venerdì 21 novembre 2008


Conflitti

Fonte: http://www.carta.org/campagne/partecipazione/15856



Oggi la Cgil comunica che quest’autunno i lavoratori in cassa integrazione sono aumentati del 12 per cento. Tutti gli economisti [ex] liberisti dicono che gli effetti della crisi economica devono ancora farsi sentire. Ma il governo prosegue coi provvedimenti virtuali. E’ successo con la bufala del pacchetto sicurezza, che è stato in gran parte rigettato dall’Ue e che ha avuto l’effetto, molto serio, ma che non ha nulla a che vedere con i poteri legislativo ed esecutivo, di legittimare la xenofobia. Ora viene fuori che si starebbe pensando a misure alternative al carcere per le condanne inferiori ai 4 anni. Allo stesso momento, però, chiunque, dal tifoso al giovane writer, passando per le prostitute e i migranti, diventa un problema da codice penale. L’altra sera a Ballarò Stefano Rodotà ha detto con pacatezza, quasi sottovoce, una cosa molto dura. Citiamo a memoria. In questo momento l’Italia è attraversata da conflitti molto duri ma il sistema politico non riesce a rappresentarli, ha spiegato più o meno il giurista. Quindi, ha proseguito, i partiti si affollano pericolosamente attorno a polemiche e risse di facciata, quasi a simulare in maniera farsesca e a volte ridicola la contrapposizione. Lo dimostra benissimo la vicenda paradossale del pizzino col quale sarebbe avvenuto che [inspirare e leggere tutto d’un fiato] il dalemiano Nicola Latorre avrebbe aiutato il postfascista Bocchino a contraddire il dipetrista Donadi per fare dispetto agli equilibri del veltroniano Pd. Di solito il copione prevede stancamente che qualcuno dica indignato che «è ora di smetterla di seminare odio» e di continuare ad «avvelenare il clima già pesante che si respira nel paese». A noi pare che il gioco stia impazzendo e che questo prevedibilissimo teatrino stia diventanto vittima di se stesso. E questa volta non sarà il dottor Letta, il Richelieu del basso impero, altro caratterista di questo ennesimo remake, a togliere d’impaccio la compagnia.


Arriva l'australiana


Fonte: http://www.artefatti.it/img/20081121_artefatti.jpg


Orologio a "cucu'"


Fonte: http://www.artefatti.it/img/20081121b_artefatti.jpg


Alitalia. Rispunta Air France-Klm

Fonte: http://www.carta.org/campagne/beni+comuni/15853

Air France – Klm conferma il suo interesse per Alitalia e la sua candidatura ad essere il partner straniero della Nuova Compagnia, ha detto oggi il presidente e direttore generale di Air France – Klm, Jean-Cyril Spinetta: «L’obiettivo degli investitori del Cai di cedere al partner straniero una quota del 20-25 per cento ci sembra ragionevole – ha commentato – Ha un suo peso commerciale. Spetterà agli investitori italiani annunciare la loro scelta. Sembra che Lufthansa sia interessata. Anche noi».

Ma Cai sceglierà il partner straniero «certamente entro la fine dell’anno», ha detto il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, aggiungendo che la nuova Alitalia «sarà operativa entro il primo dicembre». Poi ha aggiunto che Alitalia «andrà talmente bene che avrà bisogno di altre professionalità», ossia secondo il ministro, si assumerà altra gente.


La crisi si fa reale, allarme di Epifani

Fonte: http://www.carta.org/campagne/precariato+e+lavoro/15850

I dati ufficiali ancora non ci sono, ma dalle stime che si stanno elaborando in Cgil emerge l’ipotesi realistica di un più 12 per cento di cassa integrazione, rispetto all’anno scorso, nei settori produttivi. L’Inps è in ritardo nella pubblicazione dei dati ufficiali: di solito li fornisce entro il 10 del mese, siamo al 20 e ancora non sono arrivati. ì «Dalla ricognizione che stiamo facendo in queste ore – ha spiegato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epfani – esce un quadro molto pesante”. Una crisi che “sta colpendo le nostre strutture, e anche regioni come l’Emilia Romagna, che non avevano avuto problemi, ne hanno di seri». Secondo Epifani, «c’è bisogno di un intervento molto forte che abbia due caratteristiche: da una parte favorire l’accesso al credito, perché le banche hanno liquidità ma tendono a trattenerla; dall’altra agire sulla crisi forte della domanda di consumi finali. Le famiglie non hanno soldi e spendono sempre meno. Quindi bisogna sostenere la domanda con sgravi fiscali e una politica di ammortizzatori sociali diversa, perché corriamo il rischio che centinaia di migliaia di persone restino senza tutele». Il governo avrebbe intenzione di varare il decreto legge anticrisi entro la settimana prossima, dopo averlo illustrato ai sindacati.


Il decreto rifiuti si blocca. Maggioranza divisa

Fonte: http://www.carta.org/campagne/ambiente/rifiuti/15842

E’ iniziato questa mattina alla Commissione ambiente della camera l’esame del Dl sull’emergenza rifiuti in Campania segnato da pesanti spaccature, come ha riferito la capogruppo del Pd, Raffaella Mariani.

«Pesante spaccatura nella maggioranza stamani in commissione, dove le divisioni fra Lega e Pdl hanno impedito di esprimere il parere su due articoli decreto per l’emergenza rifiuti in Campania e che rischiano di far slittare l’esame in aula»

«Oggetto del contendere – prosegue Mariani – proprio due articoli fondamentali del provvedimento: gli incentivi Cip6 alle area di emergenza e l’estensione a tutto il territorio nazionale delle pene su trasporto illecito e abbandono dei rifiuti speciali. La posizione del gruppo del Pd su questi due temi è chiara e su questa andremo avanti nel confronto parlamentare: sopprimere nuovi incentivi Cip6, eliminando totalmente l’articolo; prevedere l’estensione a tutto il territorio nazionale delle pene su trasporto illecito e l’abbandono dei rifiuti speciali con un’aggravante per le aree dove è dichiarata l’emergenza, senza penalizzare cittadini e impresarie che svolgono la loro attività in modo corretto».

Domani sera dalle 19 alla sede di Carta c’è «Jatevenne nàit», serata di solidarietà e informazione sulle discariche e gli inceneritori campani con la presentazione del documentario «Biutiful Cauntri». Info: http://www.carta.org/chisiamo/15732


Riciclo carta, per il Natale decorazioni floreali piuttosto che i classici festoni

Fonte: http://feeds.blogo.it/~r/ecoblog/it/~3/Mm38DhM12Fs/riciclo-carta-per-il-natale-decorazioni-floreali-piuttosto-che-i-classici-festoni

Con il Natale alle porte il riciclo dei giornali cambia faccia. Al di la della raccolta diferenziata o del riuso quotidiano, le carte dei giornali possono servire per un vecchio sistema che profuma d’infanzia, ancora valido ed utile in questi giorni di preparazione delle decorazioni natalizie: colorarle per figure alternative ai classici festoni con su Babbo Natale.

L’idea arriva dal mayamade e suggerisce di rimediare un libro con le foto delle principali foglie per poi riprodurne la sagoma su di un cartoncino da ricalcare in serie sulle pagine dei giornali, ritagliarle e colorarle in seguito. Il risultato è un set di autunno in casa che ben si addice all’atmosfera natalizia, magari assieme a fiocchi di neve creati con del cotone assolutamente biologico piuttosto che la neve in spray alquanto dannosa per l’ambiente.

Una volta create le sagome, come spiega meglio l’autrice dell’idea, è necessario avere molto spazio per stendere un rotolo di cartone su cui verranno poggiate e dipinte le foglie tagliate. Le forme così ottenute saranno poi incollate a coppie in modo da non essere troppo leggere e dopo stirate con un panno che dividerà il ferro dalla carta. Il procedimento è ovviamente valido per qualunque altra icona natalizia.


Siti web da registrare, la nuova proposta di legge

Fonte: http://punto-informatico.it

Roma - Difficile credere che si tratti di una coincidenza: a poche ore da quando Ricardo Levi ha annunciato la cancellazione delle sue criticatissime proposte per la registrazione coatta di siti web e blog, ritiro subito applaudito dagli esperti, ecco che si affaccia una nuova proposta di legge, che conferma alcuni obblighi per i siti web ma con alcuni decisivi distinguo rispetto all'orientamento Levi.

A presentarla, questa volta, non è un esponente del Partito Democratico ma Roberto Cassinelli del Partito Popolo delle Libertà e membro della commissione Giustizia della Camera. Cassinelli sia nelle dichiarazioni con cui ha ieri presentato la sua proposta sia nella introduzione alla stessa sottolinea energicamente come si tratti di un testo che vuole correggere la normativa esistente per liberare, scrive, "blog, social network e community dai lacci e lacciuoli stabiliti dalla legge per i prodotti editoriali".

In particolare Cassinelli prende di mira la legge 62 del 2001, quella che i lettori di Punto Informatico conoscono benissimo, una legge che quell'anno ha provocato una mobilitazione in rete all'epoca senza precedenti animata proprio da questo giornale: le ragioni di Cassinelli sono quelle che già all'epoca furono proposte da una petizione firmata da più di 53mila utenti Internet. In quella norma, infatti, la definizione di prodotto editoriale è così generica da comprendere qualsiasi cosa, siti e blog compresi. Da qui parte il parlamentare della maggioranza, spiegando come quella legge di fatto estenda obblighi previsti e considerati necessari per la stampa tradizionale anche a realtà elettroniche che con questa nulla hanno a che spartire. A cominciare, è lecito aggiungere, dalla caccia ai ricchi contributi pubblici per i quali quella norma era nata in primo luogo.

Secondo Cassinelli la sua proposta, dunque, limita qualsiasi obbligo ai prodotti editoriali cartacei oppure solo a quelli che definisce giornali online, "ovvero quei siti internet simili, se non identici, alla stampa tradizionale, con una redazione giornalistica regolarmente stipendiata e con la vendita di spazi pubblicitari al proprio interno". A detta del parlamentare tutto questo "risponde ad una esigenza di liberalizzare la circolazione delle idee ed il mercato delle opinioni, senza introdurre ulteriori appesantimenti e controlli", al punto che definisce la sua proposta una legge salvablog "in piena antitesi con il ddl ammazzablog presentato dall'ex sottosegretario all'editoria del governo Prodi Ricardo Franco Levi". Cassinelli ci va giù molto pesante sull'impianto Levi: "Una misura assolutamente illiberale e inaudita che metteva il bavaglio alla libera circolazione delle idee, per cui apprezziamo che lo stesso onorevole Levi abbia deciso di fare retromarcia ritirando il capitolo della sua proposta dedicato ad Internet".

Nonostante le buone intenzioni, però, c'è già in queste ore chi ha individuato nella nuova proposta alcuni rischi per una serie di siti.

