Febbre suina (Influenza A) : sintomi, prevenzione e cura
(Questa è una sintesi delle informazioni attualmente disponibili sulla febbre suina; per un rapporto completo visitare la pagina Febbre suina: sintomi ed aggiornamenti in tempo reale)
Introduzione
La febbre suina (o influenza A, o nuova influenza) è una malattia che colpisce le vie respiratorie, è molto contagiosa ma di norma con scarsa mortalità. La trasmissione avveniva da maiale a uomo, quello che preoccupa è che ora è in grado di trasmettersi da uomo a uomo.
Si considera che la gravità dell’influenza sia legata alla gravità delle malattie di cui si è affetti od all’età.
In data 11 giugno, a seguito di un improvviso aumento di casi in un terzo continente (l’Australia, dopo America ed Europa) l’OMS ha dichiarato che il mondo sta affrontando una pandemia, ossia un’epidemia su scala mondiale delle nuova influenza. Il livello 6 è indice della diffusione della malattia, non della sua gravità che al momento viene definita moderata.
In Italia, in data 26 agosto, l’andamento è in linea con quanto previsto con un numero di casi pari a circa 1800 contagi.
La società italiana di ginecologia ed ostetricia interviene a proposito della febbre suina spiegando che le donne in gravidanza possono tranquillamente ricorrere alle terapie antivirali disponibili, assolutamente sicure anche per il feto, in caso di sintomi sospetti. Si consiglia quindi di rivolgersi prontamente al ginecologo in caso di dubbi, in modo da valutare la possibilità di ricorrere ad una terapia preventiva in caso di sintomi sospetti (Fonte: SIGO), anche perchè secondo recenti ricerche sembra che le donne incinte (in particolare nel secondo e terzo trimestre) siano maggiormente esposte al rischio di complicazioni gravi. (Febbre suina e gravidanza, approfondimento)
Sintomi
Questa forma influenzale è generalmente piuttosto blanda e si esaurisce nella maggior parte dei casi con 4 giorni a letto.
I sintomi della febbre suina sono gli stessi sintomi dell’influenza tradizionale:
- Febbre superiore ai 38°,
- Mal di testa
- Stanchezza
- Tosse secca
- faringite o mal di gola
- Naso chiuso
- Dolori muscolari ed articolari
- Respiro affannoso
- Brividi
- Affaticamento
- Malessere
- Sudorazione
- Perdita di appetito
- Nausea
- Vomito
- Diarrea
E’ possibile contrarre l’influenza in forma asintomatica, ossia non presentando alcun sintomo.
Trasmissione
Si trasmette come la tradizionale influenza attraverso minuscole gocce di saliva durante starnuti, tosse o mentre si parla; tra uomini il contagio può essere facilitato dagli stessi fattori di rischio dell’influenza tradizionale: strette di mano, starnuti, luoghi chiusi ed affollati. mantenere una distanza di circa 1 m nei contatti interpersonali è di norma sufficiente per prevenire la trasmissione dell’influenza (17.Glass RJ et al. Targeted social distancing design for pandemic influenza. EmergInfect Dis 2006; 12:1671-81)
Si sa per certo inoltre che la trasmissione può avvenire per via indiretta, per esempio attraverso il contatto con mani contaminate da secrezioni respiratorie.
Non è possibile contrarre l’influenza con il consumo di carne di maiale, peraltro non più importata dal Messico da almeno 10 anni. In ogni caso la cottura a temperature superiori a 70° è sufficiente a rendere il virus inoffensivo, virus non più presente nei salumi, anche crudi, sottoposti ad essiccazione e maturazione.
Il periodo di incubazione è di norma di alcuni giorni, mentre eccezionalmente può ridursi fino a 24 ore. La persona infetta è contagiosa da qualche giorno prima della comparsa dei sintomi e per altri 4-5 giorni. Alcune categorie, bambini sopratutto, possono rimanere contagiosi anche per 10 giorni o più.
Si stima che ogni nuovo malato sia in grado di infettare 1.5 persone nei tre giorni precedenti alla comparsa di febbre, tosse e degli altri sintomi della febbre suina; questa è la ragione dell’altissimo tasso di diffusione che sta manifestando il virus della nuova influenza.
Pericoli
In generale la malattia non è storicamente pericolosa, ma questa mutazione del virus ha già causato diverse morti nel mondo per complicazioni a seguito dell’influenza. Si sottolineano tuttavia le scarse risorse mediche delle zone colpite dalla maggioranza dei decessi. E’ opinione diffusa che questa forma influenzale sia particolarmente contagiosa, ma scarsamente aggressiva per quanto riguarda sintomi ed esito.
