lunedì 26 maggio 2014


Prendiamoci una pausa... di riflessione:-)

Gia' 2 anni fa venne pubblicato un post simile ma oggi, alla luce dei risultati delle elezioni europee/amminstrative in Italia, non si puo' che rimarcare la nullita' degli italiani che per 20 anni si sono fatti prendere per i fondelli dalle promesse di Berlusconi ed ora si fidano ciecamente delle analoghe promesse di Renzi.

Pochissime persone, di fronte alla realta' dei fatti (spiegata in modo dettagliato e documentato), capiscono cio' che leggono e/o vedono; tutto cio' denota carenze incolmabili di intelligenza e probabilmente rimarca i limiti del DNA umano.

Pertanto e' inutile perdere tempo a spiegare cose a persone che parlano molto e pensano poco e soprattutto che non hanno la dinamicita' mentale per cambiare le proprie convinzioni di fronte ai fatti (comportandosi di conseguenza).

Siccome la Rete (internet) non ha avuto quella "forza" ipotizzata anni fa e tutti si sono fidati e si fidano tuttora ciecamente della televisione e dei giornali cartacei, nulla e' cambiato in questi ultimi anni ed ora e' giusto rimarcare che "il tempo e' scaduto": tutto quello che doveva essere detto, e' gia' stato detto ed ormai l'unica cosa da fare e' dedicarsi a se' ed alle cose che danno gioia.
Per spiegare meglio questo punto mi avvalgo di una parte di un articolo di un esperto di finanza (dal suo blog http://informazionescorretta.blogspot.com ) che evidenza che l'economia e' al termine, l'ambiente è allo stremo, il Nuovo Ordine Mondiale è arrivato anche a Roma con la dittatura dal volto umano (sto parlando di Monti, Renzi, etc.), ormai non è più tempo di gridare che la casa brucia, perchè sta bruciando da un pezzo e non c'e' più modo di spegnere l'incendio.

Stiamo entrando nel tempo del "Si Salvi Chi Può", l'ultima fase di disgregazione geopolitica globale dopo il tempo dell' "Ognun Per Sè".

Non c'e' più tempo per raccontare questo e quello, è troppo tardi per invitare le persone a svegliarsi ed agire, o almeno prendere delle decisioni. Perchè è troppo tardi anche per chi decidesse di agire domani mattina.
Bisognava muoversi qualche tempo fa (qualche anno fa).

Ora è troppo tardi!!!


INFORMARMY.com  si prende una pausa... QUANDO QUALCHE MENTE SI SARA' SVEGLIATA POTREBBE RIPARTIRE.... per ora, Vi annoiera' di tanto di tanto con qualche notizietta.

venerdì 9 maggio 2014


Using your iPad as Security Camera or Motion Alert System


Ever wanted to know what is happening at home without having to set up a complicated video camera system? People Power, a Palo Alto software company, has released a mobile app that can easily turn an old iPhone, iPad or iPod Touch into a security camera.

The company's free app, Presence, makes it possible for users who have Wi-Fi to set up one Apple device as a video camera and another as a monitor. For instance, you may leave your old iPhone at home and turn it into a camera and then monitor your thick spouse on an iPad at work.

The app is free, but People Power is hoping that users will go to the app's "Market" and purchase accessories, such as device tripods and fish-eye lenses, to enhance their security system. Presence is available now from the Apple App Store, and People Power said it hopes to release an Android version of the app later this year.  

Program description:

Turn a spare iPhone or iPad into a free remote camera to monitor your home or office from anywhere in the world (Wi-Fi or cellular), and more! Select Presence Motion Detection to receive free Presence Video Alerts and see what happened just moments ago.

Or select Video and Audio Streaming to enable convenient 2-way conversations, and even the ability to remotely control robotic viewing stands.

Supervise and control your energy consumption before your eyes with Presence, too. Turn lights and appliances on and off from your smartphone with Presence-controlled Monster smart plugs. Automate your system with simple and powerful Presence Rules, helping you design an automated motion detection and energy plan for home or office.

MONITOR – Download Presence on a spare iPhone, iPad, or iPod Touch. Connect via Wi-Fi or cellular. Plug into power and position your device where you wish – at home, in the kitchen, the garage, your office, or anyplace you want to monitor from another iPhone or iOS device – in real time!

PROTECT – Enjoy peace of mind with Presence Video Alerts, or keep a constant eye on pets, family, and prized possessions while you are away with Streaming Audio and Video capabilities. Communicate remotely face-to-face with the people and pets you're connected to with Presence.

ALERT – Customize your settings to receive Presence Video Alerts in an instant when motion is detected from your Presence-enabled device. You are notified instantly when an intruder is detected, the kids arrive home from school, or your elderly relatives are moving about their day.

SAVE – Don't buy an expensive IP camera. Put that older iPhone, iPad, and iPod Touch back to work. Download Presence and transform your unused device into the most advanced Wi-Fi video camera available today for FREE.

CUSTOMIZE – Purchase add-on products from our store, presencepro.com/store. Make the setup complete with remote control robotic stands for iPhone and iPad, and control your lights and appliances with Monster Central™ smart plugs!

Screenshots:

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Developers’ website: http://presencepro.com/

iTunes website: https://itunes.apple.com/us/app/presence-by-people-power/id618598211?ls=1&mt=8


Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/FreeUtilitiesEvaluationAndReviews/~3/5IwSLNSagaU/using-your-ipad-as-security-camera.html

giovedì 8 maggio 2014


Il CFR supporta il terrorismo in Siria.

Il CFR invita Obama ad essere 'Amico' di un gruppo terroristico affiliato ad Al-Qaeda.

Tradotto e Riadattato da Fractions of Reality

I Think tank dell'Elite vogliono un'alleanza con la fazione i cui leader hanno contribuito al piano dell'11 Settembre.


Il Council on Foreign Relations, un think tank di Washington altamente influente , ha invitato l'amministrazione Obama a 'sostenere amichevolmente' un gruppo terroristico in Siria, che ha giurato fedeltà al leader di Al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri.

Immagine: Ahrar al-Sham (Wikimedia Commons).

In un articolo intitolato, le cose positive e negative di Ahrar al-Sham: un gruppo legato ad al Qaeda, che vale la pena sostenere, i membri del CFR Michael Doran, William McCants, e Clint Watts affermano che sostenere la fazione terroristica aiuterebbe gli Stati Uniti a "contenere l'Iran e La Siria come parte di una strategia più ampia ".