La falla più pesante, in particolare, si troverebbe nella nuova definizione di prodotto editoriale "pubblicato nella rete Internet". Perché un sito venga considerato in questo modo, infatti, deve valere una qualsiasi di sette condizioni. Tra queste non c'è solo la sussistenza di una redazione giornalistica o la riproposizione su web dei contenuti di un giornale cartaceo, ma anche quanto previsto dal "punto b" dell'articolo 2 comma 1, un assai più generico "il gestore o gli autori delle pagine ne traggano profitto". Questa definizione, associata al fatto che la proposta legge si applicherebbe a pressoché qualunque sito si focalizzi su "la pubblicazione o la diffusione di notizie di attualità, cronaca, economia, costume o politica" si può tradurre, dicono gli esperti consultati da Punto Informatico in queste ore, in nuovi obblighi per qualsiasi sito il cui gestore tragga profitto di qualsiasi genere (non solo economico) dalla propria attività.

Peraltro, che l'espressione "traggano profitto" del punto "b" possa non riferirsi per gli autori del sito solo all'aspetto economico ma a qualsiasi genere di profitto anche non economico, ad esempio in termini di visibilità o reputazione professionale, sembra indicarlo anche il successivo punto "f", in cui riferendosi agli autori o gestori dei siti si parla invece esplicitamente di "compensi periodici o salutari per la propria attività di gestione o redazione". Sulla stessa linea anche il successivo "g". Il problema dell'obbligo di registrazione e di dover sottostare alle altre pendenze della legge sulla stampa a cui sono sottoposti i giornali tradizionali, viene sottolineato ora, non sembra dunque affatto risolto. Anzi si confermerebbero gli obblighi della legge sull'editoria per pressoché qualunque sito pubblichi un banner, un annuncio AdSense o, più semplicemente, permetta a chi lo realizza di ottenerne un profitto di qualsiasi genere.

In effetti Cassinelli, che Punto Informatico sta tentando di raggiungere per ulteriori approfondimenti proprio in queste ore, nella presentazione della proposta dichiara che "in questo modo, il numero di siti tenuti ad essere registrati presso il Tribunale si restringe sensibilmente rispetto a quello attuale (ossia quello previsto dalla 62/2001, ndr.) che, se si ottemperasse alle vigenti normative, risulterebbe in pratica pari alla totalità dei siti web". In altre parole nella proposta Cassinelli c'è una fondamentale presa di coscienza del vulnus giuridico causato dalla controversa legge sull'editoria del 2001, c'è l'intenzione di liberare blog e siti web da obblighi che non hanno senso ma non sembra ancora esserci una corretta definizione di prodotto editoriale, con la conseguenza che si lascia aperta la porta ad una conferma degli obblighi di registrazione e degli altri obblighi previsti per la stampa anche per tutta una serie di altri siti.

Di rilevanza, per quanto generico, il comma 2 dell'articolo 2 di questa proposta che afferma, ed è questa la più importante novità rispetto tanto alla legge sull'editoria quanto alla proposta Levi:
"Sono in ogni caso esclusi dagli obblighi previsti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, i prodotti editoriali pubblicati sulla rete internet che abbiano quale scopo unico: a) la pubblicazione o la diffusione di idee ed opinioni proprie e personali; b) la pubblicazione o la diffusione, da parte dell'autore o gestore, di informazioni relative alla propria natura ed alla propria attività di società, associazione, circolo, fondazione o partito politico; c) la pubblicizzazione, da parte dell'autore o gestore, della propria attività di istituzione, ente pubblico o persona che ricopra cariche in tale ambito; d) la pubblicazione o la diffusione, da parte dell'autore o gestore, di informazioni autobiografiche, personali o che comunque riguardino la propria attività personale, professionale, politica o pubblica; e) l'aggregazione, in forma automatica, di notizie ed informazioni contenute in altre pagine; f) la creazione di momenti di discussione e dibattito su temi specifici; g) l'aggregazione di utenti terzi in una comunità virtuale".
Quanto emerge, dunque, è un chiaro tentativo di distinguere come due insiemi separati le attività professionali di informazione da tutte le altre. Il problema, osservano però gli esperti in queste ore, è che questo confine nella realtà delle attività di moltissimi siti è sfumato e quasi impercettibile. Un esperto di cinema, è uno degli esempi che viene fatto, che utilizzasse il suo blog per aggiornare i suoi lettori, esprimendo opinioni e dando informazioni sul cinema, e condisse il tutto con dei banner AdSense, rischierebbe di doversi registrare pur essendo tutto meno che una testata giornalistica, e certo non interessato a recuperare finanziamenti pubblici ma solo a parlare di ciò che lo appassiona con altri utenti della rete.

Come detto, ad ogni modo, quella di Cassinelli è una proposta di legge e come tale potrà essere modificata in corsa eliminando le possibili ambiguità. Nelle prossime ore Punto Informatico conta di poter approfondire la questione con il suo promotore e con altri esperti della materia.


La guida al risparmio di carburante del Ministero dello Sviluppo

Fonte: http://www.ecoblog.it/post/7207/la-guida-al-risparmio-di-carburante-del-ministero-dello-sviluppo

Il Ministero dello Sviluppo Economico, seguendo l’esempio dei petrolieri, ha pubblicato una corposa (185 pagine) Guida al Risparmio di Carburante e sulle emissioni di CO2 delle autovetture. Come i lettori sapranno, infatti, una guida intelligente, unita ad una corretta manutenzione dell’autovettura, consentono di ridurre i consumi e le emissioni di CO2, ma anche ad evitare incidenti.

In sintesi, 9 sono i consigli fondamentali per ridurre consumi, emissioni di CO2 e migliorare la sicurezza sulla strada: 1) Accelerare con dolcezza; 2) Inserire al più presto la marcia superiore; 3) Mantenere una velocità moderata e il più possibile uniforme; 4) Guidare in modo attento e morbido evitando brusche frenate e cambi di marcia inutili; 5) Spegnere il motore quando si può; 6) Cambiare l’olio al momento giusto e smaltirlo correttamente; 7) Mantenere i pneumatici in pressione; 8) Rimuovere porta-sci o portapacchi subito dopo l’uso e trasportare solo gli oggetti indispensabili; 9) Utilizzare i dispositivi elettrici solo per il tempo necessario.

La gran parte della guida ministeriale, curata in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, è dedicata all’elenco completo, dall’Alfa Romeo alla Volvo, di tutti i nuovi modelli di auto nuove vendute in Italia, con associati i consumi nei cicli urbano, extraurbano e misto e le relative emissioni di anidride carbonica. Automobilista informato, risparmio assicurato, quindi...buona lettura!


Alitalia, la verità verrà fuori?

Fonte: http://pipda.wordpress.com/2008/11/20/alitalia-la-verita-verra-fuori/

Lo spero, un giorno. Per motivi familiari ho vissuto da vicino queste settimane, questi mesi di crisi. E, vivendo le cose da dentro, qualcuno in famiglia si è stupito dei media italiani, anche se sono decenni che si comportano allo stesso modo. Le cose che non dicono sono tantissime, le palle raccontate sono infinite.

Qualche giorno fa avevo scritto ad Aduc dopo un loro comunicato, per indurli ad andare più a fondo, perché so che sono allergici alla propaganda mediatica. Sicuramente non serviva che glielo dicessi io, ma la nota che hanno diffuso oggi mi fa pensare che abbiano iniziato a scavare. C’è solo da sperare che lo faccia anche qualcun altro. La vicenda Alitalia non finirà con Alitalia.

Ecco qui sotto l’ultima nota Aduc.

Alitalia: la colpa non e’ del personale. Interrogazione parlamentare

Roma, 20 Novembre 2008. La situazione di crisi dell’Alitalia e’ stata colpa del personale? Ad analizzare i dati riportati, da Assoaereo (1), relativi alla situazione della nostra “compagnia di bandiera” nel 2006, non sembra che sia cosi’ come ce la raccontano. Vediamo.

1. L’Alitalia su 100 euro incassati ne spendeva 15,9 per il personale e 94,2 per tutto il resto ed aveva un passivo di 9,9 euro.

2. Air France-Klm su 100 euro incassati, ne spendeva 31,5 per il personale e 65,6 per tutto il resto, con un utile di 2,8 euro.

La compagnia francese spendeva, quindi, quasi il doppio, il 98% in piu’, dell’Alitalia per il proprio personale mentre l’Alitalia spendeva per il resto il 43,6% in piu’ della Air France-Klm. Ricordiamo che l’Alitalia, nel 2006, ha avuto un passivo di 626 milioni di euro.

Allora dove vanno a finire i costi maggiori dell’Alitalia, che non sono attribuiti al personale e che hanno procurato 19 bilanci in rosso negli ultimi 20 anni? C’e’ qualcosa che non quadra nei conti che ci vengono propinati. Cosa ne dicono i ministri dell’Economia e dei Trasporti? Una interrogazione in tal senso e’ stata annunciata dalla senatrice Donatella Poretti.

(1) http://www.assaereo.it/documenti/rapportovettoriaeroporti_lug6.pdf

Primo Mastrantoni, segretario Aduc


Processo Bassolino chiuso alle telecamere

Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2008/11/20/processo-bassolino-chiuso-alle-telecamere/

La notizia più importante del processo Bassolino è che è chiuso alle radio, televisioni e internet. Ieri ero a Napoli per realizzare il servizio dell’udienza, mi sono presentato all’ingresso del carcere di Poggioreale per accedere con la mia videocamera nell’aula bunker, in cui si stanno tenendo le udienze per mancanza di altri spazi.

Oltre a me, all’ingresso del carcere c’erano 3 colleghi dei giornali cartacei e un tecnico di radio Radicale, armato di un piccolo registratore. Ci hanno fatto riporre tutto nelle cassette di sicurezza all’ingresso. Non soltanto registratori e videocamera ma anche i telefoni cellulari e persino i computer. Ci hanno chiesto i documenti per registrare i dati personali quindi ci hanno lasciato entrare come pubblico, armati solamente di carta e penna.

Tutti gli altri, perlopiù avvocati e qualche imputato, 80 persone in tutto, sono entrati a sfilata come si usa nei ricevimenti. Saluti e strette di mano confidenziali con i poliziotti all’ingresso, ma soprattutto con i loro computer e telefonini che durante il dibattimento squillavano a destra e a manca.

L’ordine di vietare il processo a telecamere e registratori è del procuratore napoletano Vincenzo Galgano, che ha emesso un’ordinanza a mio avviso del tutto illegittima contro la quale ricorrerò al Tar della Campania. Non so quali siano le ragioni che l’hanno indotto a questa decisione. Dubito sia per motivi di sicurezza perché in tal caso non si capirebbe perché sono permesse le riprese, nella stessa aula bunker, di tutti gli altri processi in corso. Spero che il procuratore generale non si sia lasciato rapire da una dose eccessiva di megalomania, forte soprattutto del fatto che nessuna redazione televisiva pare aver osato opporsi alla sua decisione. Da cosa lo deduco? Dal fatto che il sottoscritto, ieri, era l’unico presente a Poggioreale con una videocamera per diffondere i dettagli di un processo che vede imputate 30 persone, fra cui il presidente della Campania Antonio Bassolino.

Dopo aver preso appunti in aula ho potuto accendere la videocamera soltanto all’esterno del carcere, con la quale ho realizzato il video che potrete vedere linkato presto in cima al post.

Presto metterò online un nuovo video con la telefonata in procura per chiedere delucidazioni. Vi terrò aggiornati.

