mercoledì 22 maggio 2013


Il servo del Vaticano Enrico Letta vuole Più Dittatura Europea




Il nuovo premier Enrico Letta, portavoce di Vaticano-Comunione e Liberazione-Gesuiti-Bilderberg-Trilaterale-Aspen, dietro le solite promesse fanfaluche sulla "crescita" e sul lavoro per rassicurare noi buoi che il suo governo è dalla nostra parte, si è affrettato a dichiarare che c'è bisogno di PIU' EUROPA e si è impegnato a contrastare l'ANTIEUROPEISMO dei cittadini ridotti in mutande a causa della gesuitica dittatura continentale del MES, del Fiscal Compact e della BCE dell'istruito dai gesuiti Mario Draghi. Da Repubblicaleggiamo:



'Più Europa. Per il premier italiano bisogna fare più Europa. Nel mondo globalizzato o facciamo insieme più Europa oppure non ce la faremo. In serata avremo una cena, avrò altri incontri. Ne approfitterò per chiedere alla cancelliera Merkel una consulenza su come si guida una grande coalizione". "Lo stesso ragionamento che ho fatto con la cancelliera Merkel oggi, lo farò domani a Parigi e poi a Bruxelles e a Madrid: vogliamo le istituzioni europee protagoniste della crescita".'



Da un articolo del Secolo XIX leggiamo altre considerazioni di Letta:



“Ma il governo, aggiunge, si è anche impegnato a ridare fiducia a chi ha perso il lavoro e chi è in difficoltà. Perciò ha intenzione di usare «tutta la forza politica» datagli dal Parlamento per far sì che l’Europa, finalmente, dia quelle risposte che finora non è stata in grado di dare. A suo avviso infatti «non c’è stata abbastanza Europa» ed ora l’obiettivo è rendere quanto prima possibile operativa l’Unione bancaria, l’unione economica, quella di bilancio e l’unione politica."



E' la solita tecnica del problema-reazione-soluzione che abbiamo già analizzato in passato; le catastrofi sociali, di cui l'Europa gesuitica è l'unica responsabile, sono avvenute però, secondo il nostro Letta fedele al Papa, perché non vi è stata abbastanza Europa. Quindi la soluzione è: Più Europa, quindi, più Nuovo Ordine Mondiale.

Caro portavoce dei gesuiti e del Vaticano Enrico Letta: della vostra Europa gesuitica dissanguatrice dei popoli “Ad Maiorem Dei Gloriam” ne abbiamo già avuto abbastanza; la vostra è solo pura propaganda; nei vostri discorsi sembra di ascoltare un disco incantato; dai tempi del cattolico Romano Prodi sembrate solo degli automi che non fanno altro che ripetere “Europa...Europa...Europa...” per risolvere qualsiasi problema dell'universo conosciuto. E lo sapete benissimo il perché: perché il Vaticano e i Gesuiti vogliono dominare questa “benedetta” Europa!

L'articolo del Secolo XIX continua:



“«Noi non vogliamo un’Europa che consenta di fare debiti», chiarisce Letta, confermando in pieno la linea di Monti nel vertice di giugno. Per questo il governo non intende chiedere modifiche del Fiscal Compact. Ma pretende che l’Europa, con la stessa determinazione con cui ha imposto il rigore, si adoperi sul fronte della crescita."

[...]

"l’antieuropeismo. Le politiche per la crescita, dice, sono necessarie affinché i cittadini non vedano l’Europa come qualcosa di negativo. Altrimenti, «come è successo in Italia e altrove, nasceranno dei movimenti politici contro l’Europa»."



Caro Letta, sai benissimo che se non si risolve il problema della sovranità monetaria e non si abolisce il Fiscal Compact, tutti i discorsi sulla crescita sono delle fanfaluche vere e proprie per intortare i "buoi" che dovete governare. Caro Letta, sai benissimo che se non si abolisce la dittatura BCE dell'istruito dai gesuiti Mario Draghi, la tua crescita sarà solo riguardo alle menzogne che affermi.



A meno che tu non intenda per "crescita" un po di elemosina per tenerci buoni e far sì che da "euroscettici" ci trasformiamo in "euroentusiasti" di un'Europa che ci elargisce con la mano sinistra un centesimo di quello che ci ha tolto con la mano destra.



Per approfondire l'Europa Gesuitica potete leggere questi articoli:
















Fonte: http://nwo-truthresearch.blogspot.com/2013/05/il-servo-del-vaticano-enrico-letta.html

martedì 21 maggio 2013


Sulle vaccinazioni una cappa di silenzio ..



.. Nessun studio ufficiale sui danni.

Eugenio Serravalle, pediatra, lamenta l'assenza di informazioni sugli effetti collaterali: "Mancano ricerche indipendenti promosse dal ministero. Verifico un continuo aumento di allergie e malattie autoimmuni, eppure si esclude a priori che certe patologie possano essere provocate dai vaccini. L'efficacia dell'esavalente? Tutta da dimostrare"

Ha scritto libri intitolati “Bambini super-vaccinati” e “Tutto quello che occorre sapere prima di vaccinare il proprio bambino”. Non è difficile immaginare che Eugenio Serravalle, pediatra, abbia più di un dubbio sull’utilità, sull’efficacia e soprattutto sulla sicurezza delle vaccinazioni pediatriche. “Non credo che i vaccini facciano male sempre”, precisa Serravalle: “Credo però che in alcuni casi possano far male. Il dramma è che le istituzioni non ci sanno dire, o non ci vogliono dire, quanto possano far male. Mancano studi indipendenti e non finanziati dalle case farmaceutiche. Qualcuno deve spiegare le ragioni dell’aumento di allergie e malattie autoimmuni. Inoltre, per quella che è la mia esperienza, ho verificato casi di bambini vaccinati con l’esavalente ma privi di anticorpi contro il tetano. Al contrario, su 120 bambini in cura da me e non vaccinati, 90 hanno sviluppato anticorpi contro il tetano”.

Per citare una sua pubblicazione, che cosa occorre sapere prima di vaccinare il proprio bambino?
Innanzitutto non bisogna avere paura delle malattie infettive. E soprattutto è indispensabile essere informati. Quello che si sa è che il dogma della sicurezza dei vaccini non è provato scientificamente. E’ un falso mito.

Non risultano provati nemmeno effetti collaterali gravi...




Una cosa è certa, e mi rifaccio alla mia esperienza di 30 anni di pediatria: la salute dei bambini non vaccinati è migliore di quella dei bimbi vaccinati. Nessuno sa se i conservanti e gli adiuvanti contenuti nelle dosi siano effettivamente quelli dichiarati. Esistono ricerche che hanno evidenziato tracce di metalli pesanti. Perché le autorità sanitarie non accettano di fare studi sullo stato di salute comparando bimbi vaccinati e non? Perché escludere a priori che le malattie croniche possano essere causate dai vaccini? E soprattutto, gli effetti collaterali non sono provati perché spesso i medici non fanno segnalazioni di reazioni avverse, nemmeno quando patologie gravi insorgono a pochi giorni dall’iniezione.

Resta il fatto che in Italia, ad eccezione del Veneto, quattro vaccinazioni sono obbligatorie Che cosa succede nelle altre regioni, secondo l’esperienza dei suoi pazienti?
La rinuncia è accettata nella maggior parte delle regioni con il “dissenso informato”, cioè la compilazione di un modulo da parte dei genitori dopo un colloquio con i medici dell’Asl. Sui prospetti informativi inviati alle famiglie, però, questa opzione non viene proposta. Sull’obbligatorietà delle vaccinazioni, poi, ho qualche dubbio. Pensiamo a quella anti-epatite b (che un bambino nato da madre sana non può prendere facilmente): fu resa obbligatoria nel 1991 dall’allora ministro De Lorenzo, che proprio per questo farmaco intascò una tangente da 600 milioni. E poi ci sono quelle “facoltative ma obbligatorie”, perché contenute nell’esavalente: haemophilus tipo b e pertosse. Entrambe malattie che possono diventare gravissime se contratte da bambini nel primo anno di vita. Peccato che il vaccino diventi efficace dopo la terza iniezione, cioè nell’undicesimo mese di vita. A questo punto dico: perché vaccinare così tanto nel primo anno? Meglio attendere qualche mese e poi scegliere senza obblighi.

