Non hai sentito quella puttana della Mussolini che vuole morti tutti i rumeni?”
[El Plural]
La nipote del dittatore impedisce l’uscita del film Francesca nelle sale
Alessandra Mussolini, nipote del fascista italiano più tristemente celebre della storia, ha ottenuto la rimozione dal cartellone del film Francesca, un lungometraggio sull’immigrazione proiettato giovedì scorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Il motivo? Il film conteneva un aggettivo offensivo sulla parlamentare del Popolo della Libertà (il partito di Berlusconi), conosciuta per la sua inclinazione xenofoba e anti Europa dell’Est – “infrangere la legge è diventato uno stile di vita per i rumeni”, ha affermato nel novembre del 2007 -. Il censurato film di Bobby Paunescu racconta la vita di una giovane che sogna di emigrare da Bucarest in Italia per aprire un asilo per bambini immigrati capace di cambiare “la percezione che gli italiani hanno di noi”. Ciò che ha infastidito l’estremista di destra è stato un dialogo all’inizio del film: “Non hai sentito quella puttana della Mussolini che vuole morti tutti i rumeni? E quello stronzo del sindaco di Verona che ha dichiarato la città libera dai rumeni? dice il padre alla protagonista per dissuaderla dall’ansare nello stivale. Non era ancora terminata la proiezione quando la suddetta fascista ha dichiarato di voler denunciare il regista senza spiegare, in ogni caso, se la sua arrabbiatura era dovuta al fatto che la si chiamava “puttana” o razzista.
Giovedì scorso Francesca si è vista troncata quella che sarebbe dovuta essere la sua grande serata a causa di un fatto estraneo alla sfera cinematografica. Così come riporta il portale soitu.es, Alessandra Mussolini non ha nemmeno aspettato che apparissero i titoli di coda per annunciare che avrebbe intrapreso azioni legali contro Paunescu.
Mussolini e la polemica
La nipotissima è un personaggio abituato alle polemiche ovunque va. La sua storia di amore-odio con i rumeni – all’inizio più di odio che di amore – risale al novembre del 2007 quando un conflitto con l’ultradestra di questo paese costò al partito estremista Identità, Tradizione e Sovranità (ITS), la sua unica possibilità di entrare a far parte del Parlamento Europeo. Ma dopo l’omicidio di una donna in Italia da parte di un cittadino rumeno, la Mussolini disse: “Infrangere la legge è diventato un modo di vita per i rumeni” e questi, offesi, abbandonarono la formazione in cui militava anche Jean-Marie Le Pen.
Curriculum
Ex militante di Alleanza Nazionale – la destra radicale che abbandonò quando il suo presidente prese pubblicamente le distanze dal fascismo – Mussolini tornò alle battaglie politiche quando Alleanza Nazionale si unì, su richiesta di Silvio Berlusconi, a Forza Italia, dando luogo ad un’intesa a immagine e somiglianza del leader, il Popolo della Libertà. Curiosamente questa fascista da manuale si considera una strenua paladina dei diritti delle donne. Per questo la Mussolini considera che l’omicidio della donna per mano del cittadino rumeno sono “statistiche e numeri” che la legittimano a parlare spregiativamente di queste persone.
Molto offesa
“Quando ho parlato della violenza dei rumeni l’ho fatto citando statistiche e numeri. Evidentemente ho colpito nel segno. Nel film si dimostra che sono violenti anche nel linguaggio. Sono allibita che possa essere presentato in un Festival un film che contiene insulti tali”. ha dichiarato giovedì scorso a La Repubblica. Il regista si difende alludendo precisamente all’omicidio del 2007. “Ho scritto la mia sceneggiatura preso dall’emozione di quell’avvenimento. Credo che abbia provocato reazioni molto forti ed esasperate in (su) entrambe le sponde dell’Adriatico. La signora Mussolini disse in quell’occasione che noi rumeni abbiamo lo stupro nel DNA. Mi sono sentito tradito perchè mi sento mezzo italiano, mezzo rumeno”, ha spiegato.
In mano ai giudici
Con o senza argomentazioni, la deputata di Berlusconi ha querelato il film esigendo che non venga distribuito, anche se, in un gesto di estrema generosità, ha offerto l’alternativa di tagliare il dialogo che allude alla sua persona. Però il produttore si è ostinato a mantenere il film così com’era davanti al debole sforzo inquisitorio del Governo italiano. Sarà il giudice ad avere l’ultima parola, anche se il caso Eluana ha già dimostrato che, a volte, nemmeno la Giustizia la spunta con Berlusconi.
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