Gli autori ammettono perfino che il leader di Ahrar al-Sham, Abu Khalid al-Suri, recentemente "ha pubblicato una dichiarazione lodando bin Laden e l'attuale capo di al Qaeda, Ayman al-Zawahiri", sottolineando il fatto che"Al Qaeda e Ahrar al -Sham siano unite per la pelle."

Secondo i rapporti, Al-Suri, il cui vero nome è Mohamed Bahaiah, è una "lunga conoscenza operativa di al Qaeda che ha lavorato come corriere per la rete del terrore," è il rappresentante di al-Zawahiri nel Levante, e ha consegnato anche i nastri di sorveglianza "del World Trade Center e altri luoghi di interesse americani ai leader più anziani di al Qaeda in Afghanistan all'inizio del 1998. "

Secondo la Fondazione per la Difesa delle Democrazie, "Altri agenti di Al-Qaeda detengono posizioni chiave" con Ahrar al-Sham.

Quindi, in sostanza, il CFR, che è fondamentalmente un fronte per il Dipartimento di Stato, invita ora l'amministrazione Obama a fare un'alleanza con un gruppo di Al-Qaeda, il cui leader ha contribuito a pianificare gli attacchi dell'11 / 9 - il tutto per destabilizzare l'Iran e la Siria.

L'articolo continua a sostenere che Obama può giustificare il sostegno ad Ahrar al-Sham, perché, "non tutte le organizzazioni terroristiche rappresentano un uguale minaccia per gli Stati Uniti e i suoi alleati", nonostante il fatto che il gruppo sia alleato con i terroristi che condividono la stessa visione della sharia in tutta la regione mentre saccheggiano chiese cristiane , bruciano bandiere degli Stati Uniti , cantano slogan anti-americani e cantano le lodi di Osama Bin Laden , mentre glorificano gli attacchi dell'11 Settembre.

Ahrar al-Sham sta attualmente combattendo a fianco del Esercito Libero Siriano, che è stato supportato con somme ingenti, dagli Stati Uniti e il Regno Unito ed è attualmente rappresentato a Ginevra-2 come facente parte dell'opposizione.

Non è la prima volta che il CFR elogia Al-Qaeda e chiede agli Stati Uniti di sostenere il gruppo terroristico in Siria. Come abbiamo riportato nel mese di agosto del 2012, il Council on Foreign Relations, nella persona del collega Ed Husain, ha salutato la presenza di combattenti di Al-Qaeda in Siria in un momento in cui il supporto, a questi gruppi da parte dell'occidente, era ancora trattato come una teoria della cospirazione. Husain ha anche lodato i "risultati mortali" che i militanti di Al-Qaeda erano stati in grado di raggiungere in forma di attentati terroristici.

Il Council on Foreign Relations è considerato il "più influente think tank di politica estera" in America e ha connessioni profonde con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Nel 2009, Hillary Clinton ha accolto con favore il fatto che il CFR avesse istituito un avamposto in fondo alla strada del Dipartimento di Stato a Washington DC, perché significava "Non dover andare lontano per sentirmi dire quello che devo fare."

Uno spererebbe che il Dipartimento di Stato non sia in sintonia con la creazione di alleanze con i terroristi di Al-Qaeda, anche se il loro trattamento VIP ai membri di Al-Qaeda legati ai Fratelli Musulmani, che di recente è venuto alla luce, non potrà essere occultato.

Come abbiamo anche recentemente evidenziato , gli Stati Uniti e le potenze della NATO hanno regolarmente sostenuto o chiuso un occhio sulle attività di Al-Qaeda per decenni come parte di una strategia geopolitica più ampia incentrata nell'utilizzo di gruppi terroristici per destabilizzare i paesi e favorire un cambiamento di regime .

Guarda il video qui sotto, che mostra i terroristi di Ahrar al-Sham, che il CFR vuole siano 'amici'.



Fonte: http://fractionsofreality.blogspot.com/2014/01/il-cfr-supporta-il-terrorismo-in-siria.html


IL Metodo Ruffini ovvero “Le Meraviglie dell’Ipoclorito di Sodio”

(a cura del dott. Gilberto Ruffini di Varese - Medico Ematologo)

Il Metodo terapeutico che dopo oltre 15 anni di studi ho messo a punto utilizza un prodotto largamente presente in natura: l’Ipoclorito di Sodio usato tra il 6% e il 12%.

Questa sostanza è presente in quantità minime nel corpo umano… ciò che io ho intuito è l’aumento efficace della percentuale ad uso terapeutico. Questa sostanza agisce in maniera profonda restituendo al corpo la sua integrità, eliminando addirittura il codice genetico del patogeno non causando quindi le recidive… in pratica, per molte patologie, in una seduta veloce che varia dai 30 ai 60 secondi il paziente è guarito.
Il trattamento non causa reazioni allergiche di alcun tipo ne ha controindicazioni se usato nelle modalità da me suggerite.
E’ meraviglioso osservarne l’effetto quasi immediato; sulle ustioni anche gravi quali possono essere quelle di II o III grado, eliminando istantaneamente le infezioni, favorisce velocemente la guarigione; aggiungo che questa sostanza ricostruendo la MEC (Matrice Extra Cellulare) permette la guarigione perfetta della pelle se si agisce tempestivamente entro 30 secondi dall’ustione (è consigliato quindi averne sempre una boccetta in casa o sul posto di lavoro).

E’ mia ferma volontà donare al mondo intero tale potente strumento di guarigione. Sono molti anni che combatto contro il silenzio ostinato degli organi competenti e di molte case farmaceutiche da me ripetutamente contattate oltre ad aver ricevuto minacce. Ora è tempo che la gente sappia quale opportunità sia alla portata di tutti poiché produrre questa molecola è molto facile e ha costi irrisori per le aziende ...





A te Lettore, chiedo un aiuto: divulga con i mezzi a tua disposizione quanto andrai a leggere in questo articolo. Per informazioni ho creato un sito ufficiale, l’unico che riconosco: www.metodoruffini.it

L’ Ipoclorito di Sodio è una sostanza conosciuta in tutto il mondo ma mai fino ad ora utilizzata per uso terapeutico. Potrebbe essere una Terapia utile per tutti sia sul piano strettamente sanitario sia su quello economico. Per la grande efficacia ed efficienza, per il notevole beneficio fisico umano e animale in generale e per il risparmio economico conseguente al bassissimo costo di produzione e infine per il largo uso a tutti i popoli poveri e ricchi, dovrebbe porre tale Prodotto come insostituibile priorità d’utilizzo terapeutico per molti frequenti disturbi, calcolati in decine di milioni di casi all’anno e, con i suoi notevoli risparmi economici potrebbe liberare agevolmente risorse utili altrove.