P.S. Qualcuno si chiederà perché sto ricorrendo contro il provvedimento di divieto soltanto per il processo Bassolino e non per il processo Mills. La risposta sta tutta nei tempi. Da quando la procura emette un’ordinanza c’è tempo 60 giorni per fare ricorso. Ebbene il divieto del procuratore napoletano Galgano è di una settimana fa, quello di Nicoletta Gandus relativo al processo Mills è vecchio di oltre un anno. Per ora non conosco altri strumenti di ricorso. Se qualcuno può informarmi come fare provvederò anche per il processo Mills, visto che si avvicina la sentenza.


Quei “bravi ragazzi” della CIA

Fonte: http://etleboro.blogspot.com/2008/11/quei-bravi-ragazzi-della-cia.html

La CIA rende pubblico un rapporto secondo il quale le forze estremiste kosovare, ex membri dell’UCK, sono pronti a colpire i politici serbi e funzionari dell’amministrazione internazionale. Un rapporto che cerca di mettere in guardia il Governo serbo, ma potrebbe anche nascondere il tentativo di rafforzare la militarizzazione della provincia e la presenza di forze internazionali.


“Estremisti kosovari, ex membri dell’Uck, (Ushtria Clirimtare e Kosov), finanziati da terroristi arabi stanno preparando un attentato, per colpire politici serbi e funzionari dell’amministrazione internazionale.” Questo quanto dichiarato dalla Cia nel suo ultimo rapporto, inviato alla polizia serba. “Le cellule di estremisti non guardano più solo ai serbi e alla città di Belgrado come principali nemici - si legge nel rapporto - ma il suo sguardo si è esteso più a Ovest, su Washington e Bruxelles. Appartengono a un gruppo di fondamentalisti islamici e, in quanto tali, hanno come unico scopo quello di attaccare tutti i ‘non credenti’. Ci sono le prove - continua - che i componenti del gruppo facevano parte dell’UCK, che a sua volta aveva diretti contatti con Al Qaeda.” Nel rapporto non sono stati specificati i nomi dei possibili politici nel mirino dei terroristi, ma evidenzia con certezza che saranno colpite le più alte cariche delle Istituzioni Internazionali, del Governo serbo nonché obiettivi sensibili, preannunciando così per il Kosovo "uno scenario da Afghanistan". I possibili ‘covi’ degli estremisti, individuati sono Dakovica, Srbica, Vucitrn. I politici albanesi del Kosovo ora hanno un ruolo molto importante perchè possono controllare la situazione anche a proprio vantaggio, ma questo forse non durerà ancora per molto, in quanto l’equilibrio interno potrebbe degenerare. Gli estremisti, secondo la CIA, credono di avere la strada libera davanti a sé dal momento che l’indipendenza del Paese non è stata ancora perfezionata, e difficilmente lo sarà nel breve periodo.
Con questo rapporto sembra che l’America abbia finalmente confermato la sua impotenza nel controllare la situazione locale e internazionale, informando di questo la Serbia, che non potrà controllare parte del territorio. Come sempre, quando le cose non vanno o dopo il fallimento di una politica che ha impoverito i popoli, si accusa Al Qaeda, e dopotutto è sempre più facile riversare la colpa sul terrorismo, i movimenti estremisti e la criminalità organizzata. Ora si rievoca una vecchia storia e si terrorizza di nuovo il popolo serbo, parlando di possibili attacchi estremisti, quando in realtà tutt’oggi in Kosovo, molte persone muoiono a causa dell'uranio impoverito lanciato nei bombardamenti del ’99 da parte della Nato, quindi dell’America stessa. Come riportato in un rapporto dal titolo “La Nato uccide ancora persone in Kosovo”, i malati di cancro in Serbia sono triplicati dopo i bombardamenti, e il numero è destinato a crescere sempre più a causa dei proiettili imbottiti di uranio impoverito, che si trovano in oltre 112 siti in tutto il Kosovo. L’UNSP ha stilato una mappa, presentata a Ginevra, che ha confermato che la Nato ha gettato 31.000 proiettili all’uranio impoverito, violando le convenzione internazionali per i diritti umani, mentre secondo l’esercito Jugoslavo sarebbero 50.000 i proiettili lanciati in 78 giorni di bombardamento, mentre fonti russe riportano una cifra ben più elevata, pari a 90.000 proiettili radioattivi.

Secondo una ricerca condotta dall’ospedale di Kosovska Mitrovica, nel 2005 i malati erano il 38% in più rispetto al 2004. La media mondiale registra il 6% di malati di cancro, ogni 1000 abitanti, mentre in Kosovo la percentuale è decisamente più alta, pari al 20% della popolazione. Lo stesso ospedale di Pristina ha confermato che i casi di cancro maligno sono aumentati, e solo tra il 2004 e il 2005 sono stati evidenziati 3500 casi di cancro tra i cittadini albanesi, come dichiarato dal direttore dell’istituto radiologico a Pristina, Dzavit Bicaj. Non bisogna poi dimenticare i danni subiti dalle truppe della KFOR dislocate in Kosovo: sono oltre 150 i militari italiani che si sono ammalati, in stanza a Dakovica e Decani, dove sono stati esposti ad una massiccia concentrazione di radiazioni, maggiore rispetto a qualsiasi altra zona del Kosovo. Tra il 2000 e il 2004, diversi team di esperti hanno condotto numerose indagini sul territorio del Kosovo e di Metohija, per analizzare la radioattività delle terre, delle acque, della vegetazione e degli animali, rilevando che tutti i luoghi colpiti dai bombardamenti avrebbero dovuto essere evacuati per questioni di sicurezza. Finora, però, nessuna legge regolamenta quelle zone. I rilievi ha dimostrato che la radioattività beta e gamma ha superato i limiti di quella consentita, ritrovando tracce radioattive persino nel latte di mucca, e per neutralizzare la radioattività di un territorio sono necessari almeno 250 anni.

Da questo punto di vista, è proprio inutile che la CIA parli ora di pericolo islamico in Kosovo, dopo che ha letteralmente ignorato gli avvertimenti delle intelligence europee e dei Balcani che denunciavano la pericolosità dei movimenti di estremismo islamico che si venivano a creare nella provincia. Per anni il governo della ex Jugoslavia ha combattuto i movimenti estremisti del Kosovo e della Bosnia, e per questo è stata persino bombardata. Stati Uniti e Europa hanno preso le loro posizioni nei Balcani affermando di portare la democrazia, ma oggi diventa sempre più evidente che la situazione sta sfuggendo dal loro controllo. In Kosovo aumentano sempre di più gli attacchi dimostrativi, e non solo verso il popolo serbo che si trova nel nord della provincia, ma persino contro gli Uffici delle missioni Internazionali, che evidentemente hanno sottovalutato la pericolosità di queste "cellule dormienti". Dopo aver dichiarato che la “situazione potrebbe essere fuori dal loro controllo”, non è da escludere che sarà aumentata la militarizzazione del territorio usando l’alibi di Al Qaeda per dislocare quante più forze militari a controllo del territorio. Non dimentichiamo che, nei piani dell’America, il Kosovo doveva divenire la base statunitense nell’Europa Orientale per eccellenza: un progetto questo che resta a tutti gli effetti ancora valido. La Cia non è mai stata una "buona amica" della Serbia, quindi bisogna sempre prendere con le pinze questi consigli gratuiti dei "benefattori" che hanno devastato e inquinato un intera provincia.


Il fossato dei mostri

Fonte: http://www.carta.org/campagne/ambiente/15829

Si sono presentati puntuali anche questa mattina i cittadini di Aprilia, il giorno dopo lo sgombero del presidio di Campo di Carne, dove dovrebbe

sorgere la centrale di Sorgenia [De Benedetti]. Dopo la notte in bianco dell’altro giorno, lagiornata dei No turbogas ieri era stata piena: presidio fino alle tre del pomeriggio, poi la conferenza stampa e fino a sera tarda l’assemblea con centinaia di persone. Questa mattina era la volta dei sindaci, cinti delle fasce tricolori, di chiedere di poter compiere un sopralluogo al sito: si sono presentati solo il sindaco di Aprilia e quello di Nettuno. Davanti ai cancelli, decine di poliziotti e un centinaio di cittadini. A noi «istituzionali» permettono infine di visitare il sito e scopriamo così che durante la notte gli operai della ditta assoldata da Sorgenia hanno scavato un gigantesco perimetro intorno alla recinzione.

Sorgenia si giustifica dicendo che era sembrata una buona idea, scavare una trincea per impedire ai «manifestanti» di scavalcare la rete, ma l’imponente fossato, lungo in tutto 250 metri per tre di profondità, pare più che altro una prova tecnica di fondamenta della turbogas. Del tutto illegale. Ed ecco perché il sindaco di Aprilia avrebbe avuto buon gioco a porre i sigilli, come i No turbogas chiedevano: non lo ha fatto, preferendo la via più morbida di non bloccare lavori e inviare la richiesta di sospensione alla procura della repubblica. Ora si aspetta il consiglio straordinario per capire le intenzioni del primo cittadino, dopo aver intuito quelle degli interessi «forti», ben rappresentati dalla [tardiva] battaglia del Messaggero di Caltagirone contro la turbogas e dal fragoroso silenzio della Repubblica di oggi.


APPLE PIE

Buonissima torta di mele di origine inglese e adottata dagli Stati Uniti. Adatta a tutte le occasioni, piace sempre a tutti. Premetto che la ricetta della mia pasta frolla non è quella classica ma un po’ da me riadattata secondo i miei gusti, comunque nessuno se n’è mai lamentato….


Ingredienti:
Per la pasta frolla:
400 gr di farina
200 gr di burro
100 gr di zucchero
la scorza grattugiata di un limone
(o una fialetta di aroma al limone)
se gradite: 1 bustina di vanillina
2 tuorli e un uovo intero
1 cucchiaino di lievito

Per la farcia:

1 kg di mele renette
60 gr di uvetta ammollata in acqua calda
a piacere: 25 gr di pinoli
marmellata di albicocche o pesche
un paio di cucchiai di pan grattato
un cucchiaio di zucchero

Procedimento:

Preparare la frolla: amalgamare le uova con lo zucchero, aggiungere il burro, la scorza del limone, la vanillina, la farina ed i lievito setacciati (nella ricetta classica non c’è il lievito, ma io preferisco metterlo perché lascia un po’ più morbida la pasta). Impastare velocemente (ancor meglio se con le fruste apposite, così che la pasta non si scaldi troppo), fare una palla e ricoprirla con della pellicola. Porre in frigorifero per mezz’ora.
Dividere la pasta a metà, stendere la prima metà con il matterello (per non avere problemi io di solito rivesto il matterello di pellicola e stendo la pasta sulla carta da forno, così sicuramente non attacca). Rivestire il fondo e i bordi di una tortiera a cerchio apribile imburrata ed infarinata e bucherellare con una forchetta la base. Spalmarla con la marmellata e ricoprire con le mele tagliate a pezzetti, le uvette, gli eventuali pinoli ed una spolverata di pan grattato e di zucchero.
Stendere la seconda metà della pasta, tagliarla della misura del cerchio della tortiera e porla sopra il ripieno. Schiacciare i bordi con una forchetta in modo da farli aderire bene. Fare 2 o tre tagli sulla superficie in modo che non si gonfi. Se avanza della pasta fare delle decorazioni, utilizzando le formine dei biscotti.
Cuocere in forno preriscaldato a 180°per circa 40/45 min.



