lunedì 14 settembre 2009


Sesso, potere e menzogne

[Le Nouvel Observateur]

Dove arriverà il caso Berlusconi? Legami poco chiari con una minorenne o una escort girl, registrazioni roventi o foto molto compromettenti… Ma questo scandalo sessuale potrebbe nasconderne un altro ben più grave. Serge Raffy racconta come la patologica bramosia del Cavaliere per le starlette potrebbe averlo portato in una rete in cui si mischiano droga, corruzione e mafia russa.

Antonello Zappadu

«Non sono un paparazzo, ma un giornalista che vuol mostrare la vita indecente del Capo del governo», dice Antonello Zappadu, che afferma di avere quasi 5000 scatti compromettenti della villa in Sardegna del Cavaliere. Diverse centinaia di queste foto – la cui pubblicazione è vietata in Italia – sono state sequestrate dalla giustizia italiana, su richiesta di Berlusconi. Zappadu, quanto a lui, è indagato per violazione della privacy.

Dal nostro inviato speciale a Roma.

Questa volta è troppo. Ha finito con lo scoppiare. Per anni, aveva sopportato tutto nella sua prigione dorata di villa Belvedere, una casa padronale del sedicesimo secolo che suo marito le aveva regalato, nei dintorni di Milano. Le amanti quasi ufficiali, le feste con ninfette, le relazioni sessuali con le «veline», queste ragazze pon pon del piccolo schermo pronte a soddisfare tutti i capricci del principe. Si era rassegnata, cercando di proteggere i suoi tre figli dai «malefici» dell’Orco. L’anno scorso, aveva recalcitrato di fronte alla nomina al governo di diverse starlette della televisione berlusconiana, tutte supposte amanti del Cavaliere. Ai suoi intimi, confessava che era disperata nel vedere il suo paese trasformato in una fiera dei piaceri, nella quale la libido del signore che invecchia si lasciava andare senza ritegno. Aveva criticato a fior di labbra questo nepotismo sessuale ostentato senza vergogna. E il suo affascinante marito, trasformato in un Caligola erotomane.

Povera Italia, terra di Dante e di Michelangelo, diventata Berluscolandia, abbandonata ad un patetico don Giovanni, che corre freneticamente dietro la sua eterna giovinezza, a colpi di iniezioni pelviche, di trapianti di capelli, di operazioni di chirurgia estetica, di sedute per il trucco. Con quell’eterno sorriso Durbans, come una maschera di Scaramuche. Un Michael Jackson paracadutato in un teatro della commedia dell’arte. Silvio il donnaiolo, che attinge dai «book» delle ragazze del suo impero televisivo la carne fresca utile ai suoi baccanali, pur curando il suo cuore munito di pacemaker e il suo cancro alla prostata. «Il birichino» è il soprannome che gli danno gli italiani, appena toccati dalle sue buffonate.

Questo 26 aprile, per Veronica Lario, il padre dei suoi figli commette tuttavia l’errore supremo. Mentre sua figlia Barbara, incinta di sette mesi, è ricoverata d’urgenza, dimentica di andare a farle visita e preferisce passare diverse ore al compleanno di una ragazzina, a Casoria, nella periferia di Napoli. Questo non è più cattivo gusto o cafonaggine, questa è provocazione. La signorina, Noemi Letizia, festeggia i suoi 18 anni in un ristorante popolare. Motivo ufficiale della presenza di Berlusconi: ha un amore smodato per questa famiglia modesta «così italiana». Il primo ministro, che Noemi chiama «Papi» afferma di seguire l’adolescente da quando aveva 14 anni. Sua madre sogna di farne un’attrice. Con gli occhi chiusi, lo ha confessato a Silvio l’impresario, l’uomo che fa e disfa le carriere delle starlette catodiche.
Ciò che il Primo Ministro non dice, è che il padre di Letizia, Elio, è un giocatore incallito e che ha debiti con la Camorra. Zio Silvio paga sull’unghia. Perché una simile generosità? La risposta è in una sola parola: Noemi. Ogni volta che Berlusconi ha un momento libero, la invita in uno dei suoi palazzi, in Sardegna, a Villa Certosa, o a Roma, a Palazzo Grazioli. Quando, il 28 aprile, il quotidiano di sinistra «la Repubblica» rivela l’insolito compleanno, Veronica Berlusconi esplode. Annuncia la sua intenzione di divorziare, parla della «malattia» di suo marito (vedere l’articolo di Marcelle Padovani in «l’Obs» dell’11 giugno), chiede ai suoi amici politici di «curarlo», addita quelle famiglie che «offrono le vergini al drago». Dissotterrando l’ascia di guerra coniugale, Veronica apre un vaso di Pandora pieno di sesso e di menzogne. In paragone, lo scandalo Clinton-Lewinsky non è che una storia da collegiali. Da allora, le rivelazioni si moltiplicano.

