lunedì 21 settembre 2009


LA SOIA TRANSGENICA

La soia, un prodotto oggi molto ricercato e utilizzato da un numero crescente di persone anche per le sue proprietà terapeutiche, se non è biologica, può causare gravi danni alla salute.

La soia é in assoluto il prodotto transgenico più coltivato nel mondo, (87% della soia coltivata negli Stati Uniti e 60% a livello globale, nel 2005) ed è anche il cibo OGM che più facilmente rischiamo di trovarci nel piatto.
È stata prodotta nel 1995 negli USA dalla multinazionale Monsanto ed è stata la prima pianta Roundup Ready cioè progettata per tollerare l’erbicida "Roundup" a base di glifosato, prodotto dalla stessa Monsanto. La soia RR è stata autorizzata alla commercializzazione su tutto il territorio dell’Unione Europea nel 1996 ed è l'unica varietà di soia OGM in commercio in Europa.

Inizialmente il DNA della soia è stato modificato con il gene della noce del Brasile, ma quando furono effettuati appositi studi su questo tipo di soia (Università del Nebraska) si scoprì che la capacità di scatenare reazioni allergiche era stata trasferita dalle noci brasiliane alla soia provocando shock anafilattico (reazione gravissima che blocca il respiro e che porta spesso alla morte) nelle persone allergiche alle noci del Brasile. Il gene delle noci del Brasile è stato quindi rimosso a causa di queste reazioni, ma il rischio di allergie è sempre presente nei prodotti OGM perché “modificazioni anche piccole nella struttura proteica (DNA) possono scatenare nuove allergie”. (Fonte: www.greenpeace.it)
Il DNA della soia Roundup Ready attualmente coltivata e commercializzata è modificato con parti del genoma di un virus (il virus del mosaico del cavolfiore), di un batterio (Agrobacterium sp.) e della petunia (Petunia hybrida).

La soia transgenica è stata dichiarata sicura per l’alimentazione, sia negli Stati Uniti che in Europa, sulla base dei risultati di analisi fornite dalla Monsanto, la quale ha definito la soia modificata geneticamente sostanzialmente equivalente alla soia non OGM. In realtà la composizione chimica della soia OGM è ovviamente diversa da quella delle varietà non-OGM perché, altrimenti, la linea transgenica non sarebbe resistente all'erbicida e non potrebbe essere brevettabile. È abbastanza semplice distinguere in laboratorio le caratteristiche biochimiche che rendono la soia OGM diversa dalla soia tradizionale, ma essa è stata dichiarata sostanzialmente equivalente alla soia non-OGM per semplificare la procedura di autorizzazione. Inoltre alcuni scienziati indipendenti hanno scoperto che la Monsanto ha effettuato le analisi su soia OGM non trattata con l’erbicida Roundup, mentre i consumatori mangiano soia coltivata in campi irrorati con questo erbicida altamente tossico. Questa notizia è stata pubblicata il 24 Maggio ’99 sul quotidiano inglese The Guardian. Neanche la Food and Drug Administration (FDA), organismo di controllo dei prodotti alimentari e farmaceutici negli USA, ha provveduto ad effettuare i test sulla soia transgenica trattata con il Roundup senza i quali non poteva avere gli elementi per dichiarare sicuro questo prodotto. Nessuna delle autorità preposte ai controlli negli USA ha analizzato e valutato gli effetti della soia transgenica trattata con il Roundup sulla salute degli animali e degli esseri umani prima di metterla in vendita. Un esempio di quanto le “autorità di controllo” proteggano la salute dei cittadini.

Già nel 1988 una ricerca condotta in Germania dai ricercatori Sandermann e Wellman aveva evidenziato che il Roundup può scatenare notevoli mutamenti chimici nella soia, in particolare esso fa aumentare i livelli dei fitoestrogeni che, quando vengono introdotti nell'organismo dei mammiferi attraverso il cibo, agiscono come ormoni causando gravi squilibri ormonali. (Fonte: Biosafety, p. 285-292, edito dal Ministero della Ricerca e della Tecnologia della Germania nel 1988)

Oltre ai rischi per la salute comuni a tutti i cibi OGM e a tutte le piante trattate con l’erbicida Roundup, la soia OGM può quindi causare anche disturbi all’apparato riproduttivo.

Per questo motivo il 13 Ottobre '97 il Gruppo di lavoro sulla Biosicurezza dell'Assemblea delle Nazioni Unite sulla Biodiversità, composto da sette scienziati, ha lanciato attraverso un comuni comunicato stampa un "Appello urgente a tutti i governi di revocare l'autorizzazione alla commercializzazione della soia RR della Monsanto". Nessun governo ha ascoltato questo appello e la soia OGM ha continuato a diffondersi in tutto il mondo.

Altre prove scientifiche sulla pericolosità della soia OGM sono state fornite nel 2005 dalla scienziata russa Irina Ermakova che, studiando gli effetti dell’alimentazione contenente soia OGM nei topi, si è concentrata sui discendenti degli animali nutriti con soia OGM, un punto trascurato dalla maggioranza delle ricerche sugli OGM, ed ha riscontrato che moltissimi cuccioli sono morti oppure sono cresciuti poco. Inoltre i cuccioli, figli di madri nutrite con OGM, una volta diventati adulti, non sono assolutamente riusciti a riprodursi. Questo si è verificato sia nel gruppo che ha continuato a mangiare la soia OGM ininterrottamente, sia in quello che ha smesso di mangiarla prima dell’accoppiamento. I topi femmina nutriti con soia OGM hanno potuto avere nipoti solo attraverso le figlie femmine accoppiate con maschi provenienti dal gruppo di controllo nutrito con mangime convenzionale di laboratorio, non OGM. (Fonte: www.greenplanet.net)

Ma c’è un'altra notizia molto preoccupante che riguarda la soia OGM.
Nel luglio 2001 le equipe di ricercatori di tre Università e istituti scientifici, nell'ambito di un programma finanziato dal governo belga, hanno trovato “DNA di origine sconosciuta” in campioni di soia RR. Questo significa che il genoma della soia analizzata era differente da quello descritto e brevettato dalla Monsanto e autorizzato alla commercializzazione nel 1996. La Monsanto era già al corrente di questo e i suoi responsabili l’avevano comunicato all'autorità di controllo britannica ACNFP. Sono state fatte diverse ipotesi per spiegare la presenza di nuove e impreviste sequenze geniche nella soia RR, fra queste anche la possibilità che la soia transgenica abbia iniziato a mutare. E’ un’ipotesi molto probabile in quanto molti scienziati e ricercatori indipendenti hanno da tempo denunciato che la manipolazione genetica può portare a conseguenze inaspettate e imprevedibili. A causa della complessità degli organismi viventi, ogni modifica del DNA di un organismo può avere effetti a catena, impossibili da prevedere e da controllare. Essi possono mettere a rischio sia la salute di chi mangia cibi OGM, sia gli equilibri dell'ecosistema in cui gli OGM vengono immessi.

Fonte: http://www.associazionesum.it/soia_transgenica.htm

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