Una verità certamente scomoda questa ma il Medico con scienza e coscienza ha il dovere di curare il paziente secondo il più efficace e meno invasivo metodo di trattamento, a totale beneficio del sofferente, assicurandogli professionalmente e moralmente nel limite delle possibilità tecnico-scientifiche, tutti i rimedi di guarigione senza condizionamenti di qualsivoglia altro terzo soggetto (politico o commerciale). Il desiderio e il fine del Medico, è forse partecipare al marketing di questo o quel farmaco? E’ forse più rilevante il proprio ceto sociale o economico?… O piuttosto un’intima scelta, prodigandosi al benessere esclusivo dei suoi simili con ogni lecito mezzo disponibile? Il Medico per definizione e istituzione è l’unico responsabile di ogni atto terapeutico alla persona, ed è solo lui che può indirizzare, consigliare e procedere secondo la sua migliore decisione verso il benessere del paziente.

Questi sono i miei principi morali, umani e professionali perseguiti in 40 anni di professione medica da me svolti.
Senza perdere di vista le finalità originarie della ragione medica, affermo qui con forza che, per alcune patologie la guarigione attraverso il “Metodo Ruffini” è scontata ma troppo ignorata dall’ambiente medico-scientifico; risolvere problemi comunissimi a milioni di persone facendoli vivere meglio (spesso con una semplice applicazione di 30-60 secondi…) senza costringerli alla disperazione fisica, sociale ed economica è un obiettivo raggiungibile ora.

L’Ipoclorito di Sodio è una sostanza fantastica, innocua e a tutt’oggi, sicuramente unica al confronto di tante altre più rivestite e di illusorie aureole ben pubblicizzate. Il supporto scientifico è abbondante, per nulla pubblicizzato, a conferma di una risonanza conoscitiva a senso unico. La notevole Bibliografia è contenuta nel mio sito.

Con questo prodotto è possibile trattare tantissime patologie sistemiche non infettive (qui non riportate per ovvi motivi ed estranei allo scopo di questo lavoro divulgativo) e infettive cutanee e/o mucose, umane e con ugual successo in veterinaria.

Gli ambiti di utilizzo di tale trattamento sono dermatologici, ginecologici, urologici, chirurgici, oculistici, odontoiatrici, otorinolaringoiatrici, tossicologici, immunologici, cosmetici, ecc. e finanche, alcune patologie infettive neurologiche, addominali, setticemiche. Per la comunità una grossa opportunità… da accettare in tutta fiducia e serenità.
E’ con la stessa serenità con cui vi chiedo di scoprire questa metodologia che vi porto a conoscenza del fatto che con il “Metodo Ruffini” è possibile combattere efficacemente molte malattie della fascia equatoriale: ad esempio, la Malaria, la Lebbra e l’Ulcera di Buruli.
Ribadisco in conclusione di questo articolo la mia ferma volontà di donare al mondo intero tale scoperta dando tutta la mia disponibilità per trasmettere le mie conoscenze acquisite in 20 anni di studi pratici con l’Ipoclorito di Sodio all’intera Comunità scientifica che mi voglia interpellare.

Qui di seguito è raffigurato il meccanismo attraverso il quale avviene la guarigione:

GUARIGIONE DAL MICETO (FUNGO)



GUARIGIONE DAL MICROBO



GUARIGIONE DAL PROTOZOO



GUARIGIONE DAL VIRUS



Elenco delle patologie che il Metodo Ruffini guarisce senza effetti collaterali, senza recidive e senza reazioni allergiche:

- Acaro folliculorum

- Acne

- Actinomicosi

- Adenovirus & Rhinovirus

- Afte e Afte vere recidivanti

- Afta del cavo orale

- Aftosi volgare

- Aftosi, sindrome di Behçet

- Antrace cutaneo

- Ascessi cutanei

- Aspergillosi invasiva primaria superficiale

- Balamutiasi

- Calazi

- Cancroide

- Candida

- Candida mucogenetica cronica

- Carie (ambiente cariogeno)

- Cellulite Streptococcica et altre

- Chlamydia

- Coriza acuta ( solo prevenzione)

- Cosmetica (cellulite - odori)

- Cromoblastomicosi

- Cromomicosi

- Dermatite verrucosa

- Dermatite seborroica (il fungo Malassezia)

- Dermatomicosi

- Dirofiliarasi

- Donovanosi

- Dracontiasi

- Dracunculosi

- Ematomicosi

- Epidermofizie

- Erisipalotricosi

- Erisipela

- Eritema multiforme

- Eritema nodoso

- Eritrasma

- Faringodinie virali

- Fascite necrotizzante

- Feoifomicosi

- Ferite

- Ficomicosi

- Filariasi linfatica

- Fistole

- Follicolite

- Follicolite decalvante

- Forfora

- Foruncoli

- Fuoco di S’Antonio

- Gnatostomiasi

- Granuloma inguinale

- Granulomi

- Herpes Simplex 1

- Herpes Simplex 2

- Herpes Varicella Zoster 3

- HPV (Papilloma virus)

- Idrosadenite suppurativa

- Infezioni MRSA

- Infezioni da Clostridi

- Infezioni da Clostridi delle ferite

- Infezioni da Filarie

- Intertrigo

- Larva migrans cutanea

- Lavaggio di protesi dentali

- Lebbra

- Leishmaniosi cutanea

- Loiasi

- Maduromicosi

- Mal di gola

- Malattia di Fournier

- Malattia di Verneuil

- Meduse

- Micetoma

- Mollusco contagioso

- Morbo di Hansen

- MST

- Mucormicosi

- Oncocercosi

- Onicomicosi

- Osteomielite

- Parassiti

- Paronichie

- Paterecci

- Pediculosi

- Penicilliosi

- Perifollicolite

- Piede diabetico infetto

- Piede di Madura

- Piomiosite

- Pitiosi

- Pitiriasi rosea

- Processionarie

- Protozoi

- Pruriti

- Prurito dei pescatori di vongole

- Prurito del nuotatore

- Pseudofollicoliti

- Punture d'insetti

- Rhinovirus

- Risciacqui orali

- Rosacea

- Scabbia

- Scabbia norvegese

- Schistosomi animali

- Serpente di fuoco

- Sicosi

- Sifilide

- Sindrome combustiforme da stafilococco

- Sindrome di Ritter-Lyell

- Sinusite cronica microbiologicamente infetta

- Sporotricosi

- Tinea (tutti i tipi)

- Treponematosi endemiche

- Trichosporon cutaneum

- Ulcera di Burulì

- Ulcera di Marjolin

- Urticanti

- Ustioni

- Verme di Guinea

- Vespe

- Zigomicosi

In fede

Dr Gilberto Ruffini (sito web ufficiale: www.metodoruffini.it)

Link diretto al sito: http://www.metodoruffini.it/
Dove acquistare l'ipoclorito di sodio: www.arganiascorbile.it
Gruppo FACEBOOK: https://www.facebook.com/groups/metodoruffini/
Canale YOUTUBE: http://www.youtube.com/playlist?list=PL62A75F0310052FC6


Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/LaCrepaNelMuro/~3/Gp0xr1aSkyM/il-metodo-ruffini-ovvero-le-meraviglie.html

mercoledì 7 maggio 2014


Il traffico di droga delle forze armate USA.