Noemi nuova first lady?

L’ultima settimana di maggio, «la Repubblica», che punta su questo dossier, pubblica un’informazione che semina il panico tra gli uomini vicini al presidente del Consiglio: nel novembre 2008 durante un ricevimento organizzato in presenza di molti grandi della moda, Silvio Berlusconi ha quasi designato Noemi come la nuova first lady. I convitati, imbarazzati, hanno creduto ad una facezia del «fanfarone». Una di più. Ma quando appare l’articolo de «la Repubblica», gli avvocati di «Papi» scorgono immediatamente il pericolo. «Il boss» rischia di essere accusato di circonvenzione di minore. Lo scandalo supremo. Tanto più che due giorni dopo le rivelazioni del quotidiano il fidanzato di Noemi, un giovane operaio di 22 anni, dichiara, vendicativo, che la sua «ex» ha passato la festa di Capodanno nella residenza in Sardegna, Villa Certosa. Ancora minorenne, era accompagnata da un’amica, Roberta, anche lei minorenne, e da numerose ragazze dalla reputazione più che leggera, di cui alcune erano state scelte da Berlusconi per apparire nelle liste elettorali del partito del Popolo delle Libertà alle elezioni europee. In [piena, N.d.T.] catastrofe, Berlusconi fa ritirare le «ragazze» dalle liste. Le showgirl rientrano nell’ombra. Una di loro la prende molto male.

Si chiama Patrizia D’Addario. Una bionda voluttuosa di 42 anni. Escort girl di lusso, è andata a letto con Berlusconi a Palazzo Grazioli, suo domicilio personale, a Roma. L’uomo che le ha presentato il capo del governo italiano è un imprenditore della Puglia specializzato nella fabbricazione di protesi. Gianpaolo Tarantini, play-boy di 34 anni, ha incontrato il suo amico Silvio durante alcune feste in Sardegna due anni prima. Da allora, lo fornisce regolarmente di «accompagnatrici». Tarantini è anch’egli indagato dalla giustizia di Bari per un caso di corruzione nell’ambito della sanità. Sembra interessare i giudici per la sua presenza in numerose società con sede in Lussemburgo, a Londra e a Mosca.

Quando viene a sapere della sua espulsione dalle liste europee, Patrizia D’Addario lancia fulmini. Ma colui che lei chiama «Tesoro» non risponde più ai suoi appelli. Il fanfarone l’ha umiliata. La sua vendetta sarà terribile. Poiché l’esperta dell’amore a pagamento, molto cauta, ha registrato la sua notte con lui, fino al minimo dettaglio. Ha anche inciso su nastro magnetico ogni loro conversazione telefonica. Edificante. Mattinata del 5 novembre: «Patrizia: Che dolore, all’inizio mi hai fatto un dolore pazzesco! Silvio: Ma dai! Non è vero! Patrizia: Ti giuro, un dolore pazzesco all’inizio». Più tardi: «Patrizia: Un giovane sarebbe già arrivato in un secondo. Sai, cioè, sarebbe arrivato… I giovani hanno un sacco di pressioni… Silvio: Però se posso permettermi il guaio secondo me è di famiglia… Patrizia: Quale? Silvio: Avere l’orgasmo. Patrizia: Sai da quanto tempo non faccio sesso da come ho fatto con te stanotte? (…) E’ normale? Silvio: Mi posso permettere? Tu devi fare sesso da sola…Devi toccarti con una certa frequenza»

Rischio di ricatto

È il genere di dolcezza che l’escort respinta ha consegnato alla stampa. Solo «La Repubblica» e l’«Espresso» pubblicano il contenuto dei rapporti bollenti del capo di Stato e della prostituta. Con l’occasione, si moltiplicano le rivelazioni sui «baccanali» di Villa Certosa, in cui si vedono ragazze molto giovani nel ruolo di geishe accanto a signori di età avanzata. «El Pais» pubblica a sua volta una serie di scatti in cui si scopre l’ex primo ministro ceco, Mirek Topolanek, in vestito adamitico accanto a vestali dal seno nudo! Il paparazzo all’origine dello scandalo, Antonello Zappadu, ha degli informatori dall’aeroporto di Olbia fino ai dipendenti di Villa Certosa. Questo mago del teleobiettivo afferma di avere scattato più di 5000 foto dei «party» di zio Silvio. Abbastanza da compromettere un esercito di ministri ma anche di VIP stranieri, tutti persuasi che la proprietà del presidente del Consiglio, sotto sorveglianza dei servizi segreti, considerata come una zona militare, fosse ben protetta. Oggi Zappadu assicura di aver messo tutti questi documenti al sicuro in una cassaforte in Colombia. «Non hanno alcun valore giuridico» chiosa Niccolò Ghedini, l’avvocato del Cavaliere e deputato del PDL. Tutto quello che riguarda la vita privata non può essere utilizzato dalla giustizia». Salvo che queste foto siano utilizzate in un’inchiesta penale. Sfortunatamente per Berlusconi, questo è il caso.