E’ buona fredda, ma è ancora più sublime servita tiepida con una pallina di gelato alla panna o con della crema alla vaniglia calda…

NOTA:
Nella ricetta originale della pasta al posto delle uova bisogna aggiungere acqua fredda e non mettere il lievito, mentre la farcia è fatta solo di mele, un pizzico di cannella e limone (sia buccia che succo), ma io la preferisco così…


CHARLOTTE ALLE FRAGOLE


Ottima, soprattutto d’estate quando hai voglia di mandar giù qualcosa di fresco e morbido….
Il procedimento non è proprio velocissimo, però ne vale la pena…. Sarà che a me fare tutte queste cose un po’ elaborate mi piace da matti… soprattutto quando il risultato è ottimo e rimani soddisfatta del lavoro fatto…


Ingredienti:

200 gr di savoiardi
500 gr di fragole
15 gr di fogli di colla di pesce (gelatina alimentare)
4 uova
100 gr zucchero
100 gr di latte
250 gr panna fresca
succo di frutta a piacere (o succo di limone e zucchero nel quale avrete lasciato in ammollo le fragole tagliate)
fragole extra per decorare

Procedimento:


Ammollate i fogli di colla di pesce in acqua fredda. Fate bollire il latte e lasciatelo intiepidire.
Nel frattempo sbattete con le fruste elettriche i tuorli con lo zucchero (meglio se li sbattete in una bacinella immersa in acqua bollente) fino ad ottenere un composto soffice e chiaro. Incorporate il latte tiepido versandolo a filo e continuando a mescolare con la frusta a mano. Mettete su fuoco moderato e cocete finché la crema non si addenserà. Aggiungete la colla di pesce strizzata e le fragole frullate. Mescolate, spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.
Nel frattempo montate la panna e 3 albumi. Incorporate gradatamente nella crema di fragole raffreddata prima la panna e poi gli albumi mescolando dal basso verso l’alto per evitare che il composto si smonti.
Rivestite le pareti ed il fondo di una tortiera con i savoiardi leggermente imbevuti nel succo di frutta. Versate il composto nella tortiera e mettere a rassodare in frigorifero per almeno 4 ore.
Guarnite con delle fragole tagliate a metà.

Una cosa in più…
Se avete voglia, al posto che utilizzare il succo di frutta per bagnare i savoiardi, potete, prima di iniziare tutto il procedimento, tagliare le fragole a pezzetti e lasciarle in ammollo in un bicchiere abbondante di succo di limone addolcito con lo zucchero per un’oretta. Poi scolate le fragole e frullatele per fare la crema, mentre potete utilizzare il succo di limone per inzuppare i savoiardi. Così viene ancora più buona…


CROSTATA DI MANDORLE ALLA CREMA DI COCCO

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Base di gustosa pasta frolla alle mandorle e farcitura di soffice crema al cocco fresco… una golosità!

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Ingredienti

Per la base:
  • 60 gr di burro morbido
  • 2 tuorli
  • 80 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio abbondante di latte
  • 4 cucchiai di farina di mandorle
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • 230 gr di farina 00

Per la crema al cocco:
  • 320 ml di latte di cocco – vedi nota in basso (o latte normale o metà e metà)
  • 130 gr di cocco fresco grattugiato (o passato nel mixer)
  • 2 tuorli
  • 70 gr di fecola setacciata
  • 150 gr di zucchero
  • 250 ml di panna montata

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Lavorare il burro con lo zucchero, unire i tuorli, il latte, lo zucchero vanigliato e la farina di mandorle. Aggiungere infine la farina setacciata ed impastare a mano fino ad ottenere un composto liscio. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare in frigorifero per una mezz’oretta.
Stendere la pasta in una sfoglia di pochi millimetri e rivestire una tortiera da crostata imburrata ed infarinata (va bene anche una tortiera a cerchio apribile). Cuocere in bianco (con foglio di carta da forno e fagioli o riso) a 170° fino a leggera doratura dei bordi (circa 25 min).
Preparare la crema: portare ad ebollizione il latte con il cocco, mescolando ogni tanto. Nel frattempo montare (basta anche una frusta a mano) a crema i tuorli con lo zucchero, unire la fecola facendo attenzione a non formare grumi, ed infine il latte caldo, mescolando bene. Rimettere sul fuoco e cuocere per qualche minuto mescolando in continuazione fino a che rimanga una crema abbastanza consistente (di regola già appena messa sul fuoco dovrebbe solidificarsi).
Lasciare raffreddare completamente ed incorporarla alla panna montata, mescolando dal basso verso l’alto.
Farcire con questa crema la base di crostata.

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"LA MIA TORTA DI MELE"...O QUALCOSA DI SIMILE

Girovagando per i blog, ho scovato la bella iniziativa di Essenza di Vaniglia: "La mia torta di mele".


Come tirarmi indietro??? Poi avevo una ricettina trovata sull'ultimo numero di "Cucina Italiana" che mi intrigava parecchio...non è la classica torta di mele, ma le mele ci sono!


CAKE CON MELE, NOCI E MIRTILLI ROSSI


INGREDIENTI:
400 g farina senza glutine (più un po' per lo stampo e per la frutta secca)
200 g zucchero
150 g burro (più un po' per lo stampo)
50 ml latte
50 ml Amaretto di Saronno
50 g gherigli di noce tritati grossolanamente
50 g mirtilli rossi disidratati
1 bustina di lievito in polvere (16 g)
4 uova
1 limone
1 mela di medie dimensioni
cannella in polvere
sale


Sbucciare e detorsolare la mela, poi tagliarla a fettine sottili e raccoglierle in una ciotola.
Spolverizzare le fette di mela con cannella, bagnarle con il succo del limone e metterle in frigo per 30 minuti.
Con le fruste elettriche montare in spuma il burro e lo zucchero con un pizzico di sale.
Unire le uova, due alla volta; poi, mescolando, incorporare la farina setacciata con il lievito.
Aggiungere un bel pizzico di cannella, il latte e l'Amaretto di Saronno.
Completare unendo i mirtilli rossi e le noci passati entrambi nella farina.
Versare il composto in uno stampo da plum cake imburrato e infarinato, ricoprire la superficie con le fette di mela alla cannella e infornare a 180°C per circa 1 ora (io l'ho lasciato 1 ora e 15 minuti).
Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.



ENGLISH VERSION:


Looking into blogs, I found the beautiful blog event of Essenza di Vaniglia: "La mia torta di mele" ("My apple pie").


And this is my contribute...is not the classic apple pie, but there are apples!



CAKE WITH APPLES, WALNUT AND CRANBERRIES


INGREDIENTS:

400 g gluten free flour (plus a little to the mold and dried fruit)
200 g sugar

150 g butter (plus a little to the mold)

50 ml milk

50 ml Amaretto di Saronno

50 g of walnut, coarsely chopped

50 g dried cranberries

1 bag of yeast powder (16 g)

4 eggs

1 lemon

1 medium-size apple

cinnamon powder

salt



Peel the apple, then cut it into thin slices and collect them in a bowl.
Powder apple slices with cinnamon, sprinkle with lemon juice and put them in the refrigerator for 30 minutes.
With the electric whips mount butter and sugar with a pinch of salt.
Combine eggs, two at a time, then mixing, incorporate flour and yeast.
Add a pinch of cinnamon, milk and Amaretto di Saronno.
Complete joining cranberries and walnuts, both floured.
Pour the mixture into a buttered and floured cake mold, cover the surface with apple slices and bake at 180°C for about 1 hour (I needed 1 hour and 15 minutes).
Let it cool on a wire rack.


La paga di Giuda

la paga di giuda.jpg

Io, Beppe Grillo, ne ho piene le tasche di dovermi giustificare.
Oggi vi dirò delle cose su di me, sulla mia vita privata, su alcune illazioni.
Lo faccio oggi e poi basta.

Ho avuto un incidente di macchina nel 1980, guidavo io, mi sono salvato per miracolo, ma sono morte tre persone che erano con me e sono stato condannato per omicidio colposo a un anno e tre mesi.
Non mi candiderò al Parlamento.
Non ho una Ferrari, l’ho avuta, ora ho una Toyota ibrida.
Non ho la barca, l’ho avuta, ma l’ho venduta.
Ho due case, una a Genova e una in Toscana.
Non ho denunciato nessun ragazzo, non so neppure chi sia, il mio legale ha presentato un esposto alla Procura di Alessandria per tutelare i miei legittimi interessi, per le vendite dei miei spettacoli effettuate su Ebay da molte persone. E questo solo dopo aver richiesto ripetutamente e formalmente a Ebay di non consentire le vendite illegali.
In allegato c’è la fattura di Repubblica per l’inserzione di Fazio vattene che mi è arrivata oggi.

Voglio dedicarmi insieme a chi ci crede a iniziative positive, non a confutare il Corriere della Sera che fa l’analisi del testo del blog (sic) denunciando errori come celophane con una elle sola, ma che non ha riportato una sola parola sulla pagina Fazio vattene pubblicata sulla Repubblica.

Non voglio rettificare, querelare. Non ne ho il tempo, né la voglia.
Chi vuol credermi lo faccia. Se voi mi seguirete continuerò in questa opera di contro informazione, per non lasciare il campo ai giuda dell’informazione e ai loro trenta denari.



Fonte: http://www.beppegrillo.it/2005/09/la_paga_di_giud.html

giovedì 20 novembre 2008


Pd, ultima fermata


Fonte: www.voglioscendere.it

C'è da sperare che qualcuno riesca a far dimettere il senatore Nicola Latorre almeno dall'incarico di vice-capogruppo dei democratici al Senato. Pensare infatti che i probiviri del Pd espellano, o quantomeno sospendano, il braccio destro di Massimo D'Alema dal partito, così come farebbe qualsiasi partito in qualsiasi democrazia occidentale, è velleitario. Ormai è chiaro che di occidentale il nostro paese conserva solo la collocazione sulla carta geografica: tutto il resto, dalle classi dirigenti fino a buona parte dei media, è levantino. O, se preferite, latino americano.

Ma persino in Sud America un parlamentare di opposizione smascherato in tv mentre consiglia per iscritto a un esponente della maggioranza le frasi e i ragionamenti da utilizzare per tentare di levarsi dall'impaccio in cui lo ha cacciato un avversario politico, verrebbe immediatamente fatto scomparire dalla scena. Ovviamente non per senso etico o morale, ma per convenienza. Con quale residua credibilità Latorre potrà nel futuro opporsi, o fingere di opporsi, a prese di posizione, leggi e interventi avanzate dalla maggioranza? D'ora in poi la sua faccia rotonda, il suo cranio pelato, saranno solo e semplicemente il simbolo del'inciucio. Saranno un inno al qualunquismo di chi dice «intanto sono tutti uguali». Saranno la pietra tombale sulle già scarse possibilità del centro-sinistra di tornare un giorno alla guida del paese.