Sulle tracce della droga dei «pacificatori»

FONTE
Tradotto e Riadattato da Fractions of Reality



Per il terzo anno consecutivo, l'Afghanistan occupato dalla NATO ha coltivato un numero record di papaveri da oppio. Secondo un rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), la coltivazioni di oppio in Afghanistan è aumentato a tal punto nel 2013, che persino in zone mai utilizzate in precedenza si è iniziato a coltivare il papavero, superando tutti i record precedenti. Nonostante le sfavorevoli condizioni climatiche, in particolare nelle parti occidentali e meridionali del paese, le piantagioni di oppio hanno occupato un totale di oltre 209.000 ettari, superiore a quello dell'anno precedente addirittura del 36 per cento.

La coltivazione di Oppio in Afghanistan dal 1994 al 2013

Un confronto tra il 2012 e il 2103

Ufficialmente, la coltivazione del papavero da oppio - la componente principale per la produzione di eroina - è vietato dalla legge in Afghanistan, sebbene il numero di province in cui essa viene coltivata è in costante aumento. La produzione di oppio ha raggiunto il  le 5.500 tonnellate, con un incremento del 49 per cento rispetto al 2012. La propaganda occidentale incolpa la produzione di oppio ai talebani, o rappresentanti del regime che sono immersi nel traffico di droga, ma queste accuse non coincidono con ciò che sta realmente accadendo.

Il comando della NATO dice che i talebani «si opposero alla droga inizialmente, ma ora la crescono loro stessi o impongono una tassa sui prodotti raccolti dai contadini». I leader dei talebani, però, hanno dichiarato ripetutamente che i mujaheddin afgani stanno conducendo una jihad contro gli occupanti, e che l'Islam proibisce severamente i farmaci e l'alcol. E va detto che gli islamisti fanatici seguono questa regola alla lettera.

Per quanto riguarda i burattini occidentali come Karzai e quelli intorno a lui, sembrerebbe che ci siano valide motivazioni per tali accuse. Nel mese di ottobre 2013, uno scandalo scoppiò a Kabul, quando, nel corso di alcune ispezioni in Afghanistan, 65 ufficiali di alto rango dei servizi segreti si sono rivelati essere degli... eroinomani! Pochi anni prima di questo, è emerso che la CIA finanziava Ahmed Wali Karzai, il fratello minore di Hamid Karzai, che da più di otto anni è un commerciante di oppio leader nella regione. 

I ricercatori statunitensi sostengono che il commercio dell'oppio in America è controllato da reti e cartelli che sono stati esposti durante l'affare Iran-Contra e che non hanno smesso la loro attività dal 1980: «I pilastri del regime Karzai si affidano al sostegno che proviene dal commercio della droga e per noi sono intoccabili. Abbiamo trasformato l'Afghanistan nel più grande fornitore di eroina, e questo è accaduto sotto il controllo della CIA », osservano i ricercatori.

Secondo le informazioni fornite dai principali media ( il Daily Mail, The New York Times, Pakistan giornaliero ecc), i maggiori fornitori di eroina sul mercato globale sono: Izzatullah Wasifi, governatore della provincia di Farah, capo dell'Amministrazione Indipendente generale anti-corruzione dell'Afghanistan i cui compiti comprendono la prevenzione alla coltivazione dell'oppio. L'altro personaggi legato al traffico di droga è un amico d'infanzia di Hamid Karzai, che è stato arrestato dalle autorità statunitensi nel luglio 1987 per il traffico illegale di elevate qualità di eroina (!). Jamil Karzai, capo della gioventù nazionale di solidarietà del Partito dell'Afghanistan, un membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale afghano, e nipote di Hamid Karzai, ha rapporti d'affari con Haji Mohammad Osman, il proprietario di un laboratorio di droga nel quartiere Achin nella provincia di Nangarhar (nella piccola regione di Damgal); Abdul Qayum Karzai, membro della camera bassa dell'Assemblea nazionale dell'Afghanistan, un ex dipendente della società americana Unocal, e un fratello di Hamid Karzai, che è il più grande barone della droga in Kandahar, Shah Wali Karzai, fratello di Hamid Karzai che ha campi coltivati ​​nelle province di Kandahar, Nangarhar, Urozgan, Zabul, Paktia, Paktika e Helmand, e decine di rappresentanti del potere esecutivo e legislativo, nonché i funzionari del Ministero degli Interni afgano. 

Se crediamo nei media in Occidente, allora questi signori sono burattini occidentali come la famiglia Karzai e i loro tirapiedi che sono da biasimare per la rapida crescita della dipendenza da eroina nel mondo. Tuttavia, solo il 20 per cento dei papaveri da oppio sono cresciuti nei quartieri settentrionali e centrali dell'Afghanistan che sono controllati dal governo Karzai. Il resto di questo veleno lucrativo viene coltivato nelle province meridionali del paese al confine con il Pakistan, in zone controllate dalle forze della NATO. Il centro principale della produzione di droga è provincia di Helmand, che è sotto la tutela degli inglesi. 

Invece di aiutare gli agricoltori afgani a passare a colture alternative, i «pacifisti» occidentali si limitano solo a discussioni sul perché la produzione di droga è in aumento e, secondo le prove da fonti locali e internazionali, sono a loro volta partecipativamente attivi nel business. Alcuni analisti attribuiscono questo al fatto che gli Stati Uniti stanno cercando di evitare un potenziale conflitto con baroni della droga, il cui sostegno politico è importante per l'esistenza del governo Karzai. Gli Stati Uniti, tuttavia, ignorano lo stretto legame tra il traffico di stupefacenti, la crescente dell'instabilità in Afghanistan, e l'aumento delle attività terroristiche nella regione. In parole povere, anche se crediamo che gli Stati Uniti stiano quindi fornendo i baroni della droga con la libertà di portare avanti le loro attività in cambio del sostegno politico del governo di Karzai, stanno essenzialmente minando gli obiettivi preposti con il pretesto con cui hanno invaso l'Afghanistan - la pace e la sicurezza del Paese. 