E’ anche vero che i rischi di contrarre malattie per chi non si vaccina sono più bassi grazie all’effetto “immunità di gregge”. Se la quasi totalità della popolazione è vaccinata, il virus circola meno. In questo senso, la scelta di non vaccinare non è applicabile su larga scala.L’immunità di gregge è un altro mito. Esiste oppure no? Assistiamo a epidemie, ad esempio di morbillo, che si sviluppano in aree in cui il 98% della popolazione è vaccinata (recente caso a Ferrara). Questo succede proprio perché è l’efficacia stessa dei vaccini a non essere provata. La copertura non è così certa.

Non crede che in un Paese avanzato come il nostro sia inaccettabile morire a causa del morbillo?
Non nego che si tratti di una malattia che può avere complicazioni, ma generalmente questo succede su soggetti che hanno già un sistema immunitario compromesso a causa di altre malattie. Fino a qualche anno fa era considerata la malattia infettiva per antonomasia, quella che tutti prima o poi avrebbero dovuto avere da piccoli. Oggi l’informazione “ufficiale” l’ha trasformato invece in un pericoloso killer. Potenza della comunicazione. Troppo facile agitare lo spauracchio di casi letali avvenuti in paesi con condizioni igienico-sanitarie decisamente meno buone del nostro.

Se non i vaccini, quali sono le alternative per rafforzare il sistema immunitario?
Sicuramente uno stile di vita sano e un’alimentazione curata. La vaccinazione dovrebbe essere una scelta, da valutare caso per caso. E valutando davvero il rapporto rischi-benefici dopo aver ricevuto un’informazione corretta dalle autorità sanitarie.

Purtroppo, per ora, non è così.






Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/LaCrepaNelMuro/~3/sH8h0uZkciA/sulle-vaccinazioni-una-cappa-di-silenzio.html


Edgar Mitchell: "Il genere umano non vuole guardare avanti ...



... verso quel baratro che lo sta per inghiottire"

Edgar Mitchell, pilota della missione spaziale Apollo 14 ci parla del progressivo degrado dei sistemi ecologici e degli imminenti cambiamenti già in atto da diversi anni.


"Poiché sono uno dei pochi che hanno avuto il privilegio di osservare questo piccolo, magnifico pianeta dal buio dello spazio, sento profondamente l’esigenza di unirmi a coloro che auspicano una nuova visione per il futuro e un rinnovato impegno per la gestione oculata del nostro pianeta. 


Stando al di sopra della fascia protettiva dell’atmosfera, si può osservare meglio il progressivo degrado dei sistemi ecologici dai quali tutte le specie dipendono per la loro sopravvivenza.


Da quella prospettiva, e con l’ausilio di dati ricavati da quattro decenni di attività spaziale, appare chiaro che la popolazione della Terra segue una rotta ormai insostenibile. 


Il genere umano, impegnato in una miriade di conflitti legati a questioni di scarsa importanza, si ostina a non voler guardare avanti, verso il baratro che sta per inghiottirci tutti. 





Continuiamo a ragionare dal punto di vista dei nostri valori culturali tradizionali, rifiutandoci di considerare la nostra situazione da una prospettiva globale più ampia e di prendere le misure necessarie per creare una civiltà più tranquilla e armoniosa a nostro reciproco vantaggio, misure che prevedono alcuni cambiamenti difficili da accettare nel nostro stile di vita...








INIZIARE A COMPRENDERE IL NOSTRO RUOLO SULLA TERRA E NELL’UNIVERSO



Negli ultimi venti anni gli scienziati hanno formulato un numero significativo di concetti che, se collegati fra loro e applicati al metaproblema prospettato dalla teoria dell’evoluzione generale e dei sistemi, ci presentano una concezione radicalmente nuova della condizione umana e del posto che occupiamo nel cosmo.


Mi riferisco agli esperimenti della fisica quantistica che dimostrano la non-località (nel senso di interconnessione) a livello di particelle subatomiche; all’olografia quantistica, che estende questa concezione agli oggetti in macroscala; e agli studi sulla teoria del caos, che suggerisce la ripetizione di alcune strutture fondamentali in scala, dal microscopico al cosmico. 


Inoltre, la teoria del caos e la teoria dei sistemi complessi suggeriscono la presenza di semplici anelli di retroazione che organizzano le strutture di base e i processi della natura nelle forme straordinarie che osserviamo nella materia vivente. 


Mi riferisco al lavoro degli astronomi e dei cosmolologi, che continuano a scoprire le meraviglie di mondi lontani, e a quello di Ilya Prigogine, il quale ha dimostrato che i processi più elementari che esistano in natura sono quelli non lineari, e non i semplici processi lineari e reversibili che gli scienziati studiano dai tempi di Newton.



Edgar Mitchell – ex astronauta, pilota della missione Apollo 14, laureato in Ingegneria al MIT di Boston. Consulente della Stanford Univerity, nel 1962 fonda l’Istituto di Scienze Noetiche di Palo Alto in California

La conclusione che si può trarre da tutto questo è che viviamo in un universo capace di organizzarsi, creativo, intelligente, in grado di apprendere, che si è formato in base all’esperienza, si è evoluto fino a conoscere se stesso, e probabilmente ha dato origine a forme di vita intelligente in tutto il corso della sua espansione. 


Oggi, tutti gli eventi di carattere numinoso riferiti dal nucleo esoterico presente in ogni tradizione culturale – eventi che servono da fondamento alle credenze religiose tradizionali – si potrebbero virtualmente spiegare in termini capaci di soddisfare anche la scienza più critica.


Le lezioni che si possono ricavare da questa concezione per applicarle alla nostra era riguardano la nostra evoluzione di esseri creativi, interconnessi e responsabili, che hanno fra le mani il destino del mondo e di tutte le specie: esso dipende dalla nostra visione e capacità di tracciare una rotta sostenibile verso il futuro.
Tutti noi abbiamo le conoscenze, le capacità intellettuali e le qualità immaginative che occorrono per consentirci di comprendere i problemi cruciali di oggi. 


Ora dovremo trovare la volontà politica collettiva di realizzare e accelerare le misure necessarie su base globale… oppure subirne le conseguenze.






Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/LaCrepaNelMuro/~3/voQewu5FO4I/edgar-mitchell-il-genere-umano-non.html


Guida a Sweet Home 3D software open source per il disegno di interni(3a parte).

sweethome_logoSweet Home 3D è un software per il disegno di interni che ti aiuta a disporre il tuo arredamento in su di una piantina 2D, con un anteprima 3D.

Sweet Home 4.0 è la nuova versione di un’applicazione open source della quale abbiamo già parlato altre volte e che permette di collocare su una pianta 2D muri, oggetti e quotature e ottenere una vista tridimensionale "navigabile" in tempo reale. Il software permette di usare vari oggetti di mobilio molti dei quali scaricabili in formato 3D da internet (si possono utilizzare oggetti in formato OBJ, LWS o 3DS e la libreria è aperta al contributo di tutti gli utenti).

La versione 4 include vari miglioramenti (sono elencati qui) tra i più importanti dei quali la possibilità di cambiare texture e colori delle pareti e generare immagini fotorealistiche in base alla posizione di provenienza della luce. Il software richiede java 6 (la versione 7 non è ancora completamente compatibile). Su Mac è richiesto OS X 10.4 o superiore. A questo indirizzo è presente una completa galleria con vari esempi di quanto è possibile ottenere.


(Clicca sull'immagine per ingrandire)
Puoi scaricare Sweet Home 3D per istallarlo sul tuo computer e/o usarlo online con il tuo browser:
Scarica Sweet Home 3D  -  Usa Sweet Home 3D Online.

Sweet Home 3D disponibile anche in Italiano è un progetto open source disponibile su SourceForge.net e distribuito sotto GNU General Public License.

Disegno stanze.

Per individuare le stanze, clicca sul pulsante Disegno stanze.
Per creare una nuova stanza od una nuova superficie nella planimetria puoi usare uno dei seguenti metodi :
  • clicca sull'angolo di ogni stanza, quindi fai doppio click sull'ultimo punto o premi il tasto Escape dop che haiu ggiunto l'ultimo punto,
  • doppio click in un qualsiasi punto in una superficie chiusa esistente (cioè contornata da muri), come mostrato in figura 12.