Cura e terapia
Prima ancora di valutare se e quali farmaci utilizzare è necessario pensare a bere abbondantemente liquidi non alcolici per evitare la disidratazione; al pari degli antibiotici (articolo influenza ed antibiotici) nella maggior parte dei pazienti non si rende necessario l’uso di farmaci specifici (antivirali come il Tamiflu®), ma può essere utile avvalersi di farmaci da banco per contrastare la febbre e diminuire la sensazione di dolore diffuso: è molto importante che l’aspirina (acido acetilsalicilico) non sia usata in bambini e ragazzi al di sotto dei 18 anni per evitare lo sviluppo della sindrome di Reye, possono invece essere usate sostanze come il paracetamolo (ad esempio Tachipirina®) o l’ibuprofene (ad esempio Moment®), entrambi acquistabili senza ricetta medica e farmaci di prima scelta anche per gli adulti.
Nei bambini con 5 anni o meno non vanno mai somministrati farmaci se non prescritti dal pediatra, mentre l’approccio terapeutico migliore per i bambini al di sotto dei 2 anni prima della visita medica è l’uso regolare di un umidificatore e l’aspirazione del muco dal naso con gli appositi aspiratori.
Si consiglia invece di rivolgersi al Pronto Soccorso se il malato presenta uno o più dei seguenti sintomi:
- difficoltà di respiro,
- segni di disidratazione come vertigini, scarsa pipì, assenza di lacrime nei bambini,
- colorito blu o violaceo delle labbra,
- vomito persistente,
- convulsioni,
- confusione,
- dolore toracico,
- svenimento.
Il Ministero della Sanità ha diffuso le nuove linee guida (22 luglio) per gli operatori sanitari che illustrano nel dettaglio i criteri di scelta ed i protocolli per la profilassi ed il trattamento dei casi di influenza A. Di seguito le principali considerazioni:
- Le future necessità potrebbero essere maggiori delle attuali, è quindi indispensabile valutare criticamente caso per caso senza procedere sistematicamente all’uso degli antivirali.
- Il vaccino non garantirà l’immunità.
- Bambini con più di 2 anni, adolescenti ed adulti non necessitano di norma alcuna terapia antivirale, in quanto l’influenza A si è dimostrata essere autolimitante.
- Nelle persone anziane, ossia con più di 65 anni, è invece consigliabile valutare attentamente la situazione clinica per decidere se ricorrere o meno a farmaci antivirali, sopratutto nei soggetti a forte rischio di complicanze (bambini con meno di 2 anni, malattie polmonari, cardiovascolari ma non gli ipertesi, diabetici, HIV, …).
- Il trattamento è sempre raccomandato nelle donne in gravidanza, negli asmatici, negli obesi con Indice di Massa Corporea superiore a 30.
- Anche in allattamento è possibile l’utilizzo dei farmaci antivirali, poichè i vantaggi per il lattante sono superiori ai trascurabili rischi.
- Il trattamento, quando deciso, dev’essere iniziato il prima possibile e portato sempre a termine a meno di effetti collaterali.
- Il ciclo completo prevede 5 giorni di terapia, 2 somministrazioni al giorni (cioè ogni 12 ore) qualsiasi sia il farmaco scelto (Oseltamivir o Zanamivir, cioè Tamiflu® o Relenza®).
- La durata del trattamento preventivo è invece di 10 giorni, sempre con doppia somministrazione giornaliera, dal momento dell’ultima esposizione.
I medici di famiglia consigliano in un documento pubblicato sul sito ufficiale, in caso di contagio, di:
- non recarsi al Pronto Soccorso, in ambulatorio od in farmacia, ma contattare preventivamente per via telefonica il proprio medico,
- evitare di uscire da casa,
- restare sempre nello stesso locale,
- avere contatti con un’unica persona,
- evitare qualsiasi contatto non strettamente necessari con altre persone, in particolar modo con bambini e donne in stato di gravidanza,
- coprire bocca e naso con fazzoletto di carta in caso di tosse o starnuti,
- smaltire i fazzoletti in sacchetti chiusi immediatamente dopo l’uso,
- se possibile usare un bagno diverso dagli altri membri della famiglia,
- restare volontariamente isolati (da scuola o dal lavoro) per almeno 24 ore dalla scomparsa della febbre
E’ invece importante che chi convive in casa con un malato:
- provveda ad arieggiare frequentemente gli ambienti;
- si lavi accuratamente e spesso le mani con acqua calda e sapone e sopratutto dopo ogni contatto con il malato;
- eviti per quanto possibile il contatto diretto con le secrezioni e del malato; a seguito di eventuali contatti procedere a lavarsi le mani o le altre parti del corpo, cambiare gli indumenti e lavarli come di consueto;
- evitare di portare le mani a contatto con occhi, naso e bocca;
- fare uso di guanti usa e getta per la pulizia dei materiali usati dal malato e lavarsi comunque le mani dopo l’intervento;
- prima di riutilizzare asciugamani, posateria, bicchieri, indumenti, lenzuola, coperte e federe usate dal malato è necessario lavarli a caldo, idealmente a temperatura superiore a 70°;
Per quanto riguarda i farmaci secondo l’Oms il virus della febbre suina non sarebbe sensibile a tutti i farmaci antivirali: sembra resistente all’amatadina e alla rimantidina e sensibile all’Oseltamivir (Tamiflu®) e Zanamivir (Relenza®).