A Bari, infatti, i magistrati che seguono il caso Tarantini – l’imprenditore è sospettato di aver organizzato una vasta rete di corruzione di funzionari nell’amministrazione della sanità, ma anche di uomini politici, fino ai più alti livelli dello Stato – colpiscono tutto quello che riguarda le sue attività. Non possono trascurare il suo ruolo di procacciatore di dame di compagnia e accumulano registrazioni, foto, testimonianze, tutte una più esplosiva dell’altra. Posseggono in particolare una fotografia scattata a Villa Certosa in cui si vedono due giovani ragazze mentre sniffano due linee di cocaina davanti ad un Berlusconi ilare.

Oggi, l’uomo che è sfuggito a quasi una ventina di inchieste giudiziarie avverte il pericolo e cerca di soffocare lo scandalo. La stampa, scritta e televisiva, è sottomessa ad un’omertà inverosimile in una moderna democrazia. Solo il settimanale «Famiglia Cristiana» e il quotidiano cattolico «Avvenire» hanno dato il cambio a «la Repubblica»: poiché nelle parrocchie la rabbia incombe, alcuni vescovi vicini al papa fanno sapere che il debosciato ha spinto un po’ troppo in là il suo sodalizio con il Diavolo. E se il Vaticano abbandonasse colui che ha considerato finora come suo alleato? È la sola vera paura di Berlusconi. «Intanto, l’opinione pubblica italiana ancora non conosce questo affare, s’indigna Ezio Mauro, direttore de “La Repubblica”. Non una parola in televisione. Berlusconi controlla tutto, i media, il Parlamento, lo Stato. Il caso con la D’Addario è tuttavia un segno di grande debolezza, perché avrebbe potuto essere vittima del ricatto di un gruppo o di un’organizzazione straniera. Questa donna si è introdotta a casa sua e lo ha registrato senza che i servizi di sicurezza se ne accorgessero. Avrebbe potuto anche essere armata…». Velatamente, la piccola isola della stampa indipendente che resiste in Italia tenta di far passare un messaggio: Berlusconi l’invincibile è diventato terribilmente vulnerabile. Potrebbe anche essere caduto tra le mani di una mafia venuta dall’Est. La sua patologica bramosia per le pin-up lo avrebbe trascinato nella trappola di una rete dai torbidi interessi.
Nelle redazioni romane circola in questo momento una registrazione che rischia di alimentare un po’ di più lo scandalo. Due dei ministri «starlette» di Berlusconi, ex candidate a Miss Italia, Mara Carfagna, ministro delle Pari Oppurtunità, e Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione Pubblica, si interrogano vicendevolmente per saper come «soddisfare» al meglio il Primo Ministro. Parlano delle punture che si deve far somministrare prima di ogni rapporto. Se questo «audio» uscisse sulla stampa, malgrado la censura, sarebbe devastante per l’immagine del Cavaliere. Mara Carfagna, amante quasi ufficiale, in questi ultimi anni, aveva denunciato Sabina Guzzanti, attrice e cronista televisiva, perché aveva osato dichiarare: «non puoi mettere alle pari opportunità una che sta là perché ti ha succhiato l’uccello». Suo padre, Paolo Guzzanti, senatore berlusconiano, è stato punito dal «Boss» per non aver biasimato sua figlia: gli è stata revocata la scorta. «Ma se ho dovuto dare le dimissioni dal partito, precisa Guzzanti, è stato anche perché ero in disaccordo con la deriva pro-Russia di Berlusconi nella questione della Georgia. Avevo trovato la sua posizione anomala.»