Gli esperti occidentali come Thomas Ruttig, co-direttore del centro di ricerca indipendente e analista dell'Afghanistan Network, osserva che «con l'imminente ritiro delle forze NATO dall'Afghanistan, la pressione sugli agricoltori del papavero da parte delle autorità si è ridotto notevolmente. La relazione dei membri delle Nazioni Unite, tra le altre cose, afferma che nel 2013, le autorità hanno distrutto il 24 per cento in meno dei raccolti rispetto al passato ». Risultato: l'Afghanistan è saldamente affermato come il più grande produttore mondiale di oppio, producendo oltre il 90 per cento di tutto l'oppio che gira nel mondo nel 2013. Mentre tre anni fa l'ONU ha osservato che i papaveri venivano coltivati in appena 14 regioni su 34 nel paese, all'inizio del 2014 questo numero aveva già raggiunto le 20 provincie. Grandi piantagioni di oppio hanno sono anche riapparse in province settentrionali afghane come Balkh e Faryab, che sono state pubblicamente dichiarate di aver perso il loro status di produttori di oppio. Queste province afghane sono confinanti con due paesi del CSI - Uzbekistan e Turkmenistan.

Allo stesso tempo, un processo è in corso per la militarizzazione dei gruppi internazionali legati alla droga concentrate nella regione. Viktor Ivanov, capo del Servizio di Controllo della Droga Federale della Federazione Russa (FSKN), dice: «Possiamo vedere che i gruppi armati sono un segmento che sta germogliando dai cartelli della droga nel nord dell'Afghanistan. Questi gruppi hanno le proprie unità di combattimento .. . In Afghanistan, la rapida militarizzazione dei gruppi legati al traffico di droga è attualmente in corso. Sono tutti già ben armati. Hanno armi di piccolo calibro, armi da fuoco, granate e lanciagranate e li usano regolarmente. Il bilancio di questi gruppi è di circa 18 miliardi di dollari. Questa è la quantità delle entrate derivanti dal traffico di droga che finisce a questi gruppi ed è soprattutto questo il motivo per cui gruppi come questi sono diventati un fattore serio nella formazione della situazione politica, economica e criminale all'interno degli stati dell'Asia centrale ». 

Per un certo numero di anni, l'America ha usato le droghe per continuare la sua guerra fredda contro gli Stati post-sovietici attraverso la distruzione del loro potenziale umano. Alla vigilia del ritiro delle forze di occupazione NATO dall'Afghanistan, esse stanno incoraggiando la produzione di droga con ogni mezzo possibile, e fomentano la guerra utilizzando gruppi armati della mafia e della droga che si concentrano nel ventre meridionale dell'ex URSS, avendo fornito loro armi e avendogli dato l'alibi e gli slogan islamici dietro cui nascondersi.

Fonte: http://fractionsofreality.blogspot.com/2014/01/il-traffico-di-droga-delle-forze-armate.html


In arrivo la rete per riciclare la spazzatura spaziale

I ricercatori dell’Agenzia spaziale giapponese (Jaxa) sperimenteranno un nuovo metodo per catturare i detriti attorno all'orbita terrestre attirandola nell’atmosfera dove successivamente si disintegrerebbe. Il lancio del satellite e della rete di acciaio e alluminio è previsto per il prossimo 28 febbraio.

di Eleonora Ferroni

È ora di fare un po’ di pulizia nello spazio. In orbita attorno alla Terra ci sono migliaia di relitti spaziali, satelliti ormai non più in uso che da anni si cerca di riciclare o eliminare. Con oltre 20mila oggetti, di cui appena un migliaio di satelliti ancora integri, meno della metà funzionanti, la spazzatura spaziale sta diventando un problema sempre più serio, anche perché si trova in una fascia tra gli 800 e i 1.400 chilometri dalla superficie del pianeta e ogni detrito ruota a velocità terrificante. Alcuni dei frammenti misurano più di 12 centimetri, mentre quelli più piccoli sono ben oltre 350 mila.

Una delle tante possibili soluzioni arriva dal Giappone, dove un gruppo di ricercatori dell’Agenzia spaziale giapponese (Jaxa) sperimenteranno nel febbraio prossimo un nuovo metodo per catturare la spazzatura in orbita attirandola nella nostra atmosfera dove successivamente si disintegrerebbe. Gli scienziati hanno sviluppato una particolare rete magnetica formata da una serie di cavi sottili di alluminio e acciaio inossidabile. L’estremità di uno dei cavi, una volta agganciato a un detrito in orbita, genererebbe una corrente elettrica – indotta dal campo magnetico terrestre – sufficiente per rallentarlo e trasferirlo verso orbite sempre più basse fino al rientro nell’atmosfera, dove le alte temperature lo distruggerebbero ...




“L’esperimento è espressamente stato pensato per contribuire alla pulizia dello spazio”, ha detto Masahiro Nohmi, dell’Università di Kagawa. Il progetto verrà lanciato il prossimo 28 febbraio: si tratta di un satellite con a bordo questa rete. “Due sono i nostri obiettivi nella prova del prossimo mese: estendere la rete fino a 300 metri e controllare il trasferimento di elettricità”, ha detto. Per l’aggancio vero e proprio occorrerà attendere le missioni successive, forse nel 2015.

La presenza dei rifiuti spaziali provoca problemi per gli scienziati che devono cercare di impedire la loro collisione con nuove missioni a causa dei danni enormi che potrebbero provocare. I detriti erano appena 5 mila fino agli anni Sessanta, poi sono cresciuti esponenzialmente. Nonostante i grandi rischi che si corrono, le collisioni sono tuttavia rare: l’ultima risale al febbraio del 2009 e ha coinvolto un satellite Iridium-33 ancora in attività e un satellite militare russo ormai non operativo, moltiplicando, ovviamente, il numero dei frammenti in orbita.

L’ESA e le altre agenzie spaziali stanno pensando anche a nuovi metodi per riciclare i materiali e le strumentazioni già in orbita. Sul tavolo anche nuove idee per materiali da usare in missioni future. L’Agenzia Spaziale Europea sta pensando di riutilizzare il carburante dei missili; le leghe metalliche potrebbero essere macinate per essere poi riutilizzate nella stampa 3-D; i sistemi di supporto vitale potrebbero usare materiali biodegradabili.


Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/LaCrepaNelMuro/~3/heCJMw7Z9BI/in-arrivo-la-rete-per-riciclare-la.html


UniPDF - Free PDF to Word Converter Software


Last week I had to explore several freeware utilities to select one working the best to convert challenging file in PDF format to Word. And the software, which came as ultimate leader in terms of the quality of output and conversion speed was UniPDF.