Non esistono farmaci preventivi e non è di alcuna utilità l’utilizzo di antibiotici (come riferito erroneamente da alcuni giornali parlando di Oseltamivir e Zanamivir, che sono antivirali).
In data 22 luglio il Ministero della Sanità ha diffuso le nuove linee guida relative al trattamento della nuova influenza suina, tracciamone un sunto:
- E’ necessario razionalizzare i farmaci per non trovarsi impreparati in caso di necessità.
- Il vaccino non avrà efficacia pari al 100%.
- La maggior parte dei pazienti, sopratutto adolescenti e giovani, non necessitano di norma alcuna terapia specifica.
- Nelle persone con più di 65 anni è invece consigliabile valutare il ricorso a farmaci antivirali, sopratutto nei soggetti a forte rischio di complicanze (bambini con meno di 2 anni, malattie polmonari, cardiovascolari ma non gli ipertesi, diabetici, HIV, …).
- Il trattamento è raccomandato nelle donne in gravidanza, negli asmatici, negli obesi con Indice di Massa Corporea superiore a 30.
- Anche durante l’allattamento è possibile ricorrere ai farmaci per trattamento o prevenzione, in quanto i vantaggi per il lattante sono superiori ai trascurabili rischi.
- Il trattamento, se deciso, dev’essere iniziato il prima possibile e portato comunque a termine a meno di effetti collaterali, ossia 5 giorni di terapia qualsiasi sia il farmaco scelto (Oseltamivir o Zanamivir, cioè Tamiflu® o Relenza®).
- La durata del trattamento preventivo è invece di 10 giorni dal momento dell’ultima esposizione.
E’ notizia del 12 maggio che il virus starebbe sviluppando resistenza all’Oseltamvir, situazione che rende prioritario la produzioni di grandi quantità del vaccino per la nuova influenza suina.
Uno studio recente, pubblicato sulla rivista Eurosurveillance, ha dimostrato che in molti bambini trattati a scopo profilattico con Oseltamivir si sono presentati effetti collaterali quali nausea, vomito, diarrea, incubi e insonnia.
Prevenzione
Non esiste al momento un vaccino efficace e non sarà disponibile prima ottobre, probabilmente più realisticamente metà novembre.
Il vaccino in Italia verrà innanzi tutto offerto a partire probabilmente da novembre alle seguenti categorie di persone in ordine di priorità:
- personale sanitario, medici ed infermieri, per garantire l’assistenza sanitaria(al momento restano probabilmente escluse le strutture private), forze di pubblica sicurezza e protezione civile, personale delle Amministrazioni, Enti e Società che assicurano i servizi pubblici essenziali(acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, etc), i donatori di sangue periodici;
- donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza;
- soggetti a maggior rischio di complicanze, ossia malati affetti da patologie croniche gravi, tra i 6 mesi ed i 65 anni;
- persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni;
- persone tra i 18 e 27 anni.
Il vaccino per la nuova influenza suina prevede una sola dose (mentre per i bambini con 9 anni o meno ne saranno necessarie 2), sarà gratuito e raccomandato ma non obbligatorio, ed i test ne hanno dimostrato l’effetto entro 10 giorni dalla inoculazione. Almeno inizialmente non sarà possibile l’acquisto in farmacia del farmaco, ma verrà unicamente trattato dalle ASL e da altre strutture del Servizio Sanitario Nazionale.
Il vaccino non garantirà l’immunità al 100%.
In caso di necessità di recarsi in Paesi particolarmente colpiti, seguire le seguenti regole:
- Coprire bocca e naso con un fazzoletto di carta quando si starnutisce gettandolo poi immediatamente,
- evitare luoghi affollati e manifestazioni di massa,
- Aerare spesso gli ambienti in cui si soggiorna,
- non portare le mani a contatto con le mucose con occhi, naso e bocca,
- lavarsi spesso le mani,
- usare una mascherina a maglie fini (mascherina industriale),
- isolamento volontario da soggetti con sintomatologia influenzale,
- in caso di temperatura corporea maggiore di 38 ° C, tosse, mal di gola,malessere, rivolgersi ad un medico,
- non considerare sufficiente il vaccino antinfluenzale tradizionale.
Nel caso in cui invece stiate tornando da uno dei Paesi colpiti è bene:
- valutare eventuali sintomi nei successivi 7-10 giorni al ritorno,
- in caso di sintomi influenzali è necessario chiedere immediatamente assistenza medica,
- coprire naso e bocca con un fazzoletto quando si starnutisce,
- buttare il fazzoletto dopo l’uso,
- a causa dell’elevata facilità di trasmissione e dell’assenza di immunità nella popolazione italiana lo Stato nella persona del sottosegretaro Fazio invita tutti i cittadini che arriavati dal Messico e che lavorano in ambienti chiusi e a contatto con altre persone fra cui gli studenti ed i bambini, a rimanere a casa per sette giorni a partire dalla data di rientro dal Messico, Gran Bretagna, Stati Uniti e paesi a rischio in genere.
Fonte: http://www.farmacoecura.it/influenza/influenza-dei-suini-in-pillole-cosa-bisogna-sapere/
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