardinali.

Il De Pedis fu a capo della famigerata banda della Magliana nel periodo dei suoi collegamenti con la mafia, la P2 di Gelli, (IOR, Calvi, Sindona, mons. Marcinkus, Carboni), i servizi deviati, la destra eversiva, nel periodo in cui la banda era attiva nel riciclaggio di denaro sporco, nell’usura, in collegamento con la mafia italiana e turca.

Enrico De Pedis (detto Renatino) fu ucciso a 36 anni in un conflitto a fuoco, e non risulta si sia mai pentito. Eppure questo non impedì affatto, a differenza del povero Welby, che il rettore della basilica, mons. Piero Vergari, celebrasse i funerali religiosi del De Pedis, e qualche anno dopo, venendo incontro a un desiderio della vedova, accettasse di traslare la salma dal Verano nella basilica, un privilegio riservato solo a papi e cardinali.

La giustificazione è stata che il De Pedis si sarebbe reso autore in vita di donazioni a favore della basilica (pecunia non olet!) e opere di carità “a favore della gioventù” (sic!).

In realtà le maggiori opere verso la gioventù il De Pedis le compiva vendendogli droga, da quel che è agli atti della magistratura.
Inoltre, il De Pedis, come segnalato dalla trasmissione “Chi l’ha visto?” di Federica Sciarelli, sarebbe implicato nel rapimento di Emanuela Orlandi, sparita il 22 giugno 1983 e mai trovata, lo stesso giorno in cui si era recata a lezioni di musica proprio nel palazzo di Sant’Apollinare (poi acquistato dall’Opus Dei).
Un anonimo telefonò nel settembre 2005 a “Chi l’ha visto?” invitando a guardare dov’era sepolto De Pedis, se volevano risolvere il caso di Emanuela Orlandi.

Quando la magistratura italiana ha voluto andare a fondo sulle donazioni del De Pedis alla basilica (che dipende dal Vaticano), con la sua tipica “trasparenza” il Vaticano ha opposto il segreto.

Viene da chiedersi se, tutto sommato, non sia da ritenere un onore che Welby non abbia ricevuto un riconoscimento da un clero di questo tipo.


Fonte: http://www.letterealdirettore.it/il-boss-della-magliana-sepolto-in-basilica-a-roma-tra-papi-e-cardinali/

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