Standalone and easy-to-use, UniPDF performs high-quality conversion from PDF files to word documents (doc/rtf), images (JPG/PNG/BMP/TIF/GIF/PCX/TGA), HTML, or plain text files (txt) in batch mode, with all document texts, layouts, images and formatting ideally preserved.

Main Features:

* Converts from PDF to Word Doc
* Converts from PDF to Image
* Converts from PDF to Text
* Converts from PDF to HTML
* Supports converting from PDF files in batch mode
* Supports converting selected page range (for Word and Image)
* Supports settings for image resolution and color bits (for Image)
* Multi-language support: UniPDF supports almost all of the major languages including English, Spanish, Portuguese, German, French, Italian, Polish, Russian, Chinese, Chinese Traditional, Korean, Japanese, Hindi, Arabic,Turkish etc.
* Runs on Windows 8/7/Vista/XP/2000.

Screenshot:

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Developers’ website: http://unipdf.com/

Downloading page: http://unipdf.com/download/



Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/FreeUtilitiesEvaluationAndReviews/~3/09RFfHBQ5gQ/unipdf-free-pdf-to-word-converter.html

martedì 6 maggio 2014


Nel mondo una persona su tre è obesa o in sovrappeso.

E se, oltre alla cattiva educazione in generale, e a quella dell'alimentazione in particolare, ai prodotti di scarsa qualità, sempre più tossici etc .. vi fosse un altro motivo?
Quello sarebbe: la paura ...
Catherine


Lino Bottaro

Nel mondo una persona su tre è obesa o sovrappeso e nei Paesi in via di sviluppo questo problema tocca ormai 904 milioni di individui, il quadruplo rispetto al 1980.

E’ quanto emerge da uno studio dell’Overseas Development Institute, un think tank britannico che ha preso in considerazione un periodo che va dal 1980 al 2008. Lo studio prevede come conseguenza di questo trend un “aumento massiccio” di infarti, ictus e casi di diabete e per questo invita i governi a fare di piu’ per promuovere una corretta alimentazione. 
In 28 anni il numero di persone sovrappeso o obese è passato dal 23% al 34% della popolazione globale, ma la percentuale e’ quasi raddoppiata in Paesi in via di sviluppo come Cina e Messico. Le percentuali più alte di obesi e sovrappeso si registrano ancora negli Stati Uniti (70%) ma l’Europa e la stessa America Latina e il Nordafrica/Medio Oriente si stanno avvicinando con dati vicini al 60% ...


Salute: nel mondo una persona su tre e' obesa o sovrappeso

NDR Il motivo di questo preoccupante fenomeno è da ascrivere all’aumento della conflittualità ed alla paura. Pochi sanno, ed i criminali padroni dell’informazione che dirigono i pupazzi che ci governano si guardano bene a dircelo, che l’obeso non è assolutamente grasso, ma gonfio d’acqua. E’ risaputo infatti che il cosidetto grasso altro non è che per il 95% acqua e per un 5 %membrana cellulare che racchiude l’acqua all’interno della cellula, questa si grassa per motivi tecnici di impermeabilità all’acqua stessa. Quindi si tratta di semplice ritenzione idrica! La ritenzione idrica è sempre dovuta ad attacchi , conflitti, inadeguatezze portate all’estremo. Tutti gli uomini, e gli animali non fanno eccezione, quando sono in Conflitto per il Territorio ovvero il luogo di lavoro o luogo di vita domestico minacciato, o sono cacciati fuori del loro spazio vitale abituale, o vanno a finire in un’ospedale, soffrono del Conflitto del Profugo e trattengono i liquidi. (Emblematico il caso del profugo Bettino Craxi gonfiatosi per bene)

La spiegazione biologica è la seguente: se l’esemplare in lotta ha sudorazione, perdita di urina o sangue ed è in fase di combattimento, muore in brevissimo tempo disidratato. A questo punto il nostro cervello “automatico non governato da noi ” – la Psiche – predispone che l’ipotesi di perdita di liquidi venga scongiurata.

Queste cose le trovate sulle pubblicazione dello scienziato e oncologo R.G. Hamer il grande medico che ha codificato l’origine di tutte le malattie nella sua NGM, Nuova Medicina Germanica.

Letta con gli occhi del conoscitore della Nuova Medicina Germanica ecco che non stupisce più sapere di questi dati sull’obesità. L’obesità è la paura è il terrore è la competitività, è il conflitto è l’approccio contro, è la volontà di vincere a tutti i costi, è la mancanza di ragionevolezza. E’ la stupidità di chi non vuol fuggire quando sta perdendo.

I dominanti conoscono bene le 5 Lggi biologiche codificate dal Dott. Hamer e le usano contro noi tutti inducendo terrore, paura insicurezza, competitività. Molti sapranno che in seguito alla strage indotta dell’11 settembre al WTC, la vendita di medicinali, per la maggior parte tranquillanti e sedativi è più che raddoppiata… garantendo affari d’oro alle fabbriche della morte, ovvero le case farmaceutiche. 
Mi credete millenarista e complottista? 
Allora spiegatemi perchè a Vilcabamba in Equador e nel Caucaso russo, gli uomini vivono di media attorno ai 100 anni senza mai ammalarsi. ….. Forse perché non hanno conflitti, né usano medicine?

Buona conoscenza a tutti.

Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/LaCrepaNelMuro/~3/perck-HX86s/nel-mondo-una-persona-su-tre-e-obesa-o.html


Maxthon Cloud Browser for Windows


Maxthon browser are not new on the market, and I use various versions successfully for many years, ever since I replaced outdated Internet Explorer on my desktop. However, the new cloud version, recently released, is worth to upgrade.

The new version, Maxthon Cloud Browser for Windows uses a unique, innovative dual-core design that uses both Webkit and Trident. Fast and efficient, our dual-core design displays all web pages quickly and reliably. With its first-place HTML 5 support and ‘out of the box’ features you can‘t get anywhere else, Maxthon Cloud Browser for Windows frees people to share and send files among different devices and platforms, easily.

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Main Features

Maxthon Cloud Services

* Cloud Push: Supports sending text, images, websites/links and tabs to Mac, Android and Windows operating systems.
* Cloud Share: Supports sharing text, images, websites/links and files with friends.
* Cloud Download: Supports downloading files in various formats and uploading them to 'My Cloud' for backup on any device.
* My Cloud Tabs: Lets you pick up where you left off by automatically syncing your tabs to Android, iOS or Mac devices.
* Cloud Sync: Syncs account data (Favorites, Settings and Magic Fill data) to other devices.