Creare con un doppio click una stanza che include mezza soglia della porta

Prima Disegna i muri e aggiungi le porte , prima di creare le stanze. Usando questo metodo, potrai creare stanze più velocemente attravero un doppio click in ogni superficie chiusa che individua una stanza della tua casa. Nota anche che una stanza creata con un doppio click include la metà della soglia di ogni porta posizionata sulle sue mura. Questa caratteristica assicura la corretta contiguità spaziale degli ambienti durante la vista 3D quando le porte sono aperte.

Una volta creata una stanza, potrai modificarne il nome ed il colore o la texture (il motivo di campitura) del pavimento e del soffitto, scegliendo dal menu Piano > Modifica stanze..., come mostrato in figura 13.

Impostazione attributi stanze
Quando una stanza è selezionata, potrai potrai muoverne ognuno dei suoi punti con il mouse nel modo Selezione, e cambiarne la posizione dell'indicazione dei metri quadri della sua superficie e del suo nome con l'indicatore disegnato sotto i testi.
Impostazione vista 3D
In qualsiasi momento durante il disegno potrai cambiare il punto di vista da usare nella vista 3D. Sono disponibili 2 differenti modalità di visualizzazione della tua casa, la modalità predefinita, settabile dal menu 3D view > Vista aerea e quella selezionabile dal menu 3D view > Visita virtuale. In entrambe le modalità, potrai usare il mouse od i tasti cursore per modificare il punto di vista, come mostrato nelle figure 14 e 15.

Mouse e tastiera in azione durante la modalità Vista aerea e Visita virtuale

Quando Visita virtuale è selezionata, una visitatore virtuale visto dall'alto è visualizzato anche nella planimetria. La sua posizione e rotazione è aggiornata simultanemente nella planimetria e nella vista 3D con ogni movimento del visitore. Questo visitatore virtuale è contornato da quattro indicatori, come mostrato in figura 16.

figura 16. Indicatorio del visitatore virtuale
1.- L'Indicatore inclinazione testa mostra l'angolo da trascinare per muovere il capo del visitatore verso l'alto o il basso.

2.- L'Indicatore dell'angolo di visuale mostra l'angolo che è correntemente visualizzato nella vista 3D.

3.- L'Indicatore angolazione corpo mostra l'angolo da trascinare per ruotare il visitatore a sinistra o a destra.

4.-L'Indicazione altezza occhi mostra il punto da trascinare per alzare od abbassare il punto di vista del visitatore rispetto al pavimento.

Puoi anche scegliere dal menu 3D view > Modifica vista 3D... per modificare il colore o la texture della terreno e del cielo, lintensità della luce e la trasparenza dei muri, come mostrato in figura 17.

Impostazione attributi vista 3D
Dopo aver modificato il colore del cielo e della terra, figura 18 mostra 2 schermate della vista 3D.


Vista Aerea e Visita virtuale

Altre funzioni
Quota il disegno

Per disegnare una quota, clicca prima sul pulsante Crea dimensioni.
Puoi creare nuove linee di quota nella planimetria usando due modalità:
  • Clicca sul punto iniziale della quota, clicca sul suo punto finale, qundi clicca una terza volta dopo aver mosso il mouse per scegliere la lunghezza delle linee di estensione disegnate alle estermità di ogni quota.
  • Muovi il mouse sul bordo di un oggetto d'arredo, sul lato muro od il lato della stanza che desideri quotare, quindi fai doppio click per accettare la quota indicata, quindi fai click un terza volta dopo aver scelto la lunghezza delle linee di estensione.
In entrambi i casi, la nuova quota non avrà linee di estensione se non muoverai il mouse tra il secondo ed il terzo click.

Disegno quote
Aggiungi testi

Per aggiungere testo libero nella planimetria, clicca prima sul pulsante Aggiungi testi.
Clicca nel punto della planimetria in cui desideri aggiungere un testo, e digita il testo nella finestra di dialogo che apparirà.

figura 20. Un testo libero con stile grassetto

In qualunque momento, potrai modificare la dimensione e lo stile dei testi selezionati con il pulsante Stile testo.
Stampa
Una volta disegnata la tua casa, puoi stamparla scegliendo dal menu File > Stampa... oppure File > Stampa in PDF..., e visualizzare l'anteprima di stampa selezionando dal menu File > Anteprima di stampa.... Per impostazione predefinita, Sweet Home 3D stampa la lista arredi, la planimetria e la vista 3d corrente della casa, usando il formato carta, i margini e l'orientamento (Orizzontale o verticale) predefiniti.
Scegli File > Impostazione pagina... dal menu per modificare queste impostazioni predefinite, così come la scala della planimetria, l'intestazione ed il piè di pagina, come mostrato in figura 21.

Impostazione pagina
Crea foto della vista 3D

Clicca sullo strumento Crea foto... per creare una immagine della vista 3D con le dimensioni e le proporzioni desiderate, e salvala in un file formato PNG.
Come mostrato in figura 22, il pannello usato per la creazione foto permette la scelta del livello di qualità dell'immagine creata. Con il livello di qualità veloce, l'immagine creata assomiglierà alla vista 3D, laddove con il livello di qualità migliore, l'immagine sarà molto più fotorealistica.


Creare una foto


Calcolare un'immagine al livello di qualità migliore può richiedere veramente molto tempo in funzione della complessità della casa e dalla potenza di calcolo del vostro computer. Tuttavia, potete continutare a modificare il progetto durante il calcolo. Per ragioni tecniche, ci può essere solo una finestra Crea Foto in funzione in un dato momento.

Creare un video 3D

Clicca sullo strumento Crea video... per visualizzare il pannello per creare un video secondo un percorso virtuale nella vista 3D. Come mostra la figura 23, questo pannello permette la scelta del formato del video, della sua qualità in analogia al pannello Pannello crea foto.

Creare un video
Per creare un video, scegli nella vista 3D il punto iniziale in cui si trova la telecamera e clicca sul bottone rosso nel pannello creazione video. Quindi muoviti nella vista 3D alla successiva posizione della telecamera e clicca ancora sul bottone rosso. Ripeti questi passaggi per ogni posizione dove la telecamera dovrà passare durante il video.

Ogni volta che clicchi sul bottone rosso, un nuovo punto è aggiunto nel pannello creazione video per mostrati il percorso della telecamera. Siccome Sweet Home 3D prende in considerazione anche l'altezza della telecamera dal pavimento, la sua rotazione ed inclinazione e l'angolo di visuale della stessa avrete ampia libertà di inquadratura nel girare il tuo video.

Una volta che il percorso creato ti soddisfa, clicca sul pulsante Crea per iniziare il calcolo dei frames (fotogrammi) del video, quando il calcolo sarà ultimato. clicca sul pulsante Salva... per salvare il video in un file formato Quicktime. Potrai vedere questo video con differenti software come VLC o trasformarli in altri formati.

Usa il pulsante play per controllare con approssimazione il percorso della telecamera camera nella vista 3D, poichè la generazione di un video può richiedere da qualche minuto a qualche ora secondo la complessità del progetto, dalla qualità desiderata e della potenza di calcolo del vostro computer.
Esportazione in formato OBJ
Se vuoi riusare il tuo progetto in software 3D come Blender o Art of Illusion per migliorare il rendering ad esempio, scegli Vista 3D > Esporta nel formato OBJ... dal menu ed importa il file OBJ generato in questi software. Questa opzione scriverà nel file OBJ selezionato la descrizione di tutti gli oggetti visualizzati nella vista 3D, esso creerà un file MTL descrivendone i colori ed in ultimo salverà le immagini delle textures, che hai usato. La figura 26 mostra un rendering eseguito in Blender una volta aggiunte alla scena poche luci.

Il Rendering di un progetto esportato in Blender
Aggiunta dei plug-ins
Le funzioni di Sweet Home 3D possono essere estese tramite plug-ins, che potrai scrivere tu stesso se sai programmare in Java.

Un plug-in è un file SH3P memorizzato nella cartella plug-ins di Sweet Home 3D. Per installare un file SH3P in questa cartella, fai semplicemente un doppio click su questo file sotto Windows and Mac OS X. Sotto Linux, dovrai copiare manualmente il file SH3P nella sottocartella .eteks/sweethome3d/plugins della tua cartella utente se il doppio click non funionasse.