Eppure tra gli oligarchi nostrani Latorre resta popolarissimo. Ieri i suoi amici, per fronteggiare l'ondata di sconcerto montante anche dall'interno del Pd, hanno straparlato rievocando i processi staliniani. Il pugliese Francesco Boccia, dimostrando di non aver ricevuto nessun beneficio dagli anni trascorsi in gioventù studiando a Londra, è arrivato a dire: «Siamo passati da Obama a Stalin». L'ex prodiano Paolo De Castro ha definito «grottesche le critiche» per il pizzino allungato da Latorre. E tutti hanno catalogato l'episodio tra le scaramucce in atto tra i dalemiani e i veltroniani per il controllo del partito democratico.

Ora, è evidente che tra i due gruppi sia in corso una guerra. Ed è altrettanto ovvio che Veltroni e i suoi, mentre premono per le dimissioni di Latorre, sotto sotto si fregano le mani pensando di aver segnato un punto in loro favore. Ma tutto questo non basta per evitare di discutere del nocciolo della questione: Latorre con il suo comportamento ha danneggiato gravemente il partito, se non se ne va lo danneggerà ancor di più. Per il Pd, insomma, è arrivato all'improvviso l'ultimo treno. Sarebbe il caso che da quelle parti ci si desse da fare per non perderlo.


Cossiga, perchè non parli?

Fonte: www.beppegrillo.it


La proposta di legge popolare “Parlamento Pulito” è sempre in attesa di essere discussa in Senato dalla Commissione Affari Costituzionali(*). La richiesta ai membri della Commissione di esprimere sul blog la loro opinione sulle tre modifiche alla legge elettorale:
- nessun condannato in Parlamento (oggi sono 18)
- due legislature e poi a casa
- elezione diretta del candidato con voto nominale
è stata accolta solo da Pardi e Belisario (IDV). Nei prossimi giorni pubblicherò i filmati con le dichiarazioni.
Il resto della Commissione tace.
Un silenzio comprensibile: se perdono il posto da parlamentari che altro possono fare nella vita? Chi gli dà più uno stipendio?
Il silenzio di Cossiga, membro della Commissione, invece mi sorprende. “Francesco, perché non parli?”
Faccio una chiamata nominale al senatore a vita e presidente emerito. Si pronunci. Nelle ultime settimane ha picconato professori e studenti ricordando i bei tempi del terrorismo e degli infiltrati, ma anche i presunti responsabili politici e operativi (Fini, Scajola, De Gennaro) della mattanza del G8 con la richiesta di una Commissione d’inchiesta che:
“ dovrà fare piena luce sui dolorosi fatti accaduti, compresa l’uccisione del giovane Giuliani ad opera di un carabiniere e piena chiarezza sull’operato del Governo, ed in particolare dell’allora Vice Presidente del Consiglio onorevole Gianfranco Fini, stranamente presente in Questura durante l’accadimento dei dolorosi fatti, dell’allora Ministro dell’Interno Claudio Scajola e soprattutto, specie dopo le dichiarazioni dell’attuale Capo della Polizia Manganelli, sull’operato dell’ex Capo della Polizia Gianni De Gennaro, perché fu egli, secondo il significato complessivo delle dichiarazioni del dottor Manganelli, il responsabile massimo della gestione operativa di vertice in quelle giornate e perché oggi è al vertice del Sistema per la Sicurezza della Repubblica ed è suo interesse che piena luce si faccia sul suo operato...”.
Cossiga, una Commissione per cambiare l’Italia c’è già, è quella in cui lei è presente. La faccia funzionare e porti il disegno di legge in Parlamento. Il pesce puzza sempre dalla testa. Da lì bisogna partire.
Fuori i pregiudicati che si fanno le leggi. Fuori i politici a vita. Fuori mogli, amanti, parenti, compari e portaborse nominati dai segretari di partito.
L’aspetto sul blog.

(*) La Commissione è presieduta da Vizzini (PDL) e composta da Benedetti Valentini (PDL), Incostante (PD), Adamo (PD), Bodega (LNP), Bastico (PD), Battaglia (PDL), Belisario (IDV), Bianco (PD), Boscetto (PDL), Ceccanti (PD), Cossiga (UDC-SVP-Aut), De Sena (PD), Fazzone (PDL), Lauro (PDL), Malan (PDL), Marino (PD), Mauro (LNP), Nespoli (PDL), Pardi (IDV), Pastore (PDL), Pistorio (Misto), Procacci (PD), Saltamartini (PDL), Sanna (PD), Saro (PDL), Sarro (PDL), Vitali (PD).


BISCOTTI AI CEREALI:

La ricetta di questi biscotti l'ho trovata sul sito di una rivista femminile molto conosciuta. Si può' dire il nome? Avanti ve lo dico,tanto non penso che mi citino per plagio, é cosmopolitan. C'é una sezione dedicata alla cucina e devo dire che ci sono delle ricette niente male.
Questi biscotti vanno benissimo per la colazione e soprattutto per i vostri bambini. Si si perché ci sono cereali, miele e frutta secca.




Ingredienti:

120 g di farina OO

180 g di fiocchi d'avena

120 g di gherigli di noce tritati

80 g di albicocche secche morbide

(Questi 3 ingredienti - noci, fiocchi d'avena e albicocche secche - possono essere sostituiti con 380 g di muesli semplice a base di frutta secca. Io ho fatto cosi)

120 g di zucchero di canna

120 g di burro

70 g di miele

1/2 cucchiaino di lievito vanigliato per dolci

se volete gocce di cioccolata


Procedimento:

Tagliate a pezzettini le albicocche e mescolatele in una grossa ciotola con le noci tritate, i fiochi d'avena, lo zucchero e la farina setacciata con il lievito. Se avete scelto il muesli già pronto, mescolate i 380 g di muesli alla farina e allo zucchero.

Se il muesli già pronto é zuccherato diminuite le dosi dello zucchero.

Sciogliete a fuoco basso il burro con il miele, aggiungete un cucchiaio di acqua calda e mescolate bene, fino ad ottenere una cremina omogenea.

Unite la crema di burro e miele nella ciotola con il mix e lavorate energeticamente per amalgamare bene l'impasto.

Formate con il composto tante pallette e schiacciatele bene.

Disponete su una placca da forno foderata con un foglio di carta forno bagnato e strizzato e cuocete i biscotti a 160°C per circa 15 minuti.

Sfornate e lasciate raffreddare.

Per renderli più golosi ci ho aggiunto qualche goccia di cioccolato.

Sono veramente buoni, semplici e velocissimi da fare!!

Vi ricordo che avete tempo fino a stasera alle 24.00 per partecipare alla raccolta delle "Ricette dal Mondo" di i dolci di laura .




Nuovi flussi clandestini

Fonte: http://www.carta.org/campagne/migranti/15841

La proposta di sospendere «nuovi flussi fino a che non saranno riassorbiti i disoccupati stranieri, oltre, ben s’intende, a quelli italiani» fatta da Paolino Barbiero, segretario provinciale della Cgil di Treviso potrebbe sembrare di buon senso. E, tuttavia, ci sembra che forse sarebbe bene che Paolino Barbiero leggesse i quotidiani locali e nazionali: la maggior parte dei migranti che entrano in Italia attraverso i cosiddetti decreti flusso, sono già in Italia. Sono già in Italia e spesso lavorano in modo irregolare sicché la sospensione dei «nuovi flussi» garantirebbe altri anni di clandestinità e di lavoro irregolare.

Quello che forse serve a una provincia, come quella di Treviso, per una ristrutturazione economica che si preannuncia pesante? Forse sarebbe bene che un dirigente sindacale della principale organizzazione italiana si occupasse dell’organizzazione e della difesa di tutti i lavoratori regolari e irregolari. Forse sarebbe bene visitare qualche Questura per cominciare a capire i processi di degradazione e di umiliazione a cui sono sottoposti i lavoratori migranti che devono rinnovare il permesso di soggiorno. Forse sarebbe bene recarsi alle Poste dove i lavoratori migranti sono costretti a pagare 72 euro di tangente per ogni permesso rinnovato.

Il suo segretario generale Guglielmo Epifani ha proposto, qualche giorno fa, di sospendere la Bossi-Fini poiché i rinnovi dei permessi per quanti sono disoccupati sono brevi e quindi, in un momento di recessione economica, il rischio è un processo esteso di clandestinizzazione. Nell’approssimarsi della crisi economica che si preannuncia profonda ognuno, evidentemente, si sta posizionando. Qualche anno fa, Maurizio Sacconi, allora semplice sottosegretario al Ministero del lavoro e che proviene dalla stessa provincia di Paolino Barbiero, aveva indicato un compito preciso per i sindacati: “dovrebbero modificare il loro ruolo sociale passando da organizzazioni che gestiscono i conflitti di lavoro a organizzazioni, tipo Spa, che partecipando agli Enti bilaterali controllano il mercato del lavoro e selezionano il personale per le imprese.” Vuoi vedere che è arrivato il tempo della trasformazione e qualcuno gioca d’anticipo?


Tv, chi garantisce il diritto di replica?

Fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/191108-tv-chi-garantisce-il-diritto-di-replica/

Non vorrei disturbare i sonni della mitica autorità di garanzia per le comunicazioni, ma mi piacerebbe conoscere quali siano o dovrebbero essere le regole che presiedono ad una corretta applicazione del cosiddetto diritto di replica.

Nello specifico ci riferiamo a quanto è accaduto nell’ultima trasmissione di Ballarò, quando, e non è la prima volta, il presidente editore ha pensato bene di intervenire telefonicamente e di scatenarsi nel consueto spettacolino contro la Cgil e contro Di Pietro. Epifani, chiamato simpaticamente”dittatore”, ha potuto almeno replicare.

Di Pietro non era presente e così ha dovuto subire l'aggressione mediatica. Il presidente editore urlava che era costretto a rispondere per le rime a Tonino perché questi gli aveva dato del "corruttore politico" nel corso di una conferenza stampa.

Esaminiamo la vicenda nel merito e nel metodo. Nel merito il ministro Bossi ha detto e scritto cose assai più gravi di quelle di Di Pietro.

Parole ben più gravi, per altro, erano state pronunciate da Gasparri contro Veltroni e re Silvio si era ben guardato dal prendere le distanze, anche solo per finta.

Sulla corruzione in senso proprio si pronunceranno altri. Sulla corruzione della lingua e dei comportamenti mediatici non vi è dubbio alcuno che Berlusconi sia l’indiscusso protagonista.

Nel metodo non esiste proporzione alcuna tra le parole pronunciare da Di Pietro in un sala della camera dei deputati e gli insulti vomitati in diretta tv e ulteriormente amplificati dalle tv di famiglia.

A questo punto torniamo alla domanda di partenza: chi garantirà il diritto di replica, nella stessa ora, nello stesso spazio, con le stese modalità e senza possibilità di replica? Se e quando altri saranno insultati, potranno replicare anche in diretta telefonica?

Bene ha fatto Floris a registrare lo sfogo del presidente del consiglio. Era una notizia e qualunque giornalista l’avrebbe trasmessa. A parti rovesciate sarà consentito anche ad altri di tutelare la propria onorabilità?

