Due pesi e due misure in Vaticano
Fonte: http://italiadallestero.info/archives/2012
Pubblicato Lunedì 17 Novembre 2008 in Inghilterra
[The Independent]
Diario da Roma. Quando gli fu offerta la scelta di restare in Vaticano a morire, Giovanni Paolo II non ha esitato.
Questa settimana uno degli uomini più coraggiosi d’Italia ha ricevuto il permesso di percorrere “la via d’uscita dall’inferno”, come la definisce lui - solo per scoprire che c’era un altro inferno ad attenderlo alla porta accanto.
Quando la figlia di Beppino Englaro, Eluana, fu coinvolta in un incidente automobilistico quasi 17 anni fa, entrò in coma e da quel momento e’ rimasta in uno “stato vegetativo irreversibile”.
Beppino sostiene che la figlia sia morta la notte dell’incidente. Nei successivi 10 anni ha combatutto nei tribunali per ottenere il diritto di rimuovere i tubi dell’alimentazione e “lasciare che la natura seguisse il suo corso”. Venerdì, la Corte Suprema italiana gli ha finalmente accordato questo diritto. Ma la Chiesa continua a fare qualsiasi cosa in suo potere per ostacolarlo.
Adesso gira la voce che l’ospedale per malati terminali di Udine che aveva acconsentito ad ospitare Eluana durante i suoi ultimi giorni abbia cambiato idea. Cosi alla fine il sig. Englaro dovrà probabilmente portare sua figlia a morire all’estero e la scelta più ovvia sembra essere la Svizzera.
Per la Chiesa il problema è semplice: fino a quando c’è vita questa deve essere preservata. Ma i progressi della scienza medica comportano che oggi le funzioni vitali possano essere prolungate parecchio dopo che la coscienza è svanita per sempre.
Se avesse accettato la vita in quel senso meccanico come un obbligo, anche il predecessore di Papa Benedetto XVI potrebbe essere ancora tra noi, sebbene incapace tanto quanto Eluana Englaro di qualsiasi funzione che dona significato alla vita.
Ma quando giunse il momento e gli fu offerta la scelta di ritornare in ospedale per ulteriori cure o rimanere in Vaticano a morire, Giovanni Paolo II nei suoi ultimi giorni non ha esitato.
Eluana Englato non ha avuto una simile opportunità di scelta. Ma adesso, finalmente, l’Italia ha deciso che il suo amorevole padre potrà prendere questa decisione al suo posto.
La malattia incurabile dell’Italia
Mentre Eluana Englaro giace nel suo letto d’ospedale a Lecco, all’estremità opposta del Paese gli ospedali e le sale d’aspetto sono piene di spettri.
Le liste di attesa in Sicilia sono imbottite con nomi di 51,287 cittadini morti, alcuni dei quali deceduti 35 anni fa. Il costo per lo Stato è stimato in 14 milioni di euro.
[Articolo originale di Peter Popham]
Non capisco questa difesa della vita ,quando nei secoli passati è esistita la tortura di povere disgraziate streghe ( accusate di stregoneria )che venivano messe a cavalcioni si un cavalletto con pesi alle gambe che le squarciavano.
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