Una volta che il plug-in è installato, riavviare Sweet Home 3D per visualizzare le nuove opzioni di menu e/o i nuovi pulsanti delle funzioni del plug-in. Per esempio, il Plug-in Home rotator aggiunge due oggetti al menu Piano per eseguire la rotazione oraria od antioraria di tutti gli oggetti nella planimetria.
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Fonte: http://reubuntu.blogspot.com/2013/05/guida-sweet-home-3d-software-open_3.html


Elogio della follia


Con il varo del governo di larghe intese, l’”Agenda possibile” consegnata al Presidente Napolitano dai saggi del gruppo socio economico deve intendersi come la base di un vero e proprio programma di legislatura. Si tratta di un documento complesso, con luci e ombre, ma soprattutto appare come la sostanziale continuazione delle politiche economiche degli ultimi due governi. Non a caso, la stragrande maggioranza dei provvedimenti proposti dai saggi ricalca quelli riportati in documenti ufficiali approvati più volte dal Parlamento e dalle sue commissioni, sotto forma di “Documento di Economia e Finanza”, “Note integrative” e discorsi di insediamento dei presidenti del consiglio. Se l’Italia è tra i paesi che sono usciti peggio dalla crisi, viene il sospetto che un pizzico di follia avrebbe potuto produrre risultati migliori di tutta questa saggezza convenzionale.


Un’Agenda chiara

L’Agenda, tra i suoi molti pregi, ha quello della chiarezza.

Già dalle prime righe si afferma che “non è un programma di governo, organico e sviluppato in un’ottica di lungo termine”. Poco più avanti si riconosce che tutte le proposte “poggiano su una base di analisi condotte da istituzioni nazionali e internazionali” e già nella seconda pagina si dichiara che “è convinzione diffusa, suffragata da studi e analisi, che l’operatore pubblico debba piuttosto “togliere” che “aggiungere””. Parole che ricordano più le idee di Michelangelo sulla scultura che il tentativo di consegnare ai nuovi governi un affresco che ispiri la loro azione. Per rafforzare questa impostazione minimalista, i saggi ribadiscono che “lo sviluppo lo fanno gli imprenditori e i lavoratori, non i governi” e che “a lungo ci si è illusi - in Italia come in altri paesi - che la spesa pubblica in disavanzo, cioè non coperta anno per anno (corsivo mio) da corrispondenti entrate, fosse la panacea per sovvenire, stimolare, perequare”. In questa scultura, la crisi globale del 2007-2008 è qualificata solo come “finanziaria” ed è vista come un evento esogeno ed imprevedibile, mentre le regole europee sulla finanza pubblica sono presentate come leggi “naturali” ed ineludibili, piuttosto che come scelte di politica economica perseguite tenacemente da quasi tutti i governi europei da almeno tre decenni. Della nostra Costituzione si ricordano la “tutela del lavoro, della famiglia, del risparmio, dell’iniziativa economica, della proprietà, dei diritti civili e sociali”, invertendo l’ordine con cui molti di questi concetti sono richiamati nella Carta e dimenticando i diritti “politici”, ossia quello di scegliere il proprio futuro collettivo, di cui sono titolari i cittadini italiani.

All’interno di questa cornice, i suggerimenti dei saggi mirano compassionevolmente a perseguire una riduzione della disoccupazione e della povertà ed un aumento del benessere, che tuttavia non deve “risolversi in un mero accumulo di beni materiali” e quindi non può essere misurato dalla semplice dinamica del Pil, ossia dei redditi dei cittadini.

Perfino la sintassi della relazione dei saggi è insolitamente semplice e asciutta: prevalgono frasi brevi, con poche subordinate, e verbi all’indicativo e all’infinito, come a voler ricalcare l’inglese “semplificato” dei documenti delle istituzioni internazionali e la comunicazione aziendale. E’ sorprendente come tanta chiarezza venga da personalità solitamente abituate a pesare parole e azioni e ad utilizzare nei discorsi e nei documenti delle istituzioni di provenienza espressioni il più possibile anodine, sempre accompagnate da mille se e ma, spesso deliberatamente aperte a diverse interpretazioni.

Un’Agenda “equilibrata”

In ultima analisi, tutta l’assertività e la chiarezza dell’Agenda sembra finalizzata a scoraggiare ogni dubbio o riflessione critica sulla opportunità ed urgenza di alcuni provvedimenti su cui vi sia “una convergenza potenziale delle forze politiche, oppure una divergenza chiaramente misurabile”, ossia un ampio margine di mediazione. Così i quattro saggi “tecnici” e i due “politici” forniscono un ampio catalogo di ricette nell’ambito del quale i prossimi governi dovrebbero scegliere senza grandi possibilità o necessità di variazioni. Non a caso, dalle diverse forze politiche sono venute quasi esclusivamente complimenti, oppure critiche e commenti di circostanza, e soprattutto pochissime integrazioni all’Agenda dei saggi. Infatti ognuno ha potuto ritrovare nell’Agenda qualche provvedimento gradito alla propria parte e dunque ha ritenuto conveniente incassare il risultato senza avanzare altre proposte che avrebbero inevitabilmente rotto un equilibrio, anche se si tratta di un saggio equilibrio minimalista alla Nash, in cui tutti si accontentano di poco pur di non rischiare di perdere troppo. E per scongiurare anche il più remoto rischio che le decisioni dei saggi fossero prese a maggioranza semplice, infrangendo questa ecumenicità, il loro numero è stato fissato in sei, invece che in qualsiasi altro valore dispari. E per fugare ogni residua incertezza, gli stessi saggi tengono a precisare che “il contenuto della presente Relazione è condiviso da tutti i partecipanti al Gruppo di lavoro”.

Il risultato di tanta unanimità è un mix piuttosto eterogeneo di provvedimenti. Prevalgono ricette molto convenzionali, già descritte in centinaia di documenti di istituzioni nazionali e internazionali, quasi con le stesse parole. L’Agenda, ad esempio, insiste sul pagamento degli arretrati della Pubblica Amministrazione (come fosse una concessione piuttosto che un diritto dei creditori); sulla facilitazione del credito alle PMI; sulla spesa per R&S; sul incentivazione della concorrenza; sull’incentivazione del lavoro di giovani e donne; sull’efficienza energetica e la tutela dell’ambiente; sull’efficienza della PA e del sistema della giustizia. Tuttavia la filosofia liberista dell’Agenda è solcata da accessi dirigistici, come il riferimento alla “obbligatorietà (corsivo mio) di periodi di alternanza scuola-lavoro in qualsiasi percorso formativo”, che ricorda inevitabilmente tempi e regimi da dimenticare, anche se riproposta esplicitamente solo sotto la forma soft di un percorso in cui “lo studente lavoratore potrebbe acquisire metà dei crediti del corso in azienda e metà dei crediti in università”, dove l’obbligatorietà è sostituita da un forte “incentivo” per studenti e imprese. Infine non mancano provvedimenti di facile consenso, ma a basso impatto, come il bando per i distributori di merendine nelle scuole; il finanziamento pubblico per gli attrezzi e le attività sportive dei cittadini; tariffe idriche più elevate per usi voluttuari come “riempire una piscina”.

Sui temi su cui l’unanimità non poteva essere raggiunta, i saggi si limitano a “suggerire un approfondimento della questione”, come per il reddito minimo garantito, per la gestione diretta dei servizi pubblici locali, per “un sistema assicurativo misto pubblico-privato” contro le catastrofi naturali. Tutta l’Agenda, inoltre, è disseminata di richiami alla necessità di “conoscere per deliberare”, come predicava inutilmente Einaudi, anche attraverso “censimenti” su temi sui quali si dovrebbe già sapere abbastanza, come la composizione del patrimonio pubblico, l’ammontare dei debiti della PA, i beneficiari delle prestazioni sociali, il patrimonio culturale del paese. Più in generale, “laddove le misure proposte implicano un costo a carico del bilancio pubblico non è sempre stata indicata precisamente la copertura”, delegando le decisioni in tema di tassazione a tagli al futuro governo.

Nel complesso, questo approccio ricorda la storiella del cuoco del convento che, per stanco delle contrastanti richieste dei frati sul grado di cottura degli spaghetti, versa nella stessa pentola la pasta in momenti diversi e poi invita ogni confratello a trovarsi quella cotta al punto giusto.

