domenica 9 novembre 2008

Ma davvero non siamo mai andati sulla Luna?

Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/index.php?op=viewarticle&artid=19

L'articolo completo di foto e' a questo LINK

"THE TRUTH IS IN THE PICTURES"

I PARTE - LE OBIEZIONI DI FONDO

Il quadro storico

Nel 1962 la tensione fra America e Russia era giunta ai massimi livelli. All'apice della guerra fredda, c'era stata la crisi dei missili di Cuba, che aveva portato Kruschev e Kennedy a giocarsi la partita su un bluff e contro-bluff a livello mondiale, vinto dal secondo a rischio di uno scontro atomico.

Russia e America, semplicemente, stavano cercando di dividersi il mondo.

In tutto questo, l'America era partita nettamente in ritardo nella corsa allo spazio, e mentre loro erano appena riusciti a mettere in orbita uno scimpanzè, sulle loro teste passava beffardo il "cosmonauta" Yuri Gagarin, che diventava così il primo essere umano ad essere uscito dall'atmosfera terrestre.

Qualche mese dopo, Kennedy rilanciava a sorpresa, annunciando che l'America avrebbe "messo un uomo sulla Luna prima della fine del decennio". Quello che accadde dopo, fra lui e i dirigenti NASA, ha cominciato ad emergere soltanto negli ultimi anni, ma pare che sia stato un vero e proprio putiferio. Sarebbe infatti impossibile, a detta di ogni scienziato che si rispetti, che un qualunque essere vivente attraversi addirittura le Fasce di Van Allen, altrochè arrivare sulla Luna. (Le F. sono una stretta e poderosa cintura di radiazioni, che va da un polo all'altro della Terra, e che a sua volta protegge la Terra dalle radiazioni cosmiche, ma alla quale è impensabile per noi anche solo avvicinarsi. Ci hanno provato, negli ultimi anni, gli astronauti dello Shuttle, con risultati ben poco confortanti).

Non sappiamo quindi in che momento esatto possa esser nata l'idea di "fingere il tutto", ma fra quel giorno e il fatidico 1969 - scadenza dell'impegno preso pubblicamente da Kennedy- qualcuno deve di sicuro averci almeno pensato.

Curiosamente, fu proprio l'assassinio di Kennedy a fare da pietra miliare nella storia della comunicazione, nel senso che molti oggi fanno risalire a quell'evento l'inizio della cosiddetta "era mediatica", nella quale - come avrebbe poi puntualizzatio Mac Luhan - "il mezzo è il messaggio". Ovvero, la TV "diventa" la realtà.

In assenza di piazze, nelle quali convergere nei momenti di crisi, per la prima volta in quel Novembre del '63 gli americani, schoccati dall'assassinio del presidente, si erano riuniti attorno al "focolare elettronico", che da quel momento divenne per tutti la nuova "realtà".

Fu così che quando, nel '69, la TV ci mostrò degli uomini sulla Luna, divenne automaticamente "vero" per tutto il mondo che l'uomo fosse andato sulla Luna. Lo aveva detto la TV.


Prima obiezione - il "grande segreto"

Prima di tutto, non è affatto vero che sia necessario coinvolgere "migliaia", o anche solo "centinaia" di persone, nella colossale bugia. Anzi, molti degli addetti ai lavori sarebbero stati proprio le prime vittime di questo mastodontico inganno: a differenza di quello che si crede, le comunicazioni in diretta fra Apollo 11 e "Houston" erano avvenute soltanto per i primi dieci/quindici minuti dopo il lancio del Saturno. Dopodichè, per qualche motivo non chiaro, il ponte radio era stato rilevato da una misteriosa "stazione secondaria", lontana da Houston, che rimandava a sua volta le comunicazioni alla sala di controllo. Ovvero, le centinaia di persone che abbiamo visto alzarsi e applaudire all'unisono, al "touchdown" lunare di Apollo, in tutta probabilità stavano guardando lo stesso nastro registrato che abbiamo visto tutti noi.

(L'ipotesi più diffusa è che gli astronauti siano partiti davvero con il Saturno, e abbiano poi passato una settimana in orbita terrestre - mentre noi vedevamo lo spettacolo preregistrato dalla Luna- per poi riprendere la commedia "in diretta", al momento dell'ammaraggio nel Pacifico. E' noto al proposito l'episodio di un radioamatore australiano che avrebbe sentito chiaramente delle conversazioni fra astronauti e personale di terra, in un momento in cui la navicella doveva trovarsi addirittura dietro al lato coperto della Luna. L'altra ipotesi è che invece non fossero mai partiti con il Saturno, e che al momento del rientro siano stati trasportati in quota da un C-130, che li avrebbe sganciati sul Pacifico all'interno della loro navicella).

In ogni caso, diventa più facile spiegare quella strana espressione "agrodolce" che si nota spesso su tutti i "terzetti" di ritorno dalla missioni lunari. Il più delle volte, sembra più che altro che gli sia morto il gatto.