Non si tratta di una questione di parte, ma di una delicata questione di ordine generale.
Nei prossimi giorni si scatenerà un vera e proprio offensiva per espellere dalla tv pubblica i temi e i soggetti sociali sgraditi, quelli che fanno venire la ansia a Berlusconi. Nei confronti degli studenti, delle loro onde, degli scioperi della Cgil, tanto per fare qualche esempio, è già in atto una campagna di diffamazione e di oscuramento. Nei loro confronti sono fioccati insulti di ogni tipo "fannulloni, imbecilli, violenti, terroristi...", nella stragrande maggioranza dei casi non è stato garantito loro il diritto alla replica, tanto meno telefonica.

Per queste ragioni ci farebbe piacere se, come, dove e quando, a giudizio della Autorità, il diritto di replica debba essere applicato e in quali forme.

Già che ci siamo ci farebbe tanto piacere se la medesima autorità volesse, di tanto in tanto, dare una occhiata ad alcuni canali privati dove quotidianamente viene praticata la caccia agli oppositori con toni che non sarebbero possibili in alcun paese civile, e forse neppure in quelli che, a torto, continuiamo a chiamare incivili...

Giuseppe Giulietti


Abolizione obbligo certificazione energetica edifici: l'Unione Europea chiede spiegazioni

Fonte: http://feeds.blogo.it/~r/ecoblog/it/~3/Fo850GLG44U/abolizione-obbligo-certificazione-energetica-edifici-lunione-europea-chiede-spiegazioni

Su Ecoblog è gia stato trattato qualche mese fa l’argomento relativo al governo italiano e al fatto che abbia abrogato alcune norme che prevedevano l’obbligo di certificazione energetica per gli edifici.

Nel particolare l’art. 35 della Legge 133/2008 ha abrogato i commi 3 e 4 dell’articolo 6 ed i commi 8 e 9 dell’articolo 15 del Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192, eliminando, di conseguenza l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica all’atto di compravendita di unità immobiliari (ma non quello di redigerlo) e, nel caso delle locazioni, di consegnare o mettere a disposizione del conduttore l’attestato di certificazione.

In virtù di questa decisione è intervenuta la Comunità Europea per avere spiegazioni circa il mancato rispetto della direttiva 2002/91/Ce sul rendimento energetico in edilizia.

Il Commissario Europeo sull’energia, Andris Piebalgs, ha fatto intendere che la legge attraverso cui il nostro governo ha abolito l’obbligo di presentazione dell’attestato di certificazione energetica all’atto di compravendita, andrebbe a scontrarsi con le normative imposte dalla Comunità.

In virtù di questo il governo italiano dovrà dare una valida risposta che giustifichi tale operato entro e non oltre sessanta giorni. Vediamo a questo punto quali saranno nei prossimi due mesi le giustificazioni che i nostri rappresentanti sapranno fornire in merito alla questione. Noi di Ecoblog, statene certi, seguiremo l’evolversi dei fatti.


Contro la Finanziaria l'Anci invita i comuni a disobbedire

Fonte: http://www.carta.org/campagne/beni+comuni/15835

L’Anci, l’associazione nazionale comuni italiani, terrà domani, giovedì 20 novembre, nella Sala delle conferenze Anci di via dei Prefetti a Roma, una conferenza stampa nella quale il presidente dell’associazione, Leonardo Domenici, presenterà la proposta e l’invito che l’associazione ha lanciato, nei giorni scorsi, a tutti i comuni e le città metropolitane italiane: non procedere alla presentazione, negli organi competenti, dei bilanci di previsione per l’anno 2009 entro la data del 31 dicembre prossimo, «in attesa – come si legge sul sito – di una manovra finanziaria progettata ed approvata in un contesto economico e sociale totalmente diverso da quello che si è poi materialmente verificato».

La difficile situazione finanziaria che i Comuni si trovano ad affrontare, la manovra finanziaria e di bilancio predisposta dal Governo ed i suoi pesanti riflessi sulla finanza locale, l’insostenibilità delle attuali regole del patto di stabilità interno, la situazione dei rimborsi Ici a copertura delle mancate entrate per le cosiddette «prime case» sono tra le motivazione che hanno spinto l’associazione ha lanciare questo appello e saranno argomento di discussione nella conferenza stampa di domani.


Meglio del massacro delle isole Far Oer, molto meglio!

Fonte: http://feeds.feedburner.com/~r/IntuizioniOvvie/~3/458211036/post.aspx

Il cosiddetto massacro dei delfiniC'è qualcosa di nuovo in rete, anzi di rosso. Immagini raccapriccianti. Compaiono all'improvviso sugli schermi dei computer. Mostrano sangue, teste mozzate a colpi di machete, mari gonfi di cadaveri, degni del peggiore film splatter. E' quello che viene definito il massacro delle balene, un rituale che avviene una volta all'anno nelle isole Far Oer.

Il mondo civilizzato, globalizzato, scalpita e freme. Non può tollerare una simile violenza. Anzi, per la precisione: non può tollerare di assistervi. Meglio non sapere, come è ormai abituato a fare. Meglio non vedere come vivono i polli di allevamento, in batteria, uno sull'altro, senza spazio per muoversi, urinando e defecando l'uno sull'altro. Meglio non recarsi presso gli allevamenti di bestiame e non vedere quello che c'è dietro alla nostra cara, consueta immagine delle mucche al pascolo. Meglio non imbattersi nella coltivazione degli agnelli pasquali, che vivono e muoiono in una scatola, dalla nascita al giorno del macello, senza mai vedere il sole, senza mai vedere il cielo. Meglio comprare una scatoletta al supermercato e non chiedersi cos'è quell'accozzaglia proteica che vi è stipata dentro, nè soprattutto come ci è finita. Meglio uccidere il bestiame con un compressore che spara un chiodo nel cervello e poi ne risucchia il contenuto. Meglio portare a incandescenza l'epidermide di maiali vivi per testare prodotti cosmetici per le nostre femmine fatali. Meglio uccidere animali da pelliccia scuoiandoli vivi per non rovinarne il vello, prezioso per le nostre serate di alta società. Meglio il nostro massacro delle tonnare, dove i tonni vengono raggruppati e sterminati in massa a bastonate, così un vecchio marinaio in pensione con una rassicurante barba bianca può decantare le qualità organolettiche delle sue scatolette.

Tutto questo è meglio, molto meglio di quello che avviene ogni anno nelle selvagge e primitive isole Far Oer. Pensate un po': 50.000 abitanti che si permettono ancora di cacciare animali nati e cresciuti in libertà, per ottenere 35 Kg di carne e 35 Kg di grasso a testa, bambini compresi. Anzichè partecipare felici alla globalizzazione, e comprare squisite scatolette Simmenthal, osano approvvigionarsi mediante una filiera corta, ricavandone il 30% del fabbisogno annuale di carne e grasso. La carne viene essiccata e affumicata. Il grasso si usa in cucina e può essere usato come combustibile. Non si butta niente, neppure le ossa che vengono usate come materiale da costruzione. Esiste un limite al pescato (circa mille l'anno) e sono consentiti solamente gli strumenti che consentono una morte rapida. Non esiste alcun rischio biologico. Nel nord Atlantico vivono circa 200.000 delfini globicephala melas, e nel Pacifico meridionale sono ancora di più. Non è più un rituale di passaggio per feroci cacciatori, lo fanno i giovani perchè hanno braccia forti.

Ma gli abitanti delle isole Far Oer non consumano: autoconsumano. Questo è il grosso, irrisolvibile problema del nostro mondo civilizzato. Niente paura: se le comunità autonome non vanno alla Globalizzazione, la Globalizzazione andrà a loro. Già oggi la carne di questi delfini è vietata alle donne incinte per la presenza di metalli pesanti, sali di mercurio, pesticidi...

Entro pochi anni dovranno per forza di cose adeguarsi e far viaggiare petroliere e navi merci, per approvvigionarsi finalmente di cibo, il nostro cibo. Quello che non ha bisogno di violenza e morte per arrivare in tavola, perché cresce sugli alberi.


Eurobicamerale

Fonte: http://feeds.feedburner.com/~r/Voglioscendere/~3/458514884/2096142.html

Zorro
l'Unità, 19 novembre 2008

Non c’era bisogno della Procura di Roma per stabilire che, nelle telefonate fra Prodi e il consuocero, fra lo staff prodiano e un imprenditore farmaceutico, non c’era “nulla di illegale né di illegittimo”. Bastava leggerle su Panorama, che gentilmente le pubblicò un paio di mesi fa seppur coperte da segreto. Ci sarebbe invece bisogno di una Procura, nella fattispecie quella di Milano, per sapere se si possa dire lo stesso delle telefonate fra Giovanni Consorte e Massimo D’Alema durante la scalata (illegale, per i pm) di Unipol a Bnl. Come quella in cui D’Alema informava Consorte di aver parlato con Vito Bonsignore, eurodeputato Udc e socio Bnl, della sua auspicata alleanza con Unipol: “È venuto a trovarmi Vito Bonsignore... voleva sapere se io gli chiedevo di fare quel che tu gli hai chiesto di fare, o no... Voleva altre cose, diciamo... a latere su un tavolo politico ... Ti volevo informare che io ho regolato da parte mia... È disposto a concordare con voi 1-2 anni... il tempo che vi serve... Gianni, andiamo al sodo, se vi serve resta... Noi non ci siamo parlati, eh?”. Ma ieri - 543 sì, 43 no, 90 astenuti - il Parlamento europeo ha coperto tutto con immunità tombale: i pm non potranno valutare, come avevano chiesto, se quelle parole configurino pere caso un concorso nell’aggiotaggio di Consorte. Tutti gli eurodeputati italiani presenti - Pd, Pdl, Lega e sinistra “radicale” - han votato per salvare D’Alema (a parte Pannella, Cappato e Ferrari, più Casini astenuto). L’interessato si era scordato di dire ciò che aveva detto Prodi per le sue telefonate: “Si indaghi pure, nessuna immunità, nulla da nascondere”. Il solito sbadato.


Regali ecologici per Natale? Provate col bambù

Fonte: http://www.ecoblog.it/post/7172/regali-ecologici-per-natale-provate-col-bambu

Manca poco più di un mese al Natale, un periodo dell’anno spesso vissuto all’insegna dello spreco e dello scarso rispetto per l’ambiente; se però siete alla ricerca di qualche idea-regalo che sappia anche essere ecologica eccovene 3 a base di Bambù , materiale dai molteplici usi:

Flash Drive
Le memorie flash in Bambù, insieme con le parenti in legno d’acero, cicliegio e noce sono diventate molto popolari nell’ultimo anno. Al prezzo di poco più di €10 per 1GB possono essere un dono che viene percepito con un alto valore intrinseco pur essendo low-cost e con un po’ di creatività potreste registrare un breve video con gli auguri da memorizzare nel drive flash.