Alcuni omissis

Nelle oltre 26.000 parole e numeri che compongono l’Agenda e la sua appendice statistica, sono incomprensibilmente sottorappresentati alcuni concetti, che pure fanno parte della cassetta degli attrezzi di qualsiasi economista.

Il primo quasi-assente è la domanda interna, citata solo una volta nel testo principale, per affermare apoditticamente che “una diminuzione del costo del lavoro stimolerebbe la competitività e fornirebbe un impulso alla domanda interna”, e tre nell’appendice statistica, per illustrarne l’andamento disastroso. Eppure i saggi mostrano di essere perfettamente consapevoli dell’insostituibile ruolo propulsivo della domanda se, a proposito del settore energetico, affermano che “di fronte alla stagnazione della domanda […] si stanno registrando forti sofferenze finanziarie che spingono alcuni operatori a mettere in conservazione parte della loro capacità produttiva”. Non si capisce perché queste stesse sagge considerazioni non dovrebbero valere anche per il resto dell’economia, per il cui rilancio si punta tutto sullo sviluppo dell’offerta: tramite il miglioramento del capitale umano e di conoscenze; incentivi fiscali; flessibilizzazione del mercato del lavoro; riduzione dei vincoli amministrativi.

In compenso, in tutta l’Agenda è sovrarappresentata la domanda estera, che avrebbe “il ruolo di principale motore della crescita ed in questo momento è l’unica componente che sta attenuando la profondità della recessione”. Sfugge come sia possibile immaginare uno sviluppo mondiale sostenibile basato essenzialmente sulla competizione dei diversi paesi per la conquista dei mercati più dinamici, nella speranza che lo sviluppo di ciascuno sia di volta in volta finanziato dalle importazioni e gli squilibri nella bilancia dei pagamenti di qualcun altro. Per stimolare le esportazioni italiane, i saggi propongono incentivi al limite degli “aiuti di stato” e fanno grande affidamento sul successo di Expo 2015 e del suo indotto turistico, nonostante il flop di simili vetrine internazionali, a cominciare dalle Olimpiadi in Grecia e, prima ancora, nel Regno Unito. E’ quasi commovente la fiducia dei saggi nella capacità di una semplice fiera di incantare gli investitori esteri, che solitamente basano le proprie decisioni strategiche su dati un po’ più solidi di qualche lustrino.

Anche i ”mercati finanziari” sono incomprensibilmente sottorappresentati nell’Agenda e le uniche ipotesi di qualche regolazione del comparto bancario sono delegate ad una futura supervisione europea che, per altro, dovrà occuparsi essenzialmente della solidità dei bilanci e della risoluzione di eventuali crisi, ma non della natura più o meno speculativa delle operazioni bancarie e tantomeno del loro impatto macroeconomico. In compenso, nell’Agenda compare ben sette volte la Cassa Depositi e Prestiti, vista come una banca di stato alla quale affidare i compiti più vari, senza altrettanto riguardo per la tutela del risparmio postale che gestisce e della salvaguardia della sua solidità patrimoniale. Dalla CDP ci si aspetta, allo stesso tempo: un supporto alle imprese esportatrici; il finanziamento a lungo termine delle imprese tramite il Fondo Italiano di Investimento e il Fondo Strategico Italiano; il finanziamento delle grandi infrastrutture; la locazione di abitazioni a condizioni agevolate e la riqualificazione delle aree urbane. Senza dimenticare l’attività corrente di finanziamento agli enti locali e l’anticipo dei pagamenti dovuti dalla PA. Neanche fosse il “paltò di Napoleone” citato da Totò in “Miseria e nobiltà”, dalla cui ipoteca si dovevano ricavare quantità mirabolanti di cibarie, bevande e generi di conforto e si doveva pure ottenere un congruo resto in denaro.

Ci si sarebbe aspettato un analogo invito al sistema finanziario a mettere a disposizione più fondi per lo sviluppo del paese. Invece i saggi si limitano ad invocare “incentivi fiscali per chi investe in fondi di venture capital e nel capitale di rischio di imprese start-up innovative”.

Un altro grande assente è il tema della distribuzione dei redditi. A parte la sua manifestazione estrema rappresentata dalla povertà, questo problema è relegato sostanzialmente nell’appendice statistica. E’ singolare che i saggi, pur dedicando parecchie raccomandazioni ad una migliore conoscenza statistica dei fenomeni economici e sociali, non si siano accorti che i dati documentano impietosamente che in Italia le sperequazioni sono superiori a qualsiasi altro paese dell’OECD, compresi quelli considerati solitamente più liberisti e market oriented, e che tasse e prestazioni sociali riescano a correggere questi squilibri in misura molto minore. Al contrario, l’Agenda parte dal presupposto che “gli attuali livelli della spesa pubblica e delle entrate in rapporto al PIL siano dei limiti massimi, da ridurre nel tempo”, ma “le scelte distributive dell’onere fiscale, da un lato, e delle risorse raccolte, dall’altro, sono prettamente politiche e il Gruppo ha ritenuto di non potervisi addentrare”. L’Agenda sembra dunque fare riferimento alla indipendenza paretiana tra distribuzione ed efficienza del sistema economico, che pure ha subito qualche crepa nell’ultimo secolo, se non altro perché il tax payer è anche un fruitore di servizi pubblici che, a loro volta, producono occupazione, reddito e base imponibile.

Un altro aspetto interessante delle varie proposte contenute nell’Agenda è il trattamento riservato al debito. Su quello pubblico i saggi non hanno dubbi: va abbattuto rapidamente perché non serve per promuovere sviluppo ed equità; “sottrae risorse alle generazioni successive”; bisogna garantirne la sostenibilità (nella stretta accezione tecnica data a questo termine in Europa) per “assicurare che le famiglie italiane non vedano parte dei propri risparmi evaporare”. Quello privato è invece produttivo e quindi va incentivato, sfruttando tutti margini concessi dalle regole europee grazie alla sottile distinzione tra finanziamento pubblico e concessione di garanzie tramite il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, la SACE, la Cassa Depositi e Prestiti, fondi di investimento pubblico-privato (soprattutto nel settore dell’energia, del turismo e della R&D). Eppure quella crisi globale che fa da sfondo a tutta l’Agenda, senza essere mai analizzata, è nata proprio da squilibri sul mercato del credito ai privati: dai prestiti concessi a soggetti a rischio (i sub-prime) ai titoli emessi da imprese senza alcuna solidità (i junk bond) e convogliati in “veicoli” sempre più sofisticati venduti a famiglie che così hanno visto realmente “evaporare” i propri risparmi e soprattutto le riserve accantonate per la vecchiaia nei fondi pensione privati.

Mentre incoraggiano le imprese ad indebitarsi per sostenere lo sviluppo, i saggi appaiono rigorosissimi nei confronti della Pubblica Amministrazione. I saggi riconoscono onestamente che “la simultanea restrizione fiscale operata in questa fase da numerosi paesi ne ha amplificato le ripercussioni sul ciclo economico, estendendo la disoccupazione, causando tensioni sociali”. Tuttavia non sembrano trarre da questa premessa alcuna critica alle politiche europee degli ultimi decenni. Al massimo l’Agenda ammicca qualche manovra bizantina per aggirare i vincoli europei perché “come tutte le regole, anche queste non sono ciecamente rigide, ma prevedono e consentono margini interpretativi importanti”. L’esempio da seguire è quello delle “cosiddette modifiche a “Trattato costante””, come l’autorizzazione concessa faticosamente alla BCE, nel pieno della crisi, perché attuasse operazioni “non convenzionali”, come tutte le altre banche centrali.



*L’autore preferisce mantenere l’anonimato per motivi legati alla sua professione. 