Easy-on-the-Eyes Reading

* Reader Mode: Makes it easy to view articles by adjusting font sizes and removing ads and other distractions.
* Night Mode: Adjusts the brightness of the screen for low-light reading.

Features that Make Web Browsing Less Annoying and More Convenient

* Magic Fill: Maxthon securely saves the names and passwords of websites you visit and then fills in that information when you return.
* Ad Hunter: Maxthon removes advertisements with one click, and automatically blocks annoying pop-up windows.
* New Session: Users and gamers can simultaneously log into the same website with different accounts.
* Source Sniffer: Extract all photos, embedded videos and audio files from a web page and download them with one click.
* SkyNote: Save and access text notes anywhere, anytime. You can also sync them across Windows and Android.
* "Do Not Track” protects your privacy by preventing ad networks from tracking you.

Extension Center

* Maxthon has a diverse selection of extensions for entertainment, information and social media.
* Extensions are easy to install and manage with just one click.

Easy Screen Grabs with Maxthon 'Snap'

* Click the camera button in the toolbar to easily and quickly capture a screenshot of the entire web page in one click! 

Security and Privacy

* Safe site technology identifies websites you are about to visit and lets you know if they are safe and secure.
* Maxthon blocks malicious websites and phishing attempts for you, automatically.
* Easily launch a private browsing session that does not track history.

Using Roboform

Getting used to Roboform accounts manager, I cannot consider the browser, which does not support this adds-on. Fortunately, Maxthon Cloud allows using it. It might not appear on the default install, however you may be confident that it works properly with Maxthon Cloud in the same manner in Trident (retro) mode. As soon as you switch to the Retro mode, you will see the lower toolbar (which is Roboform default) at the bottom of the page, if toolbar option is activated in Roboform settings.

Reviews

Respectable online magazine PCMag rated the new browser as an excellent utility and assessed its strong and weak spots in the editorial review at http://www.pcmag.com/article2/0,2817,2408060,00.asp




Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/FreeUtilitiesEvaluationAndReviews/~3/fsN31rSvX6A/maxthon-cloud-browser-for-windows.html


Caso Electrolux: il vero cuneo è quello dell’euro

Il caso Electrolux, con la richiesta della multinazionale svedese di una drastica riduzione dei salari per evitare il trasferimento della produzione in Polonia, ha di nuovo acceso i riflettori sul cuneo fiscale e sulla bassa produttività del lavoro come cause primarie della perdita di competitività dell’industria italiana[1]. Sono davvero queste le ragioni fondamentali che spingono le imprese alla delocalizzazione produttiva?

Nella tabella[2] seguente sono riportati alcuni dati comparativi tra l’Italia e la Polonia, relativi alle retribuzioni e alla produttività del lavoro:



Le prime due colonne sono quelle che maggiormente interessano alle imprese nella scelta di localizzazione degli impianti. Esse mostrano come il salario lordo espresso in euro di un lavoratore polacco è poco più di un terzo di quello italiano, a fronte di una produttività media annua pari a due terzi. Ciò vuol dire che, investendo in Polonia la stessa somma di euro spesa per impiegare un lavoratore in Italia, un’impresa occuperebbe 2,82 lavoratori polacchi e produrrebbe un valore superiore di ben l’86%.

Le successive tre colonne sono invece quelle che più interessano ai lavoratori. La colonna 3 mostra l’incidenza del prelievo fiscale sulle retribuzioni in euro[3]. Dato il minor peso della tassazione, il livello salariale netto polacco raggiunge il 44,4% di quello italiano. Nelle colonne 4 e 5 i salari sono espressi in termini di parità dei poteri d’acquisto (PPPs) in dollari. Questa unità di misura garantisce un più veritiero confronto perché consente di eliminare le distorsioni derivanti dalle diverse monete, l’euro e lo zloty, e dai differenti livelli dei prezzi esistenti nei due Paesi. In tal modo, il livello retributivo polacco recupera terreno su quello italiano arrivando al 62,4% in termini lordi e al 78% in quelli netti. Quali conclusioni si possono trarre da tale confronto?

La prima conclusione è che il cuneo fiscale, nelle componenti della tassazione sui salari e dei contributi sociali, rappresenta una causa secondaria della minore competitività italiana. Se in Italia, a parità di salario netto, si applicasse lo stesso prelievo fiscale della Polonia, il salario lordo polacco sarebbe pari al 40,8% di quello italiano, pur sempre di molto inferiore al divario di produttività. Le convenienze localizzative delle imprese non muterebbero di molto rispetto alla situazione attuale.

Un’altra tesi ricorrente sostiene che il problema consista in una bassa produttività del lavoro[4]. Questa tesi è però smentita dai valori della produttività espressi in PPPs riportati nella colonna 6 della tabella. In termini di potere d’acquisto la differenza tra i salari lordi italiani e polacchi è sostanzialmente allineata alla differenza di produttività, mentre per i salari netti è ben inferiore. Il rispetto della regola aurea, tanto cara all’economia neoclassica, dell’allineamento dei salari reali alla produttività del lavoro richiederebbe un aumento delle retribuzioni nette italiane di oltre l’11% rispetto a quelle polacche!

Rimane allora una sola possibile spiegazione dello svantaggio competitivo dell’Italia rispetto alla Polonia, cioè la sopravalutazione del tasso di cambio reale, riflessa nei dati espressi in PPPs. Poiché in entrambi i Paesi nel corso dell’ultimo quindicennio i prezzi hanno avuto un andamento analogo e abbastanza stabile[5], il disallineamento del cambio reale deriva in larga misura da una sottovalutazione dello zloty nei confronti dell’euro. Pertanto la convenienza di imprese, come l’Electrolux, alla delocalizzazione produttiva risiede nel fatto che l’Italia ha adottato l’euro, mentre la Polonia, pur facendo parte dell’Unione Europea da un decennio, ha mantenuto la propria moneta nazionale. Persino le differenti tassazioni sul lavoro possono esser fatte risalire a ciò, poiché il minor prelievo tributario polacco è compensato da un maggior deficit pubblico, che nel periodo 1999-2012 è stato pari in media annua al 4,6% del Pil contro il 3,2% di quello italiano. Non dovendo sottostare alle politiche di austerità imposte dall’appartenenza all’euro, la Polonia ha potuto così scegliere una pressione fiscale inferiore al costo di un maggiore indebitamento pubblico[6].