Vestiti di Bambù
Gli abiti fatti al 100% in fibra di Bambù (tipicamente in colori come sabbia e salvia) riscaldano e sono incredibilmente assorbenti, oltre ad essere antibatterici. Potete arrivare a spendere sui €50 per un maglione o qualcosa di meno per un telo e magari potete farli personalizzare facendovi cucire sopra una frase in tema ecologico. Il Bambù è un materiale molto versatile e c’è tutta una gamma di prodotti che va dai mobili ai fini tessili; per esempio un’azienda tessile di Prato ha prodotto dal Bambù un filato che non si stropiccia e The North Face ha un’intera linea di abbigliamento sportivo e calzature outdoor chiamata ecoCloth con mescola di cotone e fibre di Bambù.

Taglieri da cucina
Il Bambù può essere anche molto resistente e come tagliere da cucina risultare anche molto pratico, con costi che variano dai €15 ai €40 anche su ebay, anche se non sarebbe altrettanto glamour come i vestiti, in compenso avrebbe il pregio di venire usato ogni giorno, anche se con qualche cura particolare. A differenza di quelli in marmo o in plastica un tagliere di bambù non dovrebbe mai essere lasciato in acqua o in lavastoviglie ma bisognerebbe sciacquarlo con acqua calda calda e con un detergente delicato e poi rapidamente a secco per evitare il proliferare di muffe.


Sergio Zavoli alla vigilanza Rai. Piace al piduista

Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2008/11/18/sergio-zavoli-alla-vigilanza-rai-piace-al-piduista/

Sergio Zavoli parla del rapimento di Aldo Moro

Il giornalista e deputato Sergio Zavoli, 85 anni, sarà con tutta probabilità il nuovo presidente della commissione di vigilanza Rai. Sostituirà Riccardo Villari, dimissionario forzato dopo l’infuocata conferenza stampa indetta da Idv, in cui Antonio Di Pietro ha detto ciò che già molti sanno, ossia che Silvio Berlusconi è un corruttore politico. Poteva risparmiare “politico” dicendo semplicemente corruttore. Mills, Saccà, Guardia di finanza, giudici per interposta persona (Previti) sono solo alcuni esempi.

Il problema è che stiamo già leggendo dei virgolettati con un’informazione in trincea, senza critica e senza analisi sulla verità che Di Pietro ha ricordato in conferenza stampa.

Sergio Zavoli è una sorta di secondo “Petruccioli” tassello di una sinistra molto a destra come piace al piduista. Spero che dopo 60 anni di onoratata carriera nel canale televisivo ex pubblico, ci metta lo zampino affinché proprio sulla Rai si riproponga qualcosa che stimoli la memoria dei telespettatori, soprattutto di quei leghisti creduloni alleati del corruttore a capo del governo.


Quote latte: Zaia cerca di strappare all'Europa 4miliardi di euro

Fonte: http://feeds.blogo.it/~r/ecoblog/it/~3/9SxEgq_AvQY/quote-latte-zaia-cerca-di-strappare-alleuropa-4miliardi-di-euro

Luca Zaia, stamattina, alle 8,00 prima di andare a Fiumicino dove lo attendeva il volo per Bruxelles, è passato dagli Studi di Saxa Rubra, da Michele Cucuzza a Uno mattina per dire agli italiani che lui per i prossimi giorni non sarà al dicastero ma in sede europea a combattere la battaglia delle quote latte.

Ha detto il Ministro:

Ci portiamo dietro uno scellerato patto di 24 anni fa, fatto dai precedenti responsabili di Governo che conclusero un accordo che prevedeva che un litro di latte su due dovesse arrivare dal resto d’Europa.

Il Ministro fa riferimento al Governo Craxi I quando la PAC fu adottata in tutti gli stati membri, accordi rivisti poi successivamente, ma sempre in maniera svantaggiosa per l’Italia.

E appunto, da oggi e sino a domani è impegnato in una trattativa che dovrebbe fargli portare a casa un considerevole aumento delle quote latte e 4 miliardi di euro da stoccare nei vari ambiti agricoli italiani. Ovviamente non sarà l’unico ad avanzare richieste e se la dovrà vedere con le agguerrite Francia e Germania che ci sottraggono sistematicamente quote considerevoli di investimenti.


La scorrettezza dei quotidiani

Fonte: http://www.danielemartinelli.it/2008/11/19/la-scorrettezza-dei-quotidiani/

Qualcuno ricorda se sia già successo, almeno una volta negli ultimi 60 anni di Repubblica, che il capo di una formazione politica presente in parlamento dia del corruttore politico al presidente del consiglio? Dalle ricerche che ho fatto io no.

Ebbene, quale miglior titolo di apertura ci sarebbe stato per i quotidiani cartacei di oggi se non “Di Pietro: Berlusconi è un corruttore“? No! La massoneria gentile e deviante del primo quotidiano italiano preferisce glissare.

Il Corriere della sera di oggi, come potete leggere, scrive a tutto tondo “Rai, accordo Pd-Pdl su Zavoli”. Della frase “corruttore politico” detta ieri da Antonio Di Pietro in conferenza stampa che ha determinato la decisione di sostituire alla presidenza della commissione di vigilanza Rai Zavoli con Villari, non c’è traccia. Non soltanto nel titolo ma pure nel sommario, nell’occhiello e nella dozzina di righe di articolo che seguono. L’occhiello si limita a fare da manutengolo al piduista riportando che chiama Ballarò per dire “querelo Di Pietro” e morire con un insignificante “attacco a Epifani”.

Nelle scuole di giornalismo il titolo viene definito fondamentale per richiamare l’attenzione del lettore col riassunto in poche parole del succo delle vicende di giornata. Se è costruito in maniera sbagliata, (come nel caso del Corriere) il lettore non sarà interessato alla prosecuzione della lettura.

Sappiamo purtroppo che i criteri per la titolazione, soprattutto negli ultimi anni, sfuggono sempre più spesso dalle regole fondamentali, adattandosi invece a gusti e obiettivi delle singole testate.

La regola principale di garantire nel titolo un’informazione immediata, chiara e univoca, nel Corriere di oggi non c’è. Scrivere “Rai, accordo Pd-Pdl su Zavoli” significa dare risalto sproporzionato soltanto a un dettaglio conseguente al clima che si è creato dopo la frase “Berlusconi corruttore politico” pronunciata da Di Pietro. Siccome occhiello e sommario dovrebbero avere la funzione di formire ulteriori elementi per la comprensione della notizia, quelli di oggi sul Corriere sono altrettanto confusi e devianti. Infatti, anche l’occhiello odierno del Corsera che precede il titolo recita “Presidente della Vigilanza, svolta dopo lo scontro su Orlando. Ma Villari: io non mi dimetto”. Fare titolo, occhiello e sommario in questo modo significa comportarsi da giornalisti professionalmente corrotti.

Fumoso, purtroppo, è anche l’editoriale di Massimo Franco messo sotto il titolo in prima pagina battezzato “Il triangolo” in cui si parla della figura di Zavoli e delle reazioni attorno a Villari. Niente di niente sul nocciolo della questione, ossia che il corruttore Silvio Berlusconi ha fatto nominare il presidente di commissione della vigilanza Rai in barba alla regola che vuole sia l’opposizione a deciderlo proprio perché continua ad esercitare il controllo diretto del canale televisivo pubblico.In un modo simile si comporta Repubblica di oggi, con la differenza che su questo quotidiano qualcuno ha almento avuto il coraggio di scrivere “corruttore politico” nelle 4 righe striminzite dell’articolo. Nessuna traccia della frase di Di Pietro sia nel titolo, che recita “Berlusconi in tv attacca Di Pietro” che nel sommario in cui si legge la reazione di Berlusconi “Io corruttore? Mi denunci o lo querelo” che nell’occhiello che recita: “Il premier interviene a Ballarò e litiga con il leader della Cgil e con Bersani. Vigilanza Rai, accordo tra la maggioranza e Veltroni sul nome di Zavoli”.

Stiamo certi che anche tutti i tg di oggi glisseranno la questione spinosa del corruttore. Vera causa della perdita di democrazia in questo paese malato fatto di leggi ad personam e di bugie grazie a servi come il direttore del Corriere Paolo Mieli. Peccato che la vergogna appartenga soltanto ai galantuomini.


Aprilia. Cronaca di uno sgombero annunciato

Fonte: http://www.carta.org/campagne/ambiente/15819

Erano le 3.30 della scorsa notte quando decine di uomini delle forze dell’ordine hanno bloccato la via Nettunense ed hanno fatto irruzione nel terreno di Campo di Carne [periferia di Aprilia], dove dovrebbe essere realizzata la centrale Turbogas. Pochi minuti e il presidio permanente che da mesi la Rete civica tiene in vita stato sgomberato: tre cittadini, presenti al momento del blitz, sono stati portate in questura mentre i camion e mezzi di scavo, scortati dalla polizia in tenuta anti sommossa, sono entrati nel terreno per avviare i lavori di recinzione.

«Questa è la cronaca di uno sgombero annunciato – dice il presidente della rete civica No Turbogas Rita Leli – un atto di prepotenza dei poteri forti contro la volontà espressa dall’intera città di Aprilia e dai comuni limitrofi». Un vero e proprio blitz, dunque, arrivato quando è ancora aperto il dialogo con la Regione.

«Sorgenia – denuncia la Rete – vuole mettere i cittadini di fronte a un fatto compiuto: prima le forze dell’ordine hanno accompagnato i mezzi di scavo della società nel terreno presidiato, poi, scortate dagli agenti, sono arrivate le ruspe, le betoniere e un pullman di operai per avviare i lavori di recinzione del terreno dove dovrebbe sorgere la centrale. Stanotte i cittadini hanno visto come viene fatta applicare la legalità in Italia, attraverso un blitz di stampo militare contro una rete di cittadini che pacificamente e tenacemente manifesta il suo dissenso».

Immediata la reazione di Ivano Peduzzi e Anna Pizzo, rispettivamente capogruppo e consigliera del Prc alla Pisana. «E’ stato un blitz in piena regola, un’operazione repressiva contro i cittadini e gli enti locali che si oppongono alla realizzazione della centrale turbogas di Campo di Carne – hanno detto appena arrivati a Campo di Carne subito dopo lo sgombero – Stiamo assistendo a un vero e proprio scontro tra poteri forti che passa sopra la testa dei cittadini. Gi interessi di De Benedetti e della sua Sorgenia stanno annullando la volontà delle comunità locali, il ruolo delle istituzioni e la programmazione in materia energetica. Il Piano regionale, che ha avuto già il via libera della commissione Ambiente, lo dice chiaramente: ‘non è necessario installare i gruppi di Aprilia e Pontinia’ perché fino al 2020 con gli impianti esistenti il Lazio produrrà il 13 per cento in più di energia rispetto al fabbisogno. Ma del Piano De Benedetti se ne infischia. La posta in gioco è troppo alta e lo scontro con Caltagirone, con il quale si contende grosse fette di territorio, gli impone di accelerare i lavori della centrale. Chiediamo immediatamente la convocazione di un Consiglio regionale straordinario e di accelerare l’iter di approvazione del Piano energetico – concludono Peduzzi e Pizzo – Presenteremo, inoltre, una mozione per fare luce sul blitz di questa notte».