Fonte: http://www.economiaepolitica.it/index.php/lavoro-e-sindacato/elogio-della-follia/

lunedì 20 maggio 2013


Introduzione a GIMP: primi passi con Wilber.

wilberQuesta sezione serve a dare una prima introduzione ai concetti base e alla terminologia usata in GIMP. Ogni argomento contenuto in questa introduzione viene descritto più approfonditamente nel resto del manuale. A parte qualche esempio necessario, si è cercato di evitare di riempire questa sezione di collegamenti e riferimenti; gli argomenti trattati saranno di livello così generale che sarà facile trovarli nell'indice.
Immagini.
Le immagini sono le entità di base su cui lavora GIMP. Generalmente «un'immagine» corrisponde ad un singolo file, come nei file TIFF o JPEG. Si può pensare ad un'immagine anche come una singola finestra anche se non è del tutto corretto; infatti è possibile avere più finestre aperte della stessa immagine. Non è invece possibile avere un'unica finestra che rappresenti più immagini o aver caricata un'immagine senza la corrispondente finestra.
Un'immagine in GIMP può essere una cosa abbastanza complessa. Invece di pensarla come un foglio di carta con una figura disegnata sopra, è meglio rappresentata da un libro, le cui pagine vengono chiamate «livelli». Oltre ad una pila (stack) di livelli, un'immagine di GIMP può contenere una maschera di selezione, una serie di canali e un insieme di tracciati. Inoltre GIMP fornisce un meccanismo per attaccare dati generici ad un'immagine, chiamati «parassiti».
In GIMP, è possibile avere molte immagini aperte allo stesso tempo. Anche se le grandi immagini possono usare molti megabyte di memoria, GIMP usa un metodo molto sofisticato di gestione della memoria che permette di lavorare con grandi immagini senza troppi problemi. Vi sono comunque dei limiti a questo meccanismo. Quando si lavora con la grafica aiuta molto, in termini di velocità di esecuzione, avere un sistema con tanta memoria RAM.
 
Livelli.
gimp livelli
Se una semplice immagine è come un singolo foglio di carta, allora un'immagine con livelli è come plico di trasparenze. Si può disegnare su ogni trasparenza, ma si potrà comunque vedere il contenuto degli altri fogli attraverso le aree trasparenti. È inoltre cambiare la posizione relativa di una trasparenza e spostarla rispetto alle altre nel plico. Gli utenti esperti di GIMP lavorano spesso con immagini composte da molti livelli, anche dozzine. I livelli non sempre sono opachi e non devono neanche coprire tutta l'area dell'immagine, pertanto, quando si guarda un'immagine, è possibile che in effetti non si stia guardando solo il livello in cima ma anche elementi di molti altri livelli contemporaneamente.
 
Risoluzione.
Le immagini digitali sono composte da una griglia di elementi quadrati di vari colori, detti pixel. Ogni immagine possiede dimensioni in pixel, per esempio 900 pixel di larghezza per 600 pixel in altezza. Invece i pixel non possiedono dimensioni fisiche. Per impostare la stampa di un'immagine, si usa un valore detto risoluzione, definito come rapporto tra la dimensione dell'immagine in pixel e le sue dimensioni fisiche (riportate di solito in pollici) della stampa finale su carta. Molti (ma non tutti) formati di file possono conservare questo valore, che viene espresso in ppi (pixel per inch ovvero pollice). Durante la stampa di un file, il valore di risoluzione determina le dimensioni che l'immagine avrà su carta, e quindi, la dimensione fisica dei pixel. La stessa immagine da 900x600 pixel può essere stampata piccola quanto il formato foto 15x10 con pixel così piccoli da essere appena visibili o larga quanto un poster con pixel grandi e squadrati facilmente visibili. Immagini importati da telecamere, macchine fotografiche e telefonini di solito hanno il valore di risoluzione incorporato nel file. Il valore è di spesso di 72 o 96 ppi. È importante comprendere che questo valore è arbitrario ed è stato scelto per ragioni storiche. È sempre possibile cambiare il valore di risoluzione con GIMP; ciò non ha effetto sui pixel dell'immagine. Inoltre, per scopi come la visualizzazione delle immagini on line, su dispositivi mobili, televisione o video giochi, in pratica per qualsiasi uso che non sia di stampa, il valore di risoluzione non ha senso, e infatti viene ignorato, mentre l'immagine viene mostrata in modo tale da far corrispondere per ogni pixel dell'immagine un pixel sullo schermo.
 
Canali.
gimp-mixer-canali
Un canale è una componente del colore di un pixel. In un pixel colorato di GIMP queste componenti sono di solito rosso, verde, blu e alle volte la trasparenza (alfa). In un'immagine in scala di grigi, esse sono grigio e alfa e per un'immagine indicizzata a colori sono indicizzato e alfa.
Ciascun insieme rettangolare di ognuna delle componenti di colore di tutti i pixel dell'immagine sono chiamati anche un «canale». Si possono osservare questi canali di colore nella finestra di dialogo dei canali.
Quando l'immagine viene mostrata, GIMP somma assieme questi componenti per formare i colori del pixel per schermi, stampanti, o altri dispositivi. Alcuni dispositivi di uscita possono usare canali diversi dal rosso, verde e blu. Se lo fanno, i canali di GIMP vengono convertiti in altri appropriati per il dispositivo quando l'immagine viene mostrata.
I canali possono essere utili quando si sta lavorando su un'immagine che necessita di una regolazione in un particolare colore. Per esempio, se si vuole rimuovere l'effetto «occhi rossi» da una foto fatta con il flash, torna utile poter lavorare sul canale del rosso.
I canali possono essere visti come delle maschere che permettono o restringono la rappresentazione del colore che a quel canale corrisponde. Usando filtri sui dati di canale, si possono creare molti tipi e complessi tipi di effetti sull'immagine. Un semplice esempio di uso di un filtro sui canali dei colori è il filro mixer dei canali.
Oltre a questi canali, GIMP permette di creare altri canali (o più correttamente, maschere di canale), che vengono mostrate nella parte bassa della finestra di dialogo dei canali. Si può creare un Nuovo canale o salvare una selezione in un canale (maschera). Vedere la voce del glossario sulle Maschere per ulteriori informazioni sulle maschere di canale.
 
Selezioni.
gimp selezione
Spesso quando si lavora su di un'immagine, si desidera modificare solamente una parte di essa. Il meccanismo di «selezione» rende tutto ciò possibile. Ogni immagine possiede la propria selezione che viene normalmente visualizzata con una linea tratteggiata in movimento che separa la parte selezionata dal resto dell'immagine. Il confine della selezione non è sempre netto, dato che in realtà sarebbe sempre più o meno sfumata e rappresentata da un canale a toni di grigio. La riga tratteggiata che si vede, rappresenta sempre il livello del 50% dell'area selezionata. In ogni momento è possibile visualizzare il canale di selezione facendo clic sul tasto di Maschera veloce.
Gran parte dell'apprendimento all'uso di GIMP consiste nell'acquisizione dell'arte delle selezioni; selezioni che devono contenere solo cosa serve e nulla più. Dato che la gestione delle selezioni è così importante, GIMP fornisce un ampio insieme di strumenti adatti allo scopo: un assortimento di strumenti per la selezione, un menu per le operazioni di selezione e infine la possibilità di usare la maschera veloce con la quale si tratta il canale di selezione come se fosse un canale di colore, in modo da poter, letteralmente, «disegnare la selezione».
 
Annullamenti.
Se si commettono degli errori, è possibile tornare sui propri passi dato che quasi ogni operazione che si fa con le immagini è annullabile. In effetti è possibile annullare la gran parte delle ultime azioni effettuate, qualora si ritengano errate. GIMP rende tutto ciò possibile mantenendo una cronologia delle azioni effettuate dall'utente. Questa cronologia però occupa memoria e perciò non è infinita. Alcune azioni usano poca memoria, è possibile effettuarle dozzine di volte prima che le prime azioni compiute vengano eliminate dalla cronologia; altre invece usano molta memoria e quindi se ne possono registrare gli annullamenti solamente per poche alla volta. Comunque è possibile configurare la quantità di memoria che GIMP riserva per la cronologia degli annullamenti di ogni immagine, anche se si dovrebbe essere sempre in grado di annullare almeno 2 o 3 delle ultime azioni effettuate (l'azione più importante non annullabile è la chiusura di un'immagine. Per questa ragione, GIMP chiede conferma prima di chiudere un'immagine su cui si sono effettuati dei cambiamenti non salvati).
Plug-in.
gimp plugin
Molte, probabilmente la gran parte, delle operazioni effettuate su di un'immagine con GIMP vengono eseguite dall'applicazione stessa. Daltronde, GIMP fa un uso estensivo di «plug-in» costituiti da programmi esterni che interagiscono strettamente con esso e sono in grado di elaborare le immagini ed altri oggetti di GIMP in maniera anche molto complessa ed autonoma. Molti plug-in importanti sono distribuiti assieme a GIMP, ma ve ne sono molti altri disponibili secondo altre modalità di distribuzione. La possibilità di scrivere plug-ins (e script) è il modo più semplice, per la gente che non fa parte del gruppo di sviluppo di GIMP, di aggiungere nuove funzionalità a GIMP.
Tutti i comandi nel menu filtri e un numero notevole di comandi presenti in altri menu sono in realtà costituiti da plug-in.
 