La pista della cocaina

Sul filo delle rivelazioni, l’ipotesi di un’infiltrazione della mafia russa ai vertici dello Stato italiano prende consistenza. «Nelle feste di Villa Certosa, Tarantini faceva arrivare navi intere di ragazze dell’Est, dalla Russia e dall’Ucraina, sottolinea un poliziotto anti-mafia. Con loro, c’era la droga, certamente. È la stessa filiera…» A Bari, nella più grande discrezione, il procuratore Giuseppe Scelsi approfondisce questa pista della cocaina. La sua squadra ha interrogato una ventina di ragazze, tra cui una certa Sabina Beganovic, detta “ape regina”. Funge da procacciatrice per Gianpolo Tarantini ed è una delle favorite di «Papi». Sabina si è fatta tatuare sulla caviglia: «SB, l’incontro che ha cambiato la mia vita». Habitué di Villa Certosa, ha visto sfilare ministri, giornalisti e uomini di affari in questo bunker di lusso, con piscine, lago e vulcano artificiale, anfiteatro greco, nel quale Berlusconi canta le sue romanze o dà corsi di geostrategia alle lolita in estasi. Conosce a memoria i rituali del luogo. Le consegne del silenzio imposto alle ragazze, i regali, sempre gli stessi, fatti dal sultano al suo harem, gioielli che afferma di aver disegnato lui stesso, braccialetti a forma di tartaruga o di farfalla. Per le più gentili, vengono organizzate delle gite nei negozi di lusso di Porto Rotondo, con acquisti massimi di 5000 euro.

L’ “ape regina” che si trovava a Villa Certosa nello stesso momento della giovane Noemi Letizia, ha parlato molto ai magistrati. La ragazza venuta dall’Est, ha evocato i viaggi di Tarantini a Mosca, dove è consulente di una società, Fisiokom, gigante delle forniture ospedaliere? I giudici giocano una partita difficile. Sanno di essere sorvegliati dalla schiera di avvocati di Berlusconi, l’uomo più potente e ricco d’Italia. Non devono commettere il minimo errore. Poiché, ormai, il confronto è inevitabile. Un giorno o l’altro si ritroveranno di fronte a colui che schernisce la giustizia da quasi quarant’anni.

In questa battaglia, Berlusconi – che ha appena iniziato una «dieta» estiva e una cura «antistress» – ha perso una carta preziosa: il suo amico e medico personale, Umberto Scapagnini. Questo specialista della longevità, che prediceva centoventi anni all’«imperatore» e affermava che avesse il metabolismo di un uomo di 34 anni, è stato vittima della rottura di un aneurisma. È in coma. Chi, ormai, veglierà sul regime alimentare di «Papi», a base di antiossidanti e di aminoacidi?

Villa Certosa
Villa Certosa, la proprietà in Sardegna di Berlusconi, al centro del «Noemigate». È sui suoi 120 ettari di vegetazione con piscine, lago artificiale, giardini tropicali, centro idroterapico e anfiteatro (nel quale il primo ministro canta per i suoi invitati canzoni di Charles Trenet o organizza serate di flamenco) che si tenevano i «baccanali».

Noemi Letizia

Noemi Letizia sognava di diventare attrice. Silvio Berlusconi la nota sfogliando il suo book. Da allora stravede per lei. Problema: Noemi è ancora minorenne quando la invita a passare otto giorno nella sua residenza in Sardegna. Dopo le rivelazioni di «la Repubblica», è sotto sorveglianza e beneficia di un’auto con guardia del corpo. Per farla tacere?

Patrizia D’Addario
In alcune settimane, Patrizia D’Addario, l’escort girl che ha consegnato ai magistrati tutte le registrazione telefoniche che svelano la sua relazione a pagamento con Berlusconi, è diventata una star mondiale. La settimana scorsa, era invitata in una discoteca parigina, il Globo. In giugno, è stata candidata, sfortunata, del PDL alle elezioni comunali.

Veronica Lario
La battaglia ingaggiata da Veronica Lario non è soltanto quella di una sposa ferita. La fortuna di suo marito, uno degli uomini più ricchi della penisola, è valutata in 8-10 miliardi di euro. In particolare è proprietario, attraverso Mediaset, di tre canali della televisione privata.

Mara Carfagna
Mara Carfagna, detta nella penisola «la Rachida Dati italiana», è al centro di una polemica per la sua nomina da divano. Questa ex Miss Italia, che ha cambiato l’abito da pin-up televisiva con un austero tailleur quando Berlusconi l’ha nominata ministro delle Pari Oppurtinità, non ha mai nascosto il suo legame con quello che lei chiama «l’Imperatore».

[Articolo originale "Sexe, pouvoir et mensonges" di Serge Raffy]



Fonte: http://italiadallestero.info/archives/7353

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