Al di lì di quale sia il numero esatto di persone al corrente della messinscena, vi è un meccanismo, che si può definire "bugia nella bugia", che permette di salvaguardare un segreto di questo genere per lungo tempo, e nonostante le molte persone coinvolte. Bisogna che ciascuno di loro sia convinto che dalla salvaguardia di quel segeto derivi, ad esempio, la sicurezza nazionale ("se non fingiamo di arrivare per primi sulla Luna, i russi ci batteranno e domineranno il mondo"), ed ecco che i migliori difensori della bugia diventano proprio coloro che ne sono stati le prime vittime.

Certo, non sempre funziona, e non con tutti, specialmente quando di mezzo ci siano l'orgoglio, la passione, l'integrità e la professionalità di gente che ha dedicato la vita inseguendo un sogno, che di colpo gli si rivela impossibile. Ma la storia della NASA è anche costellata di strani "incidenti", nei quali hanno perso la vita astronauti che, casualmente, avrebbero manifestato un certo fastidio nell'essere stati "incastrati" in un meccanismo dal quale, ovviamente, non potevano più uscire.

Un pò come la mafia: quando ne conosci i segreti, ne fai parte anche tu per sempre.

Nelle immagini a lato, forse l'episodio più significativo di tutti. Gus Grissom, Edward White e Roger Chaffee erano i primi tre astronauti che avrebbero dovuto inaugurare il ciclo delle missioni Apollo.

Ma Apollo 1 non si levò mai da terra, poichè i tre morirono carbonizzati in uno stranissimo incidente durante una simulazione, nel quale nessuno dei mille tecnici presenti riuscì ad aprire il portello della capsula, mentre i tre soffocavano tragicamente al suo interno. Le cause effettive dell'incidente non furono mai chiarite.

Altri astronauti sono morti in circostanze non chiare, e fra questi anche due dei dodici che fecero ritorno dalla Luna. Ma questa non vuole essere un'indagine di carattere criminale, e ci accontentiamo di aver detto che vi sono molti casi sospetti, nell'arco dell'intera storia del progetto Apollo. LA NASA è in realtà un braccio militare "travestito" da civile, e non ci è quindi difficile credere che, di fronte ad interessi di queste dimensioni, non si stia a guardare troppo per il sottile per garantirne la realizzazione.

Approfittiamo per suggerire un'ulteriore, eventuale "vantaggio" che sarebbe derivato alla NASA dalla finzione dei viaggi lunari. Come già detto, stiamo parlando in realtà del braccio spaziale della difesa americana, ed i miliardi di dollari che il Congresso ha erogato in quel periodo, per andare sulla Luna, furono veri. Se quindi fu necessario spenderne solo una minima parte, per "andare" sulla Luna, qualche altro buon uso, "in nero" oltretutto, per i finanziamenti rimanenti lo avranno certo trovato. Al Pentagono la fantasia non è mai mancata, in quel senso.

Seconda obiezione - il silenzio dei russi

Anche qui, ovviamente, possiamo fare solo ipotesi. La prima è quella di immaginare che reazione ci sarebbe stata, nel mondo, se davvero al ritorno di Armstrong dalla Luna i russi avessero detto "non è vero!" Gli avremmo davvero creduto, nel momento in cui i veri sconfitti nella corsa allo spazio diventavano proprio loro? Non ci avrebbero fatto invece la figura della volpe con l'uva?

Ma il vero motivo del loro silenzio probabilmente è molto più profonodo, e molto più realistico. Una volta resisi conto di essere stati "fregati" dal bluff di Kennedy, per il rischio che correvano nel denunciarlo dalla loro particolarissima posizione, perchè non cercare invece un "compromesso" utile, come ad esempio un programma spaziale congiunto, in cui loro avrebbero avuto solo da guadagnare? (Dopo la partenza folgorante, il programma spaziale russo si era completamente arenato, probabilmente per mancanza di fondi).

Sarò un caso, ma nasce proprio in quegli anni il programma Apollo-Soyuz, che si è poi evoluto fino a portare insieme astronauti russi e americani nello spazio. Non fosse stato per la navicella di emergenza russa, dopo il recente disastro dello Shuttle Columbia, i tre astronauti americani che erano rimasti nella stazione orbitante non avrebbero avuto modo di rientrare sulla terra.

E così, mentre il popolo americano festeggiava la vittoria sul quello russo, i veri sconfitti erano le popolazioni di ambedue i continenti, alle quali fu fatta trangugiare una bugia storica di dimensioni colossali. Come sempre, i potenti si mettono d'accordo sopra le nostre teste, e i fessi restiamo comunque noi.

2 commenti:

  1. pppppppppppppprrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

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  2. Non voglio fare una pernacchia anch'io. Le missioni Apollo includevano un modulo lunare LEM che permetteva la discesa al suolo lunare. Alla risalita la base del modulo lunare restava abbandonata al suolo e lì sono rimaste e fotografate da successivi rilievi ortofotogrammetrici del suolo lunare in epoche successive.

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