La seconda conclusione è che se i lavoratori italiani accettassero un taglio dei salari nominali dell’ordine del 30-40%, quale quello richiesto dall’Electrolux, avrebbero retribuzioni nette in termini di potere reale d’acquisto ben inferiori a quelle dei loro colleghi polacchi e sprofonderebbero ai limiti o addirittura sotto la soglia di povertà assoluta[7]. È del tutto evidente che una simile strada è impraticabile. Esistono allora soluzioni alternative alla desertificazione industriale dell’Italia?

Una prima soluzione consiste nell’avvio di una seria politica industriale per innalzare il livello tecnologico della struttura produttiva in modo da competere sulle fasce più alte e qualificate della domanda internazionale, poco sensibili alla concorrenza di prezzo[8]. Questa soluzione solleva però due obiezioni fondamentali. La prima riguarda la necessità, almeno nella fase iniziale, di forti investimenti statali in opere pubbliche, infrastrutture materiali e immateriali, incentivi mirati ed anche nella costituzione di nuove e dinamiche imprese pubbliche nei settori innovativi a più alto rischio. Gli attuali vincoli posti dal Fiscal Compact, non consentono tali spese. La seconda obiezione è che anche qualora si reperissero le risorse, magari attraverso un allentamento della politica europea di austerità, questa strategia avrebbe tempi lunghi e non produrrebbe effetti di rilievo sull’occupazione e sulla produzione manifatturiera prima di parecchi anni. Nel frattempo la crisi economica e industriale sta precipitando, le imprese procedono alla chiusura degli stabilimenti e, quindi, si richiedono risposte immediate, a pena d’inevitabili sommovimenti politici e sociali.

Esiste però un’altra soluzione, non alternativa alla prima, ma a essa propedeutica: quella del recupero della sovranità monetaria nazionale attraverso la fuoriuscita unilaterale dell’Italia dall’euro. In tal modo, da un lato si amplierebbero i margini finanziari per politiche di investimento pubblico, oggi represse dai vincoli imposti dalla Troika, e dall’altro lato si ripristinerebbe un valore corretto del tasso di cambio, allineato con l’andamento dei fondamentali macroeconomici, con i Paesi a noi più direttamente concorrenti, come quelli dell’Europa orientale e di altre aree emergenti. Gli effetti di una tale decisione sulla produzione industriale sarebbero immediati e allenterebbero la morsa della crisi sociale in atto, dando quel respiro, oggi mancante, all’avvio di politiche pubbliche di riconversione produttiva e ambientale dell’intero sistema economico italiano.

In conclusione, il caso Electrolux dimostra come la questione della sostenibilità di un’unione monetaria non riguarda soltanto i meccanismi di aggiustamento degli squilibri interni, analizzati dalla teoria delle aree valutarie ottimali[9], ma attiene anche alla problematica conduzione di un unico e comune tasso di cambio verso i Paesi esterni all’area. L’attuale ordine monetario dell’Unione Europea, fondato sull’euro e su una pluralità di altre monete nazionali, è fonte di gravi e perversi squilibri, che alla fine rischiano di innescare processi di disintegrazione economica con il ritorno a politiche protezionistiche e nazionaliste in tutta Europa[10]. Anche per chi sostiene la necessità di ripristinare la sovranità monetaria nazionale, si pone quindi il problema della ridefinizione di un nuovo sistema monetario europeo[11], a meno di ipotizzare il ritorno a condizioni di autarchia come quella sperimentata con gravi danni dall’Italia nel corso degli anni Trenta del secolo scorso.

[1] Così, ad esempio, il senatore e giuslavorista Pietro Ichino ha commentato la vicenda Electrolux: “Un costo del lavoro gravato da un prelievo fiscale e contributivo eccessivo; un livello medio troppo basso di produttività; la chiusura del nostro sistema agli investimenti esteri, che per lo più portano con sé piani industriali innovativi, che a loro volta aumentano la produttività del lavoro”, cfr. Ichino: “Electrolux, emblema di un sistema in crisi. Altro che ricatto”, il Piccolo, 29 gennaio 2014. Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Alberto Orioli, Quel cuneo su auto e lavatrici, Il sole 24 ore, 30 gennaio 2014.
[2] I dati ricavati dal database OECD sono calcolati sul valore totale del GDP. I dati sulla produttività si riferiscono alla produttività annua per lavoratore e tengono conto del diverso ammontare di ore lavorate per occupato (1752 in Italia e 1929 in Polonia nel 2012).
[3] Secondo i dati OECD il prelievo fiscale lordo sul lavoro, comprensivo dei contributi sociali e previdenziali, era pari nel 2011 al 47,6% in Italia e al 34,3% in Polonia.
[4] La richiesta di Electrolux è stata preceduta da un documento dell’Unione Industriali Pordenone (redatto da un team composto tra gli altri da Cipolletta, Treu, Castro e Illy) in cui, oltre al taglio dei salari, si propone un aumento della flessibilità della manodopera per incrementare la produttività, cfr. Pordenone, laboratorio per una nuova competitività industriale.
[5] Cfr. Oecd - Consumer prices.
[6] A parità di altre condizioni, se l’Italia avesse potuto avere un deficit medio di bilancio pari a quello polacco, in valori attuali avrebbe avuto a disposizione ben 22 miliardi di euro all’anno negli ultimi 14 anni per ridurre le tasse o aumentare la spesa pubblica. Probabilmente le risorse sarebbero state maggiori perché la crescita del Pil ne avrebbe tratto benefici.
[7] La soglia di povertà assoluta ammonta a 922,41 euro mensili per una persona residente in un medio comune del Nord , cfr. Istat - calcolatore soglia di povertà.
[8] Per un’analisi della debolezza della specializzazione produttiva italiana cfr. Stefano Lucarelli, Daniela Palma e Roberto Romano, Il sostegno agli investimenti in un’economia tecnologicamente in ritardo, in Economia e Politica, 20 novembre 2013.
[9] Sui limiti della teoria delle aree valutarie ottimali cfr. Guido Iodice e Daniela Palma, Una critica alla Teoria delle Aree Valutarie Ottimali come spiegazione della crisi dell’euro, in keynesblog.com.
[10] Emblematica è in questo senso la posizione espressa da Marine Le Pen: contre le chomage, encore et toujours le protectionnisme, in Le Monde, 25 ottobre 2013.
[11] Su questi aspetti cfr. Andrea Ricci, Uscita dall’euro e integrazione europea: un binomio possibile, in sinistrainrete.info, 13 gennaio 2014 e Enrico Grazzini, Gli scenari dell’euro, in Economia e Politica, 11 gennaio 2014.

Fonte: http://www.economiaepolitica.it/index.php/lavoro-e-sindacato/caso-electrolux-il-vero-cuneo-e-quello-delleuro/

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