Script.
In aggiunta ai plug-in che sono programmi scritti in linguaggio C, GIMP può fare uso di script. La maggior parte degli script esistenti sono scritti in un linguaggio detto Script-Fu; un linguaggio speciale di GIMP (a chi può interessare, è un dialetto del linguaggio Lisp chiamato Scheme). È anche possibile scrivere script GIMP in Python o in Perl. Questi ultimi sono più flessibili e potenti di Script-Fu; lo svantaggio è che dipendono da software che non viene distribuito con GIMP perciò non c'è garanzia che funzionino correttamente per ogni installazione di GIMP.


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Fonte: http://nelregnodiubuntu.blogspot.com/2013/05/introduzione-gimp-primi-passi-con-wilber.html

venerdì 17 maggio 2013


Angelina Jolie e la follia propagandistica del mondialismo



La trentasettenne Angelina Jolie, attrice e infaticabile paladina dei diritti umani dei profughi sta facendo parlare di sé in tutto il mondo.

Non si tratta dell’uscita dell’ultimo film, ma quello che sta facendo scalpore sono state le sue dichiarazioni. Al quotidiano principe dell’establishment mondialista, il New York Times, ha dichiarato di essersi fatta togliere entrambi i seni, nella clinica privata Pink Lotus Breast Center (con la sede principale guarda caso a soli 5 miglia da Hollywood), per “prevenire” il cancro!



In questi giorni, nella home page ufficiale del sito della clinica (immagine a sinistra) è casualmente apparsa l’attrice in splendida forma.

Il ritorno economico per la clinica sarà inimmaginabile...

La Jolie, avrebbe effettuato la mastectomia per i suoi sei figli e soprattutto perché la mamma è morta di cancro alle ovaie nel 2007.

Non voleva - giustamente - morire di cancro, soprattutto perché: “i medici mi hanno detto che ho il gene BRCA1 che mi dà l’87% di probabilità di avere il cancro al seno e il 50% quello alle ovaie”.



Il BRCA1 (Breast Cancer Type 1 susceptibility protein) è un gene per così dire oncosoppressore, in grado di codificare una proteina che impedisce alle cellule di crescere e dividersi troppo rapidamente o in modo incontrollato (1).

Una eventuale mutazione di questo specifico gene - impone dogmaticamente la visione ortodossa della scienza - farebbe perdere il controllo del ciclo cellulare, e questo originerebbe mutazioni e quindi tumori.

Stimano che circa il 14% dei tumori alla mammella, e il 10% dei tumori ovarici, siano causati da mutazioni a livello del gene BRCA1 e BRCA2 (2).

Studi effettuati su famiglie a rischio, dicono che le donne che possiedono mutazioni ereditarie a livello dei geni BRCA1 o BRCA2 (come la Jolie) rischiano di sviluppare un tumore alla mammella nell’87% dei casi, contro una probabilità del 10% dei non portatori di mutazioni.



Secondo il National Cancer Institute, le stime di rischio di vita sono le seguenti: circa il 12% delle donne nella popolazione generale svilupperà un cancro al seno durante la loro vita, contro il 60% delle donne che hanno ereditato una mutazione dannosa in BRCA1 o BRCA2 .

In altre parole, una donna che ha ereditato una mutazione in uno dei geni BRCA1 o BRCA2 ha 5 volte più probabilità di sviluppare il cancro al seno di una donna che non ha una tale mutazione. Questo studio non lascia spazio a molti dubbi...

Nel sito governativo PubMed, la libreria nazionale di medicina (U.S. National Library of Medicine) però ci sono altre pubblicazioni molto interessanti, come per esempio lo studio intitolato: “Familiarità del tumore al seno: rianalisi associate di dati individuali provenienti da 52 studi epidemiologici su 58.209 donne colpite da tumore al seno e 101.986 senza la patologia” (3).



I risultati in questo caso dicono che solamente il 12% delle donne con cancro al seno avevano un parente affetto, mentre l'1% ne aveva due o più.

La conclusione è che: 8 donne su 9 che sviluppano il cancro al seno NON hanno una madre colpita, la sorella e neppure una figlia. Nonostante le donne con parenti di primo grado con una storia di cancro al seno abbiano un maggior rischio di malattia, la maggior parte non svilupperà MAI il cancro al seno. Chiaro?

Nello studio non accennano ai geni BRCA1 e 2 (e forse proprio grazie al fatto che nessuno ha detto loro dei geni…), ma è certamente interessante sapere che la maggior parte delle donne NON svilupperà mai un cancro, anche se ce l’ha avuto la madre o un altro parente di primo grado!



Il mantra ufficiale però, portato avanti mediaticamente dalla propaganda più becera, dai testimonial come la Jolie, dagli opinion leader, dal vergognoso neuromarketing, è che noi dobbiamo temere, aver paura della nostra genetica, dei geni che ereditiamo dai genitori.

Sono o non sono loro che comandano tutto? No, non è così. La realtà, come sempre, è un’altra cosa!

Questo viene spiegato dettagliatamente dall’epigenetica (epi = sopra, i geni), che sta dimostrando in maniera scientifica e inoppugnabile da molto tempo che l’uomo non è schiavo dei propri geni, ma semmai dei propri schemi mentali e/o comportamentali.


I geni, per semplicità, possono essere paragonati a degli invisibili interruttori che possono attivarsi o disattivarsi a seconda dei comandi, a seconda delle informazioni (epigenomiche) che arrivano loro. E’ l’ambiente interno ed esterno, il nostro stile di vita, la nostra alimentazione, i nostri pensieri e sentimenti che possono dare questi comandi.

Noi non nasciamo difettati(4), ma lo possiamo diventare.



In quest’ottica: quanto può influenzare la psiche di una persona, sapere che nel proprio patrimonio genetico ci sono geni difettosi? Geni che, secondo il terrorismo e la visione disumanizzante della medicina, potranno innescare patologie anche tumorali? Come potrà vivere una persona con la spada di Damocle appesa sopra la testa per anni, decenni? Spada che in qualsiasi momento della vita può cadere e uccidere?

La psico-somatica insegna che dalla psiche (anima-emozioni) si può passare al soma (corpo-fisico) e anche viceversa (somato-psichica), quindi pensare costantemente (collegandoci anche una emozione come paura di morire, ecc.) che si ha dentro qualcosa che non va, che si è difettosi, che si rischia il cancro, avrà come risultato la cristallizzazione e il potenziamento di questo pensiero. Il pensiero si sa è in grado di creare la materia, nel bene (effetto placebo) e anche nel male (effetto nocebo).



La strategia mondialista lavora proprio in questa direzione: instillare costantemente la PAURA tramite i media per farci vivere costantemente con una spada sopra la testa, e con un gene pronto a trasformarsi in un tumore maligno.

Grazie alle teorie ortodosse, fasulle e fallimentari della genetica classica, ci stanno facendo credere che tutto dipende dal nostro patrimonio genetico: dall’impercettibile, ma non inviolabile per loro, DNA.



Stanno purtroppo per diventare realtà le visioni fantascientifiche veicolate dai film di Hollywood. Un esempio per tutti è “Gattaca: la porta dell’universo”.

Alla nascita del protagonista, grazie alla lettura del DNA, il medico può tranquillamente profetizzare: “Affezione neurologia, probabilità 60%; mania depressiva, probabilità 42%; sindrome ipercinetica, probabilità 89%; cardiopatia probabilità 99%. Soggetto a morte prematura: aspettativa di vita 30,2 anni”. Questo bambino, generato con un atto d’Amore, è destinato a morire presto e pieno di magagne, chissà come mai?!