Contro lo strapotere di questi signori, continuerà più forte di prima la protesta dei cittadini e della rete civica ‘No turbogas’ che già oggi alle 15.30 hanno tenuto una conferenza stampa presso il presidio sgomberato per spiegare la situazione e rilanciare la protesta pacifica. Alle 18.30, nell’aula consiliare del Comune di Aprilia, si svolgerà invece un’assemblea straordinaria della rete dei cittadini contro la Turbogas durante la quale il Sindaco di Aprilia illustrerà le iniziative che intende mettere in campo l’amministrazione comunale a seguito di quanto accaduto. ’«Chiediamo – spiega la rete civica – di visionare il progetto preliminare e quello definitivo, in base ai quale è stata accordata la Via. Vogliamo capire le ragioni di questa accelerazione e anche le comunicazioni arrivate al Comune di Aprilia. La nostra è una battaglia di civiltà a difesa della salute contro gli interessi degli imprenditori e le istituzioni compiacenti Il blitz di questa notte ha avuto modalità poco democratiche e poco rispettose. I poteri forti passano sopra a tutto».

mercoledì 19 novembre 2008


Calabria. Si riapre il caso delle navi affondate cariche di veleni

Fonte: http://www.carta.org/campagne/ambiente/15817

Si riapre il caso anche delle navi affondate al largo delle coste calabresi cariche di veleni. A parlare di «nuove rivelazioni di un collaboratore di giustizia» è l’Avvenire.

Tra il 1981 e il 1993 una ventina di motonavi battenti bandiera italiana, greca, maltese, di Antigua e di Saint Vincent, sono colate a picco misteriosamente. Forse qualcuno ricorderà la «Jolly Rosso» affondata lungo il Tirreno cosentino. Caso archiviato, come tutti gli altri del resto.

Sullo smaltimento dei rifiuti tossici ha reso dichiarazioni interessanti Giuseppe Morano – scrive l’Avvenire – altro pentito di ‘ndrangheta in passato affiliato alle potenti cosche della Piana di Gioia Tauro. Morano ha rivelato che i clan puntavano a gestire discariche di veleni: «Dovevano fare una società, non so se la stanno facendo, so che era in sospeso... Una persona che aveva molti agganci... Diciamo uno che aveva a che fare con quella discarica che hanno scoperto a La Spezia... Lui diceva: ’Possiamo fare una discarica a Serrata... Magari ci mettiamo un capannone vicino, con i macchinari per bruciare i rifiuti tossici. L’importante è che ci danno a noi la gestione’».


Scuola: arriva l'onda...


Fonte: http://www.vauro.net/vauro141108.gif


Facebook espelle dalla community vari gruppi neonazisti

Fonte: http://italiadallestero.info/archives/2019

Pubblicato Lunedì 17 Novembre 2008 in Spagna

[El Pais]

La rete sociale elimina sette profili di utenti italiani dopo lo scoppio della polemica

Facebook ha ritirato varie pagine del suo sito utilizzate da neonazisti italiani per incitare alla violenza, dopo l’accusa alla rete sociale, da parte di alcuni politici europei, di offrire una piattaforma per il razzismo.

In tutto sono state create nel sito sette pagine di diversi gruppi con titoli che incitavano alla violenza contro gli zingari. “L’esistenza di questi gruppi è ripugnante” assicura Martin Schulz, l’europarlamentario socialista che ha presentato un reclamo contro la compagnia con sede in California.

Facebook ha comunicato il ritiro di questi profili poiché violavano le condizioni d’uso del sito. “Facebook appoggia il libero flusso di informazioni, e i gruppi che offrono un forum per discutere di temi importanti. Tuttavia, Facebook eliminerà qualsiasi gruppo che risulti violento o minaccioso”, afferma in un comunicato.

Negli ultimi mesi in Italia gli zingari hanno subìto diversi attacchi, proprio mentre i media del paese hanno concentrato la loro attenzione sui violenti reati da loro commessi da questi. Inoltre in Italia è polemica sull’argomento, poiché il governo italiano ha smantellato gli accampamenti illegali dove vivono grandi quantità di zingari. I parlamentari europei e alcuni gruppi cattolici hanno criticato quello che percepiscono come una demonizzazione di un gruppo etnico che, come gli ebrei, è stato bersaglio di omicidi di massa nella Germania nazista.

Shimon Samuels, membro del gruppo ebraico dei diritti umani “The Simon Wiesenthal Center”, ritiene che Facebook dovrebbe creare una tecnologia per filtrare “il discorso dell’odio”. “Non è niente di nuovo, è già successo in precedenza, ed è anche già successo addirittura su Facebook. Non siamo sorpresi che questo gruppo di neonazisti marginali italiani ne abbia approfittato”, afferma Samuels.

Facebook ha affermato di non controllare i profili prima che vengano pubblicati, ma assicura di avere una squadra che si occupa di ricercare le violazioni alle condizioni d’uso che proibiscono di pubblicare qualsiasi articolo aggressivo, o perseguibile per reati razziali, etnici o di altro tipo.

[Articolo originale di Reuters]


Aprilia in ostaggio

Fonte: http://www.carta.org/campagne/ambiente/15818

Nella notte tra lunedì e martedì poliziotti, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale – mancavano solo i paracadutisti – hanno sgomberato il presidio di Aprilia, trascinando via con la forza i cittadini. E’ un segnale molto preoccupante. Valsusini, vicentini e così via sono avvisati.

Ma ad Aprilia qualche conto non torna. Domenica scorsa, il giorno prima dello sgombero, il Messaggero, il principale quotidiano del Lazio, esibiva un sorprendente titolo in prima pagina: «Aprilia, saccheggio del territorio». Due intere pagine raccontavano come «un gigante della finanza che strizza l’occhio alla politica», il detentore della tessera numero 1 del Partito democratico, ossia De Benedetti, padrone di Sorgenia, sia riuscito ad ottenente – grazie ai favori del centrosinistra nazionale, finché è durato il governo Prodi, e regionale – i permessi per costruire una «maxicentrale inutile e dannosa»: una centrale turbogas da 400 milioni di euro e da 750 Megawatt, in un’area già affollata di impianti pericolosi e abitata da decine di migliaia di persone. Perciò i cittadini di Aprilia si sono ribellati in ogni modo, fino ad occupare Campo di Carne, il terreno acquistato da Sorgenia per costruirvi la centrale.

Già, ma il Messaggero appartiene a Caltagirone, mega-costruttore edilizio e non solo. Perché d’improvviso il suo giornale spara in prima pagina quel che i cittadini di Aprilia dicono da anni? Forse perché la centrale è il primo passo di una grande speculazione edilizia, che Caltagirone vuole ostacolare? Quel che è certo è che Aprilia è ostaggio di una guerra tra imprese giganti. E per il momento a vincere è De Benedetti, che riesce a scagliare le truppe dello «sviluppo» su chi si oppone al saccheggio. Forse perché i suoi complici non sono solo nel centrosinistra.


Il compito di Villari Riccardo

Fonte: http://feeds.feedburner.com/~r/Voglioscendere/~3/457171042/2094873.html

Il bello è che questo Villari Riccardo, deputato napoletano in quota all’opposizione, ma eletto dalla maggioranza a presiedere la Commissione parlamentare di vigilanza, se ne stava al sole romano, due domeniche fa, ore nove e trenta del mattino, con Massimo D’Alema, tutti e due passeggiando sul Lungotevere. Da soli e fitto fitto parlando, chissa di cosa poi. Per di più sul lato più simbolico del fiume, tra Castel Sant’Angelo e il Vaticano, ad aggiungere intreccio di sangue e di complotto al sottotesto.

Perché poi il sottotesto e il testo coincidono: “Non mi dimetto. Non ci penso proprio”, ha dettato il Villari, dopo diurne consultazioni con Ciriaco De Mita e Clemente Mastella, bufale sagge e silenti della politica campana, entrambi esperti in dimissioni per averne rifiutate a dozzine, nel corso dei decenni democristiani e oltre. Per poi farsi le molte risate di queste ore in compagnia dei ronzanti Velardi Claudo e Latorre Nicola, anche loro napoletani coi fiocchi, amici (proprio) dell’amico D’Alema, e perciò nemici del nemico Veltroni.

Il quale Veltroni neanche si è accorto di quanto e di come si preparava la sua plateale sconfitta agli occhi dell’equipaggio suo e dell’Italia intera, svestendolo fino al punto di non ritorno, come capita a un comandante senza comando. Umiliabile persino dalla penultima pedina in gioco, questo Villari Riccardo che tenendosi stretta la fresca nomina attribuitagli dai berlusconici, si concede lo sfizio pomposo della battuta istituzionale e dalla cima del suo patibolo declama: “Vorrei compiere con dignità e umiltà il compito che mi è stato affidato”.


Salerno - Reggio Calabria: la trasformeranno in parco solare?

Fonte: http://feeds.blogo.it/~r/ecoblog/it/~3/jgkHeknFwvQ/autostrada-in-calabria-trasformata-in-parco-solare

In Calabria si sta discutendo in questi giorni sulla costruzione di un parco solare dalle ceneri della vecchia autostrada Salerno-Reggio Calabria. A lanciare la proposta è Michelangelo Tripodi, assessore regionale all’Urbanistica e Governo del Territorio, che rivela come per il progetto sia già stato costituito un gruppo di esperti che sta lavorando per trasformarlo in realtà.

La proposta in sostanza prevede che una parte della vecchia autostrada, che dovrebbe essere demolita per lasciare spazio ad nuovo tracciato alternativo, venga trasformata appunto in un parco solare. Il progetto indica che una delle due carreggiate possa essere utilizzata per produrre energia alternativa attraverso appositi pannelli già ampiamente utilizzati soprattutto nel nord Europa.

Il tratto autostradale in questione è quello che va da Scilla fino a Palmi e, secondo le prove ed i dati tecnici forniti dall’assessore, ci sarebbe la possibilità di alimentare entrambe le carreggiate e tutti gli autogrill che saranno installati sulla nuova autostrada Salerno-Reggio Calabria. Quest’impianto di generazione “autostradale” inoltre, sempre secondo le parole dell’assessore, permetterà di produrre anche energia utilizzabile per alimentare utenze abitative.

Il progetto è senza dubbio interessante sulla carta, anche considerando il fatto che i costi di demolizione della vecchia autostrada si aggirerebbero sui 40 milioni di euro. Tale cifra potrebbe pertanto essere utilizzata per la creazione di questo sistema di energia alternativa.

La proposta però, per quanto interessante da un punto di vista economico-ambientale, potrebbe avere dei risvolti negativi per ciò che riguarda la sfera sociale. Infatti, com’è risaputo, la Salerno-Reggio Calabria è un cantiere ormai aperto da decenni che crea da troppo tempo innumerevoli disagi agli automobilisti.

La proposta nasce quindi senza considerare il parere dell’opinione pubblica che ha naturalmente come priorità quella di vedere la fine di questo interminabile cantiere. Seppur per cause di tutto rispetto, pensate sia ben accetto un nuovo ulteriore cartello di lavori in corso su quel tratto di strada?

Noi di Ecoblog seguiremo la vicenda e cercheremo di darvi aggiornamenti sulla questione la quale, visto il quadro della situazione, si preannuncia particolarmente calda.

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