Per il secondo figlio invece, i genitori optano che l’Amore non va bene, e si affidano alle cliniche specializzate nella nascita… Qui un genetista di colore descrive dettagliatamente ai genitori quello che la Scienza può fare prima del concepimento, con gli ovuli e spermatozoi. “Mi sono permesso - incalza il medico, con le bave alla bocca - di eliminare ogni affezione virtualmente pregiudizievole: calvizie precoce, miopia, predisposizione all’alcolismo e alle droghe, tendenza alla violenza, all’obesità”.

Il bambino deve partire “in posizione di vantaggio. Abbiamo già purtroppo molti difetti innati. Ricordate che questo bambino è la somma di voi due….del MEGLIO di voi due”.



Il meglio delle persone, si può anche chiamare “eugenetica” (il gene buono).

L’uomo in camice bianco si è sostituito a Dio, ed elimina con il bisturi genetico, tutti i difetti innati, tutti i geni malati, per creare una persona sana e perfetta, magari bionda con gli occhi azzurri…

Fantascienza? Purtroppo no. Follia? Certamente sì, ma molto lucida e diabolica.



Tornando al nostro Premio Oscar, la cosa ridicola è che oggi alla Jolie senza mammelle, la probabilità che gli venga un tumore, secondo i medici, è diventata del 5%. Quindi non ZERO, per tanto, paradossalmente avrà sempre il rischio di un tumore!

Spingendo questa perversa logica agli estremi limiti, ecco il triste risultato: gli hanno detto di avere l’87% di probabilità di sviluppare un tumore al seno, e quindi ha tolto le mammelle; però gli hanno anche detto di avere il 50% di probabilità di sviluppare un tumore alle ovaie, quindi tra non molto dovrà farsi pure una isterectomia totale. Rimane da sapere quante probabilità ha di sviluppare un tumore ai polmoni? O al cervello? Cosa farà in questi casi?



Non si sta giudicando la scelta individuale e personale fatta da una persona consapevole (?) e soprattutto informata (?), qui si giudicano le pericolosissime dichiarazioni a mezzo stampa, di una delle più ricche, famose e ammirate attrici di Hollywood.

Ricordiamo sempre che la struttura massonica Hollywood, è la più potente casa di produzione filmica del mondo, il più grande creatore di sogni e desideri del pianeta.

Non si tratta di Michelina Rossi ma di Angelina Jolie; non lo ha confessato al prete, ma al quotidiano più letto del mondo.

La foto qui a fianco ritrae la Jolie con addosso una maglietta dal disegno e scritta inequivocabili: il triangolo con dentro l’occhio onniveggente che sovrasta il pianeta Terra e sotto la scritta Illuminati, la potentissima congrega massonica che controlla di tutto, Hollywood incluso.

Angelina Jolie fa parte del Sistema, è finanziata e controllata dal Sistema, per cui qualche dubbio sorge spontaneo nella sua decisione di dire al mondo intero la sua coraggiosa e responsabile scelta.



Quante donne, per non dire quante adolescenti, emuleranno il percorso di coraggio e determinazione intrapreso dalla Jolie? Quante donne si faranno estirpare i seni, ovaie, utero e perché no, anche la tiroide, nella vana speranza di evitare un tumore? Tumore che poi magari verrà lo stesso…

In tale logica demenziale, dobbiamo riconoscere all’ex presidente statunitense George Bush junior (junior in tutti i sensi), l’intelligenza della sua proposta per risolvere il problema degli incendi dei boschi: “abbattere gli alberi, per abbattere gli incendi”.

Il discorso, anche in ambito medico, purtroppo, non fa una piega.


Marcello Pamio - 16 maggio 2013






Note


[1] Genetics Home Reference, http://ghr.nlm.nih.gov/gene/BRCA1

[2] National Cancer Institute at the National Institutes of Health, http://www.cancer.gov/cancertopics/factsheet/Risk/BRCA

[3] “Familial breast cancer: collaborative reanalysis of individual data from 52 epidemiological studies including 58,209 women with breast cancer and 101,986 women without the disease”. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11705483

[4] La medicina parla di una piccolissima percentuale di malattie per così dire genetiche, cioè ereditate dai genitori. Ma anche in questo caso bisognerebbe analizzare dettagliatamente e attentamente se è successo qualcosa prima del concepimento e soprattutto durante la gravidanza. Se sono stati assunti farmaci, droghe, vaccini, metalli pesanti, ecc. prima, durante e dopo la gravidanza...





Fonte

giovedì 16 maggio 2013


Guida a Sweet Home 3D software open source per il disegno di interni(4a parte).

sweethome_logoImportare i modelli 3D.

Questa pagina elenca alcune sorgenti di modelli 3D che puoi importare in Sweet Home 3D.

Modelli 3D creati dai contributori di Sweet Home 3D
Alcuni files di oggetti addizionali supportati dal wizard di importazione arredamento di Sweet Home 3D e creati dai contributori sono disponibili in questa pagina (versione inglese).
Librerie addizionali di modelli 3D
Dalla versione 1.3, è possibile importare direttamente librerie addizionali di modelli 3D nel catalogo del arredamento di Sweet Home 3D. Queste librerie sono disponibili come file SH3F nella sezione SweetHome3D-models nella pagina download di SweetHome 3D.

Un file SH3F può essere installato semplicemente facendo doppio click su di esso o selezionando Arredamento > Importa libreria arredamento dal menù. Questo copierà il file SH3F nella cartella dei plug-in arredamento di Sweet home 3D, e la posizione di questa cartella dipende dal tuo sistema:
  • Sotto Linux e altri Unix, è la sottocartella .eteks/sweethome3d/furniture della tua cartella utent.
Par disinstallare un file SH3F rimuovilo semplicemente dalla cartella dei plugin arredamento e fai ripartire Sweet Home 3D.
Crea i tuoi modelli 3D
Per creare i tuoi modelli puoi usare un qualsiasi software capace di generare nei formati OBJ, DAE, 3DS o LWS.

Se vuoi contribuire con modelli addizionali in Sweet Home 3D, per favore madali nel sistema di tracking contributi modelli 3D.
Altri siti web con modelli 3D
I seguenti siti offrono anche alcuni modelli 3D nei formati OBJ, DAE, 3DS o LWS supportati wizard di importazione arredamento di Sweet Home 3D :

StarStarStar
Trimble 3D Warehouse
StarStarStar
Resources.blogscopia
StarStarStar
ArchiBit Generation
StarStarStar
Flying architecture
StarStar
Free the models
StarStar
Kolo
StarStar
Creative-3D.net
StarStar
Klicker
StarStar
Model3D.biz
Star
Baumgarten Enterprises
Star
3DPlants.com
Star
Archive3D
Star
3D Meshes Research Database


Sweet Home 3D 1.7 tutorial por SweetHome3D
Importazione Texture.
Questa pagina elenca alcuni siti .web che propongon texture gratuite
puoi importarle in Sweet Home 3D.
StarStarStar
LeMog (più di 3500 texture che coprono diverse esigenze)
StarStar
Archive textures (scelta molto vasta)
StarStar
Plain textures (una grande scelta di texture, ma non tutte sono continue)
StarStar
CG Textures (una grande scelta di texture, ma non tutte sono continue)
StarStar
Blender for Architecture (interessante per le texture del cielo)
StarStar
Patterriffic (belle texture di muri)
Star
Alterlinks (poche semplici textures)
Star
Grunge textures (not seamless grunge textures)
Star
Hongkiat.com ( textures di legni, molte di loro non sono continue)
Star
WDL (Texture di muri)
Star
Free Seamless Textures (a few seamless textures)

Per rivestire una superficie con una texture che ripete se stessa, come un muro, sgegli una texture continua.

Per non ridurre le prestazioni di Sweet Home 3D, non importare immagini con alte risoluzioni (generalmente, immagini di 256x256 pixel danno già buoni risultati). Se devi ridurre la risoluzione di un immagine, dovresti preferire una migliore qualità jpg dell'immagine rispetto ad un'alta risoluzione.

Per favore rispetta la licenza dei modelli che scarichi da questi siti web.

Guida per lo sviluppatore.

Se vuoi sviluppare un plug-in per Sweet Home 3D, leggi prima la guida allo sviluppo dei plug-in (in inglese).

Se vuoi informazioni sull'architettura di Sweet Home 3D puoi leggere:
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Fonte: http://reubuntu.blogspot.com/2013/05/guida-sweet-home-3d-software-open_4.html

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